giovedì 10 febbraio 2011

Corso per Guardie Ecologiche Volontarie al PLIS Rio Vallone

Il Consorzio Parco del Rio Vallone organizza il primo corso di formazione per aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie, come previsto dalla L.R. 9/2005 e L.R. 14 14/2008.
Le Guardie Ecologiche Volontarie sono cittadini che gratuitamente e volontariamente si impegnano a:
  1. promuovere l'informazione sulla legislazione vigente in materia di tutela ambientale;
  2. sanzionare i comportamenti di coloro che violano le leggi sulla tutela dell' ambiente;
  3. collaborare con le Autorità competenti per le operazioni di pronto intervento e di soccorso in caso di emergenza o disastri di carattere ecologico;
  4. collaborare con le Autorità competenti per la raccolta di dati e informazioni relative all' ambiente e per il monitoraggio ambientale.
Tutte le informazioni sul corso cliccando qui.

mercoledì 9 febbraio 2011

Quale futuro per l'Area Alfa? Il Comitato Difendiamo Arese incontra il Sindaco

«E adesso cosa dobbiamo aspettarci per il futuro dell'area Alfa e per il nostro territorio?». E' questa la domanda che il Comitato Difendiamo Arese, insieme a Legambiente, ha girato al sindaco di Arese Gianluigi Fornaro nel corso di un incontro avvenuto ieri mattina in municipio. Dopo la bocciatura del vecchio Adp (accordo di programma) - grazie al voto contrario del Consiglio Comunale di Rho, il 13 ottobre scorso -, ricordiamo infatti che il 29 dicembre, con un blitz vacanziero, la Giunta regionale ha deliberato le indicazioni per un nuovo Accordo di Programma “per la riperimetrazione, riqualificazione e la reindustrializzazione dell'area ex Fiat-Alfa Romeo” firmato da un nuovo comitato di cui fanno parte, insieme a Regione Lombardia, Provincia di Milano e ai proprietari delle aree coinvolte (ABP, Aglar, Zaffiro2000), i soli Comuni di Arese e Lainate, mentre non compaiono più quelli “non allineati” di Rho e Garbagnate.
 
«Perché avete accettato di ripresentare un AdP che riconferma le linee guida del vecchio, già bocciato dai cittadini (vedi le nostre 4000 firme contro Tangenzialina, Centro Commerciale e parcheggio Expo) oltre che dal Consiglio Comunale di Rho, e per di più escludendo i due Comuni troppo indipendenti?», ha chiesto quindi Sara Belluzzo, presidente del Comitato Difendiamo Arese. E Gianluigi Forloni di Legambiente ha aggiunto: «Perché non cogliere invece questa occasione per ripartire dai bisogni veri del territorio, coinvolgendo tutte le parti interessate, comuni ma anche gruppi di cittadini e movimenti, dopo tanti fallimenti?».

Del tutto interlocutorie le risposte del sindaco, che non ha voluto sbilanciarsi né ha potuto garantire certezze sul futuro dell'area: «I giochi sono ancora tutti da fare, per noi era importante restare comunque seduti a quel tavolo di trattativa, non perdere l'occasione per dire la nostra, soprattutto ora che si profila all'orizzonte il concreto interesse di Volkswagen nei confronti del marchio Alfa ma anche dei suoi stabilimenti. Finché questa trattativa (tra due privati, lo ricordo!) non sarà conclusa non si potrà dire nulla di più. Le nostre intenzioni? Dare più spazio all'area industriale, rilanciando la vocazione produttiva dell'area, ridimensionare quella destinata al commerciale, mantenere quella residenziale di qualità. Ma tutto dipende dalla reale volontà di Fiat di cedere il Marchio Alfa». Quanto sarebbe concreta, questa possibilità? A sentire il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung di metà gennaio la chiusura della trattativa con Fiat sarebbe questione di settimane, e la successiva visita di giornalisti della rivista tedesca Auto Bild ne sarebbe la conferma: «Dai giornalisti tedeschi, ma anche da incontri con dirigenti Volkswagen, ho potuto capire che dell'acquisto di Alfa Romeo si parla molto di più in Germania che in Italia», ha continuato Fornaro. «E non c'è da stupirsi: per Volkswagen l'operazione sarebbe d'importanza strategica, perché con Alfa potrebbe coprire il segmento delle auto sportive che a loro manca». Secondo quanto riferito dal sindaco, i vertici Volkswagen sarebbero interessati sia al marchio che al sito produttivo e al centro-stile. Più difficile una completa ripresa della produzione di automobili, se non forse le vetture sportive, top di gamma. «Con l'Accordo di Programma abbiamo voluto dare anche ai possibili interlocuitori tedeschi qualche certezza in più sulla destinazione dell'Area», ha concluso il primo cittadino. 

