lunedì 5 agosto 2024

Un refuso di Pedemontana che non onora Guido Rossa


Nei prossimi mesi, secondo quanto annunciato, dovrebbero avere inizio i lavori per la costruzione delle tratte B2 e C dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Abbiamo colto l'occasione per visitare il sito di Pedemontana e consultare le tavole di progetto relative alla zona Stadio, situata al confine tra Desio e Seregno. Durante questa analisi, abbiamo notato con dispiacere che Via Guido Rossa è stata erroneamente riportata come Via Guido Zossa.

 


Alcuni potrebbero considerare questo un semplice refuso, e forse lo è davvero. Tuttavia, la tavola è datata febbraio 2009 e il progetto è stato "Redatto", "Visto" e "Approvato" da diverse persone, il che rende l'errore ancora più sorprendente.

Questo errore, che ci auguriamo sia solo un incidente, ci colpisce particolarmente per il profondo significato che il nome di Guido Rossa porta con sé. Guido Rossa è stato un operaio e sindacalista italiano, assassinato il 24 gennaio 1979 dalle Brigate Rosse. La sua memoria è legata ai valori della giustizia, della libertà e della difesa delle istituzioni democratiche. È stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile con la seguente motivazione: «Sindacalista componente del consiglio di fabbrica di un importante stabilimento industriale, costante nell'impegno a difesa delle istituzioni democratiche e dei più alti ideali di libertà. Pur consapevole dei pericoli cui andava incontro, non esitava a collaborare a fini di giustizia nella lotta contro il terrorismo e cadeva sotto i colpi d'arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da appartenenti ad organizzazioni eversive. Mirabile esempio di spirito civico e di non comune coraggio spinti fino all'estremo sacrificio.»

 

Francobollo emesso il 1° giugno 2024 in onore di Guido Rossa

Commettere un errore nella toponomastica che dovrebbe onorare una figura come Guido Rossa non è un semplice sbaglio di battitura; è una mancanza di rispetto verso una memoria che merita di essere celebrata con accuratezza e serietà.

Speriamo sinceramente che Pedemontana prenda atto di questo errore, chieda scusa alla cittadinanza e provveda a correggerlo quanto prima.

PGT Bellagio. Il Monte San Primo al centro del dibattito: le proposte del Coordinamento Ambientalista


Il Coordinamento Ambientalista "Salviamo il Monte San Primo" ha recentemente presentato una serie di proposte nell'ambito del procedimento per la redazione della Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Bellagio. Il documento, trasmesso via PEC al Comune e alla Provincia di Como, mira a orientare la pianificazione territoriale verso un futuro più sostenibile e rispettoso dell'ambiente, in linea con le direttive europee e le strategie di sviluppo sostenibile.

Le Proposte del Coordinamento

  1. Trasformazione delle aree destinate allo sci in aree protette. Il Coordinamento richiama l'attenzione sulla necessità di rivedere la destinazione d'uso delle aree regolamentate dall'art. 36.1 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), attualmente destinate alle attrezzature per la pratica dello sci. Già in passato, il Politecnico di Milano e la Provincia di Como avevano evidenziato l'importanza di istituire nuovi Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS), tra cui il Monte San Primo. Il Coordinamento propone di trasformare l'area destinata allo sci in una zona protetta, in linea con la Strategia Europea 2030 e l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, per preservare la biodiversità e garantire la conservazione degli ecosistemi montuosi.
  2. Ridimensionamento del piano e monitoraggio del consumo di suolo. Il Coordinamento sottolinea l'importanza di rivedere il dimensionamento del piano urbanistico, tenendo conto delle osservazioni di ARPA e della parziale mancata attuazione del vigente PGT. Viene richiesta un'attenta analisi demografica, socioeconomica e urbanistica per ridurre il consumo di suolo alle reali esigenze insediative. Questo approccio mira a limitare l'espansione su aree libere, privilegiando invece il recupero di aree già urbanizzate, in modo da evitare un sovradimensionamento delle previsioni urbanistiche.
  3. Promozione della mobilità alternativa. Una delle criticità rilevate riguarda la mobilità nell'area del Triangolo Lariano, che attualmente si basa quasi esclusivamente sull'uso dell'automobile privata. Il Coordinamento propone l'introduzione di percorsi per la mobilità ciclopedonale, promuovendo modalità di spostamento più sostenibili e compatibili con la salvaguardia dell'ambiente montano.
  4. Sviluppo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali. Il Coordinamento invita il Comune di Bellagio a considerare le "Strategie di Adattamento e Sostenibilità per le Montagne del Triangolo Lariano". Queste strategie prevedono un cambiamento di prospettiva nella gestione dei territori montani, ispirandosi al modello delle Green Communities. L'obiettivo è coinvolgere le comunità locali in progetti di sviluppo sostenibile, che valorizzino le risorse naturali, promuovano l'uso sostenibile del territorio e incentivino un turismo rispettoso dell'ambiente.

