lunedì 14 aprile 2025
Domenica 27 aprile si cammina con il 'Ciliegio Magico' di Arci Macherio
La passeggiata prevista per domenica scorsa, 13 aprile, e rimandata a causa delle cattive previsioni del tempo, è stata riprogrammata per domenica 27 aprile 2025.
Gli amanti della natura avranno nuovamente l’opportunità di partecipare a una passeggiata letteraria unica nel suo genere: "Le Brianze raccontate e camminate", un evento organizzato dall’Arci Macherio che unisce la bellezza del paesaggio brianzolo alla magia della lettura.
L’escursione primaverile, denominata "Ciliegio Magico", si svolgerà nel cuore del Parco Regionale della Valle del Lambro, con un itinerario ad anello lungo circa 8 km che condurrà i partecipanti attraverso un percorso agevole tra sentieri, strade vicinali e forestali, caratterizzato da leggeri saliscendi. A rendere speciale l’iniziativa saranno le letture a cura di Marco Rubelli, che accompagneranno i camminatori in un viaggio tra parole e natura, all’ombra del monumentale ciliegio secolare di Besana in Brianza, noto come il patriarca dei ciliegi italiani.
L’itinerario toccherà località suggestive come Cascina Palazzina, Cascina Casanesca e il maestoso ciliegio secolare, attraversando anche punti di interesse nel comune di Briosco, tra cui il ponte sulla Bevera, la Cascina Mornatella, la Cava della Molera e il Bosco della Gagiada, per poi concludersi presso Cascina Verana.
Il ritrovo è fissato per le ore 14:00 presso il parcheggio pubblico lungo via Gaetano Donizetti (SP155) a Briosco, con conclusione prevista intorno alle 18:30 presso Cascina Verana in Via Biancospino. L’escursione è riservata ai soli tesserati Arci, con iscrizione obbligatoria e un contributo di 5 euro a partecipante, comprensivo di un brindisi con colomba.
L’iniziativa rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire il territorio brianzolo attraverso il fascino della narrazione e il contatto diretto con la natura. Per iscrizioni e informazioni è possibile contattare Augusta al numero 335 632 8590 o scrivere a cultura@arcimacherio.it. Ulteriori dettagli sono disponibili anche chiamando Gianni al numero 339 844 6553.
venerdì 11 aprile 2025
Neve sempre più rara, ma si punta ancora sugli sci: il caso del Monte San Primo
Il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” ha recentemente inviato alla Regione Lombardia una serie di osservazioni critiche in merito alla proposta di istituire una nuova area sciabile sul Monte San Primo, in località San Primo, nel comune di Bellagio. Il progetto, promosso dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e dallo stesso Comune di Bellagio, prevede la realizzazione di nuovi impianti sciistici e l’utilizzo di innevamento artificiale, ma solleva non poche perplessità da parte delle associazioni ambientaliste.
Secondo quanto stabilito dalla normativa regionale, la nuova pista – per essere autorizzata – dovrà essere inserita nell’elenco ufficiale delle piste da sci alpino, previa valutazione da parte di un Comitato Tecnico e nel rispetto della pianificazione urbanistica e paesaggistica. Tuttavia, il Coordinamento sottolinea che l’area individuata si trova al di sotto dei 1.200 metri di altitudine, una quota che rende l’innevamento naturale sempre più incerto a causa del cambiamento climatico.
I precedenti impianti sul Monte San Primo, infatti, sono stati progressivamente abbandonati fin dagli inizi degli anni 2000 per mancanza di neve, fino alla loro chiusura definitiva nel 2018. Le ragioni principali? La scarsa convenienza economica dovuta alle poche precipitazioni nevose e l’innalzamento costante della linea della neve, un fenomeno ormai documentato anche nei documenti ufficiali della Regione Lombardia. Lo stesso “Documento di azione regionale per l’adattamento al cambiamento climatico” invita a valutare attentamente la sostenibilità economica delle aree sciistiche e a prestare attenzione all’affidabilità dell’innevamento.
