sabato 7 novembre 2015

Pedemontana: tutto quello che non vi hanno detto all'inaugurazione della tratta B1


a cura del Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il 5 novembre 2015 è stata inaugurata la  Tratta B1 della Pedemontana, la cosiddetta variante EXPO, che arriva a compimento  però ora che EXPO è terminata da qualche giorno. Dunque  una grottesca commedia all’italiana in cui, ancora una volta ci troviamo ad assistere a un taglio di nastro per inaugurare un  “pezzo” dell’autostrada Pedemontana. Un pezzo  di autostrada privo di opere di connessione e che si immetterà su una superstrada Milano  - Meda, già satura, con due possibili scenari: o si aggravano  per il territorio le già critiche condizioni di viabilità locale per i flussi aggiuntivi o i volumi di traffico in uscita dall’autostrada, replicando quelli scarsissimi della tratta A, non incidono. In questo caso però si dimostra la totale inutilità dell’autostrada.

Così, mentre i Sindaci del territorio si sfilano dall’inaugurazione e finalmente alzano la voce per dissentire da quanto sta avvenendo, Regione Lombardia e Pedemontana continuano a diffondere proclami sulla bontà e sull’utilità di questa autostrada e lo fanno con arroganza, continuando ad ignorare la realtà dei fatti.
Fatti che invitano ad un ripensamento, a  dire che “non si deve andare avanti” perché:
  • Il progetto del completamento è insostenibile dal punto di vista economico per la totale mancanza dei finanziatori privati che erano stati previsti con il “project  financing”;  i 3 miliardi di euro necessari proprio non ci sono, anche perché, non credendo più nella redditività di questo progetto, banche e privati si tengono lontano dai bandi di ricerca fondi di Autostrada Pedemontana Lombarda.
  • L’unica risorsa economica certa (1,2 miliardi di euro) è stata utilizzata per realizzare la tratta A, le tangenziali di Como e Varese e la B1. L’intera autostrada doveva invece essere realizzata con apporto di capitali privati a completamento dell’unica risorsa certa, quella pubblica appunto, così come pubbliche saranno le risorse derivanti dalla defiscalizzazione per 349 milioni di euro.
  • Sulle tratte in esercizio i volumi di traffico si sono rivelati totalmente insufficienti pure nel periodo di “gratuità” della percorrenza, dimostrando l’inutilità di quest’autostrada rispetto all’effettiva domanda. Questa “gratuità” è stata pagata con altri soldi pubblici da Regione Lombardia con 60 milioni di Euro, una vera e propria sovvenzione ad APL.
  • I pedaggi previsti sono i più alti in Italia tant’è che APL, in modo goffo, ha tentato di correre ai ripari con “sconti” che però, in un circolo vizioso, aggraveranno proprio la situazione dell’ammortamento delle tratte e della creazione di nuove risorse per proseguire nei lavori.
  • Il costo realizzativo è elevatissimo: circa 40 milioni di euro a km con sperpero evidente!
C’è poi il bilancio ambientale che è pesantissimo per la Brianza.
Intere aree agricole, verdi e boschive (Rugareto, Moronera, Battù) spazzate via o compromesse dal passaggio dell’infrastruttura e dai suoi enormi svincoli.
La realizzazione delle Compensazioni Ambientali che è ancora al palo e la prevista greenway  che addirittura rischia di non essere mai realizzata perché vincolata  al completamento dell’intera infrastruttura.

Nel lungo elenco – un vero e proprio “cahier de doleance”,  non può mancare la criticità DIOSSINA sulla tratta B2, fino a poco tempo fa volutamente sottovalutata e che solo ora, dal marzo 2015, ha avuto attenzione grazie alle pressioni continue dei gruppi ambientalisti, fatte poi proprie da alcuni Sindaci, con almeno un piano di caratterizzazione dei suoli per verificare il livello di contaminazione da TCDD e decidere come agire, non risolvendo comunque l’incognita e i rischi collegati ad una bonifica.

Ecco, è questo un elenco  sintetico e sommario di tutte le cose che non vengono dette durante le “inaugurazioni”.

