giovedì 31 gennaio 2019
Il coraggio di Lissone ha bloccato la colata di cemento
Area AT7, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune
“L’appello è infondato e deve essere, pertanto, respinto, con conseguente conferma della sentenza impugnata”.
Con sentenza dello scorso 14 giugno 2018, la Sezione Quarta del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato contro il Comune di Lissone da Sofim Società Finanziaria s.p.a. e Impresa Edile Fratelli Faletra s.r.l, che chiedevano l'annullamento di varie decisioni amministrative relative all'Ambito di trasformazione AT7.
Come già avvenuto nel 2014 quando il Tribunale amministrativo regionale (TAR) aveva respinto tutte e 6 le eccezioni presentate accogliendo in toto la linea del Comune, anche il Consiglio di Stato ha confermato la validità degli atti adottati dall’Amministrazione Comunale.
“Si conclude così il lungo iter giudiziale relativo ad una importante decisione urbanistica assunta nel corso della precedente legislatura - commenta il Sindaco di Lissone, Concettina Monguzzi - il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità degli atti e preservato l’autonomia pianificatoria dei Comuni. Su un territorio come quello di Lissone, urbanizzato per oltre l’80%, era impossibile immaginare di consumare un altro polmone verde, uno dei pochi ancor oggi presenti in città”.
Il giudizio riguardava un'importante realizzazione urbanistica contenuta nel Piano di governo del territorio approvato prima del 2012 e che prevedeva la realizzazione tra Lissone e Santa Margherita di 12 edifici di altezza variabile da 5 a 10 piani per una volumetria complessiva di 72.520 mc e per un totale di circa 300 nuovi appartamenti. Proprio su quell’area, inoltre, verte una parte del progetto inerente alla futura Pedemontana.
Il progetto, inserito nel Piano regolatore del 2012, era stato respinto nel 2013 dall’Amministrazione Monguzzi a seguito della variante al Pgt da essa introdotta.
Una decisione assunta anche grazie al nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale, che in quell'area prevede un «corridoio ecologico». Questi spazi hanno come obiettivo lo sviluppo e il potenziamento di corridoi ecologici incrementando la naturalità e la connettività delle aree collegate, rafforzando la matrice ambientale e ripristinando la naturalità di alcune aree degradate.
Per questo motivo, il 18 luglio 2013 era stata adottata la Variante al Documento di Piano del PGT che prevedeva per l’Ambito AT7 la modifica della destinazione da residenziale ad agricola.
Le valutazioni contrarie al consumo di suolo espresse sia nella VAS del P.G.T. che nella successiva variante adottata, oltre all’accoglimento per le medesime valutazioni di due osservazioni presentate a seguito di adozione del Piano Attuativo dell’ambito AT7, hanno portato alla conclusione dell’iter del Piano con la non approvazione dello stesso.
Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato ha riconosciuto in pieno la correttezza del percorso seguito dall'Amministrazione Monguzzi in tutti i suoi passi.
“Una scelta coraggiosa, che rafforza la differenza nella pianificazione territoriale fra le Amministrazioni precedenti e le due Amministrazioni Monguzzi - sottolinea il Sindaco - attraverso scelte urbanistiche molto differenti rispetto a quelle precedenti al 2012, la precedente e l’attuale Giunta hanno dato risposte concrete di cambiamento. Il pronunciamento del Consiglio di Stato è la conferma dell’assoluta legittimità entro cui ha lavorato l’Ente, operando a tutela di tutta la cittadinanza senza alcun intento discriminatorio. È questa anche l’occasione per ringraziare l’Ufficio legale comunale e le Associazioni che in questa occasione si sono schierate al fianco del Comune, nella certezza che la scelta di convertire un’area di tale grandezza da residenziale ad agricola fosse quella migliore per Lissone”.
A seguito del pronunciamento, il Consiglio di Stato ha anche condannato le società appellanti al pagamento, in favore del Comune di Lissone, delle spese per complessivi 6.000 euro.
