martedì 30 luglio 2013

La villetta reale di Monza


Comunicato stampa del Comitato Beni Comuni MB

Nel progetto di restauro predisposto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano assieme all'Amministrazione Parco e al Corpo forestale dello Stato nel 2003, con l'obiettivo di "recuperare l'intrinseca identità storico-culturale di un "patrimonio collettivo" di eccezionale valenza, non assimilabile in alcun modo al semplice "verde pubblico" [le citazioni sono tratte dalla relazione sul progetto di restauro dei Giardini Reali redatta dall'arch. Marina Rosa, allora soprintendente alla Villa, contenuta nel Quaderno n.1 Villa Reale di Monza, curati dalla Soprintendenza, maggio 2003].

Il progetto si configurava come un piano organico che avrebbe dovuto ripristinare le parti compromesse all'interno di un progetto unitario al fine di ottenere un "risultato coerente e uniforme". In particolare per l'area che qui interessa, ossia il giardino laterale nord, quest'area, nella quale si sarebbero poste le centrali termica e di  refrigerazione, era "sin dall'inizio connotata come una sorta di labirinto" per cui si suggeriva di coprire le griglie degli impianti, raggiungibili con una scaletta interna alla Villa, "mascherandole esternamente con un labirinto didatticamente riproposto su indicazione dei labirinti che, sin dall'origine, hanno interessato questo giardino. Nelle 'stanze' ricavate tra le siepi di bosso, sempre a scopo didattico ma con finalità anche ludica, verranno realizzate, secondo il progetto predisposto dalla Soprintendenza per il Museo della Villa, quelle giostre e quei giochi ginnici realizzati dal Tazzini per gli Asburgo e riccamente documentati nell'Archivio Storico".


Nel 2004 sono state realizzate le centrali interrate che comprendevano gli impianti per la climatizzazione delle stanze di rappresentanza. Il vano interrato era stato però realizzato abbastanza capiente da contenere le centrali termo refrigeranti utili per tutta la Villa, utilizzando un accesso esistente e allungando il corridoio. Le centrali erano completamente interrate; a livello c'erano solo le grate di ventilazione. Il progetto si sarebbe dovuto completare con la realizzazione del labirinto, che avrebbe nascosto alla vista, ma non alla manutenzione, le grate. Dall'agosto 2007 tutti gli impianti, centrali comprese, sono rimaste inattive e non più manutenute (tanto che si sono anche allagate perché si erano riempite di foglie) e il progetto di costruzione del labirinto si è arenato perché la Direzione Regionale della Soprintendenza ha preferito dirottare i fondi che già c'erano (ricavati dal Lotto) nel restauro di Villa Necchi del FAI.

Tirando le somme: si sono spesi soldi pubblici per tre volte (intervento iniziale, ripulitura dopo l'allagamento, intervento attuale) sullo stesso oggetto e si rischia di doverlo fare ancora visto che l'attuale intervento riguarda un impianto di servizio solo per la parte centrale, stante la demenziale logica di frazionare la Villa in lotti, ossia in "appartamenti" autonomi ciascuno con la propria "caldaietta".

A ciò si aggiunge la vergogna di quello che appare nelle fotografie sopra: un intervento che non sarebbe accettato in nessun condominio.

Ben diversa la soluzione adottata a Venaria Reale, dove la mascheratura della centrale termo-refrigerante è stata affidata a un artista del paesaggio come Giuseppe Penone (vedi foto sotto).



L' INTERVENTO 



di Cristina Sello, di Città Persone

Buongiorno, come vedete dall'articolo pubblicato sul Giorno del 28 luglio 2013, il Dott. Lamperti (Direttore cel Consorzio della Villa Reale) è piuttosto turbato dalla nostra denuncia e vi prego di prendere nota di quanto dice :

“… ci sarà il tempo  per realizzare un progetto di mitigazione per nascondere la buca dei servizi.”

Non trattasi solo di buca ma di realizzazione in superficie di opera in cemento armato e metallo, saremo ben contenti di capire come intende mitigare

“…ci sia una contestazione ogni volta che dalla Villa esce una foto più o meno clandestina.”

Non sapevamo che fotografare i lavori della Villa reale fosse cosa clandestina  e che è vietato fotografare ciò che viene fatto; peraltro se ci fosse trasparenza e chiarezza da parte del Consorzio e degli addetti ai lavori con pubblicazione corretta e obbligatoria per legge sul sito del Consorzio dei progetti e dello stato avanzamento lavori, con eventuali varianti in corso d’opera, non dovremmo perdere tempo a fare fotografie”Rubate” (il Dott. Lamperti si era impegnato a pubblicare sul sito quanto richiesto, anche se , a suo dire, non eravamo in grado di valutare , poveri noi meschini, non avendo capacità tecniche di lettura di un progetto, ecc.)

