venerdì 6 dicembre 2013
Un Parco lineare sul tratto di ferrovia dismessa Saronno-Seregno
Legambiente Saronno sta raccogliendo firme per promuovere la concessione gratuita del tratto di ferrovia dismessa Saronno/Seregno con l'obietivo di creare un parco lineare. Hanno raccolto 1900 circa e l'obiettivo finale è 4000.
Vi invitiamo a firmare online per questo bel progetto degli amici saronnesi!
Ecco il link dove firmare:
http://www.change.org/it/petizioni/un-parco-lineare-sul-tratto-di-ferrovia-dismessa-saronno-seregno
Questo tratto di ferrovia dismessa di importanza strategica per la qualità della vita dei saronnesi e non. Un tratto che all'altezza della piscina circa va diretta in stazione. Se diventasse un parco lineare (molti sono gli esempi nel mondo di riconversione di ferrovie dismesse in questo senso) con pista ciclo-pedonale, sicuramente si contribuirebbe alla riduzione delle 200.000 auto che attraversano Saronno tutti i giorni.
FATELO SUBITO CHE POI VI SCORDATE! :)
Vi invitiamo a firmare online per questo bel progetto degli amici saronnesi!
Ecco il link dove firmare:
http://www.change.org/it/petizioni/un-parco-lineare-sul-tratto-di-ferrovia-dismessa-saronno-seregno
Questo tratto di ferrovia dismessa di importanza strategica per la qualità della vita dei saronnesi e non. Un tratto che all'altezza della piscina circa va diretta in stazione. Se diventasse un parco lineare (molti sono gli esempi nel mondo di riconversione di ferrovie dismesse in questo senso) con pista ciclo-pedonale, sicuramente si contribuirebbe alla riduzione delle 200.000 auto che attraversano Saronno tutti i giorni.
FATELO SUBITO CHE POI VI SCORDATE! :)
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giovedì 5 dicembre 2013
All’Oasi LIPU di Cesano Maderno ogni stagione è buona per scoprire la Natura
SABATO 14 DICEMBRE, ORE 15
CORSO DI FORM...AZIONE: “NATURALISTI PER PASSIONE!”
All’Oasi LIPU ogni stagione è buona per scoprire la Natura. Anche nei mesi più freddi tutti i “giovani naturalisti” tra i 9 e i 13 anni che vorranno divertirsi a conoscere più da vicino l’Oasi e i suoi abitanti potranno farlo attraverso attività all’aperto e laboratori nel Centro Visite.
Un sabato pomeriggio al mese verrà trattato un tema diverso: dal riconoscimento delle tracce degli animali alla scoperta dei segreti delle piante, dal birdwatching alla costruzione di mangiatoie e nidi per gli animali selvatici.
Nell’appuntamento di DICEMBRE, fissato per SABATO 14 alle ore 15, dal titolo “BW: VISTI DA VICINO” impareremo a riconoscere le principali specie di uccelli presenti in inverno in Oasi, soprattutto quelle che frequentano le “dispense di cibo” allestite appositamente per loro vicino al Centro Visite.
Donazione a partecipante (comprensiva di merenda e di tutti i materiali necessari per le attività): singolo incontro € 6 (esclusa iscrizione alla LIPU obbligatoria).
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni: tel 0362.546827
mercoledì 4 dicembre 2013
Il coraggio di Lissone blocca la colata di cemento su Santa Margherita
Comunicato Stampa del Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB
Lunedì 2/12/2013 il Consiglio Comunale di Lissone ha trattato l'annosa questione dell'AT7, ambito di trasformazione dove si prevedeva un volume edificabile pari a 72.520mc suddivisi su due lotti, a destinazione residenziale e terziario, con 4 edifici di 10 piani (altezza 32mt) sul lotto A e 6 edifici a 4 piani più due torri di 10 piani sul lotto B.
Lunedì 2/12/2013 il Consiglio Comunale di Lissone ha trattato l'annosa questione dell'AT7, ambito di trasformazione dove si prevedeva un volume edificabile pari a 72.520mc suddivisi su due lotti, a destinazione residenziale e terziario, con 4 edifici di 10 piani (altezza 32mt) sul lotto A e 6 edifici a 4 piani più due torri di 10 piani sul lotto B.
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| I "numeri" dell'AT7 dalla Relazione Tecnica |
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| I due lotti dell'AT7 con a fronte la futura autostrada Pedemontana |
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| Le torri" dell'AT7 |
Un Ambito di Trasformazione riproposto dalla SOFIM, dall'Impresa Edile
F.lli Faletra (uno dei titolari è Cons. Prov. del PdL) e da Bresciani e
Zanoli e, per procedura obbligata, adottato in data 10/07/013.