Sono motivi che certificano sia il fallimento del programma dell’infrastruttura “autostrada pedemontana” sia la necessità di fermarsi per l’incompatibilità ambientale di quel che si vuole realizzare.

Vignetta di Kap tratta da "Il Cittadino MB"  
 

Seregno: come fare cassa con mobilità e parcheggi


Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento di Per un'altra Seregno a sinistra

Il parcheggio sotterraneo di Piazza Risorgimento di 279 posti macchina venne aperto al pubblico il 23 Giugno 2008. Ad oggi, 4 Novembre 2015, sono perciò passati  7 anni e 4 mesi ovvero 2692 giorni. Un calcolo molto prudenziale, sulla base di un euro all'ora per cinque ore ogni posto macchina al giorno, comporta un mancato introito di almeno 500.000 euro all'anno ovvero 3.500.000 di euro nell'arco di sette anni.
Come si può vedere 500.000 euro sono più del doppio dell'introito minimo garantito al comune (200.000 euro) dalla ditta appaltatrice di tutti i parcheggi a pagamento di Seregno.
In sintesi, il solo parcheggio di Piazza Risorgimento, sarebbe più che sufficiente se fosse reso a pagamento come era logico e come il gruppo di Rifondazione Comunista prima e della Federazione della Sinistra successivamente, con i consiglieri Giuseppina Minotti e Francesco Mandarano, avevano chiesto fin dalla sua apertura. Questo senza contare i 3.500.000 persi per meri calcoli elettorali.
Purtroppo non vennero mai ascoltati né dalla maggioranza e nemmeno dagli altri partiti di minoranza (in primis il PD).

Abbiamo atteso ad esprimere il nostro parere sulla vicenda attuale anche per osservare, non essendo noi rappresentati in Consiglio Comunale, le reazioni delle diverse forze politiche.
In sintesi ci sembra che la maggioranza sia passata da un estremo all'altro: dal tutto gratuito al tutto a pagamento, col sospetto fondato che si punti solo a "fare cassa" (soprattutto per la ditta appaltatrice) mentre la minoranza non è in grado di fare una proposta politica che si discosti da un demagogico e inconcludente "no ai parcheggi a pagamento" facendo a gara a chi stampa manifesti col NO più grande.
Noi pensiamo che questo modo di fare non sia degno di chi, facendo parte di un Consiglio Comunale, dovrebbe analizzare la questione parcheggi tenendo conto delle diverse componenti che la caratterizzano.

Elenchiamo i più importanti termini della questione:
  1. Il PGT (Piano di governo del territorio) approvato di recente, dopo quasi un decennio di gestazione, sorvola allegramente sulla gestione del territorio dal punto di vista della mobilità.
  2. Non c'è, a Seregno, nessun Piano Urbano della Mobilità (PUM) mentre anche il Piano Urbano del Traffico (PUT) vigente era stato aggiornato oltre dieci anni orsono ed è perciò da rivedere. Così  non è dato sapere quale visione complessiva ci sia relativamente a insediamenti abitativi, commerciali, industriali, artigianali, di servizio, ... e il sistema della mobilità ivi compresa quella pedonale e ciclabile.
  3. La costruzione e la gestione delle aree di sosta rientra comunque a pieno titolo nella pianificazione territoriale. Perciò, in assenza dei predetti strumenti di pianificazione, si procede con interventi a capocchia il più delle volte inutili se non dannosi per il territorio.
  4. E' molto grave che si sia sottoscritta una convenzione con una ditta esterna perché questa non dipende da indicazioni di un PUM e di un PUT ma, al contrario, sarà proprio questa convenzione a preordinare, di fatto, i futuri PUM e PUT quando ci si deciderà a farli.
  5. E' evidente infatti, da quest'ultimo punto di vista, che quanti, anche all'interno della maggioranza, promettono aree di sosta periferiche connesse da navette mentono sapendo di mentire perché in conflitto di interessi con la scelta attualmente presa.
  6. In questi anni un po' per responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute ed un po' per effetto di leggi regionali (come quella riguardante il recupero dei sottotetti) a Seregno si è costruito in abbondanza e ben al di sopra delle capacità di assorbimento del territorio relativamente al traffico veicolare. Il nuovo PGT non ha purtroppo mostrato, al riguardo, una inversione di tendenza.
  7. Il parcheggio a pagamento colpisce in modo indifferenziato chi ha redditi elevati e chi invece ha stipendi risicati (come ad esempio chi lavora nei diversi negozi o uffici del centro), chi viene in centro occasionalmente e chi invece ci abita. L'amministrazione ha invece preso una decisione senza avere preliminarmente fatto alcun tipo di indagine.
In sintesi riconfermiamo la nostra proposta che consiste nell'apertura immediata del percorso relativo all'adozione del Piano Urbano della Mobilità e, nel frattempo, come provvedimento provvisorio, di rendere a pagamento i soli parcheggi interrati ed in particolare quello di Piazza Risorgimento con opportuni correttivi per i lavoratori dipendenti ed i residenti.