Il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" ha inoltre ribadito l'importanza di considerare le proposte già presentate nel febbraio 2024 nel documento "Proposte per un Futuro Sostenibile del Monte San Primo". Questo documento, richiamando la Strategia Europea 2030 e gli obiettivi dell'Agenda 2030, sottolinea la necessità di ampliare le aree protette e promuovere politiche di turismo sostenibile, come elementi chiave per il futuro del Monte San Primo.

Per maggiori informazioni o per esprimere il vostro sostegno, potete contattare il Coordinamento all'indirizzo email: info@bellagiosanprimo.com

domenica 4 agosto 2024

La "Sagra della Pedemontana"

Agosto, tempo di vacanze, tempo di letture. Anche noi ci adeguiamo pubblicando un racconto a tratti surreale, ma alla fine scopriremo che la realtà, a volte, supera la fantasia. Buona lettura e buone vacanze.

 

Albergo senza stelle, 2024 ©

C'era una volta in Brianza, una terra conosciuta più per la sua nebbia autunnale che per le sue meraviglie, un luogo in cui l'urbanizzazione stava avanzando a passi da gigante. La nuova autostrada Pedemontana stava per spazzare via boschi, pascoli e colture come se fossero i giocattoli abbandonati di un bambino cresciuto troppo in fretta. Tuttavia, proprio in questo scenario in trasformazione, avvenne qualcosa di talmente assurdo da far dubitare della sanità mentale degli abitanti locali.

Con l'inizio dei lavori della Pedemontana, gli alberi da frutta, che altrove erano scomparsi da secoli, iniziarono a spuntare come funghi in ogni angolo possibile e immaginabile. Non si trattava di alberi qualsiasi, ma della varietà "Süpèrlativ", una specie mai vista prima, con caratteristiche talmente uniche da lasciare chiunque a bocca aperta. La varietà "Süpèrlativ" era nota per produrre frutti dalle forme improbabili e dai colori psichedelici, con sapori che oscillavano dal dolce al salato in un solo morso, e con effetti collaterali che variavano dal risveglio di vecchi ricordi al temporaneo parlare in versi danteschi.

Ma la vera sorpresa era la straordinaria prolificità di una sottovarietà chiamata "Debün", che non era famosa solo per i suoi frutti dal sapore indeterminabile ma anche per la sua capacità di fornire consulenze filosofiche agli abitanti del posto. Gli anziani della Brianza cominciarono a salire sugli alberi per discutere con i "Debün" delle questioni più impellenti: se la Pedemontana fosse un male necessario o una vendetta karmica per i troppi capannoni costruiti negli anni '80, se la nebbia fosse un complotto dei meteorologi o un regalo degli dèi per scoraggiare i turisti. E così via.

Le consulenze si facevano così popolari che gli abitanti cominciarono a organizzare tour guidati, con tanto di cestini da picnic per ascoltare il saggio "Debün" mentre dispensava consigli sugli investimenti immobiliari o sull'amore non corrisposto. La situazione sfuggì talmente di mano che in Brianza si iniziarono a vedere più "Süpèrlativ" che panchine nei parchi, e ogni discussione politica o sociale veniva interrotta da qualche frutto che piombava dall'alto, pronto a offrire la sua opinione non richiesta.

