domenica 12 giugno 2016

Avanzano i lavorti delle vasche di laminazione del bacino del Seveso nei territori delle Groane e della Brughiera

La vasca di Lentate sul Seveso
di Gianni Del Pero, geologo

Condivido un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione nel bacino del Seveso che interessano i territori di Groane e Brughiera.

Ricordo che sono in fase di realizzazione le vasche di Senago (nel bacino del Lura le vasche di Lomazzo_Bregnano sono già in costruzione), mentre sono in fase di avanzata progettazione quelle previste a Milano Parco Nord, Paderno_Varedo e Lentate.

Il “piano” complessivo prevedeva un sistema di vasche per il contenimento di 4,5 milioni di m³ di acque del Seveso, oltre a quella di Senago il cui volume è ancora “ballerino” attorno al milione di metri cubi, Lentate (1 mil m³, Jolanda come siamo messi ora?); Paderno (1 mil. m³) e Varedo (1,5 mil m³)  di cui è prevista l’unificazione nell’area dismessa della ex SNIA di Varedo.

A livello di progettazione preliminare sono previste anche altre vasche, tra le quali una a Cantù Asnago, il potenziamento di quella di Carugo e, con qualche volo pindalico, qualcosa anche ad Alzate.

Più in dettaglio su quello che sta succedendo a Senago, per il quale si è appena tenuta una riunione del Gruppo di Lavoro istituito presso il Comune di Senago.

Simulazione delle fasi di invaso nella vasca di Senago
E' prevista per il giorno 24 Giugno l'immissione in possesso delle aree che saranno interessate dall'intervento, passaggio fondamentale dell'esproprio intervenuto. Il progetto esecutivo è in fase di redazione ma, come tutte le più belle opere "pubbliche" ....pubblico non lo è. Ma il solco è tracciato. L'opera verrà fatta, nella versione rivista con innalzamento della quota di fondo di 5 metri per evitare interferenze con la falda, nonostante l'opposizione dei comuni di Bollate e Senago, e le riserve del Parco delle Graone. Tenuto conto del periodo estivo si ritiene che i cantieri saranno aperti all'inizio di Settembre.

Restano aperti diverse questioni. Da quella idraulica, dato che la realizzazione della sola vasca di Senago non metterà in sicurezza dalle esondazioni di Niguarda, anche per quanto riguarda l'aspetto del dimensionamento (la riduzione operata nell'invaso di Senago, oltre a nuove valutazioni sugli effetti dei fenomeni atmosferici che incrementano la portata massima di piena attesa, comporterà un incremento delle vasche nel restante bacino e in Brughiera. A quelle ambientali, la decantazione dei fanghi nelle vasche li arricchisce di sostanze contaminanti che, una volta essiccati possono essere aerodispersi se la manutenzione non fosse tempestiva.

Riporto, inoltre, alcune considerazioni fornite dall'Ing. Mille di AIPO (soggetto responsabile della gestione del reticolo idrico e delle opere di pertinenza) per il quale il coinvolgimento di ANAC (relativo a presunti illeciti amministrativi riferiti alla gara d'appalto ed alla procedura d'esproprio) non comporterà ne annullamenti del procedimento ne rinvii (norme dai decreti governativo recenti consentono di andare immediatamente oltre, laddove di debba modificare l'aggiudicatario o gli importi di gara). E, informazione, che ci può interesse in termini generali, ANAC non ha alcun termine entro il quale esprimersi e non comunica, comunque, l'archiviazione di eventuali procedimenti.

Per l'intervento nel Parco Nord, irrililevante a livello idraulico ma devastante a livello ambientale, nonostante la forte opposizione di comitati locali, così come per l'unificazione degli interventi di Varedo e Paderno (caldeggiata anche da Legambiente e dal Presidente del Parco del Grugnotorto), la fattibilità in sede regionale è già stata verificata e la progettazioni definitiva sarebbe in fase di completamento.

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