Per quanto concerne il Labirinto “non è previsto da nessuna parte”

Faceva parte del progetto originale , non fu realizzato, era una proposta costruttiva e fattiva del Comitato “La Villa reale è anche mia” quel Comitato che erroneamente viene visto sempre e solo come elemento di disturbo e con desideri solo distruttivi, privo di qualsiasi capacità propositiva .

“Basta trovare pretesti”

Per il Dott. Lamperti avere perplessità e chiedere spiegazioni su lavori a dir poco inopportuni, significa trovare pretesti

“La Soprintendenza è sempre sul Cantiere”
Bene, stiamo infatti valutando se la Soprintendenza fosse a conoscenza e se abbia dato parere favorevole, nel qual caso ci dovrebbe spiegare come mai lo abbia dato , quali sono le ragioni e quali le previsioni di intervento per sistemare questo scempio.

Lascio a voi ogni altra eventuale considerazione in merito e chiedo con passione una risposta esaustiva  alle nostre domande  che sono fatte per conto  di tantissime persone , di cittadini che hanno semplicemente a cuore la Villa Reale e il Parco e in nome di una trasparenza, chiarezza, correttezza e accesso agli atti DOVUTA a tutti e obbligatoria per legge.

lunedì 29 luglio 2013

Grave minaccia per la biodiversità lecchese


A rischio una delle principali popolazioni di gambero di fiume italiano della provincia.
Nell’ambito di una serie di monitoraggi dei corsi d’acqua del Parco Regionale del Monte Barro, svolti dall’Associazione WWF Lecco, venerdì 26 luglio 2013 è stata purtroppo riscontrata nel ruscello di San Michele, a Galbiate, la presenza di una gravissima minaccia che sta determinando l’estinzione di una intera popolazione di gambero di fiume italiano.

Gambero di fiume - Femmina con ovatura
Gambero di fiume
Il gambero di fiume è un organismo di particolare pregio per i torrenti e i ruscelli in quanto essendo molto sensibile all’inquinamento è considerato un ottimo bioindicatore. Protetto sia a livello nazionale che a livello europeo è ormai diventato particolarmente raro anche nel nostro territorio, sia a causa dell’inquinamento dei corsi d’acqua sia a causa di un grave fenomeno che in questi ultimi anni sta assumendo gravi proporzioni quale la diffusione di gamberi alloctoni.
Questi ultimi, oltre a rappresentare un grosso impatto per gli ambienti umidi a causa della loro voracità, sono anche portatori sani di un temibile fungo, noto con il termine di “peste del gambero”, in grado di uccidere in pochi giorni intere popolazioni di gamberi nostrani.

Proprio nella giornata di venerdì 26, un gruppo di esperti del WWF Lecco, impegnati nei periodici monitoraggi, dopo aver rinvenuto in località San Michele di Galbiate diversi gamberi di fiume morti, ha effettuato ulteriori indagini per capirne la causa scoprendo purtroppo la presenza nel ruscello di alcuni esemplari del gambero alloctono Orconectes limosus originario degli Stati Uniti orientali.


È una specie meno nota del Gambero della Louisiana (altra specie alloctona che sta facendo numerosi danni nei laghi di Annone e Pusiano ed in numerosi stagni nell’area meridionale della nostra provincia), che si distingue per una serie di macchie scure caratteristiche a livello dell’addome e per una spina presente nel segmento precedente alla chela, che rappresenta una struttura comune a tutti i gamberi americani e assente invece in quelli europei.

Il gambero della Louisiana, presenta, oltre a tale spina, anche una colorazione rosso accesa negli adulti. Il gambero americano rinvenuto a San Michele di Galbiate è invece di una colorazione di fondo grigio-verdastra più simile a quella del gambero nostrano, con il quale è facile confonderlo.

Gambero della Lousiana (lago di Annone)
La popolazione di gambero italiano del ruscello di San Michele era una delle più abbondanti della Provincia; gli ultimi campionamenti effettuati nello scorso mese di maggio avevano messo in evidenza come la popolazione fosse abbondante e ben strutturata con presenza sia di giovani che di adulti in buona salute.

Nella stessa notte di venerdì un gruppo di attivisti del WWF Lecco ha percorso interamente il ruscello di San Michele catturando 32 esemplari di gamberi americani, tutti confinati unicamente in due pozze del tratto a monte. Della popolazione di gamberi autoctoni ne è stato ritrovato ancora in vita solamente uno.

