venerdì 16 gennaio 2026

Fare Parco, anno dopo anno: il Parco GruBrìa e la visione che guarda lontano


Ci sono parole che, quando vengono ripetute nel tempo, smettono di essere slogan e diventano metodo. “Fare Parco, anno dopo anno” è una di queste. Non è solo il titolo della nuova newsletter del Parco GruBrìa, ma la sintesi di un percorso ultraventennale che attraversa la Brianza Centrale, ne interpreta i bisogni ambientali e ne disegna il futuro.

Un percorso che questo blog, Brianza Centrale, sostiene fin dalla sua nascita nel 2009, quando l’idea stessa di un grande parco sovracomunale appariva a molti come un’utopia. Oggi, quella visione non solo è diventata realtà, ma guarda a un nuovo traguardo: la trasformazione del GruBrìa in Parco Regionale.


Con l’inizio del 2026 il Parco GruBrìa si dota di un nuovo strumento di comunicazione: la Newsletter del Parco, pensata – come scrive il presidente Arturo Lanzani – come “uno strumento per condividere, mese per mese, quello che accade nel Parco”. Una scelta importante, perché la cura del territorio passa anche dalla trasparenza e dal racconto continuo di ciò che si fa.

Nella sua lettera di auguri, Lanzani ripercorre un 2025 “impegnativo per il nostro Parco, ricco di lavoro, non senza difficoltà, ma con importanti soddisfazioni”. Parole che restituiscono bene la complessità di governare un’area verde nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa.


Uno degli elementi centrali del lavoro del GruBrìa è il rapporto con la cittadinanza. Il 2025 è stato “un anno denso di momenti di incontro, grazie alle tante iniziative organizzate nel Parco (passeggiate, laboratori per i più piccoli, attività di citizen science)”. Attività rese possibili anche “dal sostegno e dalla collaborazione di associazioni, che quotidianamente vivono e si prendono cura del territorio”.

Questa rete di relazioni è il vero capitale del Parco: un patrimonio umano che affianca e rafforza quello naturale.

Foto Parco GruBrìa

Particolarmente significativo è il lavoro svolto con le scuole. Nel solo 2025, le attività gratuite di educazione ambientale hanno coinvolto “più di 2.800 alunni delle scuole primarie e secondarie”. Un dato che parla da solo.

Come sottolinea Lanzani, “il loro entusiasmo e la loro curiosità hanno rafforzato la convinzione dell’importanza primaria di queste attività”. Perché la tutela dell’ambiente non si improvvisa: si costruisce, generazione dopo generazione.

Foto Parco GruBrìa

Tra le novità più incoraggianti dell’anno appena concluso c’è l’avvio del primo corso per Guardie Ecologiche Volontarie presso la sede del Parco. “Con oltre 40 iscritti di cui molti sono giovani, questo dà speranza di tutela e cura”, scrive il presidente.

In un’epoca segnata da disinteresse e disaffezione, vedere tanti giovani scegliere di mettersi al servizio del territorio è un segnale potente.


La fruizione consapevole passa anche da strumenti concreti. È per questo che il GruBrìa ha realizzato una nuova carta escursionistica, “dettagliata e aggiornata, disponibile gratuitamente”. Una mappa che non è solo un supporto tecnico, ma un invito a esplorare, conoscere e rispettare.

Il 2025 ha visto anche importanti interventi di riqualificazione e connessione ecologica. A Muggiò e Nova Milanese sono stati creati nuovi percorsi che collegano le ciclabili urbane al Canale Villoresi, accompagnati da “filari, siepi, fasce arboreo arbustive e prati”. Azioni che “arricchiscono il patrimonio verde e donano ai cittadini aree pubbliche attrezzate in cui passeggiare e godere di tutti i benefici dello stare nel verde”.

Emblematico è il nuovo ponte ciclopedonale tra Nova Milanese e Muggiò: “un piccolissimo tassello” che però consente di “collegare in sicurezza la Piana del Novale di Nova al Parco Superga di Muggiò”, contribuendo alla ricostruzione dello storico Sentierone. Ancora una volta, riqualificazione ambientale e recupero della memoria storica procedono insieme.

Non meno importante è il lavoro quotidiano di manutenzione dei sentieri e dei boschi. Attività che talvolta generano preoccupazioni, ma che – come chiarisce Lanzani – sono svolte “con attenzione e professionalità, nella convinzione di agire con lungimiranza nell’interesse e nella cura della natura”.

