sabato 17 gennaio 2026

Quando la tradizione chiede di evolvere: il caso della Giubiana

La Gibiana vista dai bambini di Briosco, classe 4° A, 2024

Il falò della Giubiana, in Brianza e in gran parte della Lombardia, è uno di quei riti che ogni anno riaccendono non solo il fuoco, ma anche il dibattito. È una tradizione radicata, sentita, capace di creare momenti di comunità e di richiamare un passato condiviso. Preservarla appare legittimo, forse persino necessario, in un tempo in cui i legami sociali si fanno sempre più fragili. Ma proprio perché le tradizioni hanno un valore, vale la pena interrogarsi su cosa significhi davvero conservarle: ripeterle sempre allo stesso modo o permettere loro di evolversi insieme alla società che le pratica.

Il primo nodo riguarda l’ambiente e la salute. Accendere grandi falò in un periodo dell’anno in cui la Pianura Padana registra livelli critici di polveri sottili non è un dettaglio secondario. Negli ultimi anni non sono mancati appelli e critiche da parte di associazioni ambientaliste, medici e cittadini, che hanno richiamato l’attenzione sull’impatto, anche se episodico, di questi eventi in un contesto già compromesso. Non si tratta di demonizzare la Giubiana, ma di riconoscere che il contesto ambientale di oggi non è quello di un tempo, e che ignorarlo significa sottrarre la tradizione a un confronto necessario con la realtà.

C’è poi una questione culturale e simbolica, spesso sottovalutata. Il rogo del fantoccio, che nella tradizione rappresenta una strega, spesso raffigurata come una donna vecchia e brutta, porta con sé un immaginario che rischia di perpetuare stereotipi maschilisti. In una società che si interroga sempre più seriamente sulle discriminazioni di genere, questo simbolismo appare quantomeno anacronistico. Anche qui, il problema non è negare il passato, ma chiedersi se sia opportuno riproporlo senza filtri, come se fosse neutro e privo di significati.

Tradizione, ambiente e inclusività non sono però elementi inconciliabili. Esistono margini per una modernizzazione che non svuoti il rito, ma lo renda più consapevole. Alcuni comuni hanno già sperimentato falò simbolici di dimensioni ridotte, con materiali controllati e meno inquinanti; altri hanno scelto di sostituire la combustione reale con installazioni luminose, spettacoli di “fuoco freddo”, proiezioni o performance artistiche. Anche il fantoccio può essere ripensato: una figura astratta che rappresenti l’inverno, le paure collettive o le difficoltà da lasciarsi alle spalle, svincolata da connotazioni di genere e stereotipi superati.

In fondo, è ciò che già accade con le rievocazioni storiche: nessuno le considera una riproposizione letterale dei fatti, ma allegorie, strumenti per raccontare il passato con il linguaggio del presente. Applicare lo stesso principio alla Giubiana non significherebbe tradirla, bensì permetterle di continuare a vivere. Perché una tradizione che non si interroga rischia di diventare un rito vuoto; una tradizione che accetta il confronto, invece, può restare un patrimonio condiviso, capace di parlare anche alle generazioni future.

Arte e natura si incontrano all’Oasi LIPU di Cesano Maderno

L'illustratore Stefano Turconi. Fonte immagine: Wikipedia

Domenica 15 febbraio l’Oasi LIPU di Cesano Maderno propone un appuntamento speciale che unisce creatività e amore per la natura. L’evento, intitolato “L’Oasi a matita”, è un pomeriggio dedicato al disegno dal vero, con protagonisti assoluti gli animali e gli ambienti naturali dell’Oasi.

A guidare l’attività sarà l’illustratore Stefano Turconi, che accompagnerà adulti e bambini in un’esperienza artistica immersa nel verde. L’iniziativa è pensata per partecipanti dai 6 anni in su e rappresenta un’occasione preziosa per osservare con attenzione la fauna locale, imparando a tradurre su carta forme, movimenti ed espressioni degli animali che popolano l’area protetta.

L’attività inizierà alle 14.30 e avrà una durata di circa due ore. Il ritrovo è previsto presso il Centro Visite “Langer” dell’Oasi, in via Don Luigi Orione 43 a Cesano Maderno, almeno 15 minuti prima dell’orario di inizio, per consentire la registrazione dei partecipanti.