La verifica del percorso del ruscello di San Michele ha accertato la presenza di una ripidissima cascata alla base della quale non vi è acqua e non si osserva quindi alcuna possibile connessione con l’Adda, dove da tempo è accertata la presenza di gamberi alloctoni, soprattutto a livello del Lago di Lecco; per questo motivo, escluso un improbabile risalita dall’Adda, c’è il ragionevole sospetto che la presenza di gamberi americani sia dovuta a uno scriteriato intervento umano di immissione. Sempre più diffuse nel nostro territorio sono appunto sconsiderati rilasci di gamberi alloctoni da uno stagno ad un altro, a volte fatte persino in buona fede. Tale pratica è assolutamente da evitare in quanto rischia di essere estremamente dannosa, favorendo il diffondersi, come nel caso del ruscello di San Michele, di gravi patologie per i pochi gamberi italiani ancora esistenti.

Nei prossimi giorni sono previsti altri interventi lungo il corso del torrente per cercare di sradicare la presenza di gamberi alloctoni. In considerazione però della gravissima entità del danno ambientale l’Associazione WWF Lecco ha già allertato gli organi di vigilanza e intende sollecitare l’intervento delle Autorità competenti al fine di accertare l’eventuale natura dolosa del disastro e risalire ai responsabili per i provvedimenti di legge.

Si invita chiunque avesse informazioni da fornire a contattare il nucleo di Guardie Giurate del WWF Lecco (guardie@wwf.lecco.it); nello stesso tempo si invitano tutti i cittadini che ritrovassero gamberi autoctoni o alloctoni nelle acque della nostra provincia a segnalarlo all’Associazione WWF Lecco, inviando una email a sezione@wwf.lecco.it, indicando il luogo esatto del rilevamento e inviando se possibile una documentazione fotografica.

Mare, mare... al campo estivo di Legambiente Seregno


Domenica 28 luglio 2013 a Seregno, nell'ambito delle attività del Campo estivo, il locale circolo di Legambiente ha organizzato lo spettacolo "Mare, mare..." di Anna e Laura Parravicini (nella foto).

Una tenera storia di 6 pesciolini che incontrano altri amici nel loro mare a volte agitato a volte calmo. La storia era accompagnata dai ritmi musicali della chitarra e del tamburo celtico con il rumore della risacca. I bambini erano anche coinvolti per imparare canzoncine in italiano e il nome dei colori in inglese. L'atmosfera molto rilassante del giardino, all'ombra di due alberi, ha trasportato i bambini e gli altri ospiti nel mondo magico di questo spettacolo.

Fatima, dello staff di Legambiente Seregno, ha dichiarato: "Dopo lo spettacolo abbiamo offerto un goloso aperitivo a tutti per ringraziare le famiglie che hanno partecipato al campo estivo durante questi due mesi e fare conoscere il centro a chi non lo aveva mai visitato. Questa esperienza nuova si è conclusa molto positivamente e sarà sicuramente da ripetere per altri anni ancora visto l'entusiasmo dei bambini a restare nel centro."

Il campo si concluderà il 2 agosto. Le porte del centro di educazione ambientale riapriranno dal 2 al 11 settembre.

Info:
Legambiente Seregno ONLUS
Viale Piave, 58 - 20831 Seregno (MB)
Tel +39 0362 232357
Fax +39 0362 232357
Email: info@legambienteseregno.it
Website: www.legambienteseregno.it

domenica 28 luglio 2013

Estate in Brianza. Escursioni ecoletterarie e “Summer School”


ESTATE 2013
Dal 10 al 18 agosto
Monza - valle del Lambro - Brianza

 
Escursioni ecoletterarie: i sentieri di Green Man del Viaggio in Brianza.
Summer School: ecoletteratura come cura delle ferite del cuore e all’ambiente.

PROGRAMMA INIZIATIVE

sabato 27 luglio 2013

Brutture alla Villa Reale di Monza


Riceviamo e pubblichiamo un commento e alcune foto scattate nel cantiere dell'area a nord della Villa Reale. Segue un articolo ripreso da "Il Giorno".

"La concezione che vede quest'area come "il retro" della Villa, come se si trattasse di un qualsiasi condominio e non di un monumento immerso nel paesaggio da ogni parte, è confermata dai lavori in corso. Chi lamentava i lucernari del passato, e auspicava la realizzazione del sognato (e promesso, a voce) labirinto, può mettersi l'anima in pace: di fronte alla facciata nord le brutture saranno  di tutto e di più.
Che fare?"



Monza - Sorpresa e polemiche sulla facciata della Villa
di Monica Guzzi, tratto da il Giorno del 26/07/2013

Sorpresa e polemiche dal cantiere della Villa Reale. È bastato andare a sbirciare sul retro della reggia piermariniana in occasione dei lavori di preparazione dell’evento Expo con il Presidente Napolitano, per scoprire la presenza di due manufatti di cemento troppo ingombranti.
Le buche scavate a due passi dalla gradinata reale che si affaccia sul pratone del Parco servono a ospitare gli impianti di servizio della Villa Reale. Opere necessarie ma forse poco intonate alla facciata neoclassica della dimora estiva degli Asburgo e dei Savoia.


