giovedì 12 marzo 2026

Nevediversa 2026: Legambiente torna a criticare il progetto sciistico sul Monte San Primo


Il nuovo report “Nevediversa 2026” di Legambiente è stato presentato ieri a Milano. Come di consueto, il documento analizza la situazione del turismo sulle montagne italiane, raccogliendo e studiando scientificamente i dati aggiornati all’ultimo anno, alla luce delle tendenze più generali e di lungo periodo.

Nonostante l’aumento delle temperature, la fusione dei ghiacciai e una neve naturale che fatica sempre più ad arrivare, Legambiente stima che il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continui a sostenere il turismo invernale, lasciando solo briciole di risorse alla riconversione degli impianti abbandonati e alla destagionalizzazione del turismo.

Intanto, su Alpi e Appennini salgono a 273 gli impianti sciistici dismessi. La Lombardia è la seconda regione in Italia per impianti sciistici abbandonati, con 51 località dismesse. In tutta la Penisola risultano 106 quelli chiusi temporaneamente e 98 quelli operativi a singhiozzo, mentre 231 sopravvivono per “accanimento terapeutico”. Gli altri impianti mantengono l’attività solo grazie a bacini artificiali e cannoni spara-neve, con un notevole dispendio di acqua ed energia.

Purtroppo, i riusi e gli smantellamenti restano casi molto sporadici: solo 37 quelli finora conteggiati.

Negli approfondimenti sulla realtà lombarda, il dossier punta di nuovo il dito sul contestato progetto “OltreLario”, che prevede lo sperpero di 5 milioni di euro di fondi pubblici, dei quali circa la metà (2,3 milioni di euro) destinati a riportare lo sci con innevamento artificiale sul Monte San Primo, presso la località Alpe del Borgo, posta a un’altitudine di circa 1.200 metri.

Secondo numerose analisi climatiche, proprio a queste quote si prevede che nevicherà sempre meno e in modo sempre più frammentario, a causa degli effetti del cambiamento climatico.

Considerazioni avvalorate anche dallo studio di analisi climatica condotto dal prof. Mauro Guglielmin, docente di Geografia fisica e Geomorfologia dell’Università degli Studi dell’Insubria, commissionato dal Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”. Lo studio conferma, sulla base degli scenari climatici previsti per i prossimi decenni, che il progetto per riportare lo sci sul San Primo risulta assolutamente sconsigliabile e antieconomico.

Nei giorni scorsi il Coordinamento, formato da 39 associazioni, ha trasmesso lo studio alle Commissioni Ambiente e Territorio della Regione Lombardia, chiedendo al Pirellone di rivedere il progetto e di stralciare proprio la parte relativa allo sci.


Per conoscere i contenuti del report “Nevediversa 2026”:

Informazioni sul progetto “OltreLario” per il Monte San Primo: https://bellagiosanprimo.com/

Nessun commento:

Posta un commento

Invitiamo gentilmente chi utilizza questo spazio per i commenti a rimanere in tema con il contenuto del post e a mantenere un linguaggio rispettoso, anche quando le opinioni sono diverse. Si informa che non verranno pubblicati commenti contenenti promozioni commerciali.