domenica 29 settembre 2013

Tra Meda e Mariano, passeggiata alla scoperta delle origini del Parco della Brughiera

Domenica 6 ottobre 2013 - Ritrovo ore 8.30
Meda (MB) presso il parcheggio della Cascina Colombera in via del Ry, 3
A cura dell'Associazione Pro Loco "Pro Meda" e del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Percorso su sentieri segnalati e strade per circa 8 km (durata 4 ore).
Escursione nella Brughiera tra aree umide immersi nella storia del parco partendo dalla cascina Colombera e passando dalla cascina Malisca, dalle Fornaci Ceppi , dalla cascina Bellotti, dal lagetto della Mordina e poi dalla Zoca di Pirutit.
Il rientro alla cascina Colombera sarà intorno alle ore 12,30.
Scarpe idonee per escursionismo.

I Sindaci della tratta B2 a Pedemontana: " Nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata"


Comunicato stampa congiunto dei comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Meda e Seveso 

Pedemontana, nulla di fatto. Ci sono ancora incertezze sulla realizzazione della tratta B2 dell'autostrada dopo che anche la gara per la vendita di azioni Serravalle da parte della Provincia, finalizzata ad ottenere finanziamenti per l'opera Pedemontana, è andata deserta. I Comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate Sul Seveso, Meda e Seveso pretendono risposte scritte da Regione Lombardia, APL e CAL non essendo più disposti a tollerare questa irresponsabile presa in giro.

Inoltre i Comuni considerano inaccettabili i risultati dello studio sul traffico ordinato da APL alla società Righetti e Monte. Esso era finalizzato a valutare la situazione sulle nostre strade se fossero rese operative solo le tratte A e B1 fino all'ingresso della Milano-Meda e non venisse realizzata la B2.

Il 9 settembre scorso il Sindaco Giacinto Mariani di Seregno, rappresentante dei Sindaci sia in sede di Segreteria Tecnica, che di Collegio di Vigilanza, ha convocato i Sindaci dei Comuni della Provincia di Monza e Brianza interessati dal passaggio dell'autostrada per conoscere le loro istanze. A conclusione dell'incontro il rappresentante è stato sollecitato a richiedere a Regione Lombardia, Cal, Apl:
a) lo stato finanziario dell'opera;
b) le previsioni di realizzo delle singole tratte;
c) lo status di approvazione del progetto esecutivo della B2.

I Comuni hanno di nuovo ribadito di non essere disposti a procedere oltre, in mancanza di risposte. Durante l'incontro convocato dalla Regione l'11 settembre presenti la Provincia di Monza e Brianza e i Sindaci della tratta B2 e di Bovisio Masciago, si è appreso che per il progetto esecutivo della tratta B1 è prevista la completa validazione entro ottobre prossimo. Mentre quello della tratta B2 verrà validato a dicembre. Tale progetto conterrà anche le conclusioni richieste dalla prescrizione CIPE per quanto riguarda la diossina. Il tracciato dell'opera del progetto esecutivo non potrà infatti essere diverso da quello del progetto definitivo e pertanto nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata.

A questo riguardo lo scorso 10 settembre il consiglio regionale ha approvato con voto unanime una mozione che di fatto ha reso proprie le istanze espresse dai sindaci in questi mesi attraverso diverse lettere e cioè che le ulteriori analisi richieste vengano effettuate in contradditorio con Arpa prima della validazione del progetto esecutivo e che le Amministrazioni comunali siano informate preventivamente rispetto ad ogni tipo di intervento sul territorio. Il vero cambio di passo richiesto dai comuni è che su un tema tanto delicato come quello della salute pubblica i sindaci siano concretamente coinvolti.

