venerdì 22 ottobre 2010

Ecologia del paesaggio ed indicatori biologici a Bollate

L’ECOLOGIA DEL PAESAGGIO ATTRAVERSO GLI INDICATORI BIOLOGICI

Gli incontri si terranno ogni lunedì a partire dal 25 ottobre 2010 dalle ore 16,30 alle ore 19,30 presso la Scuola Secondaria di I grado “L. da Vinci- Montale” di Bollate - via Fratellanza, 13.

La partecipazione è libera.

1° incontro “I bioindicatori”
2° incontro “Gli ecosistemi d’acqua dolce con particolare riferimento ai corsi d’acqua”
3° incontro “Imparare a classificare”
4° incontro “La vegetazione dei corsi d’acqua e l’indice di Funzionalità Fluviale”

Inoltre ci sarà la possibilità di partecipare ad un’uscita con esercitazione pratica anche presso un fontanile.

Info: longhioriggi@libero.it

Immagine tratta dalla pubblicazione: Bioindicatori ambientali

martedì 19 ottobre 2010

Biodiversità e consumo di suolo a Gerenzano

L' Associazione Il Gelso di Gerenzano organizza tre incontri per parlare di aree protette, biodiversità e consumo di suolo.

Il primo appuntamento è fissato per lunedì 25 ottobre con la proiezione del documentario "Un grande mosaico di biodiversità", un viaggio alla scoperta dei parchi lombardi.

Nella seconda serata, venerdì 5 novembre, i nostri esperti naturalisti parleranno di conservazione della biodiversità, riportando esperienze dai parchi vicini e dai giardini di casa.

Infine, per la serata conclusiva, venerdì 19 novembre, proporremo il film-documentario "Il suolo minacciato", che lancia un allarme contro il consumo di territorio per le sue conseguenze su ambiente e agricoltura.

Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 21 presso l'auditorium "G. Verdi" di Via Manzoni a Gerenzano, ingresso gratuito.

Per maggiori informazioni: info@ilgelsogerenzano.org

domenica 17 ottobre 2010

Il WWF per la riqualificazione naturalistica degli habitat del Parco delle Groane

Venerdì 15 ottobre, presso la ex polveriera, sede del Parco delle Groane, si sono svolte tre importanti comunicazioni.

Nella prima il Responsabile Tecnico del Parco Dott. Luca Frezzini ha illustrato gli interventi di riqualificazione forestale effettuati o ancora in corso, fornendo una serie di dettagli estremamente interessanti e che mostrano la sua lunga e consolidata esperienza. Le opere di manutenzione e di rimboschimento richiedono una scelta mirata delle essenze, tengono conto delle condizioni del suolo e delle competenze degli operatori delle ditte appaltatrici che, solitamente specializzate nel giardinaggio, devono essere riconvertite con pazienza ad un corretto approccio alla natura. Occorre poi attendere tempi molto lunghi per misurare i risultati “Noi lavoriamo per le prossime generazioni” ha ribadito.

Mauro Belardi, del WWF Lombardia, ha poi presentato i risultati di una indagine sulle zone umide del Parco, durata un anno e condotta da un gruppo ristretto di esperti, fra cui alcuni soci del WWF Groane. Il lavoro ha prodotto dapprima una mappa dettagliata con l’indicazione di tutte le zone umide individuate, che dalle circa 40 precedentemente note, sono diventate 61. È seguita poi una raccolta sistematica dei dati mediante la compilazione di una scheda sul campo. Il tutto quindi ha portato alla creazione di data base informatizzato. Il lavoro, sostanzialmente solo avviato, è pensato per prossimi approfondimenti auspicabilmente con la collaborazione di esperti ed appassionati volontari. I dati principali, pubblicizzati con uno snello libricino e su supporto informatico, sono a disposizione di tutti. Alcuni però sono riservati, per evitare di esporre a rischio le situazione più fragili.