Un elemento paradossale emerso nelle osservazioni è che gli stessi promotori del progetto, nella relazione aggiornata a gennaio 2025, ammettono il drastico calo delle precipitazioni nevose invernali negli ultimi decenni e dichiarano l’intenzione di puntare su una riqualificazione turistica a tutto tondo, includendo anche il periodo estivo.
Il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” ha inoltre segnalato che nella zona oggetto del progetto, negli ultimi anni, le nevicate si sono dimostrate saltuarie e di breve durata, con accumuli massimi di circa 20 cm che spesso si sono sciolti in pochi giorni a causa delle temperature elevate. In questo contesto, anche l’innevamento artificiale rischierebbe di risultare inefficace, non riuscendo a garantire l’apertura continuativa della pista per almeno 30 giorni durante la stagione sciistica.
Da qui la richiesta, inviata formalmente alla Regione Lombardia, di una dettagliata valutazione di sostenibilità economica del progetto sciistico, che – secondo il Coordinamento – non è mai stata effettuata dalle autorità promotrici.
Le osservazioni critiche sono state firmate da rappresentanti di importanti realtà ambientaliste regionali:
- Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
- Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza
- Costanza Panella, della direzione di Legambiente Lombardia
- Gianni Del Pero, presidente delegato WWF Lombardia
- Emilio Aldeghi, presidente del CAI Lombardia
Per ulteriori informazioni o per aderire alle iniziative del Coordinamento, è possibile visitare il sito bellagiosanprimo.com o scrivere a info@bellagiosanprimo.com.
giovedì 10 aprile 2025
Pedalando tra memoria e impegno: torna a Seregno "Strade di Liberazione"
Anche nel 2025 l'ANPI di Seregno rinnova il suo appuntamento con la memoria attiva e condivisa: sabato 19 aprile si terrà infatti una nuova edizione di Strade di Liberazione, la biciclettata commemorativa che attraversa i luoghi simbolici della Resistenza cittadina. L'iniziativa, promossa dal Circolo ANPI Livio Colzani, si conferma come un momento significativo per tutti i democratici, unendo ricordo e partecipazione civile.
Il programma della giornata si aprirà già al mattino: alle ore 9.30, presso il cimitero di Seregno, si terrà un momento di raccoglimento e omaggio ai partigiani e agli antifascisti sepolti, con la deposizione di un fiore sulle loro tombe. “È un gesto semplice, ma profondo,” ha dichiarato Mariadele Frigerio, presidente del Circolo ANPI, “un invito aperto a tutti per cominciare la giornata con un pensiero condiviso verso chi ha lottato per la nostra libertà.”
Nel pomeriggio, l'appuntamento è fissato per le ore 14:30 in Piazza Liberazione, nel quartiere Lazzaretto. Da lì, prenderà il via la biciclettata che si snoderà lungo un percorso simbolico, toccando le vie e le piazze dedicate alla Resistenza e alle figure antifasciste del territorio. Ogni tappa sarà occasione per ricordare, raccontare, e deporre un fiore in segno di gratitudine. L'arrivo è previsto per le 18:30 in Piazzale 25 Aprile, nei pressi della stazione ferroviaria: un luogo emblematico, già nel nome, che suggella il senso profondo dell’iniziativa.
"Porteremo un fiore ai partigiani e alle figure degli antifascisti", ha ribadito Mariadele Frigerio, sottolineando il valore educativo e civile dell’evento, che non vuole essere soltanto una commemorazione, ma un’azione collettiva per tenere viva la memoria e i valori della Resistenza.
Strade di Liberazione si conferma così come un ponte tra passato e presente, un modo per riscoprire la città attraverso la storia di chi ha lottato per la libertà, e per ribadire l’importanza della partecipazione, dell’unità e della democrazia. In un’epoca in cui la memoria storica rischia di affievolirsi, questa iniziativa rappresenta una risposta concreta e sentita: pedalare insieme, nel nome della libertà, diventa un gesto di responsabilità civile.
mercoledì 9 aprile 2025
Presentazione del libro: “La Fontana del Guercio, a cinquant’anni dal recupero”
📅 Martedì 15 aprile 2025
🕘 Ore 21.00
📍 Auditorium del Centro Parco Polveriera, via della Polveriera 2, Solaro (sede del Parco delle Groane)
Un appuntamento per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti e delicati del Parco delle Groane: la Fontana del Guercio, oggi Riserva Naturale, ma cinquant’anni fa solo una discarica abbandonata.
