lunedì 25 novembre 2024

Il momento migliore per piantare un albero? Vent’anni fa. Ma oggi non è troppo tardi!


Secondo un antico proverbio ripreso dal WWF Lombardia, "Il giorno migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo giorno migliore è oggi!" Questo messaggio sottolinea l’importanza di agire senza indugio per tutelare l’ambiente e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Proprio con questo spirito, il WWF Lombardia invita tutti gli amanti della natura e della sostenibilità a partecipare all’evento organizzato sabato 30 novembre presso l’Oasi WWF del Bassone, situata nelle Torbiere di Albate. L’appuntamento è fissato per le ore 10, quando i partecipanti avranno l’opportunità di piantare insieme altri 200 alberi, contribuendo così alla riforestazione e alla tutela della biodiversità.

L’evento include anche un’escursione guidata lungo il perimetro dell’Oasi, un’occasione unica per scoprire le meraviglie di questa riserva naturale e imparare di più sulla sua importanza ecologica. La partecipazione all’escursione è gratuita, ma il WWF gradisce una conferma per organizzare al meglio l’iniziativa.

Un gesto semplice come piantare un albero può avere un impatto duraturo sul pianeta. Non serve aspettare: il momento giusto per agire è adesso.

La frase "Il giorno migliore per piantare un albero è vent’anni fa" sottolinea il valore del tempo nel permettere agli alberi di crescere e svolgere il loro ruolo cruciale nell’ambiente, come assorbire CO2, offrire habitat alla fauna, e migliorare la qualità dell’aria. Tuttavia, se non si è agito in passato, il secondo miglior momento per iniziare è oggi: un invito a non procrastinare.

domenica 24 novembre 2024

C’era una volta la tratta D


di Domenico Corrusco


Ah, le grandi opere italiane! Fatte per collegare, unire, risolvere. O almeno così ci raccontano. Poi arriva il caso della Pedemontana e della famigerata Tratta D e ci si ritrova a domandarsi: ma questa è ingegneria o una puntata di una soap opera? Perché, diciamocelo, l’intera faccenda sa tanto di telenovela ambientata tra svincoli e rotonde.

La trama è semplice: c’era una volta la Tratta D, progettata per spingersi eroicamente fino a Dalmine, completando un percorso degno di questo nome. Ma ecco che, nel pieno dello sviluppo narrativo, salta fuori una cugina un po’ più piccola e meno ambiziosa: la Tratta D Breve. Un “pezzo mancante” che collega giusto giusto Pedemontana, TEEM e BreBeMi. Semplice, meno costoso, più veloce. Una sorta di spin-off del progetto principale.

Ora, da spettatori curiosi ci chiediamo: questa nuova Tratta è una scelta pragmatica, un vero colpo di genio ingegneristico... oppure qualcuno ha deciso di “accorciare” il percorso perché temeva che il traffico dirottato verso Dalmine lasciasse TEEM e BreBeMi a contare i pedaggi su una mano?


E come ogni buona soap che si rispetti, non poteva mancare il mistero. Entra in scena la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), chiamata a finanziare le tratte B2 e C. Tutti si aspettavano un assegno bello corposo, ma... ecco il colpo di scena: la BEI non ha ancora ricevuto nulla di ufficiale sulla Tratta D Breve. “Fase di valutazione VIA”, dicono gli esperti. “Calma, niente CIPESS approvato”, aggiungono i tecnici.

Nel frattempo, la BEI se ne sta lì, a braccia conserte, aspettando che il progetto si presenti in tutta la sua “sostenibilità economica”. Perché una cosa è certa: a Bruxelles non amano le sorprese. Vogliono un piano completo, sensato, che non rischi di trasformare Pedemontana in una cattedrale nel deserto, con poche auto e tanti debiti.

Torniamo al punto. Perché accorciare? Perché scegliere un collegamento “Breve” che sembra la versione beta di un progetto ben più ambizioso? E qui il sospetto sorge spontaneo: sarà mica che qualcuno teme che il traffico verso Dalmine avrebbe svuotato le casse di TEEM e BreBeMi? Perché sì, caro lettore, meno traffico significa meno pedaggi, e meno pedaggi significano meno champagne nelle sedi delle concessionarie.

E allora via, ecco la Tratta D Breve, una sorta di compromesso perfetto: si risparmia sui costi, si evita di infastidire gli amici TEEM e BreBeMi e si tira su un’infrastruttura che, almeno sulla carta, dovrebbe “chiudere il cerchio”. E se nel frattempo qualcuno si lamenta del traffico che resta intrappolato tra svincoli e tangenziali? Beh, poco male, tanto quello c’era già.

