Mercoledì 30 settembre alle 18, alla Fondazione Ambrosianeum di Milano, Elena Granata presenterà il suo nuovo libro La città è di tutti. Con lei dialogheranno Fabio Pizzul, presidente della Fondazione Ambrosianeum, e Alberto Rossi, sindaco di Seregno.
Ed è proprio quest'ultima presenza che ci sembra particolarmente interessante.
Non è infatti un incontro casuale. Elena Granata ha lavorato anche sul Piano Clima di Seregno, uno strumento che avrebbe dovuto tradurre in indirizzi e azioni concrete alcuni dei temi che ritroviamo al centro della sua riflessione: la qualità dello spazio urbano, il verde, il contrasto alle isole di calore, la mobilità, il consumo di suolo, la capacità della città di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Il Piano Clima di Seregno ha ormai circa due anni. La domanda, a questo punto, non può essere soltanto quella relativa alla sua impostazione, ma deve riguardare la sua attuazione concreta.
Quanto di quello che è stato scritto nel Piano è diventato realtà? Quali interventi sono stati effettivamente realizzati? Quali sono ancora da fare? E soprattutto: le trasformazioni che nel frattempo interessano la città sono coerenti con gli obiettivi indicati dal Piano? Sono domande tutt'altro che teoriche. Nel corso degli ultimi anni Brianza Centrale ha seguito e documentato diversi interventi sul territorio di Seregno, evidenziando in più occasioni come alcune scelte urbanistiche e alcune trasformazioni del territorio sembrino difficilmente conciliabili con gli obiettivi dichiarati in materia di adattamento climatico, tutela del verde e contrasto al consumo di suolo.
È proprio qui che il titolo del libro di Elena Granata acquista, almeno per noi, un significato particolare. “La città è di tutti” non dovrebbe essere soltanto una bella affermazione di principio. Significa chiedersi chi decide come cambia una città, quali interessi vengono considerati, quanto spazio viene lasciato al verde e agli spazi pubblici e se le politiche dichiarate dalle amministrazioni trovano poi una corrispondenza nelle trasformazioni concrete.
Anche la recensione di Pier Carlo Palermo, pubblicata dalla Casa della Cultura, invita a non fermarsi alle affermazioni di principio. Palermo riconosce nel libro una forte spinta pedagogica e civile, ma sottolinea anche la necessità di confrontarsi con la complessità dei processi urbani, con i conflitti e con i rapporti di forza che determinano concretamente la trasformazione delle città. È una questione che riguarda Milano, ma riguarda ancora di più le città di provincia, dove le trasformazioni possono essere osservate quasi alla scala della strada, del quartiere, del parco che scompare o della nuova costruzione che prende il posto di uno spazio libero. Per questo la presenza del sindaco di Seregno rende l'appuntamento del 30 settembre particolarmente interessante anche per chi osserva le trasformazioni della nostra città.
Dal Piano Clima alla città reale: che cosa significa, concretamente, dire che la città è di tutti?
Sarà un'occasione per ascoltare Elena Granata, ma anche per riportare quella riflessione dentro la realtà quotidiana di Seregno.
- 📅 Mercoledì 30 settembre 2026
- 🕕 Ore 18.00
- 📍 Fondazione Ambrosianeum – Sala Falck – Via delle Ore 3, Milano
- 🎟️ Ingresso libero e gratuito.
La recensione di Pier Carlo Palermo sul libro di Elena Granata è disponibile sul sito della Casa della Cultura (cliccare qui).

Granata fa il suo mestiere (giudizio in altra sede... ) ed il sindaco Rossi, in abituale modalità autopromozionale, non fa il suo! Infatti Rossi dovrebbe applicare subito, con 2° mandato avanzato, sul territorio i "bei concetti" e non continuare a parlarne (v. Il famoso Piano Clima"). Vedo molto fumo ma poco arrosto.
RispondiEliminaProprio per le tematiche affrontate nel libro, per l'avvio del procedimento del nuovo PGT a Seregno e per i diversi progetti che sono attualmente in corso in città, pensiamo che sarebbe opportuno organizzare anche a Seregno una presentazione del libro della professoressa Granata. Sarebbe un'occasione per confrontarsi pubblicamente su temi che riguardano molto da vicino il futuro della nostra città.
EliminaNel frattempo ne consigliamo la lettura: poi, naturalmente, ognuno potrà farsi le proprie valutazioni, ma a ragion veduta.
