lunedì 2 marzo 2026

Bosco delle Querce, tra memoria e futuro: il Marchio Europeo non sia una “coccarda”


Abbiamo ricevuto un comunicato congiunto di Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda, relativo all’assegnazione del Marchio di Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce.

Le tre realtà associative accolgono positivamente il riconoscimento europeo, definendolo «segno della custodia della storia e della Memoria del comune di Seveso, segnato indelebilmente dal disastro dell’Icmesa di Meda e del territorio contaminato dalla Diossina TCDD fuoriuscita il 10 luglio 1976», e lo leggono come «tributo alla straordinaria capacità di resilienza di una comunità».

Nel comunicato si sottolinea come la nascita del Bosco delle Querce sia frutto di una scelta collettiva precisa: non rimuovere la ferita ambientale e sanitaria, ma trasformarla in Memoria attiva. «Una Comunità che, sin da quando si oppose alla realizzazione di un forno inceneritore per eliminare i materiali contaminati dalla Diossina TCDD, pretendendo una bonifica e la creazione di un luogo di naturalità, non ha cancellato la ferita, ma ha voluto rendere Memoria con uno spazio di vita».

Per le associazioni firmatarie, il riconoscimento europeo rafforza un legame profondo tra ambiente, salute e giustizia sociale. «La nostra visione politica e civile da sempre pone in risalto l’inscindibile legame tra la salute dei corpi, l’ambiente e la giustizia sociale», si legge nel testo, che richiama anche le pratiche collettive che negli anni hanno mantenuto vivo il Bosco: dai pannelli del Ponte della Memoria all’“Abbraccio al Bosco” del 10 luglio 2011, quando oltre mille persone si unirono per opporsi allo sbancamento di 12 ettari previsto per il passaggio della Pedemontana Lombarda.

Un’azione che, ricordano gli estensori del comunicato, «fu un’azione corale che fece modificare, anche se non interamente, quel progetto».

Accanto alla soddisfazione, il comunicato non nasconde però le contraddizioni. Il Marchio di Patrimonio Europeo, avvertono le associazioni, «non deve essere né un vanto né un punto di arrivo», ma «un’opportunità simbolica e culturale» per orientare le scelte future. Non «una “coccarda” autocelebrativa», né «una “foglia di fico” per nascondere le contraddizioni e i limiti tutt’oggi evidenti nelle scelte di pianificazione territoriale».

Preoccupano in particolare gli effetti delle infrastrutture in corso: «Un Bosco che perderà comunque 2 ettari e 3200 alberi nel suo attuale perimetro e vedrà purtroppo limitata anche l’espansione», a causa della viabilità complementare e della vasca di laminazione legate all’autostrada.

Da qui lo sguardo che si allarga alle prospettive di ampliamento del Bosco e alla necessità di un approccio più sistemico, che includa anche la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale della Valle del Seveso, come risposta strutturale a consumo di suolo, frammentazione ecologica e cambiamenti climatici.

Il comunicato si chiude con un auspicio chiaro: che l’attribuzione del Marchio di Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce «sia d’utilità per politiche efficaci di tutela del territorio e degli ecosistemi e per preservare Memoria e Significato di un bene comune».

👉 Il comunicato integrale delle associazioni è pubblicato di seguito.


Il Bosco delle Querce Patrimonio Europeo: il valore della forza generatrice delle azioni di una comunità. 


Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente — Impulsi di Meda accolgono positivamente il conferimento del Marchio del Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce. 
Questo riconoscimento è segno della custodia della storia e della Memoria del comune Seveso, segnato indelebilmente dal disastro dell'Icmesa di Meda, e del territorio contaminato dalla Diossina TCDD fuoriuscita il 10 luglio 1976. È il tributo alla sua straordinaria capacità di resilienza. 
Una Comunità che, sin da quando si oppose alla realizzazione di un forno inceneritore per eliminare i materiali contaminati dalla Diossina TCDD pretendendo una bonifica e la creazione d'un luogo di naturalità, non ha cancellato la ferita, il danno ambientale e alla salute, ma ha voluta rendere Memoria con uno spazio di vita, con una responsabilità condivisa nella sua trasmissione e attualizzazione. 

