mercoledì 9 marzo 2011

Pedemontana: l'ecomostro della Brianza

Dal viceministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, arriva un severo monito al governatore lombardo Formigoni e all'assessore Cattaneo perchè si smetta di millantare risorse e crediti che non ci sono in disponibilità. La Pedemontana doveva essere un'opera per mettere ordine al caos viabilistico della Brianza e del Comasco, è diventata un costosissimo ecomostro che devasterà i territori incanalando nuovo traffico pesante proveniente dalla Milano-Venezia.

“E' ora di fare i conti con la realtà - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - il “superassessore” Cattaneo deve rendersi conto che in Lombardia non c'è spazio per tutte le autostrade che lui sogna, e non ci sono neanche i soldi per realizzarle. Prima di aprire nuovi cantieri eterni, meglio pensare ad una più saggia cura dimagrante per la Pedemontana: si rinunci al lotto Osio-Vimercate, il più devastante e meno necessario, e si accantonino risparmi per le indispensabili opere di compensazione. Risparmieremo così a questa sventurata autostrada una iniezione di traffico pesante, di cui i Brianzoli imbottigliati farebbero volentieri a meno”.

Lombardia: la legge regionale sull’acqua deve essere sospesa!

Risposta a Formigoni sui rischi di privatizzazione dell’acqua in Lombardia

di Rosario Lembo
(presidente del Contratto Mondiale sull'acqua) 

e Roberto Fumagalli
(referente regionale del Comitato Referendario “2 Sì per l'acqua bene comune”)

“La verità è che la legge regionale sull’acqua, votata a dicembre dalla Regione Lombardia e impugnata dal Governo, obbliga a privatizzare l’acqua: occorre ora sospendere l’applicazione della legge e aspettare l’esito del Referendum per l’acqua pubblica”.

Questa la nostra risposta alla dichiarazione rilasciata ieri dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni a margine del convegno "Acqua, bene pubblico e servizi di qualità" tenutosi ieri a Roma (vedi sotto).

La verità è che la Regione, con l'approvazione della legge n. 21/2010 votata lo scorso 22 dicembre, ha voluto fare da apripista ai modelli di privatizzazione dell'acqua proposti dal Governo nazionale con il cosiddetto decreto Ronchi, offrendo alle imprese multinazionali europee la possibilità di accaparrarsi le efficienti gestioni oggi in mano alle aziende pubbliche lombarde finora controllate dai comuni.

Il rilievo di costituzionalità opposto dal Governo nazionale rispetto al mantenimento in essere delle società patrimoniali, era già stato oggetto di contestazione da parte della Corte Costituzionale sulla precedente legge regionale del 2006, accogliendo i rilievi mossi dal Governo Prodi. Alla luce degli obblighi imposti dal decreto Ronchi (obbligo della messa a gara o cessione di almeno il 40% delle società di gestione) non si capisce quale possa essere il ruolo che le società patrimoniali possono svolgere se non quello di mettere a disposizione dei privati i soldi per garantire gli investimenti.

Solo la vittoria del Referendum (che chiede l’abrogazione del decreto Ronchi, ovvero dell’obbligo del ricorso alla gara) potrà riaffidare ai Comuni la facoltà di scegliere le modalità di affidamento previste dalla giurisprudenza europea, tra cui la gestione totalmente pubblica, salvaguardando in tal modo la gestione diretta dei servizi idrici.

Chiediamo pertanto alla Regione Lombardia di sospendere l’efficacia della legge regionale n. 21/2010, e contemporaneamente diffidiamo i presidenti di tutte le Province della Lombardia onde non dare applicazione alla pessima norma regionale, in quanto sarebbe un affronto alla democrazia accelerare le gare di privatizzazione prima dello svolgimento del Referendum, esponendo oltretutto i Comuni a possibili impugnazioni se, come auspichiamo, i cittadini italiani sosteranno con i loro Sì i due quesiti referendari.

La dichiarazione di Formigoni:
"In Lombardia abbiamo realizzato una riforma con il gradimento degli enti locali sulla base del principio che la proprieta' delle reti resti pubblica mentre la loro gestione viene messa a gara. Vinca il migliore a chi sa realizzare il servizio a costo piu' basso e con una qualita' migliore. Non c'e' il rischio di privatizzazione dell'acqua.Abbiamo concesso ai Comuni di costituire societa' pubbliche per le reti. Su questo il governo ci ha impugnato la legge e sono qui a contestarlo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni a Roma per il convegno "Acqua, bene pubblico e servizi di qualita'" a Palazzo Marini.

sabato 5 marzo 2011

Le associazioni di Triuggio danno vita al comitato "2 Sì per l'Acqua Bene Comune"

Il Comitato ha per scopo la gestione ed il coordinamento nel territorio comunale di TRIUGGIO, di tutte le attività finalizzate allo svolgimento della Campagna a sostegno dei 2 Referendum in materia di gestione del servizio idrico integrato dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale.

Quesito 1: abrogazione dell'art. 23 bis del decreto-legge 112/2008 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" e s.m.i.

Quesito 2: abrogazione dell'art. 154, comma 1, del decreto legislativo n. 152/2006 "Norme in Materia Ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"),

In particolare il Comitato si prefigge lo scopo di:
- realizzare attività informative e di promozione della Campagna a supporto dei 2 Referendum;
- intervenire nei dibattiti, iniziative e manifestazioni realizzate.

