sabato 15 febbraio 2020

Parchi in rete: interventi di connessione tra Groane, Brughiera, Grugnotorto e Nord

Foto tratta da: https://fiumieparchiinrete.altervista.org/
Proseguono i lavori previsti dal progetto “Fiumi e Parchi in rete”, promosso dal Parco delle Groane per realizzare e potenziare corridoi ecologici che lo colleghino ad altre aree naturalistiche di pregio del territorio lombardo. I parchi naturali, infatti, sono sempre più isolati a causa dell’urbanizzato e ciò non consente alle specie vegetali e soprattutto animali di spostarsi facilmente alla ricerca di habitat necessari alla propria sopravvivenza. Sono stati quindi recentemente avviati nuovi cantieri a Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Garbagnate Milanese e Senago per riqualificare aree verdi che avranno la funzione di connettere l’area delle Groane con la Brughiera briantea, il Grugnotorto e il Parco Nord Milano. Gli interventi, avviati a dicembre 2019 e che verranno realizzati in circa 3-4 mesi, non solo aumenteranno il valore ecologico delle aree coinvolte ma anche la loro fruibilità da parte dei cittadini, fornendo spazi per il tempo libero o la mobilità dolce.

“Questi interventi fanno parte di un progetto, finanziato da Fondazione Cariplo, che coinvolge una vasta area compresa tra i torrenti Lura a ovest e Seveso a est e tra il territorio della Brughiera a nord e la periferia milanese a sud. L’apporto del Parco delle Groane a livello progettuale e operativo come ente capofila è stato fondamentale anche per l’erogazione dei contributi. Sono inoltre impegnati in questa iniziativa i parchi del Lura, del Grugnotorto e il Nord Milano e un ampio partenariato costituito da enti di ricerca e associazioni” – racconta Roberto Della Rovere, Presidente del Parco delle Groane.

Foto tratta da: https://fiumieparchiinrete.altervista.org/
Più precisamente, a Lentate sul Seveso si sta lavorando in un’area compresa tra la via Manzoni e la zona industriale di Copreno, dove verrà ripristinata un’area umida oggi in stato di degrado. L’obiettivo è ricostruire un habitat per specie vegetali e animali tipiche delle zone umide, come la salamandra pezzata che grazie a questo intervento si spera di diffondere dalla brughiera briantea alle Groane, dove oggi è del tutto assente. A tal fine verranno eliminate piante di specie infestanti o esotiche come Robinie, Aceri bianchi, piante morte o deperite, per lasciare invece spazio a specie autoctone, cioè locali, e tipiche degli ambienti umidi quali l’Ontano nero, i Pioppi e i Salici. Inoltre verranno demolite le staccionate e gli osservatori deteriorati e ripristinati una parte di quelli recuperabili per favorire la fruizione di questo spazio da parte della cittadinanza.

A Cesano Maderno si sta intervenendo invece su aree di proprietà comunale situate lungo il lato nord della via Col di Tenda, nota anche come Tangenzialina sud, che funge da zona di connessione tra le Groane e il Grugnotorto. Si è già proceduto allo sfalcio dei rovi e dei prati esistenti, e all’eliminazione dei rifiuti nascosti tra la vegetazione, verranno inoltre progressivamente eliminate le piante di specie esotiche, come le vecchie Robinie, e messi a dimora numerosi alberi e arbusti di specie autoctone, quali Carpini bianchi, Aceri campestri, Biancospini e Cornioli. Infine, verrà realizzato un percorso ciclo-pedonale in calcestre utile sia per la manutenzione del verde che per la fruizione da parte dei cittadini.

