sabato 28 ottobre 2017

Parco dei Mughetti: una passeggiata per conoscere gli alberi del parco


testo e foto di A. Isnenghi
 
Un bosco antico, alle porte di Milano, è una sorpresa inaspettata. Fra autostrade, centri industriali e commerciali, si connette miracolosamente ad altre aree protette che formano il Parco dei Mughetti.

22 ottobre 2017: ritrovo a Origgio. Smog e pioggia hanno ridotto i visitatori a una pattuglia di pochi coraggiosi.

Il percorso della passeggiata
Fra campi arati e boschetti privati, si oltrepassa il cartello del Parco. La guida Matteo inizia a descrivere le specie incontrate, fra cui la fitolacca, erbacea con proprietà tossiche, che produce grappoli penduli, scuri e fortemente tingenti, usati un tempo anche per colorare il vino: alla salute!

Fitolacca
Si giunge al Bosco Borromeo. Si osserva una farnia: corteccia a piccole scaglie, foglie lobate prive di picciolo e munite di orecchiette. Nel bosco ne vedremo molte, alcune decisamente vetuste. Quelle segnate da una riga rossa sorreggono covatoi, alcuni per allocchi, e cassette per pipistrelli. Si ascolta ripetutamente la "risata" del picchio verde.

Farnia. 
A destra: covatoio per piccoli uccelli di bosco
Si entra passando una sbarra, inopinatamente aperta, e si segue una sterrata consortile. Moltissimi e ovunque i noccioli, quasi una piantagione, secondo la guida presenti da sempre.

Noccioli
Una strana istallazione, costituita da tronchetti conficcati verticalmente e ravvicinati, detta "log pyramid", vuole mostrare come il legno morto favorisca la vita, anche di insetti saproxilici come il cervo volante, protetti dalla direttiva "habitat".  Una bacheca ne illustra le finalità. Incontreremo altro legno morto, lasciato nel bosco allo stesso fine.  

Log pyramid
Il sottobosco è tappezzato a distesa da fogliame di pervinche, che fioriscono a fine inverno, sfruttando la luce prima della fogliazione degli alberi: sono tipiche piante nemorali, così come i mughetti, che danno nome al Parco. Vivono qui dove il terreno è ricco di humus, come solo un bosco secolare può avere. Dovrebbero esserci  anche anemoni bianchi, campanellini, scille e altro, ma per verificarlo sarebbe meglio ripassare a tempo debito: una buona occasione per una bella passeggiata. 

Pervinche
Lungo la strada si contano varie robinie, foglie imparipennate, rami spinosi, frutti a baccello e corteccia incisa a "losanghe". La guida ne ricorda l'origine nordamericana, la sua vasta diffusione, incoraggiata un tempo per utilità dei contadini, nonché gli svantaggi per la nostra flora. Annota che il baccello marrone da chiuso si mimetizza nel sottobosco, ma, una volta aperto, i suoi lati interni chiari e lucidi fanno risaltare i semi scuri, appetiti dagli uccelli, che se ne cibano e così li diffondono.

Corteccia a losanghe delle robinia
Fra qualche colpo di fucile lontano e fugaci avvistamenti di cani, si arriva al ponticello sul Bozzente, che avremmo attraversato se non fosse stato incendiato e distrutto il piano di calpestio in legno, pochi giorni fa. Ci si chiede la recondita ragione di questi atti di vandalismo, ma forse di vera criminalità (qui la notizia).

Il ponte bruciato sul Bozzente
Oltre il torrente si ergono dei grandi pioppi. Non possiamo visitare lo stagno artificiale che è stato appena colmato d'acqua, creato per sostenere la vita selvatica delle zone umide, nell'ambito del progetto RESTARE.

La guida ci indica degli avvallamenti nel bosco che si diramano dal Bozzente. Servivano a scaricare le acque in caso di piena. Il visitatore forestiero ed ignaro difficilmente può cogliere quanto queste tracce e l'origine del bosco stesso siano legate alla storia dei paesi limitrofi.
Se ne può avere un'idea qui.