Il caso è rimbalzato sulle pagine di Facebook, dove si è subito accesa una rovente polemica. Tutto è partito dalle foto scattate dal comitato «La Villa Reale è anche mia» e pubblicate sul social network.
«Vogliamo capire se questo manufatto che a noi pare permanente e che ci viene giustificato da necessità tecniche dovrà rimanere - spiega Cristina Sello, del comitato La Villa Reale è anche mia -. Stiamo segnalando il caso alla Soprintendenza. Chiederemo spiegazioni al Comune e al Consorzio».


Il problema di come nascondere le buche era stato sollevato durante un incontro con il direttore del consorzio Parco-Villa Reale Lorenzo Lamperti e con il sindaco Roberto Scanagatti, che è anche presidente del consorzio.


«Avevamo chiesto, trovando disponibilità, il ripristino dell’antico labirinto di siepi, che avrebbe nascosto le buche, ma visto che sono state realizzate a ridosso della scalinata, ci sembra un’operazione impossibile - conclude Sello -. A questo problema si lega quello della trasparenza dello stato avanzamento lavori, che abbiamo chiesto che venga pubblicato sul sito, e del comitato tecnico scientifico che avrebbe dovuto seguire i restauri. Che fine ha fatto?».

venerdì 26 luglio 2013

Pedemontana e diossina: perchè i dati dei carotaggi non vengono diffusi?


Durante la seduta del Consiglio Provinciale di Giovedì 18 luglio 2013, l'Assessore Giordano ha risposto all’interrogazione n. 18/2013 a firma del Consigliere Ghioni avente ad oggetto: “Problema diossina nel tratto "B2" dell'autostrada Pedemontana”.

Ricordiamo che l'interrogazione era nata sulla base di un rapporto collaborativo con INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.

La risposta dell'Ass. Giordano, oltre a riconoscere il ruolo propositivo del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, alla cui attività si deve in buona parte la variante di modifica progettuale che ha risparmiato parte del Bosco delle Querce dallo sbancamento (soluzione per noi positiva ma ancora insufficiente rispetto alla globalità delle criticità), conferma in pieno le nostre preoccupazioni.

Balzano all’evidenza alcuni fatti:
- è stata effettuata da parte di Strabag (per conto di APL) una campagna di rilevamenti ambientali (quelli da noi segnalati a luglio/agosto/settembre 012) ma SENZA IL COINVOLGIMENTO DI ARPA. E' un'ulteriore conferma dopo la risposta al question time alla Camera dei Deputati di Giugno di cui avevamo relazionato in precedenza;
- APL non intende divulgare questi dati, se non DOPO la presentazione del progetto esecutivo validato.
Ciò è molto grave, in quanto:
1) i dati analitici non sono certificati da ARPA e sono quindi "di parte"; la metodologia operativa (abbiamo assistito ad alcuni dei sondaggi ambientali allora eseguiti), qualora abbiano davvero ricercato diossine, è probabilmente fuori dai protocolli per la ricerca di TCDD visto e considerato che le sonde utilizzate erano raffreddate ad acqua, mentre i protocolli prevedono carotaggi a "secco". In aggiunta, i prelievi per l’analisi delle diossine devono essere effettuati con trivelle a mano o escavatore per caratterizzare i primi decimetri di sottosuolo, non le prime decine di metri come fatto, evidentemente con altra finalità. Ma ancor di più, qualora siano state effettuate le analisi e riscontrato il superamento dei limite di legge, per anche un solo parametro, non solo non è possibile tenere segreto il dato ma deve essere data tempestiva comunicazione (entro 24 ore) ai sensi degli artt. 242 e 304 d.lgs. 152/06. L’omissione costituisce reato penale.
2) stante l'iter scelto da APL è evidente che questi dati non influiranno sulle scelte progettuali dell'esecutivo. Lo stesso Giordano dichiara che "saranno fatti successivamente anche ulteriori carotaggi e questi avverranno solo a valle della validazione del progetto esecutivo". Ora, se una zona dove deve passare l'autostrada, risulta essere contaminata, come possono analisi "a posteriori" modificare un progetto esecutivo che è l'ultimo passaggio prima dell'avvio dei lavori? Giordano evidenzia un'altra cosa preoccupante e cioè che al momento l'unica figura in grado di convocare il Collegio di Vigilanza è il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. 
Questo a causa di mancata assegnazione di deleghe. 
Così, mentre prima era il duo Formigoni/Cattaneo a condizionare fortemente l'attività del Collegio di Vigilanza, ora ci si trova catapultati in una vera TRAGICOMMEDIA ALL'ITALIANA: NON VI SONO INTERLOCUTORI CON CUI RAPPORTARSI, MA L'ITER REALIZZATIVO VA AVANTI LO STESSO, A PRESCINDERE.
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Documento