Foto tratta da: https://fiumieparchiinrete.altervista.org/
Inoltre, per favorire la connessione ecologica tra Groane e Parco Nord Milano sono in corso lavori in alcune aree dei Comuni di Garbagnate Milanese e Senago. A Garbagnate Milanese si sta operando nelle aree boscate in prossimità dell’ospedale e in un’area lungo via Forlanini, in prossimità del torrente Nirone. Si procederà allo sfalcio delle zone aperte, al decespugliamento dei rovi e al taglio di diverse piante esotiche al posto delle quali verranno messe a dimora 3.380 nuove piante autoctone che renderanno il bosco non solo più denso ma anche più ricco di biodiversità grazie alle 22 specie introdotte. A Senago si lavorerà invece su tre zone distinte, una lungo il Canale Villoresi, le altre lungo il torrente Cisnara, accomunate dalla presenza di rovi diffusi e numerose piante esotiche che, anche in questo caso, verranno parzialmente eliminati. Nelle 3 aree verranno messe a dimora 2.650 nuove piante autoctone, soprattutto Farnie, Olmi, Roveri, Carpini e specie tipiche delle zone umide, mentre lungo i torrenti Cisnara e Guisa si opterà per la tipica vegetazione ripariale. Infine, nell’area compresa tra la nuova strada provinciale e il Canale Villoresi si eseguiranno anche scavi per ampliare il fossato esistente e facilitare il ristagno d’acqua, ricreando l’habitat delle zone umide.

“È importate sottolineare che in tutte queste aree verranno abbattute piante esotiche e infestanti che negli anni hanno ridotto la capacità delle specie tipiche del nostro territorio di diffondersi, alterando interi habitat e riducendone la biodiversità.” – dichiara Daniele Piazza, coordinatore del progetto Fiumi e Parchi in Rete per il Parco delle Groane – “In seguito al taglio verranno però messe a dimora centinaia di nuove piante locali, che supereranno quelle tagliate sia per numero di esemplari che di specie di appartenenza. I cespugli di rovi verranno in buona parte eliminati, non solo per lascare alle piante lo spazio sufficiente per crescere ma anche per rendere più facilmente fruibili e mantenibili le diverse aree coinvolte. Verranno lasciate alcune macchie di rovi in punti strategici per permettere alla fauna selvatica di rifugiarsi. Infine, la legna ricavata dai tagli verrà utilizzata per la produzione di cippato e riutilizzata, in un’ottica di sostenibilità ambientale”.

Presso le aree di intervento verranno collocate bacheche divulgative con lo scopo di informare i cittadini sugli interventi realizzati e sul loro valore ecologico ed educare all’uso delle aree stesse. Maggiori dettagli sul progetto e lo stato di avanzamento dei lavori sono reperibili anche sul sito internet del progetto fiumieparchiinrete.altervista.org, da cui è possibile accedere ad una mappa interattiva degli interventi.

giovedì 13 febbraio 2020

Circolo Ambiente: "sul traffico illecito di rifiuti, Como parte civile, non la Regione e il MinAmbiente!"

Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" si dice soddisfatto della costituzione di parte civile del Comune di Como al processo sui traffici illeciti di rifiuti, che avevano visto la città lariana come snodo ("feudo") dei traffici illeciti. Il processo si è avviato l'altro ieri a Milano e subito trasferito per competenza a Como.

Il rammarico per l'associazione ambientalista è nella mancata costituzione di parte civile della Regione Lombardia e del Ministero dell'Ambiente!

Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" era intervenuto da subito, all'avvio dell'indagine, chiedendo appunto che tutti gli Enti istituzionali si costituissero come parti civili, proprio per sostenere le accuse contro i trafficanti di rifiuti e per richiedere il risarcimento ambientale.  Infatti i traffici illegali di rifiuti possono avere una pesante ripercussione sull'ambiente, come è successo più volte in Lombardia e anche in provincia di Como, con i "roghi" di rifiuti.

Proprio per approfondire quanto succede in Lombardia in materia di traffici illeciti di rifiuti, il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" sta organizzando, per il mese di marzo, un incontro pubblico, con uno specifico "focus" sulla provincia di Como. Questo appuntamento sarà all'interno della Rassegna sulla mafie "4 colpi alla 'ndrangheta", che coinvolge ben 6 comuni e biblioteche del territorio della Brianza comasca, nella zona che va da Mariano Comense ad Alzate Brianza, e che vedrà per protagonisti esperti, magistrati, scrittori, giornalisti, impegnati nella lotta alle mafie ed ecomafie.

mercoledì 12 febbraio 2020

Caporetto federalista della Lombardia: ora ridà le strade allo Stato

di Dario Balotta, presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti)

Da una parte  si chiedono nuove competenze - rivendicando la maggiore efficienza della gestione regionale - contemporaneamente, senza troppa pubblicità, si restituiscono quelle considerate scomode. E così si scopre  dalla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio scorso  che le  regioni che più puntavano al federalismo e all’autonomia differenziata (la Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte) hanno chiesto e ottenuto la restituzione all’Anas, la società pubblica che gestisce la rete, di 3.200 km di strade regionali oramai disastrate e piene di buche.

