Un volto tra gli alberi dell'Oasi LIPU di Cesano Maderno per ricordare una donna che, dopo il disastro dell'ICMESA, contribuì a dare all'ambientalismo italiano un nuovo modo di guardare al rapporto tra ambiente, salute e società.
All'esterno del Centro Visite Alexander Langer dell'Oasi LIPU di Cesano Maderno è stata infatti installata Natura Loci, un'opera site specific dell'artista Enrico Cazzaniga, promossa da Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce, dall'associazione FARE e dal Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, grazie anche a una donazione individuale. Il titolo dell'opera non è casuale: Natura Loci è anche un anagramma di Laura Conti. Tra due alberi, utilizzando una rete metallica zincata, bitume all'acqua ed elementi naturali come foglie, cortecce, rami, muschio e sassi, Cazzaniga ha composto il volto della scienziata e ambientalista. Un'immagine che non viene semplicemente collocata nel verde, ma sembra nascere dal luogo stesso. È forse proprio questo il senso più interessante dell'installazione: ricordare Laura Conti attraverso un'opera che entra in relazione con la natura, in un'area dove la tutela ambientale è diventata parte concreta della storia del territorio.
Laura Conti è stata una delle figure più importanti dell'ambientalismo italiano del secondo Novecento. Medico, scienziata, divulgatrice e militante politica, dopo il disastro dell'ICMESA del 10 luglio 1976 contribuì a leggere quella tragedia non soltanto come un incidente industriale, ma come una vicenda nella quale si intrecciavano ambiente, salute pubblica, responsabilità industriali e scelte politiche. La sua forza stava anche nella capacità di rendere comprensibili questioni scientifiche complesse senza semplificarle. Un approccio particolarmente attuale proprio oggi, quando il cinquantesimo anniversario dell'incidente rischia di trasformarsi in una celebrazione rituale, separata dalle domande che quella vicenda continua invece a porre. Durante la presentazione dell'opera, l'attrice Rachele Borzatta ha letto alcuni testi di Laura Conti, riportando quelle riflessioni proprio tra gli alberi dell'Oasi.
Il progetto nasce dal lavoro del coordinamento Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce, che negli ultimi anni ha riunito associazioni, realtà ambientaliste e amministrazioni locali attorno alla volontà di mantenere viva la memoria del disastro e, allo stesso tempo, di interrogarsi sul futuro del territorio. Beatrice Oleari e Alberto Colombo hanno ricordato il percorso iniziato con Insieme per il Bosco, nato dalla collaborazione tra gruppi e associazioni di Seveso e Meda e successivamente allargatosi anche a Cesano Maderno.
Un lavoro che oggi assume un significato particolare: il Bosco delle Querce non è soltanto ciò che resta di un'area contaminata e poi bonificata. È anche la dimostrazione concreta che un luogo segnato da una catastrofe ambientale può diventare uno spazio di tutela, natura e memoria. All'iniziativa è intervenuto anche il sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca, che ha sottolineato il valore di ospitare questa memoria all'interno di un luogo dove l'ambiente è stato tutelato, auspicando che l'installazione possa diventare anche occasione di visita e conoscenza.
Il Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso ha un legame particolare con questa storia. Maurizio Zilio ha ripercorso la vicenda del circolo e della sua intitolazione, ricordando l'impegno di Laura Conti per l'ambiente e la salute e, soprattutto, la sua capacità di parlare a interlocutori diversi utilizzando un linguaggio diretto e comprensibile. Marco Martorelli, che custodisce l'archivio documentale di Laura Conti, ha invece richiamato l'attenzione sulla difficoltà di conservare e valorizzare quella eredità documentale. L'archivio è oggi conservato presso la Fondazione Micheletti di Brescia. È un tema che va oltre la figura di Laura Conti. Perché conservare la documentazione significa anche impedire che la memoria del disastro di Seveso venga progressivamente ridotta a poche immagini, a una data e a qualche racconto ormai consolidato. Il coordinamento Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce dichiara infatti di voler proseguire il proprio lavoro proprio su questo terreno: memoria, storia, ambiente e buone pratiche ambientaliste, con l'intenzione di mantenere una narrazione del disastro della diossina il più possibile genuina e non edulcorata. Un'impostazione che sarebbe probabilmente piaciuta alla stessa Laura Conti, poco incline alle versioni addomesticate della realtà e abituata a mettere insieme rigore scientifico, impegno civile e capacità di comunicare.
Alla presentazione sono intervenuti anche Fabio Lopez Nunes, che ha ricordato il proprio rapporto con Laura Conti e le sue straordinarie capacità comunicative, Enrico Cazzaniga, che ha illustrato le scelte artistiche e il rapporto dell'opera con l'ambiente, e Alessia Cacace, responsabile dell'Oasi LIPU di Cesano Maderno. Non è irrilevante che il volto di Laura Conti sia oggi accanto al Centro Visite intitolato ad Alexander Langer. Sono due figure diverse, ma accomunate da un ambientalismo capace di guardare oltre la semplice tutela della natura, mettendo in discussione il modo in cui la società costruisce il proprio rapporto con l'ambiente. Natura Loci aggiunge così un nuovo segno a questa geografia della memoria.
Un volto tra gli alberi, in un luogo nato da una delle più gravi vicende ambientali della storia italiana. Non un monumento tradizionale, ma un'opera destinata a confrontarsi con il tempo, con la vegetazione e con il luogo. E forse è proprio questo il modo migliore per ricordare Laura Conti: non soltanto guardando indietro, ma continuando a interrogarsi su ciò che quella storia ha ancora da insegnarci.
Foto tratte dal blog Sinistra e Ambiente, Meda


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