E per chi vuole conoscere direttamente le riflessioni dell'autrice, l'appuntamento di Milano di mercoledì 30 settembre è sicuramente un'occasione da cogliere.
Vorrei condividere una riflessione sul significato della parola partecipazione, soprattutto quando si parla delle decisioni che riguardano il futuro di una città. Prendiamo Seregno. L'amministrazione comunale ha avviato il percorso per il nuovo Piano di Governo del Territorio, che andrà a sostituire quello approvato nel 2014. Un passaggio importante, perché il PGT non è soltanto uno strumento tecnico: stabilisce come potrà trasformarsi la città, quali spazi potranno essere edificati, quali dovranno essere preservati, dove collocare servizi e infrastrutture e quale rapporto mantenere tra costruito, ambiente e territorio. Nel 2023 diverse associazioni ambientaliste hanno presentato proprie istanze, mettendo a disposizione idee e proposte che riguardano interessi non soltanto particolari, ma l'intera città. Da allora, però, poco o nulla si è saputo.
RispondiEliminaSi parla ora di incontri che i professionisti incaricati dovrebbero avere prima con l'amministrazione e successivamente con i comitati di quartiere e i cittadini. Non sappiamo ancora quando si terranno, né conosciamo con precisione le modalità del percorso. E non è chiaro quale spazio sarà riservato alle associazioni che già nel 2023 hanno presentato le loro proposte.
Il problema non è soltanto organizzativo. È il significato stesso della partecipazione. Perché partecipare non significa essere convocati quando un progetto è già sostanzialmente definito. Non significa soltanto ascoltare una presentazione e poter fare qualche domanda. La partecipazione ha senso se avviene quando le scelte sono ancora aperte. Altrimenti si rischia di trasformare il confronto con i cittadini in un passaggio formale, utile soprattutto a poter dire che «la città è stata ascoltata». E il tempo, intanto, passa. I comitati di quartiere sono a loro volta in scadenza nel maggio del prossimo anno. Sarebbe quindi importante sapere presto quale ruolo avranno nel percorso del PGT e, più in generale, quali saranno i soggetti realmente coinvolti nella sua costruzione. Non penso che un'amministrazione debba necessariamente accogliere tutte le proposte che arrivano dai cittadini o dalle associazioni. Al contrario, è normale che faccia delle scelte. Ma sarebbe importante sapere quali proposte sono state prese in considerazione, quali no e per quali ragioni. Questa, a mio parere, è una parte essenziale della partecipazione: non soltanto poter parlare, ma sapere che cosa è successo a ciò che si è detto.
Mercoledì 30 settembre il sindaco parteciperà alla presentazione del libro di Elena Granata La città è di tutti.
Non avrò la possibilità di essere presente, ma mi piacerebbe che da quell'occasione arrivasse alla città una risposta a una domanda molto semplice: il sindaco condivide l'idea di città e di partecipazione proposta da Granata? Se la risposta sarà sì – come immagino – allora sarà interessante vedere come questo principio verrà tradotto concretamente nel percorso del nuovo PGT.
Perché dire che la città è di tutti comporta delle conseguenze. Significa coinvolgere cittadini, comitati, associazioni e realtà del territorio prima che le decisioni siano prese. Significa mettere a disposizione le informazioni, ascoltare anche posizioni diverse da quelle dell'amministrazione e dare conto di come i contributi ricevuti abbiano inciso sulle scelte finali. Altrimenti la partecipazione rischia di ridursi a una serie di incontri organizzati quando ormai il disegno della città è già stato tracciato. La questione, quindi, non è se fare o non fare le assemblee pubbliche. La domanda è molto più semplice: quando i cittadini saranno chiamati a partecipare, ci sarà ancora qualcosa da decidere? Se davvero la città è di tutti, la risposta dovrebbe essere sì.
Grazie per la riflessione. È un argomento che ci sta particolarmente a cuore e che probabilmente riprenderemo nei prossimi giorni. Nel frattempo ci piacerebbe che anche dall’Amministrazione comunale arrivasse qualche risposta: dal sindaco, da un assessore o da qualcuno della maggioranza. Sarebbe interessante capire come intendono affrontare concretamente la partecipazione nel percorso del nuovo PGT. Aspettiamo fiduciosi, senza voler mettere fretta a nessuno… anche se il tempo passa. Di certo non lasceremo cadere la questione. Chi segue Brianza Centrale sa che questi sono temi sui quali continueremo a tenere alta l’attenzione.
Elimina