La Lombardia cederà 1.086 km di strade, una vera e propria Caporetto federalista. La provincia che si è liberata dell’estesa di rete maggiore è quella di Pavia con 299 km. Seguono le provincie di Brescia con 178 km, di Bergamo con 170, di Mantova con 131, di Milano e di Sondrio con 66, di Varese con 59, di Lecco con 55, di Cremona con 45, di Como con 10 e di Monza con 3 km. 

L’operatività del trasferimento dei vari tratti di strade, che saranno riclassificate come statali, è ora subordinata ai verbali di consegna che quantificheranno i costi necessari per la loro gestione e che a sua volta verranno riconosciuti come corrispettivi che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti verserà all’Anas. Vent’anni fa - in Lombardia  nel cuore dell’epoca formigoniana - le regioni avevano preteso e ottenuto di gestire le strade statali, a livello locale, certe che lo avrebbero fatto meglio della azienda statale. La Lombardia passò le strade alle Province. Il risultato è stato però lo stesso: a vent’anni di distanza la manutenzione è crollata, l’asfalto è una groviera e ogni viaggio è diventato un pericolo. Ora, invece di investire di più e gestire meglio le strade, si rinuncia a qualsiasi sforzo e si richiama in aiuto lo Stato. E tutto mentre si pretendono dallo Stato centrale dopo il referendum consultivo  del 2017 nuove competenze.

In mano alla Regione restano i monumenti al fallimento del federalismo stradale: le autostrade regionali (dannosissime e per fortuna mai partite in Lombardia, come Broni-Mortara, Cremona-Mantova, Treviglio- Bergamo e Valtrompia) e la gestione delle fallimentari e/o incomplete nuove autostrade (le Pedemontane Lombarda e le semivuote BreBeMi e Tem).

Tra i 1.086 km di rete trasferiti spicca la Strada Statale 294 della valle di Scalve, una sessantina di km in alta montagna dove l’11 gennaio scorso al confine tra le provincie di Bergamo e Brescia si sono staccate parti di calcestruzzo dalla volta di una galleria della via Mala provocando un incidente che ha coinvolto tre autovetture, una delle quali è stata colpita dai calcinacci.

Come dimostra il caso Trenord, società al collasso praticamente fin dalla sua nascita, dieci anni fa, il federalismo dei trasporti non ha mai portato bene alla lombardia. Invece d’invocare sempre più competenze, i loro presidenti dovrebbero gestire meglio quelle che hanno.

domenica 9 febbraio 2020

In ricordo di Umberto Guzzi

Umberto Guzzi (il primo a sinistra) durante un'escursione nella Brughiera
di Tiziano Grassi, presidente del COMITATO PARCO REGIONALE GROANE - BRUGHIERA

Tristissima la notizia della scomparsa di Umberto Guzzi, per noi prima di tutto un Amico e anche Insegnante, per noi che lo abbiamo conosciuto in Brughiera.

Ci ha insegnato e ci ha esortato a considerare tante cose durante le nostre iniziative per indirizzare la nostra presenza su questo pianeta nel modo meno devastante possibile. Anzi, nel modo più corretto e sostenibile possibile, attraverso pratiche, consigli ed azioni che Umberto non smetteva mai di esortarci a considerare come punti fermi e irrinunciabili se avevamo veramente a cuore questo territorio.

Escursione "geologica" nella Brughiera (Umberto Guzzi è il secondo da destra)
Anche dopo aver saputo della sua malattia e dopo non aver potuto più partecipare alle nostre iniziative, ci inviava consigli e documenti da considerare e su cui aveva piacere anche ricevere un nostro parere.

Sarà sempre nei nostri pensieri e nei contenuti che cercheremo di trasmettere a coloro che ci seguono nelle nostre iniziative dentro e fuori dalla Brughiera che lui tanto amava.