La partecipazione è possibile solo su prenotazione, con una donazione minima di 5 euro per gli adulti e 3 euro per i bambini fino ai 14 anni e per i soci LIPU. I moduli di iscrizione saranno disponibili online a partire da 15 giorni prima dell’evento.

“L’Oasi a matita” non è solo un laboratorio artistico, ma anche un modo diverso e coinvolgente per avvicinarsi alla natura, affinare lo sguardo e rafforzare il legame con il territorio della Brianza. Iniziative come questa dimostrano come la tutela ambientale possa dialogare con l’arte, diventando esperienza condivisa e accessibile a tutti.

L’Oasi LIPU di Cesano Maderno è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica, con orari variabili a seconda della stagione, e rappresenta da anni un punto di riferimento per l’educazione ambientale e la conservazione della biodiversità locale.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Oasi al numero 0362 546827 o scrivere a oasi.cesanomaderno@lipu.it. Un invito, per grandi e piccoli, a riscoprire la natura… matita alla mano.

Trasporto pubblico: perché la riforma lombarda non aiuta la Brianza


Il Trasporto Pubblico Locale è uno degli snodi centrali della transizione ecologica, della qualità dell’aria e del diritto alla mobilità, soprattutto in territori densamente urbanizzati come la Brianza. Pendolarismo quotidiano, traffico congestionato, inquinamento e disuguaglianze di accesso ai servizi rendono il tema tutt’altro che tecnico: riguarda la vita concreta di migliaia di persone.

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale lombardo ha approvato la riforma del Trasporto Pubblico Locale, presentata dalla maggioranza come un passo avanti per l’efficienza e l’integrazione dei servizi. Secondo molte associazioni, comitati e forze ambientaliste, però, il provvedimento non affronta le criticità strutturali del sistema e concentra ulteriormente il potere decisionale nella Giunta regionale, riducendo il ruolo di controllo democratico.

Pubblichiamo di seguito il comunicato di Dario Balotta (Europa Verde Lombardia), che offre una lettura critica della riforma appena approvata e solleva questioni che riguardano da vicino anche il nostro territorio: dalla qualità del servizio per studenti e lavoratori, alla mancata integrazione tra ferro e gomma, fino alle scelte di investimento che rischiano di allontanare la Lombardia – e la Brianza – da un modello di mobilità davvero sostenibile.

APPROVATA LA RIFORMA DEL TPL IN LOMBARDIA: PARTORITO UN (MEZZO) TOPOLINO
Con un blitz tolte le competenze sul Piano dei Trasporti dal Consiglio alla Giunta regionale

 
di Dario Balotta, Europa Verde Lombardia

Non sono bastate le lunghe e inutili consultazioni degli stakeholder (aziende, istituzioni e sindacati) per approvare una legge di riforma del Trasporto Pubblico Locale capace di rilanciare un settore in crisi e di integrare finalmente i servizi ferroviari con quelli su gomma.
La maggioranza di centrodestra ha approvato invece quello che è, nei fatti, un mezzo topolino.

Con questa legge continua lo scaricabarile tra Regione Lombardia, Governo, Province, Comuni e Agenzie della mobilità su chi sia il “colpevole” dei tagli al trasporto locale, della mancata riorganizzazione, dell’assenza di integrazione e del mancato potenziamento dei servizi.

La Regione si tiene ben salda la competenza ferroviaria: Ferrovie Nord resta una vera e propria gallina dalle uova d’oro, tanto da poter spendere anche 400 milioni di euro inutilmente per l’idrogeno in Valle Camonica (la valle è già servita), mentre intere aree extraurbane vengono lasciate con meno corse e servizi ridotti e le città si devono arrangiare con risorse proprie.

La Regione premia se stessa, visto che controlla, gestisce e affida il contratto di servizio a Trenord. In un contesto di collasso permanente, denunciato quotidianamente dai pendolari, a fare rumore è solo lo spoils system dei manager, spesso privi di competenze tecniche ma con tessere di partito pesanti.

Se i lavoratori devono comunque prendere i mezzi per recarsi al lavoro, ormai in molti casi gli studenti devono farsi accompagnare a scuola dai genitori, perché i bus sono stracarichi e spesso soppressi per mancanza di autisti.

