mercoledì 19 giugno 2013

Acqua pubblica in Brianza: il Comitato Beni Comuni presenta un nuovo esposto all'Autorità Garante

Riceviamo e pubblichiamo.

Acqua in Brianza: il Comitato Beni Comuni indica la strada

Intervento del Comitato Beni Comuni MB

Al fine di una maggiore comprensione in merito  al SII della Brianza, riteniamo importante condividere quanto di nuovo si sta sviluppando intorno a questo importantissimo ciclo.

In allegato due documenti:

Il primo è un autorevolissimo parere tecnico del Comune di Monza che pone fine alla scellerato progetto di riorganizzazione del servizio idrico portato finora avanti dall'ATO.

Il secondo è uno schema di delibera per l'inizio di un percorso alternativo, nel segno della legittimità e della trasparenza.

L'alternativa all'affidamento a Brianzacque, infatti, non è di certo la gara, come ostinatamente continuano a ripetere i rappresentanti della Provincia e dell'ATO. Ai sensi dell'art. 48 della L.R. n. 26/2003, in materia di scelta del modello gestionale è necessaria la preventiva consultazione obbligatoria e vincolante della Conferenza dei Comuni, cui partecipano tutti i comuni dell'ATO.

Non spetta, quindi, ne a un Assessore provinciale ne al Vice Presidente dell'ATO stabilire se il servizio debba essere messo a gara o continuare con il modello cosiddetto "in house". Le varie Conferenze dei Comuni hanno già espresso il loro parere vincolante a favore di quest'ultimo modello, indipendentemente dal fatto che l'affidatario sia, o meno, Brianzacque.

martedì 18 giugno 2013

Parco del Meredo: una segnalazione su recinzioni e sentieri

La zona oggetto della segnalazione
Pubblichiamo di seguito alcune note che abbiamo ricevuto da un nostro lettore e che riguardano lo stato in cui si trova un'angolo del Parco del Meredo (PLIS Brianza Centrale). Ci auguriamo che la segnalazione venga verificata dagli organi preposti al controllo del Parco.



Biassono: Francesco Magni in concerto


lunedì 17 giugno 2013

Passeggiata alla scoperta dell'Oasi WWF del Caloggio

Per scaricare la locandina in formato pdf cliccare qui


Visita il sito del WWF Groane

Domenica 23 giugno 2013 - ore 8,45

Ritrovo al Parcheggio delle piscine in via Verdi ang. via Dante

Questa è la nona uscita del programma "Le Stagioni del Parco 2013" e prevede un percorso di circa 4 km della durata di 4 ore accompagnati dai volontari del WWF Comitato Groane sui sentieri segnalati dell'Oasi del Caloggio e dintorni.

Indicazioni:
  1. Raduno e presentazione (1/2 h)
  2. Giro dell’Oasi (1 h)
  3. Risorgive: C. Porro e Litta (1/2 h)
  4. Ex polveriera
  5. Canale secondario di Garbagnate da cui partirà la derivazione per Expo 2015, strutture d'epoca del Villoresi
  6. Canale scolmatore delle piene di Nord Est /Seveso) (da 4 a 6: 1 h)
  7. Sentiero 7 cascate, pertinenze dell’oasi, oasi e ritorno (1/2h)
Termine della visita alle ore 12.30 (max ore 13.00) e rientro.

PER IL GRUPPO "BRUGHIERA" E' STATO ORGANIZZATO UN PUNTO DI INCONTRO A MEDA ALLE ORE 7,50 PRESSO IL  PARCHEGGIO DEL MERCATO (SCUOLA ANNA FRANK) IN VIA GIOVANNI XXIII°. LO SCOPO E' QUELLO DI RIEMPIRE LE AUTO E ANDARE IN QUEL DI BOLLATE IN UN MODO PIU' "SOSTENIBILE". 
Per chi vuole partire da Meda chiamare Tiziano: 331 2271052.
 