Deìo, 2024 ©

Con l'arrivo dell'autunno, la comunità decise che era tempo di fare qualcosa di grande. Si organizzò la prima "Sagra della Pedemontana", un evento unico nel suo genere. L'idea era semplice: raccogliere i frutti della "Süpèrlativ" e della "Debün" per celebrare questa strana abbondanza e, al tempo stesso, sensibilizzare la popolazione sull'urgenza di salvaguardare il paesaggio urbano tradizionale. Ma la sagra prese una piega surreale: i frutti iniziarono a dibattere tra di loro, alcuni declamando poesie ermetiche, altri insistendo che la Pedemontana era in realtà un portale dimensionale per un mondo parallelo fatto interamente di carciofi.

Alla fine, nessuno capì più cosa fosse reale e cosa fosse frutto della fantasia collettiva. Ma una cosa era certa: la Brianza non era mai stata così viva. E tra un frutto che recitava Dante e un altro che discuteva di economia con un asino parlante, gli abitanti si ritrovarono, per la prima volta dopo tanto tempo, a ridere insieme, dimenticandosi, almeno per un po', dell'autostrada e dei suoi effetti devastanti.

Quella notte, sotto un cielo trapuntato di stelle, si diffuse la voce che persino i cantieri della Pedemontana avessero iniziato a dare consigli su come costruire case che rispettassero l'ambiente e l'anima dei luoghi. Ma chissà, forse era solo un'altra trovata dei "Debün", intenti a dimostrare che in fondo, in Brianza, nulla era impossibile.

sabato 3 agosto 2024

Pedemontana Tratta B2: un’opera inutile e dannosa mascherata da progresso

Pedemontana. Rendering tratta B2

di Domenico Corrusco

La recente comunicazione della Regione Lombardia sulla Tratta B2 dell'Autostrada Pedemontana Lombarda si presenta come un tentativo di rassicurazione che nasconde, in realtà, una serie di gravi criticità e contraddizioni. Definire questa infrastruttura come "indispensabile" e "fondamentale" per il futuro dei territori lombardi non solo è una forzatura retorica, ma ignora palesemente i problemi che la sua realizzazione comporterà, sia in termini ambientali sia per le comunità locali.

L’aggettivo "indispensabile" viene utilizzato a cuor leggero per giustificare un progetto che, in realtà, si sarebbe dovuto mettere seriamente in discussione. La Pedemontana non è l’unica soluzione possibile per migliorare la mobilità in Lombardia, né è chiaro che rappresenti la scelta migliore. Esistono alternative più sostenibili e meno invasive, come il potenziamento del trasporto pubblico, l'incentivazione della mobilità sostenibile, o la riqualificazione di infrastrutture esistenti. Etichettare la Pedemontana come "indispensabile" appare più come una strategia per mettere a tacere le voci critiche, piuttosto che un’affermazione basata su un’analisi oggettiva e ponderata.

Una delle questioni più gravi e sottovalutate riguarda la gestione dei cantieri e le opere provvisorie di viabilità durante i lavori. In un territorio già compromesso dalla presenza di terreni contaminati da diossina, la movimentazione di queste terre rappresenta un rischio altissimo. L'idea che il traffico possa scorrere senza problemi mentre si trasportano sostanze pericolose è una pia illusione. Il rischio di incidenti, contaminazioni, e l’aggravamento del traffico durante la movimentazione di tali materiali non può essere ignorato o sottostimato. Tuttavia, la discussione su queste problematiche emerge solo ora, alla vigilia dell'apertura dei cantieri, a dimostrazione di una mancanza di pianificazione e trasparenza nella gestione del progetto.