E la Tratta D originale? Quel glorioso progetto che avrebbe portato Pedemontana fino a Bergamo? Magari arriverà. Forse un giorno, quando il traffico sarà esploso e qualcuno griderà allo scandalo. Ma nel frattempo, Pedemontana “gioca sul sicuro”: meno rischi, meno costi e, soprattutto, più pedaggi.

Per ora, il nostro melodramma autostradale si conclude qui. Resta solo da capire chi scriverà la prossima puntata. Speriamo, almeno, che ci sia il lieto fine. O perlomeno un casello gratuito per chi sopporta tutto questo.

Passeggiata tra storia e futuro incerto: il Bosco delle Querce tra Pedemontana e la candidatura europea


Il Bosco delle Querce di Seveso, esempio unico di rinascita ecologica dopo un disastro industriale, è tra le 11 candidature italiane per il Marchio del Patrimonio Europeo 2025. Questo prestigioso riconoscimento, istituito dalla Commissione Europea, premia i siti culturali e naturali che incarnano i valori condivisi dell’Unione Europea, rafforzando il senso di appartenenza comunitaria.


La storia del Bosco delle Querce ha un peso simbolico straordinario: nato dalle ceneri dell’incidente industriale del 1976, quando una nube tossica di diossina devastò la zona di Seveso, oggi rappresenta un modello di resilienza e progresso. Questo sito non solo testimonia la capacità di recupero ambientale e sociale, ma ha avuto un impatto fondamentale a livello legislativo. La tragedia ispirò infatti la Direttiva Seveso (1982/501/CEE), una pietra miliare nella gestione dei rischi industriali in Europa.


Se la candidatura al Marchio del Patrimonio Europeo sottolinea il valore storico, ambientale e legislativo del Bosco delle Querce, il sito si trova oggi ad affrontare una nuova minaccia: il progetto Autostrada Pedemontana. L'infrastruttura, da anni al centro di controversie per il suo forte impatto ambientale, prevede interventi che interessano aree vicine e interne al Bosco delle Querce, mettendo a rischio uno spazio simbolico e naturale. Si parla, infatti, di rimozione del terreno contaminato e del disboscamento di circa due ettari, con la perdita stimata di 3.000 alberi. La possibilità di danneggiare un ecosistema così unico preoccupa profondamente la comunità e le associazioni ambientaliste.


Per sensibilizzare la comunità, i Comitati No Pedemontana hanno organizzato una passeggiata guidata nel Bosco delle Querce, domenica 1° dicembre. Durante l’iniziativa, condotta dall’agronoma Anna Nicolodi, i partecipanti potranno esplorare il parco, approfondire la sua storia e riflettere sull'importanza della sua tutela di fronte ai nuovi interventi infrastrutturali.


Oltre all’iniziativa dei Comitati No Pedemontana, anche le associazioni ambientaliste e le liste civiche attive lungo la tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana continuano il loro lavoro di vigilanza e sensibilizzazione. Gruppi come Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente di Meda e altre realtà territoriali monitorano costantemente gli interventi, partecipando attivamente al Tavolo Permanente sulla bonifica da diossina.


Dopo l’incontro pubblico del 18 ottobre 2024, queste associazioni hanno inviato una nota ufficiale alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), chiedendo un aggiornamento sullo stato delle bonifiche e un confronto sull’impatto previsto per il Bosco delle Querce. Nella nota, si evidenzia l’urgenza di discutere il piano per la rimozione del terreno contaminato e il disboscamento di una parte della foresta, un intervento che comporta rischi ambientali e perdita di biodiversità.


Entro il 7 febbraio 2025, una commissione ministeriale valuterà le candidature italiane, selezionandone al massimo due da presentare alla Commissione Europea. Solo un sito per ogni Stato membro potrà essere insignito del Marchio, aggiungendosi a luoghi già premiati in Italia come Sant’Anna di Stazzema e l’area archeologica di Ostia Antica.


Il Bosco delle Querce, simbolo di resilienza e memoria, merita di essere protetto e valorizzato, per rimanere un esempio di rinascita non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa.

sabato 23 novembre 2024

Clima, ghiacciai e montagne: la sfida del futuro al Monte San Primo


"Grotte glaciali e cambiamento climatico"
è il titolo della serata culturale promossa dal Coordinamento Salviamo il Monte San Primo in collaborazione con la Federazione Speleologica Lombarda.

