venerdì 18 settembre 2026

38ª ME-MO "al contrario": da Montorfano a Meda


Torna domenica
4 ottobre 2026 la storica ME-MO, la camminata che da 38 anni attraversa la brughiera collegando Montorfano e Meda.

Organizzata da CAI Meda, Società Escursionisti Medesi SEM e Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, l’edizione 2026 sarà per il secondo anno consecutivo “al contrario”: dalla partenza di Montorfano, alle 8.00 in piazza Roma, si seguirà il sentiero fino a Meda, dove l’arrivo è previsto tra le 13 e le 14 in piazza Vittorio Veneto. Negli ultimi anni è stata infatti scelta l’alternanza della direzione, offrendo ai partecipanti prospettive sempre diverse sul percorso.

 


Un’occasione per attraversare a piedi un prezioso territorio di boschi e brughiere, lungo un itinerario che collega l’area milanese a quella comasca e ai percorsi verso i parchi della Svizzera.

Per raggiungere Montorfano saranno disponibili tre pullman da Meda, con partenza alle 7.00 da piazza del Mercato, offerti con il contributo del Comune di Meda. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria (cliccare qui).

Anche l’arrivo a Meda sarà parte della giornata: dopo la camminata, gli organizzatori offriranno gli storici spaghetti all’Amatriciana della ME-MO, ospitati dalla famiglia Antona Traversi nella suggestiva Rotonda del Parco Storico di Villa Antona Traversi.

 


Saranno inoltre disponibili, con prenotazione,
visite guidate alla chiesa di San Vittore, a cura degli Amici dell’Arte, e a piazza Vittorio Veneto, a cura di Pro Loco Pro Meda, alle 14.30 e alle 15.30 (cliccare qui).

 


Durante la giornata saranno distribuite anche la
mappa del sentiero ME-MO, la nuova maglietta 2026 con nuova grafica e altri materiali dedicati alla brughiera e al Parco. Le offerte libere raccolte durante l’iniziativa, al netto delle spese organizzative, saranno devolute all’associazione medese L’Abbraccio OdV.

Per chi avesse necessità di rientrare a Montorfano sono previsti anche collegamenti treno + bus dalla stazione FNM di Meda.

 


⚠️
L’iscrizione alla camminata è obbligatoria e le prenotazioni per escursione, pullman e visite guidate si apriranno dalle ore 10.00 di domenica 20 settembre (cliccare qui).

In caso di maltempo, l’escursione sarà rinviata a domenica 11 ottobre 2026.

  • 📅 Domenica 4 ottobre 2026
  • 🥾 Montorfano → Meda
  • 📍 Partenza: piazza Roma, Montorfano, ore 8.00
  • 🚌 Pullman da Meda: ore 7.00

 


 

Andar per luoghi magici a lume di candela: tornano gli appuntamenti della Martesana

Dopo la pausa estiva tornano gli appuntamenti dedicati alla scoperta della storia e delle testimonianze del territorio, con due serate particolari alla luce delle candele.

L’iniziativa “Andar per luoghi magici a lume di candela” propone due visite guidate alla scoperta di luoghi suggestivi e delle storie vere che si sono svolte tra quelle mura, ricostruite attraverso documenti dell’epoca e testimonianze storiche.


Domenica 27 settembre
“Sussurri nella penombra dell’Eremo San Salvatore”
Il ritrovo è alle 20.00 presso il cimitero di Crevenna, da dove si proseguirà in auto verso l’Eremo di San Salvatore.


Sabato 10 ottobre

“Tracce di streghe nel borgo di Villincino”
Il ritrovo è alle 20.15 davanti alla torre con bifora di Villincino.

Le visite si svolgeranno dalle 20.30 alle 22.30, accompagnando i partecipanti in un viaggio tra storia, racconti e luoghi dal fascino particolare.

📞 Iscrizioni: 334 875 4952

giovedì 17 settembre 2026

Ev. Torricelli: Evangelista o… evangelista?

Immagine tratta da Wikipedia

A Seregno c'è una via dedicata a Evangelista Torricelli, il celebre fisico e matematico italiano. Nulla da eccepire, se non fosse per quella piccola abbreviazione sulla targa: “Ev. Torricelli”.
Una semplice abbreviazione? Non proprio.
Perché, nella lingua italiana, quando si abbrevia un nome proprio, la forma consueta è quella con la lettera iniziale e il punto: E. Torricelli.


“Ev.” invece ha un'altra storia. È infatti un'abbreviazione comunemente usata per evangelista, come in “gli Ev. Matteo, Marco, Luca e Giovanni”. Insomma, leggendo “Ev. Torricelli” per un attimo si potrebbe quasi pensare che Seregno abbia dedicato una strada a un misterioso Evangelista Torricelli in versione evangelista.