martedì 3 novembre 2015

Scopriamo l'autunno al Parco di Monza


Domenica 8 novembre 2015

Escursioni naturalistiche nel Parco

Tra tracce di animali e piccoli e grandi monumenti vegetali, accompagnati dagli esperti del Comitato Parco di Monza, la prima di una serie di escursioni nel più prezioso monumento del nostro territorio. Boschi e prati, sentieri e laghetti con lo sguardo del naturalista.

Appuntamento domenica 8 novembre 2015 – Porta di Monza del Parco (viale Brianza, Monza), Ore 9.30 .L'escursione durerà fino alle 12.30 circa. Si raccomanda di munirsi di abbigliamento adeguato. Potrà essere utile portare un binocolo. Non saranno ammessi cani e altri animali domestici. Partecipazione libera: sarà gradito un piccolo contributo che servirà per sostenere le attività del Comitato per il Parco.

Il Parco in quattro stagioni

Quando sciamano le formiche nel Parco? E' davvero la fioritura dell'aglio orsino a marcare l'arrivo della primavera nel Parco? Quando si riempie di gabbiani il Laghetto della Villa Reale?
E ancora. Dove si trova il quercione? Quali strade del Parco si riempiono di resti di cervi volanti durante l'estate? Quali percorsi segue la volpe attraverso il nostro Parco?

Ville, cascine e altri monumenti storici, certo. E attività all'aria aperta e momenti di riposo. Il Parco può anche essere altro: un insieme vario e composito di ambienti, che ospitano una fauna e una flora di sicuro interesse. Alcune hanno una rilevanza che supera la mura. L'interesse per questi momenti di natura è da sempre vivo: il nostro Parco può così trasformarsi in un autentico laboratorio scientifico all'aperto. Camminare per i suoi sentieri con lo sguardo del naturalista: questo l'invito del Comitato per il Parco.

“Il successo dei segnalibro che abbiamo ideato e distribuito lo scorso anno” – spiegano gli attivisti dell'associazione – “ci ha spinto ad offrire qualcosa in più a chi ci segue da tempo, e non solo”. Escursioni durante le varie stagioni. “Di per sè l'idea non sè certo originale”. – spiegano quelli del Comitato – “Vorremmo però che siano le tante ricchezze naturalistiche, spesso minute e nascoste agli occhi di chi non è esperto, ad avere meritato spazio e giusto tributo”. Basta anche una mezz'ora di camminata per compiere tante osservazioni degne di riempire un taccuino da campo e di fornire soggetti per le istantanee di una digitale.

Durante le passeggiate, dovrà essere il luogo a disvelarsi via via, attraverso dettagli inattesi. E agli aspetti legati a fauna e flora non potranno non aggiungersi anche annotazioni e curiosità su passato e presente del nostro monumento verde.

lunedì 2 novembre 2015

Rock around the park: escursione in mountain-bike nei parchi della Brianza


18^ escursione del programma “Le Stagioni del Parco 2015”

ROCK AROUND THE PARK
Parco della Brughiera e Parco Regionale Valle Lambro

a cura del "Comitato per il Parco Regionale della Brughiera"

Domenica 8 novembre 2015 in mountain-bike, con ritrovo alle ore 8,50 a Meda (MB) presso il parcheggio di piazza della Stazione FN.


