mercoledì 6 ottobre 2010

Per un circo senza animali

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Signor Sindaco,

sono residente a Seregno e ho notato che il comune periodicamente autorizza sul suo territorio la sosta di circhi con animali; dai cartelloni esposti ho appreso che dal 7 al 18 ottobre rimarrà allestito il Circo Bellucci (presentato da Nando Orfei), in cui si esibiranno animali esotici (in particolare una “tigre bianca come il latte”).

Vorrei tanto che si riflettesse sullo stato di contenzione imposto ai grossi felini ingabbiati su camion e obbligati, per fare spettacolo, a condizioni di vita del tutto innaturali e fonte di stress e sofferenze; queste condizioni sono tanto più gravi quando riguardano animali selvatici e a rischio di estinzione.
Come si può giustificare tutto questo con il divertimento ? Non occorre essere pregiudizialmente contro il circo, ma penso che molti più spettatori accorrerebbero, ed io fra questi, se sapessero che il divertimento non opprime altri esseri viventi.

Molti comuni hanno scelto la strada di autorizzare l’attendamento di circhi in cui siano esaltate solo le abilità degli artisti, perché nessuna frusta, nessuna privazione, nessun dolore, nessun animale possono giustificare lo spettacolo del circo.

Questa sensibilità e già diffusa nel Paese, in tanti comuni limitrofi e anche nella nostra città. Perché non tenerne conto ?
La ringrazio per l’attenzione e, in attesa di conoscere la Sua opinione, Le porgo un cordiale saluto.

Luciano Moltrasio


Commento di Legambiente Seregno ONLUS

Antonello Dell'Orto, presidente del locale circolo di Legambiente, ha così commentato la lettera: "Ci aspetteremmo che un'area pubblica venisse utilizzata anche per fini educativi e il rispetto degli esseri viventi, fino a prova contraria, è un valore universale da diffondere e preservare con ogni mezzo. Ci si chiede con che criteri vengano decise le attribuzioni e l'uso di spazi pagati dalla collettività."

martedì 5 ottobre 2010

Desio: vita difficile per i ciclisti

Nell'ambito dell'iniziativa "Parchi locali, parchi speciali" promossa da Legambiente Lombardia, lo scorso 2 ottobre Legambiente Desio ha rilevato con chiarezza, la pericolosità e le lacune del percorso ciclabile che dovrebbe unire il parco del Grugnotorto-Villoresi, al PLIS Brianza Centrale. Il tratto più critico è stato quello centrale, sulla strada che separa Desio da Muggiò, confinante con la contestatissima area PAM.

La mancanza della pista ciclabile è stata rilevata, con una sorta di blitz, con una serie di cartelli ben piazzati a lato strada e visibili dagli automobilisti, e con la realizzazione sull'asfalto, di una serie di piccole biciclette rosse in sequenza. Lo stesso è stato fatto sulla via XXV aprile a Desio.

La biciclettata si è conclusa incontrando gli amici delle altre associazioni aderenti alla manifestazione, a San Giuseppe di Desio, borgo rurale che rischia di essere spazzato via da Pedemontana e dalla speculazione edilizia.

Chi vuol fermare la raccolta differenziata in Brianza?

di Gianmarco Corbetta
del Comitato per l’alternativa al nuovo inceneritore di Desio

Siamo rimasti allibiti nel leggere le dichiarazioni rilasciate settimana scorsa dall’Assessore provinciale all’Ambiente, Fabrizio Sala, in merito alla gestione dei rifiuti nella nostra provincia. Secondo l’Assessore “una differenziazione troppo elevata della spazzatura diventa improduttiva dal punto di vista economico”: da qui deriverebbe l'intenzione di non andare molto oltre l'attuale 50% di raccolta differenziata e la necessità di raddoppiare l’inceneritore di Desio (o di costruirne uno nuovo). Spiace leggere queste chiacchiere da bar da parte di un assessore all’ambiente. Esistono studi di ampia portata (su milioni di abitanti italiani) fatti da Federambiente, dalla Scuola Agraria del Parco di Monza, dall’Ecoistituto di Faenza ed esempi sul campo (primo tra tutti il Consorzio Priula – quasi 500.000 abitanti serviti in Provincia di Treviso) che dimostrano l’esatto contrario.

Come sostiene l’economista Guido Viale, le esperienze più avanzate nella gestione dei rifiuti (75-85% di raccolta differenziata) dimostrano non solo la fattibilità ma anche la desiderabilità economica di puntare verso un'azzeramento dei rifiuti. Il cerchio dei rifiuti si può chiudere attraverso un processo flessibile e redditizio, realizzato in più parti d’Italia dal Centro di Ricerca e Riciclo di Vedelago (TV), in grado di trasformare il rifiuto residuo in granulato utilizzato nell’industria del settore edile come aggregante e in quella dello stampaggio di materie plastiche per la produzione di manufatti. I filo-inceneritoristi come l’Assessore Sala fingono di ignorare i costi sanitari che gli inceneritori comportano, a causa dell’aumento di molti tipi di malattie nella popolazione residente nei dintorni. Non a caso l’Ordine dei Medici di Monza e Brianza ha preso posizione contro la costruzione di un nuovo inceneritore! Bruciare i rifiuti è una soluzione molto comoda per i nostri pigri politici ma dannosa per la salute dei cittadini. E’ tempo che si comincino a sviluppare progetti per il riciclo totale come ha fatto l’ing. Massimo Cerani per la provincia di Trento e come stanno facendo molte realtà italiane ed estere, di diverse dimensioni, perché il riciclo totale dei rifiuti urbani è molto più economico che costruire un impianto di incenerimento da 100 milioni di euro (indovinate chi paga il conto?).