Durante la serata sarà presentato il libro “La Fontana del Guercio: a cinquant’anni dal recupero”, frutto del lavoro di ricerca e memoria di Tiziano Casartelli e Luigi Tagliabue, che saranno presenti. Modererà l'incontro Cristiano Colombo, Presidente dell'Associazione Museo della Brianza nel Novecento.
Il volume racconta, con fotografie d’epoca, documenti storici e testimonianze autentiche, l’avventura di un gruppo di volontari che nell’estate del 1974 riuscì a trasformare un’area degradata in un’oasi di natura, grazie all’impegno degli “Amìs de la Funtana”.
Durante la presentazione sarà proiettato anche un video realizzato dal gruppo stesso, che ripercorre le tappe di questa rinascita ambientale e comunitaria.
Ingresso libero e aperto a tutti.
martedì 8 aprile 2025
Il Meredo, per noi casa e rifugio
Abbiamo ricevuto da Massimiliano Morelli, residente nel Meredo di Seregno, alcune fotografie accompagnate da un testo poetico che pubblichiamo con piacere.
Il Meredo
per noi casa e rifugio.
Tesoro di emozioni che in uno splendido giorno di primavera diventano certezza e conforto per i momenti meno sereni.
In questa primavera rinnovata sensazioni proibite rincorrono
emozioni possibili.
Una magica essenza
condisce piacevoli brezze.
Meredo,
fragile tesoro,
di azzurro intenso espande i suoi orizzonti,
di calore avvolge
occhi e anima.
Qui ti aspetto amore mio,
nel rifugio ritrovato,
nella natura alleata,
nella “terra di nessuno”
Patria del nostro amare.
Sarà certezza,
giardino perenne nel proprio cuore.
Sarà ricordo, conforto
nel buio di un giorno di gelo.
Pedemontana: ruspe a Bovisio Masciago e incontro pubblico sulla bonifica da diossina a Meda
"Le ruspe sono arrivate a Bovisio Masciago, precisamente in via Desio, dove sono ufficialmente partiti i lavori legati alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana. L’area è stata destinata a deposito temporaneo dei terreni di scavo per le tratte B2 e C, con un tempo di lavorazione previsto di 987 giorni."
La notizia, resa pubblica dalla lista civica Altra Bovisio Masciago, ha riacceso il dibattito sulla gestione delle informazioni e sulla trasparenza da parte dell’amministrazione comunale. "L’avevamo detto da tempo, anche se qualcuno della precedente amministrazione Sartori lo aveva negato", scrivono i rappresentanti della lista. E proseguono criticando l’attuale amministrazione di centrodestra per il silenzio mantenuto sull’avvio dei lavori: "Nemmeno a cantieri aperti, ha informato di lavori e tempi previsti."
A preoccupare i cittadini e le associazioni non è solo l'impatto visivo o urbanistico dell'opera, ma soprattutto le implicazioni ambientali, in particolare per quanto riguarda la bonifica dei terreni contaminati da diossina lungo la tratta B2 della Pedemontana.
Per questo motivo, il prossimo 16 aprile 2025 alle ore 21.00 presso la sala civica Radio in vicolo Comunale a Meda, si terrà un incontro pubblico organizzato da una rete di gruppi e associazioni locali (Sinistra e Ambiente – Impulsi, Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Cittadini per Lentate, Altra Bovisio e il Comitato Ambiente Bovisio). L’obiettivo dell’assemblea è fare il punto sulla bonifica, riportando le istanze e le richieste presentate al Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica da Diossina, che si riunirà lo stesso giorno nel pomeriggio.
