venerdì 25 febbraio 2011

Brianza e ambiente: la direttiva Seveso sepolta sotto l'asfalto di Pedemontana

di Paolo Conte, portavoce di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile
e Gemma Beretta, presidente del circolo Legambiente Laura Conti  di Seveso


Ancora una volta – la prima era stata in occasione del discorso per il primo compleanno della Provincia di Monza e Brianza – il presidente Allevi ha riportato al centro dell’attenzione pubblica la questione ambientale e il desiderio della sua Amministrazione di farsi guida di un cambiamento e di una riqualificazione.

Questo riscatto ha un nome: Seveso.
Così il presidente Allevi, nel Convegno “Lambro, un anno dopo” tenutosi a Monza il 23 febbraio scorso, ha ricordato in modo corretto che dopo il drammatico incidente per cui la cittadina briantea è ricordata in tutto il mondo – si trattò del primo incidente industriale nella nostra Europa di tali  dimensioni e di tali incognite nelle conseguenze sulla salute pubblica – Seveso divenne il nome mantra di un desiderio di riscatto e di qualificazione delle norme di sicurezza delle industrie che sono necessarie al nostro sviluppo. La direttiva Seveso è il nome di un insieme di norme volte a garantire una attenzione preventiva che scongiuri atti di incuria e di disinvestimento che sono spesso all’origine di incidenti di impatto irreversibile.
Il presidente si fa portavoce di una iniziativa di legge simile a quella che porta il nome di Seveso per quello che riguarda la cura dei fiumi, a partire dal disastroso incidente occorso al Lambro lo scorso anno.

“Nessuno è da solo profeta in patria”. 
Così abbiamo detto al presidente Allevi lo scorso anno, presentandoci a lui come Rete di Associazioni e realtà ambientaliste – che hanno a cuore il bene pubblico di questa tartassata terra di Brianza. Gli abbiamo proposto alleanza e sostegno proprio a fronte di quello che ora il presidente menziona: che l’incidente di Seveso non sia dimenticato. Perché questo accada è necessario che ora la Provincia di Monza e Brianza – per quanto questo sia difficile – prenda voce pubblica insieme a noi per scongiurare il piano forsennato della Regione Lombardia che conferma nel suo progetto definitivo relativo all’autostrada Pedemontana lo sbancamento del Bosco delle Querce. Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è l’opera di bonifica straordinaria che fu attuata a partire dagli anni Ottanta per contenere le scorie e i resti dell’incidente industriale, contenere l’inquinamento del suolo su cui si depositarono quantità altissime di diossina. Una bonifica che continua tutt’oggi.
Con quale credibilità il presidente Allevi potrà sostenere le sue giuste affermazioni se questo atto ingiusto e dannoso per il bene pubblico verrà perpetrato sotto i suoi occhi e nel tempo del suo governo?

Osserviamo gli uccelli del Parco Pineta

Picchio rosso maggiore 
Domenica 27 Febbraio 2011 Legambiente di Tradate organizza un'escursione nei boschi del Parco Pineta nel corso della quale impareremo a osservare e riconoscere gli uccelli dei nostri boschi, grazie all'aiuto e all'esperienza di un ornitologo esperto.


Ritrovo: ore 9.00, in via Carducci, Tradate, presso il parcheggio della palestra delle scuole elementari.

Munitevi di scarponcini, binocolo e macchina fotografica!
Informazioni: info@legambientetradate.it

Foto di Maurizio Milan

Ecomostri e altre spaventose creature di Brianza

Palazzoni dai mari profondi,
grattacieli da Marte,
piazze terrificanti,
abusi mostruosi,
costruzioni orrorifiche di qualsiasi natura è giunta la vostra ora.

Sarete tutti mappati!

Segnala il tuo mostro preferito a: info@vorrei.org

Info: www.vorrei.org

giovedì 24 febbraio 2011

Il Governo impugna la Legge regionale sull'acqua della Lombardia!


di Roberto Fumagalli - Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua

Una buona notizia sul fronte dell'acqua pubblica!
Si potrebbe dire Berlusconi contro Formigoni o, meglio, lo Stato contro la Regione Lombardia.
La notizia è l'impugnazione per incostituzionalità della nuova Legge regionale sull'acqua votata dal Consiglio Regionale della Lombardia lo scorso 22.12.2010, nonostante la forte opposizione dei Comitati acqua della Lombardia e l'ostruzionismo di tutti i partiti di minoranze, usciti dall'aula al momento del voto.

L'impugnazione riguarda la parte della Legge che assegna un ruolo alle società patrimoniali, volute dalla Lombardia solo per moltiplicare le poltrone dei CdA.

Si ricorda che la Lombardia è finora l'unica regione ad aver approvato una legge in applicazione del:
- decreto Calderoli, sulla soppressione delle Autorità d'Ambito (A.ATO): la Lombardia prevede di togliere le competenze ai comuni per consegnarle alle province, attraverso la costituzione degli Uffici d'Ambito formati solo da un CdA;
- decreto Ronchi, sull'affidamento della gestione dei servizi idrici: la Lombardia obbliga all'affidamento tramite gara, consegnando di fatto l'acqua ai privati.

A questo punto l'impugnazione ci permette di chiedere la sospensione dell'applicazione di tutta la (pessima) legge regionale, almeno fino al voto del Referendum nazionale che chiede la cancellazione del decreto Ronchi (e quindi di riflesso anche della legge lombarda).
Pertanto chiediamo che nel frattempo i comuni e le province non applichino la legge regionale, ovvero non si devono nè costituire gli Uffici d'Ambito e nè avviare le gare, così come in provincia di Mantova si deve sospendere la gara già avviata per la messa sul mercato del 40% della società pubblica Tea acque.

