sabato 6 gennaio 2024

Seregno. Un albero per la pace. Uniti contro ogni guerra

 

Sabato 13 gennaio 2024, nel Parco della Pace di via Marzabotto a Seregno, si terrà la piantumazione di un "albero della pace". Il sindaco Albero Rossi ha condiviso l'iniziativa sulla sua pagina Facebook, illustrando il significato simbolico dell'evento. La prima manifestazione dell'anno promossa dall'Amministrazione si presenta come un momento simbolico e collettivo, dedicato al tema della pace.

Il sindaco Rossi ha ringraziato Luca Colombo, ideatore dell'iniziativa, sottolineando come solo due anni fa nessuno avrebbe immaginato che il concetto di guerra potesse toccare così da vicino. L'evento è nato da un'idea condivisa tra Colombo e il sindaco, rappresentando un'opportunità per riflettere sulla situazione attuale e sull'importanza di promuovere la pace in un contesto internazionale segnato da conflitti e crisi umanitarie.

Il sindaco ha evidenziato la realtà di Seregno, accogliente nei confronti dei 437 profughi ucraini che hanno trovato rifugio nella città. Questa solidarietà locale si collega alle immagini che, negli ultimi due mesi, hanno mostrato la drammaticità del conflitto israelo-palestinese, generando un senso di orrore e dolore diffuso.

L'iniziativa di piantare un albero della pace diventa, quindi, un simbolo di speranza e di impegno per un mondo migliore, invitando la comunità a riflettere sulla necessità di costruire ponti e abbattere muri, affrontando insieme le sfide globali legate alla pace e alla convivenza pacifica tra i popoli.

venerdì 5 gennaio 2024

Il Fusco futuro di Pedemontana ha convinto le "persone ragionevoli"

"la Repubblica", 2 gennaio 2024

di Domenico Corrusco


C'è chi sostiene che l'autostrada Pedemontana Lombarda sia stata progettata con l'obiettivo di essere "ambientalmente sostenibile". Secondo Sabato Fusco, Direttore Generale della società Pedemontana, questa premessa avrebbe persuaso le "persone ragionevoli" a esprimere il loro favore dal punto di vista ambientale. A quanto pare, sono coloro dotati di un pensiero equilibrato e sensato che avrebbero riconosciuto il valore di un'autostrada che attraversa il territorio, portando sicuramente benefici all'ambiente circostante. Tuttavia, sembra che questa affermazione non abbia impressionato coloro che, apparentemente, sono contrari "a prescindere a un progetto autostradale". Addirittura, Fusco sospetta che nemmeno se decidessero di non realizzarla, sarebbero soddisfatti comunque.

La dichiarazione di Fusco sembra confermare quanto molti stanno sospettando: Pedemontana ha messo in atto un'operazione di greenwashing, presentando l'autostrada come un'opera ambientalmente sostenibile. È un peccato che un'associazione ecologista di rilievo come il WWF abbia "inconsapevolmente aiutato" questa narrazione (leggi qui) contribuendo a dividere gli ambientalisti tra "persone ragionevoli" e chi è "contro a prescindere a un progetto autostradale". Questa frase sembra rivelare le reali intenzioni della società Pedemontana. Il fatto che suggerisca, anche indirettamente, che chi è contrario a Pedemontana non ha argomenti, ma lo è solo a prescindere, dovrebbe far aprire gli occhi a tutti.

Nota: Domenico Corrusco è uno pseudonimo scelto per contrapporre, in un futuro immaginario, un "fusco" a un "corrusco". Questi termini si riferiscono rispettivamente a qualcosa di buio e tenebroso (fusco) e a qualcosa di luminoso e fulgido (corrusco).

giovedì 4 gennaio 2024

Gli agricoltori: "Pedemontana ci porta via terreni, lavoro e futuro"


Sul sito Monzatoday sono recentemente comparsi due articoli che presentano una narrazione contrastante riguardo a Pedemontana. Nel primo, pubblicato il 26/12/2023, si discute degli oltre 1500 posti di lavoro che Pedemontana dovrebbe creare, mentre nel secondo articolo, pubblicato nello stesso giorno, si affronta il tema dei posti di lavoro che l'autostrada potrebbe invece togliere all'agricoltura.