Qualcosa è però cambiato.
Venuti a conoscenza che la nuova amministrazione di Concetta Monguzzi ha dato il via ad una variante al PGT nella logica di rivedere buona parte degli ambiti di trasformazione previsti dalla passata amministrazione Lega-PdL di Ambrogio Fossati, il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB ha elaborato e protocollato un'Osservazione nella fase dell'iter d'approvazione dell'AT7, presentata da un gruppo affiliato (Legambiente di Monza) e dal WWF Lombardia, cui abbiamo chiesto di affiancarci e che ringraziamo per la disponibilità.
Un'osservazione con richiesta di stralcio e annullamento delle previsioni edificatorie sull'AT7.
A
supporto dell'Osservazione, anche il fatto che con l'approvazione del
10/07/013 da parte della Prov. di MB del PTCP (che l'Osservatorio ha
monitorato attentamente) le aree interessate dall'AT7 sono state
definite come aree appartenenti alla RETE VERDE di RICOMPOSIZIONE
PAESAGGISTICA comprese pure nel buffer di inedificabilità ai lati del
sedime della futura autostrada Pedemontana.
Si perchè, le palazzine previste nel progetto edilizio dell'AT7 sarebbero state a ....... vista autostrada.
La maggioranza del Consiglio Comunale di Lissone, sulla base di una Proposta di Delibera dell'Assessore al Territorio con delega all'Urbanistica, Maria Rosa Corigliano, tenendo presente le LINEE D'INDIRIZZO PREVISTE PER LA VARIANTE AL PGT, LE INDICAZIONI PRESENTI NEL PTCP PROVINCIALE e CONDIVIDENDO I CONTENUTI DELL' OSSERVAZIONE PRESENTATA DAL WWF LOMBARDIA e DAL CIRCOLO A. LANGER DI LEGAMBIENTE MONZA, ha deliberato di dare indirizzo alla Giunta di NON APPROVARE il Piano Attuativo previsto per l'AT7.
Una scelta che preserva quindi il corridoio verde.
Un
atto coraggioso e concreto dell'Amministrazione che, ci auguriamo, prosegua sul
cammino della revisione del PGT nella logica di NON CONSUMARE ULTERIORE
SUOLO.
Per questo fine, sul PGT di Lissone, i gruppi del'Osservatorio hanno presentato altre 20 osservazioni e presto chiederanno un confronto sulle stesse.
Per questo fine, sul PGT di Lissone, i gruppi del'Osservatorio hanno presentato altre 20 osservazioni e presto chiederanno un confronto sulle stesse.
| La notizia sul "Giornale di Monza" del 3/12/201 |
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Grave colpo alla cappella di Santa Liberata a Desio
(S.A.) Grave colpo alla cappella di Santa Liberata a Desio (possibile datazione romana) con affreschi rinascimentali; un incidente con due auto , una di queste si schianta sulla cappella di Santa Liberata e ne mina la struttura.
Questi cimeli storici vanno meglio tutelati.
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lunedì 2 dicembre 2013
Parco della Brughiera Comasca: attualità di un progetto di tutela delle aree verdi
Giovedì 5 dicembre 2013, a Vertemate con Minoprio (CO), l'associazione Libera Mente organizza una importante serata dove si parlerà di Parco Regionale della Brughiera.
Importante perché in questo Comune si fa ancora fatica a considerare la tutela regionale come l'unico strumento ad oggi disponibile per proteggere il proprio territorio e valorizzarlo in un contesto più ampio (ambientale, culturale, storico ed artistico).
E proprio questi aspetti a Vertemate li troviamo tutti:
Importante perché in questo Comune si fa ancora fatica a considerare la tutela regionale come l'unico strumento ad oggi disponibile per proteggere il proprio territorio e valorizzarlo in un contesto più ampio (ambientale, culturale, storico ed artistico).
E proprio questi aspetti a Vertemate li troviamo tutti:
- Boschi bellissimi dove l'acqua la fa da padrona (torrenti che hanno modificato la struttura geo-morfologica del territorio, il Seveso, i vecchi mulini lungo il fiume, i lavatoi, ecc.)
- Il borgo dell'Abbazia di Vertemate, gioiello dell'architettura romanica del comasco e della Lombardia dove Cultura, Arte e Storia si incontrano in una cornice ambientale splendida.
