sabato 16 novembre 2013

PGT Seregno: le modifiche "costruttive" che piacciono all'assessore Mazza

Seregno, via delle Valli - In rosso l'area di proprietà comunale
Sono passati ormai 7 anni da quando l'attuale maggioranza ha dato l'incarico per l'estensione del PGT. Ora è stato presentato in Consiglio Comunale e in dicembre se ne prevede la discussione e l'adozione.

L'assessore Mazza ogni volta che può, come un mantra, ripete che il nuovo PGT "intende preservare il suolo non costruito, il mantenimento e l'ampliamento del Parco Brianza Centrale"(1).

Su questo punto in particolare le associazioni ambientaliste locali (Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente, Osservatorio PTCP e WWF) hanno presentato in Comune diverse proposte (leggi qui) che andavano in tale direzione.

Tra le altre veniva chiesta la cancellazione della previsione edificatoria del terreno, di proprietà comunale, di via delle Valli in quanto facente parte di un più vasto complesso di aree libere, tuttora agricole, di notevole rilevanza ecologica.

Il terreno di via delle Valli infatti dal PTCP di MB risulta inserito negli ambiti d’interesse provinciale comunque da preservare (art. 48 delle NTA). Inoltre è all'interno di un corridoio primario, della Rete Ecologica Regionale, di connessione con il Parco Regionale della Valle del Lambro.

Elementi di caratterizzazione ecologica del territorio - Immagine  PTCP di Monza e Brianza  (adottato) Tavola 2
Siccome tra il dire ed il fare c'è di mezzo il cemento l'amministrazione comunale ha respinto tale richiesta (2).

L'assessore Mazza, tradendo le reali intenzioni dell'Amministrazione Comunale, ha poi dichiarato: "Siamo comunque aperti a modifiche che siano migliorative e costruttive"(1).

Non abbiamo dubbi che le modifiche "costruttive" incontreranno la sua approvazione!

(1): Dichiarazione rilasciata a "Il Cittadino" del 9/11/2013
(2): No al verde di via Valli nel parco. "Il Cittadino" del 26/10/2013


Pedemontana: così scompare il bosco della Moronera

Lo svincolo d'interconnessione con la A9  della Pedemontana
Tratto da Sinistra e Ambiente - Meda

La dove c'era un bosco ora c'è.........

Pubblichiamo e vi proponiamo una serie di foto degli amici dell'Associazione Immagina Lomazzo sui cantieri della Tratta A e inizio B1 dell'Autostrada Pedemontana.
A Lomazzo si sta costruendo uno svincolo enorme di collegamento con la A9 . Quest'inutile autostrada ha sventrato un bosco secolare, quello della Moronera.

Ma non è finita qui.

Nella tratta lomazzese sono pure previste una serie di vasche di laminazione e un canale di gronda di raccolta delle acque.
E poi e poi ..... un devastante progetto dal costo di 8 milioni di euro che prevede altre vasche di laminazione per contenere le piene del LURA (leggi qui e qui).

Il progetto delle vasche di laminazione per le "piene" del Lura

venerdì 15 novembre 2013

Seregno: una città sotto il treno


di G. Chinellato, tratto da "altra_SEREGNO" ott-nov 2014

Parliamo di infrastrutture, reali o progettate che siano: parliamo di quelle che dividono (o si prevede divideranno) il territorio del nostro comune nel prossimo futuro. Perché paradossalmente strade e ferrovie, che servono per unire, quasi sempre diventano motivo di isolamento e divisione per le città che ne sono attraversate.

In aggiunta alla Chiasso-Monza, alla Seregno-Bergamo e alla Seregno-Saronno infatti altre linee in progetto potrebbero solcare il suolo seregnese: la Gronda ferroviaria, che attraverserà il Parco del Meredo per collegare la linea di Como con quella di Saronno, la Metrotranvia e la Pedemontana. Altri interventi invece amplieranno in futuro le linee ferroviarie esistenti: raddoppiando la Seregno-Bergamo e quadruplicando la linea Chiasso-Monza.