Programma:

ORE 8,50 ritrovo nel parcheggio di piazza stazione FNM, Meda (MB). Possibilità di raggiungere il ritrovo in treno/bici. Consultare l’orario ferroviario.

ORE 9,00 partenza del gruppo per raggiungere l'ingresso alla Brughiera.
Dopo aver attraversato i boschi della Brughiera, prima tappa alla Fontana del Guercio di Carugo per poi raggiungere il Parco Valle Lambro.
In località Fornacette si raggiunge il Lambro e da qui si risale la ciclabile fino a Merone e poi Baggero con il suo mulino.
Da Merone si arriva poi al Lago di Alserio con sosta, per poi toccare il Borgo di Carbusate e da qui si prosegue per la stazione ferroviaria di Brenna-Alzate Brianza che il circolo di Legambiente di Cantù ha in gestione.

Si riparte seguendo il torrente Roggia Vecchia, risalendo a Olgelasca e poi, per Mariamo Comense lungo la via del rientro.

ORE 15,00 circa arrivo in piazza della stazione a Meda e conclusione dell'escursione.

Pranzo al sacco a carico dei partecipanti

ATTENZIONE:

l’itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche o grossi dislivelli, tuttavia la sua lunghezza richiede un minimo di allenamento fisico e una mountain-bike adeguata per i sentieri. Indispensabile indossare il caschetto e vivamente consigliate le protezioni adeguate.

La Brianza a Briosco


Meda: queste indagini non s'hanno da fare


Indagini chimiche di approfondimento sull'AT1: respinta la mozione di Sinistra e Ambiente

a cura di Sinistra e Ambiente di Meda

La mozione di Sinistra e Ambiente che impegnava Sindaco e Giunta a richiedere, con approcio cautelativo, un approfondimento con indagini chimiche mirate sull'area dismessa ex Medaspan, ora oggetto del Piano attuativo presentato dalla società PABEL spa per la realizzazione d'una struttura commerciale + albergo + servizi in iter di Variante parziale, è stata bocciata dalla maggioranza del PD.
Le indagini chimiche richieste prevedevano la ricerca di solventi e composti clorati in funzione dell'attività svolta e dei prodotti lavorati nell'allora Medaspan (pannelli di compensato e truciolato con uso di formaldeide come collante) nonchè la ricerca di Diossina TCDD, diossine e furani, questo in considerazione del fatto che l'area ex Medaspan risulta dentro il perimetro della allora zona R (rispetto) così classificata in base al livello di contaminazione da diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976.
Ricordiamolo: il rapporto ambientale s'è limitato a prendere atto, ritenendole esaustive, di una serie di analisi standard (idrocarburi e metalli pesanti) eseguiti da un laboratorio privato su incarico della Pabel.

L'indirizzo alla maggioranza Pd sulla linea da tenere l'ha data il sindaco Gianni Caimi con un intervento a dir poco "stupefacente".
Abbiamo appreso che non è nei poteri del Sindaco chiedere questi supplementi d'indagine, che analisi chimiche ambientali sono state comunque effettuate per definire se e come bonificare l'area, che per ARPA ed ASL è tutto a posto, che quello di Sinistra e Ambiente è un accanimento visto che "risposte tecniche" sono già state date in sede di Commissione, che questi ulteriori approfondimenti sarebbero un ONERE per il privato e che la mozione non aveva alcun fondamento scientifico.

Una serie continua di imprecisioni. Veniva e viene da chiedersi se tutto ciò era "vero" e se avessimo ben compreso.