Se i richiami a sicurezza e digitalizzazione presenti nel testo restano parole vuote, Fontana si assicura invece, con un vero e proprio blitz, il trasferimento alla Giunta regionale delle competenze sul Piano dei Trasporti, che prima era prerogativa del Consiglio regionale.

venerdì 16 gennaio 2026

Fare Parco, anno dopo anno: il Parco GruBrìa e la visione che guarda lontano


Ci sono parole che, quando vengono ripetute nel tempo, smettono di essere slogan e diventano metodo. “Fare Parco, anno dopo anno” è una di queste. Non è solo il titolo della nuova newsletter del Parco GruBrìa, ma la sintesi di un percorso ultraventennale che attraversa la Brianza Centrale, ne interpreta i bisogni ambientali e ne disegna il futuro.

Un percorso che questo blog, Brianza Centrale, sostiene fin dalla sua nascita nel 2009, quando l’idea stessa di un grande parco sovracomunale appariva a molti come un’utopia. Oggi, quella visione non solo è diventata realtà, ma guarda a un nuovo traguardo: la trasformazione del GruBrìa in Parco Regionale.


Con l’inizio del 2026 il Parco GruBrìa si dota di un nuovo strumento di comunicazione: la Newsletter del Parco, pensata – come scrive il presidente Arturo Lanzani – come “uno strumento per condividere, mese per mese, quello che accade nel Parco”. Una scelta importante, perché la cura del territorio passa anche dalla trasparenza e dal racconto continuo di ciò che si fa.

Nella sua lettera di auguri, Lanzani ripercorre un 2025 “impegnativo per il nostro Parco, ricco di lavoro, non senza difficoltà, ma con importanti soddisfazioni”. Parole che restituiscono bene la complessità di governare un’area verde nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa.


Uno degli elementi centrali del lavoro del GruBrìa è il rapporto con la cittadinanza. Il 2025 è stato “un anno denso di momenti di incontro, grazie alle tante iniziative organizzate nel Parco (passeggiate, laboratori per i più piccoli, attività di citizen science)”. Attività rese possibili anche “dal sostegno e dalla collaborazione di associazioni, che quotidianamente vivono e si prendono cura del territorio”.

Questa rete di relazioni è il vero capitale del Parco: un patrimonio umano che affianca e rafforza quello naturale.

Foto Parco GruBrìa

Particolarmente significativo è il lavoro svolto con le scuole. Nel solo 2025, le attività gratuite di educazione ambientale hanno coinvolto “più di 2.800 alunni delle scuole primarie e secondarie”. Un dato che parla da solo.

Come sottolinea Lanzani, “il loro entusiasmo e la loro curiosità hanno rafforzato la convinzione dell’importanza primaria di queste attività”. Perché la tutela dell’ambiente non si improvvisa: si costruisce, generazione dopo generazione.

Foto Parco GruBrìa

Tra le novità più incoraggianti dell’anno appena concluso c’è l’avvio del primo corso per Guardie Ecologiche Volontarie presso la sede del Parco. “Con oltre 40 iscritti di cui molti sono giovani, questo dà speranza di tutela e cura”, scrive il presidente.

In un’epoca segnata da disinteresse e disaffezione, vedere tanti giovani scegliere di mettersi al servizio del territorio è un segnale potente.


La fruizione consapevole passa anche da strumenti concreti. È per questo che il GruBrìa ha realizzato una nuova carta escursionistica, “dettagliata e aggiornata, disponibile gratuitamente”. Una mappa che non è solo un supporto tecnico, ma un invito a esplorare, conoscere e rispettare.

Il 2025 ha visto anche importanti interventi di riqualificazione e connessione ecologica. A Muggiò e Nova Milanese sono stati creati nuovi percorsi che collegano le ciclabili urbane al Canale Villoresi, accompagnati da “filari, siepi, fasce arboreo arbustive e prati”. Azioni che “arricchiscono il patrimonio verde e donano ai cittadini aree pubbliche attrezzate in cui passeggiare e godere di tutti i benefici dello stare nel verde”.

Emblematico è il nuovo ponte ciclopedonale tra Nova Milanese e Muggiò: “un piccolissimo tassello” che però consente di “collegare in sicurezza la Piana del Novale di Nova al Parco Superga di Muggiò”, contribuendo alla ricostruzione dello storico Sentierone. Ancora una volta, riqualificazione ambientale e recupero della memoria storica procedono insieme.

Non meno importante è il lavoro quotidiano di manutenzione dei sentieri e dei boschi. Attività che talvolta generano preoccupazioni, ma che – come chiarisce Lanzani – sono svolte “con attenzione e professionalità, nella convinzione di agire con lungimiranza nell’interesse e nella cura della natura”.

