martedì 7 luglio 2026

Disastro ICMESA, 50 anni dopo: a Meda il racconto delle responsabilità e delle lotte per la salute


a cura di Sinistra e Ambiente, Meda 


È stata una serata partecipata quella del 4 luglio 2026 a Meda, organizzata da INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE in occasione dell'ormai prossimo 10 luglio, 50° anniversario del disastro della diossina dell'ICMESA.

Sala Civica gremita, con cittadine e cittadini attenti, e una serie di interventi incentrati su uno degli aspetti meno trattati in questi momenti di celebrazioni ufficiali: LE COLPEVOLI SCELTE DELL'ICMESA-GIVAUDAN-HOFFMANN-LA ROCHE e il ruolo dei lavoratori, del sindacato e di chi seppe e volle diffondere un SAPERE e una CONOSCENZA su quel dramma che colpì le popolazioni del territorio contaminato dalla diossina TCDD.

INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, sigla che coinvolge gruppi ambientalisti, associazioni e singoli cittadini che avevano già operato unitariamente a Seveso con i programmi di INSIEME PER IL BOSCO, ha deciso di portare anche a Meda, sede della cosiddetta "fabbrica dei profumi", una serie di eventi ai quali l'Amministrazione comunale, guidata da Luca Santambrogio, ha concesso il patrocinio.

L'intervento del sindaco Luca Santambrogio

Dopo l'introduzione alla serata da parte di Beatrice Oleari di FARE, di Gemma Beretta e Maurizio Zilio del Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, il sindaco Luca Santambrogio ha portato i suoi saluti e il proprio apprezzamento per iniziative capaci di ricostruire la storia e la memoria, arricchendole di informazioni che non tutti conoscono.

Alberto Colombo

Alberto Colombo, attivista e ambientalista medese, ha illustrato la situazione del pesante inquinamento in Brianza negli anni della presenza dei grandi impianti chimici della SNIA, dell'ACNA e dell'ICMESA.

Un'ICMESA che, con l'avvio della produzione di triclorofenolo, ignorò, nella progettazione del reattore, l'installazione di dispositivi automatici di sicurezza e di un serbatoio di contenimento per bloccare eventuali fughe di gas e fluidi.

Questa scelta scellerata si sommò alla modifica del processo produttivo ottenuta con la riduzione della quantità di solventi nel ciclo di reazione.

Furono azioni consapevolmente attuate per risparmiare sui costi e sui tempi e aumentare produttività e profitto.

Divennero le concause di ciò che non fu un "incidente", ma un DISASTRO COLPEVOLE che il territorio subì.

Fu proprio grazie al SAPERE OPERAIO e alla ricostruzione del ciclo produttivo realizzata da tecnici e addetti alla produzione del Gruppo di Prevenzione e Igiene Ambientale dell'allora Montedison di Castellanza, poi divenuto Centro per la Salute Giulio A. Maccacaro, della rivista Sapere e del Comitato Tecnico Scientifico Popolare, che queste conoscenze e queste informazioni furono diffuse e condivise anche con la cittadinanza, creando le basi della consapevolezza durante i difficili anni e le drammatiche e complesse vicende che seguirono il fatidico 10 luglio 1976.

Cliccando qui potete visualizzare e scaricare le slide che hanno accompagnato questa parte dell'illustrazione.

Marco Caldiroli di Medicina Democratica

Marco Caldiroli, di Medicina Democratica, ha ampliato lo sguardo su altri disastri causati da una chimica irrispettosa dell'uomo e dell'ambiente e ha parlato delle potenzialità di questo "sapere operaio", protagonista e interlocutore delle istituzioni, capace di supportare le comunità locali e di ispirare le attività di Medicina Democratica nel campo della salute nei luoghi di lavoro, del controllo dell'impiantistica e di una sicurezza non più delegata, ma frutto del confronto anche con la conoscenza operaia della filiera produttiva.

Cliccando qui sono disponibili le slide del suo intervento.