La società autostradale responsabile della costruzione sta conducendo una campagna comunicativa per presentare l'infrastruttura come un progetto necessario per lo sviluppo del territorio, promettendo molteplici benefici futuri. Tuttavia, queste promesse sul futuro appaiono sempre più come illusioni, considerando gli impatti negativi riscontrati dove Pedemontana è già stata realizzata. La realtà amara del presente suggerisce che la perdita di posti di lavoro nell'agricoltura e la conseguente diminuzione del territorio coltivabile renderanno il nostro territorio meno sostenibile e più dipendente da fonti esterne per i prodotti alimentari.

Articolo pubblicato su Monzatoday (cliccare qui)

L'apertura dei cantieri delle tratte B2 e C, gestite dal consorzio guidato dal Gruppo Webuild con la partecipazione di Impresa Pizzarotti & C S.p.A., è prevista per l'inizio di quest'anno, con un investimento di circa 1,26 miliardi di euro. Pietro Salini, AD di Webuild, ha dichiarato: "Lavoriamo in 52 Paesi nel mondo ma siamo un'impresa lombarda", sottolineando la vicinanza al territorio. Ha aggiunto che nei prossimi tre anni prevedono diecimila nuove assunzioni, con attualmente ventimila persone che lavorano per loro, confermando le prospettive occupazionali legate all'infrastruttura.

Articolo pubblicato su Monzatoday (cliccare qui)

D'altro canto, la Cia Agricoltori Centro Lombardia ha sollevato preoccupazioni, evidenziando che il 92% della superficie espropriata per la Tratta D riguarda terreni agricoli, con impatti economici significativi. Ciò si tradurrà in un danno sociale, con molti disoccupati che non potranno garantire un futuro dignitoso alle proprie famiglie. La mancanza di produzione agricola influirà sulla qualità e sui prezzi degli alimenti, obbligando i cittadini a dipendere maggiormente dai mercati esteri e aumentando i costi, colpendo le tasche dei consumatori.

Francesco Ghezzi, presidente di AGIA (Associazione giovani imprenditori agricoli di Cia), sottolinea che la chiusura di un'azienda agricola causa disagi economici gravi. Il danno coinvolge i dipendenti, spesso parte integrante delle famiglie agricole, creando difficoltà economiche e sociali significative.

La Befana, il giocoliere e tante caramelle per dire NO alla Pedemontana

 

La Befana, il giocoliere e tante caramelle

Sabato 6 gennaio 2024 - ore 15

Largo Alpini, Desio

 

Viene viene la Befana 

da una terra assai lontana.

a cavallo di una scopa 

senza usar Pedemontana.

Porta dolci ai piccolini

trasportati nei calzini

e ha un sacco nero nero 

per portare alla Regione

tanti pezzi di carbone.

 

mercoledì 3 gennaio 2024

Mostra "I presepi di carta" ad Erba


Mostra 

I Presepi di carta e i Presepi di Francesco Londonio e i suoi disegni ritrovati
Sala civica di Villa Ceriani in via Foscolo 23, Erba
fino al 07/01/2024

martedì 2 gennaio 2024

Pedemontana "divide et impera": cinque domande al WWF

Immagine tratta dal web

Lo scorso mese, abbiamo sollevato alcune critiche riguardo alle dichiarazioni di Gianni Del Pero, presidente delegato del WWF Lombardia, rilasciate durante un evento organizzato da Pedemontana Lombarda. Le nostre osservazioni hanno generato diverse reazioni, culminate in un comunicato da parte di alcune associazioni ambientaliste e liste civiche. In risposta, Gianni Del Pero richiama un commento del 2017 (che potete leggere cliccando qui), in cui sottolinea il percorso attivo e costruttivo intrapreso dal Cordinamento ambientalista "Insieme in Rete" nella lotta contro l'autostrada.

 

Del Pero respinge l'etichetta di essere "inutilmente antagonisti" e ribadisce la volontà di lavorare per ottenere risultati concreti. La nota riconosce che ci sono ancora sfide da affrontare, ma enfatizza l'importanza di sfruttare le opportunità disponibili per contrastare l'espansione dell'autostrada.

