giovedì 6 febbraio 2020
Como Fridays on Tour
Comunicato stampa di Fridays For Future Como
Domani venerdí 7 febbraio saremo davanti al Liceo Volta. Seguiranno poi altri scioperi, nei venerdì successivi, davanti agli istituti Caio Plinio, Liceo Teresa Ciceri e istituto Matilde di Canossa.
Coinvolgere tutti gli studenti a partecipare, riteniamo sia determinante per spingere l'Amministrazione Comunale, la Regione Lombardia e le Istituzioni scolastiche a occuparsi finalmente dei problemi reali e del futuro di noi studenti.
Chiediamo che la scienza, la cultura, il libero pensiero e il bene comune, diventino finalmente valori determinanti nelle scelte politiche.
Chiediamo al Comune di Como l'adozione di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, la tutela delle aree verdi, il miglioramento della raccolta differenziata, la realizzazione della pista ciclopedonale Eurovelo5 e tante altre importanti proposte per rendere la nostra città sostenibile e a misura d'uomo.
Chiediamo a Regione Lombardia di guardare con lungimiranza al futuro scegliendo di investire in una mobilità radicalmente diversa e sostenibile.
Chiediamo alle Istituzioni scolastiche di supportarci in questa svolta radicale a tutela dell'ambiente. In particolare, chiediamo:
- che le scuole siano fornite con fonti di energia 100% rinnovabile e pulita.
- che tutte le materie curricolari, umanistiche e scientifiche, siano riviste alla luce della crisi climatica ed ecologica per prepararci ad affrontare le nuove sfide che verranno.
- che le scuole collaborino con le istituzioni per un trasporto pubblico ecologico al fine di abbattere le emissioni.
- che le scuole favoriscano e supportino ogni iniziativa degli studenti su temi ambientali come momenti di discussione e formazione, inclusi questi scioperi.
Il nostro futuro é messo in grave pericolo da una politica sorda e disinteressata al futuro di noi giovani. Non abbiamo più tempo.
Appuntamento davanti al Liceo Volta domani 7 febbraio dalle 7.45 alle 14.00.
La presenza di ognuno di noi può fare la differenza!
Link al blog che abbiamo appena aperto: https://fridaysforfuturecomo.wordpress.com/
mercoledì 5 febbraio 2020
Seregno: tre iniziative per conoscere il quartiere Meredo Sant'Ambrogio
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martedì 4 febbraio 2020
Verde urbano a Meda: non servono soluzioni improvvisate, serve una strategia
di Gianluigi Cambiaghi e Alberto Colombo, portavoce del gruppo Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà
Nell'affrontare il tema della tutela e dello sviluppo del verde urbano il gruppo di Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà ha posto recentemente l'attenzione sulla necessità che sul nostro territorio fortemente urbanizzato (con una densità abitativa di 2824 abitanti per kmq e un consumo di suolo pari al 52%) si rispettino gli obblighi e le enunciazioni che la legge 14 gennaio 2013, n.10, intitolata Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani impone, seppur senza sanzioni, ai comuni con più di 15000 abitanti, Meda compresa.
Sinora a Meda, invece di dare piena rispondenza alla menzionata legge, si preferisce percorrere soluzioni improvvisate quali quelle che hanno portato nello scorso novembre alla decisione di far tagliare una dozzina di pini in buone condizioni lungo la via Trieste e in via Cialdini, angolo via Tiziano. Il tutto senza nemmeno un parere tecnico qualificato.
Anche la successiva piantumazione con alberi giovani non ha certo compensato il danno causato dall’abbattimento di alberi adulti. Il taglio è stato generalmente ritenuto eccessivo e privo di adeguate informazioni alla cittadinanza e ha indotto le minoranze, presenti in Consiglio comunale, a protocollare una mozione che, riprendendo quella presentata da Sinistra e Ambiente, purtroppo rimasta inapplicata anche se approvata il 15/12/2016 dal Consiglio Comunale, impegni il sindaco e la giunta alla stesura di un regolamento del verde pubblico e privato. Il 30 gennaio 2020 la nuova mozione è stata condivisa e votata all'unanimità, senza però definire una data certa d'avvio della procedura.
