domenica 12 ottobre 2014

"... quel terreno dell' Aldepranda, che si trova alla Baragia sotto il bosco di Summovico..." (Parte 2)

Questo è il secondo post in cui ci occupiamo della zona compresa tra i comuni di Sovico, Lissone e MacherioNel primo  abbiamo parlato delle Cascine della frazione Aliprandi di Lissone e del Boscone di Sovico; ora tratteremo delle cascine e degli antichi oratori della zona occidentale di Macherio e della confinante zona di Lissone.

Ricordiamo che questi luoghi erano citati in un testamento dell'arcivescovo Ansperto del IX sec., in cui egli lasciava al nipote un ronco "detto dell'Aldepranda, che si trova alla Baragia, sotto il Bosco di Summovico".

Baraggia è un termine derivato dal celtico, che significava zona incolta, landa, ed era molto diffuso dalle nostre parti per indicare aree periferiche non dissodate. Per la verità questo nome non era del tutto appropriato per la zona in questione, visto che vi sono state riconosciute tracce di centuriazione romana.

Elaborazione di carta topografica dell'I.G.M. (1937). In rosso il reticolo delle centurie (710,4 x 710,4 metri). In verde strade e sentieri paralleli ai cardini (nord-sud) o ai decumani (est-ovest). [Tratta da (6)]
Ma forse nei "secoli bui" del primo medioevo le coltivazioni erano state abbandonate e proprio ai tempi di Ansperto c'era una ripresa dell'agricoltura, se consideriamo che il campo che lasciava al nipote veniva chiamato ronco, parola che indicava un terreno disboscato appunto per essere destinato alla coltivazione.

Comunque sia nella parte occidentale del comune di Macherio e a cavallo del confine con Lissone esistevano ben quattro cascine almeno dal XVI secolo, ma più probabilmente già dal XIV.

Catasto Teresiano 1721 - Le quattro cascine in comune di Macherio: dall'alto a sinistra, in senso orario, le Cascine Torrette (Vetta), Verri, Maldura, Bareggia
Al centro sorgeva la cascina delle Torrette, forse la più antica, abbattuta negli anni sessanta del secolo scorso. Qui oggi rimane solo il bellissimo Oratorio, intitolato a S. Margherita, che per le sue caratteristiche stilistiche si può far risalire al XIV secolo; tuttavia lo troviamo citato per la prima volta, insieme alla cascina a cui era annesso (allora chiamata anche dei Pellizzoni), solo nel 1567.

L'Oratorio di Santa Margherita alle Torrette (Macherio)
Nelle relazioni delle visite pastorali intorno al 1600 si deploravano alcuni gravi inconvenienti, e cioè l'esistenza di un uscio laterale che immetteva direttamente nella cascina e di una cantina ad uso privato sotto l'altare, oltre al fatto che la campana fosse situata sul tetto delle case e non della chiesa.

La parte lissonese di cascina Bareggia nel Catasto Teresiano - 1722
A sud delle Torrette, in prossimità del confine comunale, si trovavano le cascine Bareggia e Maldura.
La prima si estendeva sia nel comune di Macherio che in quello di Lissone. Anche questa cascina probabilmente risaliva al XIV secolo, quando apparteneva, insieme alle tre cascine Aliprandi più ad ovest, alla famiglia omonima. Nel '500 passò ai Pellizzoni e all'inizio del secolo successivo ai Bareggi.
Questi costruirono presso la cascina un Oratorio dedicato ai Santi Giacomo e Filippo, poi passato ad uso profano quando all'inizio del '900 fu costruita la nuova chiesa parrocchiale.

Madonna Incoronata (fine '700). Quadro una volta situato nella nicchia di legno sulla parete di via Cantù di una porzione di Cascina Bareggia poi abbattuta
Nel 1665 i Bareggi lasciarono la cascina, con tutti i terreni, all'Ospedale Maggiore di Milano, che ne rimase in possesso fino al 1845, quando li mise in vendita.
La parte lissonese della cascina ora appartiene al Comune, che l'ha restaurata.

Cascina Bareggia (Lissone)
Dipinto del XVIII sec. sulla parete di Cascina Bareggia (Lissone)
La cascina Maldura, in comune di Macherio, prendeva il nome dai suoi proprietari, che lo rimasero per almeno due secoli. Non sappiamo a quando risale la cascina; la sua prima notizia è del XVI secolo. Anche qui nel secondo decennio del '600 fu costruito un oratorio, prima intitolato a S. Giuseppe e poi a S. Anna.

L'edificio che ospita l'oratorio di Sant'Anna (proprietà privata)
Dipinto sull'altare dell'oratorio di Sant'Anna
In una visita pastorale della fine di quel secolo si lamentava il fatto che sopra l'Oratorio fosse stata edificata una stanza ad uso della famiglia Maldura (stanza tuttora esistente, pare anche affrescata).
La proprietà della Maldura passò, probabilmente nella seconda metà del '700, alla famiglia Greppi, che trasformò l'antico edificio, già parzialmente utilizzato come abitazione padronale, in villa signorile e fece costruire una nuova cascina più ad ovest. Di fronte a questa, successivamente fu costruito - e c'è tuttora - un forno comune.