Maurizio Valota ha infine presentato il suo libro: "Atlante degli anfibi e dei rettili”, frutto di anni di studi e di ricerche sul campo, che hanno coinvolto anche il personale del Parco e il gruppo del WWF Groane. Il testo viene a colmare una importante lacuna, aggiungendosi alla serie dei quaderni del parco che hanno già riguardato finora la Flora, i Mammiferi, le Farfalle diurne e gli Uccelli. Va a sostituire per l’argomento specifico l’unico testo precedentemente disponibile di R. Massa sugli invertebrati del parco del 1988 che dedicava agli anfibi e ai rettili solo poche pagine, correggendo anche alcune informazioni. Nel testo di Massa ad esempio non era dato per certo il rospo smeraldino, che Valota dà per sicuramente presente in varie zone del parco. Con il nuovo testo le informazioni sono aggiornate e verificate sul campo. Particolarmente interessanti le mappe a griglie che indicano la localizzazione delle singole specie, anche se alcuni dati devono essere ancora confermati, come quello sulla presenza della Salamandra pezzata, data per probabile nella zona nord e sulla diffusione del Rospo comune, accertata solo per la medesima zona, ma che potrebbe essere presente altrove.

Il Parco, ricco di zone umide, ospita una nutrita serie di specie protette di anfibi, fortemente minacciate, in ambienti che, anche per questa prerogativa sono stati dichiarati SIC (Siti di Interesse Comunitario). L’ente parco sta facendo molto per proteggere questo tipo di fauna e gli ambienti che la ospitano. Sono state completate recentemente ad esempio le prime opere per permettere agli anfibi di attraversare le strade indenni. Una delle principali minacce sembra proprio esser la frammentazione degli habitat.

Il libro resterà certamente un riferimento nel campo per i prossimi anni (è anche su CD).

Legambiente lancia un appello alle istituzioni per la salvaguardia del "Bosco delle Querce" di Seveso e Meda

“Non ci sarà partita ambientalista credibile sul territorio di Monza e Brianza se non sarà in primo luogo tutelato il Bosco delle Querce di Seveso e Meda”, ha affermato Gemma Beretta, presidente del Circolo Legambiente Laura Conti, riprendendo l’allarme lanciato dal palco del talk show promosso dalla Provincia di Monza e Brianza da Damiano Di Simine: “il Bosco delle Querce – ha detto il presidente di Legambiente Lombardia -, autentico monumento verde sorto dopo il disastro ambientale che nel 1976 desertificò le aree investite dalla nube di diossina a Seveso e Meda, è pesantemente minacciato dal tracciato di Pedemontana. Le prescrizioni del CIPE chiedono la stesura di un progetto che salvaguardi il Bosco, ma questo progetto è secretato e nessuna istituzione ha saputo rassicurarci in merito a quello che effettivamente accadrà in fase di esecuzione dei lavori”.

“In questi mesi – ha precisato Gemma Beretta -, abbiamo presentato ripetute istanze di ampliamento del Bosco delle Querce, secondo un progetto redatto dalla stessa Regione Lombardia. Ci siamo rivolti ai Comuni interessati e alla Regione Lombardia: nessuna risposta. La Provincia di Monza e Brianza, che oggi rilancia sui temi di natura ambientale, non ha poteri in merito, ma può far sentire il peso e il valore dell’interesse del territorio. E’ questo che chiediamo oggi al Presidente Dario Allevi, perché, per citare una grande filosofa del passato, ogni discorso se non è supportato dall’azione risulta vano e vuoto”.

sabato 16 ottobre 2010

I circhi senza animali sono più belli

La lettera di Luciano Moltrasio "Per un circo senza animali", che abbiamo pubblicato lo scorso 6 ottobre, ha suscitato diverso interesse, ed è diventata oggetto di una interpellanza indirizzata al sindaco di Seregno.