Le preoccupazioni dei Sindaci sono state espresse anche nel Collegio di Vigilanza del 16 settembre in Regione Lombardia, presenti anche APL, CAL e l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Del Tenno. Le due società hanno ribadito l'intenzione, nonostante le difficoltà di finanziamento dell'opera, di completare tutto il progetto dell'autostrada. Per tutte le altre questioni irrisolte invece, argomento di diverse lettere inviate dai Sindaci che non hanno mai avuto risposta, l'Assessore Del Tenno ha promesso un nuovo incontro.

Insomma riunioni su riunioni, un nulla di fatto promesse solo verbali che mettono a rischio la salute dei cittadini e l'area più produttiva della Lombardia che rischia la paralisi. Tutto questo alla vigilia di Expo. E' bene che la politica si muova prima per non piangere dopo la perdita di fette importanti di made in Italy manifatturiero.

sabato 28 settembre 2013

Il ciliegio selvatico di Besana Brianza è l'albero monumentale che rappresenta la Lombardia nel Giardino dei Patriarchi dell'unità d'Italia

La maestosa fioritura del ciliegio selvatico di Besana in Brianza

La mattina del venerdì 27 settembre 2013, presso la Villa dei Quintili, in via Appia Nuova n. 1092 a Roma,  si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia.
Si tratta di un giardino davvero speciale, dove sono stati messi a dimora i “gemelli” degli alberi monumentali più significativi di tutte le regioni d’Italia. Venti Patriarchi, uno per regione o provincia autonoma.
Per la Lombardia il Patriarca prescelto è ciliegio di Besana in Brianza, forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia.



Ecco i venti Patriarchi che, regione dopo regione, rappresentano il nostro Paese, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con essenze secolari o addirittura millenarie. Un omaggio quindi all’Unità d’Italia in uno dei luoghi più belli e significativi della sua Capitale.
  • Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
  • Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
  • Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
  • Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
  • Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
  • Friuli V.G.: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
  • Veneto: olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
  • Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele)
  • Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
  • Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
  • Umbria: noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
  • Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
  • Molise: olivo di Veanfro (millenario, coltivato già in epoca romana)
  • Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
  • Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
  • Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
  • Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
  • Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
  • Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa)
  • Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)
Info:
Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia Via Fossato Vecchio, 33 - 47121 Forlì; info@patriarchinatura.it.


Il servizio pubblicato su Repubblica (leggi qui l'articolo)

giovedì 26 settembre 2013

29/9/2013: Fattorie aperte in Brianza


Vendemmia e pigiatura dell’uva tradizionale a piedi nudi, caccia al tesoro con il GPS ‘geocaching’ , laboratori di panificazione, creazione di piccoli oggetti artistici,  passeggiate in calesse, corsi di pittura o di  mungitura e kit didattici per tutti i partecipanti… Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le tantissime e  decisamente  speciali  attività che le fattorie didattiche della rete WWF hanno preparato per domenica 29 settembre all’interno dell’evento nazionale “Fattorie didattiche aperte” , quando 100 aziende agricole apriranno le porte a famiglie, bambini, adulti, ragazzi,  per mostrare la propria passione, il proprio impegno a sostegno della natura e dell'ambiente rurale. In molti casi la biodiversità sarà portata anche a tavola: un pranzo con i prodotti tipici assortiti nei menu caratteristici delle varie fattorie, per un assaggio di autunno a base di leccornie a chilometro zero.

Ai partecipanti  verrà distribuito, tra l’altro,  un kit didattico, composto  da due quaderni (uno per ragazzini e l’altro per un pubblico adulto) per scoprire che cosa è un’azienda agricola e le molteplici iniziative  che può offrire. 
In Italia sono attive oltre 1.900 Fattorie Didattiche (una forma di  diversificazione dell’impresa rurale) e, tra queste molte Fattorie del Panda, ovvero gli agriturismi nelle aree protette, la rete promossa in Italia da WWF, ANAGRITUR (che riunisce Terranostra, Agriturist e Turismo Verde, le tre principali associazioni agrituristiche nazionali) e dalla Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi).