Nell'immagine, tratta da NoIncDesio, l'inceneritore di Desio

lunedì 4 ottobre 2010

La bivalva (invadente) del torrente Nirone

Il torrente Nirone a Bollate si sta rilevando sempre più un luogo popolato da specie provenienti da ogni angolo del globo.

"In questi giorni - ha dichiarato Maurizio Minora del WWF Groane - ho rinvenuto parecchi bivalvi identificati come Corbicula fluminea originari del sud-est asiatico. Logicamente non è presente solo qui ma ha già colonizzato vasti ambienti acquatici della pianura padana ed europei. Nel Nirone è capitata perchè proveniente da un laghetto di pesca sportiva, che vi scarica le acque in uscita. Questo conferma la responsabilità di questi laghetti nella diffusione di specie aliene. Oltre ad essere ripopolati con pesci esotici che poi fuggono e ripopolano le acque libere ( il siluro è un esempio lampante); con l'acqua dei pesci vengono involontariamente trasportati innumerevoli animali insesiderati che poi si diffondono rapidamente".

Considerato che molte volte questi ripopolamenti vengono fatti con pesci provenienti dall'est europeo perciò da ecosistemi alquanto differenti, questo fa capire il motivo per cui i nostri sistemi acquatici di acque dolci in questi ultimi anni abbiano avuto un incremento di specie aliene a discapito di quelle autoctone impressionante.

Immagine tratta da: The Malacologist

domenica 3 ottobre 2010

In bicicletta per unire i parchi della Brianza centrale

Sabato 2 ottobre 2010 si sono svolte due biciclettate critical mass: una con partenza dal Parco della Valle del Lambro che ha prelevato le acque dell'omonimo fiume; l'altra con partenza dal canale Villoresi nel Parco Grugnotorto Villoresi, che ha prelevato le acque del Ticino dal canale stesso.

L'iniziativa organizzata dai circoli Legambiente di Desio e Seregno, dal WWF Groane di Seregno, dall'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio e dal Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale ha visto la sua conclusione a metà strada nei pressi della Cascina e Villa Buttafava di Desio.

L'unione delle acque dei due fiumi, ha poi simbolicamente posto l'attenzione sulla necessità di unire fra loro il Parco del Grugnotorto Villoresi, il Parco Brianza Centrale, il costituendo PLIS “Almasolis” di Albiate, Macherio e Sovico e le aree che Legambiente Desio ha individuato all'interno del proprio comune nell’ottica di comporre finalmente il disegno della Dorsale Verde Nord e della rete ecologiche regionale e provinciale.

Leggi anche: La festa dei PLIS




Legambiente e WWF: "La tutela dell'ambiente e del territorio è lo strumento per riconquistare la legalità in Brianza"

Seregno - Nella mattinata di Sabato 2 ottobre 2010 le locali sezioni di LEGAMBIENTE e del WWF hanno aderito all’iniziativa “Puliamo Il Mondo”, ricevendo anche l’augurio di buon esito dall’Assessore all’Ambiente Flavio Sambruni. Il gruppo dei volontari si è incontrato al Parco Falcone-Borsellino presso il laghetto ed ha constatato la quasi assenza di rifiuti e le buone condizioni in cui si trova l’area.

Quindi il gruppo si è recato nel Parco Agricolo del Meredo, facente parte del più noto PLI S “Brianza Centrale”, l’ultimo polmone verde rimasto sul nostro territorio.

Il “tesoro” rinvenuto ha annoverato una trentina di sacchi di rifiuti generici (tra cui alcuni sacchetti di pallottole da caccia esplose) e alcuni cumuli di materiali inerti miscelati a rifiuti che non è stato possibile rimuovere e che sarà oggetto di segnalazione alle autorità comunali.

Una vera e propria discarica è localizzata nei pressi del ponte sulla ferrovia in via Meredo, ove lungo le scarpate è risultato impossibile ai volontari operare in sicurezza ed è quindi necessario l’intervento di personale autorizzato dell’Amministrazione Comunale.

E’ evidente che il riposizionamento definitivo dei panettoni di cemento su tutti i punti di accesso al parco, anche sulla via Saronno e ai confini con Seveso e Meda, risulta un possibile intervento risolutivo al malcostume di utilizzare il Parco come una discarica, impedendo il transito di auto e furgoni carichi di rifiuti.

Come già in passato, è stata notata la presenza di diverse recinzioni e di depositi di materiali edili in contrasto con le disposizioni previste per il Parco. Sollecitiamo il Sindaco Mariani ad effettuare sopralluoghi per verificare eventuali situazioni di reato ed a renderne pubblico resoconto.

Il valore storico, paesaggistico ed ecologico del Parco Agricolo del Meredo e delle altre aree sottratte alla cementificazione è indiscutibile e ogni attentato alla loro integrità deve essere condannato e rapidamente punito.

Il trionfo della “legalità” rappresenta il presupposto essenziale per ricominciare a pensare al futuro del nostro territorio che vive oggi una profonda crisi sociale ed economica. La tutela dell’ambiente e del territorio è lo strumento per riconquistare la legalità in Brianza.

sabato 2 ottobre 2010

Natura morta al Meredo

Titolo: Natura morta al Meredo
Autore: Fruttivendolo anonimo
Periodo: XXI secolo
Ritrovamento: 2 ottobre 2010 al Meredo (Plis Brianza Centrale) in occasione di "Puliamo il Mondo"