In seguito alla pubblicazione del nostro post del 23 gennaio scorso sulla tangenziale Meda–Seregno, abbiamo ricevuto il seguente contributo da Enrico Radice, medese, che interviene nel dibattito aperto anche dall’articolo del Giornale di Seregno del 20 gennaio.
Riteniamo utile riportarlo integralmente, perché pone una questione specifica di carattere viabilistico che merita attenzione e approfondimento.
La tangenzialina di Meda non tiene conto della viabilità intercomunale per cittadini e imprese
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| Progetto di Pedemontana |
di Enrico RadiceLa prevista rotatoria della tangenzialina tra la via Indipendenza di Meda e la via Cadore di Seregno, invita all’accesso al centro di Seregno e non tiene conto dell’indispensabile allineamento, per quanto possibile, con la via Einaudi di Meda e a seguire Cabiate, Mariano C.se, viabilità in sicurezza esterna ai centri abitati.
Con una possibile modifica in corso d’opera di almeno 20 metri in arretramento al confine di Meda, si raggiungerebbe un parziale risultato dell’importante lavoro del progetto sulla viabilità intercomunale, che dal 2010 ha svolto con grande impegno il Centro Promozione Brianza di Cabiate; al quale va anche attribuito sin da quella data la diffusione concertata con Pedemontana delle nove mostre e dei pannelli illustrativi indirizzati per la pubblica visione ai singoli Comuni del progetto autostradale.
Mostre e progetto, che come evidenziato da questa necessaria rettifica, sarebbero dovuti essere sin dall’epoca oggetto di attenzione e indicazioni dei Comuni interessati, per confrontarsi e concertarsi con Autostrada Pedemontana Lombarda.
Una presentazione speciale è stata realizzata su richiesta del Comune di Seveso presso l’Istituto Comprensivo De Gasperi.
Dopo la presentazione del progetto nel 2009 presso Assolombarda a Milano, il Centro Promozione Brianza di Cabiate ha promosso ed organizzato un importante convegno a Villa Gallia di Como per illustrare l’avanzamento dei lavori.
Nostro commentoIl contributo di Enrico Radice mette a fuoco un nodo preciso del progetto della cosiddetta “tangenzialina” di Meda: il ruolo e la collocazione della rotatoria prevista tra via Indipendenza (Meda) e via Cadore (Seregno).
La critica non riguarda tanto l’opera in sé, quanto la sua funzione viabilistica. Secondo Radice, così come progettata, la rotatoria rischia di svolgere un ruolo opposto a quello che una infrastruttura di questo tipo dovrebbe avere: invece di favorire il traffico di attraversamento esterno ai centri abitati, finisce per indirizzare i flussi verso il centro di Seregno, aggravando una situazione già delicata.
Il tema centrale è quello della viabilità intercomunale, ovvero di una rete di collegamenti pensata per cittadini e imprese che consenta spostamenti sicuri ed efficienti tra i Comuni, senza scaricare il traffico nei quartieri residenziali. In questa prospettiva, Radice richiama la necessità di un miglior allineamento del nuovo tracciato con via Einaudi a Meda e, più in generale, con l’asse che conduce verso Cabiate e Mariano Comense.
L’elemento interessante è che la soluzione ipotizzata non è radicale: una modifica di limitata entità, stimata in un arretramento di circa 20 metri della rotatoria verso il confine di Meda, che potrebbe migliorare sensibilmente la funzionalità complessiva dell’opera. Ed è importante sottolineare che, allo stato attuale, una modifica progettuale risulta ancora possibile.
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| Progetto alternativo della rotonda Cadore / Indipendenza (Luciano Minotti, settembre 2025) |
Su questo punto, come Brianza Centrale, avevamo già avanzato una proposta
nel post del settembre 2025, riportando un’ipotesi progettuale elaborata da Luciano Minotti. Una proposta che, per quanto noto, non comporterebbe costi aggiuntivi per Pedemontana, ma consentirebbe di risolvere gran parte delle criticità oggi evidenziate.
In quel contributo si sottolineava come sia necessaria una pianificazione complessiva del traffico, capace di individuare alcune strade primarie sulle quali indirizzare i flussi intercomunali e interurbani (Wagner, Einaudi, Indipendenza, Orcelletto verso Mariano e Giussano, Porada–Nazioni Unite), accompagnata da scelte coerenti sulla circolazione: doppi sensi, sensi unici, organizzazione delle rotatorie e introduzione di sistemi semaforici intelligenti.
All’interno di questa visione, assume un ruolo centrale anche l’attenzione alla mobilità dolce, con percorsi pedonali e ciclabili protetti, e la possibilità di restituire qualità urbana a spazi oggi penalizzati dal traffico. È il caso, ad esempio, del tratto di via Cadore tra viale Tiziano e la rotatoria di Pedemontana, che potrebbe essere liberato dal traffico di transito e trasformato in un vero centro di vita del quartiere, con verde pubblico, spazi pedonali e una valorizzazione del patrimonio edilizio storico esistente.
Il contributo di Radice, dunque, non introduce una polemica astratta, ma riporta l’attenzione su una questione concreta: il progetto può ancora essere migliorato, con interventi mirati e realistici, se si ha la volontà di guardare alla tangenziale non come a un semplice collegamento locale, ma come a un tassello di una più ampia strategia di mobilità intercomunale.