di Claudio Valsecchi, Presidente Consorzio Parco del Molgora
Era il 2007 quando il Consorzio Parco del Molgora ha iniziato a promuovere azioni volte a far conoscere i pipistrelli, animali utilissimi nel contenere insetti dannosi o fastidiosi (vedi zanzare), e sfatare molti miti negativi che li circondano.
Nell’autunno 2009 è poi iniziato anche un progetto di posizionamento nel Parco di bat-box (cassette rifugio per pipistrelli) e la distribuzione di altre (costruite da volontari) a cittadini residenti nei comuni consorziati; tutte sono numerate per un puntuale tracciamento. L’iniziativa ha un duplice significato: sia di studio dei comportamenti di questi animali di cui si conosce relativamente poco, che di sensibilizzazione della popolazione con il coinvolgimento attivo nel monitoraggio.

L’occupazione delle bat-box da parte degli animali avviene solo nel tempo (anche dopo 6-7 anni) e con percentuali che non superano generalmente il 40-50%. Inoltre l’occupazione può essere temporanea e sfuggire all’osservazione.
Eppure qualcosa si muove. Forse anche i pipistrelli hanno saputo che per il biennio 2011-2012 è stato proclamato l’Anno Internazionale del Pipistrello da Eurobats (istituzione che si attiva per coordinare l’accordo del 1994 tra stati europei per la conservazione delle popolazioni di pipistrelli in Europa) e dalle Nazioni Unite, allo scopo di rendere consapevoli delle necessità di tutela di questi animali, che in molti casi sono a rischio di estinzione.
Sta di fatto che sono cominciate ad arrivare ad inizio autunno segnalazioni di tre occupazioni: una a Bussero, una a Usmate e una a Vimercate (vedi foto sotto il titolo). Vi presentiamo dunque “ALBO” (così abbiamo chiamato l'occupante della bat-box), giovane maschio (con ogni probabilità) della specie Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii). Con novembre ALBO e gli altri pipistrelli lasceranno i loro rifugi primaverili ed estivi per recarsi in luoghi dalla temperatura più costante (vecchie soffitte o cantine, grotte) ed entrare in letargo.
Quest’anno sono poi proseguiti i monitoraggi dei pipistrelli nel Parco con l’ausilio di bat-detector (l’apparecchio in grado di captare gli ultrasuoni) in collaborazione con l’Associazione FaunaViva (www.faunaviva.it).
Oltre alle 5 specie individuate l’anno scorso, approfondendo la ricerca nei dintorni dei ponti sul torrente Molgora (che si prevedevano essere possibili siti di rifugio) è stata individuata un’ulteriore specie del genere Myotis. Si tratta probabilmente del Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentonii), ma per il genere Myotis non è possibile avere la certezza della specie con l’utilizzo del solo bat-detector.
C’è quindi l’intenzione di proseguire gli studi con catture (e successivo rilascio) tramite il posizionamento di apposite reti nelle zone in cui l’animale è stato rinvenuto; operazione per la quale proseguirà la proficua collaborazione con l’Associazione FaunaViva composta da personale esperto ed autorizzato (i pipistrelli, almeno sulla carta, sono tutelati quanto l’orso e il lupo).
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