C’è poi un paradosso che merita di essere evidenziato: per compensare i danni provocati dalla costruzione di una nuova autostrada, si propongono altre strade. La logica dietro questo tipo di compensazioni è difficile da comprendere. Si tratta, in sostanza, di risolvere un problema creato da una strada costruendone un’altra. Le cosiddette “opere compensative”, per quanto utili possano essere in altri contesti, in questo caso sembrano solo peggiorare la situazione. Questo approccio dimostra come il progetto manchi di una visione veramente sostenibile, e come la logica del “fare a tutti i costi” prevalga su quella della tutela del territorio e della salute pubblica.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è la frammentazione del fronte ambientalista. Di fronte a un'opera così controversa, ci si sarebbe aspettati un'opposizione unitaria e compatta. Invece, il movimento ambientalista si presenta diviso tra coloro che, in nome di un presunto "realismo", accettano l’opera con qualche compromesso, e coloro che, con coerenza e determinazione, continuano a contrastarla. Questa divisione non fa che indebolire la possibilità di opporsi efficacemente a un progetto che, a detta di molti esperti, dovrebbe essere abbandonato.

La Tratta B2 della Pedemontana Lombarda non è un'opera indispensabile, ma piuttosto un progetto che rischia di fare più danni che benefici.

venerdì 2 agosto 2024

Overshoot Day: l’umanità ha superato i limiti della Terra il 1° Agosto 2024


Mercoledì 1 agosto 2024 è caduto l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra. Questo giorno segna il momento in cui l'umanità ha esaurito le risorse naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno, iniziando a vivere in debito con la Terra per il resto dell'anno.

Lista Civica Italiana (LCI), in collaborazione con il Global Footprint Network, ha promosso la diffusione del comunicato internazionale che evidenzia la gravità della situazione. Da oltre un decennio, l'Overshoot Day cade regolarmente alla fine di luglio, segnalando un peggioramento costante della gestione delle risorse globali. Nonostante i dati scientifici siano chiari e allarmanti, la Lista Civica Italiana sottolinea la mancanza di una riflessione globale adeguata sulle cause profonde di questa crisi.

LCI individua tre aspetti cruciali che impediscono una risoluzione efficace del problema del sovrasfruttamento delle risorse della Terra:

  • Il malfunzionamento della politica: La politica occidentale, secondo gli studi del filosofo Giuseppe Polistena, non ha compreso la propria identità, diventando disfunzionale e incapace di affrontare i problemi urgenti dell'umanità. Questo malfunzionamento non solo impedisce di trovare soluzioni, ma contribuisce a generare conflitti e crisi sistemiche. LCI sostiene che senza una riforma globale del sistema politico, che affronti e risolva le patologie che lo affliggono, la situazione non potrà che peggiorare. Le soluzioni esistono, ma sono difficili da attuare poiché richiedono un profondo cambiamento culturale e si scontrano con gli interessi di coloro che vedono nella politica un'opportunità di carriera. Per maggiori dettagli sulle ricerche di Polistena, è possibile consultare questa intervista o questo video
  • L'assenza di un ente sovranazionale efficace: La mancanza di un organismo con l'autorità e i mezzi per fermare le guerre e coordinare le iniziative per risolvere i problemi globali è un altro fattore chiave della crisi. L'ONU, pur essendo l'ente preposto a questo ruolo, è paralizzato dal potere di veto di alcune nazioni del Consiglio di Sicurezza. Tuttavia, sono in corso procedure di riforma, come evidenziato dall'UN Charter Reform Coalition presentata a Nairobi nel maggio 2024. Un appuntamento cruciale sarà il Summit on the Future, previsto a New York per settembre 2024. In Italia, purtroppo, si parla poco di queste iniziative.
  • La questione demografica: LCI considera il problema demografico come estremamente delicato e ancora troppo sottovalutato. L'impronta ecologica, che è alla base dei calcoli dell'Overshoot Day, dimostra che per garantire una vita dignitosa a tutti gli esseri umani, è necessario che l'uso delle risorse sia in linea con le capacità rigenerative della Terra. Nonostante le risorse scientifiche e tecniche per risolvere questi problemi esistano, ancora una volta il nodo centrale è la volontà politica.

