sabato 7 marzo 2026
Parco GruBrìa: conclusi i lavori forestali nelle aree boschive del Meredo e della Porada di Seregno
Nei boschi comunali di Seregno si sono conclusi gli interventi forestali realizzati durante l’inverno all’interno del Parco GruBrìa. I lavori hanno interessato principalmente le aree del Meredo e della Porada e rappresentano una prima fase di un progetto più ampio di miglioramento ecologico delle aree forestali pubbliche.
Come spiega il Parco in un comunicato, «sono terminati i lavori forestali che hanno interessato, durante l’inverno, diversi boschi di proprietà comunale a Seregno». Gli interventi sono stati realizzati «sulla base di un progetto redatto da un forestale abilitato e approvato da Regione Lombardia» e hanno previsto «il taglio di alcuni alberi e la posa di nuove piantine».
Secondo quanto comunicato dal Parco, queste attività rientrano in un programma di gestione che riguarda complessivamente circa 100 ettari di boschi pubblici nel territorio del Parco. Finora gli interventi hanno coinvolto circa il 20% della superficie.
L’obiettivo non è semplicemente il taglio di alcune piante, ma un miglioramento complessivo della qualità ecologica del bosco. Tra le finalità indicate dal progetto vi sono infatti «migliorare la struttura del bosco, con piante che negli anni cresceranno con maggior forza e stabilità», «contenere la diffusione di specie esotiche invasive» e «contrastare alcune situazioni di pericolo».
Il Parco sottolinea anche l’importanza degli interventi per la biodiversità: le operazioni mirano a «favorire la biodiversità vegetale anche tramite la posa di nuove piantine» e a «favorire la biodiversità animale ricreando una struttura del bosco che consenta alla fauna di trovare rifugi e risorse alimentari». Nel corso dei lavori è stata inoltre effettuata la rimozione di rifiuti, con l’obiettivo di «eliminare rifiuti plastici presenti nelle aree».
Il comunicato chiarisce che quanto realizzato rappresenta solo una prima tappa. «Quanto realizzato è però solo l’inizio di un percorso che mira ad un progressivo miglioramento delle caratteristiche ecologiche dei boschi e quindi di incremento della biodiversità», con l’intento di rafforzare anche «la capacità di contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico».
Il Parco richiama inoltre alla collaborazione dei cittadini. «Per proseguire su questo cammino, è necessaria la collaborazione di tutta la cittadinanza», invitando a «rispettare il bosco, passeggiando solo sui percorsi, senza entrare nel bosco e senza farvi entrare i nostri cani».
Passeggiando lungo i sentieri, spiegano i tecnici, si potranno osservare alcuni segni visibili della gestione forestale. «Sarà possibile vedere piccole cataste di legna e ramaglie: la loro lenta decomposizione restituirà al suolo materia organica e nutrienti». Allo stesso tempo, «si vedranno giovani piante crescere e prendere il posto di quelle morte».
Il bosco, dunque, è in trasformazione. Alcune delle nuove piante «sono appena state piantate e avranno nei prossimi anni le cure necessarie alla loro crescita», mentre altre «stanno crescendo spontaneamente e godranno dello spazio creato dall’eliminazione di alcune delle piante che è stato necessario tagliare».
Anche il sottobosco avrà un ruolo importante nella nuova fase ecologica dell’area: «capiterà anche di veder crescere nel sottobosco rovi e arbusti che, assieme alla legna, andranno a creare un ambiente ricco di rifugi e fonti di alimentazione per la piccola fauna».
Il percorso di miglioramento dei boschi del Parco GruBrìa, conclude il Parco, richiederà tempo. Ma l’obiettivo dichiarato è quello di accompagnare nel lungo periodo l’evoluzione naturale del bosco verso ecosistemi più ricchi, resilienti e capaci di sostenere la biodiversità.
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Sono stato e sono estremamente contrario a questa operazione, soprattutto nel metodo del tutto e subito, nel taglio indiscriminato di molte piante ancora sane, in particolare acacie (un accanimento perché non autoctone anche se la presenza è da più di 300/400anni?), ma non solo. Non sono "alcune" ma diverse centinaia! La ripiantumazione è nella maggior parte effettuata con piantine come fuscelli e solo in parte adulte di qualche anno: bisognava alternarla con più frequenza. Avremo grandi problemi di ombra, di surriscaldamento a causa del minor assorbimento di CO2 nell'immediato. Non si può aspettare 20 anni prima di ripristinare l'equilibrio maltolto!
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