domenica 11 agosto 2024
Legambiente Seregno: Unire l’Italia sotto il segno della tutela dell'ambiente. No al Ponte, No alla Pedemontana!
Il circolo Legambiente Seregno, ieri 10 agosto 2024, si è unito idealmente alla manifestazione "No Ponte" tenutasi a Messina, grazie alla partecipazione di Miranda, storica socia dell'associazione.
"Portiamo il sostegno di tutti i nostri soci ai compagni e alle compagne siciliane che, come noi, lottano per un futuro più sostenibile e giusto", ha dichiarato Antonello Dell'Orto, storico ambientalista di Seregno. Ha poi ricordato come l'attuale presidente del Circolo, Fatima, fosse già 18 anni fa in prima linea contro questo progetto: "È incredibile che, dopo tanto tempo, siamo ancora qui a ribadire l'assurdità di un'opera tanto inutile quanto dannosa. Diciamo NO al Ponte sullo Stretto e NO alla Pedemontana! È tempo di unire l’Italia sotto il segno della tutela dell'ambiente, non della sua distruzione. Solo insieme possiamo fare la differenza! Uniti contro i progetti che devastano il nostro Paese, costruiamo un futuro sostenibile per tutti."
sabato 10 agosto 2024
Esperienze virtuose per la Brianza / 1: contrastare le isole di calore nelle nostre città
Purtroppo, non sempre le proposte delle associazioni ambientaliste trovano ascolto presso i nostri amministratori. È per questo motivo che riteniamo ancora più importante continuare a condividere notizie ed esempi concreti: la conoscenza e la consapevolezza possono diventare potenti strumenti di cambiamento. Crediamo che attraverso il confronto con esperienze di successo, anche i nostri cittadini e decisori locali possano essere ispirati a intraprendere azioni più coraggiose e lungimiranti per il benessere dell’ambiente e della comunità.
Con questo spirito, apriamo una serie di post dedicati alle buone pratiche in città, a partire da come contrastare le isole di calore, una sfida sempre più attuale nelle nostre aree urbane.
Contrastare le isole di calore in città
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| Immagine tratta dalla Webzine «die umwelt» 2/2024 |
Con l’intensificarsi delle ondate di calore estive, è diventato fondamentale per le città adottare strategie efficaci per contrastare le isole di calore urbane, aree in cui le temperature superano significativamente i valori medi circostanti. Un esempio virtuoso di come affrontare questa sfida ci arriva dalla Svizzera, in particolare dalla città di Berna, che sta implementando soluzioni naturali e innovative per mitigare l’impatto del caldo estremo.
La città di Berna ha sviluppato una strategia ambiziosa per il verde urbano, con l’obiettivo di preservare e ampliare il patrimonio arboreo entro il 2030. Attualmente, la città conta circa 23.000 alberi disseminati lungo le strade, nelle piazze e nei parchi. Questi alberi non solo abbelliscono la città, ma svolgono un ruolo cruciale nel combattere le isole di calore. Per proteggere questo patrimonio, Berna ha introdotto misure severe: tutti gli alberi che superano una determinata dimensione sono protetti e possono essere abbattuti solo in casi eccezionali.
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| Immagine tratta dalla Webzine «die umwelt» 2/2024 |
Secondo Sabine Mannes, co-direttrice del gruppo di esperti per gli adattamenti climatici della città di Berna, "gli alberi sono il mezzo più efficace per adattarsi a periodi più frequenti di canicola e siccità". Tuttavia, affinché gli alberi possano svolgere appieno la loro funzione, è essenziale garantire loro le migliori condizioni di crescita. Questo include la disponibilità di spazio sufficiente per lo sviluppo delle radici e un adeguato approvvigionamento idrico. L’ampliamento dell’area ombreggiata dalle chiome degli alberi è un altro obiettivo chiave, in quanto l’ombra rappresenta un importante fattore di raffrescamento nelle aree urbane.
Oltre alla protezione e alla gestione del verde esistente, Berna sta esplorando nuove tecnologie per migliorare le condizioni di crescita degli alberi in aree densamente popolate. Un progetto pilota, realizzato in collaborazione con la Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo, sta studiando l’utilizzo di substrati edilizi composti da ghiaia e componenti organici. Questi substrati sono progettati per facilitare l’accesso delle radici degli alberi all’acqua e ai nutrienti, migliorando così la loro crescita anche in ambienti urbani complessi. Secondo Corina Gwerder, co-direttrice del progetto, "in futuro, il substrato potrebbe essere utilizzato sotto marciapiedi, piste ciclabili e vie di comunicazione poco trafficate", offrendo una soluzione innovativa e sostenibile per le città.