Uno dei canaletti per disperdere nel bosco la acque di piena del Bozzente
Si torna attraversando il bosco diagonalmente, alla ricerca di altre specie di alberi e curiosità varie. 

Si notano individui di specie alloctone: ciliegi tardivi e querce rosse, entrambe invasive e indesiderabili e per questo incluse nella lista nera della Regione Lombardia

Fra le essenze nostrane si incontrano dei carpini bianchi, forse un antico roccolo, e poco dopo un gruppo di aceri campestri. Più rari gli aceri di monte e, fra gli arbusti, il biancospino e il sambuco. Forse sfuggite all'attenzione altre specie.

Farnia con covatoio per allocchi, circondata da aceri campestri
La voglia di conoscere si allarga a funghi, muschi e licheni, che coabitano variamente con alberi vivi, deperenti e morti. Matteo non si stanca di fornire spiegazioni.

Muschio sulla corteccia di un albero morto
Funghi fra le radici di una farnia schiantata

Funghi a mensola che colonizzano alberi deperenti o morti
A sinistra: licheni alla base di una farnia deperente
A destra: dettaglio dei licheni
Il sole cala dietro alle nuvole all'orizzonte ed è l'ora di tornare sui propri passi… Ci si saluta con un  arrivederci!

Sullo sfondo, oltre il Bozzente, il Bosco Borromeo. A destra la parte visitata.
Una prossima visita, guidata da Matteo, che ha avuto la competenza e la pazienza di rispondere alle più disparate domande, si dovrebbe svolgere domenica 3 dicembre 2017.

Il logo del Parco
Documenti:

Castagnata nel Parco del Cosia


Aggiornamento 31/10/2017:
comunichiamo a nome degli organizzatori che:
LA CASTAGNATA A TAVERNERIO PREVISTA PER DOMANI E' STATA RINVIATA A CAUSA DEGLI INCENDI DIFFUSI ANCHE IN ZONA E PER RISPETTO DI CHI, GIORNO E NOTTE, STA LAVORANDO PER SPEGNERE I ROGHI.

Mariano: 4 sensi nel buio


venerdì 27 ottobre 2017

Fotografare il buio con il WWF Lecco

Un corso di fotografia ambientale
alla scoperta del meraviglioso mondo delle grotte


Grotta del Tuf, Pian del Tivano - Foto WWF Lecco
Non si ferma l’attività dell’Associazione WWF Lecco, impegnatissima nelle ultime settimane in numerose iniziative ed eventi sul territorio. L’ultima proposta in ordine di tempo vede l’associazione ambientalista impegnata nell’organizzazione del corso "Fotografare il buio", alla scoperta della fotografia in grotta, delle tecniche e dei trucchi per catturare immagini in condizioni e ambienti insoliti. Il corso gode della collaborazione del Parco Monte Barro, del CAI Sezione di Erba e dello Speleo Club Erba, nonché del prezioso contributo dell'Hotel "Le Torrette" di Pescate.

Il mondo sotterraneo è uno delle ultime frontiere del pianeta dove l’esplorazione è ancora possibile: ogni anno centinaia di chilometri di nuove grotte vanno ad aggiungersi alle conoscenze del territorio. Poiché spesso si tratta di ambienti remoti e non raggiungibili dalla maggior parte delle persone, la documentazione fotografica diviene un’attività di fondamentale importanza perché permette al più vasto pubblico di “vedere” angoli del pianeta che presumibilmente non raggiungeranno mai.


Di primissimo piano i tre speleologi che faranno da relatori alle serate, in  Villa Bertarelli a Galbiate: Luana Aimar, Istruttrice di Speleologia presso la sezione del CAI di Erba, Enrico Lana, uno dei migliori fotografi faunistici ipogei in Italia e Valentina Balestra, fotografa naturalista esperta in biologia sotterranea. Affascinanti le due escursioni guidate, previste nella Grotta del Frassino, all’interno del Parco Regionale Naturale del Campo dei Fiori a Varese, e nella grotta Grotta dell'Acqua Bianca (o Grotta Ferrera) una delle più conosciute della Grigna, dove gli iscritti al corso potranno mettere in pratica le tecniche fotografiche acquisite nelle serate di studio e toeria.

