domenica 12 settembre 2010

Una giornata con i pipistrelli

Il 18 Settembre 2010 il WWF Le Foppe organizza presso Villa Gina, sede del Parco Adda Nord, Trezzo sull’Adda, un convegno dedicato ai chirotteri, che vedrà come relatori gli esperti dell’associazione FaunaViva. Il tema della giornata, dedicata a questi importanti animali, toccherà tutti gli aspetti dalla loro vita, le specie presenti in Italia, lo status attuale e il loro futuro.

Programma

ore 15.00 - Seminario sui pipistrelli, tenuto dagli esperti di chirotteri dell’Associazione FaunaViva. Partecipazione gratuita. Sede: Villa Gina, fraz. Concesa, Trezzo sull’Adda.

Argomenti: 1. Pipistrelli tra leggenda e realtà; 2. Metodologie di studio dei pipistrelli; 3. La conservazione dei chirotteri; 4. Convivere con i pipistrelli: come favorirne la presenza e come risolvere i piccoli problemi di coabitazione.

ore 18.30 - Aperitivo presso Art Café (riservato ai partecipanti al seminario)

ore 20.30 - Uscita notturna con bat-detector (ritrovo in Piazza Cereda, Fraz. Concesa, Trezzo sull’Adda; prenotazione obbligatoria al tel. 333-1457043).

Durante l’evento sarà possibile acquistare bat box, cassette nido per uccelli e mangiatoie artigianali.

Altre informazioni cliccando qui.

sabato 11 settembre 2010

Erbe spontanee in cucina al Parco di Monza

Le erbe spontanee che crescono nei nostri boschi o nelle nostre campagne possono essere impiegate in cucina con ottimi risultati.

Su questo argomento l'associazione "Piante spontanee in cucina" di Meda, sabato 25 settembre 2010, alle ore 15,30 presso la Scuola Agraria del Parco di Monza e nell'ambito di Monzaflora 2010
organizza una conversazione sull'uso delle piante spontanee nella tradizione alimentare e riconoscimento di specie comuni.

PGT Meda: le proposte di Sinistra e Ambiente

Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda

Pubblichiamo di seguito un intervento di Sinistra e Ambiente sul PGT (Piano di Governo del Territorio) di Meda

I PGT di Meda e Seveso saranno fortemente influenzati dal progetto per la futura Autostrada Pedemontana. Infatti sull’area protetta del BOSCO delle QUERCE ( ex ICMESA) incombe la minaccia di SBANCAMENTO per far spazio al passaggio della nuova arteria autostradale andando a movimentare terreno ancora fortemente inquinato da DIOSSINA con conseguente rischio per la salute dei cittadini. Su questo aspetto, sarebbe opportuno che le nostre amministrazioni facessero sentire la loro voce in tutte le sedi istituzionali e non solo.

Nei nostri Comuni il CONSUMO DI SUOLO è ormai a livelli così elevati da aver pressoché cementificato la quasi totalità delle aree libere. Purtroppo anche in questa seconda fase di elaborazione del PGT di Meda (la prima, mai conclusa, era iniziata con la vecchia Amministrazione Asnaghi) che definirà il prossimo futuro della nostra città, nei documenti ufficiali per determinare quanto è costruito il nostro territorio, si considera sempre “tutta” la superficie del Comune di Meda.

QUESTO E’ UN GRAVE ERRORE e serve solo ed esclusivamente per non dire ciò che ormai è la realtà di questi territori “padani”: a Meda (come anche a Seveso) viviamo “TUTTI” in un ambiente urbanizzato che una volta chiamavano la Verde Brianza ma dove oggi il costruito è quasi il 90% dello spazio esistente, prevedendo oltretutto di andare a edificare anche negli ultimi e residui spazi a verde sopravvissuti.

Infatti il nostro territorio ha effettivamente il Parco della Brughiera e il Bosco delle Querce, che sono ormai fortunatamente intoccabili e in edificabili e sono localizzate ai margini dei nostri confini. Però tutto l’abitato è concentrato fuori da queste zone a verde. E’ per tale ragione che non è più possibile affermare che abitiamo in un paese dove l’indice di Consumo del Suolo è al 69,88 % ( valore comunque anch’esso alto ) come viene riportato alla pagina 25 della Relazione del Documento di Piano del PGT di Meda.
Bisogna avere il coraggio e l’onestà di dire ai cittadini di Meda che è rimasto libero e a verde solo il 10% dell’intero territorio urbanizzato ( costituiti fondamentalmente da 5 grosse aree ) su cui è indispensabile ragionare in modo diverso dalle solite logiche del costruire a tappeto e con indici volumetrici altissimi.