L'evento si terrà giovedì 28 novembre alle ore 20:45 presso la Sala Convegni del Municipio di Canzo, in via Mazzini 28. Relatrice della serata sarà Paola Tognini, geologa e membro del Gruppo Grotte Milano della sezione CAI S.E.M.

L’incontro sarà dedicato agli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai, un fenomeno che sta trasformando non solo la loro superficie, ma anche il loro interno, con conseguenze spesso drammatiche documentate dalle esplorazioni speleologiche.


Il riscaldamento globale incide in modo significativo sui territori montani, accelerando lo scioglimento dei ghiacciai e riducendo drasticamente la nevosità. Questo ha un impatto diretto sul turismo e sull’economia delle aree montane: come sottolineano i climatologi, investire in nuovi impianti sciistici sotto i 2.000 metri di altitudine non è più sostenibile. Un tema particolarmente rilevante per il nostro territorio, dove è in corso un acceso dibattito sul progetto di "rilancio" turistico del Monte San Primo. Tale progetto prevede la realizzazione di nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale tra i 1.100 e i 1.300 metri di quota, una scelta definita insensata e controproducente.

Da oltre due anni, il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo si oppone a questo progetto, ritenendolo incompatibile con la tutela ambientale. Con l’iniziativa del 28 novembre, che si inserisce nel programma di sensibilizzazione condotto in collaborazione con 35 associazioni, il Coordinamento ribadisce il proprio impegno per la salvaguardia delle montagne del Triangolo Lariano.


La serata è a ingresso libero e gratuito. Per ulteriori informazioni: https://bellagiosanprimo.com/ oppure info@bellagiosanprimo.com.

San Giorgio di Desio dice No a Pedemontana: grande partecipazione al presidio


Ieri sera, San Giorgio di Desio è stata teatro di un presidio molto partecipato contro la costruzione dell’autostrada Pedemontana. L’evento, organizzato dai Comitati No Pedemontana, ha visto la presenza di numerosi cittadini, uniti per ribadire la loro opposizione a un’opera definita "inutile e devastante" sia per il territorio che per il clima.


Tra i protagonisti della serata, Luigi De Vincenzis ha commentato: "Quanto freddo abbiamo portato a casa… ma che bella soddisfazione vedere tanta gente combattiva e responsabile! È stato emozionante sentire le auto suonare il clacson in segno di approvazione: un segnale che la nostra voce non è sola." 

 

 

De Vincenzis ha sottolineato come il movimento contro Pedemontana sia parte di una resistenza più ampia, che dalle piazze e dai boschi arriva fino al Parlamento europeo. "La lotta è difficile, ma vale la pena non mollare e crederci." Ha concluso con un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti e sostenitori.


Giacomo Mosca, un altro portavoce della serata, ha posto l’accento sull’inevitabile fallimento del progetto Pedemontana, definendolo sotto molteplici aspetti: “Pedemontana è un fallimento di consenso, finanziario, viabilistico ed ecologico.” Ha spiegato come l’opera sia sostenuta solo da una classe dirigente irresponsabile e da pochi interessi privati, mentre sul piano pratico comporterebbe miliardi di euro pubblici sprecati, un ulteriore consumo di suolo e un peggioramento della viabilità locale. “Un progetto così fragile e precario non ha futuro: sta a noi riscrivere la storia, insieme a chi vuole un futuro diverso per la Brianza.”

 

Banchetto informativo al mercato di Seveso

L’impegno dei Comitati No Pedemontana non si è fermato qui. Questa mattina, sabato 23 novembre, al mercato di Seveso si è tenuto un banchetto informativo, dove diversi cittadini si sono fermati per chiedere informazioni e approfondire le ragioni della protesta.

venerdì 22 novembre 2024

Lettera al Blog Brianza Centrale: Pedemontana, capre, diossine e la Luna



Caro Blog Brianza Centrale,

scrivo come semplice lettore e cittadino della Brianza, colpito da un dibattito che ho seguito sui social. Oggi, scorrendo una pagina Facebook dedicata a questioni ambientali, ho notato il commento di Gianni Del Pero, supervisore per conto del WWF della bonifica legata alla Pedemontana. Rispondeva al manifesto dei comitati No Pedemontana, che recitava: "Se non è a rischio zero, non è bonifica."