Da sinistra: Amedeo Argiuolo, Mattia Lento e Gemma Beretta

Mattia Lento, giornalista della testata AREA, organo d'informazione del sindacato svizzero UNIA, da sempre molto attento alle vicende del nostro territorio e alle criticità indotte dall'Autostrada Pedemontana Lombarda, ha attualizzato la vicenda ICMESA e la lotta operaia per la salute e i diritti, mettendole in rapporto con la vertenza per l'ecologia e l'occupazione dell'acciaieria svizzera Stahl e con quanto è in corso alla GKN di Campi Bisenzio, dove i lavoratori intendono prendersi direttamente in carico il proprio destino.

Ha quindi dialogato con il già delegato del Consiglio di Fabbrica dell'ICMESA, Amedeo Argiuolo.

Amedeo ha raccontato l'azione del Consiglio di Fabbrica dell'ICMESA sia per conquistare il diritto all'informazione sulle sostanze nocive presenti in azienda sia per promuovere l'operatività degli SMAL (Servizi di Medicina degli Ambienti di Lavoro), strutture pubbliche di prevenzione e tutela della salute create all'inizio degli anni Settanta per iniziativa dei sindacati CGIL, CISL e UIL e primi strumenti di una svolta radicale nella medicina del lavoro.

Con gli SMAL si passò da un approccio assistenziale e di indennizzo monetario del rischio a un'analisi attiva e partecipata dei rischi in fabbrica.

Fu il Consiglio di Fabbrica che, dopo la fuoriuscita della nube tossica, constatato l'atteggiamento minimizzante della direzione, proclamò il 16 luglio 1976 l'assemblea permanente, interrompendo tutte le attività produttive dell'ICMESA; seguì, il 18 luglio, l'ordinanza del sindaco di Meda che dispose la chiusura della fabbrica.

La struttura sindacale aziendale dell'ICMESA partecipò a tutte le assemblee territoriali e fu parte attiva del Comitato Tecnico Scientifico Popolare.

Manuel Perrone

Manuel Perrone, autore e regista, ha proposto alcuni contenuti del suo podcast "Cristo si è fermato a Seveso" e ha sviluppato un interessante excursus sul significato e sul valore della memoria, che deve scuotere le coscienze ponendoci di fronte alle ingiustizie di un sistema squilibrato e votato al profitto, anche quando a farne le spese sono le collettività.

Elena Colombo e Rossana Verderio

Importante il contributo di Elena Colombo e Rossana Verderio, due giovani rispettivamente di Meda e Seveso, che hanno deciso di dedicare alcuni loro studi e parte del loro tempo ad approfondire condizioni, aspetti e conseguenze del disastro della diossina dell'ICMESA e della storia del Bosco delle Querce.

Elena Colombo ha già collaborato con Insieme per il Bosco e al suo lavoro sugli animali morti a causa della diossina è stato dedicato un incontro il 10 giugno 2024 al Centro Visite del Bosco delle Querce.

Recentemente ha inoltre realizzato il podcast "Radici di Seveso - Abitare il disastro".

Rossana Verderio ha invece completato la propria tesi di laurea dedicata all'attività svolta dal Comitato Tecnico Scientifico Popolare.

Serata partecipata

Non sono mancati i richiami all'attualità e alla contraddizione di una commemorazione del 50° anniversario che mette al centro, anche come scenografia, il Bosco delle Querce, polmone verde frutto di ingegneria ambientale e simbolo di vita, fortemente voluto dalla popolazione come alternativa al forno inceneritore che Regione Lombardia intendeva realizzare per bruciare i materiali contaminati dalla diossina.

Una commemorazione che, tuttavia, esclude dalla narrazione le mutilazioni che l'Autostrada Pedemontana Lombarda infliggerà al Bosco, privandolo di 2 ettari, di 3.200 alberi e di una porzione dell'area destinata al suo ampliamento.

Relatori e organizzatori

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