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| La copertina della Webzine «die umwelt» 2/2024 |
L’esempio di Berna offre spunti preziosi per tutte le città che desiderano prepararsi a un futuro caratterizzato da temperature estive sempre più elevate. La combinazione di protezione del verde urbano, innovazione tecnologica e pianificazione a lungo termine rappresenta una strategia efficace per contrastare le isole di calore e migliorare la qualità della vita nelle aree urbane. Un modello che potrebbe essere adottato anche nella nostra Brianza, dove il patrimonio verde potrebbe diventare il nostro alleato principale nella lotta contro i cambiamenti climatici.
Notizie tratte da: Daniel Saraga, Schweizer Städte naturnäher bauen, in «die umwelt» 2/2024
Mobilità a Milano: l'ennesima conferma che occorre il coraggio di cambiare

Fonte immagine: Report Apat, giugno 2024
di Enrico Fedrighini
E' stato da poco pubblicato l’ultimo report Amat sul traffico e la mobilità a Milano (cliccare qui).
Il report di giugno 2024 segnala l'incremento del traffico a Milano e, soprattutto, conferma in modo inesorabile e costante, come avviene da mesi, l'aumento dell'Indice di Congestione, vero valore rivelatore della densità di auto sulle strade urbane.
Cambiare un sistema di mobilità e di spazio pubblico urbano modellato in funzione dell'automobile significa potenziare e migliorare il trasporto pubblico, la sicurezza stradale, l'ambiente e l'aria che respiriamo.
Milano ha tutti gli strumenti per raggiungere questi obiettivi. Serve il coraggio politico per assumere scelte certamente non facili e politicamente "rischiose", ma necessarie per il bene di tutti. Ovvero: disincentivare l’uso dell’auto potenziando e rendendo sempre più conveniente l’uso della rete di trasporto pubblico.
Aumentare il biglietto ATM tagliando le corse di superficie non credo vada in questa direzione.
E non serve nemmeno tentare di occultare i dati di Amat sul traffico a Milano (ci avevano provato, ma grazie a Gherardo Colombo, presidente del Comitato Legalità e Trasparenza del Comune, ho ottenuto la ripresa della loro pubblicazione): serve il coraggio di agire. A partire dalle aree maggiormente colpite da traffico e inquinamento: che secondo alcuni riguardano la zona Montenapoleone/Quadrilatero della Moda, mentre secondo altri - io fra questi - riguardano il restante 99% della città.
mercoledì 7 agosto 2024
Case inutilizzate e speculazione immobiliare in Brianza: un’analisi critica
Prendiamo spunto dalla recente pubblicazione su Vorrei.org di un articolo di Giorgio Majoli, storico ambientalista di Legambiente Monza, sull'eccesso di case vuote in Brianza, per approfondire l'argomento e fornire indicazioni per contrastare il consumo di suolo. Secondo Majoli, l’idea che a Monza e in Brianza ci sia una carenza di abitazioni è spesso evocata da diverse agenzie immobiliari, che collegano tale presunta scarsità all’aumento dei prezzi degli immobili. Tuttavia, i dati ufficiali offerti dall’Istat raccontano una storia diversa, smontando il mito della mancanza di case nella zona e mettendo in luce una realtà più complessa e problematica.
Il Censimento 2021 delle abitazioni, condotto dall'Istat, rivela che in Brianza ci sono 435.794 abitazioni, delle quali ben 59.975 risultano non occupate, pari al 13,8% del totale. A Monza, su un totale di 62.809 abitazioni, 7.341 sono vuote, il che corrisponde all’11,7%. Questi numeri dimostrano chiaramente che non solo c'è un ampio stock di case disponibili, ma che il fenomeno delle abitazioni non occupate è in crescita costante.
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| L'innarestabile consumo di suolo a Monza |
Negli ultimi 30 anni, a Monza, la percentuale di abitazioni di proprietà è cresciuta fino a raggiungere il 75% nel 2021, mentre le case in affitto sono diminuite. In Brianza, la quota di abitazioni di proprietà è ancora più alta, attestandosi all’81%. Questo dato indica una forte tendenza verso la proprietà immobiliare, che ha contratto ulteriormente il mercato degli affitti, rendendo meno disponibile questa forma di accesso alla casa per chi non può permettersi l'acquisto.