L'amministrazione ha la facoltà di chiedere approfondimenti e pure di chiedere il coinvolgimento di ARPA.
Farlo o non farlo dipende dalla volontà politica.
Dal rapporto ambientale si evince chiaramente che le analisi chimiche sinora effettuate sono quelle standard relative ai soli metalli pesanti e idrocarburi.
Questo significa che non è stata presa in considerazione nella sua completezza la "storia" dell'area tenendo conto della tipologia e della composizione dei prodotti lì lavorati nonchè degli accadimenti che determinarono la contaminazione da TCCD dell'area a causa del disastro ICMESA del 1976.
ICMESA che si trovava proprio dinanzi alla Medaspan, sull'altro lato dell'attuale superstrada.
Non si è nemmeno tenuto conto che lì vicino, nel 2008 (vedi mappa sotto), furono rilevati dei superamenti del limite INDUSTRIALE nei carotaggi effettuati da APL correlati con il tracciato dell'autostrada Pedemontana (dati validati da ARPA).
Alle precedenti sollecitazioni di Sinistra e Ambiente in commissione si è risposto evasivamente senza dettagliare e anche un'indicazione/suggerimento con contenuti identici, formalizzato da parte del WWF in sede di VAS, non è stata presa in considerazione.
Grave poi preoccuparsi principalmente dell'onere per il privato quando si sta parlando di qualcosa attinente la verifica di conformità  della destinazione d'uso dell'area.
Se sull'area risultassero contaminazioni da TCDD superiori alle soglie (CSC) previste per legge, sarebbero necessarie valutazioni di compatibilità per capire la fattibilità dell'intervento.
Certamente gli approfondimenti analitici sarebbero un onere per il privato  così come un eventuale bonifica. Bonifica che però sarebbe d'obbligo se si vuole realizzare l'intervento e allo stesso tempo garantire sicurezza e salute per i cittadini.
Noi non facciamo allarmismo e la mozione chiedeva semplicemente l'applicazione di un principio PRECAUZIONALE e non pregiudiziale: sappiamo che l'area ha un potenziale fattore di rischio, verifichiamo dunque se esiste o meno contaminazione.
Del resto, si trova solo quello che si cerca.
Forsechè l'interesse del privato è PRIORITARIO ?
Esilarante poi dire che la mozione non ha fondamenti scientifici. C'è per caso stata una "commissione scientifica" che l'ha valutata ? Ha il sindaco competenze in merito ?

Respingendo la mozione, l'amministrazione e il Pd medese hanno dato un'ulteriore prova (dopo l'approvazione dell'AC4) della loro scarsissima attenzione all'ambiente.
Evidentemente è più importante per loro procedere celermente con l'approvazione della Variante Parziale sull'AT1 con relativa Grande Superficie di Vendita (o Centro Commerciale 2.0) e annessi albergo, area sportiva etc senza scontentare i desiderata del privato.
Insomma, serve non disturbare eccessivamente.

L'AT1, la ex zona R e i superi soglia per la Diossina TCDD del 2008 per la Pedemontana

WWF Vimercatese: assemblea sui cambiamenti climatici e i conflitti ambientali del nostro territorio


AltrAgorà organizza Mercoledì 4 Novembre "Clima di Ingiustizia", una serata di approfondimento su COP21, i cambiamenti climatici e i conflitti ambientali del nostro territorio.

Dalle 20 aperitivo resiliente a 3 € e dalle 21 inizio del dibattito con gli ospiti.

Cop21 è una sigla enigmatica, che però nasconde un evento potenzialmente fondamentale per il futuro del pianeta e per ciascuno di noi.
A Parigi il 7 e l'8 Dicembre le nazioni del globo si riuniranno in una conferenza mondiale per discutere delle politiche necessarie a fermare i cambiamenti climatici provocati dall'uomo.

Quali temi saranno al centro di Cop21? Le politiche che saranno adottate rispondono davvero all'esigenza di cambiare radicalmente le prospettive energetiche ed ambientali? Quali lotte a difesa dell'ambiente si combattono sul nostro territorio e quali insegnamenti ne possiamo trarre?

Di questi e altri quesiti tratteremo con tre ospiti del territorio:
  • Neil Citterio, Presidente del WWF del Vimercatese
  • Paolo Porrini, Progetto Co-Scienza
  • Antonio Rina, Comitato No Triv Martesana