E’ per tale ragione che noi di Sinistra e Ambiente riteniamo che la stesura del nuovo PGT deve essere il momento principe per riconsiderare questi ultimi residui di spazi a verde come una risorsa unica e irripetibile per la Comunità: non possono decidere sui bisogni della gente sempre e solo gli interessi del mercato immobiliare e dei soliti “noti”.
Continueremo in tutte le sedi e in tutti i modi a monitorare e controllare l’iter di stesura del PGT formulando proposte e richieste all’Amministrazione per cercare di arrestare il Consumo di suolo e tutelare l’Ambiente.

NODO D’INTERSCAMBIO FERROVIARIO

Al momento attuale tale progetto risulta totalmente privo di qualsiasi copertura economica. Detto questo, è necessario rimarcare limiti e contrarietà sull’ipotesi progettuale stessa. Anche l’ipotesi correlata di abbassamento del tracciato ferroviario oltre ad essere una proposta di dubbia fattibilità con gli imminenti sottopassi vari, non pare avere sponsor decisi ad accollarsi gli enormi costi.

RITENIAMO UN ERRORE CLAMOROSO CHIUDERE LE STAZIONI ESISTENTI DI MEDA, SEVESO E CAMNAGO.
Così facendo, si rischierebbe d’incrementare il traffico su Meda per accedere alla nuova stazione d’interscambio alla faccia degli slogan urlati dai nostri amministratori sulla MOBILITA’ SOSTENIBILE che con un intervento del genere di riduzione da tre a una stazione periferica viene completamente negata ai cittadini. Se la proposta di una nuova stazione di intersezione tra Ferrovie Nord e Ferrovie dello Stato può essere una opportunità per incentivare l’uso del trasporto su ferro, è però indispensabile ridimensionare il progetto mantenendo le stazioni esistenti ripensandole come stazioni di una rete metropolitana.

Non condividiamo assolutamente il progetto di una stazione con annessi “servizi a vocazione commerciale” (ritorna il vecchio e osteggiato Centro Commerciale area ex Medaspan ?). Stiamo discutendo di una stazione per MIGLIORARE la viabilità, spostando il traffico da gomma a ferro, o di un solito centro commerciale con annesse sale cinematografiche etc. con in più il monopolio e l’esclusiva di avere l’unica stazione ferroviaria della zona Meda-Seveso-Lentate???
Anche l’ampiezza del parcheggio, ove si parla di 5000 posti è sicuramente sovradimensionata e pertanto va rivista completamente.
Il probabile gioco di scambi d’aree e contrattazione tra Amministrazione e privati proprietari (area ex Medaspan di Franchini e, probabilmente, area Cassina/Poltrona Frau del Gruppo Charme) è complicato e rischioso poiché metterebbe un’ipoteca edificatoria su altre aree libere (Cave) e snaturerebbe la funzionalità dello stesso nodo d’interscambio, più somigliante a un centro commerciale che a una stazione.

E’ singolare vedere come la proprietà Poltrona Frau/Cassina sia stata accerchiata da parte dei nostri amministratori destinando le aree limitrofe a Servizi/Commerciale compreso il vecchio stadio e non in parte ad aree produttive come già di loro vocazione. Si “vuole” o forse “c’è già un accordo” per il trasferimento dell’unità produttiva Poltrona Frau su altre aree magari sui terreni agricoli della zona Cave? O forse fuori da Meda? Non pare proprio una scelta in linea con le linee guida del PGT “Rilancio del Sistema Economico Meda”.
La natura dell’idea di nuova stazione ferroviaria potrebbe quindi essere condivisibile, ma contenuti e modalità attuative sono decisamente da riformulare.