Il ciclo idrico brianzolo: insieme per la tutela della legittimità

Riceviamo e pubblichiamo

6 GIUGNO 2013: DAL CONSIGLIO COMUNALE DI DESIO UNA BELLA LEZIONE DI DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE ATTIVA PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI E DELLA LEGALITA'
 
Il Consiglio Comunale aperto, tenutosi a Desio il 6 giugno 2013, ha rappresentato un momento di grande partecipazione democratica e di discussione, mai realizzato fino ad ora, sul ciclo idrico integrato.
Il Consiglio Comunale di Desio, finalmente, ha potuto esercitare la sua funzione istituzionale perché, prima di esser chiamato ad esprimersi su una proposta di delibera per la retrocessione delle quote del proprio patrimonio idrico e il loro conferimento in una società che non possiede i requisiti previsti dalla legge, ha potuto ascoltare anche la voce di chi dissente da questo progetto.

Va dato atto che l'Amministrazione Comunale di Desio ha dimostrato ampia sensibilità democratica, garantendo alle parti di poter esporre i diversi percorsi possibili per dotare la Brianza di un unico soggetto che gestisca il Ciclo Idrico Integrato.

Gruppi ristretti di potere, invece, pretendono che i Consigli Comunali votino a scatola chiusa dispositivi così importanti, immiserendo il ruolo dei Consigli Comunali che, per conto dei cittadini e per diritto costituzionale, devono esercitare il controllo nella gestione dei Beni Comuni.

Le ragioni espresse dall'ATO sono apparse confuse, contradditorie e omissive.

Appare assurdo il teorema sostenuto dall’ATO secondo il quale un’operazione non può essere considerata illegittima finché l’autorità giudiziaria non si è espressa a riguardo. Non è accettabile che ci si esprima in questi termini di fronte a un Consiglio Comunale! Non è così che si alimenta la cultura della legalità, tanto più in un territorio devastato dalle infiltrazioni criminali! Le istituzioni devono, prima di ogni altra cosa, garantire la legalità e la trasparenza. La legge è l’elemento su cui si fonda il vivere civile e non può essere considerata un ostacolo al raggiungimento di obiettivi più o meno legittimi.

I rappresentanti dell’ATO, poi, hanno apertamente dichiarato che il percorso intrapreso è illegittimo ma da perseguire in quanto unica “strada obbligata”. Hanno poi dichiarato che il dibattito svoltosi a Desio è tardivo e quindi non ci sono altre possibilità, che si è avviata la strada dell'affidamento a Brianzacque perché non c'erano alternative e mai nessuno ha avanzato proposte diverse.

Ma la tardività del dibattito è da ascriversi esclusivamente a una politica fatta solo di logiche di potere, quindi estranee agli interessi dei cittadini, che ha tentato di evitare il confronto, ben sapendo delle difficoltà in esso insite. L’esito referendario e i Comitati per l’acqua pubblica sono esempi di questa volontà di discussione che i partiti hanno deciso di evitare per poter gestire le ingenti risorse idriche per i loro interessi personali, anzichè della collettività.  Il dibattito non è tardivo; forse lo è per loro, in quanto hanno fallito e non vogliono arretrare. Ma è ovviamente ancora possibile intraprendere un percorso legittimo e strategico: la fusione delle patrimoniali che possiedono i requisiti, ALSI e Idra, le quali, con un percorso di gestione unitaria a norma di legge, possono dar vita a un processo di fusione per incorporazione del segmento idrico delle altre Patrimoniali: AEB-GELSIA-ASML-SIB-GSD.

Il Vice presidente dell'ATO ha poi palesemente omesso un dato incontrovertibile, dicendo che non c'è stata mai una proposta alternativa, mentre nella prima decade di luglio 2010, l'allora neo eletto C.d.A di ALSI propose un percorso di fusione delle patrimoniali, in ossequio alla normativa. Tale percorso fu bloccato dal C.d.A di Brianzacque, in accordo con la Provincia e l'ATO di MB. Fu bloccato perché la ristretta cerchia di potenti comandava contestualmente in Brianzacque e in Idra e il processo fu liquidato per meri interessi partitocratici.
Veniamo, ora, alle tesi dell'Avvocato, consulente dell'ATO di MB. Esse appaiono flebili e contradditorie, in particolare sulle sentenze della Corte Costituzionale relative alla valenza delle patrimoniali costituite prima del 2008 e la proprietà dei beni demaniali. Il patrimonio detenuto da Brianzacque non ha la qualifica di inalienablità e incedibilità e cioè non gode della particolare tutela garantita alle patrimoniali costituite prima del 2008.