La risposta dell'Assesore provinciale Francesco Giordano

Grazie presidente, innanzitutto in premessa, considerato che su alcuni temi il consigliere Ghioni ha allargato ulteriormente il perimetro dell’ interrogazione, utilizziamo il criterio che le risponderò sulle domande che lei ha posto, e sono veramente tantissime, legate sia a Pedemontana che alle metrotranvie.

Su Pedemontana, ho avuto già modo di dirlo ma non è mai troppo ricordare che questa Provincia e questa amministrazione e molto più modestamente l’assessore che le risponde hanno ricevuto come eredità del passato il progetto definitivo di Pedemontana. Quindi le scelte che appartengono agli amministratori e agli enti che hanno preceduto la provincia di Monza Brianza, credo che come principio sia ingeneroso trasferirle a coloro che non ne hanno responsabilità. Peraltro, per quello che riguarda il Bosco delle Querce, a me piace ricordare anche, rispetto al retaggio del passato, una variante che è stata proposta (i meriti è giusto distribuirli a chi li ha).

Su stimolo delle associazioni ambientaliste, ho fatto mia una proposta di sintesi tra una proposta diciamo molto più radicale che era quella delle associazioni ambientaliste, le dieci associazioni che sono coordinate in rete, e il progetto definitivo modificato che in quel momento, cioè l’anno scorso, era ancora in itinere. 

Siamo riusciti (mi piace anche in questo caso usare il plurale, considerata la genesi di questo obiettivo che è stato raggiunto) quindi, le associazioni ambientaliste, l’assessore che è stato mediazione e parte intermedia tra le richieste delle associazioni ambientaliste e il Collegio di Vigilanza di Pedemontana siamo riusciti con una variante che, banalizzando, potrei dire che si è sostituito uno svincolo con un’uscita e siamo riusciti a recuperare due terzi delle aree che sarebbero state consumate all’interno del Bosco delle Querce, e quindi questo credo che è un titolo di merito per tutti coloro che sono riusciti a pensare, proporre, raggiungere questo obiettivo.

È del tutto evidente che le preoccupazioni anche su un terzo delle aree interessate ancora da Pedemontana ci sono tutte e sono assolutamente legittime.
Quindi per quanto riguarda le due richieste che vengono fatte sui carotaggi: il primo quesito io ho già avuto modo in qualche modo di anticiparlo in altra sede.

Le verifiche, come peraltro avevo già detto in passato, sono state realizzate in corrispondenza del tracciato che è oggetto delle aree influenzate dall’incidente di ICMESA e che, anche perché quella è l’indicazione che dà la prescrizione del CIPE, le due prescrizioni del CIPE, la 3 e la 169, rimangono legate ad un territorio dei cinque comuni, i comuni di Seveso, Meda, Cesano e Bovisio e non ha interessato il comune di Desio.

Io ho avuto già modo anche in questo, informalmente, di dirlo in diverse sedi : il comune di Desio è stato interessato anch’esso, per una parte seppur marginale rispetto al complessivo territorio interessato dall’incidente ICMESA, e quindi ritengo legittimo da parte di tutti coloro che ritengono che andrebbero allargati i carotaggi anche sul territorio di Desio, come forse sarebbe stato più giusto anche inserire il comune di Bovisio e il comune di Desio nella suddivisione di quei 60 milioni che lei citava pocanzi.

Quindi da questo punto di vista la risposta nel primo quesito circa i carotaggi, certamente sono già stati fatti ma è anche vero che saranno fatti successivamente anche ulteriori carotaggi e questi avverranno solo a valle della validazione del progetto esecutivo.
La domanda che lei pone a me, che io ho posto prima che lei la ponesse a me ad altri, che era quella: qual è la ragione che porta APL a non trasferire i risultati non dico pubblicamente perché si potrebbe anche, come dire, trasferire questi dati anche applicando un principio di riservatezza.

Ad oggi io e i miei uffici non siamo in grado ancora di determinare l’esito dei carotaggi che già ci sono stati perché tutti questi dati APL li trasferirà solo dopo l’approvazione del progetto esecutivo.
Questa credo che sia una preoccupazione di APL legata a una, come dire, ipotetica difficoltà nel proseguire probabilmente i lavori, in ogni caso ci sono l’ARPA, l’ASL, insomma, ci sono diversi soggetti istituzionali che possono essere coinvolti e che saranno coinvolti.