E le abbreviazioni, si sa, possono essere un piccolo campo minato.

E.V., per esempio, può indicare era volgare nelle indicazioni cronologiche; ev. può significare eventualmente; evang. può abbreviare evangelista o evangelico. E basta spostare una maiuscola o aggiungere un punto per ritrovarsi con un significato completamente diverso.

Naturalmente nessuno rischia di perdersi per una “v” di troppo. Ma l'odonomastica è anche questo: nomi, parole, abbreviazioni e segni che finiscono nello spazio pubblico e diventano parte della memoria della città. Per questo anche una targa merita attenzione: non è soltanto un'indicazione stradale, ma una piccola pagina di storia e di lingua esposta ogni giorno sotto gli occhi di tutti. E allora, forse, Ev. Torricelli potrebbe diventare un curioso caso di… omonimia abbreviata.

Chissà cosa avrebbe pensato il vero Evangelista Torricelli di questa piccola complicazione linguistica.

Il cielo sopra la Brianza: capire il meteo per capire il clima


Perché le previsioni meteorologiche non sono mai certezze assolute? E quanto è diventato importante imparare a leggere ciò che accade nell'atmosfera in un'epoca di cambiamenti climatici?

Se ne parlerà martedì 6 ottobre al Cineteatro Santa Maria di Biassono, nell'ambito della rassegna Green Lab, con il Colonnello Mario Giuliacci, fisico e climatologo, e Daniele Izzo, fisico dell'atmosfera e meteorologo operativo di Meteo Expert.

Siamo abituati a consultare le previsioni per sapere se pioverà nel fine settimana o se sarà necessario portare con noi l'ombrello. Ma il lavoro della meteorologia è molto più importante: le previsioni sono uno strumento essenziale per prevenire i rischi e affrontare eventi meteorologici potenzialmente pericolosi, oltre a essere fondamentali per agricoltura, trasporti e molte altre attività.

E oggi osserviamo con sempre maggiore attenzione fenomeni come ondate di calore, precipitazioni molto intense, temporali improvvisi e periodi di siccità. Fenomeni che interessano anche la nostra Brianza e che rendono ancora più importante comprendere la differenza tra tempo meteorologico e clima.

Una singola giornata calda o un temporale particolarmente intenso non sono, da soli, la prova di un cambiamento climatico. Ma conoscere la meteorologia aiuta a interpretare correttamente gli eventi che osserviamo e a distinguere il singolo episodio dalle tendenze che emergono dall'osservazione del clima nel lungo periodo.

È anche per questo che parlare di meteo significa parlare di conoscenza, prevenzione e consapevolezza ambientale.

La serata di Green Lab promette di essere un'occasione interessante per scoprire cosa c'è dietro le previsioni che consultiamo ogni giorno, quali sono i loro limiti e perché l'atmosfera rimane, nonostante i grandi progressi della scienza, un sistema complesso e in continua evoluzione.

  • Martedì 6 ottobre 2026 – ore 20.45
  • Cineteatro Santa Maria – Biassono
  • Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione online o presso la biglietteria.


Segui CH Meteo su WhatsApp per ricevere direttamente gli aggiornamenti sulle previsioni meteorologiche della Brianza: Canale CH Meteo

GEV, non solo vigilanza: la natura della Brianza ha bisogno di essere raccontata

Fonte immagine: sito web Parco delle Groane e della Brughiera

Per proteggere la natura non basta mettere dei cartelli, stabilire dei divieti e controllare che vengano rispettati.

Bisogna anche saper raccontare la natura. È questo, forse, il messaggio più importante che arriva dall'iniziativa organizzata domenica 6 settembre dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, che ha riunito una quarantina di Guardie ecologiche volontarie del proprio territorio, del Parco Nord Milano e del Parco Adda Nord per una giornata di formazione dedicata all'«Interpretazione del Patrimonio». Un'iniziativa che merita di essere segnalata e, soprattutto, di essere replicata.

Quando si parla di Guardie ecologiche volontarie si pensa spesso, inevitabilmente, ai controlli: il cane lasciato libero dove non dovrebbe, l'abbandono di rifiuti, un comportamento scorretto nei confronti dell'ambiente. Ma questa è soltanto una parte del loro lavoro. Le GEV sono presenza sul territorio. Sono persone che camminano nei boschi e nei prati, percorrono sentieri, osservano gli ambienti naturali, incontrano continuamente chi quei luoghi li frequenta. E proprio per questo hanno un'opportunità straordinaria: trasformare ogni incontro in un momento di educazione ambientale.

