lunedì 5 ottobre 2026
Da Montorfano a Meda, sei ore dentro la Brianza che cammina
La sveglia suona alle 5.45. Colazione, preparativi e alle 6.30 sono già da due amici con cui condividerò la giornata. Destinazione Meda, dove ci aspetta l'autobus messo a disposizione dagli organizzatori della 38ª Meda-Montorfano. Quest'anno, per una volta, si parte da Montorfano e si arriva a Meda.
Alle 7 siamo sul pullman. Poco dopo siamo a Montorfano. Scendiamo e, prima della partenza, ci concediamo un caffè nella bella caffetteria nei pressi di piazza Roma. Intanto, in piazza, le autorità salutano i partecipanti. Poi prende la parola Tiziano Grassi, presidente del Comitato per il Parco Groane Brughiera. È una realtà di volontariato che da anni lavora per la tutela del territorio e che, grazie a proposte concrete e al lavoro di tanti volontari, è riuscita a diventare un punto di riferimento per chi ha a cuore il paesaggio e gli spazi naturali della Brianza. La Meda-Montorfano è organizzata dal Comitato insieme al CAI e alla SEM di Meda, con il patrocinio e il sostegno di diverse amministrazioni comunali e del Parco delle Groane.
Alle 8, puntuali, si parte. Siamo in 270: circa 140 sono arrivati con i tre pullman organizzati per l'occasione, gli altri direttamente a Montorfano, in auto o perché abitano nei dintorni. Un lungo serpentone attraversa il paese e raggiunge il lido. Da qui imbocchiamo il sentiero della Riserva naturale di Montorfano: all'inizio costeggiamo il lago, poi il percorso entra nel bosco. Il gruppo inevitabilmente si allunga. I più allenati prendono il largo, gli altri procedono con il proprio passo. Ed è forse proprio questa una delle cose belle della camminata: è una camminata democratica. Nessuno deve dimostrare niente a nessuno. Ognuno va al proprio ritmo, aspettando magari gli amici, fermandosi per una fotografia o semplicemente per guardarsi intorno.
Il percorso è ben segnalato. Nei giorni precedenti i volontari hanno sistemato e integrato la segnaletica e hanno collocato anche alcuni nastri bianco-rossi che indicano il percorso. Sarà la "scopa", cioè il gruppo di volontari che chiude la camminata, a recuperarli uno a uno al passaggio. E poi ci sono i boschi. Camminare in questi ambienti rende tutto più piacevole. Si chiacchiera, si incontrano persone conosciute e se ne conoscono di nuove. Ci si scambiano esperienze, battute, informazioni sul percorso. Dopo qualche ora sembra quasi di essere diventati tutti amici, anche con chi fino a poco prima non avevamo mai visto.
Entrati nel territorio di Cantù arriva una bella sorpresa. Gli amici dell'Azienda Agricola Elma hanno preparato per tutti i partecipanti una bevanda ristoratrice. Un tè caldo, dopo qualche ora di cammino, è decisamente una buona idea. E infatti quel tè è proprio buono. Si riparte. A Olgelasca di Brenna incontriamo un altro piccolo gioiello della Brianza: la chiesa di Sant'Adriano, risalente all'XI-XII secolo. All'interno, alcuni lacerti di affreschi raccontano una storia antica che meriterebbe di essere conosciuta molto di più. Fuori, le panchine invitano alla sosta. Ci fermiamo, mangiamo qualcosa e poi ripartiamo.
Abbiamo già deciso che, al prossimo attraversamento urbano, ci concederemo un gelato e un caffè. La gelateria-caffetteria è chiusa per ferie. Peccato. Ma dentro ci sono alcune persone che stanno sistemando il locale in vista della riapertura del giorno successivo. Ci fermiamo comunque sulle panchine appena fuori e, con nostra grande sorpresa, ci viene offerto il caffè. A questo punto, cosa volere di più?
Riprendiamo il cammino. Con calma, ma senza perdere troppo tempo. L'ultimo tratto, sotto il sole e sull'asfalto, è forse quello meno piacevole. E ci scappa anche l'ennesimo inciampo, tanto per ricordarci che dopo qualche ora di cammino le gambe cominciano a presentare il conto. Poi finalmente Meda.
Dopo poco più di sei ore siamo arrivati. Ci aspettano la pastasciutta offerta dagli organizzatori e gli splendidi giardini di Villa Antona Traversi. Non c'è praticamente coda. La pasta è ottima, la birra è fresca e il meritato riposo ancora migliore. A un certo punto anche l'amico Tiziano, dopo una giornata intensa passata a seguire l'organizzazione, si siede al nostro tavolo per mangiare. E quando sembra che la giornata non possa offrire altro, arriva un'ultima piacevole sorpresa: un bicchierino di Porto, arrivato direttamente dal Portogallo. Un altro caffè, quattro chiacchiere e poi è davvero ora di andare. Ci avviamo al parcheggio per recuperare l'auto e torniamo a casa stanchi, ma decisamente soddisfatti. E soprattutto con un senso di gratitudine verso chi ha organizzato questa giornata. Perché la Meda-Montorfano non è soltanto una bella passeggiata. È un modo concreto per far conoscere il territorio, per mettere in relazione luoghi che spesso percepiamo come separati e per promuovere quella che potremmo chiamare una vera e propria cucitura naturalistica della Brianza.
Camminando, le persone vedono i boschi, i laghi, i sentieri, le cascine, le piccole chiese, i paesaggi ancora conservati. Scoprono che questi luoghi non sono semplicemente "spazi vuoti" tra un paese e l'altro, ma costituiscono un patrimonio comune. E forse è proprio così che, poco alla volta, cresce anche la cultura della tutela: facendo conoscere il territorio, facendolo vivere e facendo capire alle persone che vale la pena conservarlo.
Alla prossima Meda-Montorfano, allora. Ma possibilmente prima, su qualche altro sentiero della nostra Brianza.
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bravissimo, non poteva esserci un resoconto migliore. si sente la passione per l'ambiente e l'urgenza di preservarlo, il tutto all'interno di una giornata meravigliosa.
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