martedì 19 dicembre 2023

Tangenziale Meda-Seregno: un'alternativa è possibile!

Pedemontana: lo svincolo di Meda.

La recente pubblicazione sul sito Medainforma di una lettera di Enrico Radice (link) ha ripreso il dibattito intorno alla controversa "tangenziale" di Meda-Seregno, un progetto complementare alla Pedemontana che ha suscitato diverse critiche da parte di gruppi ambientalisti e di quartiere. In linea con tali preoccupazioni è stata rispolverata una proposta del 2014, aggiornata nel 2019, avanzata dall'Associazione Cittadini Quartiere Polo di Meda e il Centro Promozione Brianza di Cabiate, in collaborazione con lo studio di pianificazione territoriale Logos Loci, che mirava a conciliare le esigenze di mobilità con la tutela dell'ambiente e la riduzione dei costi. Secondo Radice, questa soluzione conserva l'obiettivo di preservare il verde e di sfruttare le infrastrutture viarie già esistenti per alleggerire il traffico e ridurre i costi complessivi.

In particolare la proposta prevede la realizzazione di una rotatoria a corona dello svincolo di Meda, con un breve collegamento alla via Vignazzola. Questo collegamento di soli 100 metri consentirebbe di evitare il percorso attuale di 1500 metri attraverso la rotatoria di via Tre Venezie e la trafficata via Marco Polo, riducendo significativamente il traffico su quest'ultima.

Planimetria con la proposta alternativa avanzata da Radice.

L'alternativa proposta sfrutterebbe, quindi, l'uscita dalla nuova rampa in Comune di Seveso (prevista dall'Autostrada Pedemontana), inoltrandosi sulle già esistenti via Marco Polo, via Gorizia, via Ferrara (parallele alla ferrovia FFSS) per raggiungere il previsto sovrappasso ferroviario in direzione della nuova rotatoria. Questo nuovo tracciato alternativo ridurrebbe il traffico delle vie Indipendenza/Einaudi di Meda e delle vie Cadore e Wagner di Seregno.

Radice sottolinea alcuni vantaggi della proposta alternativa rispetto al progetto Pedemontana, elencando, tra gli altri, la tutela delle residenze, una riduzione significativa dei costi e tempi di realizzazione più brevi. D'altra parte, si evidenziano gli svantaggi del progetto originario, come la viabilità invasiva delle residenze e l'incremento dell'impatto ambientale.

domenica 17 dicembre 2023

Pedemontana e WWF Lombardia: coerenza o mancanza di visione?


Il post dedicato al Convegno di Pedemontana tenutosi a Meda venerdì 15 dicembre 2023 (leggi qui) è stato ripreso da altri siti ed è stato oggetto di numerosi commenti. In particolare, la posizione espressa da Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, in un'intervista al TGR Lombardia ha suscitato discussione. Al fine di evitare fraintendimenti, riportiamo la trascrizione esatta di quanto detto:

Giornalista: "Tra le associazioni ambientaliste, il WWF chiede maggiore coinvolgimento."
Gianni Del Pero: "Ci siamo proposti come associazioni ambientaliste per un controllo, un presidio territoriale che consenta di realizzare l'opera con il miglior impatto possibile sul consumo di suolo e i rischi sanitari legati alla diossina."



La dichiarazione di Gianni Del Pero è stata letta, da noi e da molti altri, come un cambio di posizione del WWF rispetto a Pedemontana: un atteggiamento di collaborazione anziché di opposizione. Del Pero ha ironicamente ribattuto riprendendo il titolo del nostro post, "che sorprendentemente il WWF non aveva cambiato posizione", citando un documento del 2009 di "Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile":

"CONTENIMENTO IMPATTO AMBIENTALE. Sia operato ogni sforzo in fase di progettazione esecutiva per ridurre l’impatto ambientale dell’opera, mitigandone l’impatto e la percezione, riducendo i carichi di traffico forzato indotti dalle opere accessorie all’interno dei comuni attraversati, evitando lo sviluppo edilizio intensivo attorno alla nuova viabilità in quanto fattore non più sostenibile di sfruttamento del territorio. Diventando inoltre fonte di coordinamento con quei Comuni che hanno espresso criticità rispetto agli elaborati progettuali per le pesanti ricadute causate, tenendo in considerazione tali richieste per una riformulazione progettuale - (si chiede lo stralcio dal progetto dell'attraversamento delle zone A e B della diossina..."