Questa iniziativa, si inserisce nell’ambito del progetto “AGRI@TOUR: LA PAC VERSO IL 2020 -  L’AGRICOLTURA IN MOVIMENTO”, promosso da Arezzo Fiere e Agriturist, Terranostra, Turismo Verde e WWF e sostenuto dalla Unione Europea (www.agrietour.eu ).

Gli obiettivi del progetto sono informare, spiegare e discutere i nuovi scenari e le varie opportunità della PAC 2014 – 2020, in relazione alla diversificazione delle attività delle aziende agricole (l’agriturismo, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche, la filiera corta) e  alle quattro sfide ambientali (cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, produzione di energie rinnovabili, gestione sostenibile dell’acqua), presentando possibili modelli e buone pratiche di gestione di aziende agricole multifunzionali.

Di seguito l'elenco delle aziende agricole della Provincia di Monza e Brianza che hanno aderito all'iniziativa

Azienda agricola BESANA S.S. di Marialuisa Tollini
Via Cardinale Federico Borromeo, 29 - 20842 BESANA IN BRIANZA (MB)
Tel. e Fax 0362.967210 - Cell. 338.2619691 - cef@hotmail.it - www.centroequestrefonigo.it
Azienda ad indirizzo orticolo con allevamento di cavalli e pony.
Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: visita alla scuderia con conoscenza dei pony e dei cavalli: dare da mangiare, a ccudire e spazzolare. Laboratorio facciamo il fieno e costruiamo uno spaventapasseri.


Azienda agricola agrituristica BRUSIGNONE di Gabriella Pennati e Federica Rigamonti
Strada vicinale per cascina Brusignone - 20842 BESANA IN BRIANZA (MB)
Cell. 335.5975100 - Fax 0362.996162 - info@agricolabrusignone.com - www.agricolabrusignone.it
L’azienda coltiva cereali e ortaggi che in parte vengono destinati al nutrimento degli animali ed in parte alla ristorazione. Si coltivano anche frutti di bosco, utilizzati sia per l’agriturismo sia per la trasformazione. Si allevano bovini da latte e si producono formaggi, confetture, conserve per la vendita diretta e per la ristorazione.

Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: visita guidata alla fattoria; ore 10.30 laboratorio dalla farina ai biscotti; ore 15.30 laboratorio dalla frutta alla marmellata.

Centro cinofilo BAU HOUSE di Paolo Battista Petrucci
Via Mera, 13 - 20900 MONZA (MB)
Tel. 039.730097 - Cell. 333.5629160 - info@bauhouse.net - www.bauhouse.net
Il Centro Cinofilo Bau-House sito a Monza è il luogo di connessione tra la città e la campagna; Allevamenti di cani Pastore Tedesco, Beagle, Jack Russel, Terrier. Educazione cinofila e percorsi apistici a scopo didattico. Produzione di miele.
Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: laboratorio ludico-didattico e laboratorio Miele.


Tutti i programmi su: www.agrietour.eu

mercoledì 25 settembre 2013

Da Barlassina a Cesano Maderno: passeggiata alla scoperta delle Oasi, lungo il corridoio del Biulè


Domenica 22 settembre 2013 ha avuto luogo, organizzata dal Comitato per il parco regionale della Brughiera, una passeggiata lungo i sentieri delle Oasi e i boschi di Barlassina, Seveso e Cesano Maderno.


Di seguito troverete il resoconto fotografico dell'escursione. 
La cartina ed i testi sono stati tratti dalla Mappa dei sentieri "Corridoio del Biulè" realizata da Legambiente, Lipu e Parco Groane.