«Questo significherebbe anche il ritorno in auge della famigerata Tangenzialina, di un nuova viabilità per servire l'area?», hanno chiesto di nuovo i membri del Comitato difendiano Arese.

«Se arrivasse Volkswagen trasporti e viabilità probabilmente andrebbero rivisti», ha risposto Fornaro. «Ma per ora di Tangenzialina non si parla, anche perché Rho (è sui suoi territori che si sviluppava la maggior parte del tracciato) attualmente è fuori dall'Accordo».

Un altro esponente del Comitato Difendiamo Arese, Nello Nelli, ha voluto nuove assicurazioni sui necessari interventi di mitigazione ambientale (in particolare le barriere antirumore) in vista dell'allargamento dell'A8 Milano-Laghi recentemente deliberata, sottolineando che anche su questo tema il Comitato non mancherà di vigilare.
Infine nella delibera Regionale del 29 dicembre si legge che nel nuovo AdP per la riqualificazione dell'area ex-Alfa, che si definirà entro il 31 dicembre 2011, “si prevede la partecipazione di associazioni, organizzazioni e gruppi presenti sul territorio”. «I cittadini che formano il nostro Comitato sono stati i primi a preoccuparsi e mobilitarsi in difesa dell'ambiente e del lavoro nell'area ex Alfa», ha sottolineato Sara Belluzzo: «Ci candidiamo come interlocutori. Anzi, mi chiedo come mai non siamo già stati contattati...».

Comitato Difendiamo Arese

martedì 8 febbraio 2011

Lambro: l'onda nera dei petrolieri

Sono due gli indagati per la marea nera che nel febbraio scorso infestò le acque del Lambro. Si tratta di Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, 54 e 49 anni, titolari della Lombarda Petroli di Villasanta. L'accusa, per il disastro ambientale che portò 2 mila e 600 tonnellate di idrocarburi, prima nel Lambro e poi nel Po, sarebbe di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa sugli oli minerali. Ma non solo, visto che i due sono sospettati anche di aver favorito lo sversamento, con la collaborazione di alcuni operai. Gli inquirenti si stanno concentrando sui vari passaggi che sarebbero stati necessari perché gli idrocarburi finissero nelle acque. Troppi per essere un incidente. I sospetti che aleggiano per i due riguarderebbero la dismissione dell'impianto, ma soprattutto la zona residenziale che sarebbe dovuta nascere sui quei terreni, costruita dal gruppo Addamiano e che, scherzo del destino, si sarebbe chiamata Ecocity. In vista di questo passaggio, la Lombarda Petroli, era passata da 300 operai a poco più di 10, anche se il ridimensionamento non era avvenuto completamente. Le quantità di idrocarburi stoccate erano sempre di ingenti dimensioni, anche se non venivano segnate nei registri contabili non risultano tasse versate per quella quantità di carburanti o oli industriali. Troppo costosa la bonifica? Per questo i pubblici ministeri di Monza, Emma Gambardella e Donata Costa, continueranno negli interrogatori. A un anno dal disastro, che portò il materiale inquinante fino al mare Adriatico, si fanno sempre più pressanti i dubbi avanzati prima della vicenda dagli ambientalisti. Secondo alcune loro relazioni, datate 2010, si leggerebbero rassicurazioni eccessive da parte delle istituzioni locali e ritardi nei soccorsi (sversamento alle 2.30, segnalazione alla sala operativa della Protezione civile regionale alle 10.25). Inoltre, Giuseppe Tagliabue, era già stato sotto inchiesta per aver violato la legge. In particolare la normativa Seveso, che consente di stoccare un massimo di 2.500 tonnellate di materiale inquinante. I due imprenditori, difesi dall'avvocato Giuseppe Bana, si sono comunque dichiarati innocenti, anzi vittime di quanto accaduto la notte tra il 23 e il 24 febbraio del 2010.

Fonte: Piacenza24 

Partecipa alla conferenza/dibattito "Il lambro, un fiume in agonia"
Giovedì 10 Febbraio 2011, ore 21, a Veduggio con Colzano, Via Piave, 2 presso la Biblioteca Comunale

Il Lambro, un fiume in agonia?

L’inquinamento industriale del Lambro verificatosi nella notte tra il 22 e il 23 febbraio dello scorso anno nel deposito idrocarburi “Lombarda Petroli” di Villasanta non è che uno dei tanti attentati a questo fiume che attraversa la nostra Brianza. Ma il Lambro è ancora in grado di reagire? Cosa possiamo fare per salvarlo? Quali sono i progetti delle Istituzione? Quali iniziative educative possiamo organizzare per costruire una cultura di rispetto del Lambro?