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domenica 1 dicembre 2013
Befana sul fiume Lambro 2014 / Sogno Bisogno
Commissione Cultura Alternativa
Comitato per il diritto al mito/festa del bambino
Befana sul fiume Lambro 2014
BEFANA ONIRONAUTA
Sogno Bisogno
Presentazione
Venerdì 6 dicembre ore 21.00
Auditorium biblioteca civica “Monsignor Galbiati”
Verano Brianza
Durante la serata verranno presentati il tema di quest'anno, i laboratori e le nostre speranze per il futuro della Befana sul Lambro.
Come sempre ci accompagneranno letture e azioni teatrali e concluderemo la serata con un momento conviviale.
CONTRIBUTO CULTURALE / 1
I SOGNI SONO SEGNI DI UN ALTRO MONDO
di Alberto Bordogna
“I sogni son desideri di felicità” cantava la Cenerentola di Walt Disney, svelando anche ai più piccoli il legame scoperto da Freud tra sogno, desiderio e felicità.
Il resto l’ha fatto la pubblicità, facendo sì che il semplice desiderio diventasse un impellente bisogno.
Ma nel pensiero mitico, come nel mondo contadino o nella fantasia dei bambini, i sogni sono rivelazioni, premonizioni, anticipazioni, messaggi e segni – spesso oscuri e misteriosi – provenienti dal cielo, dagli dei o comunque da un altro mondo, esistente al di fuori della nostra mente.
Anzi questi segni sono tanto più potenti e significativi, quanto più sembrano indecifrabili, incomprensibili, lontani dall’esperienza quotidiana.
Il sogno è allora segno che occorre interpretare, dal momento che anticipa il futuro e reca in sé tutti i caratteri essenziali di questo: la novità, la possibilità e l’eccezionalità.
I sogni di Cenerentola sono chiari, comprensibili, concreti e vicini alla sua esperienza quotidiana, così come lo sono i suoi desideri: cambiare i vecchi e logori vestiti con abiti nuovi e sfavillanti, abbandonare una vita di stenti e sacrifici per cominciarne una nuova lussuosa.
Invece i sogni della Befana, provenendo da un mondo contadino, mitico ed infantile, sono segni intangibili, oscuri, tutti da interpretare, messaggi inviati dal cielo agli uomini: manifestazioni ed epifanie del nostro profondo bisogno di un altro mondo.
I SOGNI SONO SEGNI DI UN ALTRO MONDO
di Alberto Bordogna
“I sogni son desideri di felicità” cantava la Cenerentola di Walt Disney, svelando anche ai più piccoli il legame scoperto da Freud tra sogno, desiderio e felicità.
Il resto l’ha fatto la pubblicità, facendo sì che il semplice desiderio diventasse un impellente bisogno.
Ma nel pensiero mitico, come nel mondo contadino o nella fantasia dei bambini, i sogni sono rivelazioni, premonizioni, anticipazioni, messaggi e segni – spesso oscuri e misteriosi – provenienti dal cielo, dagli dei o comunque da un altro mondo, esistente al di fuori della nostra mente.
Anzi questi segni sono tanto più potenti e significativi, quanto più sembrano indecifrabili, incomprensibili, lontani dall’esperienza quotidiana.
Il sogno è allora segno che occorre interpretare, dal momento che anticipa il futuro e reca in sé tutti i caratteri essenziali di questo: la novità, la possibilità e l’eccezionalità.
I sogni di Cenerentola sono chiari, comprensibili, concreti e vicini alla sua esperienza quotidiana, così come lo sono i suoi desideri: cambiare i vecchi e logori vestiti con abiti nuovi e sfavillanti, abbandonare una vita di stenti e sacrifici per cominciarne una nuova lussuosa.
Invece i sogni della Befana, provenendo da un mondo contadino, mitico ed infantile, sono segni intangibili, oscuri, tutti da interpretare, messaggi inviati dal cielo agli uomini: manifestazioni ed epifanie del nostro profondo bisogno di un altro mondo.