Riguardo all'affermazione di Del Pero sul "sorprendente" mantenimento della posizione del WWF rispetto al comunicato stampa del 2009 di Insieme in Rete, abbiamo esaminato attentamente le dichiarazioni fatte al TGR e il comunicato stampa, e non sembrano esprimere le stesse opinioni.
Inoltre, sono passati 14 anni e le condizioni sono cambiate. Ora si parla di REALIZZARE e non di PROGETTARE. In questi 14 anni, Pedemontana ha dimostrato più di una volta di non considerare le istanze delle comunità locali e il rispetto dell'ambiente. Non a caso, nel nostro precedente post, avevamo citato la devastazione del Bosco della Moronera e la mancata realizzazione delle compensazioni ambientali. Quindi, di fronte a 14 anni di cambiamenti, mantenere la stessa posizione non è dimostrazione di coerenza ma di mancanza di visione. Tuttavia, desideriamo sottolineare che la posizione del WWF potrebbe essere stata malinterpretata, e se così fosse, il Presidente del WWF Lombardia è incoraggiato a fornire chiarimenti.

sabato 16 dicembre 2023

La sorprendente posizione del WWF Lombardia verso Pedemontana


Il 15 novembre a Meda, la Società Pedemontana ha annunciato i piani per le nuove tratte B2 e C, programmate per essere realizzate a partire dal 2024 da Lazzate a Vimercate. L'evento ha visto la partecipazione di diversi stakeholder, tra cui Gianni Del Pero, Presidente del WWF Lombardia, il quale ha sorprendentemente espresso un approccio più collaborativo nei confronti del progetto.

Intervista di Gianni Del Pero al TGR Lombardia (ed. 15/12/2023 ore 14)

Il Presidente Del Pero ha dichiarato, in una intervista trasmessa dal TGR, di aver proposto il WWF come associazione ambientalista per garantire un controllo e un presidio territoriale che assicurino l'implementazione dell'opera con il minor impatto possibile sul consumo di suolo e sui rischi sanitari legati alla diossina. Questa inaspettata presa di posizione ha suscitato sorpresa, poiché molte altre associazioni ambientaliste della zona si sono schierate in maniera decisa contro la realizzazione della Pedemontana.

L'impatto della Pedemontana sul Bosco della Moronera

L'osservazione critica della dichiarazione del WWF evidenzia che la realtà sul campo potrebbe discostarsi dalle intenzioni dichiarate. Le tratte già completate hanno comportato notevoli impatti ambientali, con esempi lampanti come la devastazione del bosco della Moronera e le compensazioni ambientali non rispettate. Inoltre, le cosiddette compensazioni viabilistiche sollevano preoccupazioni in merito a ulteriori consumi di suolo.

Nel contesto locale, la realizzazione della tangenziale Meda-Seregno potrebbe interrompere il corridoio ecologico tra il Parco del Meredo e il Bosco delle Querce, generando ulteriori criticità legate al consumo di suolo, persino all'interno del parco stesso.

Questo cambio di atteggiamento del WWF, da una posizione di opposizione a un approccio collaborativo, ci ha sorpreso e amareggiato. La preoccupazione principale ora riguarda la coerenza tra le parole e gli atti, poiché le pregresse esperienze con progetti simili sollevano dubbi sulla possibilità di realizzare Pedemontana "con il miglior impatto possibile". La sfida per garantire una crescita sostenibile e rispettosa dell'ambiente in Brianza rimane una priorità, con la necessità di un dialogo aperto e trasparente tra tutte le parti interessate.

venerdì 15 dicembre 2023

Erba: no ai nuovi parcheggi, serve una città senza auto!