I risultati iniziano a vedersi: “le aree che hanno visto nel corso del tempo attenti interventi di riqualificazione sono quelle con il maggior numero di specie”. Un segnale chiaro di come la buona gestione favorisca la biodiversità.

Foto Parco GruBrìa

Il passaggio forse più rilevante della newsletter riguarda il futuro istituzionale del GruBrìa. Il 2025 ha visto il Parco impegnato nella proposta di trasformazione in Parco Regionale del Seveso, del Villoresi e della Brianza Centrale.

“Con un importante lavoro di studio e di confronto”, spiega Lanzani, la proposta è stata inviata a Regione Lombardia con l’obiettivo di “ampliare le aree tutelate e rafforzarne il livello di tutela”.


Per chi conosce la storia di questo territorio, questo passaggio non arriva per caso. Arturo Lanzani è stato prima l’ideatore del Parco Brianza Centrale, poi tra i principali promotori della fusione con il PLIS del Grugnotorto Villoresi, e oggi è il garante di una visione che punta al riconoscimento regionale. Una coerenza rara, che merita rispetto e sostegno.

A chiudere l’anno, una notizia di grande rilievo: Fondazione Cariplo ha selezionato il progetto “aGREENment”, una strategia integrata per la transizione climatica che coinvolge Parco e Comuni, unendo “mitigazione e adattamento, forestazione urbana e mobilità sostenibile”. Un progetto che dimostra come il GruBrìa non sia solo tutela, ma anche laboratorio di futuro.

“Come avete potuto leggere, le iniziative del 2025 sono state tante e molto lavoro ci aspetta anche nell’anno appena cominciato”, conclude Lanzani. Ed è proprio per raccontare questo lavoro che nasce la newsletter. Chi desidera riceverla può registrarsi cliccando qui: https://grubrianews.mailrouter.it/user/register

Da parte nostra, come Brianza Centrale, non possiamo che ribadire il sostegno a questo percorso. Perché il Parco non è solo un confine sulla mappa: è una visione condivisa, costruita con pazienza, competenza e passione. Anno dopo anno.

Mario Attalla nuovo Delegato WWF in Lombardia: una nomina che riguarda anche la Brianza

Per leggere il comunicato ufficiale del WWF cliccare qui.


Il Consiglio Nazionale del WWF Italia ha ufficialmente nominato Mario Attalla nuovo Delegato regionale del WWF in Lombardia. Attalla ricopriva già da alcuni mesi il ruolo di Coordinatore regionale e la nomina formalizza ora un incarico importante in una regione particolarmente esposta a consumo di suolo, grandi infrastrutture e forti pressioni ambientali.

Mario Attalla è da tre anni componente del Consiglio Nazionale del WWF Italia e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione WWF. Professionista con una lunga esperienza nel settore del marketing e della comunicazione, ha collaborato con numerose organizzazioni non governative occupandosi di campagne di sensibilizzazione, raccolta fondi e comunicazione strategica, mettendo le proprie competenze al servizio dei temi ambientali e sociali.

Nel comunicato stampa diffuso dal WWF Italia, Attalla ha dichiarato: “Sono molto felice dell’incarico anche perché nei tre mesi passati come Coordinatore ho avuto modo di approfondire di persona sia la conoscenza di tanti volontari molto attivi che quasi tutte le strutture presenti in Lombardia, in particolare le meravigliose Oasi. Ho avuto modo di confrontarmi sui temi prioritari che derivano dalla mission WWF e abbiamo deciso che nel 2026 concentreremo i nostri sforzi su quelli più urgenti e attuali: il consolidamento delle esperienze, il presidio del territorio per contrastare la cementificazione incontrollata, l’attrazione di nuovi volontari con un occhio particolare al mondo giovanile, lo sviluppo della comunicazione multimediale, l’implementazione dell’educazione ambientale nelle scuole, il contrasto al bracconaggio e ultimo, ma forse più importante, la salvaguardia della salute di tutti che dipende dall’ambiente in cui viviamo tutti i giorni”.

Il WWF Italia accompagna la nomina con questa dichiarazione ufficiale: “Il WWF Italia esprime piena fiducia nella capacità del nuovo Delegato di proseguire le attività in corso in Lombardia, già dimostrate in questi mesi da Coordinatore, e consolidare il rapporto tra la dimensione regionale e quella nazionale del WWF, favorendo sinergie e promuovendo attività concrete e partecipate per la salvaguardia dell’ambiente sul territorio lombardo.”

