lunedì 13 novembre 2023

Meda. Santambrogio conferma che la tangenziale di Pedemontana si farà. Verrà però spostata in aderenza alla zona produttiva ed eliminata l'inutile rotatoria nel parco del Meredo

La zona del parco, al confine tra Seregno e Meda, dove passerà la tangenziale

Il Sindaco di Meda, Luca Santambrogio, durante il consiglio comunale del 9 novembre scorso, ha risposto all'interrogazione del consigliere Proserpio, il quale aveva sollevato l'opposizione del Comune di Seregno alla realizzazione della "tangenzialina Meda-Seregno", una strada complementare alla Pedemontana con chiari impatti sulla viabilità locale e interruzioni nella continuità delle aree libere prossime al Parco del Meredo (PLIS GruBrìa). Il consigliere aveva inoltre chiesto se fossero state esaminate alternative per mitigare il traffico generato a Meda Sud dal completamento dell'autostrada Pedemontana.

Il Sindaco Santambrogio nel Consiglio Comunale di giovedì 9/11/2023

Santambrogio ha confermato quanto precedentemente avevamo riportato in questo post, sottolineando l'importanza della tangenziale per allegerire la viabilità nel quartiere Polo per Meda. Ha altresì menzionato diverse riunioni con il Comune di Seregno e il Parco GruBrìa su questo argomento. 

 

In rosso il percorso della tangenziale proposto da Seregno. In azzurro il ponte di via Maroncelli da ricostruire.

La proposta avanzata dal Comune di Seregno prevedeva la costruzione della tangenziale aderente alla ferrovia, comportando la demolizione del ponte via Maroncelli e la sua ricostruzione, indirizzando il traffico su via Gorizia. Tuttavia, Pedemontana ha ritenuto impraticabile tale proposta, e anche la valutazione trasportistica richiesta dal Comune di Meda alla società Pim l'ha bocciata.

Le modifiche che verranno apportate alla tangenziale all'interno del parco del Meredo


Ha anche detto che per ridurre l'impatto sul Parco GruBrìa, il manufatto viario sarà realizzato il più aderente possibile alla zona produttiva di Meda. Al fine, poi, di rendere accessibile ai residenti di Meda il Parco GruBrìa, sarà creato un sottopasso ciclopedonale alla tangenziale. Inoltre, verrà eliminata la rotatoria inspiegabilmente progettata all'interno di un'area libera adiacente al Parco GruBrìa.


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A Lissone, nel comune più cementificato della Lombardia, un incontro per parlare del consumo di suolo


A Lissone, il comune più cementificato della Lombardia, mercoledì 15 novembre 2023 alle ore 21, si terrà un incontro per discutere del consumo di suolo, dell'importanza di preservare il suolo per la salute del pianeta e per affrontare i cambiamenti climatici. La tematica sarà affrontata con Paolo Pileri, Professore di Pianificazione territoriale e ambientale presso il Politecnico di Milano, membro del Comitato Scientifico del rapporto ISPRA sul consumo di suolo.

Il suolo, inteso come la pelle del Pianeta, rappresenta uno strato di pochi centimetri ricco di vita, essenziale per la produzione di cibo per l'uomo e gli animali. Questo straordinario ecosistema, in grado di trattenere e cedere l'acqua, sequestrare la CO2 e creare l'humus, viene descritto come una "poesia vivente" da Henry David Thoreau. Il libro spiega la necessità di proteggere questo "spessore" di vita, che offre benefici gratuiti e indispensabili per la nostra esistenza.

Il suolo, descritto come bello, vivo e generoso, è un laboratorio che contribuisce alla fertilità del terreno e agisce come una farmacia a cielo aperto. Tuttavia, il suolo è anche fragile e vulnerabile di fronte alla distruzione causata dalla cementificazione, impermeabilizzazione, erosione o inquinamento. Una raccomandazione vigorosa viene avanzata nel libro, invitando alla riflessione sulla terra sotto i nostri piedi e alla mobilitazione per la sua protezione.