Anche la Brianza coinvolta nella campagna "NO2 NO Grazie"


Il WWF Lombardia partecipa alla campagna di monitoraggio degli Ossidi di azoto "NO2 NO Grazie" promossa dai Cittadini per l'Aria onlus installando 5 campionatori passivi nell'OA WWF Insubria a Milano, Garbagnate, #Meda, Cantù e Como.


Approfondimento


NO2, No Grazie! È la campagna che coinvolge i cittadini nella misurazione di uno dei veleni più pericolosi in circolazione, il biossido di azoto, gas prodotto principalmente dai veicoli Diesel. A concentrazioni elevate, come quelle che si registrano a Milano e nell’area metropolitana durante tutto l’arco dell’anno, causa infiammazioni delle vie aeree (tosse, bronchiti, oppressione toracica e difficoltà di respirazione), e può portare al restringimento delle vie aeree polmonari, in particolare tra le persone con asma preesistente.

La prima edizione della campagna ha avuto luogo nel febbraio 2017 quando più di 200 milanesi hanno aderito al progetto di scienza partecipata acquistando i campionatori per l’aria che poi hanno posizionato davanti alla propria abitazione, negozi, uffici o davanti alla scuola dei figli.

I risultati hanno dato vita ad una mappa dei veleni di Milano che ha dimostrato una situazione molto pericolosa per chi abita in città e che pone tutti noi di fronte alla necessità di prendere provvedimenti immediati e coraggiosi. Misure che devono essere messe in atto sia dai cittadini (evitare di utilizzare l’auto in città, non acquistare un’auto diesel),  ma anche e soprattutto dalle amministrazioni comunali alle quali è stato chiesto un intervento immediato per liberare la città dai diesel.

Qualcosa si è mosso, tanto che nel gennaio 2018 il progetto di Cittadini per l’Aria è stato presentato al Sindaco Sala a Palazzo Reale durante un convegno nel corso del quale sono stati illustrati i dati della campagna 2017 con l’obiettivo di promuovere scenari possibili per una città meno inquinata.

Grazie al successo e ai risultati ottenuti, abbiamo deciso di andare oltre lanciando nel 2018 una seconda campagna che ha coinvolto oltre che Milano anche Roma, Brescia e, in modo autonomo ma che ha seguito il nostro progetto, Bologna.

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«Le campagne quest’anno sono state due» spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria. «A Milano questa nuova fase della campagna prevede un focus sull’esposizione dei bambini, proponendo ai partecipanti di “adottare” una scuola posizionando un campionatore davanti all’ingresso o in un parco giochi. A Roma e Brescia abbiamo proposto invece la prima fase della campagna, cioè quello che abbiamo fatto a Milano lo scorso anno, e cioè di posizionare i campionatori fuori dalle proprie case, scuole e luoghi di lavoro per un mese». A Roma l’iniziativa è stata realizzata insieme a Salvaiciclisti Roma, a Brescia la collaborazione è stata con Basta Veleni, mentre a Bologna Aria Pesa ha gestito in proprio l’intero progetto.

Il progetto è stato reso possibile grazie al lavoro di tutti i volontari dell’associazione, ai 700 cittadini che hanno partecipato alla campagna (e che idealmente ringraziamo a uno a uno), e alle numerose associazioni e imprese che hanno sostenuto il progetto: Patagonia Store Milano, Fondazione Imation, BioEcoGeo, Municipio 6, Retake Milano, WWF Lombardia e  WWF Insubria, Carugate in Movimento, Bene Comune Cernusco, Massa Marmocchi, Parco Nord Milano, Greenpeace (Gruppo locale Milano), Comitato la Goccia, Le Giardiniere Milano, Ciclobby, Altroconsumo

Informazioni:

venerdì 7 febbraio 2020

Il Circolo Ambiente "Ilaria Api" compie 30 anni di attività!