Se si considerano i Piani attuativi e i Permessi di costruire rilasciati a Monza negli ultimi 15 anni, emerge che la città potrebbe ospitare altre 10.000 famiglie senza la necessità di costruire nuove abitazioni. Questo dato comprende sia il patrimonio sfitto sia quello in costruzione o appena terminato. Nonostante ciò, le nuove costruzioni continuano a proliferare, portando con sé un inevitabile impatto ambientale e urbanistico.
Questa situazione si riflette anche nelle politiche provinciali. La recente variante al Piano Territoriale Provinciale (PTCP di MB), approvata nel 2022, conferma che nei Piani di Governo del Territorio (PGT) dei comuni brianzoli c’è un’offerta di abitazioni superiore al reale fabbisogno.
I dati dell'Istat e le osservazioni riportate pongono in luce una chiara speculazione edilizia e immobiliare, che privilegia il profitto di pochi a scapito del bene comune. Le case vuote rappresentano un’opportunità mancata non solo per chi cerca un’abitazione, ma anche per la comunità nel suo insieme, che vede aumentare i costi della vita senza un corrispondente miglioramento delle condizioni abitative.
L’attuale situazione solleva inoltre importanti domande sulla gestione del territorio e sulle politiche abitative messe in atto dagli amministratori locali. Questi dati sono noti, ma ci si chiede se siano mai stati realmente presi in considerazione nelle decisioni urbanistiche.
Analisi dei dati per aree geografiche
Area del Seveso
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| Le percentuali sotto il nome del comune indicano le abitazioni non occupate |
- Comuni: Barlassina, Bovisio-Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Desio, Lazzate, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Misinto, Seregno, Seveso, Varedo
- Totale abitazioni: 144.192
- Abitazioni non occupate: 20.959 (14,54%)
Meda con il 17,25% e Seregno con il 16,93% si distinguono con una delle più alte percentuali di abitazioni non occupate della Provincia.
Area della Valle del Lambro
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| Le percentuali sotto il nome del comune indicano le abitazioni non occupate |
- Comuni: Albiate, Arcore, Besana in Brianza, Biassono, Briosco, Camparada, Carate Brianza, Correzzana, Giussano, Lesmo, Lissone, Macherio, Renate, Sovico, Triuggio, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza, Villasanta
- Totale abitazioni: 113.791
- Abitazioni non occupate: 17.141 (15,06%)
In questa area, alcuni comuni come Veduggio (22,62%) e Renate (22,54%) mostrano tassi elevati di abitazioni vuote, ben sopra la media dell'area.
Area del Villoresi
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| Le percentuali sotto il nome del comune indicano le abitazioni non occupate |
- Comuni: Brugherio, Concorezzo, Monza, Muggiò, Nova Milanese
- Totale abitazioni: 108.660
- Abitazioni non occupate: 12.043 (11,08%)
Monza, il capoluogo, ha un tasso di abitazioni vuote dell'11,69%, il che rappresenta un numero considerevole di case non utilizzate, dato l'alto numero di abitazioni totali.
Area della Molgora
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| Le percentuali sotto il nome del comune indicano le abitazioni non occupate |
- Comuni: Agrate Brianza, Aicurzio, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Mezzago, Ornago, Ronco Briantino, Sulbiate, Usmate Velate, Vimercate
- Totale abitazioni: 58.153
- Abitazioni non occupate: 8.201 (14,10%)
Aicurzio (20,16%) e Sulbiate (17,27%) evidenziano percentuali elevate di abitazioni non occupate, contribuendo alla media dell'area.
Area dell'Adda
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| Le percentuali sotto il nome del comune indicano le abitazioni non occupate |
- Comuni: Busnago, Cornate d'Adda, Roncello
- Totale abitazioni: 10.998
- Abitazioni non occupate: 1.631 (14,83%)
L'area dei comuni dell'Adda presenta una percentuale significativa di abitazioni non occupate, con Cornate d'Adda che ha quasi il 20% delle abitazioni vuote, la più alta dell'area.
Conclusione
Dall'analisi dei dati emerge chiaramente che in tutta la provincia di Monza e Brianza c'è una presenza significativa di abitazioni non occupate, con una media complessiva del 13,76%. Questo è un valore che, pur essendo inferiore alla media nazionale del 27,17%, è comunque preoccupante. Le aree della Valle del Lambro e del Seveso mostrano una media di abitazioni non occupate superiore a quella della provincia, il che potrebbe indicare una maggiore difficoltà nel collocare abitazioni sul mercato, sia in vendita che in affitto.