La partenza dal Parco ex-tiro a segno di Barlassina

Attraverso il parco ex-tiro a segno

IL FOSSO DEL RONCHETTO


Nonostante le dimensioni ridotte, solo 8 ettari, il Fosso del Ronchetto ospita ambienti molto diversificati. Il bosco e dominato dalla robinia, specie introdotta in Europa nel XVII secolo e piantata ovunque, ma si riconoscono pregevoli esemplari di specie arboree autoctone come castagni, querce, ciliegi, olmi e carpini. L'ombroso e umido sottobosco ospita mughetti, anemoni e rari narcisi selvatici. Mentre noccioli, cornioli, biancospini, rose canine e prugnoli creano un corredo arbustivo ricco e colorato in tutte le stagioni. La fauna e abbondante: oltre ai comunissimi merli, fringuelli e passeri, e accertata la presenza di specie interessanti come il picchio rosso, il picchio verde, l’allocco e il rampichino.


Nel canalone, una valletta a Y che da il nome al Fosso del Ronchetto, si rifugiano due specie di rane rosse, la rana di Lataste (Rana latastei) e la rana agile (Rana dalmatina), e la raganella (Hyla arborea), anfibio di un intenso colore verde che ama vivere su alberi e arbusti. Tutte queste specie si riproducono in uno stagnetto vicino al bosco, in un prato naturale. Seppur dl dimensioni ridotte, il piccolo specchio d’acqua offre uno spazio tranquillo e isolato, ideale anche per il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e per il più raro tritone crestato (Triturus cristatus).



Da ricordare la presenza di predatori: la biscia d’acqua (Natrix natrix) e il biacco (Col uber viridiflavus), entrambi innocui per l’uomo, sebbene il biacco, più irascibile della biscia d’acqua, se disturbato morde. Da non dimenticare tra i mammiferi, lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), tipico abitante dei nostri boschi, il riccio (Erinaceus europaeus), piccolo animaletto insettivoro, il ghiro (Glis glis), grazioso roditore grigio che vive sugli alberi e il moscardino (Muscardinus avellanarium), che sembra un piccolo ghiro arancione, e forma nidi a palla tra i bassi cespugli, dove si ciba dei frutti del bosco.


LA VILLA PETITOSA E IL PARCO DHO


Realizzata nel primi anni del 1800, la Petitosa o Maiocca, può essere considerata la prima vera e propria Villa di Seveso. La villa, sviluppata su due piani, ricorda un fortilizio, con merli di tipo ghibellino a coda di rondine, che richiamano il gusto neogotico tipico del primo ‘800.


La facciata principale della Petitosa, sulla quale si aprono tre finestre rivolte verso il parco, è invece chiaramente neoclassica: il colore dominante è il tipico “giallo lombardo”. Le prime notizie certe sulla Villa risalgono al 1870, anno in cui venne acquistata dal generale Luca Dho (1812-1876), valoroso combattente durante le Guerre di Indipendenza. In seguito, si congedò e acquistò la Petitosa. La scelta di Seveso fu casuale: durante la sua carriera Dho aveva avuto modo di stringere amicizia con numerosi patrioti lombardi, in particolare i Raimondi, che lo invitavano spesso nella villa di Birago, presso Camnago (frazione di Lentate sul Seveso), per escursioni di caccia Altopiano di Seveso. La proprietà venne ereditata dal figlio Gian Battista (che ricoprì la carica di consigliere municipale a Seveso negli anni intorno al 1910 e poco prima della morte negli anni ’30) che comprò dai Borromeo altro terreno, piantò un frutteto e ampiò la Villa sistemando i rustici sul fianco ovest. Attualmente Villa Dho é proprietà del comune di Seveso, donazione del Conte Gianluca Dho, figlio di Gian Battista, sindaco di Seveso per un quindicennio dopo la Liberazione.


L’amministrazione ha dato in comodato il complesso abitativo all'associazione Natur& Onlus, che realizza progetti di accoglienza, educazione e cura di giovani e di anziani. Volontari di Legambiente e degli Alpini si occupano della manutenzione del Parco, che contiene diverse specie arboree di pregio: grandi esemplari di querce, faggi e tassi. Un laghetto artificiale accoglie germani reali, oche, tartarughe palustri e a volte aironi cenerini di passaggio.