La prima serata del corso si svolgerà venerdì 10 novembre. Tutte le date e le informazioni per partecipare al corso sono disponibili sul sito web del WWF Lecco: http://wwf.lecco.it, così come le modalità di iscrizione, con condizioni di miglior favore riservate a studenti, Soci WWF e Soci CAI.

Grotta Bifora, Monte Campo dei Fiori - Foto WWF Lecco

giovedì 26 ottobre 2017

Lacc e Terra al Mulino di Peregallo


Domenica 29 ottobre 2017 - dalle ore 15 alle 17.30 al Mulino di Peregallo  (Briosco - via dei Mulini, 4)

Lacc&Tera
Il Mulino del può macina ... Latte e Terra
   


Latte e Terra piccola start-up bio della Valle del Curone mostrerà ai bambini come fare il formaggio. Il pomeriggio sarà all'insegna del laboratorio per piccoli casari (dalle 15); a seguire piccole degustazioni di formaggio a km 0 e prelibatezze del Mugnaio per gli adulti.

Costo laboratorio bimbi e degustazione € 5 a persona. Gratuito per bambini fino ai 5 anni.
Prenotazione obbligatoria al 333.8024913

Valbrona: il sentiero del formaggio


Progetto per Valbrona propone Domenica 29 ottobre 2017 un’ Escursione guidata lungo il “Sentiero del formaggio” con partenza dalla Piazza della Chiesa Maria Vergine Assunta di Visino , alle ore 9.30, con una visita al Caseificio Alpe di Megna.

Programma

Ore 9.30 ritrovo presso il Circolo Ricreativo (fraz. Visino di Valbrona)
Ore 9.45 partenza per l’Alpe di Megna: facile escursione adatta a tutti che inizia una volta imboccato, da Via Madonna del Pozzo, il tratturo identificato con il segnavia 13 (CAI e Comunità Montana) e procede poi facilmente lasciando alle spalle Casa Pratovalle, l’antica cappella votiva, alcune costruzioni e proprietà fino a spalancare le porte della piana di Megna.
Ore 11.00 facciamo il punto: in pieno pascolo, circondati (si spera) dagli animali, spendiamo due parole sulla storia di questo luogo di ieri e di oggi.

Ore 11.30 conosciamo l’alpeggiatore e il casaro
Ore 11.45 – 13.00 visita alla stalla e percorso nella conoscenza della pratica casearia dell’Alpe di Megna.

Ore 13.00 pranzo al sacco e libere scampagnate per la piana alla scoperta della natura, degli animali e del Borgo.
Ore 16 partenza per il rientro a Visino di Valbrona: stesso itinerario dell’andata con deviazione in località Marciana per entrare in Visino attraverso i minuti viottoli che, numerosi, dal centro storico si perdono verso i monti.

Note
Considerando che l’arrivo al Caseificio è previsto intorno alle ore 11, consigliamo ai partecipanti di premunirsi di pranzo al sacco. Come avviene in questi casi e grazie alla disponibilità dell’alpeggiatore e del casaro la visita non ha una durata prefissata; fate conto che un’ora potrebbe non essere sufficiente per affrontare gli argomenti salienti e soddisfare altresì domande e curiosità. Per chi fa ritorno a Visino, in gruppo, la partenza è prevista intorno alle ore 16.

Trattandosi di un’escursione in natura i nostri amici a quattro zampe, se responsabilmente condotti, sono i benvenuti, ma considerate che transiteremo in pascoli in presenza di animali liberi che non vanno disturbati e visiteremo stalla e locali di caseificazione dove i cani non potranno avere accesso; quindi ciascuno scelga di portarli liberamente e responsabilmente nel rispetto altrui e in funzione della peculiarità del tema proposto.

Vi ricordiamo che a Visino di Valbrona, (punto di ritrovo, partenza e arrivo dell’escursione), nella sede degli Alpini e presso il Circolo ricreativo troverete caldarroste, vin brulè e un’assortita offerta di prodotti bio e macrobiotici accompagnati da stuzzicanti aperitivi.