I risultati iniziano a vedersi: “le aree che hanno visto nel corso del tempo attenti interventi di riqualificazione sono quelle con il maggior numero di specie”. Un segnale chiaro di come la buona gestione favorisca la biodiversità.

Foto Parco GruBrìa

Il passaggio forse più rilevante della newsletter riguarda il futuro istituzionale del GruBrìa. Il 2025 ha visto il Parco impegnato nella proposta di trasformazione in Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.

“Con un importante lavoro di studio e di confronto”, spiega Lanzani, la proposta è stata inviata a Regione Lombardia con l’obiettivo di “ampliare le aree tutelate e rafforzarne il livello di tutela”.


Per chi conosce la storia di questo territorio, questo passaggio non arriva per caso. Arturo Lanzani è stato prima l’ideatore del Parco Brianza Centrale, poi tra i principali promotori della fusione con il PLIS del Grugnotorto Villoresi, e oggi è il garante di una visione che punta al riconoscimento regionale. Una coerenza rara, che merita rispetto e sostegno.

A chiudere l’anno, una notizia di grande rilievo: Fondazione Cariplo ha selezionato il progetto “aGREENment”, una strategia integrata per la transizione climatica che coinvolge Parco e Comuni, unendo “mitigazione e adattamento, forestazione urbana e mobilità sostenibile”. Un progetto che dimostra come il GruBrìa non sia solo tutela, ma anche laboratorio di futuro.

“Come avete potuto leggere, le iniziative del 2025 sono state tante e molto lavoro ci aspetta anche nell’anno appena cominciato”, conclude Lanzani. Ed è proprio per raccontare questo lavoro che nasce la newsletter.

Chi desidera riceverla può cliccare su: https://grubrianews.mailrouter.it/user/register

Da parte nostra, come Brianza Centrale, non possiamo che ribadire il sostegno a questo percorso. Perché il Parco non è solo un confine sulla mappa: è una visione condivisa, costruita con pazienza, competenza e passione. Anno dopo anno.

Mario Attalla nuovo Delegato WWF in Lombardia: una nomina che riguarda anche la Brianza

Per leggere il comunicato ufficiale del WWF cliccare qui.

Il Consiglio Nazionale del WWF Italia ha ufficialmente nominato Mario Attalla nuovo Delegato regionale del WWF in Lombardia. Attalla ricopriva già da alcuni mesi il ruolo di Coordinatore regionale e la nomina formalizza ora un incarico importante in una regione particolarmente esposta a consumo di suolo, grandi infrastrutture e forti pressioni ambientali.

Mario Attalla è da tre anni componente del Consiglio Nazionale del WWF Italia e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione WWF. Professionista con una lunga esperienza nel settore del marketing e della comunicazione, ha collaborato con numerose organizzazioni non governative occupandosi di campagne di sensibilizzazione, raccolta fondi e comunicazione strategica, mettendo le proprie competenze al servizio dei temi ambientali e sociali.

Nel comunicato stampa diffuso dal WWF Italia, Attalla ha dichiarato: “Sono molto felice dell’incarico anche perché nei tre mesi passati come Coordinatore ho avuto modo di approfondire di persona sia la conoscenza di tanti volontari molto attivi che quasi tutte le strutture presenti in Lombardia, in particolare le meravigliose Oasi. Ho avuto modo di confrontarmi sui temi prioritari che derivano dalla mission WWF e abbiamo deciso che nel 2026 concentreremo i nostri sforzi su quelli più urgenti e attuali: il consolidamento delle esperienze, il presidio del territorio per contrastare la cementificazione incontrollata, l’attrazione di nuovi volontari con un occhio particolare al mondo giovanile, lo sviluppo della comunicazione multimediale, l’implementazione dell’educazione ambientale nelle scuole, il contrasto al bracconaggio e ultimo, ma forse più importante, la salvaguardia della salute di tutti che dipende dall’ambiente in cui viviamo tutti i giorni”.

Il WWF Italia accompagna la nomina con questa dichiarazione ufficiale: “Il WWF Italia esprime piena fiducia nella capacità del nuovo Delegato di proseguire le attività in corso in Lombardia, già dimostrate in questi mesi da Coordinatore, e consolidare il rapporto tra la dimensione regionale e quella nazionale del WWF, favorendo sinergie e promuovendo attività concrete e partecipate per la salvaguardia dell’ambiente sul territorio lombardo.”

Nel comunicato ufficiale non compaiono riferimenti espliciti al precedente Delegato regionale. Una scelta che segnala, implicitamente, l’avvio di una fase nuova.