Noi riteniamo che, per quanto indispensabile, il regolamento del verde rappresenti, come piano delle regole, solo una parte, sicuramente la più delicata per via delle questioni disciplinari e prescrittive che richiedono equilibrio ed intelligenza, di una strategia che prevede altri dispositivi per una corretta progettazione e per una gestione sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente del verde urbano.
Questi ulteriori strumenti, non alternativi ma complementari, individuati dal Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico, istituito ai sensi dell’art. 3 della legge per monitorarne l'applicazione e promuoverne l'attuazione, sono: il Censimento del Verde, strumento conoscitivo essenziale per il bilancio arboreo (art.2), per la programmazione dei servizi, per la progettazione e per la stima degli investimenti economici.
Il Sistema Informativo del Verde, strumento volontario per la gestione informatizzata dei dati inventariati e il Piano Comunale del Verde che è lo strumento che, oltre a disegnare una visione strategica dell’assetto naturale della città, definisce i principi e fissa i criteri d’indirizzo per la realizzazione di aree verdi pubbliche nell’arco della futura pianificazione urbanistica generale (art. 6, comma 1 lettera e della Legge 10/2013). E' evidente a questo punto che a tutti i soggetti direttamente coinvolti, come il municipio, e a quelli che si sentissero chiamati in causa, come i gruppi d’interesse locali e i cittadini attivi sull’ambiente, sarà chiesto uno sforzo anzitutto nell'approccio che non potrà non prescindere dalla prospettiva, dagli obiettivi e dalla metodologia delineati dalla strategia. In secondo luogo nello stanziamento di risorse che a regime dovrà auspicabilmente essere pari al 3% del bilancio ordinario comunale.
Per far sì che i costi d'avvio si evolvano in investimenti produttivi (affermazione verificata e avvalorata in numerose pubblicazioni e convegni scientifici), occorrerà inevitabilmente investire nelle persone; in tutte quelle attente e interessate all'ambiente e più in generale alla collettività e disposte a collaborare e a essere utili.
All'amministrazione il compito di individuare le più preparate professionalmente e quindi a separare, a nostro avviso, l'ufficio ecologia/ambiente dall’Area Infrastrutture e Gestione del Territorio da cui oggi dipende, nominando, se le condizioni di legge lo permettessero, un responsabile del servizio verde che abbia competenze tecniche in materia (un dottore agronomo o forestale) o se ciò non fosse attualmente possibile, in attesa di pubblicare il bando, si formino uno o più tecnici del verde tra coloro che si proponessero per il ruolo.
Perché la sfida sia accettabile e i risultati attesi alla portata, sarà importante ricercare la collaborazione del Comitato per lo Sviluppo che per legge deve supportare i comuni; si utilizzi la comunicazione per sensibilizzare i cittadini mediante azioni mirate e differenziate a seconda dei soggetti. Decisivo sarà il loro attivo coinvolgimento, come pure delle scuole, dei gruppi, delle associazioni, dell'ente parco Groane-Brughiera nella gestione e valorizzazione partecipata di questo importante bene comune.
Ci auguriamo che si giunga al prossimo 21 novembre 2020, Giornata Nazionale degli Alberi, senza altri inutili e dannosi tagli affinché possa anche a Meda essere celebrata con un effettiva e concreta volontà di tutela e con azioni reali che accrescano e proteggano il nostro patrimonio arboreo.
Esistono dunque opportunità innovative che andrebbero colte e applicate anche se sinora a Meda, continua a mancare, tanto nelle discussioni che nelle decisioni, la consapevolezza dell'importanza di una politica ambientale pubblica non separata da quelle di controllo dello sviluppo economico.
