Verrà inaugurata venerdì 31 maggio nel tardo pomeriggio e si protrarrà per tutto il week end una mostra sulle perle ricavate da materiali riciclati. La parte del leone la fanno le perle in vetro riciclato, coloratissime e fantasiose. Sono il frutto di un artigianato tradizionale ancora vivo in diverse regioni del mondo: la mostra espone perle di vetro riciclato dal Ghana, dalla Turchia, dal Medio Oriente, dall’Indonesia. Nascono da bottiglie, boccette, vetri per finestre, materiali poveri e di scarto che acquistano nuova vita grazie a ingegnose tecniche artigianali che sfruttano al meglio una strumentazione tecnica essenziale e povera. Anche i metalli scartati trovano la strada del riciclo nella gioielleria artigianale di basso costo, qui esemplificata dai prodotti in ottone fabbricati dagli Ashanti del Ghana: rubinetti, guarnizioni, bulloni vengono trasformati in elaborate perle e pendenti utilizzando il metodo della fusione a cera persa; ogni singolo elemento è prodotto in uno stampo che va distrutto dopo la fusione e diviene così un unicum: non esistono due elementi perfettamente identici. Questo e altro ancora si potrà ammirare nella mostra, che sarà affiancata da una esposizione delle realizzazioni dei soci della Compagnia delle Perle di Milano, dove sarà possibile acquistare perle da indossare o collezionare.
Ingresso libero
Orari:
venerdì 1 giugno 18 – 22;
sabato e domenica 2-3 giugno 10 – 22.
Organizzata da: Compagnia delle Perle-Centro Studi Archeologia Africana di Milano, Comune di Concorezzo A cura di: Giorgio Teruzzi, coordinatore della Compagnia delle Perle
E’ certo che le due pecore uccise a Mandello martedì scorso sono vittime dell’aggressione di un orso, forse lo stesso avvistato qualche giorno fa in Valsassina. Non risulta invece alcuna aggressione a caprioli o a altri animali selvatici. Questa in sintesi la conclusione di esperti faunistici, Polizia provinciale e veterinari dell’ASL di Lecco dopo gli accurati sopralluoghi svoltisi martedì e mercoledì. Sulla base del protocollo al quale la Provincia di Lecco aderisce sono state fatte le opportune segnalazioni in Regione, anche al fine di garantire il risarcimento per i capi colpiti che spetta ai proprietari degli animali.
IL FATTO
A Mandello, in località Somana, a circa 400 metri sul livello del mare, nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 maggio, un orso, ha aggredito quattro pecore, due delle quali sono rimaste ferite e poi curate dal Servizio veterinario dell’ASL, allertato dall’allevatore. L’aggressione a capi di bestiame, quasi sempre notturna, non è frequente, ma accade quando l’orso ha bisogno di integrare l’alimentazione, di solito vegetale, con proteine; è più frequente il danneggiamento di alveari o di piante da frutto in quanto l’orso si nutre per circa l’80% di vegetali.
LA SPECIE E IL PROGETTO DI MONITORAGGIO
L’Orso bruno (Ursus arctos) è una specie di interesse comunitario inserita nella Convenzione di Berna, ratificata dall’Italia con la Legge 503/81, quale specie di fauna rigorosamente protetta. Il quadro normativo comunitario, europeo e nazionale impone dunque allo Stato Italiano la responsabilità di assicurare uno stato di conservazione soddisfacente alle popolazioni di orso bruno presenti sul territorio nazionale e ai loro habitat, e impegna le Regioni a mettere in atto le azioni di tutela, gestione e monitoraggio delle stesse. La Provincia di Lecco partecipa al progetto Life ARCTOS per la conservazione sulle Alpi Centro orientali dell’orso bruno, una specie a rischio di estinzione, che sembra scongiurata dopo le immissioni della fine degli anni ‘90. Il progetto, promosso dalla Regione Lombardia e finanziato dalla Unione Europea, ha lo scopo di monitorare la presenza dell’orso in Lombardia e di informare la popolazione con particolare riguardo agli agricoltori e agli allevatori, in modo da porre le basi per la conoscenza della specie e la sua convivenza con l’uomo. Vi partecipano anche le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e i Parchi di Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi. La Provincia di Lecco organizzerà a breve incontri informativi con allevatori, agricoltori e popolazione; sarà inoltre intensificata l’attività di monitoraggio e di sorveglianza.