IL CORRIDOIO DEL BOSCO DEL BIULE’


Il corridoio del Bosco del Biulé rappresenta una via di comunicazione naturale che permette alla vita di spostarsi e di stare in relazione e dove la comunità umana può "vivere" la natura vicino a casa propria. L’area, di 19 ettari distribuiti su 2000 metri di lunghezza e una larghezza oscillante dai 10 ai 300 metri, può considerarsi un vero e proprio “corridoio” che mette in comunicazione le impartanti aree verdi di Cesano Maderno e Seveso all’interno dei limiti urbani dell’Altopiano delle Groane.

I margini del Parco delle Groane diventano quindi delle porte di accesso alla godibilità pubblica della natura e del territorio. Per questo il Bosco del Biulé e un’opportunità sociale per la comunità e una necessità ambientale per la vita naturale. Il cuore del corridoio ambientale del Bosco del Biulè ha inizio lungo la via Cacciatori delle Alpi a Seveso, nell’ex campo di tiro a segno di via San Marco.


L’area, proprietà comunale di circa 20.000 mq con rinnovazione di robinia, pioppo tremulo e salice, è stata completamente riqualificata dopo anni di abbandono e degrado. Grazie all’attività del Comitato del Bosco del Biulè-Seveso, un gruppo di residenti si occupa della cura e della piccola manutenzione. Da qui trova origine un luogo di aggregazione e partecipazione sociale.


Seguendo il torrente Comasinelle, che scorre fra le case in direzione di Cesano Maderno, si raggiunge il piccolo Bosco del Biulè, proprietà privata confinante con l’ex tiro a segno. Pregevole per la presenza di vecchie farnie e pini silvestri e molte specie autoctone, e uno scampolo di bosco incredibilmente sopravvissuto all’urbanizzazione. Si apre poi un’ampia piana a seminativo, regimata con una vasca volano per le acque di piena del torrente Comasinella, oggi rinaturalizzato per un buon tratto.

Il corridoio del Bosco del Biulè arriva quindi all’Oasi LIPU attraversando lo storico quartiere Biulè.


L'OASI LIPU


L'Oasi LIPU di Cesano Maderno, nata nel 1997 in collaborazione con il Comune ed il Parco delle Groane, si estende su una superficie di circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide. Perla sua particolare localizzazione in un'area molto industrializzata ed urbanizzata, l'Oasi e stata oggetto dl numerosi interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale.


Il più importante tra questi progetti é sicuramente quello che ha portato alla costruzione di un'area umida totalmente ricreata di ben 12 ha: si tratta di una zona lacustre ricca di piante acquatiche, libellule, anfibi quali il Tritone crestato e il Tritone punteggiato, e soprattutto numerosi uccelli. Infatti, delle ben 148 specie di uccelli censite nell'Oasi, la maggior parte la si può osservare in quest'area: anatre e folaghe che qui trascorrono l'inverno, gli ormai rari Tarabuso e Airone rosso, passeriformi quali il Migliarino di palude che vive tra il canneto, oltre a rapaci (come il Falco pescatore e il Lodolaio) e a tantissimi altri. Altri ambienti degni di nota all'interno dell'Oasi sono i boschi di Farnia, Ciliegio, Betulla, Carpino bianco, con sottobosco di Rovo, Sanguinella, Frangola e Biancospino: qui nidificano lo Sparviere, il Falco Pecchiaiolo, il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde, che costituisce il simbolo dell'Oasi.


Spostandosi nelle zone più aperte é possibile osservare l'Averla piccola, il Pigliamosche, il Gheppio e la Poiana a caccia di roditori sui prati, e rapaci notturni quali la Civetta e il Barbagianni. Proprio per il recupero e lo svezzamento dei rapaci notturni é in funzione presso l'Oasi una Stazione di Ambientamento, nella quale i giovani animali si abituano all'ambiente circostante nel quale verranno rilasciati.