Ancora una volta Formigoni è stato bloccato nella sua volontà di privatizzare l'acqua della Lombardia.
Continuiamo la mobilitazione!

Alla scoperta dell'avifauna con gli "Amici della Natura" di Triuggio

Martin pescatore (foto di Maurizio Milan)
Giovedì 24 febbraio 2011 - ore 20,30
Centro Civico di Canonica - via delle Grigne, 32
Avifauna selvatica del Parco
Uccelli che trascorrono l'inverno in Brianza

con Giuliana Pirotta e Mariella Nicasto, naturaliste ed educatrici

Domenica 27 febbraio 2011 - ritrovo ore 7,30
Passeggiata lungo l'Adda e osservazione dell'avifauna acquatica svernante
Partenza (con mezzi personali) dal parcheggio di via Kennedy a Triuggio. Passeggiata lungo l'Adda da Imbersago a Brivio con attraversamento del fiume mediante il traghetto "Leonardesco" a mano.
E' possibile pranzare in ristorante (la passeggiata terminerà alle 12,30).
In caso di pioggia verrà annullata.
Prenotazione obbligatoria: adn.triuggio@gmail.com

Associazione Amici della Natura

mercoledì 23 febbraio 2011

Le proposte del WWF per riqualificare il Lambro

L'area fluviale “ex gattile" (Melegnano)
Il WWF chiede un impegno per la riqualificazione del Lambro attraverso il ripristino delle aree di esondazione residue, il recupero di lanche e zone umide e la riforestazione delle sponde.

"E' necessaria una volonta' concreta - ha dichiarato Paola Brambilla, Presidente del WWF Lombardia - noi abbiamo gia' da molti anni avviato interventi di rinaturazione e valorizzazione ambientale lungo quello che e' considerato uno dei fiumi piu' inquinati d'Italia, come dimostrano l'Oasi WWF Bosco di Montorfano a Melegnano un'area, un tempo degradata, che nel 1990 e' stata ripristinata dal WWF Sud Milano, con il coinvolgimento della popolazione; ora e' un fruito parco cittadino lungo il Lambro, alla confluenza con la Vettabbia. O la recente oasi "La Levadina", a San Donato Milanese: un'area di esondazione riqualificata e riforestata, affiancando l'antico bosco e zona umida".

Il WWF ha individuato diverse aree particolarmente adatte a un recupero ambientale; tra queste vi e' l'area fluviale "ex gattile" a Melegnano, un'area di 10 ettari in parte degradata, che conserva alcune caratteristiche naturali. Quest'area e' particolarmente importante per il recupero della capacita' di laminazione delle acque, che necessita di interventi di bonifica e il ripristino delle fasce boscate riparie.

Vi e' poi una seconda area utilizzata in passato da "impianti a pioppo" che si presta al recupero della continuita' ecologica tramite riforestazione.

martedì 22 febbraio 2011

Disastro Lambro, un anno dopo

articolo di
Erica Sirgiovanni
Terra Milano


AMBIENTE. Ancora nessun colpevole per lo sversamento di idrocarburi nel fiume. In 12 mesi, altri 7 allarmi per scarichi industriali.



E' passato un anno dal disastro ambientale del febbraio 2010, quando 2.600 tonnellate di idrocarburi  provenienti dalla ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, furono sversati nel tratto brianzolo del fiume Lambro, provocando uno dei peggiori disastri ecologici che la regione ricordi. Ad oggi, l’indagine giudiziaria è ancora aperta ma non c’è nessun colpevole. Le condizioni del fiume che lambisce Milano per arrivare al Po è da sempre critica e continua a preoccupare, ma sono soprattutto i continui scarichi industriali ad aggravare una situazione già di per sé compromessa. Solo nell’ultimo anno, l’allarme è scattato ben sette volte.

L’ultimo episodio risale solo a un mese fa, quando l’allarme scattò dopo il rinvenimento di alcuni residui di nafta, provenienti probabilmente dal lavaggio di una cisterna. A denunciarlo è ancora una volta Legambiente durante il convegno, organizzato ieri mattina a Milano, per fare il punto della situazione e presentare i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa lungo il corso del fiume. Secondo i dati presentati, gli effetti dello sversamento dello scorso febbraio sono solo attenuati, ma la situazione complessiva non è migliorata. Su 42 depuratori nel bacino Lambro - Seveso - Olona , 20 non sono conformi alla norma. I casi più critici sono quelli dei depuratori di Varedo, che scarica nel Seveso, e di Monza, che scarica nel Lambro, determinando la morte biologica del tratto fluviale a valle.

A conti fatti, secondo Legambiente, nell’intero bacino del Lambro, che comprende anche Olona e Seveso con i relativi affluenti, solo il 60% degli scarichi civili e industriali passano attraverso un depuratore, tutto il resto, finisce nei fiumi senza alcun trattamento. Un dato addirittura peggiore di quello medio regionale, che stima nel 78% la percentuale di acque di scarico che subiscono un trattamento depurativo. Motivo per il quale la Lombardia è esposta a ben due procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. Versa in gravissime condizioni anche il sistema di collettori e fognature che risalgono addirittura a 150 anni fa. Secondo Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, «è proprio questa una delle strade per cui deve passare il risanamento del bacino. Si è resa oramai necessaria anche l’organizzazione di una governance strutturata fra i vari enti per la gestione delle acque, a iniziare dal “Contratto di fiume” che dovrebbe prendere il via tra pochi mesi, coinvolgendo tutti i Comuni interessati».