Parliamone con:
- Nik Albanese, Segretario dell’Associazione Greenman
- Luciano Erba, Ecologista e ricercatore del fiume Lambro

Giovedì 10 Febbraio 2011 – ore 21,00

Veduggio con Colzano - Biblioteca Comunale - Via Piave, 2

Organizza: Veduggio Domani

lunedì 7 febbraio 2011

Pedemontana, perché tutta questa fretta?

Lunedì 7 febbraio, durante lo svolgimento della Mobility Conference 2011 l'amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa,  Salvatore Lombardo, ha dichiarato che "per quanto riguarda le tratte B, C e D la commissione di gara si è già insediata e si prevede che entro l'estate sarà concluso l'iter con l'inizio lavori entro i primi mesi 2012. Per quanto riguarda l'acquisizione delle aree, Autostrada Pedemontana Lombarda spa è già operativa e la consegna dell'intera opera è prevista per il 31 dicembre 2014, ampiamente nel pieno rispetto del termine".

Forse, prima di prendere simili impegni, l'amministratore di Pedemontana dovrebbe rispondere alla seguente domanda che abbiamo pubblicato ieri, su questo blog: "A nostro avviso prima di procedere con la gara sarebbe stato opportuno presentare un progetto definitivo ottemperante a tutte le principali prescrizioni del CIPE. Perché tutta questa fretta?"

Cammina il "Cammino di Sant'Agostino"

In occasione del 510° anniversario dell'apparizione della Madonna della Noce a Inverigo e del IV° centenario della Canonizzazione di S. Carlo Borromeo, il Santuario e il CAI di Inverigo organizzano lo svolgimento del Cammino di Sant¹Agostino con 18 tappe da effettuarsi il venerdì (e replica la domenica) nella primavera-estate 2011 (a partire dal prossimo 18 marzo e sino al 28 agosto, festa di S. Agostino).

La scelta di "sgranare" le tappe del pellegrinaggio in un solo giorno della settimana è stata studiata al fine di consentire la migliore partecipazione per chi non avesse modo di poter soggiornare una o più notti fuori casa.

L'invito è rivolto a tutti coloro che possono disporre di un venerdì o di una domenica libera, per chiunque riesca a ritagliarsi a varo modo una di queste due giornate: non è obbligatorio compiere tutto il tragitto di
413 km, ma è possibile aggregarsi al gruppo di pellegrinaggio volta per volta, secondo le proprie disponibilità di tempo.

Per gli interessati all'iniziativa "Cammina il Cammino di Sant'Agostino", domenica 27 Febbraio alle ore 16 in Oratorio S. Maria della Noce  (Via Trento a Inverigo - CO) si terrà uno riunione illustrativa e organizzativa per lo svolgimento corretto del pellegrinaggio.

Informazioni: www.camminodiagostino.it
Adesioni: lucamariaboschini@interfree.it

domenica 6 febbraio 2011

Pedemontana e Bosco delle Querce: uno svincolo invadente

Lo scorso mese, nel post "Aguzzate la vista: è arrivato il progetto definitivo di Pedemontana!", abbiamo messo in confronto il progetto definitivo dello svincolo di Meda dell'autostrada Pedemontana, prima e dopo le prescrizioni del CIPE, senza riscontrarne signicative differenze (sostanzialmente la trasformazione di una rotonda in un incrocio a T).

Su questo argomento, in seguito ad una interpellanza presentata in consiglio provinciale l'assessore Giordano ha dichiarato: "Nel Tavolo territoriale dello scorso mese di luglio il progettista fornì garanzie circa l'ottemperanza delle prescrizioni. Solo la prescizione CIPE n. 2 risulta parzialmente ottemperata. Un ramo dello svincolo di Meda risulta, infatti, ricadere nella perimetrazione del Bosco in contrasto con la prescrizione che ne richiede l'allontanamento. Occorre, tuttavia, precisare che tale porzione di infrastruttura, peraltro coincidente in larga parte con le attuali rampe di ingresso alla ex SS 35, appare di difficile ricollocazione anche per la presenza di una zona altamente urbanizzata. E' invece stata risolta, d'intesa con il Comune di Seveso, la criticità della ricollocazione di un'area di cantiere che sarà ubicata al di fuori del perimetro del Bosco. La tipologia d'affidamento secondo appalto-integrato (progetto esecutivo + lavori) comporta comunque che l'otteperanza di talune prescrizioni sia demandata alla fase di progettazione esecutiva."

A nostro avviso prima di procedere con la gara sarebbe stato opportuno presentare un progetto definitivo ottemperante a tutte le principali prescrizioni del CIPE.

Perché tutta questa fretta?