Catasto Lombardo Veneto (1855). Nell'angolo in basso a destra è segnato l'oratorio. L'edificio contrassegnato con il n. 297 è stato demolito nel secolo scorso
Ai Greppi subentrarono per matrimonio i Belgioioso e nel secolo scorso i fratelli Fontana, che adibirono parte della casa padronale a stabilimento di tessitura di lino e canapa.
Purtroppo l'antica villa non ha avuto un'adeguata manutenzione e l'oratorio seicentesco, sconosciuto ai più, è quasi perennemente chiuso.
La parte lissonese della Maldura - a sud della strada che divide i due comuni - sorse nel XVII secolo, ma è stata abbattuta vent'anni fa.

Villa della Maldura (lato nord)
Cascina Maldura (lato su via Belgioioso)
Cascina Maldura - seconda metà sec. XVIII o inizio XIX
Il forno comune (ora in disuso) di Cascina Maldura (seconda metà sec. XIX)
Infine a nord est della Bareggia sorgeva la Cascina Rivolta, vicino alla Cascina de' Berti (poi Greppi) in comune di Sovico. Anche questa cascina pare risalisse al XIV secolo. Nel '500 passò ai Verri, probabilmente in seguito al matrimonio di Pietro Antonio con Lavinia Maldura. La famiglia Verri aveva estese proprietà anche nei comuni limitrofi, particolarmente a Biassono dove più avanti costruirà una dimora di campagna.
Dalla fine del Settecento la cascina venne chiamata Pedresse.

"Cassine Pedres" nel Catasto Lombardo Veneto del 1855
Uno degli edifici del complesso Cascina Rivolta/Verri/Pedresse (Macherio)
Cascina de' Berti/Greppi (Sovico)
All'inizio del XVIII secolo la proprietà terriera di questa parte del comune di Macherio era ancora suddivisa quasi completamente tra i proprietari delle quattro cascine: Francesco Marcellino per la Cascina Torrette (allora chiamata Vetta), i Verri, l'Ospedale Maggiore per la Bareggia e i Maldura; gli ultimi due avevano estesi possedimenti anche nella parte confinante del comune di Lissone.
Ad eccezione di alcune piccole aree boschive (per un totale di circa 4 ettari), i terreni erano coltivati a cereali, ma quasi ovunque erano presenti anche gelsi e più di un terzo degli aratori erano "vitati", cioè intervallavano la coltivazione di cereali con filari di viti.

Purtroppo la maggior parte dei begli edifici storici della zona è attualmente soffocata dalle costruzioni moderne e alcuni - soprattutto l'Oratorio delle Torrette ma anche la cascina e la villa della Maldura - dovrebbero essere restaurati e adeguatamente valorizzati.

Villa della Maldura (attualmente l'edificio è frazionato in vari appartamenti)
Cascina Maldura (vista da via Belgioioso)
Posizione dei luoghi citati nei due post: C. Aliprandi (1) - C. Bini (2) - C. Santa Margherita (3) - Torrette (4) - C. Bareggia (5) - C. Maldura (6) - C. Pedressi (7) - C. Greppi (8) - Boscone (9)

Testo di Chiara Ballabio   
Fotografie di Zeno Celotto
 
© riproduzione riservata

Curiosità:
Riceviamo da Gianni C., che ringraziamo, l'immagine dell'antica segnaletica in pietra indicante la località MALDURA posizionata all'inizio di via Roma a Macherio nei pressi dello storico incrocio principale del centro cittadino, in particolare l'indicazione è posizionata sulla facciata nord di Corte Rossa.
Facciamo notare come il segnavia indichi MALDURA, LISSONE e DESIO e non la BAREGGIA...


Riferimenti bibliografici:
1) G. Sassi - Storia di Macherio - Macherio, 1995
2) E. Bernasconi - Lissonum - Monza, 1926 (riedito dal Comune di Lissone nel 1987)
3) E. Mariani - L'antico comune di Cassine Aliprandi - Milano, 1999
4) AA.VV. - Bareggia cento anni di storia 1902-2002 - Macherio, 2004 
5) M. Dolci - "Ager Mediolanensis" e "Ager Comensis": il problema della centuriazione - Pisa-Roma, 2005
6) Museo Civico "Carlo Verri" Biassono - La centuriazione a nord di Monza - Biassono, 2008

3 commenti:

  1. :OOO cioè, fatemi capire..io RISIEDO DENTRO la cascina Pedresse? :OOO davvero? :OO ma io pensavo fosse la corte vicino al parcheggio :OO :D cavoli, mi sento in un pezzo di storia! che onore :D ma...secondo voi, perchè non riporta bareggia? :P

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    1. Nelle carte catastali il nome Pedresse viene dato a tutto il complesso di edifici (per maggior chiarezza abbiamo inserito nel post, oltre ad un estratto del Catasto Teresiano, anche un estratto del Lombardo Veneto). Riguardo all'indicazione stradale è difficile spiegare perchè riporti Maldura e non Bareggia senza sapere neanche l'epoca a cui risale.

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  2. Si possono avallare diverse ipotesi perché sulla storica segnaletica è riportato il nome della Maldura e non, viceversa, quello della Bareggia. Una tra le più plausibili è che Cascina Maldura - all'epoca imprecisata del posizionamento dell'indicazione - fosse la prima località di una certa consistenza che si incontrava provenendo da Macherio. Inoltre, può essere interessante sapere che - se si esclude la Casa Caremi (sede dello storico ed omonimo panificio sempre in via Roma) forse in origine sede di un Convento degli Umiliati.- la Corte Rossa è, molto probabilmente, la corte macheriese più antica.
    Gianni C.

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