Il testo richiama l'attenzione sul fatto che, nonostante l'inserimento della parola "ambiente" nella Costituzione, in Italia vengano distrutti due metri quadrati di suolo ogni secondo, mentre la politica sembra ignorare il pensiero ecologico. La mancanza di una giusta legge nazionale sul consumo di suolo è sottolineata come un punto critico, e l'opera rappresenta un appello a mobilitarsi per affrontare questa problematica.

venerdì 10 novembre 2023

L'alluvione di Meda in due immagini: un "disastro annunciato"

Mappa della Pericolosità per Alluvione

di Gianni Del Pero, Presidente delegato WWF Lombardia


In due immagini la motivazione della definizione di "disastro annunciato" per l'alluvione che ha causato ingentissimi danni alla Città di Meda. La prima non è una foto aerea dell'alluvione che ha colpito Meda il 31 ottobre, ma la Mappa della Pericolosità per Alluvione elaborata da Regione Lombardia per il Piano di Gestione Del Rischio Alluvionale dal 2015 e aggiornata annualmente. Quindi sapevamo già esattamente dove il Tarò sarebbe uscito e dove l'alluvione sarebbe arrivata se non avessimo fatto, come purtroppo non abbiamo fatto, quello che serviva. Esattamente nelle aree nelle quali il piano di protezione civile, lo studio geologico comunale, quello della Provincia di Monza e il piano di gestione del rischio alluvionale di Regione Lombardia riconosco da anni l'esistenza di un rischio molto elevato che richiede l'adozione di una serie di interventi e ne vieta altri.

Il Taro' è uscito alle 5,45 in via Valseriana percorrendo vicolo luigi Rho per raggiungere la "Svizera" dove alle 6 esonda anche dal ponte di Via Luigi Rho e poco istanti dopo da quello di Via Cialdini per percorrere Via Solferino in direzione di Piazza del Municipio dove si mischia alle acque esondate prima del tratto tombinato di Largo Europa. Il deflusso prosegue verso Via Matteotti e, dall'altra parte, lungo Via Francia per raggiungere la zona dove gli studi e le mappe di Regione Lombardia, Provincia, Comune stesso dicevano sarebbero arrivate: poco dopo il passaggio a livello di Via Seveso/Via Cadorna all'altezza del ponte "della Cassina".

Mappa del Rischio Idraulico

La seconda immagine è invece quella relativa alla Mappa del Rischio Idraulico che in buona parte di Meda è stato valutato MOLTO ELEVATO, da via Valseriana fino a poco dopo il passaggio a livello di Via Seveso/Via Cadorna...

Salvataggio gamberi di fiume: WWF Lecco subito in azione

Una delle barriere installate dal WWF Lecco

Nella mattinata del 7 novembre, il Sindaco di Colle Brianza Tiziana Galbusera ha autorizzato con apposita ordinanza gli interventi di contenimento della diffusione della peste del gambero (causata dal patogeno Aphanomyces astaci) nel torrente Bevera di Brianza (leggi qui).

WWF Lecco è entrata immediatamente in azione per il salvataggio dei gamberi di fiume sopravvissuti nel tratto a monte del corso d’acqua, fornendo il materiale necessario a procedere all’installazione delle barriere.

In questo modo, già nella notte del 7 novembre stesso, il personale specializzato e autorizzato dal Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e dal Comune di Colle Brianza – con il coordinamento del referente designato per il progetto, PhD Raoul Manenti, ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano e Consigliere dell'associazione WWF Lecco – ha potuto procedere ad effettuare una prima installazione.

La speciale barriera è stata posta a valle di un tratto di torrente, situato in una zona piuttosto impervia della Valle della Tajada, che ospita gamberi apparentemente ancora sani. Si tratta di una modesta barriera, addossata a un salto naturale formato da massi che circondano una piccola pozza già esistente. Realizzata in legno, la struttura è composta da una parte verticale (che abbraccia l’intero alveo di morbida), sulla quale poggia una parte orizzontale sporgente (su cui l’acqua lamina al livello naturale del salto esistente). La combinazione della parete verticale, della sporgenza orizzontale e della corrente presente dovrebbe impedire ai gamberi a valle, potenzialmente infetti, di risalire e diffondere a monte il patogeno.  La “barriera” è oggetto di costante monitoraggio; i primi esiti dei rilevamenti, che probabilmente comprenderanno anche la marcatura (in modo non invasivo) dei gamberi a valle dell’installazione, saranno tempestivamente trasmessi al Comune di Colle Brianza.