INDICI DI EDIFICAZIONE

Ci preoccupano gli elevati indici d’edificazione mc/mq previsti in buona parte delle Aree di trasformazione (peraltro eredità dell’Amm. Asnaghi) che andrebbero invece ribassati, perlomeno laddove non ci sono cessioni di parti all’uso pubblico.
Alcune di queste aree di trasformazione, destinate ad uso servizi pubblici e privati e al produttivo, si divorano le residue zone agricole (prati) rimaste (vedi area AC3 e AC4 in viale Lombardia e AC5 in via Tre Venezie) . Vorremmo capire i dettagli degli insediamenti e ipotizzare una proposta alternativa di “ricostruzione ambientale” con particolare riguardo alle destinazioni di aree a verde pubblico.
Così come non ci trova d’accordo la previsione di edificazione sull’attuale area a prato in via Manzoni, di proprietà PUBBLICA definita come AR2b che viene destinata a residenziale per uno “scambio” di volumetrie in centro, sottraendo ulteriore suolo in una zona pregiata limitrofa al confine del Parco della Brughiera.

RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO

Positiva e da controllare costantemente l’idea del recupero del centro storico e della pedonalizzazione definitiva di Piazza Vittorio Veneto. Purtroppo è un progetto senza gambe. Manca infatti la volontà di proporre una qualsiasi forma di CONVENZIONE con la proprietà per l’UTILIZZO PUBBLICO DEL PARCO E DELLA VILLA TRAVERSI e il RECUPERO DELLE FORNACI. Villa Traversi e Fornaci, costituirebbero l’elemento QUALIFICANTE e IL POLO ATTRATTIVO di un’area pedonale che fonda il proprio inestimabile valore sugli aspetti storici e architettonici di P.za Vittorio Veneto. Nella stessa logica, è condivisibile la volontà di acquisire al patrimonio pubblico villa Besana, dietro l’attuale stazione delle FNME, ad uso biblioteca civica. Ci pare da rivedere l’alto indice edificatorio previsto in questo comparto che viene oltretutto ricollocato in un area a verde in via Manzoni.

LE NOSTRE PROPOSTE


RIQUALIFICAZIONE E TUTELA AMBIENTALE

AMPLIAMENTO DEL BOSCO DELLE QUERCE nella porzione medese, sulle aree del nuovo centro sportivo, sui prati e sui residui boschi ad esso adiacenti, sino a raggiungere la linea FNME. La proposta va di pari passo con quella fatta da Legambiente a Seveso e concernente un ampliamento sulle aree agricole sevesine al lato est dell’attuale superstrada. L’ampliamento non inficerebbe i progetti sul comparto sportivo ma li valorizzerebbe.

RECUPERO AMBIENTALE sull’intera area CAVE, come zona di ESPANSIONE della prevista COMPENSAZIONE AMBIENTALE limitrofa che sarà realizzata da Pedemontana come progetto legato al tratto autostradale di Meda.

ATTUAZIONE EFFETTIVA E REALIZZAZIONE con priorità su altri interventi del previsto corridoio ambientale e di collegamento ciclopedonale con riqualificazione e recupero delle sponde del torrente TARO’ per consentire il recupero del corso d’acqua e il collegamento tra il Parco della Brughiera e il Bosco delle Querce. Realizzazione di ulteriori corridoi ambientali di collegamento tra Bosco delle Querce e Parco delle Groane, utilizzando le residue aree verdi tra superstrada (futura autostrada) e tracciato Ferrovie dello Stato nonché una pista ciclopedonale tra il Parco della Brughiera e il Parco Brianza Centrale di Seregno.

CENTRO STORICO


Convenzione con la proprietà per l’apertura al pubblico di Villa e Parco Traversi, elemento CENTRALE E QUALIFICANTE della pedonalizzazione di P.za Vittorio Veneto e del centro storico.

Piano di recupero e progetto di struttura museale delle FORNACI CEPPI ridefinendo questo manufatto come simbolo della tradizione e della storia della Brughiera e come porta di accesso del Parco della Brughiera senza però snaturare la zona con destinazioni d’uso non compatibili con il Parco.

RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO

REVISIONE DELLE DESTINAZIONI e RIDUZIONE DELLE VOLUMETRIE previste dal PRG vigente, perlomeno nelle grosse aree dove ancora non sono state attuate le previsioni edificatorie del vecchio piano. Molta attenzione va rivolta su aree come quella denominata AC1 via Trieste – via Trento che presentano ancora una vocazione agricola propria di quello che è stato ( e non lo è più ) il paesaggio della Brianza di non tanti anni fa, con prati alternati a piante di Gelsi ( gli ultimi originari ) e sullo fondo il profilo delle prealpi Lariane. Come questa anche le aree AC3 e AC4 via Lombardia e via Piave e AC5 via Tre Venezie devono secondo noi essere considerate non solo come terreni da edificare ma anche come RISORSA AMBIENTALE da consumare con oculatezza per tamponare una cementificazione asfissiante a cui siamo costantemente sottoposti.