di Roberto Fumagalli,  presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"


Dopo aver proposto un'impostazione vecchia e pessima per la variante al PGT, ora anche per la mobilità in città il Sindaco di Erba propone soluzioni assolutamente stantie, superate e sicuramente sbagliate!
Lo diciamo come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" dopo aver letto della proposta del Sindaco di Erba per le modifiche viabilistiche in città, che prevedono in particolare l'individuazione di nuovi parcheggi in alcune aree prossime al centro. In questo modo si favorirebbe ancora una volta l'accesso delle automobili nel cuore della città, quando invece l'obiettivo deve essere quello di migliorare la vivibilità, attraverso la creazione di aree totalmente pedonali e corsie ciclabili, che invece attualmente a Erba non esistono.

Serve tenere lontani i veicoli dalla città, con l'obiettivo di decongestionare il centro dalla presenza delle automobili, favorendo nel contempo la circolazione di pedoni e biciclette. Al contrario, con nuovi parcheggi si pensa ancora una città 'auto-centrica', ovvero trafficata, inquinata e pericolosa. Oltretutto sembra che alcuni dei nuovi parcheggi siano previsti su aree attualmente verdi, aumentando quindi il consumo di suolo!

Ancora una volta ci chiediamo:

  • possibile che gli Amministratori erbesi abbiano una visione così limitata del futuro della citta?
  • possibile che per Erba nessuno sappia formulare delle valide alternative per rendere la città più vivibile e più a misura d'uomo?

lunedì 11 dicembre 2023

La Brianza di Giuseppe Croci al Mulino Ronchi di Briosco


 L'associazione culturale "Brianze" 

nell'ambito del progetto "Acque sacre e storie favolose"

presenta


Poesia d’ombra e de lûs

La Brianza di Giuseppe Croci
 

a cura di Zeno Celotto
fotografie di Giuseppe Croci
digitalizzazione e restauro delle fotografie di Maurizio Esni
liriche, arguzie e distici di Alberto Airoldi e Augusto Banfi


Sabato 16 dicembre 2023 - ore 15.30

presso Mulino Ronchi di Briosco, via dei Mulini 4

parcheggio in fondo a via Peregallo a sinistra

 

Al termine della presentazione, ai partecipanti, verranno serviti 

vin brulè, dolci e buseca calda.

Ingresso gratuito

Per info: 3338024913 (Gabriella)

 

Il libro rappresenta il risultato del recupero di un prezioso archivio fotografico creato da Giuseppe Croci tra il 1950 e il 1980, testimoniando la sua dedizione e passione per il lavoro. Le fotografie raccontano il percorso poetico-artistico di Croci, unendo magistralmente la poesia all'arte della fotografia, con l'obiettivo di catturare i panorami più suggestivi della Brianza e esaltarne la bellezza unica.
 

Il volume include anche i lavori di due poeti dialettali significativi, Alberto Airoldi e Augusto Banfi, i quali hanno creato testi inediti appositamente per accompagnare le straordinarie riprese fotografiche di Giuseppe Croci, arricchendo il significato complessivo dell'opera.
 

Il libro è strutturato in diverse sezioni tematiche, tra cui "L’oltra Brianza," "Quand i regord deventen on sogn…," "Temp indrée," "Che paesagg… che quader…," "Acqua, bell’acqua…," e "Scénn brianzoeul," ciascuna dedicata a un aspetto specifico della Brianza.
Ogni capitolo offre uno sguardo alla magnificenza della Brianza in tutte le sue sfumature, narrando con amore e passione le montagne, i campi, la vita cittadina, le acque del Lambro e dei laghi, e i paesaggi rurali.
 

La realizzazione del volume è stata resa possibile grazie al prezioso contributo delle società Brianzacque, AEB e BBC Carate Brianza.

Giornata internazionale della Montagna: ma chi cura le ferite delle cave?

