lunedì 16 febbraio 2026

Monte San Primo: dalla neve che non c’è più a un nuovo turismo possibile


Riceviamo e pubblichiamo


Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 15.45, presso la Sala Civica di Piazza Martignoni a Camnago Volta, si terrà l’incontro “Quale turismo per il Triangolo Lariano? San Primo e non solo…”.

L’incontro sarà occasione per riflettere sui modelli turistici da adottare in un territorio montano in cui è necessario coniugare il rispetto della natura con la fruibilità dei luoghi e le attività delle comunità locali.

Verrà presentato il libro “Monte San Primo. Una montagna straordinaria. Un progetto da riconsiderare”, alla presenza dell’autrice Nunzia Rondanini.

Il volume nasce a seguito del vivace dibattito, ripreso anche a livello nazionale e perfino internazionale, iniziato nell’autunno del 2022, quando il Comune di Bellagio e la Comunità Montana del Triangolo Lariano annunciarono la disponibilità di circa 5 milioni di euro per “rilanciare il turismo” nel territorio del Monte San Primo. Si tratta di finanziamenti provenienti in parte dalla stessa Comunità Montana, in parte dalla Regione e in parte dal Ministero degli Interni (tre milioni di euro).

Quando si prese visione del primo progetto di fattibilità tecnica ed economica, relativo alla prima tranche del finanziamento, emerse però che il “rilancio turistico” prevedeva, tra i vari interventi, il ripristino di un comprensorio sciistico in un’area dove la neve cade ormai solo per pochi giorni all’anno, oltre a nuovo consumo di suolo legato alla realizzazione di ampi parcheggi.

Si levarono così numerose voci critiche, fino alla formazione di un coordinamento denominato “Salviamo il Monte San Primo”, che annovera oggi ben 39 associazioni e gruppi: alcuni di valenza regionale, come Legambiente, WWF, CAI, Lipu, Federazione Speleologica Lombarda, e altri attivi da anni a livello locale, come il Circolo Ambiente Ilaria Alpi o il Gruppo Naturalistico della Brianza.

Nunzia Rondanini è membro di questo comitato; di professione architetta, è un’attenta e appassionata conoscitrice di questi luoghi fin dall’infanzia, nei quali è tornata a vivere dopo periodi trascorsi all’estero. Nel libro descrive le bellezze naturali di questo scrigno di biodiversità, ripercorre la storia del Monte San Primo e racconta come sia cambiata nel tempo la vita delle persone che lo animano.

L’autrice riassume quindi i contenuti del progetto contestato, mettendone in luce criticità, rischi e incongruenze, per arrivare a elencare le proposte alternative elaborate negli ultimi anni dal coordinamento, attraverso il confronto con le comunità locali e con esperti di diverse discipline.

Nel corso dell’incontro si discuterà dunque della possibilità di sviluppare un turismo sostenibile senza snaturare luoghi che, negli ultimi anni, sono stati interessati da profondi cambiamenti climatici, capaci di modificarne sempre più la fruibilità e di accentuarne la fragilità.

Introdurrà i temi dell’incontro Marzio Marzorati, di Legambiente Lombardia, presidente del Parco Nord Milano e responsabile del Centro di Educazione Ambientale Primalpe di Canzo, da anni impegnato nella diffusione di una cultura ecologica.

Verrà inoltre proiettato il breve cortometraggio “The Last Skiers”, di Veronica Ciceri, che esplora con uno sguardo antropologico il modo di vivere la montagna lariana nel passato, nel presente e nel possibile futuro. Il film è stato selezionato in diversi concorsi cinematografici, in particolare in Inghilterra, e ha vinto il premio “Miglior regista emergente” al Bergfilm-Festival di Tegernsee, in Germania.

Moderatore dell’incontro sarà Sergio Baccilieri, giornalista del quotidiano La Provincia.

La partecipazione è libera.

Circolo “Angelo Vassallo” – Legambiente APS Como


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Scempio ambientale a Erba, stanno tagliando gli alberi nel parco di via Volta!


a cura del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

Stamattina, 16 febbraio, dalle ore 8:00 l'impresa incaricata dal proprietario dello storico parco alberato di via Volta a Erba, ha iniziato il taglio degli alberi di alto fusto! Un vero e proprio SCEMPIO ambientale!  
Il tutto per far spazio ad un'anonima palazzina di 4 piani e ad un nuovo parcheggio che verrà ceduto al Comune.


La nostra vibrante protesta è stata ribadita anche oggi, con un presidio organizzato dal Coordinamento BASE e dal nostro Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".  Abbiamo più volte gridato, insieme ai cittadini presenti: "State uccidendo alberi vivi!".
Il nostro grido di VERGOGNA è rivolto contro l'Amministrazione Comunale di Erba, che ha permesso lo scempio, consentendo anche il taglio degli alberi, basandosi solo sulla perizia agronomica eseguita dall'agronomo incaricato dai privati, quindi senza 'validazione' pubblica. Tra gli alberi tagliati sembrerebbe ve ne siano alcuni che lo stesso agronomo avrebbe definito sani. Denunciamo ancora una volta il parere favorevole concesso dalla Commissione comunale per il paesaggio, che ha classificato il progetto con "giudizio d’impatto neutro", ignorando quindi la cancellazione e cementificazione del parco alberato!