Fitto il programma 2020: “Brianza Senza Plastica”, Campo di volontariato, Festa delle Api, Rassegna antimafia, escursioni nel territorio, ... e molto altro

Il Circolo Ambiente "Ilaria Api" compie 30 anni di attività! Con uno slogan: “Trent'anni a difesa del territorio”, che riassume l’attività dell’associazione ambientalista, che festeggia appunto il 30° anniversario e che anche quest'anno organizzerà molte iniziative a difesa dell'ambiente e dei diritti. L’attività del Circolo, che venne fondato nel 1990 a Merone, per poi nel 2015 trasferirsi nella nuova sede di Alzate Brianza, si è sempre caratterizzata per una strenua difesa dell’ambiente, contro l'inquinamento e la cementificazione, nel territorio che comprende le province di Como, Lecco e la Brianza.


Per il 2020 il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” prevede un’attività molto intensa, a partire dal progetto ‘Brianza Senza Plastica’ (vincitore del bando di Fondazione Cariplo) che vedrà tutta una serie di iniziative per eliminare la plastica usa-e-getta (stoviglie, posate, bicchieri, bottigliette per l'acqua, che verranno sostituiti con beni durevoli) e per sensibilizzare i cittadini sulla riduzione alla fonte dei rifiuti.

A marzo partirà la rassegna contro le mafie “4 colpi alla ‘ndrangheta”, in collaborazione con 6 comuni della zona che va da Alzate Brianza a Mariano Comense. Inoltre sono previsti alcuni interventi di educazione ambientale nelle scuole del territorio. E poi le iniziative “storiche”: dal Campo di volontariato internazionale (ad agosto) nel PLIS “Zoc del Peric”, alla “Fiera della Canapa” fino alla “Festa delle Api” di Erba, quest'ultima giunta ormai alla dodicesima edizione.

Il Circolo Ambiente continuerà ad occuparsi della promozione della mobilità sostenibile e in particolare del rilancio della ferrovia Como-Lecco, anche attraverso lo sviluppo del Sentiero Pedemonte. Il Circolo partecipa anche al progetto “Como Futuribile”, che vede come capofila l’Arci di Como.

Sempre per quest’anno sono previste ulteriori iniziative, tra cui: presentazione di libri, gite ed escursioni guidate alla scoperta del nostro territorio e molte altre ancora.

SCHEDA


Il Circolo Ambiente "Ilaria Api" agisce nel territorio compreso nel territorio delle province di Como, Lecco e della Brianza.
Nei 30 anni di attività, l'associazione si è sempre contraddistinta per una strenua lotta contro l'inquinamento e la cementificazione del territorio; ma anche per i progetti di recupero ambientale di aree naturali e le iniziative contro la privatizzazione dell'acqua.  Notorie le vertenze a difesa del fiume Lambro e contro l'incenerimento dei rifiuti. Senza dimenticare le azioni per una nuova cultura per la tutela del territorio: interventi di educazione ambientale nelle scuole, cineforum e presentazione di libri sulle tematiche ambientali. E poi le iniziative a favore della pace e contro le mafie ed ecomafie.
Sul sito web www.circoloambiente.org sono riportate le vertenze e le iniziative portate avanti negli ultimi anni dall’associazione.

Questi i riferimenti e i recapiti del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

Sede: via Parini n. 8 – Alzate Brianza (CO), aperta al martedì dalle ore 21 alle ore 23
Email: info@circoloambiente.org
Sito web: http://www.circoloambiente.org/
Facebook: Circolo ambiente "Ilaria Alpi"
Sottoscrizioni e tesseramento: IBAN: IT 27 J 03599 01899 050188533639  , intestato a: Circolo Ambiente Ilaria Alpi (per la tessera 2020: importo minimo 20 euro)
Direttivo: Roberto Fumagalli (presidente), Moreno Casotto (vicepresidente), Franco Invernizzi (tesoriere), Antonio Bertelè, Lucia Bolotta, Daniele Bosisio, Marco Jussen, Raffaella Rusconi.

Lombarda Petroli, chi è stato?



A dieci anni dal sabotaggio al deposito della Lombarda Petroli di Villasanta (MB)

Il 23 febbraio 2020 alle ore 20.30
in Arci Sottovento
Via Monte Grappa 4/a
Monza

presentazione del libro inchiesta

LOMBARADA PETROLI
chi è stato?

Saranno presenti l'autore Marco Fraceti e Vittorio Agnoletto curatore della prefazione.