Ad oggi, le aree dell’ambito AT7 risultano già incluse nel perimetro del Parco locale di interesse strategico (PLIS) del Grugnotorto-Villoresi. Al fine di tutelare e valorizzare le aree verdi mediante una gestione sovracomunale, la Giunta Monguzzi già ad inizio 2017 è entrata nel Parco con 160 ettari di terreno indicati come agricoli, fra i quali rientrano anche quelli situati fra Lissone e Santa Margherita.
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Desio: Beni comuni, cosa sono, come difenderli
Venerdì 8 febbario 2019 ore 21.00
Sala Pertini, Piazza Don Giussani, Desio
Incontro pubblico sul tema:
BENI COMUNI: COSA SONO, COME DIFENDERLI
PRESENTAZIONE DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI SOCIALI E SOVRANI
Promossa dal Comitato popolare per la difesa dei beni comuni sociali e sovrani “Stefano Rodotà”.
Dopo la tragica vicenda del crollo del ponte “Morandi” a Genova lo scorso agosto, è sembrato per un momento riaprirsi il dibattito pubblico sulle concessioni autostradali, sulle nazionalizzazioni, sulle privatizzazioni in generale. Un tema prontamente archiviato ma di grande urgenza. Negli scorsi decenni si è affermata una pervasiva ideologia del privato di cui si cominciano a vedere i guasti e i costi sociali. Tuttavia anche la sola affermazione del ruolo pubblico è insufficiente.
Oggi una legge di iniziativa popolare pone al centro l’individuazione e la tutela dei beni comuni, il diritto di usufruirne da parte di tutti e il controllo popolare come garanzia di trasparenza.
Interverranno:
Coordinamento No Pedemontana
Rete di comitati, associazioni e individui impegnati nella lotta contro Pedemontana e le grandi opere
Roberto Cuda
giornalista professionista, esperto di economia e di finanza in relazioni alle grandi opere. Autore e curatore di diverse pubblicazioni tra cui Strade senza uscita e Grandi opere contro democrazia. Ha collaborato con Altreconomia, Valori e Il Fatto Quotidiano.it
Ugo Mattei
docente di diritto civile all'Università di Torino, docente di diritto internazionale e comparato all'Hastings College of the Law dell'Università della California a San Francisco.
E’ tra i promotori del Comitato Popolare di Difesa Beni Comuni, Sociali e Sovrani "Stefano Rodotà”
COOORDINAMENTO NO PEDEMONTANA
blog: https://nopedemontana.wordpress.com
per informazioni sulla proposta di legge: https://www.benicomunisovrani.it
SOS Salvataggio anfibi al laghetto di Crezzo
lunedì 28 gennaio 2019
Montorfano: AAA cercasi volontari per la campagna salvataggio rospi
Vi invitiamo a partecipare numerosi ad una RICHIESTA DI AIUTO che ci arriva dagli amici dell'associazione L'Ontano di Montorfano.
Come ogni anno arriva il periodo in cui centinaia e centinaia di poveri rospi vorrebbero scendere dai boschi del Monte Orfano dove hanno passato l'estate e il letargo invernale, per depositare le uova nelle acque del Lago di Montorfano. E, come ogni anno, per permettere a loro questa "semplice" azione.... è indispensabile che ci siano tante persone disposti ad aiutarli perché questa discesa "semplice non lo è"...
Gli ostacoli fisici che ormai l'edificazione selvaggia ha prodotto in passato (ma ancora oggi), per i rospi sarebbe impossibile superarli per arrivare al lago. E' per tale ragione che HANNO bisogno di noi per risolvere un problema enorme che abbiamo causato con le nostre insensate azioni nell'utilizzo del suolo.
Conosci la storia delle centinaia di rospi che ogni anno attraversano la strada per raggiungere il lago? Sai quanto rischiano?
Cliccando qui potrete vedere un breve video dove spiega questa importante attività.
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domenica 27 gennaio 2019
Seregno: cinque pietre d'inciampo per ricordare la famiglia Gani
Ieri, 26 gennaio 2019, sono state posate, a Seregno, cinque pietre d'inciampo per ricordare la famiglia ebrea Gani, vittima della persecuzione razziale in Brianza (qui potete leggere la loro storia).