Questi dati confermano e ampliano le considerazioni fatte nell'articolo originale di Giorgio Majoli. Nonostante la percezione di una carenza abitativa, i numeri mostrano chiaramente che il problema non è la mancanza di case, ma piuttosto una gestione inefficace del patrimonio esistente, che rimane spesso inutilizzato. Ciò sottolinea l'importanza di riconsiderare le politiche abitative e urbanistiche nella provincia, puntando più sulla riqualificazione e sull'ottimizzazione delle risorse esistenti piuttosto che sulla continua espansione edilizia.
Crediti: le piante sono state tratte dal sito della Provincia di Monza e Brianza. I dati sono stati inseriti da noi.
Rassegna stampa
L'ora del mate: poesie e dolci tipici dei due mondi in val Menaggio
Proseguono le attività dell'associazione Sentiero dei Sogni nell'ambito dell'Anno del radici italiane proclamato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del progetto Dalle Alpi alle Ande. Vi invitiamo a partecipare ai "Laboratori delle radici" collegati alla mostra "Dalle Alpi alle Ande - Immagini e documenti della grande emigrazione" in corso a Bene Lario e a Grandola ed Uniti.
Domenica 11 agosto 2024, ore 16, visita guidata alla mostra a cura di Pietro Berra, giornalista e poeta. Segue un incontro di poesia in lingua italiana e spagnola dedicato agli autori che hanno avvicinato l'Italia e il Sud America (Gabriela Mistral, Pablo Neruda, Alfonsina Storni, Mario Benedetti, Oscar Hahn, Claudio Bertoni e Alejandro Zambra), con la partecipazione della poetessa cilena Mirna Ortiz Lopez e dello stesso Pietro Berra, che leggeranno anche alcuni testi propri legati al Lago di Como e al Cile. Alla fine saranno offerti mate e dolci tipici dei "due mondi" (alfajores e crostata). Ritrovo al Municipio di Bene Lario in via Superiore 25, parcheggio consigliato attorno ai giardini pubblici di Bene Lario in via per Cardano 2. Dopo due momenti di approfondimento e lettura nella sala consiliare e nel cimitero di Bene Lario, ci si sposterà con le auto alla Fornace Galli di Grandola ed Uniti in via Molini snc, lungo le sponde del torrente Sanagra, dove proseguiranno le letture e si farà la "merenda dei due mondi". Ivano Domenichini, socio volontario di Sentiero dei Sogni e poeta, coinvolgerà i partecipanti nella creazione di una poesia collettiva.
Domenica 25 agosto ore 16, finissage della mostra. Visita guidata e testimonianze dei discendenti degli emigranti. Alla fine saranno offerti mate e dolci tipici dei "due mondi" (alfajores e crostata). Ritrovo presso la Fornace Galli di Grandola ed Uniti, via Molini snc.
Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria al link http://oradelmate.eventbrite.it
Mostra Dalle Alpi alle Ande
Immagini e documenti della Grande Emigrazione
Da sabato 27 luglio al 25 agosto
Comune di Bene Lario (CO), via Superiore 25; Fornace Galli di Grandola ed Uniti, in via ai Mulini snc.
Ingreso Libero
- orario di apertura dalle 15 alle 18
- Posibilità di prenotare visite in altri orari chiamando il numero 347 7523315
- Giorni 11 e 25 agosto ore 16
- Comune di Bene Lario (CO), via Superiore 25; Fornace Galli di Grandola ed Uniti, in via Molini snc. Visita guidata alle mostre, laboratorio/reading di poeti dell'emigrazione con Pietro Berra e Mirna Ortiz, merenda con mate e dolci tipici del Comasco e del Sud America
martedì 6 agosto 2024
Note al tramonto: musica e riflessioni sul Monte San Primo
Domenica 4 agosto 2024, alle ore 18.00, la Bocchetta di Terrabiotta sul Monte San Primo ha fatto da cornice a un evento unico e suggestivo: un momento di riflessione sulle note di Mozart, eseguite dal gruppo Quartetto Sbagliato, che ha risuonato tra le montagne lariane, regalando ai presenti un'esperienza emozionante e coinvolgente.
Organizzato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", l'evento ha attirato oltre cento persone, tutte salite appositamente per partecipare a questo appuntamento particolare, che ha combinato arte, natura e consapevolezza ambientale. La scelta di un concerto al tramonto in un contesto montano non è stata casuale: l'intento era quello di mostrare un modo diverso di vivere e apprezzare la montagna, lontano dalle logiche dello sfruttamento intensivo e dell'innevamento artificiale.