Hanno sinora aderito le seguenti Associazioni:
AMICI DELL NATURA – ACLI TRIUGGIO – ANPI TRIUGGIO - GAS TRIUGGIO - COOPERATIVA CANONICA - AMICHE DI ABCD

Tutte le associazioni di Triuggio sono invitate ad aderire e sostenere il comitato partecipando all’incontro che si terrà il giorno  
21 MARZO 2011 alle ore 21  
presso la sede degli AMICI della NATURA in via delle Grigne 32 a Canonica Lambro (Centro polifunzionale).
Nella serata verrà costituito il Comitato da tutte le associazioni che aderiranno, e verranno definite le iniziative in preparazione dei referendum.

venerdì 4 marzo 2011

La "Notte della Civetta” al Parco di Monza

Civette (foto di Edoardo Viganò)
Torna anche al Parco di Monza, puntale ogni due anni, la Notte della Civetta. L’iniziativa venne lanciata anni fa a livello europeo e, nel 2005, approdò anche in Italia grazie al Gruppo Italiano Civetta. E Monza, con il nostro Parco, è da sempre scenario della manifestazione.

La serata del 19 marzo 2011 sarà dedicata al piccolo rapace notturno, che da sempre affascina l’uomo. In tante parti d’Italia e d’Europa, verranno organizzate uscite per i cittadini. Esperti accompagneranno i partecipanti alla ricerca di civette (e di altri rapaci notturni). Come individuare questi animali di notte? Utilizzando canti registrati, sarà possibile stimolare le voci delle civette.

Il Parco di Monza è abitato da numerose coppie di civetta e allocco (un rapace notturno un poco più grande della civetta). Se l’allocco è presente nel Parco con la popolazione più numerosa d’Italia, anche la civetta non se la passa male: indagini svolte nel corso della primavera 2008 hanno mostrato come la piccola abitatrice della notte sia rappresentata con un bel numero di individui.

L’iniziativa del 19 marzo sarà l’occasione per illustrare le indagini su questi animali svolte sul nostro territorio.

L’appuntamento è per le ore 20.15 del 19 marzo presso la Porta di Monza del Parco di Monza in viale Brianza (Monza). Prima dell’escursione nel Parco, verrà tenuta presso la Scuola Agraria del Parco una breve presentazione sui rapaci notturni. Per ragioni organizzative, è obbligatoria l’iscrizione. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Matteo Barattieri: tel.: 349 43 08 028 (chiamare dopo le 17.00)  - e-mail: matteo.barattieri1@libero.it 

Si consiglia abbigliamento adeguato ad una passeggiata all’aperto.

Organizzatori a livello nazionale sono il Gruppo Italiano Civette e la lista EBN (EuroBirdNet) Italia. Per l’iniziativa monzese collaborano: Scuola di Agraria del Parco di Monza, Comitato per il Parco di Monza, Centro Ecostudi ONLUS. A coordinare il tutto sarà quest’anno il Parco Valle del Lambro che ha in programma altri appuntamenti.

AVVISO: Venerdì 25 marzo verrà recuperata la Notte della Civetta al Parco di Monza, annullata il 19 per il maltempo. Appuntamento per le ore 20.00 alla Porta di Monza del Parco (viale Brianza, Monza). 

Ona domeniga ecològica in di bosch de Sant Andrea

Domà Nunch , cont i patrocini del Parch Regional di Groan, del Comun de Misent (MB) e del Comun de Cogliaa Sandalmazzi (MB), la organizza ona domeniga ecològica in di bosch de Sant Andrea.

La manifestazion l'è averta a tutta la popolazion.

Nettemm i nòst bosch

Domeniga ecologica in di bosch de Sant Andrea

20 de marz 2011, h. 9
Partenza da MISENT / MISINTO (MB), Antiga Osteria Sant Andrea, via S.Andrea 13

PROGRAMMA.

h.9.00 - Se troeuvom tucc a l'Antiga Osteria Sant Andrea
h.9.30 - Partenza per andaa a nettà i bosch.
h.12.30 - Pan e salamm e bibita offert da l'Antiga Osteria Sant Andrea

Informazion: tel. 02/96328730 - email: info@domanunch.org

L'organizzazion la mettarà a disposizion di indoment (guant e tute) finchè ghe n'è.  Tucc pòden partecipà liberament cont i sò vestii e i sò attrezz. L'organizzazion la se ciappa minga la responsabilità per dagn ò incident che podarìan capità ai partecipant.

Campagna salvataggio rospi al Lago del Segrino

Ogni anno, in primavera, il rospo (Bufo bufo) si risveglia dal letargo invernale nei boschi per raggiungere i luoghi di riproduzione, laghi e stagni. Ed il lago del Segrino non è certo da meno!

La minaccia principale a questi animali è ben lungi dall'essere naturale. La progressiva urbanizzazione del territorio, e il conseguente sviluppo della rete stradale, hanno portato all'estinzione molte popolazioni di anfibi.

Per evitare che altre colonie di rospi si estinguano sotto le ruote delle auto, la Comunità Montana del Triangolo Lariano organizza da una dozzina di anni la Campagna Rospi.

La campagna di salvataggio prevede due differenti momenti.

Nelle prime settimane del mese di marzo si installano le barriere per fare in modo che i rospi, scendendo dalla montagna o salendo dal lago, siano indirizzati verso eventuali sottopassi senza aver bisogno dell'intervento dei volontari. Dove non dovessero esistere passaggi sicuri, queste barriere impediscono ai rospi di finire in strada col rischio concreto di venire investiti.

Dall'ultima settimana di marzo, nelle zone controllate dai volontari della Comunità Montana del Triangolo Lariano, i rospi iniziano la migrazione verso i laghi e gli stagni dove si riprodurranno.

In queste serate i volontari, muniti di guanti, secchi e torce dovranno perlustrare la strada nella zona di migrazione al fine di raccogliere, censire e spostare in sicurezza i rospi.

Info: Gruppo Naturalistico della Brianza ­ Onlus ­