L’ARPA stessa, che è il soggetto che ne ha la responsabilità, dovrebbe, senza stimolo e suggerimento di alcuno, né privati cittadini né rappresentanti istituzionali, nel caso in cui l’esito dovesse essere non conforme alla sicurezza dei cittadini nell’ambito di quel territorio, dovrebbe ovviamente approfondire ulteriormente e, se il dato non fosse compatibile con quell’esigenza che pocanzi le ho declinato, ovviamente anche bloccare eventualmente i lavori.
In ogni caso sia attraverso note che richieste ufficiali, considerato che ad oggi ho già avuto modo di dirlo in un’altra occasione, non mi è possibile trasferire queste richieste nella sede formale all’interno della quale si è ormai consumato tutto l’iter decisionale di Pedemontana , cioè il Collegio di Vigilanza, perché il nuovo esecutivo dopo non so quanti giorni, ma credo oramai un paio di mesi, non ha mai convocato un Collegio di Vigilanza.

È stato richiesto, ed io l’ho richiesto all’assessore sia quando è venuto a Monza ma l’avevo già fatto con una richiesta formale come componente permanente del Collegio di Vigilanza, alla richiesta formale non ho ricevuto risposta, verbalmente in un incontro l’assessore mi ha spiegato che lui non può convocare il collegio di Vigilanza per una ragione semplicissima: perché lui non è il presidente del Collegio di Vigilanza, perché ad oggi il Presidente Maroni non lo ha ancora delegato come Presidente del Collegio di Vigilanza.

Quindi l’unico soggetto che può convocare e presiedere il Collegio di Vigilanza è il Presidente della Giunta Regionale. Io pensavo che fosse quasi un automatismo quello della delega all’assessore alla partita sulla presidenza dei collegi di vigilanza, viceversa ho appreso, con sorpresa devo dire, che questo automatismo non solo non c’è stato ma ad oggi ancora non è avvenuto.

Questo difetto di conoscenza mia è la conseguenza di una consuetudine che è retaggio della mia esperienza negli anni precedenti: il Presidente Formigoni, appena si insediava l’esecutivo, delegava in modo automatico nel caso specifico il consiglio di vigilanza di APL, ma non solo quello, all’assessore alla partita Raffaele Cattaneo . Purtroppo ad oggi il nuovo esecutivo non ha ancora, diciamo, utilizzato il meccanismo di delega.

Come componente del Consiglio di Vigilanza ho già fatto registrare che saremmo anche interessati e onorati che fosse presieduto dal Presidente della Giunta Regionale, sempre che questo avvenga. Quindi alle difficoltà precedenti che sono legate al venir meno di quella figura professionale che era il direttore generale Regalia, che per tanto tempo ha svolto una funzione di “Trade union” tra istituzioni, Provincia, Comune, o semplici singoli cittadini, associazioni ed APL, si aggiunge anche un’ulteriore difficoltà che è che non c’è mai stato negli ultimi mesi la possibilità di fatto. Per farla breve il processo decisionale di confronto si è interrotto con il venir meno della responsabilità di Raffaele Cattaneo.
Dopo quella data non c’è stata più la possibilità di partecipare a nessun momento istituzionale utile per il confronto e per decisioni ulteriori.

Ci sono stati due Collegi di Vigilanza dell’assessore che lo ha sostituito, un professore universitario che peraltro ha lasciato una traccia così labile che non ricordo neanche il nome e il cognome di questo assessore.
Era una persona squisita dal punto di vista umano e anche con conoscenze, probabilmente di altra natura, molto importanti perché avevo fatto una ricerca , è anche un docente universitario e ha una conoscenza approfondita per esempio dell’energia, del mondo dell’energia.
Però in questo, ovviamente, in quei pochi mesi che ha sostituito Cattaneo, non è riuscito.
Ha convocato due Collegi di Vigilanza ma non c’è stata nessuna possibilità, di confronto certamente sì, ma non si è potuto decidere nulla.
Quindi in questo contesto purtroppo la mia possibilità legata alle sue preoccupazioni, che peraltro sono le mie, è legata sempre e solo a note formali di richiesta da parte della Provincia nei confronti della regione.
Viceversa per quello che riguarda la raccomandazione sui 60 milioni da destinare alla compensazione, dove lei giustamente richiama la necessità di realizzarle su opere relative e propedeutiche all’autostrada stessa, viceversa in questo caso le posso dire che per i 60 milioni, con un lungo processo di mediazioni, è stato trovato l’accordo con i comuni interessati per la ripartizione.
Ripartizione che benevolmente hanno chiamato “Riparto Giordano” per la lunga mediazione che è intercorsa tra i comuni e attraverso il sottoscritto.