Sinistra e Ambiente - Meda

giovedì 9 settembre 2010

Ciclogita all'Oasi Lipu di Cesano Maderno

Domenica 19 settembre 2010
Equibici organizza una ciclogita da Lissone all'Oasi Lipu di Cesano Maderno.

Ritrovo: ore 14.00 in Piazza IV Novembre - Lissone (davanti alla Biblioteca Comunale)
Rientro previsto: ore 18.30
Merenda al sacco

Biciclettata facile facile utilizzando le piste ciclabili disponibili lungo il percorso - andata/ritorno 25 km - particolarmente indicata per famiglie e bimbi: si raggiungerà l' Oasi LIPU di Cesano Maderno per la visita guidata nel parco con osservazione della flora e fauna a cura dei Volontari LIPU.

La visita guidata durerà circa 1 - 1,5 ora e prevede un contributo di 3,00 €/persona da versare alla LIPU.

Per comunicare in anticipo il numero dei partecipanti alla LIPU è necessario confermare la propria adesione scrivendo a: info@equibici.it

Se vuoi conoscere preventivamente l'Oasi collegati al sito della Lipu.

Immagine tratta dal web.

mercoledì 8 settembre 2010

A Canzo la grande festa della cultura bio

23° Biofera
11 / 12 settembre 2010

La Biofera è una delle più antiche e rappresentative feste del biologico a livello nazionale. Si articola in due giorni, nei quali è possibile vedere, conoscere e acquistare prodotti biologici di vario genere, scoprire soluzioni alternative ed ecologiche per la salvaguardia del pianeta, ma soprattutto permette di vivere serenamente un clima magico, dovuto alla cura dei particolari, al contesto architettonico/ambientale nel quale la fiera si colloca, alla qualità degli espositori, ai molti eventi complementari.

Scarica il programma della manifestazione cliccando qui.

Game over urbanistico a Seveso e Meda

Gemma Beretta, presidente di Legambiente Seveso

Pubblichiamo di seguito il documento del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e di Sinistra e Ambiente di Meda sul consumo di suolo nei rispettivi comuni e le proposte avanzate alle due amministrazioni comunali in occasione della formulazione dei rispettivi Piani di governo del territorio (PGT).


Premessa

I dati forniti da Regione Lombardia (repertorio DUSAF 2.1, 1999 e 2007) e presentati da Legambiente Lombardia al pubblico sono inequivocabili: Seveso e Meda formano ormai un'unica 'piastra' edificata, con un consumo di suolo superiore al 69%, urbanizzata per 5,1 milioni di metri quadri a Seveso e 5,8 milioni di metri quadri a Meda.

Gli unici suoli liberi di una certa estensione sono quelli che le amministrazioni che hanno preceduto quelle attuali hanno pensato con oculatezza di vincolare a parchi: le Groane, le Brughiere e il Bosco delle Querce. Escludendo le aree a parco, infatti, la percentuale di consumo di suolo letteralmente 'schizza' all'81,1% a Seveso e all'88,5% a Meda.

Eppure la crescita di consumo di suolo è stata costante non si è mai fermata in continuità con quanto accaduto nei periodi precedenti, ad esempio, dal 1999 al 2007 a Seveso sono stati urbanizzati 215.000 mq di territorio, e a Meda 124.000 mq. Al netto delle superfici incluse nei parchi e di quelle coperte da boschi e ville storiche, complessivamente a Seveso restano solo 520.000 mq di superfici teoricamente edificabili (8,4% della superficie territoriale) e a Meda 380.000 mq (6,25% della superficie territoriale).