Quando, dove e come il Sindaco farà conoscere questi progetti? E non ci dica di non preoccuparci perchè “non si farà mai poiché mancano i soldi” o perchè “sarà da fare in un lontanissimo futuro (ovvero non sarà un problema mio)”, perchè dopo quanto è successo in questi anni non ci fidiamo più. Cosa sta facendo l’amministrazione? Tutto è fermo (a Seregno, perchè fuori tutto si muove): i passaggi a livello continueranno a essere chiusi e l’unica connessione nord-sud realizzata (via Nazioni Unite) risale ormai a 20 anni fa.

Se è vero che mancano i soldi, è pur vero che anche soltanto su informazione, progettualità e presidio questa Giunta si è dimostrata pigra e incompetente, e alla fine i cittadini ne hanno pagato il prezzo.
Quando il centrodestra si degnerà di illustrare ai cittadini le specifiche legate alle nuove infrastrutture previste, così che essi possano farsi un’idea delle conseguenze? (All’idea che chi ci governa possa applicarsi al problema con qualche risultato abbiamo rinunciato).

martedì 12 novembre 2013

Alla ricerca delle strade perdute. Le Vie medievali della Brianza Collinare


I mercoledì culturali della Martesana

Alla ricerca delle strade perdute
Le Vie medievali della Brianza Collinare
A cura di: Luigi Perego -Paolo Bianchi-Elio Pozzoli

Mercoledì 13 Novembre 2013 ore 21
Sala Civica -Villa Ceriani Bressi:
Via Foscolo 24 - Crevenna d'Erba(Co)
Ingresso Libero

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dall’associazione “LA MARTESANA”, il 13 novembre 2013 alle ore 21.00 presso la sala civica di villa Ceriani Bressi in via Foscolo, 24 a Crevenna d’Erba (Co) verranno presentati gli esiti delle ultime ricerche documentarie sulle strade medievali che attraversavano la Brianza.
E’ un’occasione per parlare del passato ma anche per riflettere sulle opportunità che offre il nostro territorio per il futuro.

Si segnala che il FAI delegazione Brianza Laghi ha organizzato per il 17 novembre 2013 un’escursione su questi percorsi medievali.

Passeggiata sulle antiche strade medievali della Val Francia e Valsorda 

insieme alla delegazione FAI Giovani – accompagnati da Luigi Perego e Paolo Bianchi.

Ritrovo alle 8.45 a Lurago per terminare alle 12.00/12.30 ad Arosio; percorso di circa 5km

E' un’occasione per riscoprire due strade antiche del nostro territorio, rimaste finora sconosciute. Erano sicuramente vie maestre di epoca medioevali ma è supponibile datarle anteriormente alla tarda romanità. Documenti del ‘400, recentemente ritrovati all’Archivio di Stato di Milano, attestano una ‘Strata per Mediolanum’ ed una per ‘Cumas’ (Como) le quali si incrociavano a Fabbrica Durini. Fortunatamente queste antiche via conservano ancora tratti osservabili che percorreremo fra paesaggi tuttora boschivi ed agresti della Brianza. Lo scopo di questa passeggiata è quello di proporre una lettura storica inusuale di quest’area briantea; l’iniziativa è rivolta a chi per lavoro o per passione è interessato alla storia del territorio ed alla cultura locale.

Il ritrovo è presso piazzale Carlo Porta (scuole elementari) di Lurago d’Erba alle ore 8.45. Il percorso si snoda per 5 Km circa e si consiglia di indossare calzature ed indumenti adeguati ad un escursione campestre. Ore 9.00 Lurago d’Erba, ore 9.50 Fabbrica Durini, ore 10.40 Cremnago d’Inverigo, ore 11.30 Arosio-Carugo. Si prevede di terminare la passeggiata alle 12.15/12.30 presso località Pilastrello ad Arosio.

