venerdì 7 agosto 2026

Parco GruBrìa. Oltre cento persone alla scoperta del Meredo: una notte tra natura, pipistrelli e stelle


Le previsioni della vigilia sono state ampiamente superate. La visita guidata serale al Parco del Meredo (Seregno), organizzata dal Parco GruBrìa e presentata nei giorni scorsi anche su questo blog, ha richiamato nella serata di ieri oltre un centinaio di persone. Al punto di ritrovo, lungo la Strada vicinale del Merè Nord, erano presenti più di cento partecipanti; qualcuno ne ha contati oltre 120. Un successo che testimonia quanto sia forte il desiderio di conoscere e vivere il patrimonio naturale del nostro territorio.


Ad accogliere i partecipanti è stato il presidente del Parco GruBrìa, Arturo Lanzani, che ha aperto la serata con un intervento dedicato alla storia del parco e, in particolare, all'area del Meredo, protagonista della visita. Lanzani ha ricordato il percorso avviato per ottenere il riconoscimento del GruBrìa come Parco Regionale, un obiettivo importante per rafforzare la tutela di uno degli ultimi grandi spazi agricoli e naturali della Brianza, che tutti auspichiamo possa essere raggiunto al più presto. Ma ha anche richiamato l'attenzione sulle minacce che continuano a gravare su questo territorio: la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra su suolo agricolo, il progetto del cosiddetto "salto del montone" ferroviario e la proposta di localizzare un nuovo ospedale nell'area del Dosso di Seregno. Non è stato un intervento di circostanza. Nelle sue parole emergevano passione, senso di responsabilità e un profondo legame personale con questi luoghi, quelli dove, da bambino, andava a giocare dopo essere uscito dalla vicina scuola. Un racconto autentico, molto apprezzato dai presenti e particolarmente significativo anche per noi, che da anni ci battiamo perché questo territorio venga tutelato e perché il GruBrìa possa ottenere il riconoscimento di Parco Regionale.


Terminata la presentazione, il gruppo si è incamminato lungo la strada in calcestre che conduce nel cuore del parco, accompagnato dal naturalista Matteo Siesa. Qui, grazie ai bat detector, strumenti capaci di trasformare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli in suoni udibili dall'orecchio umano, è stato possibile "ascoltare" la presenza di questi preziosi mammiferi, spesso invisibili ma fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi. L'escursione è stata anche l'occasione per conoscere meglio la fauna che popola il parco nelle ore notturne e per osservare l'ambiente con uno sguardo diverso da quello abituale.

Dopo aver percorso alcuni sentieri immersi nella vegetazione, il gruppo ha raggiunto un grande prato dove attendeva Federico "Billy" De Meglio, astrofilo dell'associazione Cose dell'Astromondo, con due telescopi già puntati verso il cielo: uno predisposto con l'oculare ad altezza dei bambini, l'altro per gli adulti.


Spente le torce, abbassati gli schermi dei telefoni e lasciando che gli occhi si abituassero gradualmente al buio – per quanto possibile in un'area inevitabilmente interessata dall'inquinamento luminoso – è iniziata una coinvolgente lezione di astronomia. Con un linguaggio semplice e accessibile, Billy ha guidato i presenti alla scoperta del cielo estivo, illustrando le principali costellazioni e stelle visibili in questo periodo: l'Orsa Maggiore, la Stella Polare, il Grande Carro, Vega, Deneb e Altair. Non sono mancati alcuni avvistamenti di stelle cadenti e il passaggio di satelliti artificiali, osservati con curiosità da grandi e piccoli.

La serata si è conclusa intorno alle 23.30 con il rientro verso il punto di partenza. Proprio durante il ritorno alcuni partecipanti hanno fatto notare un aspetto che spesso passa inosservato: all'interno del parco la temperatura era sensibilmente più bassa rispetto alla vicina strada asfaltata. Una dimostrazione concreta di uno dei tanti servizi ecosistemici che queste aree verdi offrono quotidianamente anche ai centri abitati circostanti.


L'elevata partecipazione a questa iniziativa lancia un messaggio chiaro. In un territorio tra i più urbanizzati della Lombardia, le persone riconoscono il valore di un parco come il GruBrìa e desiderano conoscerlo, frequentarlo e proteggerlo. È un segnale che non dovrebbe passare inosservato. Chi ha responsabilità nelle scelte di pianificazione del territorio farebbe bene ad ascoltare questa domanda di tutela che arriva con forza dai cittadini. Perché il futuro del Parco GruBrìa non riguarda soltanto la conservazione della natura, ma anche la qualità della vita delle comunità che vivono attorno ad esso.

1 commento:

  1. Bella iniziativa. Complimenti al parco. Solo un piccolo appunto per le prossime visite: sarebbe stato utile un piccolo microfono portatile, lungo il percorso le spiegazioni dell'esperto naturalista si sentivano poco.

    RispondiElimina

Invitiamo gentilmente chi utilizza questo spazio per i commenti a rimanere in tema con il contenuto del post e a mantenere un linguaggio rispettoso, anche quando le opinioni sono diverse. Si informa che non verranno pubblicati commenti contenenti promozioni commerciali.