Nel riparto è stato inserito anche Bovisio-Masciago, seppur fuori dalla prescrizione 51 del CIPE.
Che in quel momento mai e nessuno ha posto per esempio l’interrogativo se attraverso quella deroga potesse rientrare per esempio il comune di Desio che, ovviamente in misura minore e marginale rispetto agli altri cinque, ma è comunque coinvolto non solo dall’incidente ICMESA ma anche da un forte impatto del passaggio di APL , considerato che lo svincolo più importante non solo dell’autostrada ma addirittura a livello europeo insiste sul territorio di Desio.

In ogni caso per quello che riguarda questi 60 milioni la posso rassicurare che non solo c’è l’accordo per la ripartizione ma che certamente, perché così è l’impegno della Provincia ma soprattutto dei percettori del denaro, cioè i cinque sindaci, hanno sempre rivendicato la necessità di avere i soldi ma per destinarli solamente ed esclusivamente ad opere legate e propedeutiche all’autostrada. E quindi da questo punto di vista credo di poterle trasferire con certezza che non vi saranno distrazioni di risorse o di parte delle risorse dei 60 milioni su altri interventi.

Devo dire, e chiudo su questa interrogazione, che i comuni e la Provincia hanno richiesto almeno 150mila euro come anticipazione dei 60 milioni di euro per poter destinare queste risorse ad un progetto omogeneo per tutti i comuni che sarebbe elaborato dalla provincia anche con l’utilizzo di professionisti esterni.

Devo dire che anche su questo punto, a parte che da tempo non ho interlocutori, ma a suo tempo mi era già stato detto di no, anzi ci era stato detto di no a tutti, a tutte le amministrazioni coinvolte.

Articoli apparsi su "Il Giorno" del 31/7/2013

Per leggere i due articoli cliccare: 
qui (Incubo diossina ...)
e qui (Anche l'assessore...).


Un parco delle culture a Desio


CCB-Consorzio Comunita Brianza, principale Consorzio di Cooperative e Imprese Sociali operante nel territorio della Provincia di Monza e Brianza (facente parte delGruppoCGM Welfare Italia, IX Gruppo Cooperativo Italiano e promotore di altri progetti culturali nel territorio, si veda l’apertura al pubblico della Biblioteca Storica dei Padri Barnabiti a Monza) e il Comune di Desio annunciano con soddisfazione la conclusione positiva dell’iter di valutazione da parte di Fondazione Cariplo del progetto “UN PARCO DELLE CULTURE” per la rifunzionalizzazione della storica Villa Tittoni, iniziato nel 2011 con la candidatura di un’idea di massima, passato attraverso un complesso processo di studio di fattibilità e una serie di
approfondimenti progettuali (affidati allo studio KCity di Milano) e conclusosi la settimana scorsa con la deliberazione da parte del CDA della Fondazione del contributo di 800.000 euro per l’attuazione nei prossimi tre anni del progetto “UN PARCO DELLE CULTURE A DESIO”.

Il progetto prenderà avvio sul territorio nel mese di ottobre 2013, avrà durata triennale con una dimensione economica di oltre 1 milione e 800 mila euro.

All’implementazione del progetto concorre una rete ampiamente rappresentativa di Enti che possono essere classificati, in base al ruolo ricoperto nel progetto, tra Enti Partner ed Enti di Rete ed in base a competenze specifiche, tra Enti Culturali, Sociali, Economici ed Istituzionali.

Oltre al Consorzio Comunità Brianza, in qualità di capofila e al Comune di Desio, gli altri Partner di progetto sono: AtiHub Desio, Consorzio Desio Brianza, Fondazione Civica Scuola Musica e Danza, Cooperative Sociali Il Ponte, Lavori In Corso 1994, Meta, Mondovisione, Progetto Integrazione, Stripes, Associazioni Legambiente Desio, Libero Laboratorio e Musicamorfosi.

Tra gli enti di Enti di Rete, in qualità di fornitori strategici: Agenzia di comunicazione Big Five, K-City rigenerazione urbana e The Hub Trentino-Südtirol; in qualità di enti sostenitori: Banco di Desio e Camera di Commercio di Monza e Brianza e la Provincia di Monza e Brianza.


Il progetto realizzerà un insieme coordinato d’interventi di rifunzionalizzazione degli spazi di Villa Tittoni Traversi e del relativo Parco e tra esse la messa in opera di un auditorium da 100 posti.
Il fine è quello sviluppare un sistema culturale sostenibile in grado di valorizzare anche dal punto di vista ricettivo una delle più belle Ville gentilizie della Brianza con nuovi servizi e attività musicali , teatrali, letterarie.. che potranno essere inserite nel circuito provinciale e nazionale; inoltre il progetto sosterrà forme di imprenditoria e protagonismo della comunità in campo culturale.

