martedì 10 febbraio 2026

Pedemontana contro la Brianza: la D-Breve approvata senza ascoltare il territorio


Negli ultimi giorni si è aperta una nuova pagina di conflitto tra le comunità della Brianza orientale e i promotori della variante di Pedemontana Lombarda denominata “Tratta D-Breve”. Dieci Sindaci dei Comuni interessati – Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Ornago, Sulbiate e Vimercate – hanno reso pubblico un comunicato congiunto annunciando la notifica formale di un ricorso al TAR contro l’atto di approvazione della variante, pubblicato il 11 dicembre 2025 sulla Gazzetta Ufficiale.


Secondo il comunicato, i Comuni ritengono che:

  • l’approvazione sia avvenuta in “gran segreto” e senza alcuna comunicazione alle amministrazioni locali;
  • la delibera di CAL sia stata adottata facendo leva su una interpretazione “distorta” del cosiddetto Decreto Infrastrutture e senza il previsto passaggio della Conferenza dei Servizi e del CIPESS;
  • non sia stata data evidenza pubblica della delibera sui siti istituzionali di CAL, dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, del Ministero dell’Ambiente o del Ministero delle Infrastrutture.

I Sindaci denunciano dunque una forzatura procedurale e un tentativo di escludere gli enti locali dal processo decisionale, limitando così la partecipazione e la trasparenza. Per questo motivo – nonostante i tempi stretti per impugnare l’atto – hanno ufficialmente notificato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).


Abbiamo esaminato il testo pubblicato sulla GU n. 146 del 11-12-2025 (atto TX25ADA11993), che non è altro che la delibera di approvazione del progetto definitivo della variante alla Tratta D da parte di Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A., soggetto concedente dell’opera autostradale.

Dal documento ufficiale si osserva che:

  • La delibera richiama una lunga serie di atti normativi e di programmazione infrastrutturale preesistenti che inquadrano la Pedemontana come “infrastruttura strategica” e legittimano procedure speciali per l’approvazione delle varianti utilizzando strumenti normativi del passato.
  • In particolare, si fa riferimento al D.Lgs. 36/2023 (“codice dei contratti pubblici”), ma con richiamo al fatto che, per interventi già avviati, continui a valere la disciplina del vecchio Codice dei Contratti (D.Lgs. 163/2006).
  • La delibera non contiene dettagli tecnici o ambientali della Tratta D-Breve nel testo pubblicato; piuttosto, rassicura la “ammissibilità” procedurale del progetto sulla base di queste norme.

Questa impostazione burocratica potrebbe essere uno degli elementi che i Sindaci contestano: l’atto giuridico-procedurale non sembra sostituirsi alla necessaria partecipazione dell’ente locale e alla trasparenza dell’iter decisionale.


Le perplessità espresse dalle amministrazioni e dalle associazioni ambientaliste non sono nuove. Negli anni scorsi, infatti, i Comuni avevano già inviato diffide legali contro la variante per le gravi criticità procedurali, e per l’assenza di un confronto chiaro su impatti e alternative.

Gli oppositori temono in particolare:

  • la scomposizione del progetto originale di Pedemontana, trasformandolo in opere che non raggiungono più i terminali previsti dalla concessione e che quindi modificano la struttura infrastrutturale iniziale;
  • impatti sulla viabilità locale, con traffico che potrebbe riversarsi su strade non adeguate e peggiorare la qualità dell’aria;
  • conseguenze per aree naturali come il Parco P.A.N.E., considerate a rischio di “sventramento” se la nuova arteria venisse realizzata;
  • un modello decisionale che ignora gli enti locali e la comunità nella gestione di scelte che incidono fortemente sul territorio.

Il contenzioso sulla Tratta D-Breve si intreccia con questioni più ampie di politica infrastrutturale lombarda. Per esempio, nel Piano Economico Finanziario (PEF) recentemente approvato, è prevista la Tratta D-Breve come parte del futuro assetto autostradale di Pedemontana.

Tuttavia, questa stessa variante è stata oggetto di forti critiche anche da altri soggetti, che sostengono che una modifica così sostanziale al progetto originario potrebbe essere incompatibile con la concessione e quindi potenzialmente contestabile legalmente.


I Sindaci hanno indetto una conferenza stampa pubblica per sabato 14 febbraio 2026 alle ore 11 presso Palazzo Trotti, Comune di Vimercate, per spiegare le motivazioni del ricorso e illustrare i passi successivi.

Il blog Brianza Centrale invita le cittadine e i cittadini a partecipare, informarsi e contribuire a un dibattito pubblico che metta al centro trasparenza, tutela ambientale e rispetto delle comunità locali.

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