Alla luce di tutto ciò, il Sindaco e la Giunta di Desio hanno dovuto prendere atto che la complessità della materia e le diverse posizioni in campo necessitano di opportuni approfondimenti.

Vale la pena evidenziare la posizione del Sindaco Corti che ha sostenuto che in Brianza qualunque operazione finalizzata a un affidamento diretto del servizio idrico sarebbe illegittima. Questo, a suo parere, perché nel nostro territorio non esisterebbe alcun soggetto “in house”, visto che nessuno applica correttamente quello che dovrebbe essere il principio del controllo analogo. Al di là del legittimo dubbio di non essere in uno stato di diritto, così come della certezza del disprezzo che la Casta dell’Acqua nutre per la legge, va sottolineato che non può essere confuso il piano della corretta amministrazione delle società pubbliche con quello della corretta modalità di affidamento del servizio idrico. Non è giusto e non è intellettualmente onesto fare di ogni erba un fascio per nascondere le magagne di Brianzacque.
Dato che ogni decisione deve essere ponderata per queste ragioni la delibera di retrocessione delle quote è stata ritirata e, probabilmente, verrà riproposta al Consiglio comunale.

Ora, acclarato che il percorso di Brianzacque è illegittimo e pericoloso per il patrimonio pubblico, esponiamo la soluzione possibile e immediatamente percorribile, priva di ostacoli di natura tecnica e giuridica. Gli unici ostacoli sono di natura politica, e in quanto tali, devono essere rimossi.

  1. Riconvocazione urgente dell'assembla dei soci Alsi per il ritiro della delibera votata il 22 maggio 2013 che prevede la fase di “studio” di smembramento della patrimoniale stessa, richiesta delle dimissioni dell'amministratore unico, rielezione di un nuovo C.d.A autorevole che, viceversa  abbia la missione di ottenere l’affidamento in house e di elaborare un piano industriale strategico che preveda la fusione per incorporazioni delle altre patrimoniali minori.
  2. Convocazione urgente dell'assemblea dei soci di Idra per bloccare il processo unilaterale di scissione dei comuni soci della Provincia di Milano e contestuale avvio di una fase di studio e di trattativa con il Cap per attuare in simultanea il concambio la cessione dei comuni della provincia di Milano, in cambio dei comuni ricadenti nella Provincia di Monza e Brianza, ora detenuti dal Cap.
  3. Creazione di un comitato garante dell'operazione, i cui componenti siano scelti nei Consigli comunali, previa presentazione di curricula attestanti conoscenze nel campo idrico, tra personalità di provata rettitudine che rappresentino la società civile e i comitati che da anni sono impegnati nella difesa dei Beni Comuni. Le finalità e il ruolo di questo comitato dei garanti deve essere tale da garantire la massima trasparenza, validità legale e industriale del nuovo iter.
  4. Il patrimonio e la liquidità finanziaria di Alsi devono essere inviolabili e di conseguenza non utilizzati per ripianare la enorme massa di debiti di Brianzacque.
  5. Nomina del nuovo Cda di Brianzacque, in base a quanto stabilito dalla legge.
  6. Immediata attuazione di un piano di rientro dei debiti che Brianzacque ha nei confronti di Alsi e di altri enti.
  7. Organizzazione di Consigli Comunali aperti, con le stesse modalità di quello organizzato a Desio il 6 giugno 2013.

Ora che in Brianza si presenta questa grande possibilità di cambiamento nel segno della trasparenza, è necessario ridare dignità alla gestione dei servizi pubblici, sfruttando l'opportunità per elaborare un progetto di accorpamento in un'unica grande azienda pubblica brianzola.
Molti sono al corrente che nel settembre del 2007 tra i Presidenti di alcune patrimoniali brianzole che si occupano della gestione di servizi pubblici, tra i quali i servizi di igiene ambientale, e i Sindaci dei Comuni soci di tali patrimoniali fu firmato un Protocollo di intesa che prevedeva l'aggregazione di tali patrimoniali per la gestione congiunta dei servizi.