L’integrale progetto prevede l’installazione di due coppie di barriere, tutte realizzate sfruttando salti naturali già esistenti: la prima coppia nella zona della Valle della Tajada, la seconda coppia nella zona della Val Chignolo. Nei prossimi giorni, pertanto, verrà completata l’installazione nella Valle della Tajada con l’aggiunta della seconda barriera e, successivamente, verrà realizzata la seconda coppia in Val Chignolo.

Sarà inoltre testata l’efficacia di materiale atossico liscio ed ecocompatibile fornito volontariamente da una ditta di Olginate per implementare la funzionalità di barriera dei salti su cui posano (o poseranno) le installazioni.

I costi delle operazioni sono sostenuti integralmente da WWF Lecco, grazie ad una campagna di crowfunding che ha raccolto finora 935,00 €, donati sia da privati cittadini sia da associazioni del territorio, tra cui il Comitato per la difesa delle Bevere e del fiume Lambro, WWF Insubria e l’associazione Monte di Brianza.

«Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i donatori» ha dichiarato la Presidente di WWF Lecco, Giovanna Corti «è grazie a loro che abbiamo potuto fornire i materiali per la realizzazione delle barriere. La risposta della cittadinanza, così rapida e generosa, ci spinge a fare sempre di più per tutelare flora e fauna del nostro territorio. A tal proposito, abbiamo organizzato, in collaborazione con Parco Monte Barro, Comitato Bevere e Associazione Monte di Brianza, una serata divulgativa sul gambero di fiume per il prossimo 16 novembre, alle ore 21 presso Villa Bertarelli a Galbiate. Sarà un’ottima occasione per conoscere i primi risultati dell’azione svolta e instaurare un confronto su come migliorare l’efficacia delle risposte in situazioni di emergenza a livello faunistico».


Gli interventi proposti, svolti di concerto con enti locali e regionali, associazioni ambientaliste ed enti scientifici, se da un lato hanno carattere sperimentale, dall’altro rappresentano un passo fondamentale per la realizzazione di un protocollo d’azione in caso di emergenze legate alla diffusione della peste del gambero. L’esperienza locale, se avrà risultati positivi, potrebbe costituire un prezioso precedente per casi analoghi in tutto il territorio nazionale, al fine di velocizzare la capacità di intervento in favore di una specie così a rischio come il gambero di fiume italiano.

Il caso degli impianti sciistici sul Monte San Primo arriva in Europa: le inchieste giornalistiche del Telegraph e Euronews


La lotta contro il progetto sul monte San Primo arriva sulla stampa internazionale, sul Telegraph e su Euronews.com. Le due testate hanno recentemente pubblicato altrettante inchieste giornalistiche sulla questione del progetto per nuovi impianti sciistici che riguarda il monte più alto del Triangolo Lariano. Gli articoli citano la lotta condotta, da oltre un anno, dal Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’, formato da 33 associazioni.

Gli articoli citano infatti la vertenza contro il progetto per la realizzazione di nuovi impianti per lo sci e per l'innevamento artificiale sul San Primo, che prevede nuovi tapis roulant, cannoni sparaneve, laghetto artificiale, piste di plastica, nuovi parcheggi. Il tutto all'interno di un assurdo progetto (voluto dalla Comunità Montana Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio) che vanta un finanziamento di 5 milioni di euro di fondi pubblici, piano che non tiene minimamente in considerazione il riscaldamento globale che sta determinando in modo chiaro la fine dello sci a quote inferiori ai 2 mila metri.

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Tristan Kennedy ha firmato un pezzo sul Telegraph dal titolo 'L'“assurdo” progetto per reintrodurre la neve in una stazione sciistica abbandonata del Lago di Como', eccone un passaggio: "Secondo gli attivisti, in un’epoca di temperature in aumento, investire in nuove infrastrutture sciistiche ha poco senso. Sottolineano che gli impianti di risalita esistenti sul Monte San Primo sono stati costretti a chiudere più di dieci anni fa, soprattutto a causa della mancanza di neve. Riunendo rappresentanti di 33 associazioni, sotto il nome "Salviamo Monte San Primo", ha organizzato diverse proteste, coinvolgendo centinaia di partecipanti".