Alcuni volenterosi con auto parcheggiate nei pressi riporteranno i partecipanti in piazzale Carlo Porta a Lurago.

Contributo €10

domenica 10 novembre 2013

Seregno: Legambiente dedica la "Festa dell’Albero 2013" all’accoglienza


di Fatima, Legambiente Seregno

Quest’anno vogliamo dedicare la diciannovesima edizione nazionale di Festa dell’Albero all'accoglienza e ai diritti dei migranti. La tragedia di Lampedusa ci impone di riflettere non solo sul dramma umano di migliaia di persone che si espongono al rischio della morte pur di avere una minima speranza di vita e umanità ma anche sul dramma di una sopravvivenza degna che il nostro Paese continua a ostacolare.

Vogliamo lanciare un messaggio di accoglienza!

Vogliamo celebrare una Festa dell’Albero interculturale!


Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla nostra festa che si terrà il 23 novembre in Via Gran Sasso a Seregno dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 16.00. Alle 17.00 proiezione del film di Frédéric Back "L'uomo che piantava gli alberi".

Inoltre durante tutta la giornata raccoglieremo generi alimentari e soprattutto medicine che manderemo in Siria per aiutare i profughi.

Info:
Cell.: 3206464209 - e-mail: info@legambienteseregno.it

Buongiorno a tutti,

Siamo molto dispiaciuti ma dobbiamo sospendere la Festa dell'Albero di sabato 23 causa maltempo.

Per quanto riguarda la raccolta dei beni per la Siria potete passare sabato 23/11 in qualsiasi orario ma in Via Piave 58 a Seregno, nella nostra sede.

Lo staff di Legambiente Seregno

giovedì 7 novembre 2013

Brianza Energia Ambiente: un piano industriale che non convince


Comunicato stampa di Sinistra e Ambiente - Meda

SUL PIANO INDUSTRIALE DI BEA E SUL FORNO INCENERITORE DI DESIO

Si torna a parlare del forno inceneritore di Desio e del Piano Industriale di BEA (Brianza Energia Ambiente).

Venerdì 8/11/013 si terrà infatti l'Assemblea dei Soci, cui partecipano i Sindaci (o loro delegati) dei 12 Comuni facenti parte del Consorzio e aventi una quota in BEA (vedi a fianco).

Sarà una riunione atta a decidere sul Piano Industriale presentato da BEA, rivisto rispetto alla precedente versione su cui alcuni Comuni del Consorzio avevano sollevato contrarietà e perplessità.
Tra le 4 soluzioni previste da BEA, pare che vada per la maggiore quella ove gli aggiustamenti sono relativi agli investimenti strutturali per 15 milioni di euro (a fronte dei 25 previsti nel precedente Piano) da cui rientrare in 15 anni (anziché in 20 come previsto nel precedente).
I rifiuti da incenerire salirebbero fino a 88 mila tonnellate annue.
Il tutto garantirebbe – secondo quanto elaborato da BEA – riduzioni nelle tariffe per i Comuni: di 12 euro a tonnellata nel 2014 e di 25 euro a tonnellata dal 2020.
I lavori di adeguamento riguarderebbero il potenziamento del trattamento fumi, l’efficientamento elettrico e termico.

Al momento attuale, il forno inceneritore opera su di un volume di 56mila t/a di rifiuti solidi bruciati, pari a circa il 71% della sua capacità annua.
Siamo quindi ben lontani dalle 88mila tonnellate previste con il potenziamento.
Ancora una volta, pur prendendo atto che le modifiche introdotte sono sicuramente migliorative rispetto al Piano Industriale originario, non possiamo far altro che evidenziare le nostre perplessità rispetto ad alcuni punti critici.
Primo fra tutti, la mancata correlazione rispetto a quello che si prevede con quanto stabilito nella deliberazione della Giunta Regionale lombarda X/497.