“Per noi che siamo storicamente abituati a inserire al lavoro soggetti deboli e a gestire servizi alla persona, l’impegno culturale e creativo non può che essere un’occasione di sviluppo economico e di nuova occupazione - Ha affermato Roberto D’Alessio, Presidente Consorzio Comunità Brianza -. In una epoca di crisi come l’attuale dobbiamo guardare alla cultura come si guarda alla green economy o alle imprese 2.0, cioè come ad un’opportunità di sviluppo economico, ma anche come fattore di integrazione e di coesione sociale del territorio. Il Non Profit e la Impresa Sociale possono essere attori di sviluppo nel campo dei beni comuni in aggiunta all’attore pubblico, oggi in ristrettezza di risorse e al privato spesso troppo impegnato a remunerare solo i capitali investiti”.

“Il bando della Fondazione Cariplo del 2011 è stato un bando innovativo perché ha finalmente coniugato la cultura alla rigenerazione urbana e allo sviluppo economico, un connubio che nell’impostazione del lavoro del mio assessorato è centrale. Ringrazio quindi ancora una volta il Consorzio per averci coinvolti nell’idea progettuale del ‘Parco delle Culture. – Ha dichiarato Cristina Redi, Assessore alla Cultura, Fund Raising, Politiche Giovanili di Desio– La nostra Amministrazione Comunale è infatti convinta che la cultura possa e debba essere volano di sviluppo territoriale. In altre città europee, cito su tutti l’esempio di Bilbao, è stato compreso da tempo che ‘con la cultura si mangia!’ L’esperienza della progettazione di fattibilità, - ha aggiunto Redi - che oggi ha determinato il successo e il finanziamento da parte di Cariplo del progetto, è
stata inoltre un’esperienza molto importante che ci ha permesso, non solo di rafforzare la rete cittadina di soggetti produttori di cultura, ma anche di allargarla ad interessanti realtà del più ampio ambito provinciale. Questa rete sta già dando ottimi frutti a Desio, la nostra stagione estiva di Parco Tittoni, ne è proprio in questi giorni un esempio”.

Per Paolo Cottino, urbanista di KCity – società di esperti nel campo dello sviluppo territoriale – “con questo progetto Desio ha la straordinaria occasione di sviluppare un intervento pilota nel campo della rigenerazione urbana, qualificandosi come buona pratica di riferimento per quanto concerne almeno due aspetti: 1)le strategie di rifunzionalizzazione compatibile dei beni storico-architettonici, capaci di coniugare tutela e rispetto per la struttura con l’ampliamento e la diversificazione delle possibilità di fruizione; 2) la integrazione tra diversi campi di politiche (urbanistiche, culturali, sociali, ambientali,  enconomiche,…) a partire da un luogo e dalla vocazione che a quel luogo viene riconosciuta”

“ La progettazione di Parco delle Culture si è integrata perfettamente con il lavoro di riqualificazione dell’Asse di Via Lampugnani, centrale per il nuovo Piano di Governo del Territorio della Città, abbiamo voluto denominare tale asse, che attraverso da est a ovest il nostro territorio, ‘Asse della Cultura’ . – Ha affermato Daniele Cassanmagnago, Assessore alle Politiche di Governo del Territorio di Desio - La Villa e il suo Parco sono un punto nevralgico dove già oggi si consuma e si produce cultura, attraverso il finanziamento Cariplo al progetto, viene oggi rafforzata l’idea, centrale alla nostra politica di governo del territorio di Desio, di riorganizzazione e rivitalizzazione di quello che riteniamo essere l’asse più importante
della Città”.


“Villa Tittoni è un patrimonio della città dal 1977, con questo progetto per la prima volta viene affrontato il tema della sua fruibilità non solo in termini di manutenzione della struttura, ma anche i termini di valorizzazione e di come ciò possa essere sostenibile nel tempo. - Ha concluso il Sindaco di Desio Roberto Corti- Grazie anche al finanziamento Cariplo potremo ora andare avanti nel perseguimento degli obiettivi che, all’avvio del nostro mandato amministrativo, ci eravamo posti: alleggerire il peso dei costi di gestione della struttura per la comunità desiana, valorizzare la villa e il suo parco, donandole attrattività a livello provinciale e regionale, creare un polo culturale desiano che sia anche fucina di nuove attività imprenditoriali virtuose. Una nuova vita per Villa Tittoni, insomma, per la quale non vediamo l’ora di metterci al lavoro con gli altri partner del Parco delle Culture”.

Contatti:

Consorzio Comunità Brianza
e-mail : segreteria@comunitabrianza.it
cell: 335 5968470
tel: 039 2304984

Ufficio Stampa Città di Desio
ufficiostampa@comune.desio.mb.it