La Stazione di Ambientamento, come l'area umida, é visitabile accompagnati da una guida Lipu; il resto dell'Oasi, attrezzata con oltre 4 km di sentieri, bacheche illustrative, punti di osservazione fissi, e il nuovissimo centro di Educazione e Formazione Ambientale, è sempre aperta al pubblico per la libera fruizione.

Il bosco degli gnomi
Nido artificiale di allocco
Pozza temporanea
Ciliegio americano (Prunus serotina), specie invasiva dell'Oasi. Foglie, rami e corteccia contengono acido cianidrico, che viene rilasciato durante il processo di appassimento del fogliame impoverendo così ampi tratti di bosco.
Barriere di contenimento del Gambero rosso della Lousiana. E' attualmente considerato tra le 100 specie aliene invasive in Europa e la Regione Lombardia l'ha  inserita nella lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio. La sua presenza in Oasi è circoscritta all'area umida principale e agli stagni all'interno delle aree boscate limitrofe.
L'area umida princiapale
L'osservatorio
Meraviglioso esemplare di carpino
Per visualizzare il programma cliccare qui.

martedì 24 settembre 2013

Comitato Parco della Brughiera: grande successo alla fiera "L'isola che c'è"


di Tiziano Grassi, Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Ottima "prestazione" quella che il Comitato ha dimostrato anche quest'anno alla fiera "L'isola che c'è" di Villa Guardia tenutasi sabato e domenica scorsi.
18.000 visitatori l'hanno attraversata e alcune centinaia sono passati dal nostro gazebo per conoscerci, per scambiare qualche considerazione con noi sulla questione Parco Regionale, per informarci come stanno andando le cose nei comuni da dove provenivano in merito alla questione ecc. Semplici cittadini, esponenti di partito, consiglieri comunali e tanti amici hanno parlato con chi di noi era presente al gazebo.


E' giusto dare merito e ringraziare chi ha dedicato il suo tempo in entrambi i giorni o in parte di essi a presidiare il nostro stand distribuendo materiale informativo, dialogando con i visitatori, montando e smontando tutto l'allestimento. Un grosso lavoro che ha visto attivi come al solito e che ringraziamo:Erminio (e famiglia), Giovanni, Cesare, Veronica.E poi Cristian, Antonio, Nicola, Flavio, Arturo e altri amici del Comitato che ci hanno fatto visita.

Una fiera che è stata molto impegnativa con anche in contemporanea l'escursione di domenica mattina alle Oasi delle Groane, il laboratorio Aquiloni di sabato pomeriggio gestito da me, Giovanni e Cesare letteralmente assaliti da una folla di bimbi impazienti di fare il proprio (fatti 30 aquiloni - a nostre spese - in 34 minuti cronometrati!!! Se ci fossero stati altri 50 aquiloni avremmo finito anche quelli).

Adotta un seme!



Anche quest’anno la Rete degli Orti Botanici della Lombardia parteciperà ad Orticolario - 4, 5 e 6 ottobre, Villa Erba, Cernobbio (CO) - la fiera del giardinaggio evoluto,  con una novità: verranno proposti laboratori per bambini sia nell’area laboratori (solo domenica) che presso lo stand allestito in Ala Cernobbio (tutti i giorni). Qui si potranno costruire un ristorante per uccellini o un condominio per lombrichi: perchè negli Orti non si parla solo di piante!

Domenica 6 ottobre, alle 10.30, Marta Arosio e Mara Sugni presenteranno, all’interno dello spazio conferenze di Orticolario, la campagna “Adotta un seme”, che sostiene le attività della Rete.

Potrete inoltre adottare un seme di una fra le specie del catalogo “Adotta un seme”, aiutando così la Rete degli Orti a proseguire il lavoro di ricerca, conservazione, divulgazione ed educazione.