CONTRIBUTO CULTURALE /2
SOGNO A DISTANZA
di Jacopo Ferrari
Il sogno è un epifenomeno umano a metà tra reale e immaginario, una rappresentazione in tutta la sua pienezza: chi sogna può avere l’impressione di essere spettatore e attore della scena, rispecchiandosi in un mondo che gli appartiene mentre gli annuncia la sua solitudine. Chi passeggia nell’onirico attraversa i territori della coscienza vigile e del noto, sprofondando nei meandri dell’immaginazione e dell’ignoto, terra di mezzo tra l’effettivo e il possibile, ipotetica linea di ricongiungimento tra la vita e la morte. Il sogno somiglia più a una relazione che a una cosa, più a un avvenimento che a un soggetto: potremmo definirlo un non luogo che accade nei movimenti del togliere-mettendo o del mostrare-celando, in apparenza simile alla fantasia, nell’intimo principio della percezione. Nel sogno si dissolve la contraddizione tra mondo e libertà, ambiente e corpo arrivano a coincidere, visione e motilità si equivocano. Nella regressione che per Freud è il sogno, la facoltà immaginativa dell’individuo passa per l’appunto da una coscienza dei processi mentali interni a una coscienza percettiva del mondo esterno, generando stati di allucinazione durante il sonno che definiamo sogno e che in quel momento viviamo come realtà. Se nel sonno la coscienza si assopisce nel sogno l’esperienza si risveglia, sinestesia che molto può mostrare in un attimo e nulla può nascondere per una vita. Oniro è “tò òn eìros”, dal greco “ciò che dice ciò che si è” o “ciò che dice il vero”, che se ne consideri il senso provvidenziale, premonitorio o psicanalitico. L’assurdità del sogno non è sintomo di casualità: essa indica la presenza nei pensieri onirici di contraddizione, scherno e derisione, segni evidenti di un’attività critica che interagisce col sogno e col sistema psichico stesso. L’estremizzazione, l’iperbole, caratterizzano la messa in scena del sogno in un buffo esaltato a livello del grottesco, un pauroso colorato di orrido, uno spiritoso esagerato così da finire nel burlesco, un bizzarro che si getta nel fantastico e mistico. Il sogno si colloca a metà tra una tela surrealista e un disegno patafisico, un proliferare di sensi simbolici in dinamiche contro gravitazionali, in cui l’impossibile si fa possibilità come nella veglia degli schizofrenici, nei giochi dei bambini e nell’atto creativo degli artisti. E come Isadora Duncan non avrebbe avuto bisogno di danzare se avesse potuto dire che cosa significasse la danza, così l’essere umano non avrebbe bisogno di sognare se sapesse afferrare il senso del sogno, dell’esperienza in sé e della vita. Attenzione a chi ha smesso di sognare, banale dirlo, come ripetere che il sogno nasce da una necessità involontaria, cresce appeso a un desiderio vegliardo e matura nel bisogno esistenziale di speranza. O forse banale è dirlo mentre è il lavoro di una vita immaginarlo, vederlo e replicarlo, in natura e cultura, religione e arte, processo mentale e mondo. I Riti, i giochi e le feste sono i sedimenti di tale lavorio umano condensato in strutture (gestualità, costumi, regole) contenenti i residui di un processo cui rimandano (la funzione in sé): qualcosa sta per qualcos’altro ma è anche quella cosa che sta avvenendo. E come le ritualità così anche il sogno rivela un legame umano con qualcosa di grandioso; un’attitudine generativa di ragione e di senso dove spesso significato e significante coincidono o si equivocano, dando vita a un mondo che è la vita stessa nel mondo, come contrasti e contrari che si dissolvono, come il sogno stesso in cui la mappa è il territorio ed è reale solo ciò che è mentale. Chi sogna crea la storia e rinuncia alla noia, saggia la possibilità dell’impossibile come vegliare sul sogno una volta svegli, come attendere i doni della befana che nessuno ha mai visto dal vivo. E da qui il titolo “Befana Onironauta: sogni bisogni”. Un gioco di parole che sta per un sogno all’ennesima potenza. Un sogno epifanico in cui la befana s’immerge con mani vuote e da cui riemerge con dolci sogni zuccherini e incubi inzuppati al carbone. La befana rassicura e provoca con amore, il suo sogno per l’umanità è più che un umano bisogno, è un sogno alla seconda, un bi-sogno di lucidità e curiosità sempre straordinarie (un sogno nel sogno), di devozione e umiltà verso gli antichi maestri (un sogno sul sogno). E mentre la befana galoppa nel gelo e buio dell’inverno tra storie rimosse e dimenticate dall’uomo, il fiume ci osserva e culla con i nostri sogni inespressi: che Oniro sia un’entità da indagare o un’esperienza già in atto, una rivelazione o un’evocazione, egoismo puro o drammaturgia, l’uomo fin dall’antichità vi ha scoperto quel nodo che lega la propria libertà alla necessità del mondo. Non disimpariamo a sognare.