Signor sindaco,
in questi giorni è presente a Seregno il circo Nando Orfei. Tra le “attrazioni” ci sono le prestazioni di diversi animali esotici e addirittura di una tigre bianca.


Riporto un volantino che è stato affisso a Seregno e che riprende le argomentazioni proposte dalla LAV (Lega Anti Vivisezione). In sintesi si tratta di sostenere l’attività dei circhi che, come il Cirque du Soleil o il Circo Italiano, diffondono un tipo di spettacolo basato solo su artisti umani: giocolieri, clown ed equilibristi, ma anche cantanti e ballerini ed invece di scoraggiare i circhi che fanno uso di animali. Circa 15 paesi europei hanno proibito - del tutto o parzialmente - l’esibizione di circhi con animali. Belgio, Austria e Polonia hanno stabilito di limitare il divieto all’utilizzo di animali di sole specie selvatiche.

Anche in Italia si stanno muovendo dei passi importanti in questa direzione, infatti, già da alcuni anni si tiene un Festival del Circo Contemporaneo, senza animali. Una grande affluenza di pubblico dimostra quanto sia giusta la strada intrapresa. Nessuna frusta, nessuna privazione, nessun dolore, nessun animale.

Molti comuni non concedono spazi alle attività di circhi che impieghino animali.
Sarebbe cosa importante che anche il comune di Seregno sostenga il punto di vista della LAV attraverso una apposità regolamentazione. Gradirei conoscere la posizione dell’Amministrazione comunale di Seregno.

Distinti saluti

Giuseppina Minotti

(capogruppo della FdS)

Per approfondire l'argomento clicca qui.

Gottardo e Alptransit: ricordi ed emozioni...

Riceviamo da Gianni il seguente commento e lo ringraziamo per le belle e toccanti parole.


...mi ha commosso il post su Alptransit...

anche se è da qualche anno che non passo più le vacanze a Faido, alla Leventina, al Gottardo e al Ticino tutto rivolgo sempre un pensiero.


Le prime volte che salivamo sul massiccio del
Gottardo abbiamo avuto modo di assistere ai primi passi dei cantieri di ammirare l'impegno e la coesione di uomini e donne (di tutto il mondo) per costruire un opera così importante.

Oggi, a casa mia, abbiamo provato una profonda commozione e una grande gioia per la caduta dell'ultimo diaframma, forse non è tutto poi così schifoso questo mondo. Basterebbe solo fare qualche chilometro per capirlo, per capire che c'è molto di meglio la fuori dalle nostre paure.

Un grazie di cuore agli amici ticinesi e a tutti gli svizzeri d'oltralpe e un ricordo quei minatori deceduti che, ieri, purtroppo, non hanno potuto condividere la gioia coi loro compagni.
Loro fanno le gallerie, noi continuamente innalziamo nuovi muri e nuovi recinti... sempre più distanti ed isolati dall'Europa e dal mondo.


Ciao e grazie,
Gianni


Segnaliamo qualche link su Alptransit e dintorni...

- il sito di Alptransit in italiano
- la pagina sul sito della RSI
- la pagina del telegiornale della RSI di ieri dedicato all'Alptransit

e i seguenti documentari del settimanale Falò dedicati alla grande opera ferroviaria, ma non solo
vedi ad esempio quello dedicato alla Pedemontana e al Cantello, regione di confine in suolo italiano.