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Parco GruBria: le associazioni si incontrano
Lunedì 3 febbraio 2020, presso il Centro di Educazione Ambientale di via Alessandria si è svolta una riunione informale che ha visto per la prima volta insieme le principali associazioni che gravano sul territorio del neonato parco del Grugnotorto Villoresi e della Brianza Centrale (Plis GruBria).
All'incontro hanno partecipato, almeno nella fase iniziale, il Presidente Arturo Lanzani, il consigliere del parco Paolo Conte e l'Assessore all'Urbanistica del Comune di Seregno Claudio Vergani.
La serata è stata dedicata alla reciproca conoscenza e allo scambio di informazioni riguardanti i problemi del parco. Una parte importante del tempo è stata dedicata a verificare la possibilità di organizzare o comunque coordinare le iniziative che vengono programmate nei singoli comuni.
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Cesano Maderno: Lipu, GEV e Comune presentano “I ragazzi che hanno scelto la natura”
Il 19 febbraio 2020 alle ore 21 presso l’Oasi Lipu di Cesano Maderno, nell’ambito degli appuntamenti organizzati dalle Guardie ecologiche volontarie del Parco delle Groane insieme al comune di Cesano Maderno, verrà presentato il documentario “I ragazzi che hanno scelto la natura”.
“Un viaggio emozionante alla scoperta della biodiversità italiana, un’occasione speciale per trovarsi a faccia a faccia con il fratino, il grillaio, la cicogna e altre specie a rischio, accompagnati da giovanissimi ed appassionati volontari – dichiara Massimo Soldarini, Project manager del progetto - Ma anche la storia di una rete di amici grande quanto l’Italia”. Questo è il documentario “I ragazzi che hanno scelto la natura”, nato per raccontare il progetto LIFE Choose Nature (#ChooNa) dalla Lipu finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea e sostenuto da Fondazione Cariplo.
Regista del documentario è Marco Tessaro, esperto in analisi e comunicazione ambientale, che ha realizzato le riprese con il supporto degli stessi volontari. Il progetto LIFE Choose Nature coinvolge infatti più di 300 giovani (tra i 18 e i 30 anni) in tutta Italia, membri degli European Solidarity Corps.
I volontari sono riuniti in gruppi, ognuno dei quali si concentra su una specie protetta o su una problematica ambientale, cercando di monitorare e proteggere la fauna locale e diffondere buone pratiche tra i cittadini. In più, proprio l’Oasi Lipu di Cesano Maderno è diventata il luogo di ritrovo per il Gruppo Comunicazione, che si occupa di raccogliere materiale informativo e fotografico dalle altre sezioni e diffonderlo attraverso i mezzi d’informazione e i social network. Dopo la proiezione del documentario, saranno alcuni volontari del Gruppo Comunicazione ad esporre direttamente il proprio lavoro, trasmettendo quello che hanno imparato nel corso del LIFE Choose Nature.
Il programma della serata prevede una presentazione a cura di Tiziano Milazzo (coordinatore Gruppo Comunicazione Choose Nature), seguirà la proiezione del documentario e, in conclusione, il racconto dell’esperienza di Chiara Spallino e Giulia Radogna, due volontarie del progetto.
Contatti e link utili
- Teaser del documentario: vimeo.com/288740616
- Telefono: 0362-528424
- Mail: volontariato@lipu.it
lunedì 3 febbraio 2020
Barni: in 50 per salvare l’orto di don Emilio!
Una cinquantina di persone hanno partecipato domenica 2 febbraio 20202 a Barni, al presidio per salvare l’orto di don Emilio, contro il progetto del Comune che vorrebbe realizzarvi un parcheggio!
Al presidio hanno dato l’adesione alcune associazioni: Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, Civiltà contadina, Gruppo Naturalistico della Brianza, Terra Viva.
Molti gli striscioni esposti, tra cui:
- “Chi ama la terra non muore mai; don Emilio tu fiorirai”
- “Coltiviamo orti, non automobili!”