Come Brianza Centrale, negli anni abbiamo avuto posizioni non sempre coincidenti con il precedente Delegato, in particolare su alcune grandi opere infrastrutturali. Il tema della Pedemontana Lombarda, rispetto al quale il nostro blog ha sempre mantenuto una posizione di netto contrasto, ha rappresentato uno dei principali elementi di distanza nel confronto pubblico.

Rivolgiamo a Mario Attalla i nostri auguri di buon lavoro, auspicando che possa contare sul pieno supporto delle Organizzazioni Aggregate del WWF e che, allo stesso tempo, sappia rafforzare il dialogo con le associazioni e i comitati ambientalisti del territorio.

I temi richiamati dal nuovo Delegato – contrasto alla cementificazione, tutela della salute, presidio del territorio – sono centrali anche per la Brianza e richiedono posizioni chiare e un lavoro di rete ampio e inclusivo. Ci auguriamo che questa nuova fase possa favorire maggiore convergenza e collaborazione, nell’interesse dell’ambiente e delle comunità locali.

giovedì 15 gennaio 2026

Barzio: rischi ambientali per il palazzetto costruito vicino al torrente!

Il Palazzetto comunale di Barzio a pochi metri dal torrente Fiumetta. Foto ricevuta dal Circolo Ambiente, crediti immagine ValsassinaNews

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


In merito alla realizzazione del nuovo palazzetto comunale di Barzio, costruito a pochi metri dal torrente Fiumetta, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" esprimiamo forti preoccupazioni per la situazione di rischio ambientale, dovuta appunto alla prossimità dell'edificio rispetto al corso d'acqua.

Prendiamo atto, ora, dell'avvio di una inchiesta da parte della Magistratura per fare luce sulla vicenda relativa alla costruzione del palazzetto. Come associazione fin dallo scorso novembre (ovvero prima che si sapesse dell'avvio del procedimento giudiziario) abbiamo richiesto al Comune l'accesso agli atti relativi al progetto dell'edificio comunale; solo nei giorni scorsi - esattamente il 12 gennaio - ci è stata fornita tutta la documentazione relativa al progetto per la realizzazione del palazzetto, avvenuta nel periodo 2023-2024, con la precedente Amministrazione comunale di Barzio. Ci è stata allegata anche la recentissima delibera di Giunta che revoca il progetto (secondo noi altrettanto dannoso) per lo spostamento del torrente Fiumetta per 'cercare' di sanare la situazione, di fatto non sanabile!

Senza entrare nel merito dell'inchiesta della Magistratura e degli eventuali rilievi penali a carico dell'ex sindaco e dell'ex tecnico comunale, come associazione ambientalista siamo preoccupati per i risvolti di carattere ambientale e idrogeologico. E' infatti assurdo e gravissimo l'aver permesso la costruzione del palazzetto a una distanza così ravvicinata al corso d'acqua, che è stato in tal modo compromesso dal punto di vista ambientale, comportando possibili rischi dal punto di vista idrogeologico, in caso di forti piene del torrente. In tal senso sarebbe altrettanto assurdo e dannoso pensare di sanare la situazione spostando il corso del torrente stesso!

Oltre ai danni ambientali e al rischio idrogeologico, va valutata l'incognita di avere una struttura di fatto inutilizzabile, poiché a rischio allagamenti.
Come associazione ambientalista stiamo e continueremo a seguire l'intera vicenda.

Tangenziale Meda-Seregno, viabilità di quartiere, piste ciclabili e spazi pubblici: il futuro del Ceredo resta appeso alle trattative

Gli interventi previsti dal Piano del Traffico su via Cadore

Martedì 13 gennaio 2026 si è tenuta l’assemblea del quartiere Ceredo di Seregno presso il Centro Ambientale di via Alessandria. All’incontro hanno partecipato una trentina di residenti. Per la Giunta comunale erano presenti il sindaco Alberto Rossi e tre assessori. Il Consiglio direttivo del Comitato di Quartiere era presente al completo.

In questo post ci soffermiamo esclusivamente sui temi che da tempo ci stanno a cuore e che abbiamo già affrontato in diversi articoli del blog.

Abbiamo appreso con favore che alcune criticità, sollevate da noi e da altri cittadini, siano state finalmente prese in considerazione dall’Amministrazione comunale. In particolare ci riferiamo a:

  • il ripristino del doppio senso di circolazione nel tratto di via Einaudi compreso tra via Cadore / via Indipendenza e via Wagner;
  • la rimodulazione della nuova rotatoria di via Cadore;
  • il raccordo con la pista ciclabile che il Comune di Meda intende realizzare in via Indipendenza;
  • la riqualificazione di via Cadore nel tratto che va dal confine comunale fino a via Tiziano.