Durante l'evento, è stato affrontato il tema del progetto Oltre Lario, portato avanti dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi impianti sciistici e l'uso di innevamento artificiale sulle pendici del Monte San Primo, una proposta che ha sollevato numerose preoccupazioni tra gli ambientalisti e la comunità locale.
Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" si è espresso con fermezza contro questo tipo di interventi, sottolineando l'importanza di adottare soluzioni che siano realmente sostenibili e rispettose dell'ambiente, specialmente in un periodo di cambiamenti climatici che colpisce in modo particolare le aree montane a basse quote. Il Coordinamento propone di valorizzare la montagna attraverso pratiche che rispettino l'ecosistema e che permettano di godere delle sue bellezze senza alterarne l'equilibrio naturale.
L'evento "Note al Tramonto" è stato un chiaro esempio di come la montagna possa essere vissuta e valorizzata in maniera diversa. L'armonia delle note di Mozart, immersa nella quiete e nella bellezza del paesaggio naturale, ha offerto una visione alternativa rispetto a quella promossa da alcuni amministratori locali, suggerendo che il futuro del Monte San Primo potrebbe essere orientato verso un turismo più consapevole e rispettoso dell'ambiente.
Questo incontro musicale, carico di significato, ha dato voce a chi crede che il futuro delle nostre montagne non debba essere sacrificato in nome di uno sviluppo che non tiene conto delle reali esigenze del territorio. Le note del Quartetto Sbagliato hanno risuonato come un richiamo alla riflessione e all'azione, ispirando i presenti a immaginare un Monte San Primo protetto, vivo e sostenibile per le generazioni future.
A Scuola nel Parco: attività di educazione ambientale per le scuole del Parco GruBrìa
Il Parco GruBrìa, in collaborazione con il Consorzio Comunità Brianza, rinnova l'offerta delle sue attività gratuite di educazione ambientale rivolte alle scuole primarie e secondarie di primo grado dei comuni consorziati. L'iniziativa, che ha riscosso un grande successo negli anni passati, sarà disponibile per gli anni scolastici 2024-25, 2025-26 e 2026-27, con un aumento del monte ore complessivo, in risposta alle numerose richieste ricevute.
Alla base delle attività proposte dal Parco GruBrìa vi è un principio fondamentale: si impara davvero solo ciò che si sperimenta. Questo concetto, che riflette uno dei punti cardine delle indicazioni ministeriali per l'educazione, è alla base dell’approccio adottato nelle attività di educazione ambientale offerte dal parco.
L'obiettivo è rendere gli studenti protagonisti attivi nel processo di apprendimento, attraverso esperienze guidate in cui l’educatore assume il ruolo di mediatore, facilitando la comprensione dei complessi meccanismi naturali e antropici. Questo metodo permette di trasformare l’apprendimento in un’esperienza viva e coinvolgente, dove la teoria si intreccia strettamente con la pratica.
Il percorso educativo proposto varia a seconda dell’età dei partecipanti e del tema scelto. Per i più piccoli, l'attenzione è rivolta all'esperienza sensoriale e pratica, permettendo loro di entrare in contatto diretto con la natura attraverso attività semplici ma significative. Gli studenti più grandi, invece, avranno l'opportunità di utilizzare strumenti e attrezzature avanzate, partecipando a monitoraggi ambientali e mappature storico-naturalistiche.
Indipendentemente dall’età, ogni attività inizia con l’osservazione della cartina geografica, strumento essenziale per collocare i partecipanti nel contesto territoriale del parco. L’esplorazione, pilastro del metodo educativo del Parco GruBrìa, è l’attività centrale che permette di raccogliere informazioni sul campo, da rielaborare poi in mappe, rappresentazioni tematiche o altri materiali condivisi con il corpo docente.
Informazioni e iscrizioni
Le scuole interessate a partecipare possono trovare ulteriori dettagli nelle schede tecniche delle attività e nel volantino informativo, disponibili ai seguenti link:
Le iscrizioni possono essere effettuate online tramite questa pagina del sito del Consorzio Comunità Brianza.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare gli organizzatori via email all'indirizzo infogrubria@comunitabrianza.it o telefonicamente al numero 327 3330114.
Non perdete l'occasione di portare i vostri studenti a scuola nel parco, per un’esperienza educativa unica e immersiva nel cuore della natura!
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| Evento riservato agli insegnati delle scuole dei Comuni del Parco |











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