martedì 1 novembre 2011

L'area naturale dell'Orrido di Inverigo


di Tiziano Grassi 
Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Domenica 30 ottobre 2011 si è svolta la visita “fuori porta” nella zona dell’Orrido d’Inverigo che abbiamo voluto definire  come appendice finale dell’ edizione 2011 de “ Le stagioni del Parco”.
Ad accompagnarci all’interno del Parco privato, autorizzati dalla nuova proprietà, sono stati l’amico Arturo Binda dell’associazione Le Contrade che ci ha fatto da guida per tutto il tragitto, e Giulia Cuter, Presidente dell’associazione Orrido d’Inverigo, che ci ha illustrato le bellezze dell'Oratorio di Sant’Andrea al Navello.
Le capacità di Arturo e Giulia di descrivere gli aspetti naturalistici e storici delle zone che abbiamo visitato sono state apprezzate da tutti i 50 partecipanti alla visita.


I siti che abbiamo attraversato e di cui Arturo con grande passione ci ha raccontato il valore ambientale e storico sono stati innumerevoli partendo dalle vicissitudini che ha attraversato l’area passando dalla proprietà dei marchesi Crivelli (metà anni 60’) a quella delle immobiliari che nel corso dei decenni successivi hanno avuto mire speculative di edificazione sui 160 ha del parco (per maggiori informazioni cliccare qui). Fortunatamente le intenzioni progettuali degli attuali proprietari sull’area sono bilanciate dal fatto che la stessa è all’interno del Parco della Valle Lambro e quindi qualsiasi decisione o progetto dovrà essere inserito in quel contesto.

Abbiamo visitato:  

i boschi con una vegetazione che ha preso il sopravvento dopo l’abbandono negli anni ’70 dell’area da parte delle ultime attività agricole e dopo la sospensione delle infauste attività di urbanizzazione che la immobiliare di turno aveva progettato;

 
le cave di ceppo, splendidi esempi di come venivano estratti i blocchi di conglomerato, chiamato appunto “Ceppo”, a forma di disco che venivano poi lavorati per utilizzarli nei mulini per la macina delle farine ecc.;

il bellissimo viale dei cipressi con una stupenda vista prospettica  di tutto il viale che ha come culmine la statua del “gigante” di Inverigo;

le varie cascine che purtroppo la maggior parte sono abbandonate e diroccate;

 
l’importantissima “garzaia dove tra la primavera e l’estate vengono a nidificare gli Aironi Cenerini  (Ardea cinerea), unica colonia riproduttiva all’interno del Parco della Valle del Lambro;

l'Oratorio di Sant’Andrea al Navello, bellissimo esempio di chiesa rurale costruita dai nobili proprietari del feudo all’inizio del 1600. Fortunatamente abbiamo potuto visitare l’interno quasi interamente affrescato di una bellezza notevole grazie all’amica e presidente dell’associazione l’Orrido d’Inverigo Giulia Cuter che ci ha spiegato approfonditamente i vari aspetti storico-artistici del monumento religioso;

il molino di cui rimane solo il muro dove era collocata la ruota che funzionava per caduta delle acque appositamente convogliate e il resto completamente diroccato;

 
le sorgenti pietrificanti con formazione di travertino incredibili formazioni calcaree che inglobano il fogliame e le ramaglie creando una morfologia dei corsi d’acqua di queste sorgenti davvero spettacolari, tanto da essere definito habitat prioritario ai sensi della Direttiva Habitat dell'Unione Europea (92/43/CEE).

 
 
l’Orrido d’Inverigo con tutta la sua suggestione e la sua precedente storia di importante luogo di visita (e di refrigerio in estate) per gli abitanti di Inverigo e dei comuni limitrofi e non solo. Questo è un luogo che dovrebbe essere protetto, come si augurano le associazioni ambientaliste d’Inverigo,  anche a livello Europeo trasformandolo in un Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.);

Inutile dire che questa ultima uscita è stata un' occasione unica per i partecipanti per apprezzare le zone attraversate e che sono li a testimoniare l'altissimo valore ambientale e storico di questi territori che DEVONO essere protetti ad ogni costo e posti sotto il controllo delle comunità locali e degli enti preposti alla loro salvaguardia, permettendo l’accesso e la fruizione del sito anche se con le adeguate limitazioni nel rispetto delle bio-diversità presenti.

Non si può più aspettare anche perché ormai gli attacchi a questi importantissimi e ormai pochi territori rimasti a verde arrivano da ogni parte. Ora proprio Regione Lombardia, che dovrebbe proteggere questi siti di elevato valore naturalistico, ha invece in progetto di sventrare prati coltivati e boschi bellissimi per far passare anche qui a ridosso dell’Orrido d’Inverigo una inutile autostrada: la Varese - Como - Lecco.

Oltre che per ammirare questi luoghi bellissimi, il ruolo del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera e delle altre associazioni come quella che ci ha ospitati per questa visita è di informare chi frequenta questi territori verdi e li apprezzano per il loro indubbio valore, dell'enorme rischio che si corre se venisse approvata la realizzazione di un'opera devastante come la VA.CO.LC.
Siamo convinti che progetti simili si possano fermare solo continuando a informare i cittadini dei danni che provocano al territorio e dello spreco di risorse economiche sottratte anche alla ristrutturazione e ampliamento delle infrastrutture per il trasporto pubblico su ferro ( per es. la linea Como - Lecco delle FF. SS./Trenitalia attualmente fortemente sotto utilizzata per non dire inesistente...).

Le iniziative come questa di domenica 30 ottobre 2011 all’Orrido d’Inverigo hanno anche in se proprio questa voglia di esprimere un forte dissenso nei confronti di chi ci vuole circondati da solo cemento e strade asfaltate oltre a quelle da cui siamo ormai sommersi nei nostri Comuni.

Foto di Gianni Casiraghi e Tiziano Grassi - Riproduzione riservata

Nessun commento:

Posta un commento