Si tratta di interventi fondamentali per la vivibilità e la sicurezza del quartiere. Tuttavia, è emerso chiaramente come queste aperture non si siano ancora tradotte in impegni concreti. Molte delle opere citate dovranno infatti essere negoziate con altri enti, in particolare con il Comune di Meda e con Pedemontana.

Ed è proprio qui che nascono le nostre preoccupazioni: i tempi a disposizione sono molto ristretti e il rischio è che modifiche essenziali per il quartiere non riescano a vedere la luce o vengano fortemente ridimensionate.

Un’altra notizia emersa durante l’assemblea riguarda i tempi di realizzazione della “tangenziale Meda-Seregno”, il cui completamento, inizialmente previsto per agosto-settembre, slitterà a fine anno.

Infine, si è parlato della possibile riqualificazione del tratto di via Tiziano davanti alle scuole, con ipotesi di pedonalizzazione e depavimentazione. Un tema che riteniamo centrale in un’ottica di sicurezza, salute e qualità dello spazio pubblico. Al momento, però, siamo ancora alle discussioni preliminari e non sembra esserci unanimità, soprattutto rispetto all’eliminazione dei parcheggi e del traffico veicolare.

mercoledì 14 gennaio 2026

Dal disastro diossina al Bosco delle Querce: 50 anni di memoria attiva


Riprendiamo dal blog Sinistra e Ambiente di Meda un post che ricorda il 50° anniversario del disastro diossina del 10 luglio 1976, avvenuto presso lo stabilimento ICMESA. L’articolo approfondisce responsabilità, conseguenze e memoria dell’evento, e lo rilanciamo per contribuire alla riflessione sul territorio brianzolo.


Non fu un incidente: il disastro di Meda e Seveso

Il 10 luglio 1976 una nube di sostanze chimiche, tra cui la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), fuoriuscì dall’ICMESA, azienda chimica di Meda all’epoca proprietà della multinazionale svizzera Givaudan-Hoffman-La Roche. Non si trattò di un semplice “incidente”: fu un disastro colpevole, conseguenza di scelte aziendali orientate esclusivamente al profitto, con gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone.

Immagine tratta dal blog Sinistra e Ambiente

Cinque decenni dopo, preservare la memoria di quell’evento è fondamentale. Non si tratta solo di ricordare, ma di raccontare la verità: errori, omissioni, minimizzazioni, mobilitazioni e responsabilità che hanno segnato profondamente la storia del territorio brianzolo.

Come accaduto per il 40° anniversario, anche il 50° rischia di vedere narrazioni edulcorate o puramente celebrative. È importante distinguere tra chi intende veramente raccontare la memoria dei fatti e chi, invece, cerca visibilità o protagonismo, cancellando le responsabilità e il dolore vissuto dalla comunità.

Anche oggi, vicende come la realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda mostrano quanto il territorio resti delicato: opere pubbliche e interventi di bonifica rischiano di rimuovere la memoria del passato, come nel caso del Bosco delle Querce, nato dalla bonifica delle aree più contaminate e diventato simbolo di recupero ambientale.

Il Bosco delle Querce: memoria viva

Chi da anni lavora sul territorio non ha atteso le ricorrenze per ricordare l’accaduto. Il progetto INSIEME PER IL BOSCO, nato da gruppi e associazioni di Seveso e Meda, ha valorizzato il Bosco delle Querce non solo come spazio verde, ma come luogo di memoria attiva, attraverso iniziative culturali e ambientali.

Collage di immagini tratte dal blog Sinistra e Ambiente

Tra le attività promosse:

  • Laboratorio “Pensati Bosco”, per stimolare riflessione e sensibilità ambientale;
  • Attività compatibili con la naturalità, come Yoga e Tai Chi;
  • Visite guidate nella porzione sevesina e medese del Bosco delle Querce;
  • Percorsi di Memoria attraverso il “Ponte della Memoria” che racconta il disastro dell’ICMESA;
  • Presentazioni pubbliche di lavori e tesi sulle conseguenze della fuoriuscita di diossina;
  • Incontri e gemellaggi con altri territori colpiti da disastri industriali, come Vajont, Bhopal, Stava e Casale Monferrato, per condividere esperienze di riparazione e resilienza.

Preservare una memoria autentica significa raccontare non solo l’evento del 1976, ma anche gli anni successivi: le omissioni, le mobilitazioni, le informazioni diffuse e i protagonisti che hanno contribuito a mitigare i danni. La nube di diossina ha lasciato un segno indelebile nel territorio brianzolo e nelle vite delle persone, rendendo fondamentale continuare a ricordare con rigore e verità.