Rivolgiamo a Mario Attalla i nostri auguri di buon lavoro, auspicando che possa contare sul pieno supporto delle Organizzazioni Aggregate del WWF e che, allo stesso tempo, sappia rafforzare il dialogo con le associazioni e i comitati ambientalisti del territorio.

I temi richiamati dal nuovo Delegato – contrasto alla cementificazione, tutela della salute, presidio del territorio – sono centrali anche per la Brianza e richiedono posizioni chiare e un lavoro di rete ampio e inclusivo. Ci auguriamo che questa nuova fase possa favorire maggiore convergenza e collaborazione, nell’interesse dell’ambiente e delle comunità locali.

Le prime parole di Attalla ai media locali: volontari, territorio e salute


A pochi giorni dalla nomina, Mario Attalla è intervenuto ai microfoni di Radio CiaoComo, nella trasmissione Conversescion condotta da Claudia Fasola e Lorenzo Canali, offrendo un primo quadro delle priorità del WWF Lombardia e del metodo di lavoro che intende adottare.

Nel corso dell’intervista, Attalla ha ricordato il proprio percorso all’interno dell’associazione, spiegando di aver fatto parte del Consiglio Nazionale del WWF e di aver chiesto successivamente di poter dare un contributo più diretto sul territorio, da cui è nata la proposta di assumere il ruolo di Delegato regionale.

Parlando delle linee strategiche del WWF in Lombardia, Attalla ha sottolineato come i “piloni” derivino dal WWF Italia, ma vengano poi declinati a livello regionale sulla base delle specificità locali. Dal confronto con le realtà territoriali, ha spiegato, sono emerse alcune esigenze prioritarie: la valorizzazione e il consolidamento delle esperienze decennali delle Organizzazioni Aggregate, il rafforzamento della comunicazione e il riconoscimento del ruolo centrale dei volontari, perché – ha ricordato – “quando parliamo di WWF parliamo prima di tutto dei volontari”.

Tra i temi centrali ribaditi nell’intervista ci sono il presidio del territorio e il contrasto alla cementificazione, l’attrazione di nuovi volontari, con particolare attenzione alla fascia giovanile, e lo sviluppo di modalità più efficaci per coinvolgere ragazzi e ragazze tra i 20 e i 30 anni, che – ha osservato – rispondono positivamente quando vengono proposte attività adatte a loro.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’educazione ambientale nelle scuole, ambito in cui il WWF lombardo registra buoni risultati nelle zone dove è più attivo, e al tema della comunicazione, che Attalla considera un canale fondamentale anche per raccontare non solo le emergenze, ma la bellezza della natura, spesso oscurata da un racconto fatto solo di cattive notizie.

Infine, un passaggio significativo è stato dedicato al tema della salute, intesa come strettamente legata alla salute degli ecosistemi: “la natura in cui viviamo, se è in salute, ci fa vivere meglio”, ha spiegato, richiamando il legame diretto tra ambiente e benessere delle persone.

Nel corso dell’intervista Attalla ha anche citato un caso concreto, quello dei ciliegi di corso XX Settembre a Como, inizialmente destinati al taglio. Una vicenda che ha visto una forte mobilitazione dei cittadini, spinta sia da motivazioni emotive – la fioritura come elemento identitario e paesaggistico – sia da valutazioni razionali, dato che le piante effettivamente da sostituire erano poche. Attalla ha ringraziato Susy Rossini per l’impegno profuso e ha espresso soddisfazione per il fatto che cittadini informati abbiano chiesto un tavolo di confronto con l’amministrazione, ribadendo che il WWF mette competenze al servizio dell’interesse collettivo.
 

giovedì 15 gennaio 2026

Barzio: rischi ambientali per il palazzetto costruito vicino al torrente!

Il Palazzetto comunale di Barzio a pochi metri dal torrente Fiumetta. Foto ricevuta dal Circolo Ambiente, crediti immagine ValsassinaNews

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


In merito alla realizzazione del nuovo palazzetto comunale di Barzio, costruito a pochi metri dal torrente Fiumetta, come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" esprimiamo forti preoccupazioni per la situazione di rischio ambientale, dovuta appunto alla prossimità dell'edificio rispetto al corso d'acqua.