Del Pero ha risposto con due strofe che mi hanno fatto riflettere, e anche sorridere:

    "La capra ha quattro arti / Dario ha quattro arti / Dario è una capra."
    "La diossina ha inquinato / Si bonifica dalla diossina / La bonifica è inquinante."

Ma mentre ridevo, mi sono chiesto: sta guardando il dito al posto della Luna?

Lo slogan dei comitati No Pedemontana, a prima vista, può sembrare eccessivo: "Se non è a rischio zero, non è bonifica." Ovviamente sappiamo tutti che il rischio zero non esiste. Eppure il messaggio non è così ingenuo come sembra.

I comitati non stanno chiedendo l’impossibile, ma vogliono farci notare che la bonifica non è un’operazione neutra: viene fatta solo perché si vuole costruire Pedemontana. Se l’autostrada non si costruisse, non ci sarebbe bisogno della bonifica, e quindi nemmeno dei rischi che questa comporta.

In altre parole, il vero messaggio è: fermiamo Pedemontana e ci risparmiamo sia l’opera inutile, sia i rischi della bonifica. Lo slogan è provocatorio per attirare l’attenzione, ma la riflessione che sottende è molto seria.

Gianni Del Pero ha risposto con la sua ironia, evidenziando una verità tecnica innegabile: ogni processo di bonifica comporta rischi. È impossibile bonificare senza produrre un minimo impatto. E su questo ha ragione: è giusto ricordare che anche la soluzione a un problema ambientale può avere effetti collaterali.

Tuttavia, il punto principale del manifesto non era negare questa realtà. I comitati stavano parlando d’altro: la bonifica è necessaria solo perché si vuole costruire Pedemontana. Del Pero sembra soffermarsi sull’apparente ingenuità dello slogan, ma così facendo rischia di ignorare il cuore della questione: è giusto assumersi il rischio di una bonifica per un’opera che molti considerano inutile e dannosa?

Se i comitati stanno puntando alla Luna (fermare Pedemontana per evitare tutto ciò), Del Pero rischia di concentrarsi sul dito (la difficoltà di raggiungere il rischio zero).

Dietro tutto questo scambio di battute c’è la vera questione: ha senso costruire Pedemontana? I comitati la vedono come un’opera inutile, dispendiosa e ad alto impatto ambientale, e considerano la bonifica solo una conseguenza di questa scelta sbagliata.

Chi difende Pedemontana potrebbe invece rispondere che la bonifica è necessaria a prescindere, autostrada o no, perché il territorio contaminato deve essere ripulito. Ma se fosse così, perché non si è agito prima? La bonifica è partita solo ora, perché l’autostrada rende necessario intervenire. E questo alimenta il dubbio dei comitati: è davvero per il bene del territorio o per giustificare un’opera controversa?

Le strofe di Del Pero ci ricordano una verità importante: non esistono interventi a impatto zero. Ogni scelta comporta dei rischi. Ma è altrettanto vero che i rischi possono essere evitati evitando l’opera che li rende necessari.

In questo caso, il vero punto di scontro è Pedemontana. I comitati sostengono che si tratti di un’opera inutile, e che evitare di costruirla significherebbe eliminare anche il rischio della bonifica. Del Pero, invece, sembra più concentrato sul processo tecnico della bonifica, ma rischia così di ignorare il problema di fondo: siamo sicuri che Pedemontana valga tutto questo?

Da semplice lettore, non ho tutte le risposte. Ma questo scambio mi ha fatto riflettere su quanto sia importante andare oltre le parole e cercare di capire il contesto. Tra capre, diossine e rischi residui, è chiaro che ci troviamo davanti a una questione complessa.

E allora, caro Blog Brianza Centrale, mi chiedo e vi chiedo: dove sta davvero la Luna in questa vicenda?

Un saluto,
Un anonimo lettore

giovedì 21 novembre 2024

Pedemontana: gli ambientalisti e le liste civiche della tratta B2 intensificano l’impegno su bonifica da diossina e salvaguardia del Bosco delle Querce

Lo svincolo di Meda in prossimità del Bosco delle Querce

I gruppi ambientalisti e le liste civiche - Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate - che operano lungo la tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana confermano il loro impegno nel monitoraggio e nella tutela ambientale. Partecipanti attivi al Tavolo Permanente sulla bonifica da diossina, queste realtà ribadiscono il loro ruolo come vigilanti attenti sulle operazioni in corso, andando oltre il semplice ruolo di comunicatori.