- “Più orti, meno parcheggi!”
- “Giù le mani dalla terra!”
Criticato pertanto il progetto col quale si vorrebbe asfaltare l’area verde per far posto al parcheggio, cancellando l’orto e la memoria dell’attività di don Emilio.
L’auspicio dei partecipanti al presidio è pertanto che il Comune di Barni annulli definitivamente il progetto per il nuovo parcheggio, salvaguardando l’orto della Parrocchia.
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Linea S11 Trenord: una rondine non fa primavera
di Dario Balotta, Europa Verde
L’entrata in servizio del nuovo treno “Caravaggio” da lunedì 3 febbraio 2020 sulla linea S11 Rho-Milano-Monza-Como non è la soluzione dei gravi problemi gestionali di Trenord, come invece appare dall’ottimismo sparso a piene mani dall’azienda. Una rondine non fa primavera.
Non basta un nuovo treno per far ripartire Trenord e avere un servizio ferroviario decente: servirà attendere l’arrivo di alcune decine di treni e verificarne la piena affidabilità. Ciò è vero soprattutto alla luce del fatto che i treni precedenti - i TAF e i TSR costruiti da Ansaldo Breda (ora Hitachi) - sono stati consegnati con enormi ritardi rispetto ai programmi e hanno presentato diversi problemi tecnici all’inizio della loro attività, nonostante gli alti prezzi di vendita.
Per lasciarsi davvero alle spalle i problemi legati a ritardi, soppressioni di treni, aria condizionata o riscaldamento guasti, porte rotte, sistemi di vendita dei biglietti inadeguati e iniqui quando non funzionanti, ciò che occorre davvero è un cambio di passo nella gestione di Trenord: una nuova gestione che la proroga del contratto di servizio (con affidamento diretto) per altri 10 anni non assicurerà.
Per quanto riguarda la consegna dei 100 treni Caravaggio ordinati a Hitachi, è lo stesso fornitore ad aver affermato di avere una capacità produttiva fino a 2 treni al mese per la commessa di Ferrovie Nord: è pertanto realistico pensare che le consegne di tutti convogli possano avvenire in 6 anni e 2 mesi, cioè, se tutto va bene, entro febbraio del 2026.
L’entrata in servizio del nuovo treno “Caravaggio” da lunedì 3 febbraio 2020 sulla linea S11 Rho-Milano-Monza-Como non è la soluzione dei gravi problemi gestionali di Trenord, come invece appare dall’ottimismo sparso a piene mani dall’azienda. Una rondine non fa primavera.
Non basta un nuovo treno per far ripartire Trenord e avere un servizio ferroviario decente: servirà attendere l’arrivo di alcune decine di treni e verificarne la piena affidabilità. Ciò è vero soprattutto alla luce del fatto che i treni precedenti - i TAF e i TSR costruiti da Ansaldo Breda (ora Hitachi) - sono stati consegnati con enormi ritardi rispetto ai programmi e hanno presentato diversi problemi tecnici all’inizio della loro attività, nonostante gli alti prezzi di vendita.
Per lasciarsi davvero alle spalle i problemi legati a ritardi, soppressioni di treni, aria condizionata o riscaldamento guasti, porte rotte, sistemi di vendita dei biglietti inadeguati e iniqui quando non funzionanti, ciò che occorre davvero è un cambio di passo nella gestione di Trenord: una nuova gestione che la proroga del contratto di servizio (con affidamento diretto) per altri 10 anni non assicurerà.
Per quanto riguarda la consegna dei 100 treni Caravaggio ordinati a Hitachi, è lo stesso fornitore ad aver affermato di avere una capacità produttiva fino a 2 treni al mese per la commessa di Ferrovie Nord: è pertanto realistico pensare che le consegne di tutti convogli possano avvenire in 6 anni e 2 mesi, cioè, se tutto va bene, entro febbraio del 2026.
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