Queste superfici NON DEVONO ESSERE URBANIZZATE perché il quadro ambientale è gravissimo e non può essere ulteriormente peggiorato: il Piano di Governo del Territorio dei Comuni di Meda e Seveso non può dunque più essere un piano espansivo, ma deve lavorare per riorganizzare le funzioni e le centralità urbane già esistenti, e per introdurre criteri di sostenibilità territoriale negli interventi di riqualificazione. Pertanto ogni intervento di ristrutturazione urbanistica deve produrre una DIMINUZIONE delle superfici occupate da immobili e infrastrutture (ad esempio imponendo la crescita in verticale che liberi le superfici occupate al suolo e aumenti la dotazione di verde pubblico e privato), e in ogni caso deve essere contemplato il rispetto perentorio dei regolamenti regionali in materia di rispetto idrogeologico (realizzazione di vasche volano, recupero delle acque piovane, ecc.). Si giustifica così, ma anche con l'esigenza di restituire dignità ad un paesaggio violentato molto più del lecito, la richiesta di estendere il Bosco delle Querce nei comuni di Seveso e Meda, anche per ricercare possibili progetti di collegamento tra il Bosco e le aree verdi più prossime (Parco Groane, Parco delle Brughiere e Parco della Brianza Centrale a Seregno).

Chiediamo di conseguenza che le nostre amministrazioni aderiscano alla proposta di legge regionale “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva” che in sintesi prevede che nuove edificazioni che comportano consumo di suolo avvengano solo dopo aver edificato su tutte le aree già edificate e dismesse o dopo averle ristrutturate e con una compensazione preventiva del suolo consumato tramite la cessione all’amministrazione di una superficie libera pari a quella costruita e che verrà vincolata a verde pubblico.

CONSUMO DI SUOLO: SCELTE IN CONTROTENDENZA
Ampliare i confini dei parchi esistenti


Ampliamento del Bosco delle Querce

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda e le aree agricole a esso prospicienti presenta un’opportunità che va nella direzione sopra indicata, opportunità tanto più importante in quanto tocca una delle aree più gravemente danneggiate dal danno industriale e per questo motivo simbolo attuale e imperituro di un bisogno di tutela e di rispetto doveroso nei confronti della comunità e dei cittadini che si affidano alle istituzioni preposte al governo del territorio.
Per gli abitanti di Meda, Seveso e dei paesi limitrofi questo bosco è il risarcimento ambientale e la memoria di quel grave incidente con la consapevolezza che la diossina non è scomparsa, la maggior parte è ancora là sotto, altra parte si trova nelle aree oltre il limite della zona bonificata ed una parte si trova nel loro organismo.
Pertanto come conseguenza logica delle osservazioni presentate dall’amministrazione comunale di Seveso al CIPE per contenere l’impatto di Pedemontana sull’area, chiediamo l’ampliamento dell’area tutelata Bosco delle Querce, nel comune di Seveso con l’accorpamento delle aree agricole e boscate ad est della tratta B2 ad esso adiacente. Nella porzione medese chiediamo l’ampliamento del Bosco comprendendo le aree del nuovo centro sportivo, i prati e i residui boschi a esso adiacenti, sino a raggiungere la linea delle Ferrovie Nord Milano.

Corridoi ambientali di collegamento

Nell’ottica di favorire ogni azione di ampliamento dei Parchi esistenti e il passaggio umano pedonale e animale su un territorio così altamente cementificato, riteniamo inoltre importante realizzare corridoi ambientali e di collegamento ciclopedonale con riqualificazione e recupero delle sponde del torrente Certesa/Tarò per consentire il collegamento tra il Parco della Brughiera e il Bosco delle Querce, come del resto previsto nel documento d’Inquadramento delle politiche urbanistiche e in quello di piano del Comune di Meda. Inoltre sia a Seveso sia a Meda, utilizzando le residue aree verdi tra superstrada (futura autostrada) e tracciato ferroviario, nonché ciclopedonale verso il Parco Brianza Centrale, proponiamo che siano realizzati altri corridoi ambientali di collegamento tra Bosco delle Querce e Parco delle Groane.

Estensione del Parco delle Groane

Ancora nella direzione di una reale controtendenza rispetto alla progressiva erosione di suolo nei nostri territori, è necessario prevedere l'inclusione nel Parco delle Groane dei pochi territori liberi rimasti all’Altopiano di Seveso, in particolare è necessario includere nel Parco l’Oasi Naturalistica del Fosso del Ronchetto e il Corridoio ecologico del Bosco del Biulé.

Pianta del Fosso del Ronchetto (Seveso)

Chiediamo inoltre che i terreni agricoli del Parco delle Groane non vengano destinati a impianti sportivi ma, in linea con i recenti indirizzi della Provincia di Monza Brianza, siano mantenuti a area agricola e che, di conseguenza, sia mantenuta l’attuale allocazione degli impianti sportivi, già decentrati.