Da Roma,
Vostro Jacopo
SOGNO A DISTANZA
di Jacopo Ferrari
Il sogno è un epifenomeno umano a metà tra reale e immaginario, una rappresentazione in tutta la sua pienezza: chi sogna può avere l’impressione di essere spettatore e attore della scena, rispecchiandosi in un mondo che gli appartiene mentre gli annuncia la sua solitudine. Chi passeggia nell’onirico attraversa i territori della coscienza vigile e del noto, sprofondando nei meandri dell’immaginazione e dell’ignoto, terra di mezzo tra l’effettivo e il possibile, ipotetica linea di ricongiungimento tra la vita e la morte. Il sogno somiglia più a una relazione che a una cosa, più a un avvenimento che a un soggetto: potremmo definirlo un non luogo che accade nei movimenti del togliere-mettendo o del mostrare-celando, in apparenza simile alla fantasia, nell’intimo principio della percezione. Nel sogno si dissolve la contraddizione tra mondo e libertà, ambiente e corpo arrivano a coincidere, visione e motilità si equivocano. Nella regressione che per Freud è il sogno, la facoltà immaginativa dell’individuo passa per l’appunto da una coscienza dei processi mentali interni a una coscienza percettiva del mondo esterno, generando stati di allucinazione durante il sonno che definiamo sogno e che in quel momento viviamo come realtà. Se nel sonno la coscienza si assopisce nel sogno l’esperienza si risveglia, sinestesia che molto può mostrare in un attimo e nulla può nascondere per una vita. Oniro è “tò òn eìros”, dal greco “ciò che dice ciò che si è” o “ciò che dice il vero”, che se ne consideri il senso provvidenziale, premonitorio o psicanalitico. L’assurdità del sogno non è sintomo di casualità: essa indica la presenza nei pensieri onirici di contraddizione, scherno e derisione, segni evidenti di un’attività critica che interagisce col sogno e col sistema psichico stesso. L’estremizzazione, l’iperbole, caratterizzano la messa in scena del sogno in un buffo esaltato a livello del grottesco, un pauroso colorato di orrido, uno spiritoso esagerato così da finire nel burlesco, un bizzarro che si getta nel fantastico e mistico. Il sogno si colloca a metà tra una tela surrealista e un disegno patafisico, un proliferare di sensi simbolici in dinamiche contro gravitazionali, in cui l’impossibile si fa possibilità come nella veglia degli schizofrenici, nei giochi dei bambini e nell’atto creativo degli artisti. E come Isadora Duncan non avrebbe avuto bisogno di danzare se avesse potuto dire che cosa significasse la danza, così l’essere umano non avrebbe bisogno di sognare se sapesse afferrare il senso del sogno, dell’esperienza in sé e della vita. Attenzione a chi ha smesso di sognare, banale dirlo, come ripetere che il sogno nasce da una necessità involontaria, cresce appeso a un desiderio vegliardo e matura nel bisogno esistenziale di speranza. O forse banale è dirlo mentre è il lavoro di una vita immaginarlo, vederlo e replicarlo, in natura e cultura, religione e arte, processo mentale e mondo. I Riti, i giochi e le feste sono i sedimenti di tale lavorio umano condensato in strutture (gestualità, costumi, regole) contenenti i residui di un processo cui rimandano (la funzione in sé): qualcosa sta per qualcos’altro ma è anche quella cosa che sta avvenendo. E come le ritualità così anche il sogno rivela un legame umano con qualcosa di grandioso; un’attitudine generativa di ragione e di senso dove spesso significato e significante coincidono o si equivocano, dando vita a un mondo che è la vita stessa nel mondo, come contrasti e contrari che si dissolvono, come il sogno stesso in cui la mappa è il territorio ed è reale solo ciò che è mentale. Chi sogna crea la storia e rinuncia alla noia, saggia la possibilità dell’impossibile come vegliare sul sogno una volta svegli, come attendere i doni della befana che nessuno ha mai visto dal vivo. E da qui il titolo “Befana Onironauta: sogni bisogni”. Un gioco di parole che sta per un sogno all’ennesima potenza. Un sogno epifanico in cui la befana s’immerge con mani vuote e da cui riemerge con dolci sogni zuccherini e incubi inzuppati al carbone. La befana rassicura e provoca con amore, il suo sogno per l’umanità è più che un umano bisogno, è un sogno alla seconda, un bi-sogno di lucidità e curiosità sempre straordinarie (un sogno nel sogno), di devozione e umiltà verso gli antichi maestri (un sogno sul sogno). E mentre la befana galoppa nel gelo e buio dell’inverno tra storie rimosse e dimenticate dall’uomo, il fiume ci osserva e culla con i nostri sogni inespressi: che Oniro sia un’entità da indagare o un’esperienza già in atto, una rivelazione o un’evocazione, egoismo puro o drammaturgia, l’uomo fin dall’antichità vi ha scoperto quel nodo che lega la propria libertà alla necessità del mondo. Non disimpariamo a sognare.
Da Roma,
Vostro Jacopo
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