Dopo l’incontro pubblico del 18 ottobre 2024, molto partecipato e ricco di interventi, le associazioni hanno inviato una nota ufficiale alla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e agli altri membri del Tavolo Permanente. La richiesta è chiara: convocare una nuova sessione per aggiornare i partecipanti sullo stato della bonifica da diossina e discutere le prossime attività. Nello stesso documento, si sollecita anche un confronto specifico sull’istanza di trasformazione d’uso del Bosco delle Querce, che prevede il disboscamento di due ettari per far spazio ai cantieri.

Durante l’incontro pubblico, gli ambientalisti hanno spiegato nei dettagli le operazioni previste per la rimozione del terreno contaminato dai lotti interessati. È stato evidenziato come la tutela ambientale e la salute pubblica debbano essere priorità assolute. Tuttavia, il confronto con l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) ha mostrato alcune difficoltà: l’ente ha rifiutato di intensificare il proprio coinvolgimento nella fase di caratterizzazione in banco dei terreni contaminati, ritenendo tale attività non prevista dalla normativa e incompatibile con i suoi compiti istituzionali. Nonostante ciò, il Coordinamento punta a rilanciare la richiesta per un maggiore coinvolgimento di ARPA.

Uno dei temi più sentiti riguarda lo sbancamento e disboscamento di due ettari del Bosco delle Querce, un’area simbolo della riparazione ambientale seguita al disastro diossina dell’ICMESA nel 1976. Questa foresta, che ha contribuito alla bonifica del territorio e rappresenta un patrimonio naturale e storico, rischia di essere compromessa per lasciare spazio all’infrastruttura autostradale. Durante il Consiglio Comunale di Seveso del 29 ottobre 2024, sono emerse preoccupazioni e dubbi, soprattutto per la mancanza di informazioni precise. Si stima che saranno abbattuti circa 3.000 alberi, ma non è ancora noto il piano logistico e operativo per i lavori, né l’utilizzo dei fondi di compensazione ambientale già destinati ai Comuni di Meda e Seveso.

Un ulteriore punto cruciale riguarda le compensazioni ambientali legate alla tratta B2. Le associazioni chiedono ai sindaci di lavorare in modo coordinato per massimizzare i benefici per il territorio e rispettare il masterplan originale. Alcuni Comuni, come Cesano Maderno, hanno già avanzato richieste mirate, mentre altri, come Meda e Lentate, hanno scelto di negoziare accordi singoli per ottenere anticipi sui fondi.

Il Coordinamento degli ambientalisti si pone obiettivi chiari:

  • Monitorare le compensazioni forestali: chiedendo incontri con i Sindaci di Seveso e Meda per verificare l’uso dei fondi di compensazione e garantire che restino destinati a interventi ambientali.
  • Intensificare il dialogo con ARPA: affinché intervenga attivamente nella caratterizzazione dei terreni contaminati e non solo nella fase di collaudo.
  • Convocare un nuovo Tavolo Permanente: per aggiornare sullo stato della bonifica e dei lavori, garantendo trasparenza e partecipazione.

Un appello all’unità

Le associazioni firmatarie, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago e Cittadini per Lentate, ribadiscono la necessità di una mobilitazione collettiva, oltre i confini comunali e le appartenenze politiche. Solo attraverso una collaborazione attiva e responsabile sarà possibile tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, contrastando un’opera giudicata “impattante, inutile e dispendiosa”.

La lotta prosegue con trasparenza e impegno, per difendere il territorio e sensibilizzare le comunità locali sui rischi e le sfide legate al progetto Pedemontana.

DOCUMENTO

Testo della richiesta inviata il 19/11/2024 a: Direzione Generale soc. Autostrada Pedemontana Lombarda, ARPA LOMBARDIA Dipartimenti di Milano e Monza U.O.C Bonifiche e Attività Estrattive, Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente, Direzione Tecnica Pedemontana, Pedelombarda Nuova, Coordinatore Sindaci Tratta B2

Oggetto: Aggiornamento sui lavori di bonifica con richiesta di nuova convocazione del Tavolo Permanente e richiesta di incontro sul disboscamento di 2 ettari del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce