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| Le persone davanti al portone della Ca' Bianca |
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| La posa delle pietre di inciampo a Seregno. Foto di Paul Barker Hemings |
Particolarmente struggente la lettura della lettera scritta il 1° marzo del 1943 da Regina Gani, nel periodo in cui la famiglia era sfollata a Seregno, all’amica e compagna di scuola Dada Flack, anch’ella colpita dai provvedimenti del 1938.
Regina scrive: “ Carissima Dada, sto diventando cattiva con tutto e con tutti, ho i nervi: insomma, sono stufa di annoiarmi, di non poter parlare con persone che voglio, di dover rendere conto di ogni minimo passo che faccio, del minuto che vengo in ritardo. Vorrei vederti, poterti spiegare, aprirti il mio cuore, essere sole noi due, proprio come dici tu, ma è una cosa tanto impossibile, è come un miraggio, a cui non credo neppure. Ti supplico, scrivimi presto, subito; ho bisogno di ricevere una tua lettera, di avere il tuo conforto, mi fa tanto bene. Ti bacio. Tua Reggy.”
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| Foto di Paul Barker Hemings |
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A Cesano Maderno la pietra d'inciampo dedicata ad Arturo Martinelli
Ieri, 26 gennaio 2019, si è svolta a Cesano Maderno la cerimonia per la posa della pietra d'inciampo dedicata ad Arturo Martinelli, internato al campo di Fossoli e fucilato, nel 1944, nel poligono di tiro a Cibeno (Carpi).
Oltre ai diversi interventi istituzionali, significativi e coinvolgenti, è da sottolineare il contributo davvero notevole delle scuole medie: i ragazzi hanno cantato l'Inno nazionale, Bella ciao e La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) di Francesco Guccini; hanno letto testi brevi ma intensi, di Primo Levi, di Liliana Segre e hanno ricostruito la figura di Arturo Martinelli. Il tutto è il risultato di un lungo lavoro: bravissimi!
La pietra è stata posta all'ingresso della sede comunale, dove tutti saranno costretti a "inciampare" e a ricordare.
Arturo Martinelli abitava al Villaggio A.C.N.A. dove lavorava il padre Emilio, nella via che porta, ora, il suo nome.
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| L'edificio in cui abitava la famiglia Martinelli |
Assassinato nella strage compiuta il 12 luglio 1944 al Poligono di Tiro di Cibeno, Carpi
E' sepolto nel cimitero Maggiore Musocco di Milano, campo 64, detto "della Gloria", lapide 189.
Secondo lo storico locale Pietro Arienti, le vittime politiche brianzole del nazifascismo furono oltre 250. Quella di Cesano è la prima pietra d'inciampo dedicata a uno di loro.
Un ricordo di Arturo Martinelli può essere scaricato qui.
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Lissone: una pietra d'inciampo per ricordare Mario Bettega
Tutti i giovani che entreranno allo stadio della Pro Lissone vedendo questa Pietra dovranno ricordare che Mario era un ragazzo come loro, amante del pallone ma soprattutto che credeva nella democrazia e ha perso la vita per questo.
Mario Bettega, omonimo e nipote
Ieri, 26 gennaio 2019, Lissone ha ricordato Mario Bettega, vittima dell'orrore nazifascista, con la posa di una pietra d'inciampo all'ingresso dello stadio "Luigino Brugola".
Mario Bettega nasceva a Lissone il 16 agosto del 1918. Operaio alla Breda e calciatore della Pro Lissone, ma anche antifascista e impiegato nella resistenza. Venne catturato dai repubblichini mentre consegnava un pacco di otturatori e caricatori alle SAP, Squadre di Azione Patriottica. Mario Bettega era anche un noto e apprezzato calciatore della Pro Lissone e con le sue conoscenze tra i giovani di Lissone, svolgeva un gran lavoro per sostenere ed estendere l'attività resistenziale.
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| Mario Bettega, calciatore della Pro-Lissone |
Nel 1963, l'Amministrazione Comunale ha dedicato a Bettega una via di Lissone.
Leggi anche: Giornata della memoria. L'operaio calciatore che riforniva di armi i partigiani lombardi (su il Fatto Quotidiano).
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