Un trasporto ferroviario al servizio dei cittadini

Quasi tutti i comuni attraversati dalla tratta Milano-Seveso delle Ferrovie Nord Milano hanno da tempo realizzato percorsi alternativi ai passaggi a livello, le amministrazioni di Seveso e Meda sono in perenne attesa di una soluzione diversa, definitiva, che arrivi dall’alto, in virtù di meriti acquisiti e che risolva questo annoso problema, con vantaggi per tutti e che non scontenti nessuno. Dalla prima proposta di soluzione, che prevedeva l’abbassamento della linea, sono passati una trentina d’anni e al momento attuale tale progetto risulta totalmente privo di qualsiasi copertura economica.
Quando si parla del progetto dell’interramento si prospetta il miglioramento del paesaggio cittadino e della percorribilità dello stesso: non viene messo in conto però il danno che procurerebbe alla popolazione anziana e ai cittadini residenti l’obbligo di pervenire alla stazione internodale collocata fuori dai centri urbani attraverso mezzi di trasporto su strada (auto o bus). La realizzazione della stazione unica con interscambio a Seveso-Meda come alternativa all'interscambio di Camnago, infatti, eliminerebbe due fermate poste nel centro di altrettante e popolose cittadine brianzole, sostituendole con una fermata distante dal centro residenziale. A Camnago, invece, esistono grandi possibilità per realizzare una importante struttura di interscambio gomma-ferro, eventualmente gestita dalla stessa concessionaria autostradale che potrebbe così modulare le tariffe di parcheggio in funzione delle esigenze di pervietà autostradale. E’ questa la soluzione più economica (che parte dall’esistente) e razionale: in vista dell’avvio dei lavori per l’infrastruttura autostradale di Pedemontana, infatti, l’unica soluzione razionale consiste a nostro parere nel prevedere un forte rafforzamento del trasferimento modale passeggeri diretti a Milano utilizzando le linee radiali del ferro (interscambio a Lomazzo sulla Milano Como FN, a Camnago sulle FS Milano Chiasso e FN Milano Camnago, a Desio sulla FS Milano Chiasso), anche attraverso robuste incentivazioni tariffarie che rendano vantaggioso il trasbordo passeggeri.

Riqualificazione e tutela dei corsi d'acqua

Seveso e Meda sono attraversate da piccoli corsi d’acqua, corridoi ecologici importanti e molto danneggiati, quali il Seveso (nel Comune di Seveso) e il Certosa/Tarò (a Seveso e Meda). Riteniamo indispensabile adeguare al “Contratto di fiume” tutte le attività sul territorio delle due cittadine briantee, in particolar modo considerando: il mantenimento e l’incremento delle aree di esondazione; l’incremento della permeabiltà dei suoli comunali mantenendo tutte le superfici drenanti esistenti e richiedendo, per tutte le nuove pavimentazioni esterne e le ristrutturazioni, una permeabilità effettiva (verificabile) tramite pavimentazioni drenanti o realizzazione di pozzi drenanti; la realizzazione di vasche volano; la rinaturalizzazione delle sponde con inserimento di essenze arboree adeguate.
A Meda proponiamo un corridoio ambientale e di collegamento ciclopedonale con riqualificazione e recupero delle sponde del torrente Certesa/Tarò per consentire il collegamento Parco della Brughiera-Bosco delle Querce, dando seguito all’ipotesi già contemplata nel documento d’inquadramento delle politiche urbanistiche e in quello di piano del Comune di Meda.

Opere di compensazione e mitiogazione ambientale

Per quanto riguarda le opere di mitigazione e compensazione ambientale relative alla SS35 Milano Meda, futura autostrada Pedemontana, oltre alla realizzazione delle nostre proposte già approvate dal CIPE , ribadiamo la proposta del progetto di ampliamento del Parco Regionale ”Bosco delle Querce” come già elaborato nel testo edito nel 2000 dalla Regione Lombardia “Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda”.
In merito alle problematiche relative all’incidente avvenuto nel 1976 presso la ditte ICMESA di Meda (evento diossina) si ritiene necessario che tutte le attività che comportino sbancamenti o movimentazione di terreno in zone limitrofe alle aree che sono state assoggettate a bonifica da diossina siano precedute da campionature dei suoli ed analisi ad fine di accertare che tali lavori non costituiscano fonte di rischio per la salute dei lavoratori impiegatiti alle opere e dei residenti.
A Meda chiediamo il recupero ambientale sull’intera area CAVE, come zona di espansione della prevista compensazione ambientale limitrofa che sarà realizzata da Pedemontana come progetto legato al tratto autostradale di Meda.

