di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
Nel recupero delle aree dismesse di Erba (CO) si rischiano di favorire gli interessi dei privati. Tale rischio risulta evidente dopo l'approvazione della delibera di Consiglio Comunale dello scorso 27 febbraio, con la quale viene consentita la possibilità di frammentare gli interventi tra i vari lotti delle aree dismesse da riqualificare, intervenendo appunto per stralci funzionali, con i privati che potranno concordare volta per volta i loro progetti con l’Amministrazione Comunale.
La possibilità di procedere per lotti nella riqualificazione delle aree dismesse del centro, potrebbe portare anzitutto al concreto rischio di perdere la visione d'insieme del disegno urbanistico che riguarda il centro della città. Ovvero si rischia di produrre un caos urbanistico, con edifici adiacenti in stili differenti e con pochi spazi per la collettività. Invece c'è la necessità che gli interventi di recupero e di rigenerazione delle aree dismesse del centro di Erba mantengano un "disegno unitario", come recita la legge. Procedendo per lotti ("stralci funzionali"), c'è il rischio da far 'prevalere' le esigenze immobiliaristiche delle singole proprietà, tenendo anche conto dell'aumento di volumetria concesso dalla legge regionale, premialità che mal si concilia con gli spazi urbani del centro città, già ora fortemente congestionati.
Precisiamo che la nostra associazione è convintamente a favore della riqualificazione delle aree industriali dismesse di Erba, ma il recupero deve avere l’obiettivo primario di dare respiro agli spazi urbani del centro città. Cioè la riqualificazione deve conciliare gli interessi delle proprietà private con le primarie esigenze pubbliche e collettive tra cui: creazione di aree e percorsi ciclo-pedonali, spazi di socialità e cultura, servizi pubblici e sociali. Tra questi sarebbe bene prevedere una piazza completamente pedonale, che attualmente a Erba non c'è, ma di cui se ne sente il bisogno per rendere la città più a misura di uomo.
Un altro paradosso derivante dalla delibera approvata dal Consiglio Comunale di Erba (che recita che: "gli interventi possano essere concordati volta per volta con l’Amministrazione Comunale"), è il rischio di sottrarre allo stesso Consiglio e alla collettività (quindi senza il necessario percorso di partecipazione pubblica) la definizione delle modalità di recupero complessivo delle aree dismesse, consegnando alla discrezione del Sindaco e della Giunta comunale l'importante sviluppo del centro cittadino, cioè il futuro urbanistico della città.
In definitiva, per l'auspicato recupero delle aree dismesse, servirebbe una visione 'alta' e lungimirante, che crei nuovi spazi pubblici per la collettività, evitando quindi la frammentazione dello sviluppo urbanistico delle aree centrali di Erba, che rischia di favorire solo gli 'appetiti' del mercato immobiliare, dimenticandosi delle esigenze della collettività.

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