NESSUN PERICOLO PER L’UOMO
In Italia negli ultimi 150 anni non sono state documentate aggressioni dell’orso bruno nei confronti dell’uomo. Quando l’orso incontra l’uomo si comporta in modo schivo e timoroso. Quindi se si avvista un orso si può godere tranquillamente di questa rara opportunità senza pericoli, anche se è opportuno non avvicinarsi. Nelle Alpi orientali, dove l’orso è più comune (se ne stimano 35/40 capi) sono state segnalate alcune aggressioni ad animali quali capre, pecore, asini, maiali, bovini e galline, ma mai all’uomo. In Italia l’orso bruno, che ha una vita media di 20 anni, frequenta fasce altimetriche comprese tra i 300 e i 1500 metri di quota e, a causa del territorio molto antropizzato, preferisce i boschi fitti uscendo raramente allo scoperto.
LE REGOLE DI PRUDENZA
Benché la specie non sia pericolosa per l’uomo, se ci si dovesse trovare a pochi metri di distanza da un orso, è importante mantenere la calma e far notare la propria presenza parlando a voce alta; così l’orso si allontanerà. Se si dovesse alzare in piedi, ciò non significa che stia per attaccare, ma, come altri animali selvatici (lepre, marmotta), anche l’orso assume questa posizione solo per meglio osservare il territorio e identificare “l’intruso”. È comunque opportuno allontanarsi lentamente, senza correre, lasciando sempre una via di fuga all’orso. Maggiore cautela nel caso ci si imbatta in un piccolo di orso in quanto quasi sempre c’è la madre nelle vicinanze, mentre è assolutamente da evitare l’interposizione tra l’orso affamato e la sua preda. LA PROVINCIA DI LECCO C’È: PRONTI GLI INTERVENTI DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE.
La Provincia di Lecco è preparata alla presenza dell’orso, in quanto la presenza della specie nel territorio lecchese era attesa, dato che l’orso era presente nei territori limitrofi. La Provincia ha formato delle squadre di intervento e di monitoraggio; ha aderito al progetto Life ARCTOS, sottoscrivendo con Regione Lombardia e le altre Province interessate un Protocollo che consente il sollecito pagamento dei danni. La Provincia aprirà immediatamente dei Tavoli di confronto con il mondo agricolo per stabilire una linea di condotta comune, fornire informazioni analitiche e stabilire eventuali provvedimenti di prevenzione. Grazie al Protocollo la Provincia potrà anche contribuire all’installazione di sistemi di protezione delle greggi e degli alveari. La presenza dell’orso sottolinea il valore ambientale del territorio lecchese e, come già successo in altre Province come il Trentino, può rappresentare un’opportunità di tipo turistico.
Le idee delle associazioni ambientaliste riunite in "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile" e nel "Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale" stanno prendendo sempre più piede.
Riportiamo di seguito l'articolo apparso su "Il Cittadino" di sabato scorso. Una "piccola apertura" che lascia ben sperare.
Superparco brianzolo? Si può fare
Il sindaco Marco Pipino intende valutare la proposta avanzata da Seregno.
Sotto tutela le aree agricole, si crea spazio a verde fino ai confini di Milano.
Articolo di a.br. - tratto da Il Cittadino del 19/5/2012
«Valuteremo la proposta, Siamo interessati ad approfondire e verificare la questione, entrando nel merito». Il sindaco Marco Pipino è possibilista sulla proposta del collega Giacinto Mariani di Seregno che vorrebbe l'ampliamento del Parco locale di interesse sovracomunale «Brianza Centrale». L'idea del lumbard di Seregno è quella di creare un grande parco sovraccomunale, che andrebbe a collegare le aree agricole di vari comuni quali Seregno, Desio, Mariano, Albiate, Meda e Carate, per sottrarle al rischio di una futura urbanizzazione.
LE AREE INTERESSATE
Nel territorio caratese sono diverse le aree non edificate al confine con il Plis. Ci sono quelle a ridosso di Albiate e quelle di là dellaValassina, fra tutte l’area della cava. Aree che anche per il Pd meriterebbero una tutela dell’ente pubblico locale. E' stato infatti il consigliere Tommaso Brenna a portare la questione sul tavolo del consiglio comunale, per tastare il terreno e capire cosa intenda fare l'amministrazione comunale: «Sul sito della Provincia leggo che l’area a nord della città di Milano, compresa fra le Province di Milano e di Monza Brianza - così Brenna - è fra le più densamente popolate e industrializzate d'Europa, con una concentrazione di oltre 2mila abitanti per kmq e un consumo del suolo superiore al 50%. Si sta cercando, fra mille difficoltà, di tutelare il territorio, mediante la costituzione di sistemi verdi a rete che interrompano il continuo, inesorabile e inarrestabile consumo di suolo. I numerosi parchi locali d’interesse sovracomunale dislocati strategicamente a nord della città potranno svolgere un ruolo importante, quali nodi della rete ecologica in grado di assicurare la tutela del territorio rurale e una riqualificazione ambientale coordinata».