La Lombardia, nel campo degli inceneritori, risulta già ampiamente oltre la soglia di autosufficenza. Negli 11 impianti presenti in regione, si rileva anzi un surplus pari a 112mila tonnellate.
Vi vengono trattate 2.408.731 t a fronte di una capacità potenziale di 2.521.600 t.
Oltretutto, dal 2010, è stata registrata una stabilizzazione del volume di rifiuti prodotti con una tendenza ad una riduzione pari al -2%.

Quindi, il potenziamento previsto nella scenario n° 4 che si prospetta nel piano BEA, è poco aderente alla realtà territoriale, ma esclusivamente legato alla compatibilità economica.
Allora perchè questo potenziamento (a 88mila t) quando il bacino di utenza dei 12 Comuni consorziati arriva solo a 56mila t ? Dove si reperirà il quantitativo mancante ? Si vuole ampliare il bacino di utenza ? Si vuole entrare in competizione con gli altri inceneritori lombardi ?
In questo caso lo "spegnimento" e la riconversione dell'inceneritore desiano non sarebbe evidentemente un opzione considerabile nel breve/medio termine, anzi.

Anche l'apertura di BEA ad un patner privato è un altro aspetto critico poichè si rischia di dare preminenza al solo aspetto economico sulla partita rifiuti. Il privato avrà evidentemente quale priorità, il solo guadagno. Questo a discapito di valutazioni e pianificazioni atte al superamento della tecnica d'incenerimento.

Nel Piano Industriale in oggetto, manca, purtroppo, uno scenario che preveda e quantifichi tempi, costi e tecnologie per una graduale dismissione dell'impianto d'incenerimento, attuato con l'implementazione di altre tecnologie per il recupero spinto di tutte le frazioni differenziabili e recuperabili.

Vogliamo però anche essere chiari rispetto a posizioni atte a semplificare o a malcelate volontà che porterebbero inevitabilmente ad una situazione di rischio determinato da mancati adeguamenti (sottolineiamo ADEGUAMENTI, non potenziamenti) dell'impianto di Desio.
Non vogliamo correre il rischio di una DEREGULATION di fatto nella gestione del ciclo dei rifiuti regionale.
Non fare adeguamenti tecnici, (dettati anche da obblighi normativi) comporterebbe nel breve termine la chiusura del forno di Desio, PRIMA che sia pronto e avviato qualsiasi progetto di recupero dei rifiuti trattati, alternativo all'incenerimento.
Ne conseguirebbe il trasporto dei rifiuti altrove, dando fiato al businnes della movimentazione del rifiuto, con problemi sul controllo della filiera e "scarico" su altri impianti d'incenerimento del "prodotto" del consorzio brianzolo.

Insomma, una non soluzione, atta ad aprire alla "privatizzazione" del trasporto e delle piattaforme di raccolta, con tanto di messa in gara di crescenti pezzi del settore gestione rifiuti. Una strada pericolosa che, serpeggia sottotraccia in Regione Lombardia.
Dietro le scelte del Piano Industriale di BEA vi sono quindi aspetti molto complessi e delicati che meritano adeguati approfondimenti.

In alcuni Comuni del Consorzio vi sono stati alcuni momenti di approfondimento e dibattito.
A Cesano Maderno, SEL aveva posto in votazione una mozione (respinta) sul tema.
Sono seguiti incontri d'approfondimento in Commissione Urbanistica (l'ultimo in data 4/11/013).
A Desio è in atto un dibattito acceso che coinvolge sia la maggioranza sia la minoranza.
I gruppi di maggioranza hanno addirittura formalizzato un documento e una mozione d'indirizzo per il Cons. Comunale del 07/11/013.

E a MEDA ?

A Meda, (quota del 7,34% in BEA) nonostante le nostre sollecitazioni, come gruppo consigliare di Sinistra e Ambiente, si continua a non dare la corretta rilevanza e trasparenza pubblica alla vicenda e ai suoi contenuti.