Vi è da notare che le citate patrimoniali che firmarono l'intesa, per la quasi totalità, sono proprietarie di quote di Brianzacque e che i Sindaci firmatari, sempre per la quasi totalità, rappresentano Comuni soci di ALSI.
Costituire una grande azienda speciale brianzola del ciclo idrico metterebbe al riparo il settore da qualsiasi pretesa di privatizzazione, porrebbe il patrimonio idrico al riparo degli interessi della speculazione finanziaria con i relativi rischi di default, di assorbimento da parte di Cap Holding e della conseguente sottrazione della titolarità delle reti ai Comuni brianzoli. La sinergia con le altre aziende pubbliche firmatarie del Protocollo garantirebbero le economie di scala necessarie al sostenimento degli investimenti.
Il presente comunicato è sottoscritto dalle forze politiche e sociali democratiche che avversano l’illegittimo affidamento a Brianzacque e che sono disponibili al confronto democratico per un nuovo percorso aggregativo nel rispetto della Legge.
  • Piergiorgio Borgonovo Consigliere Comunale di Seregno e Presidente Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza
  • Paolo Di Carlo Consigliere Comunale di Desio
  • Nicola Emanuele Fuggetta Consigliere Comunale di Monza
  • Tiziano Garbo Consigliere Comunale di Desio
  • Gianmarco Novi Consigliere Comunale di Monza
  • Comitato Beni Comuni di MB

sabato 15 giugno 2013

Mozzate: Siamo barricati in casa per colpa di Pedemontana!


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera inviata al Sindaco di Mozzate

Alla cortese attenzione del Signor Sindaco
Luigi MONZA
Comune di MOZZATE


Oggetto: Viabilità su via Cornaggia di Pedemontana  2° NOTA

E’ passato oltre una settimana da quando una delegazione di abitanti della parte bassa di via Cornaggia si è incontrata con Lei per esporle una serie di problemi che assillano alcune famiglie, ma ancora non si vede nulla di diverso rispetto a 5 mesi fa, nulla è cambiato!
Non sappiamo se è stata recepita da Lei la gravità della situazione che ci costringe ad avere una qualità di vita scadente rispetto ad altri cittadini, che dura da ormai dall’inizio dell’anno.

Per quanto riguarda la polvere sollevata dagli automezzi la situazione peggiora, nel senso che ora con le belle giornate siamo costretti a tenere aperte le imposte e quindi oltre che a trovarla tutti i giorni sui davanzali esterni, la polvere, la terra ci entra in casa e ci riempie i nostri polmoni aggravando il nostro stato di salute.
Abbiamo anche difficoltà a stendere i panni all’aperto per asciugare.
“Barricati in casa” titolava la stampa locale alcuni mesi fa prospettando una situazione negativa a cui non pensavamo di arrivare, ma di fatto ora purtroppo ci siamo!
Non comprendiamo perché non vengano presi provvedimenti da parte del Comune che facciano terminare, o almeno attutiscano i nostri disagi.
Ci chiediamo: perché gli automezzi che disperdono polvere, terra e sassi  non vanno più piano? Perché un numero così rilevante di automezzi devono transitare da questa via? Perché gli automezzi per non disperdere la terra che trasportano non mettono degli appositi teli di copertura? Di notte è corretto il rumore che fanno questi automezzi?
Ora possiamo dire che oltre ai danni arriva anche la beffa!

Attorno alla rotatoria di via Cornaggia/Prati Vigani transita diverse volte al giorno un’autobotte che bagna abbondantemente la sede stradale, ma siccome la terra dispersa in continuazione dagli automezzi non viene tutta raccolta, l’asfalto diventa una fangaia che imbratta tutte le auto che transitano in quella zona e in quel momento, quindi la beffa di lavare la macchina tutte le volte che si esce e si rientra a casa.