Prendiamo atto, ora, dell'avvio di una inchiesta da parte della Magistratura per fare luce sulla vicenda relativa alla costruzione del palazzetto. Come associazione fin dallo scorso novembre (ovvero prima che si sapesse dell'avvio del procedimento giudiziario) abbiamo richiesto al Comune l'accesso agli atti relativi al progetto dell'edificio comunale; solo nei giorni scorsi - esattamente il 12 gennaio - ci è stata fornita tutta la documentazione relativa al progetto per la realizzazione del palazzetto, avvenuta nel periodo 2023-2024, con la precedente Amministrazione comunale di Barzio. Ci è stata allegata anche la recentissima delibera di Giunta che revoca il progetto (secondo noi altrettanto dannoso) per lo spostamento del torrente Fiumetta per 'cercare' di sanare la situazione, di fatto non sanabile!

Senza entrare nel merito dell'inchiesta della Magistratura e degli eventuali rilievi penali a carico dell'ex sindaco e dell'ex tecnico comunale, come associazione ambientalista siamo preoccupati per i risvolti di carattere ambientale e idrogeologico. E' infatti assurdo e gravissimo l'aver permesso la costruzione del palazzetto a una distanza così ravvicinata al corso d'acqua, che è stato in tal modo compromesso dal punto di vista ambientale, comportando possibili rischi dal punto di vista idrogeologico, in caso di forti piene del torrente. In tal senso sarebbe altrettanto assurdo e dannoso pensare di sanare la situazione spostando il corso del torrente stesso!

Oltre ai danni ambientali e al rischio idrogeologico, va valutata l'incognita di avere una struttura di fatto inutilizzabile, poiché a rischio allagamenti.
Come associazione ambientalista stiamo e continueremo a seguire l'intera vicenda.

Tangenziale Meda-Seregno, viabilità di quartiere, piste ciclabili e spazi pubblici: il futuro del Ceredo resta appeso alle trattative

Gli interventi previsti dal Piano del Traffico su via Cadore

Martedì 13 gennaio 2026 si è tenuta l’assemblea del quartiere Ceredo di Seregno presso il Centro Ambientale di via Alessandria. All’incontro hanno partecipato una trentina di residenti. Per la Giunta comunale erano presenti il sindaco Alberto Rossi e tre assessori. Il Consiglio direttivo del Comitato di Quartiere era presente al completo.

In questo post ci soffermiamo esclusivamente sui temi che da tempo ci stanno a cuore e che abbiamo già affrontato in diversi articoli del blog.

Abbiamo appreso con favore che alcune criticità, sollevate da noi e da altri cittadini, siano state finalmente prese in considerazione dall’Amministrazione comunale. In particolare ci riferiamo a:

  • il ripristino del doppio senso di circolazione nel tratto di via Einaudi compreso tra via Cadore / via Indipendenza e via Wagner;
  • la rimodulazione della nuova rotatoria di via Cadore;
  • il raccordo con la pista ciclabile che il Comune di Meda intende realizzare in via Indipendenza;
  • la riqualificazione di via Cadore nel tratto che va dal confine comunale fino a via Tiziano.

Si tratta di interventi fondamentali per la vivibilità e la sicurezza del quartiere. Tuttavia, è emerso chiaramente come queste aperture non si siano ancora tradotte in impegni concreti. Molte delle opere citate dovranno infatti essere negoziate con altri enti, in particolare con il Comune di Meda e con Pedemontana.

Ed è proprio qui che nascono le nostre preoccupazioni: i tempi a disposizione sono molto ristretti e il rischio è che modifiche essenziali per il quartiere non riescano a vedere la luce o vengano fortemente ridimensionate.

Un’altra notizia emersa durante l’assemblea riguarda i tempi di realizzazione della “tangenziale Meda-Seregno”, il cui completamento, inizialmente previsto per agosto-settembre, slitterà a fine anno.

Infine, si è parlato della possibile riqualificazione del tratto di via Tiziano davanti alle scuole, con ipotesi di pedonalizzazione e depavimentazione. Un tema che riteniamo centrale in un’ottica di sicurezza, salute e qualità dello spazio pubblico. Al momento, però, siamo ancora alle discussioni preliminari e non sembra esserci unanimità, soprattutto rispetto all’eliminazione dei parcheggi e del traffico veicolare.