La Giunta Caimi giustifica il mancato dibattito/confronto adducendo di aver già il mandato decisionale determinato da una delibera del  19/12/2011 (con delega al Sindaco per gli adempimenti conseguenti). Alla sopracitata delibera ne seguì una successiva in data 29/5/2013 per chiedere un sospensiva del precedente piano industriale in attesa di una nuova versione, che tenesse conto di alcune criticità .
Entrambe le delibere erano espressione della maggioranza di Taveggia.

Il nuovo Consiglio Comunale non è stato quindi minimamente investito della facoltà di valutare ed esprimere un parere.

Il richiamo alle delibere, ci pare una giustificazione molto debole, una giustificazione che non può esautorare chi amministra dai corretti e opportuni passaggi di discussione e confronto sia tra tutte le forze della coalizione di maggioranza sia verso il Consiglio Comunale.
Oltretutto, nel Piano Industriale di BEA sono previste 4 possibilità di scelta e quindi, non c'è nemmeno stato un passaggio che definisse su quale scenario attestarsi nell'espressione di voto in sede di Assemblea dei Soci.

Evidentemente, un'illustrazione posteriore all'approvazione del Piano Industriale, avrebbe il sapore di sola e pura informazione.

SINISTRA E AMBIENTE  - MEDA

sabato 2 novembre 2013

Report dell'incontro avvenuto in Regione Lombardia sulla proposta di Parco Regionale della Brughiera



a cura del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

In data 24/10/013, si è tenuto in Regione Lombardia un incontro presso gli uffici dell’Assessorato all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile alla cui guida è l’Assessore Claudia Terzi. Presenti all’incontro, in rappresentanza dell’assessore, c’erano l’arch. Massimo Rossati, il dott. Franco Binaghi, e una terza collaboratrice.

Presenti come richiedenti dell’incontro per il Comune di Cantù: l’Assessore al territorio Vincenzo Latorraca, l’architetto Giuseppe Ruffo Dirigente area territorio e il consigliere comunale Marco Moscatelli. Presente per il Comune di Lentate sul Seveso l’assessore al Territorio Iolanda Negri, e per il Comitato: Tiziano Grassi, Andrea Brugnani, Gianni Del Pero e Alberto Colombo.

A inizio di seduta è stata fatta una breve illustrazione dell’attività passata e recente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera, dopodiché il Comitato e i rappresentanti del Comune di Cantù e di Lentate hanno chiesto quale fosse la posizione di Regione Lombardia, e in particolar modo dell’assessore Claudia Terzi, riguardo alla nuova e recente richiesta di 11 Amministrazioni Comunali per l’istituzione del Parco Regionale della Brughiera; e quindi la parola è passata ai tecnici regionali.

Questi ultimi hanno sottolineato che le attuali politiche regionali sono ora improntate, causa mancanza di fondi, ad escludere la nascita di nuovi Parchi Regionali, ma sono invece ben disposte a favorire sia l’accorpamento tra loro di enti di tutela di aree a verde sia il loro ampliamento, con l’inserimento di nuove aree attualmente non tutelate dalla legge regionale sui parchi.
Proprio questo sarebbe, per Regione Lombardia, il caso delle aree della Brughiera.

Sul percorso di annessione di dette aree ad un Parco Regionale già esistente (Lambro, Groane o Spina Verde) i tecnici di Regione Lombardia hanno dichiarato, a nome dell’Assessorato, la loro disponibilità e il loro accordo, auspicandola come una soluzione percorribile già da subito.
In tale prospettiva, sarebbero anche disposti ad incontrare sia i Comuni sia la struttura dell’attuale PLIS Brughiera Briantea per illustrare questa proposta e le attribuzioni proprie di un Parco Regionale.

Al Comitato e al Comune di Cantù, come capofila delle amministrazioni comunali che ritengono importante inserire le loro ultime aree a verde in un parco regionale, i responsabili della Regione hanno chiesto di proseguire con la raccolta delle delibere di adesione al progetto di Parco Regionale, sollecitando quei Comuni che ancora non hanno attuato questo passaggio.