Anziché bagnare la strada, cosa ora graditissima alle zanzare, gia numerose nella zona, riteniamo che sarebbe più utile prevenire, cioè fare semplicemente in modo che la terra ed i sassi non cadano dagli automezzi sulla strada.
Da tener pure presente che bagnando la via Cornaggia fino alla rotatoria, la polvere/terra persa e sollevata dagli automezzi di Pedemontana lungo tutta la via Prati Vigani , arriva alla fine ancora  tutta nelle case circostanti.
Le domande che poniamo possono trovare, a nostro modesto parere, una risposta e quindi la soluzione.

Una delle “prescrizioni” obbligatorie del CIPE, a riguardo del progetto definitivo del tracciato di Pedemontana parla di “predisporre un piano di circolazione dei mezzi d’opera in fase di costruzione (…)”
Non conosciamo questo “piano” di cui si fa riferimento nel documento del 2010, ma il Comune di Mozzate dovrebbe esserne a conoscenza.
Si chiede di conoscerne il contenuto, perché nel caso in cui questo “piano di circolazione”, che dovrebbe avere “valenza contrattuale”, non fosse stato firmato dal Comune di Mozzate, quanto sta avvenendo dovrebbe essere perlomeno irregolare e illegittimo!
Ricordo che l’esecuzione di tali regole richiama il Comune e non solo, alla necessità di esercitare tutti i suoi poteri affinché le prescrizioni vengano eseguite in modo completo ed accurato!

Il “piano” dovrebbe contenere i dettagli con: - tipi di mezzi da usare, - volume di traffico,- velocità di percorrenza, - calendario e orari di transito, - percorso di attraversamento delle aree urbanizzate, - ecc.
Quindi si dovrebbero conoscere quanti automezzi/giorno possono transitare, la loro velocità e gli orari di transito e di conseguenza si potrebbe garantire il rispetto di un diritto fondamentale per alcuni Mozzatesi alla salute ed alla salubrità del nostro ambiente.

Vi sono altre “prescrizioni” del CIPE che sembrerebbe che Lei si ostini o non vorrebbe che siano rispettate e che potrebbero alleviare invece,  in parte,  i nostri problemi.
Una prescrizione che si prefigge di “contenere la polverosità” cita: a) “lavaggio delle ruote e dell’esterno dei mezzi per evitare dispersione di materiale polveroso lungo i percorsi stradali”; b) utilizzo di veicoli “dotati di appositi teli di copertura resistenti ed impermeabili”.
Se solo queste prescrizioni citate fossero fatte rispettare dal Comune di Mozzate, sia esso il Sindaco, o l’Assessore, o il Responsabile dell’Ufficio Ambiente, o i Vigili Urbani (che non abbiamo visto in questi giorni sul posto e che si suggerisce di lasciar perdere…!) non avremmo certamente questo disagio che siamo purtroppo costretti di nuovo a segnalare.

Ci permettiamo di ribadire che se il problema che si segnala non viene affrontato in modo diverso dal passato, la situazione attuale che si ritiene inaccettabile,  si protrarrà ancora per molto tempo, per poi finire “naturalmente” alla fine della costruzione di questa arteria inutile, dannosa e costosa, senza che chi diceva di volere un cambiamento abbia avuto la possibilità e volontà di farlo veramente!

Si era chiesto nella Nota precedente del 5 giugno di avere delle risposte positive in tempi stretti, sperando di avere un trattamento diverso da chi aveva retto il Comune prima di Lei, ma finora  constatiamo, pur con rammarico, che nulla è cambiato!
Per farci cambiare queste convinzioni pessimistiche, ci tenga per cortesia al corrente di quello che Lei ed altri avete fatto e farete per la risoluzione di questo problema, visto che la stampa locale riporta che il Comune di Mozzate sarà come “una casa di vetro”.

Ci permettiamo infine di segnalare a Lei che siccome il “transito indisturbato” di questi automezzi sta avvenendo in diverse parti  del territorio comunale con conseguenze negative, la invitiamo ad attivarsi affinché sia garantito un ampio coinvolgimento dei Mozzatesi, nella risoluzione dei problemi citati.

Con osservanza.
Ambrogio Guglielmetti, Carla Contardi, Antonio Landi, Elisa Carminati, Giuseppe Landi, Elisabetta Ferrara, Giovanni Landi

Immagini tratte dalla pagina facebook del Comitato San Martino

Dal programma elettorale del Sindaco Luigi Monza