Nei sogni di Mariani il super parco da 1.600 ettari di verde, unirà, in un unico corridoio verde, Cinisello a Seregno: due Plis, il Brianza centrale e il Grugnotorto Villoresi, uniti da una cerniera di circa 350 ettari sul territorio di Desio. Mariani ha preso carta e penna e ha scritto a nove sindaci (tra cui Pipino) chiedendo loro di aderire al progetto.
LA PROPOSTA SEREGNESE
Il Plis Brianza centrale è un’area verde di 385 ettari. Il Grugnotorto riunisce sette Comuni (Bovisio, Cinisello, Cusano, Muggiò, Nova, Pademo eVaredo) per 870 ettari. Con i 350 ettari messi a disposizione dal Comune di Desio, nascerà, di fatto, un super parco di oltre 1.600 ettari che collegherà, con un’unica area verde, Seregno con i Comuni a nord di Milano.
L'articolo apparso nelle pagine caratesi del "Il Cittadino"
Sabato 2 Giugno 2012 riparte "Bicinfesta per Seregno".
Pubblichiamo di seguito il programma, il percorso e i punti di iscrizione.
PROGRAMMA
ore 8,30 Ritrovopresso Colzani Bar Velò Via Milano ang. Via Pacini (Seregno)
ore 9,00Partenza
Soste intermedie in Via Umberto I (alzabandiera), Via Don Orione (ingresso Don Orione), Via Macallè/Adige (saluto a Carletto) e in Via Milano (ristoro offerto da Colzani)
ore 11,30Arrivo al Parco "2 Giugno"
Estrazione dei premi offerti dagli sponsor e rinfresco
ore 13,00Chiusura manifestazione
PERCORSO (km 17 circa)
Partenza: Via Milano ang. Via Pacini presso Colzani Bar Velò
Via Pacini, Via Ripamonti, Via Nazioni Unite, Via Luini, Viale Santuario, Via Cairoli, Via Colombo, Via Umberto I (alzabandiera), C.so del Popolo, Via Vincenzo da Seregno, Via Trabattoni, Via Verdi, Via Don Orione (ingresso Don Orione e sosta), Via Verdi, Via F.lli Cervi, Via Resegone, Via A.da Giussano, Via Corsica, Via Briantina, Via G.B.Vico, Via Messina, Via Ticino, Via Macallè, Via Macallè/Adige (saluto a Carletto), Via Galilei, Via Cavour, C.so Matteotti, Via Stefano da Seregmo, Piazza Roma, Via Milano (sottopasso), Via Milano/Pacini ( ristoro Colzani), Via Pacini, Via IV Novembre, Via Rovereto, Via Turati, Via Solforino, Via Crocefisso, Via Seveso, Via Saronno, Via Vicinale del Merè Nord, Parco Meredo, Via Tiziano/Cadore, Via iziano/Wagner
Signor sindaco,
mi è capitato di dovermi recare all’Ospedale di Seregno in bicicletta. Non sapendo dove posteggiarla mi sono permessa di farlo presso il parcheggio confidando nel cartello esposto sul cancello dello stesso.
Al mio ritorno ho trovato l’avviso minaccioso che allego.
L’avviso cita “spazi contrassegnati” che non esistono o, meglio, che esistono solo per le auto.
Non c’è nessun spazio adatto alla sosta delle biciclette che, infatti vengono lasciate un po’ ovunque.
Chiedo pertanto che l’Amministrazione, in nome della mobilità sostenibile, si faccia carico di invitare l’Ospedale a reperire uno spazio per le biciclette magari all’interno del cortile dello stesso.
Questo blog è nato nel 2009 per sostenere il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale. Un obiettivo importante che abbiamo raggiunto con l’unione al PLIS del Grugnotorto Villoresi, dando vita al Parco GruBrìa.
Oggi il nostro impegno continua, guardando al futuro: promuoviamo la nascita del nuovo Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale. Un progetto ambizioso che coinvolge il PLIS GruBrìa, il Bosco delle Querce e l’intero bacino del fiume Seveso, con l’obiettivo di creare un sistema integrato di tutela ambientale e valorizzazione del territorio.
Se volete contribuire con materiali, osservazioni, fotografie o semplicemente mettervi in contatto con noi, potete scrivere a: brianza.centrale@libero.it. Il blog si riserva la facoltà di pubblicare, in tutto o in parte, i contributi ricevuti.