L’assessore Vincenzo Latorraca, in rappresentanza del Comune di Cantù, ha espresso qualche perplessità relativamente alla procedura di inglobamento dell’area della Brughiera in un Parco Regionale già esistente, perplessità dovuta all’ampliarsi dei soggetti da coinvolgere che potrebbe generare ulteriori ritardi o incomprensioni a discapito di una veloce risoluzione della questione che si trascina ormai da alcuni decenni.

Anche da parte dei componenti del Comitato per il Parco Regionale è stato più volte evidenziato che il territorio cui fa riferimento la Brughiera è un territorio che ha una propria specificità e che questa sarebbe meglio valorizzata nell’istituzione di un ente di gestione autonomo regionale teoricamente composto da 24 comuni, dimensione amministrativa già considerevole.
Questo, di fatto, è stato l’obbiettivo fino ad oggi rincorso, ma, come esposto durante l’incontro, è risultato non essere più una priorità di Regione Lombardia che sceglie invece la strada, forse più complessa, dell’accorpamento della Brughiera ad altro ente parco regionale.

L’assessore Latorraca, l’assessore Negri e il Comitato, prendendo atto delle posizioni attuali della Regione in materia di Parchi, hanno chiesto, a conclusione dell’incontro, che l’assessorato regionale invii all’amministrazione comunale di Cantù un documento ufficiale dove si evidenzi concretamente la volontà espressa a nome dell’assessore Terzi: di essere cioè disponibili da subito ad attivare le procedure amministrative per poter arrivare prima possibile a tutelare, con una legge regionale, i territori della Brughiera attraverso l’accorpamento ad un ente Parco Regionale esistente con cui ci sia una continuità territoriale ed una omogeneità geo-morfologica.
In detta comunicazione, che verrà ufficialmente chiesta dal Comune di Cantù, la Regione Lombardia avrà l’opportunità di articolare la proposta di accorpamento della Brughiera ad un Parco Regionale già esistente.

Il Comitato ribadisce comunque che la soluzione più adeguata alla “questione Brughiera” era, ed è, l’istituzione di un Parco Regionale specifico come prospettato e deciso da ormai trent’anni!
Ma proprio per l’indecisione o la contrarietà dimostrata in questi decenni da alcune passate amministrazioni (locali, provinciali o regionali) che non hanno saputo cogliere l’occasione, alla fine degli anni novanta, di istituire una tutela su questo parco quando ciò era possibile, si ritiene indispensabile ora proseguire seguendo e incalzando l’indirizzo prospettato da Regione Lombardia per l’accorpamento ad altro ente senza ulteriori indugi o “finte” delusioni.

L’obbiettivo deve essere quello della tutela e della gestione Regionale di queste ultime aree verdi a nord di Milano e ai piedi delle Prealpi, indipendentemente da come si chiamerà il parco o da dove sarà collocata la sede (o le sedi) amministrative dello stesso.

LE 11 AMMINISTRAZIONI COMUNALI CHE AL 24 OTTOBRE 2013 HANNO APPROVATO LA DELIBERA PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA SONO:

Cabiate (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Cantù
Carugo (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Cermenate
Figino Serenza (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Grandate
Lentate sul Seveso (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Meda (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Montorfano
Orsenigo
Senna Comasco

LE 13 AMMINISTRAZIONI COMUNALI CHE AL 24 OTTOBRE 2013 NON HANNO ANCORA APPROVATO LA DELIBERA PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA SONO:

Alzate Brianza
Brenna (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Carimate (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Capiago - Intimiano
Casnate con Bernate
Como
Cucciago
Fino Mornasco
Lipomo
Mariano Comense (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Novedrate (comune aderente al PLIS della Brughiera Briantea)
Tavernerio
Vertemate con Minoprio