Da oggi il centro urbano di Erba perde uno storico parco alberato, un piccolo polmone verde, aggiungendo altro cemento e asfalto, in uno dei territori più cementificati della Provincia di Como!
Esprimiamo la nostra più pesante critica nei confronti dell'attuale Sindaco e Giunta di Erba: una vera e propria VERGOGNA!


venerdì 13 febbraio 2026

Quando l’archeologia racconta il territorio: musei, comunità e paesaggio nel Lecchese


Dopo il successo del primo appuntamento, già svoltosi a febbraio, il ciclo “L’archeologia racconta che…” prosegue con altri quattro incontri, da febbraio a luglio, pensati come brevi dialoghi divulgativi della durata di 45 minuti, seguiti da visite guidate ai musei o al territorio di circa 40 minuti. Una formula agile e accessibile, che invita all’ascolto, alla curiosità e al confronto.

Gli incontri sono costruiti come conversazioni tra due o tre interlocutori, rivolte a un pubblico non tecnico. L’obiettivo è raccontare la pluralità di temi che attraversano le discipline archeologiche, mettendo in relazione reperti, paesaggi, pratiche umane e questioni contemporanee. Al centro ci sono la tutela del patrimonio, la sua valorizzazione e la fruizione consapevole da parte della comunità, intesa come soggetto attivo nella conoscenza del territorio e della sua storia.

Non mancano riflessioni critiche su stereotipi e luoghi comuni legati al passato: alcune “verità di buon senso” vengono messe in discussione, mostrando come talvolta possano trasformarsi in vere e proprie fake news storiche.

I primi due appuntamenti si tengono presso il Museo Archeologico di Lecco, ospitato a Palazzo Belgiojoso, mentre i successivi tre si svolgono al Museo Archeologico del Barro, a Galbiate, con momenti di visita anche al Parco del Barro. A guidare il pubblico in questo percorso sono figure di riferimento dell’archeologia locale e nazionale, tra cui Marina Uboldi (direttrice del Museo del Barro), Nicolò Donati (conservatore del Si.M.U.L.) e Mauro Rossetto (direttore del Si.M.U.L.), affiancati da studiosi e studiose provenienti da università e istituzioni di ricerca.

I prossimi appuntamenti

Il programma affronta temi trasversali che intrecciano ambiente, società e cultura materiale:

  • Le armi raccontano che… (7 marzo): una riflessione sulla violenza nella preistoria e nell’alto medioevo, tra resti umani e fonti storiche.
  • Il cibo racconta che… (9 maggio): la storia dell’alimentazione antica tra risorse locali e contaminazioni culturali, con uno sguardo anche al rapporto tra uomo e ambiente.
  • L’oggetto racconta che… (6 giugno): storie di manufatti, tecnologie e sistemi produttivi del passato.
  • Il paesaggio racconta che… (4 luglio): l’abitare la montagna e l’adattamento umano tra clima, tecnologie e verticalità.

Tutti gli incontri si svolgono il sabato alle ore 16.00 e sono a ingresso gratuito.

Informazioni utili

Seregno e la via che non c’è: ricordando Piero Gobetti a cent’anni dalla morte

Fonte immagine: Wikipedia

A Seregno c’è una via che compare negli stradari comunali, nelle mappe ufficiali e perfino nel calendario della raccolta dei rifiuti. Si chiama via Piero Gobetti. Eppure, nella realtà, quella via non esiste: al suo posto c’è un cortile privato, chiuso da cancelli, senza targhe né passaggi. Una strada che c’è sulla carta, ma non nello spazio urbano.

Pianta classificazione in categorie delle strade, vie e piazze, febbraio 2021. Contornata in rosso via Piero Gobetti.
Pianta Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo, 2013. Sottolineata in rosso via Piero Gobetti.
Stralcio delle vie riportate nel Calendario raccolta rifiuti di Gelsia

Questa piccola storia locale, già raccontata, assume un significato particolare nel centenario della morte di Piero Gobetti. Perché Gobetti è stato, per molti versi, proprio come quella via: presente nei nomi, meno nei percorsi reali. Un intellettuale difficile da collocare, spesso ricordato più formalmente che davvero attraversato nel suo pensiero.

Nato a Torino nel 1901, Gobetti concentrò in poco più di sette anni, tra il 1918 e il 1926, un’intensità intellettuale straordinaria. Giornalista, editore e animatore culturale, fondò Energie Nove, La Rivoluzione liberale e Il Baretti. Fu tra i primi a comprendere la natura profonda del fascismo, definendolo “l’autobiografia della nazione”: non una parentesi, ma il prodotto delle debolezze storiche e civili dell’Italia.

Per questo la sua voce risultò intollerabile. Gobetti subì aggressioni e violenze squadriste, senza mai rinunciare alla propria indipendenza di giudizio. Costretto a rifugiarsi a Parigi, vi morì il 15 febbraio 1926, a soli 24 anni.