- Vite per un tunnel
- Swissmetro, la forza delle idee
- L'oro di Cantello

Foto tratta dalla pubblicazione: La nuova ferrovia del San Gottardo

venerdì 15 ottobre 2010

Alptransit: da Milano all'Europa via ferro

E' crollato l'ultimo setto di roccia nel profondo delle Alpi Svizzere: con questo avvenimento si è aperto oggi il tunnel più lungo del mondo, in nuovo Gottardo Ferroviario, 57 km sotto terra che fanno parte di un'opera che, a partire dal 2016, metterà in collegamento diretto la Lombardia con l'Europa Centrale e i porti dell'Oceano Atlantico. E' questa la più grande infrastruttura mai costruita a tutto beneficio dell'economia lombarda e del nord Italia. Ma non la costruisce la Lombardia, bensì il Governo svizzero, o meglio il popolo svizzero, dal momento che la sua costruzione è frutto di un processo condiviso e partecipato dall'intera collettività di quel Paese, che ha deciso attraverso referendum sia di realizzare l'opera, sia di finanziarla attraverso una sorta di 'ecopass' applicato a tutti i mezzi pesanti che viaggiano sulla rete stradale svizzera, perchè i nostri vicini vogliono che la circolazione delle merci privilegi il trasporto ferroviario anziché gli spostamenti inquinanti a bordo di camion e TIR.

“Attraverso il coinvolgimento trasparente della popolazione, la piccola Svizzera realizza enormi opere, utili e in tempo – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – da noi invece la Legge Obiettivo ha reso opaca e discrezionale l'approvazione delle opere, che vengono realizzate al di fuori di una coerente programmazione, fanno cilecca sui finanziamenti e, anche quando rispondono a bisogni reali, diventano inutilmente devastanti per il territorio, come nel caso della Pedemontana”

L'esempio dell'autostrada della Brianza è calzante, perchè quella infrastruttura si prepara a diventare un contestatissimo cantiere eterno, con costi destinati a lievitare e cantieri che devasteranno quel poco di verde rimasto nel Nord Milano. Pare infatti (ma le progettazioni sono segretate!) che il progetto esecutivo dell'opera autostradale ridurrà a spezzatino i boschi della Brianza e del Comasco, e sbancherà perfino il Bosco delle Querce, autentico monumento verde sorto dopo il disastro ambientale che nel 1976 desertificò le aree investite dalla nube di diossina a Seveso e Meda. Il tutto senza che la popolazione interessata sia informata né messa nelle condizioni di incidere sul tracciato dell'opera. “Da noi la legge obiettivo, congegnata per escludere la popolazione dalle decisioni sulle opere, è chiaramente fallita; invece la Svizzera ci dimostra che le opere si possono realizzare meglio e più speditamente se la popolazione è ascoltate e coinvolta”

Ma le autostrade lombarde, semmai verranno ultimate, rischiano di collassare subito dopo l'apertura del nuovo Gottardo Svizzero, se – come sembra – non ci prepariamo a fare i conti con quell'opera, che impone nuovi collegamenti ferroviari e un complessivo rilancio del trasporto e della logistica ferroviaria: esattamente l'opposto di quanto sta avvenendo in Italia, dove le ferrovie smantellano la divisione Cargo, dismettono gli scali merci, impediscono l'ingresso di operatori merci sulla rete ferroviaria. I collegamenti ferroviari e i servizi logistici per gestire l'enorme flusso di merci che sbarcherà in Lombardia con la nuova ferrovia transalpina sono infatti del tutto inadeguati: Legambiente paventa il rischio che, a partire dal 2016, decine di milioni di tonnellate di merci, una volta valicato il confine di Stato, troveranno ad attenderli solo flotte sterminate di TIR inquinanti.

“Gli svizzeri ci mostrano la strada da seguire – dichiara Dario Balotta, esperto trasporti di Legambiente Lombardia – peccato che invece sul versante sud delle Alpi ci si limiti ad aprire cantieri elettorali di devastanti opere autostradali che chissà quando, e se, saranno completate. Nella completa assenza di una pianificazione della mobilità in Lombardia, il dono fattoci dagli Svizzeri rischia di trasformarsi in incubo, perchè il nostro governo regionale non sta facendo nulla per attrezzarsi in attesa della rivoluzione dei trasporti che il nuovo tunnel del Gottardo potrebbe permettere”.

Immagini tratte da: www.57km.ch