Anche un controllo può diventare un'occasione per spiegare. Se una persona viene richiamata perché è uscita da un sentiero, si può spiegare cosa c'è di delicato in quell'ambiente. Se viene chiesto di tenere il cane al guinzaglio, si può raccontare quali animali possono essere disturbati. Se si interviene per un rifiuto abbandonato, si può spiegare che cosa significa quel gesto per un ecosistema. La differenza è enorme. Una regola imposta può essere semplicemente subita. Una regola compresa può essere rispettata anche quando nessuno controlla.

Questo non significa naturalmente rinunciare alla vigilanza. Al contrario. I controlli sono indispensabili e fanno parte della funzione delle GEV. Ma la tutela dell'ambiente diventa più efficace quando alla vigilanza si affianca la capacità di far comprendere il valore di ciò che si sta proteggendo. È proprio questo il senso dell'«Interpretazione del Patrimonio» al centro della giornata formativa condotta dalla dottoressa Vanessa Vaio: non limitarsi a trasmettere informazioni, ma creare una relazione fra le persone e il luogo che stanno osservando. Una prospettiva particolarmente interessante per i parchi, dove il rapporto con i cittadini è quotidiano. Perché un visitatore può attraversare un bosco senza vedere nulla di particolare. Può vedere soltanto alberi. Una GEV preparata può invece aiutarlo a scoprire un ecosistema, raccontargli le specie che lo abitano, spiegargli l'importanza della biodiversità, fargli notare una traccia, una pianta, un corso d'acqua, un piccolo ambiente che normalmente passerebbe inosservato. E dopo averlo conosciuto, quel bosco probabilmente non sarà più soltanto «un posto dove andare a passeggiare».

È un tema particolarmente importante in una Brianza sottoposta da decenni a una fortissima pressione urbanistica e infrastrutturale. Qui gli spazi naturali non sono un elemento scontato del paesaggio. Sono frammenti di territorio da conoscere e difendere, spesso circondati da strade, capannoni, abitazioni e nuove infrastrutture. Brughiere, boschi, aree agricole, corsi d'acqua, fontanili e zone umide costituiscono una rete ambientale che rischia continuamente di essere considerata come semplice «vuoto» disponibile per nuove trasformazioni. Raccontarla significa anche spiegare perché quel «vuoto» vuoto non è affatto. Significa far capire che un prato non è soltanto un prato, che un bosco non è soltanto un insieme di alberi, che una zona umida non è un'area inutilizzata. Conoscere il territorio è il primo passo per riconoscerne il valore. E riconoscerne il valore è una condizione fondamentale per difenderlo.

Per questo salutiamo con favore la scelta dei tre parchi di investire insieme sulla formazione delle proprie GEV. Ma proprio perché l'esperienza è interessante, sarebbe auspicabile che non rimanesse un'iniziativa isolata. Perché non proporre percorsi analoghi anche negli altri parchi lombardi? Perché non costruire una formazione permanente delle GEV che affianchi alle competenze normative e di vigilanza una sempre maggiore preparazione sulla comunicazione, sulla conoscenza degli ecosistemi e sull'educazione ambientale? E perché non favorire sempre di più gli incontri fra GEV di parchi diversi, affinché possano confrontare esperienze, problemi e modalità di lavoro? La tutela della natura ha bisogno di competenze, ma anche di persone capaci di trasmettere quelle competenze alla comunità. 

C'è poi un aspetto che riteniamo fondamentale. Non bisogna pensare all'educazione ambientale come a qualcosa che avviene soltanto durante una visita guidata, una lezione con le scolaresche o una giornata organizzata dal parco. L'educazione ambientale può avvenire in qualsiasi momento.

  • Durante una passeggiata.
  • Durante un sopralluogo.
  • Durante un controllo.
  • Durante una conversazione con un cittadino.

Persino durante una sanzione, quando le circostanze lo consentono.

È questa la forza delle GEV: essere presenti là dove le persone vivono e frequentano il territorio, non soltanto in occasione degli eventi organizzati. Per questo la capacità di raccontare la natura non è un'aggiunta facoltativa al loro lavoro. È una competenza che può rafforzare profondamente la loro stessa funzione di tutela. 

Le GEV non devono essere soltanto gli «occhi» dei parchi. Possono essere anche la loro voce. Una voce capace di spiegare, coinvolgere e far scoprire che dietro ogni sentiero, ogni bosco, ogni prato e ogni corso d'acqua c'è un patrimonio che appartiene a tutti e che tutti siamo chiamati a rispettare. Se questa esperienza delle Groane, del Parco Nord e del Parco Adda Nord riuscirà a diventare l'inizio di un percorso più ampio, sarà un investimento importante non soltanto sulle GEV, ma sul futuro dei nostri parchi. Perché la natura che non conosciamo rischia di diventare invisibile. E ciò che diventa invisibile è molto più difficile da difendere.

