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| Immagine tratta da Fb "Sei di Lecco se..." |
Da oltre quarantotto ore il monte Moregallo, sopra Valmadrera, è devastato da un vasto incendio che ha richiesto l'intervento continuo di Vigili del Fuoco, squadre dell'Antincendio Boschivo, volontari e mezzi aerei, tra cui Canadair ed elicotteri. Le operazioni di spegnimento sono rese estremamente difficili dalla natura impervia del versante che si affaccia sul lago di Como.
Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", che segue da vicino l'evolversi della situazione, ha espresso anzitutto un sentito ringraziamento a tutti coloro che sono impegnati senza sosta nel contenimento del rogo. Un lavoro prezioso che ha evitato conseguenze ancora più gravi. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, il fronte dell'incendio ha ripreso vigore nella serata di mercoledì e si stima che siano già andati distrutti diversi chilometri quadrati di superficie montana. Le cause sono ancora oggetto di indagine, ma le prime verifiche sembrano ricondurre l'origine del rogo a un falò sfuggito al controllo. Se questa ipotesi fosse confermata, ci troveremmo di fronte all'ennesima dimostrazione di quanto oggi basti un gesto imprudente per provocare un disastro ambientale di enormi proporzioni.
Come osserva il Circolo Ambiente, la siccità prolungata e le temperature elevate hanno creato condizioni ideali per la rapida propagazione delle fiamme. È un aspetto che non può essere considerato secondario. Le nostre montagne e i nostri boschi stanno diventando sempre più vulnerabili a causa di estati caratterizzate da lunghi periodi senza pioggia, vegetazione disseccata e ondate di calore sempre più intense. Le conseguenze non riguardano soltanto il paesaggio. Ogni incendio provoca una pesante perdita di biodiversità: vengono distrutti habitat, muoiono piccoli mammiferi, rettili, insetti e uccelli, mentre serviranno decenni perché un ecosistema forestale possa ricostituirsi, sempre che le condizioni climatiche future lo consentano. Gli effetti si estendono inoltre ben oltre l'area direttamente interessata dalle fiamme. L'odore di bruciato è stato avvertito fino in Brianza e, come sottolinea il Circolo Ambiente, è inevitabile interrogarsi anche sulla dispersione nell'atmosfera di polveri sottili e di altri prodotti della combustione, che peggiorano ulteriormente una qualità dell'aria già spesso compromessa. L'incendio del Moregallo non è quindi soltanto un fatto di cronaca locale. È un segnale della crescente fragilità dei nostri ecosistemi. In un contesto climatico sempre più estremo, la prevenzione assume un'importanza decisiva: servono una gestione attenta dei boschi, controlli efficaci, informazione e soprattutto comportamenti responsabili da parte di tutti i frequentatori delle aree naturali.

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