La nostra visione politica e civile da sempre pone in risalto l'inscindibile legame tra la salute dei corpi, l'ambiente e la giustizia sociale. Il nostro territorio è vivo, protetto e difeso con amore e passione, grazie anche alle straordinarie pratiche Collettive di chi negli anni ha assunto su di sè la responsabilità di questa eredità: 
  • l'esperienza del Ponte della Memoria, di cui rimane traccia visibile nei pannelli informativi disseminati all'interno del Bosco, che ne ripercorrono la storia e le origini; 
  • l'intenso e coinvolgente "Abbraccio al Bosco" del 10 luglio 2011, allora promosso dal Coordinamento Ambientalista "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile", cui aderivamo.Oltre mille persone si unirono fisicamente per opporsi ad uno sbancamento di 12 ettari di Bosco, utile al passaggio dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Fu un'azione corale che fece modificare, anche se non interamente, quel progetto. 

Ancora vorremmo ricordare l'agire, silenzioso ma costante di persone, realtà associative e gruppi locali che da anni condividono un lavoro fatto di iniziative e momenti pubblici per rafforzare il riconoscimento e la restituzione di significato al Bosco delle Querce, non solo simbolico scrigno di Memoria, ma tesoro da custodire per le generazioni future. Non da ultimo tutti i cittadini fruitori del Bosco, che con la loro stessa presenza e percorrenza lo mantengono luogo vivo e vitale. 
Se oggi il nostro Bosco ha potuto ottenere questo riconoscimento lo dobbiamo principalmente a tutti questi soggetti. Questo marchio europeo non deve però essere nè un vanto nè un punto di arrivo, ma un'opportunità simbolica e culturale per continuare a tessere quel legame inscindibile tra partecipazione civica, rispetto e amore per la propria terra affinché la Memoria si trasformi in una forza generatrice. 

Non una semplice "coccarda" autocelebrativa e autoreferenziale, una "foglia di fico" per nascondere le contraddizioni e i limiti tutt'oggi evidenti nelle scelte di pianificazione territoriale ad ogni livello, ma una spinta verso visioni e progettualità sostenibili, che sappiano realmente ed efficacemente conservare il nostro territorio e il suo patrimonio naturale. 


Guardiamo con grande speranza alle opportunità di ampliamento del Bosco, obiettivo per cui ci siamo spesi fin dall'inizio nella nostra azione politica locale e consiliare, in contrasto alla devastazione dell'autostrada Pedemontana che rappresenta l'ennesima lacerazione del nostro territorio e del Bosco in particolare. Un Bosco che perderà comunque 2 ettari e 3200 alberi nel suo attuale perimetro e vedrà purtroppo limitata anche l'espansione poiché una vasca di laminazione e la viabilità complementare all'autostrada sottrarranno superficie alla sua estensione. 

L' inclusione nel Bosco delle aree sevesine a est - via Dei Vignee/via della Roggia - e di quelle a ovest - via Masciadri e Redipuglia - rappresentano indubbiamente passi concreti per il potenziamento del nostro ecosistema, che rimane tuttavia debole, fortemente frammentato e non ancora parte di una rete sovralocale organica e ben definita di Parchi. 
É necessario allargare lo sguardo verso la realizzazione del Parco Fluviale e Territoriale della Valle del Seveso. 
In una provincia ad alto livello di inquinamento e cementificazione e con il più alto consumo di suolo d'Europa quale è la nostra, occorre adottare un approccio sistemico in grado di tutelare e creare corridoi ecologici territoriali e fluviali, intervenire con opere sostenibili e ambientalmente compatibili per mitigare i cambiamenti climatici. 

Su questi temi cruciali, manteniamo una posizione aperta e collaborativa nei confronti degli attori istituzionali e dei portatori di interesse locali. 
Auspichiamo che l'attribuzione del Marchio del Patrimonio Europeo al Bosco delle Querce sia d'utilità per politiche efficaci di tutela del territorio e degli ecosistemi e per preservare Memoria e Significato di un bene comune. 

Seveso/Meda 26 Febbraio 2026

LEGAMBIENTE CIRCOLO "LAURA CONTI" SEVESO 
SEVESO FUTURA 
SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI MEDA 

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