Lista Civica Italiana invita tutte le associazioni e i gruppi impegnati nel miglioramento della società e dell'ambiente a unirsi in una rete paritetica, volta a promuovere il cambiamento culturale necessario per affrontare questa crisi globale. Per ulteriori informazioni e per partecipare a questa iniziativa, gli interessati possono contattare LCI all'indirizzo email info@listacivicaitaliana.org.

Armonie per la natura: la musica che difende il Monte San Primo


Domenica 4 agosto, gli amanti della natura e della musica avranno l'opportunità di partecipare a uno straordinario concerto organizzato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo". Questo evento vuole offrire un'esperienza che mostri la vera essenza della montagna lariana, diversa dalle piste da sci a bassa quota e dalla neve artificiale che il Comune di Bellagio e la Comunità Montana del Triangolo Lariano intendono realizzare con il controverso progetto "OltreLario".

Protagonista della serata sarà il "Quartetto sbagliato", un ensemble composto da flauto e trio d’archi. I musicisti eseguiranno brani di musica classica mentre il tramonto tingerà il suggestivo paesaggio montano di una luce calda e dorata, creando un'atmosfera incantevole.

Dopo la camminata di maggio 2024, il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" torna sul gruppo montuoso del San Primo per ribadire la propria opposizione al finanziamento pubblico di nuovi impianti di risalita e innevamento artificiale sulla montagna lariana.

Se desiderate unirvi a questa bella iniziativa, l'appuntamento è per le ore 18:00 di domenica 4 agosto alla Bocchetta di Terrabiotta, presso l'omonima Alpe. L'Alpe Terrabiotta è facilmente raggiungibile con una breve camminata: 45 minuti (300 metri di dislivello) partendo dal parcheggio dei vecchi impianti di risalita vicino al ristorante La Baita di Bellagio, oppure 1 ora e 40 minuti (350 metri di dislivello) partendo dalla località Colma di Sormano.

In caso di maltempo, l'evento sarà annullato. L'organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a cose o persone durante l'evento. La partecipazione è libera.

Per ulteriori informazioni, potete contattare info@bellagiosanprimo.com.

L'evento è organizzato dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", che ha finora ottenuto l'adesione di ben 35 associazioni. L'obiettivo è incoraggiare l'apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni competenti, più volte sollecitato dal Coordinamento, ma finora con scarso successo.

giovedì 1 agosto 2024

Il Brugo torna in classe: l'iniziativa di "Per Più Scuola" a Concorezzo


In questi giorni, a Concorezzo (MB), si è diffusa una notizia che unisce natura ed educazione in un'iniziativa lodevole. L'associazione di promozione sociale "Per Più Scuola", impegnata nel sostegno all'educazione dei bambini e ragazzi, ha deciso di aderire all'iniziativa del WWF Urban Nature 2024 in modo originale e significativo.

L'associazione, in collaborazione con l'istituto scolastico locale, ha annunciato che donerà una pianta di brugo, o erica calluna, a ciascuna delle 31 classi delle due scuole elementari di Concorezzo. L'iniziativa è stata resa possibile grazie ai fondi dell'associazione, che ha scelto di acquistare le piantine e di affidarle alla cura degli alunni.

Una delle responsabili di "Per Più Scuola" ha dichiarato: "Abbiamo accolto la proposta del WWF Urban Nature 2024 facendola nostra: le piantine di erica calluna le prendiamo noi (coi soldi dell'associazione) e le regaliamo a ogni classe delle 2 scuole elementari (31 classi in tutto) affidandole alle loro cure. Nella consegna della pianta spiegheremmo da dove viene la pianta (WWF) con l'occasione raccontando appunto del WWF e dell'importanza della tutela della natura."

L'iniziativa non si limiterà solo alla donazione: l'associazione ha infatti invitato i rappresentanti del WWF a partecipare alla consegna delle piantine nelle classi, per approfondire il dialogo con i giovani studenti sull'importanza della salvaguardia dell'ambiente e delle specie autoctone come il brugo.

Questo progetto non solo arricchisce il percorso educativo dei bambini, ma contribuisce anche a sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza della tutela della natura, sottolineando il valore del verde urbano e delle piante locali come elemento fondamentale per il benessere delle comunità.