 

Rispondiamo a Del Pero, dicendo che le nostre perplessità non riguardano la posizione espressa sette anni fa dal Coordinamento "Insieme in Rete", ma il fatto che il WWF Lombardia sia stata l'unica associazione ambientalista ad essere stata invitata all'evento di Pedemontana Lombarda e abbia offerto una collaborazione in controtendenza con le altre associazioni: "Ci siamo proposti per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e rischi sanitari legati alla diossina."

 

Luciano P., in un commento, ha centrato bene la questione: "Mi sono sempre chiesto come mai il WWF, che si propone come un'importante Associazione ambientalista dedita alla conservazione della natura, non avesse mai preso una ferma posizione contraria all'opera. Ne sarebbe scaturita un'opposizione 'globale' sul nostro territorio che avrebbe avuto un peso decisamente più rilevante e che, magari, sarebbe riuscita a convincere la Regione a desistere dall'occupare pesantemente territori 'verdi' con questa striscia d'asfalto e opere connesse, ed evitare in un futuro prossimo la costruzione di altre fabbriche, altre case, attratti dalla presenza di un'arteria veloce."

 

Tommaso, in un altro commento, ha chiesto al WWF l'esatto significato della proposta avanzata a Pedemontana.

 

Alle osservazioni e alle domande presentate, Gianni Del Pero ha, per ora, risposto proponendo il copia e incolla di vecchi documenti di "Insieme in Rete". Sono documenti che conosciamo bene, in quanto a suo tempo avevamo collaborato alla loro redazione, ma che oggi andrebbero contestualizzati e non rispondono ai dubbi da noi sollevati. Forse è meglio ricapitolare le domande:

  1. Quali sono i motivi per cui il WWF ha preferito offrire la propria collaborazione a Pedemontana piuttosto che ricercare l'unità d'azione con le altre associazioni?
  2. Non pensa così di aiutare l'operazione di greenwashing che sta attuando Pedemontana?

Riguardo al comitato di controllo sui lavori di cui si è proposto di far parte:

  1. I possibili impatti verranno davvero ridotti?
  2. Le raccomandazioni fornite saranno sufficienti?
  3. Chi lo verificherà? In altre parole, chi validerà il successo o il disastro socio-ambientale del controllo dei lavori di Pedemontana?

Riteniamo importante che Gianni Del Pero risponda a queste domande, in quanto le eventuali risposte potrebbero chiarire aspetti controversi e riaprire un confronto interrotto. Ribadiamo il nostro impegno per l'unità e lo scambio di esperienze, auspicando una collaborazione costruttiva delle associazioni "in rete" anziché perseverare con le attuali divisioni.

 

Riceviamo e pubblichiamo
Pedemontana: le risposte del WWF 
1) Quali sono i motivi per cui il WWF ha preferito offrire la propria collaborazione a Pedemontana piuttosto che ricercare l'unità d'azione con le altre associazioni? 
La domanda presenta una subordinata impropria: il WWF non ha offerto la propria collaborazione ma è stato invitato da Pedemontana a portare il punto di vista ambientalista, fortemente critico da sempre, con la competenza tecnica che in questi 15 anni ci è stata riconosciuta per gli aspetti giuridico-amministrativi e per quelli naturalistico-ambientali con il Comitato Scientifico WWF e nell'Osservatorio Regionale, ma anche sino al 2018 con le osservazioni critiche, le proposte alternative e le richieste di modifiche e stralci fatte a Regione, Pedemontana e CAL come Insieme in Rete (che per noi WWF non ha mai smesso di lavorare nelle azioni di contrasto all'inutile ma impattante autostrada, ancora oggi nella pagina Facebook e nel GoogleGroup tuttora attivi, nonostante alcuni gruppi e associazioni abbiano deciso di uscirne) e dal 2016 al servizio dei Comuni della tratta B2-C per i quali abbiamo chiesto e ottenuto la Caratterizzazione (che i NOPed avrebbero voluto boicottare e "sabotare") e la Bonifica dell'area di progetto con l'analisi di rischio di esposizione alla Diossina Residua con FLA e il coinvolgimento di ARPA nel controllo degli scavi, della bonifica e dell'opera nel suo complesso che Regione (Cattaneo) avrebbe voluto evitare. In Insieme in Rete e in seguito abbiamo sempre cercato l'unità d'azione con tutti gli Ambientalisti e anche con le amministrazioni comunali e provinciali. Ma altri hanno ritenuto di privilegiare lo scontro invece del confronto e siamo arrivati al 2023 quando Pedemontana ha ribadito al WWF l'invito a confrontarsi. 
2) Non pensa così di aiutare l'operazione di greenwashing che sta attuando Pedemontana? 
A noi interessa poco che Pedemontana si voglia dare un'immagine migliore di quella che ha costruito negli anni. Molto più importante che Pedemontana (e Regione) prendano atto dell'enorme impatto ambientale prodotto dall'inutile autostrada e quindi cercheremo di evidenziare le maggiori criticità del progetto ancora in fase di redazione e, al contrario le aree meritevoli di tutela integrale e le modifiche progettuali necessarie per ridurre al massimo il consumo di suolo ed il rischio legato alla presenza della Diossina. E visto che ci è stata data la possibilità di "dire la nostra" ne abbiamo approfittato e ne approfitteremo per "(riba)dire la nostra" 
3) I possibili impatti verranno davvero ridotti? 
Questo non possiamo garantirlo ma certamente avremo la possibilità di chiederlo direttamente a Pedemontana, proponendo alternative e motivando tecnicamente le richieste come abbiamo fatto dal 2013 al 2019... 
4) Le raccomandazioni fornite saranno sufficienti? 
Il WWF ha avuto l'onore e l'onere di elaborare il parere dei Comuni della tratta B2 e C nella conferenza dei servizi del 17 settembre 2019 che approvava con prescrizioni il «progetto operativo di bonifica delle aree influenzate dall’incidente ICMESA» con le seguenti conclusioni "Ritenuto che tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto: «Tratta B2- C: Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) delle Aree influenzate dall’incidente ICMESA» che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate, circa la congruità delle prescrizioni impartite (riproporremo anche le osservazioni non accolte relative alla riduzione del consumo di suolo e all'aumento dello spessore degli scavi di "bonifica") 
5) Chi lo verificherà? In altre parole, chi validerà il successo o il disastro socio-ambientale del controllo dei lavori di Pedemontana? 
Anche in questo caso nel parere redatto per i Comuni era contenuta la richiesta che il controllo dei lavori (in particolare quelli relativa alla "Bonifica") fosse assegnato ad ARPA con un conseguente aumento dei costi di circa 400.000 euro, appunto per tali operazioni. Al WWF è stata offerta l'attività di Supervisione ai lavori di Bonifica dei terreni contaminati da Diossina TCDD, Collaudo e Certificazione che sarà prestata gratuitamente. 
WWF LOMBARDIA


Riceviamo e pubblichiamo
La replica di Sinistra e Ambiente, Meda

C'è una grossa confusione e una serie di affermazioni non corrispondenti alla realtà in ciò che il delegato del WWF Lombardia scrive. La più macroscopica è che sulla caratterizzazione del 2016 e sull'elaborazione del POB, l'incarico non venne affidato "al WWF" bensì al geologo Del Pero in quanto libero professionista. Fu proprio questa confusione di ruoli che determinò la chiusura dell'esperienza del coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile che, differentemente da ciò che afferma il delegato WWF non è più attivo da fine 2017 e che da tale data non fa più iniziative o elaborazione di documenti, mentre lo fanno con cognizione di causa, i gruppi locali anche insieme a quelli delle tratte C e D. 
All'oggi, difficile che la soc. APL abbia "offerto l'attività di Supervisione ai lavori di Bonifica dei terreni contaminati da Diossina TCDD, Collaudo e Certificazione" al WWF. Più probabile che in quanto geologo professionista, il delegato WWF regionale si sia proposto per l'attività sulla bonifica, senza nemmeno porsi il problema della confusione di ruoli e del fatto che la soc APL userà questa vicenda a sua convenienza, grazie alla frammistura dei ruoli. 
Per fortuna, i gruppi ambientalisti e le liste civiche della tratta B2, queste si in coordinamento da tempo e in possesso e a conoscenza dell'ultima versione del Piano Operativo di Bonifica, si stanno già rapportando con i sindaci e con ARPA con un approcio ben differente da quello spregiudicato e in totale isolamento del delegato WWF Lombardia.


Le nostre considerazioni 
 

Ringraziamo il WWF Lombardia per aver risposto prontamente alle nostre domande e Sinistra e Ambiente per le puntuali precisazioni. Nella replica, il Delegato WWF per la Lombardia afferma di "non aver offerto la propria collaborazione a Pedemontana, ma è stato invitato da Pedemontana a portare il punto di vista ambientalista"; tale affermazione sembra contraddire l'intervista che lo stesso Delegato ha rilasciato al TGR il 15 dicembre scorso: "Ci siamo proposti per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e rischi sanitari legati alla diossina."

Concordiamo anche con Sinistra e Ambiente quando precisa che l'incarico "sulla caratterizzazione del 2016 e sull'elaborazione del POB" è stato affidato a Gianni Del Pero in qualità di libero professionista. In quegli anni, le varie associazioni si erano riunite "In Rete" per contrastare il progetto di Pedemontana, e Gianni Del Pero rappresentava il WWF Groane nel Coordinamento. Questo duplice ruolo causò tensioni, portando alla sospensione delle attività di "Insieme in Rete" e, di fatto, al suo scioglimento.

Le risposte del WWF confermano le nostre valutazioni. Il WWF afferma: "A noi interessa poco che Pedemontana si voglia dare un'immagine migliore di quella che ha costruito negli anni" e "visto che ci è stata data la possibilità di 'dire la nostra', ne abbiamo approfittato e ne approfitteremo per '(riba)dire la nostra'." Ci dispiace che il WWF, di fronte alla devastazione causata da Pedemontana, si accontenti di 'dire la sua' alla società autostradale e non si unisca alle lotte delle altre associazioni per contrastarne la realizzazione. Noi continueremo a esprimere le nostre opinioni in maniera indipendente senza aspettare che 'questa possibilità' ci venga concessa da altri.


lunedì 1 gennaio 2024

I ventidue giganti silenziosi della Brianza

Il ciliegio selvatico di Besana Brianza

Giganti silenziosi che narrano storie di epoche passate, gli alberi monumentali costituiscono un patrimonio inestimabile della natura, testimoni del trascorrere del tempo e custodi di una ricca storia ecologica. Lo scorso 29 novembre 2023, la Regione Lombardia ha organizzato un convegno nazionale dedicato al censimento e alla valorizzazione degli alberi monumentali. Il censimento è un passo fondamentale per preservare e promuovere questo patrimonio naturale. Le presentazioni dei relatori sono disponibili al seguente link.

Distribuzione degli alberi monumentali lombardi per provincia

Per beneficiare della speciale tutela paesaggistica riconosciuta sia a livello statale che regionale, gli alberi devono possedere specifiche caratteristiche. La definizione di monumentale include alberi che rappresentano rare espressioni di maestosità, hanno particolari pregio naturalistico o segnano in modo significativo il paesaggio. Inoltre, devono essere legati a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico-culturale.

Pianta con localizzati gli alberi monumentali in Provincia di Monza e della Brianza

Il riconoscimento di un albero come monumentale può avvenire per diverse ragioni, soddisfacendo criteri stabiliti dalla normativa. Ogni anno, i Comuni aggiornano il censimento e trasmettono le proposte alla Regione. Dopo l'istruttoria regionale, gli alberi considerati monumentali vengono sottoposti al Ministero dell'agricoltura per l'inclusione nell'Elenco degli Alberi Monumentali d'Italia.

Elenco degli alberi monumentali in Provincia di Monza e Brianza

Secondo l'ultimo censimento a settembre 2023, in Italia ci sono 4288 alberi e piante con caratteristiche monumentali, 366 si trovano in Lombardia e 22 in Provincia di Monza e della Brianza. Quest'anno, la regione ha aggiunto 67 nuovi alberi, ma ha anche perso tre esemplari a causa di eventi meteorologici estremi. Questi "re" del mondo vegetale sono diffusi in ogni provincia della Lombardia e appartengono a 26 specie diverse.

La distribuzione degli alberi monumentali nel Parco di Monza

Tra gli esempi di alberi monumentali in Provincia di Monza e della Brianza spiccano i Ginko Biloba della Villa Reale di Monza e il Ciliegio selvatico di Besana Brianza.