 

di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

L'11 dicembre è la Giornata internazionale della Montagna: le Istituzioni la celebreranno in pompa magna - come negli anni scorsi -, con abbondante retorica?
Invece noi guardiamo alla condizione del nostro territorio montano e ci chiediamo: chi pensa a rimarginare le ferite inferte alle nostre montagne? Ci riferiamo ad esempio al monte Cornizzolo, dove le pesanti ferite delle ex cave di Pusiano e di Cesana Brianza continueranno a farsi notare per i prossimi secoli, a fronte di un'attività di escavazione che è durata poco più di 50 anni!  Ebbene, le Istituzioni non hanno saputo (o, meglio, voluto) pretendere un vero ripristino ambientale delle ex cave e miniere, sia dal punto di vista paesaggistico (cosa che, ad esempio, rischia di condizionare anche la possibilità di sviluppo turistico nella zona), sia dal punto di vista idrogeologico. Infatti i fronti cava (anche una volta chiuse), col passare degli anni, continuano a costituire un elemento di rischio per il distacco di eventuali frane, come verificatosi negli anni scorsi a Cesana Brianza, per fortuna senza conseguenze per la popolazione. Bisognava imporre alla Cementeria di Merone (oggi Holcim) il completo ripristino ambientale e paesaggistico delle cave e miniere, questo da parte delle Istituzioni competenti, ovvero rispettivamente Regione e Ministero e, per quanto riguarda le convenzioni, gli stessi Comuni.

Le montagne vanno tutelate nella loro naturalità, lo si faccia anzitutto ripristinando le ferite del passato o, allargandoci ad esempio al monte Magnodeno a Lecco, evitando nuove concessioni di escavazione!
Altrimenti, nel celebrare Giornata internazionale della Montagna, ci riempiamo solo la bocca di ipocrisie e di parole inutili.

venerdì 8 dicembre 2023

Monte San Primo. Il mistero delle dichiarazioni del Sindaco di Bellagio: cambiamenti nel progetto o un tentativo di confondere?


Nel cuore della controversia sul progetto per il Monte San Primo, il Sindaco di Bellagio si trova sotto i riflettori, con una richiesta diretta di chiarimenti da parte del Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo', composto ora da ben 36 associazioni. La richiesta di chiarezza è scaturita dalle recenti affermazioni del Sindaco in diverse trasmissioni televisive, tra cui La7, in cui sembra aver presentato modifiche significative al progetto originale.

Il Sindaco ha affermato che solo un milione di euro del finanziamento complessivo di 5 milioni sarebbe destinato al capitolo sci. Ha inoltre indicato che il progetto prevedrebbe la dismissione di tre chilometri di piste esistenti, mantenendone solo 300 metri, ossia il tracciato della Pista Baby. Allo stesso tempo, ha dichiarato che i cannoni sparaneve menzionati nel progetto sarebbero solo due e servirebbero esclusivamente la Pista Baby, con la possibilità di spostarli in quota in caso di temperature elevate.

Il sindaco Angelo Barindelli

Il cambiamento di rotta delineato dal Sindaco potrebbe alterare in parte il progetto di fattibilità approvato nel 2022 dal Comune di Bellagio e dalla Comunità Montana Triangolo Lariano. Questo progetto, volto a rilanciare il turismo, prevedeva la trasformazione della località San Primo in un complesso turistico con nuovi impianti sciistici e innevamento artificiale, oltre a interventi impattanti sull'ambiente montano.

Il Coordinamento 'Salviamo il Monte San Primo' chiede ora al Sindaco di chiarire se queste dichiarazioni riflettano modifiche effettive al progetto o se siano un tentativo di confondere l'opinione pubblica. La richiesta di chiarezza è motivata dalla mancanza di informazioni ufficiali riguardo a modifiche al progetto nei documenti approvati dagli enti competenti.

In attesa di ulteriori dettagli e chiarimenti, il Coordinamento ha ribadito la propria opposizione al progetto originale, che considera impattante sull'ambiente e incompatibile con le caratteristiche naturali della zona. Nel frattempo, il Sindaco è stato invitato a rispondere alle richieste di chiarimenti, affrontando le critiche e le preoccupazioni espresse dalla comunità locale.