1) BONIFICA DA DIOSSINA
 

Sono trascorsi 4 mesi dall’ultimo incontro, tenutosi il 9/7/2024, del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica da diossina lungo la tratta B2 di Pedemontana e come gruppi partecipanti, in questi mesi abbiamo riportato alla cittadinanza un’informazione dettagliata su quanto è stato illustrato in quell’assise e sui successivi chiarimenti integrativi sia a mezzo dei nostri blog sia con un incontro pubblico molto partecipato che si è tenuto il 18/10/2024 a Seveso.
Il nostro ruolo, che non è di mera comunicazione, contempla la diffusione delle informazioni sui contenuti della bonifica e sulla nostra attività, comprensiva anche delle nostre considerazioni e delle interlocuzioni intercorse con i partecipanti al Tavolo Permanente.
A fare da trama centrale di questo sforzo informativo sono quindi anche le nostre valutazioni di merito su quelli che continuiamo a ritenere punti critici del Piano di Bonifica, rendendo edotta la popolazione sulla nostra richiesta ad ARPA, purtroppo al momento non accolta, in merito ad una sua partecipazione con funzione di controllo e contradditorio sulle analisi chimiche durante la fase di caratterizzazione in banco, propedeutica alla classificazione e al conferimento delle terre contaminate verso i siti di smaltimento individuati.
Durante il Consiglio Comunale di Seveso del 29/10/2024, più volte sollecitato dai gruppi locali, i tecnici di Pedemontana e Pedelombarda Nuova hanno illustrato pubblicamente quanto già esplicitato in sede di Tavolo Permanente, con alcuni aggiornamenti, peraltro non esaustivi, sugli interventi nel frattempo maturati.
Al proposito, serve evidenziare che al momento, oltre a una verifica visiva esterna sulle attività nei lotti 3A e 6 di Cesano Maderno, non abbiamo dettagli su come stia procedendo l’attività che dovrebbe, a questo punto, terminata la predisposizione del cantiere, prevedere la partenza del monitoraggio in corso d’opera con i campionatori di PM2.5, PM10 e diossine delle “Stazione ricettori” e l’inizio della caratterizzazione in banco.
Reputiamo al proposito che si debba definire la possibilità di accesso e conoscenza dei dati dei campionatori della qualità dell’aria e delle analisi della caratterizzazione in banco con associata classificazione del rifiuto e il connesso conferimento in discarica.
Non sono peraltro formalizzati o dichiarati con date temporali gli avvii delle attività negli altri lotti di bonifica.
Riteniamo pertanto utile ed opportuno aggiornare tutti, e siamo dunque a richiedere di convocare quanto prima un nuovo incontro del Tavolo Permanente sui lavori di bonifica.

2) SBANCAMENTO E DISBOSCAMENTO DI 2 ETTARI DEL PARCO NATURALE REGIONALE DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA
 

Abbiamo analizzato la documentazione comprensiva di relazione forestale relativa alla "Richiesta di Autorizzazione alla Trasformazione d'Uso di Aree Boscate in località Parco Regionale Bosco delle Querce" avanzata da Pedelombarda Nuova, ai sensi degli artt 43 e 44 della L.R.31/2008, agli uffici regionali preposti e al Parco Naturale Regionale Bosco delle Querce presso l'ufficio Ecologia di Seveso.
Chiara è la scelta di monetizzare le compensazioni forestali dovute con 334.594 € al Comune di Meda e con 576.903 € a Seveso per la trasformazione d’uso, in parte definitiva e in parte temporanea, che comporterà il disboscamento delle superfici interessate.
Purtroppo, la documentazione non chiarisce le attività e le modalità che saranno comunque in carico alla soc. Pedelombarda Nuova o ad aziende da lei incaricate, indipendentemente dall’uso che i Comuni faranno dei fondi di questa compensazione economica, aspetto che seguiremo con attenzione ritenendo che debbano essere utilizzati per l’Ambiente.
Anche nel citato Consiglio Comunale di Seveso del 29/10/2024 dove avete illustrato la bonifica, a domande esplicite sul disboscamento, non vi sono state a nostro avviso risposte esaustive, né se l’autorizzazione sia stata concessa né sul numero di alberi che verranno tagliati né tantomeno risulta noto il piano logistico ed operativo con cui si attueranno gli abbattimenti.
Come sulla bonifica, anche per questo disboscamento che ci priverà di una parte di un polmone verde, Bene Comune dall’altissimo valore simbolico, la nostra attenzione è alta.

Per questo esplicitiamo a Pedelombarda Nuova e alla la stessa soc. Autostrada Pedemontana Lombarda, una richiesta d’incontro per trattare dell’argomento.

I gruppi ambientalisti e le liste civiche del Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da diossina:
Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate