giovedì 18 gennaio 2024

Arosio-Giussano: la nascita di un ecomostro


Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla trasformazione di un'area verde al confine tra Giussano e Arosio, denunciando la costruzione di ciò che definisce un "ecomostro" in cemento. Attraverso la propria pagina Facebook, il Circolo ha lanciato un grido di dolore, mettendo in luce quanto sta accadendo in quest'area precedentemente caratterizzata dalla presenza di verde.


Nel messaggio, il Circolo Ambiente sottolinea che al confine tra Arosio e Giussano sta sorgendo un centro di cottura di una catena di supermercati, considerato dall'associazione un ulteriore scempio del territorio e un consumo di suolo in una delle zone più urbanizzate d'Italia, la Brianza. I dati forniti indicano che Arosio e Giussano attualmente hanno circa la metà del loro territorio comunale coperto da cemento e asfalto.


L'appello del Circolo Ambiente è chiaro: "Stop al consumo di suolo!" L'associazione sostiene di aver precedentemente segnalato l'importanza di preservare il territorio, ma lamenta che i Comuni di Arosio e Giussano non abbiano ascoltato le loro preoccupazioni.

Per maggiori dettagli e approfondimenti cliccare qui.

mercoledì 17 gennaio 2024

Incontri al Liceo 'Carlo Porta' di Erba: ambiente, cambiamento climatico e tutela del Monte San Primo


In occasione della 'settimana dell’orientamento' presso il Liceo ‘Carlo Porta’ di Erba, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha tenuto incontri con diverse classi per discutere di ambiente, cambiamento climatico e del progetto riguardante il Monte San Primo. Grazie all'invito del vice preside Iacopo Pappalardo e della professoressa Lucia Borroni, il Circolo ambientalista, con il presidente Roberto Fumagalli, è intervenuto in tre classi, affrontando con gli studenti diverse tematiche ambientali, tra cui inquinamento, consumo di suolo e soprattutto riscaldamento globale, con i suoi effetti, tra cui la scomparsa dei ghiacciai alpini. In questo contesto, si è voluto fare un richiamo specifico al nostro territorio montano.


È stato inevitabile menzionare il progetto controverso che coinvolge il San Primo, la montagna più alta del Triangolo Lariano. Come noto, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ - composto da ben 35 associazioni - contestano da oltre un anno il progetto che prevede la realizzazione di piste da sci con innevamento artificiale per il ‘rilancio turistico’ della località San Primo di Bellagio. Questi interventi godono di un finanziamento pubblico di 5 milioni di euro. L'opposizione degli ambientalisti è principalmente legata alla realizzazione di impianti sciistici e di innevamento artificiale a una quota molto bassa, intorno ai 1.100-1.200 metri sul livello del mare. Gli stessi climatologi affermano che investimenti al di sotto dei 2.000 metri non hanno senso, data la tendenza al cambiamento climatico che porterà a una diminuzione della neve a quote basse e a temperature sempre più elevate, rendendo difficile persino l'innevamento artificiale.



Durante gli incontri, è stato proiettato il docu-film ‘The Last Skiers’ realizzato dalla regista erbese Veronica Ciceri, che affronta le stesse tematiche, concentrandosi sul confronto fra l'oggi e il passato degli impianti sciistici sul Monte San Primo.

Con gli studenti del ‘Carlo Porta’, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ha voluto promuovere un confronto su queste tematiche, legate al riscaldamento globale, una questione che riguarda soprattutto il futuro delle nuove generazioni.

martedì 16 gennaio 2024

Collegamento stradale Como-Mariano Comense "Canturina Bis": un impatto ambientale ed economico insostenibile


a cura del Coordinamento per una Mobilità Sostenibile–No Canturina bis


E' stato approvato con deliberazione n° 136 del 21/11/2023 dal Presidente della Provincia di Como, il Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo collegamento stradale Como-Mariano Comense "Canturina bis".
Il Coordinamento per una Mobilità Sostenibile No Canturina bis, dopo aver ottenuto con un accesso agli atti la documentazione ed averla analizzata, ne pubblica un sunto con proprie valutazioni.

IL PERCORSO

 


L'infrastruttura avrà una lunghezza complessiva di 7.136 metri e correrà all'interno del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera, aumentando il consumo di suolo e portando a impatti negativi sugli ecosistemi. Il tracciato della ipotizzata "tangenziale ovest di Mariano" viene ora incorporato nel progetto denominato "collegamento stradale Como-Mariano Comense Canturina bis" costituendone il lotto 3.

I COSTI

 


Rispetto alle precedenti valutazioni della Provincia di Como che stimava in 195 milioni di euro il costo della Canturina bis + la tangenziale di Mariano, ora per l'intera infrastruttura viabilistica serviranno ben 334 milioni di euro, circa 47 milioni al chilometro. Si tratta di risorse economiche al momento non disponibili.

I LOTTI

 


La strada viene suddivisa in 3 lotti. Il primo interessa i comuni di Figino, Carimate e Cantù, dalla rotonda posta tra Corso Europa e via Giovanni da Cermenate fino a via Genova (zona Garden Bedetti). Il secondo lotto correrà parallelo a via Milano da via Genova fino a via Marche (zona Ipercoop di Mirabello) interessando in superficie numerose aree boscate e coltivi. Il terzo e ultimo tratto, quasi interamente in galleria artificiale, bypasserà, senza accessi diretti, la Novedratese fino a giungere a Mariano Comense nei pressi di via Segantini (zona Cimitero).

L'IMPATTO E L'INVASIVITÀ DELLA STRADA

 


La realizzazione di 5 gallerie, tra cui 4 artificiali avrà costi energetici e annesse emissioni climalteranti. Per le gallerie artificiali sarà comunque necessario lo sbancamento di coltivi, prati e boschi distruggendo la naturalità esistente. I tratti a raso o in trincea comporteranno invasività, spaccatura, riduzione e separazione delle aree libere e boscate. Il trasporto dei materiali di scavo che ammontano a circa 413.000 metri cubi da conferire negli appositi siti, incrementerà il traffico pesante sulle arterie stradali esistenti.

IL TRAFFICO



Dallo studio sul traffico a supporto dell'opera è previsto un miglioramento della velocità media di deflusso di soli 2,1 km/h, con una viabilità che comunque rischia di peggiorare verso Cucciago, verso Senna, in via S. Giuseppe e in viale Italia a Vighizzolo, attorno a Mirabello e in via Lombardia, via per Cabiate e via Porta Spinola a Mariano.

LE ALTERNATIVE

 


La Provincia nella definizione di questo progetto dal costo esorbitante non ha valutato alternative alla costruzione della strada. Una rivalutazione complessiva dei servizi di trasporto pubblico non è stata presa in considerazione. La promozione di un uso combinato dei mezzi pubblici, potenziando la rete dei trasporti e il rilancio dei collegamenti via pullman tra Como, Cantù e Mariano non vengono nemmeno menzionati. Tantomeno s'è presa in considerazione la creazione o l'efficientamento di nodi di interscambio bus-treno. Ancora una volta invece di innescare politiche che riducano il numero di autoveicoli circolanti, con una visione semplicistica, s'è scelto di spostare i volumi di traffico su di una nuova arteria, divorando ulteriori porzioni di un territorio già massacrato dall'asfalto e dal cemento, senza nemmeno garantire soluzioni durature ad una viabilità estremamente critica.


Continueremo a seguire l'iter di questa insostenibile infrastruttura, continueremo nella nostra azione di informazione, sensibilizzazione e opposizione ad una strada che, se realizzata, ridurrà ulteriormente la naturalità e i preziosi e pochi ecosistemi rimasti sul nostro territorio.

lunedì 15 gennaio 2024

Prati e piste fangose: riflessioni dopo la gara di ciclocross nel parco della Porada a Seregno


Nel cuore del Parco della Porada a Seregno, lo scorso 6 gennaio, si è svolto con grande enfasi il "Memorial Enrico Lainati" di ciclocross, un evento che ha attratto numerosi partecipanti ma ha anche generato riflessioni nei nostri lettori (leggi qui).


Il Sindaco di Seregno ha elogiato l'evento come veicolo per far conoscere la città e promuovere stili di vita sani, ma alcune voci cittadine hanno espresso preoccupazioni legittime in merito alle conseguenze della gara, soprattutto per le aree prative del parco, ora ridotte a piste fangose.


Sebbene l'entusiasmo per gli eventi sportivi sia comprensibile, è cruciale sottolineare che la salute e il benessere devono essere promossi attraverso stili di vita sani e sostenibili nella quotidianità, anziché affidarsi a episodi sporadici. L'assenza di politiche a lungo termine, come la promozione della mobilità ciclabile, è un tema rilevante.


La competizione di ciclocross ha portato divertimento, ma il terreno reso fangoso dal clima invernale solleva seri interrogativi sul rispetto per l'ambiente e la biodiversità del parco, specialmente considerando la devastazione dei prati causata dalle piste dei concorrenti.


La mancanza di azioni di ripristino post-gara è motivo di preoccupazione. Chi è responsabile? Spetta al comune o agli organizzatori dell'evento intervenire, o si attende passivamente che la natura faccia il suo corso?


Le immagini, scattate questa mattina, documentano la situazione del Parco della Porada, ben lontana dall'immagine verde e rigogliosa che i cittadini si aspettavano. È urgente che le autorità locali affrontino la questione, garantendo un equilibrio tra eventi sportivi e la tutela a lungo termine dell'ambiente locale. Queste riflessioni sono un invito a una discussione costruttiva e alla ricerca di soluzioni che preservino il patrimonio naturale di Seregno.

 


sabato 13 gennaio 2024

Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" chiede al Comune di Bellagio di non approvare il PGT


Il Coordinamento ambientalista "Salviamo il Monte San Primo" ha recentemente presentato le osservazioni alla variante del Piano di Governo del Territorio (PGT) del nuovo comune di Bellagio (fusione del vecchio comune di Bellagio con Civenna), adottata dal Consiglio Comunale il 30/10/2023. Queste osservazioni derivano dall'analisi della Relazione Illustrativa e del Rapporto Preliminare relativi alla variante, mantenendo coerenza con le proposte avanzate a settembre riguardo alla verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), successivamente esclusa dagli Uffici.

Tra gli aspetti procedurali, le osservazioni evidenziano la mancata acquisizione dei Pareri delle parti sociali ed economiche un mese prima dell'adozione del nuovo PGT, come prescritto dall'art. 13, comma 3, della Legge Regionale 12 del 2005. Inoltre, si solleva la questione della procedura di verifica di assoggettabilità a VAS e la non considerazione delle osservazioni presentate dalla Provincia di Como, sottolineando che la variante riguarda non solo il Piano delle Regole (PdR) e il Piano dei Servizi (PdS), ma anche il Documento di Piano (DdP).

Un altro punto rilevante riguarda la validità dei documenti di Piano. Si evidenzia che entrambi i Documenti di Piano, sia del Comune di Bellagio che di Civenna, risultano scaduti dopo 5 anni secondo l'art. 8, comma 4, della LR 12/2005, che prevede l'approvazione di un nuovo documento al termine di tale periodo. Inoltre, si sottolinea che la precedente "Variante di unione dei PGT dei due Comuni" non ha acquisito il Parere di compatibilità della Provincia, come richiesto dall'art. 13, comma 5, della LR 12/2005.

Data la presenza di numerosi vizi di legittimità procedurale, il Coordinamento esprime la richiesta di non approvare definitivamente la variante al PGT di Bellagio. Tale richiesta è finalizzata a prevenire possibili contenziosi e richieste di danni al Comune.

Le osservazioni sono sottoscritte per conto del Coordinamento da:

  • Roberto Fumagalli, presidente Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
  • Roberto Cerati, presidente Gruppo Naturalistico della Brianza
  • Costanza Panella, direzione Legambiente Lombardia onlus
  • Gianni Del Pero, presidente WWF Lombardia
  • Emilio Aldeghi, presidente CAI Lombardia

Anche gli speleologi contro l'assurdo progetto sul monte San Primo!

Federazione Speleologica Lombarda: "Il Monte San Primo è sede di fenomeni carsici di rilevanza nazionale. Il progetto per nuovi impianti può causare gravi inquinamenti e compromissioni dell’ambiente e delle acque sotterranee."


Anche gli speleologi si dichiarano fortemente contrari al progetto sul monte San Primo, e aderiscono al Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo', ora formato da 35 associazioni. Di seguito quanto ha scritto la Federazione Speleologica Lombarda al Coordinamento.

"Spett. Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”, con la presente la Federazione Speleologica Lombarda desidera esprimere il proprio sostegno alle vostre iniziative in difesa del Monte San Primo.

Il Monte San Primo è sede di fenomeni carsici di rilevanza nazionale, con importanti grotte con ingressi che si aprono sulle pendici del Monte in probabile collegamento idrologico con uno dei maggiori sistemi carsici italiani (Complesso del Pian del Tivano-Valle del Nosee, con uno sviluppo di oltre 65 km), le cui acque (captate a scopo idropotabile) fuoriescono alle sorgenti di Nesso, a livello del Lago di Como. Si tratta quindi di un’area di grande importanza per quanto riguarda non solo il fenomeno carsico in sé, ma anche per il bene prezioso che contiene: l’acqua, che in aree carsiche è una risorsa ancora più importante, data la quasi totale assenza di acque superficiali, a causa della natura stessa delle rocce carbonatiche. Purtroppo, le acque carsiche hanno un’altra caratteristica: sono estremamente vulnerabili agli inquinamenti. L’infiltrazione di acque inquinate e l’immissione (anche accidentale) di inquinanti rischiano di compromettere per anni o decenni la buona qualità delle acque delle grotte e delle sorgenti, cosa che può portare a gravi danni non solo al delicatissimo ecosistema sotterraneo, ma anche alle popolazioni che utilizzano le acque sotterranee a scopo potabile,  ma anche agricolo e di allevamento di bestiame.

Un progetto di “riqualificazione” che prevede la creazione di una stazione sciistica, con annessi impianti di risalita con innevamento artificiale, piste e toboga in plastica, realizzazione di parcheggi e conseguente aumento della pressione antropica e della quantità di rifiuti e di acque reflue appare una possibile (o, meglio, probabile) fonte di gravi inquinamenti e compromissioni dell’ambiente e delle acque sotterranee.

Articolo apparso su Il Giorno del 12/01/2024

I possibili problemi ambientali, ma anche sociali, in aree carsiche sono molti e diversi. Per citare solo i più importanti e con le maggiori conseguenze dal punto di vista sociale: la possibilità di sversamenti accidentali di carburanti dai serbatoi di stoccaggio degli impianti di risalita (già verificatasi in altri comprensori sciistici, con gravissimi inquinamenti a lungo termine di grotte e sorgenti), la gestione non ottimale dei rifiuti e delle acque reflue (che, in area carsiche, non possono essere gestite con semplici “pozzi perdenti” come si faceva in passato), comprese le acque di dilavamento di piazzali e parcheggi (fortemente inquinate da idrocarburi e quindi in teoria gestite come “acque di prime piogge”, che non possono scaricare direttamente nelle reti fognarie), nonché la realizzazione di sbancamenti che possono occludere ingressi di grotte, come pure la compattazione dei terreni per le piste, il disboscamento, l’innevamento artificiale, che andrebbero a influire sull’infiltrazione e sulla qualità delle acque sotterranee... sono tutte attività che possono impattare fortemente sulla qualità e quantità delle acque sotterranee, e, attraverso le sorgenti carsiche (numerose anche sul versante N-E del monte), anche sulle acque superficiali. Per non parlare del dispendio di acqua per l’innevamento artificiale in una zona che, proprio per le caratteristiche carsiche, è priva o povera di fonti di acque superficiali...

La Federazione Speleologica Lombarda riunisce la maggior parte dei gruppi e associazioni speleologici lombardi: sono 21 i gruppi membri, e in loro nome la Federazione Speleologica Lombarda esprime quindi il sostegno alle iniziative di dissenso del progetto in discussione, in favore di progetti di “riqualificazione” più sostenibili e meno impattanti sull’ambiente naturale, sia superficiale che sotterraneo."
   -   Federazione Speleologica Lombarda


Alla luce anche di queste considerazioni della Federazione Speleologica Lombarda, il Coordinamento sollecita nuovamente le Istituzioni locali interessate, ovvero gli amministratori del Comune di Bellagio e della Comunità Montana Triangolo Lariano, a rinunciare all'assurdo progetto!

Altre informazioni:  https://bellagiosanprimo.com/info@bellagiosanprimo.com    

Coordinamento 'SALVIAMO IL MONTE SAN PRIMO'

mercoledì 10 gennaio 2024

Il Parco GruBrìa diventa più piccolo: partiti i lavori per la costruzione del deposito della metrotranvia Milano-Seregno

L'area di cantiere del nuovo deposito della metrotranvia

Alcuni lettori ci hanno contattato per informarci sull'avvio di un nuovo cantiere al confine tra Desio e Seregno, situato precisamente nelle aree verdi a cavallo di viale Europa. 

 

L'area occupata dal deposito. La zona a nord di viale Europa (Seregno) è attualmente inserita nel Parco GruBrìa (immagine tratta da Alternativa Verde Desio)

Questo cantiere riguarda i significativi lavori per la costruzione del deposito della metrotranvia Milano-Seregno, e purtroppo comporterà l'impatto sulla zona del Parco GruBrìa. Su questo blog abbiamo già affrontato questo argomento in diverse occasioni:

Rendering del nuovo deposito

Il deposito-officina è stato progettato per accogliere una varietà di tram, compresi quelli bidirezionali e un considerevole numero di quelli monodirezionali destinati al servizio Milano Castello–Calderara. Per dare un'idea delle dimensioni, la rimessa del deposito, secondo le indicazioni di ATM, potrà ospitare fino a 18 tram di lunghezza pari a 25 o 26 metri, nel caso dei monodirezionali, e almeno 5 tram da 35 metri, se bidirezionali.

Prospetti del deposito

Il deposito per garantire il corretto funzionamento della linea, sarà inoltre dotato di un'officina completa, con fosse d'ispezione, passerelle per la manutenzione delle attrezzature poste sul tetto dei veicoli, sistema di sollevamento dei rotabili, gru a bandiera, carro ponte officina e tornio, solo per citarne alcuni.

Esploriamo ora la sua suddivisione in sei diverse aree funzionali:
  • L'Edificio n. 1, noto come deposito-officina-uffici, è la zona polifunzionale destinata al ricovero dei tram, alla loro manutenzione e alle attività amministrative.
  • L'Edificio n. 3, il depuratore, svolge un ruolo cruciale nella depurazione delle acque.
  • L'Edificio n. 4, una sorta di guardiola strategica, è adibito a funzioni specifiche nell'ambito del deposito.
  • L'Edificio n. 5 è dedicato alla riserva idrica, essenziale per il sistema antincendio dell'intera area di deposito.
  • L'Edificio n. 6, il deposito rifiuti, gestisce in modo efficiente la corretta smaltimento dei rifiuti.
  • Infine, l'Edificio n. 7, denominato SSE di deposito, svolge un ruolo specifico nell'ambito delle attività di stoccaggio e gestione del materiale.
Riproponiamo nel sottostante box le prescrizioni e le raccomandazioni, riguardanti il deposito al confine tra Desio e Seregno, che il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha deliberato in occasione dell'approvazione del progetto definitivo della Metrotramvia Milano (Parco Nord) - Seregno.

Doveroso pro-memoria

(...)
Prescrizione 6
Relativamente agli edifici previsti per il deposito tramviario, ubicato a cavallo del confine tra Desio e Seregno, si dovrà fare riferimento anche agli studi geologici di supporto alla pianificazione urbanistica dei citati comuni.

(...)
Prescrizione 30
che la progettazione esecutiva delle opere riguardanti (...) il deposito tramviario tra i Comuni di Desio e Seregno e il capolinea di Seregno presenti caratteri architettonici tali da consentire un adeguato inserimento nel contesto paesaggistico;

(...)
Raccomandazione 60
Dovranno essere definite e adottate, in accordo con gli Enti locali interessati, adeguate opere di mitigazione e compensazione ambientale per l'area, in parte destinata a Parco locale di interesse sovraccomunale della Brianza Centrale (ora diventato Plis GruBrìa), in cui è inserito il deposito per il ricovero e la manutenzione dei mezzi. Gli interventi sono da coordinarsi con quelli connessi alla realizzazione del sistema viabile pedemontano.

 

Rassegna stampa

Il Giorno, 13/01/2024 - Per leggere l'articolo cliccare qui