I cancelli indicano gli ipotetici imbocchi di via Gobetti, la via che non c'è

Oggi, come accade con quella via di Seregno che non si riesce a percorrere, anche Gobetti rischia di restare un nome senza cammino. Eppure il suo lascito non è una commemorazione, ma una richiesta esigente: pensare la libertà come responsabilità, accettare il conflitto come condizione della democrazia, rifiutare le scorciatoie.

Forse è per questo che quella via, nella realtà, non c’è. Perché la strada indicata da Gobetti non è comoda né lineare. Va cercata, ogni volta, da chi non si accontenta di una targa.

In ricordo di Corrado Marelli


di Tiziano Grassi, presidente Comitato Parco Regionale Parco Regionale Groane-Brughiera

Si è spento Corrado Marelli, nostro socio e fondatore dell’associazione Brianza Domani, che nel nostro Comitato è rappresentata da Emanuela Pandolfo.

È stato un amico e un appassionato difensore dei boschi di Brughiera e della buona politica.
Lo ricorderemo sempre con grande affetto: con lui si è spenta una voce viva, sempre pronta al confronto e al dialogo su tutti i temi propositivi per il bene del nostro territorio.

Per chi lo desidera, il funerale si terrà oggi, venerdì 13 febbraio, alle ore 15.00, presso la Chiesa parrocchiale Santa Maria Nascente.

Ciao Corrado,
che la terra ti sia lieve.


Al cordoglio si unisce anche il blog Brianza Centrale, condividendo il ricordo e la gratitudine per l’impegno civile e ambientale di Corrado Marelli.

giovedì 12 febbraio 2026

Alla scoperta delle sorgenti del Parco di Montevecchia: un pomeriggio per conoscere e proteggere l’acqua


Sabato 14 febbraio, il WWF Lecco propone un’iniziativa di grande valore ambientale e culturale: una passeggiata guidata alla scoperta delle sorgenti del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, uno dei territori più preziosi e delicati della Brianza.

L’evento, aperto a tutti previa prenotazione, accompagnerà i partecipanti lungo il corso del torrente Curone e di uno dei suoi affluenti, offrendo l’occasione di osservare da vicino gli ambienti acquatici, comprenderne il funzionamento e riflettere sull’importanza della risorsa idrica. Un percorso che unisce natura, conoscenza e consapevolezza, elementi centrali per chi ha a cuore la tutela del territorio brianzolo.

Il ritrovo è fissato alle 14.30 presso il parcheggio di via Bagaggera, a La Valletta Brianza. La passeggiata inizierà alle 14.45 e prevede anche la visita alle captazioni idriche nelle località Bisogno e Badiona, luoghi spesso poco conosciuti ma fondamentali per l’approvvigionamento e la gestione dell’acqua. Il rientro al punto di partenza è previsto per le 18.30.

In un periodo storico segnato da cambiamenti climatici, siccità sempre più frequenti e crescente pressione sugli ecosistemi, iniziative come questa rappresentano un’importante occasione per riscoprire il legame tra comunità e ambiente. Conoscere le sorgenti significa comprendere quanto siano fragili e preziosi gli equilibri naturali che garantiscono acqua, biodiversità e qualità della vita.

La partecipazione è aperta a tutti, ma i posti sono limitati a un massimo di 20 persone. È quindi necessaria la prenotazione scrivendo a eventi@wwf.lecco.it

Solo sì è sì: a Monza la mobilitazione di CADOM contro il DDL Bongiorno


Rilanciamo l’iniziativa “Scendiamo in piazza per dire NO al DDL Bongiorno”, organizzata da CADOM Monza, un appuntamento pubblico per ribadire un principio fondamentale: senza consenso non c’è libertà.

Domenica 15 febbraio alle ore 10.00, in Largo Mazzini a Monza, cittadine e cittadini sono chiamati a scendere in piazza per difendere il significato profondo del consenso, così come sancito dalla Convenzione di Istanbul, all’articolo 36: “Ogni atto sessuale deve essere basato sul consenso volontario della persona, valutato tenendo conto delle circostanze.”


Il consenso non è accondiscendenza, non è adattamento, non è una “concessione” all’interno di un rapporto diseguale. È una scelta libera, il confine netto tra libertà e violenza. Metterlo in discussione significa indebolire una conquista fondamentale per il riconoscimento della dignità e dell’autodeterminazione delle persone.

La riforma proposta dal DDL Bongiorno, secondo CADOM Monza e le realtà che hanno aderito all’iniziativa, rischia di cancellare proprio questo confine, rendendo il consenso meno centrale e meno tutelato. Per questo la piazza diventa uno spazio necessario di presa di parola collettiva, per affermare con chiarezza che “solo sì è sì”.

All’iniziativa, promossa da CADOM Monza, partecipano anche numerose associazioni del territorio: Casa delle Donne di Desio, CISDA Onlus, ANPI Monza, BOA Brianza, ARCI Scuotivento, LabMonza, APS QDonna, Futura Casa delle Donne Villasanta.