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Lucrezia Lozza ha scritto un articolo su euronews.com dal titolo 'La pista da sci con una vista sbalorditiva sul Lago di Como. Ma il cambiamento climatico l'ha resa troppo bassa per le nevicate?', qui un passaggio: "Gli attivisti protestano contro l'uso di fondi pubblici per rinnovare i vecchi impianti sciistici a bassa quota. Sostengono che, visto il rialzo delle temperature, gli impianti sarebbero presto comunque inutili. Le autorità locali prevedono di spendere 5 milioni di euro per nuovi impianti di risalita, una pista da bob e una da tubing, un bacino per la neve artificiale e un parcheggio più grande".

In definitiva, in tutta Europa si leggono inchieste riguardanti l'assurdo progetto sul San Primo. L'auspicio del Coordinamento è che le Istituzioni locali interessate, ovvero la Comunità Montana Triangolo Lariano e il Comune di Bellagio, rinuncino definitivamente al progetto sul monte San Primo, optando al contrario per interventi più rispettosi per l'ambiente.

giovedì 9 novembre 2023

Parco delle Groane: monitoraggio e contenimento delle tartarughe esotiche nei laghetti di Vertemate


Da poco più di un anno, nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, è stato avviato un percorso pionieristico in Lombardia per il contenimento delle tartarughe esotiche abbandonate nelle zone umide. Le Trachemys scripta, conosciute come tartarughe palustri americane, tartarughe scivolatrici o tartarughe dalle orecchie gialle (Trachemys scripta scripta) o dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans), sono notoriamente voraci e invasive, rappresentando una minaccia per le popolazioni autoctone di pesci e anfibi, comprese le ultime testuggini palustri (Emys orbicularis).


Nel contesto del Progetto "LIFE Gestire", Regione Lombardia ha stipulato una convenzione con la Fondazione Minoprio, identificando due laghetti nel comune di Vertemate come luoghi di accoglienza per le tartarughe catturate e catalogate. Le testuggini esotiche ospitate nei laghetti sono soggette a controlli periodici per garantirne la buona salute.


Nel mese di ottobre, le Guardie ecologiche volontarie del Parco hanno collaborato con la dottoressa Amanda Moretti del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell'Università degli Studi di Milano per effettuare un monitoraggio su alcuni esemplari di Trachemys (tartarughe d'acqua alloctone) nei laghetti della Fondazione Minoprio. Questi controlli sono stati eseguiti in conformità al protocollo e all'accordo stabilito con Regione Lombardia.

 


A Carugo la vera meta è il cammino

Nel numero 6/2023 del periodico "Carughese" è stato pubblicato un invito di Antonella Ballabio, Assessora alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Carugo, rivolto alla cittadinanza per partecipare al gruppo di cammino. Condividiamo l'articolo ritenendolo interessante per tutti e incoraggiamo ciascuno a prendere parte alle iniziative organizzate nel proprio comune. Dal contesto di Carugo, apprendiamo che il gruppo di cammino è nato nel 2017 dalla collaborazione tra l'Assessorato allo Sport e l'Assessorato Servizi alla persona, in stretta connessione con il gruppo di Protezione Civile, allora guidato dal compianto Enrico Molteni, coadiuvato da Giovanni Malgrati, recentemente scomparso. Tra le guide veterane figurano Mariangela Pozzi, referente del gruppo, ed Emanuele Filosa, a cui nel corso degli anni si sono aggiunti Paolo Valtorta, Giuseppe e Antonella Ratti.

L'assessora prosegue il suo intervento dichiarando: "Grazie all'entusiasmo delle guide e dei numerosi partecipanti, il gruppo si riunisce ogni giovedì mattina per lunghe passeggiate nei boschi della Riserva e del Parco delle Groane. Si sono sviluppati forti legami di amicizia, che si aggiungono al desiderio di mantenersi in forma, regalando il piacere di ritrovarsi settimanalmente tra amici. I camminatori meno allenati possono optare per una passeggiata più breve e agevole della durata di circa 45 minuti, mentre coloro più allenati possono affrontare percorsi più estesi (circa 90 minuti)."

Il gruppo è aperto a tutti, e coloro che desiderano iscriversi possono presentarsi direttamente al parcheggio delle scuole di via XXV Aprile il giovedì alle ore 9:15. La partecipazione è gratuita, e basta munirsi di scarpe comode, abbigliamento adeguato, e si può partire.