Il fiume, la diossina e il Bosco delle Querce: una camminata lungo il Tarò-Certesa


Domenica 27 settembre 2026, alle ore 9.30, il Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria propongono una camminata narrante lungo il Tarò-Certesa, da Meda fino al Bosco delle Querce di Seveso.

Un percorso per conoscere il territorio attraverso la storia del suo fiume, ma anche per tornare nei luoghi che conservano la memoria del disastro dell’Icmesa del 1976 e della contaminazione da diossina.

La camminata, condotta dal geologo Gianni Del Pero, partirà da via Vignazzola a Meda e seguirà il sentiero Baden Powell, collegando la Collina della Memoria di Meda con il Bosco delle Querce di Seveso. Due luoghi simbolici della memoria di una delle più gravi emergenze ambientali della storia industriale italiana.

Il percorso si inserisce nella Giornata mondiale dei fiumi e fa parte del progetto “Atlante delle rive”, ideato da Marco Paolini insieme al filosofo della scienza Telmo Pievani, che invita a riscoprire i fiumi come elementi fondamentali del paesaggio, della storia e della vita delle comunità.

Camminare lungo il Tarò-Certesa significa quindi osservare un corso d'acqua spesso nascosto e poco conosciuto, ma anche ripercorrere una storia che ha profondamente segnato Meda e Seveso. Una storia nella quale ambiente, industria, salute, trasformazioni del territorio e memoria si intrecciano.

Info:

  • Domenica 27 settembre 2026
  • Ore 9.30
  • Meda-Seveso, da via Vignazzola al Bosco delle Querce
  • A cura di Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera e WWF Insubria

Il sentiero Meda-Montorfano, un cammino tra natura e storia che guarda verso la Svizzera

A Mariano Comense una serata dedicata al percorso che collega Milano e Como attraverso boschi e aree naturali. L’appuntamento mercoledì 23 settembre 2026 in Sala Civica, in vista della camminata del 4 ottobre


Il sentiero Meda-Montorfano, storico percorso conosciuto come ME-MO, sarà al centro di una serata dedicata alla sua storia, al suo valore naturalistico e alle prospettive future. L’appuntamento è per mercoledì 23 settembre 2026, alle 21, nella Sala Civica di Mariano Comense, in piazza Roma 52, con partecipazione aperta a tutti fino a esaurimento dei posti.

La serata, dal titolo «Il sentiero Meda-Montorfano: tratto di un cammino importante che, attraverso boschi e aree naturali, collega Milano e Como fino ai Parchi della Svizzera», è organizzata dal Comitato Parco regionale Groane-Brughiera, insieme al Cai Meda, sezione Franco Fusetti, e alla S.E.M. Meda, con il patrocinio della Città di Mariano Comense e del nostro Parco regionale delle Groane e della Brughiera Briantea, con il Servizio di vigilanza ecologica.

L’incontro rappresenta anche un momento di preparazione alla camminata da Montorfano a Meda in programma domenica 4 ottobre, occasione per riscoprire sul campo un itinerario che attraversa boschi e aree naturali e che si inserisce in un cammino più ampio tra Milano, Como e i Parchi della Svizzera.

A intervenire saranno rappresentanti di enti e associazioni impegnati nella salvaguardia e nella promozione del sentiero. Tiziano Grassi, presidente del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera APS-ETS, presenterà i sentieri ME-MO e il progetto del cammino Milano-Como-Svizzera. A seguire, Giuseppe «Nuccio» Confalonieri del Cai Meda ripercorrerà la storia e l’evoluzione del sentiero Meda-Montorfano.

Un altro tema centrale sarà quello della Cascina Mordina, recentemente ristrutturata. Loredana Testini, assessore all’Ambiente del Comune di Mariano Comense, illustrerà il ruolo che la struttura potrà avere nel futuro del sentiero Meda-Montorfano.

L’appuntamento vuole così mettere insieme memoria, tutela del territorio e prospettive di valorizzazione di un percorso che rappresenta un collegamento importante tra i territori della Brianza e del Comasco, all’interno di una rete di itinerari che guarda anche oltre i confini regionali.

La partecipazione alla serata è libera e aperta a tutti, fino a esaurimento dei posti.

Per informazioni: Tiziano 331 227 1052, oppure informazioni@comitatoparcobrughiera.it