Sul blog Sinistra e Ambiente, nei prossimi mesi verranno pubblicati una serie di articoli per restituire una storia completa e corretta, affinché la memoria del disastro diossina non venga dimenticata e possa servire come monito e insegnamento per le generazioni presenti e future.

martedì 13 gennaio 2026

Il fascino della Brianza: prosegue il viaggio culturale di Arosio


Lunedì 12 gennaio si è svolto ad Arosio il primo incontro di “Brianzologia”, il nuovo ciclo culturale promosso dal Comune di Arosio in collaborazione con l’Università del Tempo Libero, dedicato alla storia, alle tradizioni e all’identità della Brianza. L’iniziativa ha registrato un grande successo di pubblico, con un'ottantina di partecipanti, un risultato notevole per un comune di circa 5.000 abitanti e in un pomeriggio feriale.

La lezione inaugurale, “Brianzologia e i confini della Brianza”, è stata curata da Paolo Pirola e Giovanni Santambrogio, che hanno guidato il pubblico in una riflessione sulle origini, la storia e i confini culturali del territorio brianzolo.


Sull’onda di questo entusiasmo, il percorso prosegue con il secondo appuntamento, in programma lunedì 26 gennaio alle ore 14.30, presso la Sala Polifunzionale di via Casati 1.

Il tema dell’incontro sarà “Sacro, magia e tradizioni in Brianza”, affidato a Franca Pirovano, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra credenze popolari, riti e usanze del territorio.


L’iniziativa è aperta a tutti, non solo agli iscritti UTL.
Per conoscere il programma completo degli incontri, da gennaio a maggio, cliccare qui.

Raccontare il territorio camminando: tornano le passeggiate del Circolo ARCI Macherio

Il Circolo ARCI di Macherio ha svelato il calendario delle passeggiate per il primo semestre del 2026, all’interno della rassegna “Le Brianze raccontate e camminate”: un invito a mettersi in cammino per scoprire, passo dopo passo, il territorio brianzolo nelle sue molteplici sfumature naturali, storiche e sociali.



Ogni uscita non è solo una camminata, ma un vero e proprio racconto collettivo: laghi e colline, antichi sentieri e luoghi della memoria, paesaggi modellati dall’uomo e dalla natura diventano occasione per conoscere meglio la Brianza e per riflettere sull’importanza della tutela e della valorizzazione del territorio. Camminare insieme significa anche prendersene cura, con uno sguardo attento e consapevole.

Il programma del primo semestre 2026 propone itinerari vari per difficoltà, durata e ambienti attraversati, distribuiti tra mattinate, pomeriggi e un’escursione di un’intera giornata.

Il programma delle passeggiate

📅 8 febbraio – mattino
Eupilii, versante sud
Dal lago di Pusiano lungo il Sentiero Pedemonte, da Mojana di Merone a Bosisio Parini, per scoprire un tratto suggestivo tra acqua, natura e piccoli borghi.

📅 1 marzo – mattino
Mulini di Baggero

Un grande anello nella Valle del Lambro, da Nibionno a Merone, alla scoperta dei mulini storici e del rapporto tra uomo, acqua e paesaggio.

📅 29 marzo – mattino
Montorfano

Il lago, il monte, le tracce delle glaciazioni e la preistoria: un itinerario ad anello con partenza da Lipomo, immerso in uno dei contesti naturalistici più affascinanti della Brianza.

📅 26 aprile – pomeriggio
Aprile a Valaperta

Un percorso storico tra i colli briantei, nel ricordo dei Martiri partigiani: una camminata che unisce natura e memoria.

📅 24 maggio – pomeriggio (possibile spostamento alla mattina sulla base delle condizioni meteo preventivamente monitorate)
Ai piedi del Campanone

Salite e discese sul Monte di Brianza, da Santa Maria Hoè a Brianzola, tra panorami aperti e sentieri ricchi di suggestioni.

📅 21 giugno – full day
San Pietro al Monte

Escursione alpestre di un’intera giornata con visita allo straordinario sito romanico, simbolo spirituale e culturale del territorio.

📌 Tenetevi liberi queste date e seguite il nostro blog per tutti gli aggiornamenti, le informazioni pratiche su come partecipare e i racconti delle passeggiate.
Vi aspettiamo per camminare insieme, scoprire nuove storie e vivere la Brianza con passo lento e sguardo curioso. 🌿🥾