Centri e ville storiche

La preservazione delle ville storiche è stato ed è un elemento preventivo del consumo di suolo sui nostri territori. E’ importante che le aree di queste ville vengano vincolate allo stato esistente prevenendo forme diverse di utilizzo a fini di speculazione edilizia. Nel Comune di Seveso esistono importanti esperienze di cura e gestione da parte di associazioni di privato sociali (il gruppo Alpini e NATUR&-Onlus nel Parco Dho). A Meda proponiamo lo studio di forme di convenzionamento per l’apertura al pubblico della Villa e del Parco Traversi. Proponiamo altresì il piano di recupero e progetto di struttura museale delle Fornaci Ceppi ridefinendo questo manufatto come simbolo della tradizione e della storia della Brughiera e come porta di accesso del Parco senza snaturare la zona con destinazioni d’uso non compatibili con il Parco.

Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Sinistra e Ambiente di Meda

martedì 7 settembre 2010

Lambro: non si sa ancora cosa contenevano veramente i serbatoi della Lombarda Petroli

Sabato scorso si è svolto a Monticelli (PC) il convegno "Salviamo il Po" dove amministratori locali e confinanti del cremonese, lodigiano e parmense hanno discusso su come salvare il Po dai problemi dell'inquinamento, della navigabilità e dello spettro di un ritorno al nucleare.

Tra gli intervenuti il presidente di Legambiente Lombardia che ha parlato delle drammatiche conseguenze degli sversamenti del Lambro dello scorso marzo, quando 600mila litri di petrolio sono fuoriusciti da una raffineria nei pressi di Milano a causa di un’azione di sabotaggio e hanno pervaso il Po fino alla provincia di Parma.

“L'indagine sulle cause e le responsabilità è ancora in corso - ha dichiarato Damiano Di Simine -, ma il fatto oltremodo allarmante è che non si sa ancora oggi cosa contenevano veramente i serbatoi della Lombarda Petroli. Di sicuro idrocarburi di caratteristiche fisiche corrispondenti a gasolio e olio combustibile ma non si sa se si trattava di prodotti per la commercializzazione o di scarti e residui da riprocessare. Nel secondo caso, si sarebbero quindi riversati in Po componenti chimici altamente pericolosi, metalli pesanti e prodotti cancerogeni. Sappiamo – informalmente – che sarebbero state disposte da Regione Lombardia nuove analisi sui campioni di residui prelevati dai serbatoi. Il 3 settembre Arpa Lombardia ha presentato un ultimo rapporto dove emergono dati inquietanti, che occorre sottolineare sia sulla presenza di PCB sia di idrocarburi. Per quanto riguarda i PCB le analisi dei sedimenti effettuate a valle della Lombarda Petroli a marzo e aprile mostrano valori compresi tra 0,033 e 0,535 mg/Kg. Valori altissimi. L'8 luglio sono stati effettuati prelievi nel Po a monte e a valle della confluenza del Lambro. Per i PCB i valori riscontrati sono compresi tra 0,000455 e 0,01953, ad eccezione dei punti in prossimità della foce del Lambro dove, in un caso, si è riscontrato un valore pari a 0,67 mg/Kg”. Dei campioni di sedimenti prelevati a luglio in Lambro non sono ancora disponibili. In ogni caso, quell’acqua è servita ad irrigare i campi. Sono invece disponibili i dati sui campioni di sedimenti effettuati in prossimità di foce Lambro, che presentano concentrazioni rispettivamente di 453 e 615 mg/kg. “Dai dati presenti – conclude Di Simine - è possibile ipotizzare verosimilmente che lo sversamento di febbraio si è aggiunto con i suoi carichi di idrocarburi e PCB ed altro ancora ad una situazione di inquinanti pesante già presente, pur mancando le analisi dei sedimenti precedenti ed il tutto si riversa nel Po ed è soprattutto il tratto Piacentino ad esserne coinvolto. Ancora oggi mancano le analisi degli idrocarburi e PBC dei sedimenti fino ad Isola Serafini e questo è un fatto grave, come grave è il ritardo nella bonifica e la mancanza di fondi destinati a ciò”.

Fonte: Piacenza Sera

L'immagine sotto il titolo è tratta dal programma del convegno.