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| Il nuovo ospedale di Seregno. Immagine di fantasia realizzata con IA. |
Il dibattito sul nuovo ospedale di Seregno continua ad arricchirsi di riflessioni e preoccupazioni legittime. Significa che il tema è sentito e che i cittadini non intendono restare spettatori di una scelta che avrà effetti profondi e duraturi sul territorio.
Come già evidenziato su questo blog, la prospettiva di realizzare il nuovo presidio sanitario all’interno del Parco GruBrìa solleva criticità rilevanti, sia sul piano ambientale sia su quello urbanistico. Parliamo di uno degli ultimi ambiti agricoli continui della Brianza centrale, in un contesto che ha già superato il 54% di suolo consumato. Una trasformazione di questa scala non può essere considerata una scelta come le altre.
Ma proprio perché la posta in gioco è così alta, il punto oggi non è soltanto ribadire le ragioni del “no” a una localizzazione nel Parco. È fare un passo ulteriore: chiedere che il processo decisionale sia all’altezza della complessità del tema.
Ad oggi, il confronto pubblico appare limitato. Le alternative vengono presentate in modo non pienamente equilibrato, mentre l’ipotesi del Dosso sembra già accompagnata da una visione progettuale più avanzata. Allo stesso tempo, restano sullo sfondo questioni fondamentali: il reale fabbisogno sanitario, il rapporto con le strutture esistenti, le possibili soluzioni a scala sovracomunale, gli impatti infrastrutturali e viabilistici.
Non si tratta semplicemente di scegliere “dove” costruire. Si tratta di decidere quale modello di sanità e quale idea di territorio vogliamo per i prossimi decenni.
Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di aprire un vero confronto civico pubblico, promosso dall’Amministrazione comunale, capace di coinvolgere tutti i soggetti interessati.
Un percorso trasparente e strutturato che metta intorno allo stesso tavolo:
- il Comune
- l’ASST
- i progettisti
- il Parco GruBrìa
- le principali associazioni del territorio (ACLI, Legambiente, Amici del Parco GruBrìa, ecc.)
- cittadini, operatori sanitari e portatori di interesse
Una proposta di questo tipo non rappresenta un ostacolo alle decisioni, ma un’opportunità.
Le risorse in gioco sono pubbliche. L’impatto sul territorio sarà permanente. Le conseguenze riguarderanno non solo Seregno, ma un’area ben più ampia della Brianza.
Per queste ragioni, riteniamo che una decisione così rilevante non possa essere percepita come già definita, né ridotta a un’alternativa tra accettare una soluzione o rischiare di perdere tutto.
Aprire un confronto civico oggi significa prendersi il tempo per decidere meglio.
Significa evitare divisioni domani.
Significa, soprattutto, rispettare il territorio e la comunità che lo abita.
Su una scelta di questa portata, non restare inattivi non vuol dire solo prendere posizione.
Vuol dire costruire le condizioni perché la decisione sia davvero pubblica, consapevole e condivisa.
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