“Cercheremo di riportare i contenuti esplicitati al Tavolo anche nel nostro incontro pubblico”, dichiarano gli organizzatori. “Come sempre, il nostro agire evita annunci improvvidi, superficiali e imprecisi, cercando invece di dare informazioni complete e dettagliate frutto di un faticoso ma serio lavoro.”
Nel corso degli ultimi mesi, il Tavolo Permanente - composto da enti, tecnici e rappresentanti delle associazioni - ha sollevato diverse criticità. Tra queste:
- la mancanza di monitoraggio atmosferico in tempo reale,
- l’assenza di ARPA durante la caratterizzazione dei terreni contaminati,
- l’adozione di limiti meno stringenti per le diossine in atmosfera (150 fg/m³ secondo la normativa tedesca, contro i 40 fg/m³ raccomandati dall’Istituto Superiore di Sanità).
Le associazioni hanno inoltre ottenuto, dopo varie richieste:
- il Piano di Monitoraggio Polveri e Diossine,
- i dati di monitoraggio “ante operam”,
- l’incarico a un’impresa certificata per l’analisi su matrice suolo,
e avanzato numerose richieste di aggiornamento sugli scavi, sulla sicurezza dei cantieri e sulle misure di prevenzione per la popolazione residente.
“È fondamentale che le informazioni tornino ad essere patrimonio della cittadinanza,” affermano le realtà coinvolte. “Noi lo stiamo facendo.”
L’assemblea del 16 aprile rappresenterà dunque un’importante occasione di confronto e aggiornamento, in un momento in cui i cantieri sono ormai una realtà visibile e concreta sul territorio. Sono stati invitati anche i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta B2.
lunedì 7 aprile 2025
Una minaccia verde nella Riserva Naturale della Fontana del Guercio: scoperta la presenza del Poligono del Giappone
Durante una tranquilla escursione domenicale nella Riserva Naturale della Fontana del Guercio, ci siamo imbattuti in una scoperta allarmante. Lungo il sentiero che si dirama da quello principale e conduce al fontanile del Capun, abbiamo notato la presenza di una pianta tanto elegante quanto pericolosa: il Poligono del Giappone (Reynoutria japonica Houtt.).
Questa specie, originaria dell’Asia Orientale e appartenente alla famiglia delle Poligonacee, è tristemente famosa per essere una delle cento specie invasive più dannose al mondo. Introdotta in Europa a scopo ornamentale nella seconda metà dell’Ottocento, si è rapidamente diffusa, colonizzando ampie aree del Nord Italia.
La sua crescita aggressiva comporta gravi conseguenze ambientali: può accelerare l’erosione del suolo, minacciare la stabilità degli argini fluviali e, in contesti urbani, danneggiare strutture come muri e pavimentazioni a causa dei suoi rizomi fortemente invasivi. Una volta insediata, è estremamente difficile da eradicare, e le strategie per contrastarla variano a seconda che si voglia contenerla o eliminarla del tutto.
In Europa, fortunatamente, la pianta è presente solo nella sua forma femminile, il che impedisce la riproduzione tramite seme. Tuttavia, la sua capacità di propagarsi per via vegetativa - anche a partire da frammenti di rizoma lunghi appena un centimetro e pesanti meno di un grammo - la rende ugualmente pericolosa. I movimenti di terra ne favoriscono la diffusione: basta che del terreno contaminato venga spostato per dare inizio a una nuova colonizzazione. Nei corsi d’acqua, invece, è la corrente a trasportarne i frammenti per chilometri.
Un’altra insidia sta nel taglio: se effettuato senza conoscenza, può inavvertitamente favorirne la diffusione anziché limitarla.
Il Poligono del Giappone predilige le aree umide, in particolare le sponde dei corsi d’acqua, dove si diffonde velocemente, soffocando la vegetazione autoctona. Questo comporta una pericolosa semplificazione dell’ecosistema, con la conseguente riduzione della biodiversità locale.
La scoperta della sua presenza nella riserva è un campanello d’allarme: sarà fondamentale monitorare l’area e intervenire tempestivamente per evitare che questa specie aliena comprometta l’equilibrio naturale di uno dei polmoni verdi del nostro territorio.
Rassegna stampa
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