domenica 29 settembre 2013

Tra Meda e Mariano, passeggiata alla scoperta delle origini del Parco della Brughiera

Domenica 6 ottobre 2013 - Ritrovo ore 8.30
Meda (MB) presso il parcheggio della Cascina Colombera in via del Ry, 3
A cura dell'Associazione Pro Loco "Pro Meda" e del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Percorso su sentieri segnalati e strade per circa 8 km (durata 4 ore).
Escursione nella Brughiera tra aree umide immersi nella storia del parco partendo dalla cascina Colombera e passando dalla cascina Malisca, dalle Fornaci Ceppi , dalla cascina Bellotti, dal lagetto della Mordina e poi dalla Zoca di Pirutit.
Il rientro alla cascina Colombera sarà intorno alle ore 12,30.
Scarpe idonee per escursionismo.

I Sindaci della tratta B2 a Pedemontana: " Nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata"


Comunicato stampa congiunto dei comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Meda e Seveso 

Pedemontana, nulla di fatto. Ci sono ancora incertezze sulla realizzazione della tratta B2 dell'autostrada dopo che anche la gara per la vendita di azioni Serravalle da parte della Provincia, finalizzata ad ottenere finanziamenti per l'opera Pedemontana, è andata deserta. I Comuni di Barlassina, Cesano Maderno, Lentate Sul Seveso, Meda e Seveso pretendono risposte scritte da Regione Lombardia, APL e CAL non essendo più disposti a tollerare questa irresponsabile presa in giro.

Inoltre i Comuni considerano inaccettabili i risultati dello studio sul traffico ordinato da APL alla società Righetti e Monte. Esso era finalizzato a valutare la situazione sulle nostre strade se fossero rese operative solo le tratte A e B1 fino all'ingresso della Milano-Meda e non venisse realizzata la B2.

Il 9 settembre scorso il Sindaco Giacinto Mariani di Seregno, rappresentante dei Sindaci sia in sede di Segreteria Tecnica, che di Collegio di Vigilanza, ha convocato i Sindaci dei Comuni della Provincia di Monza e Brianza interessati dal passaggio dell'autostrada per conoscere le loro istanze. A conclusione dell'incontro il rappresentante è stato sollecitato a richiedere a Regione Lombardia, Cal, Apl:
a) lo stato finanziario dell'opera;
b) le previsioni di realizzo delle singole tratte;
c) lo status di approvazione del progetto esecutivo della B2.

I Comuni hanno di nuovo ribadito di non essere disposti a procedere oltre, in mancanza di risposte. Durante l'incontro convocato dalla Regione l'11 settembre presenti la Provincia di Monza e Brianza e i Sindaci della tratta B2 e di Bovisio Masciago, si è appreso che per il progetto esecutivo della tratta B1 è prevista la completa validazione entro ottobre prossimo. Mentre quello della tratta B2 verrà validato a dicembre. Tale progetto conterrà anche le conclusioni richieste dalla prescrizione CIPE per quanto riguarda la diossina. Il tracciato dell'opera del progetto esecutivo non potrà infatti essere diverso da quello del progetto definitivo e pertanto nel caso si rilevasse la presenza di diossina, l'area dovrà essere bonificata.

A questo riguardo lo scorso 10 settembre il consiglio regionale ha approvato con voto unanime una mozione che di fatto ha reso proprie le istanze espresse dai sindaci in questi mesi attraverso diverse lettere e cioè che le ulteriori analisi richieste vengano effettuate in contradditorio con Arpa prima della validazione del progetto esecutivo e che le Amministrazioni comunali siano informate preventivamente rispetto ad ogni tipo di intervento sul territorio. Il vero cambio di passo richiesto dai comuni è che su un tema tanto delicato come quello della salute pubblica i sindaci siano concretamente coinvolti.

Le preoccupazioni dei Sindaci sono state espresse anche nel Collegio di Vigilanza del 16 settembre in Regione Lombardia, presenti anche APL, CAL e l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Del Tenno. Le due società hanno ribadito l'intenzione, nonostante le difficoltà di finanziamento dell'opera, di completare tutto il progetto dell'autostrada. Per tutte le altre questioni irrisolte invece, argomento di diverse lettere inviate dai Sindaci che non hanno mai avuto risposta, l'Assessore Del Tenno ha promesso un nuovo incontro.

Insomma riunioni su riunioni, un nulla di fatto promesse solo verbali che mettono a rischio la salute dei cittadini e l'area più produttiva della Lombardia che rischia la paralisi. Tutto questo alla vigilia di Expo. E' bene che la politica si muova prima per non piangere dopo la perdita di fette importanti di made in Italy manifatturiero.

sabato 28 settembre 2013

Il ciliegio selvatico di Besana Brianza è l'albero monumentale che rappresenta la Lombardia nel Giardino dei Patriarchi dell'unità d'Italia

La maestosa fioritura del ciliegio selvatico di Besana in Brianza

La mattina del venerdì 27 settembre 2013, presso la Villa dei Quintili, in via Appia Nuova n. 1092 a Roma,  si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia.
Si tratta di un giardino davvero speciale, dove sono stati messi a dimora i “gemelli” degli alberi monumentali più significativi di tutte le regioni d’Italia. Venti Patriarchi, uno per regione o provincia autonoma.
Per la Lombardia il Patriarca prescelto è ciliegio di Besana in Brianza, forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia.



Ecco i venti Patriarchi che, regione dopo regione, rappresentano il nostro Paese, i suoi diversi paesaggi e ambienti, con essenze secolari o addirittura millenarie. Un omaggio quindi all’Unità d’Italia in uno dei luoghi più belli e significativi della sua Capitale.
  • Valle d’Aosta: pero Brusson (il pero più grande e vecchio della Val d’Aosta)
  • Piemonte: melo PUM dal Bambin (uno dei meli più grandi del Piemonte)
  • Liguria: olivo di San Remo millenario (l’olivo più antico della Liguria)
  • Lombardia: ciliegio di Besana in Brianza (forse il ciliegio selvatico più grande d’Italia)
  • Trentino Alto Adige: melo di Fondo (il melo più vecchio d’Italia e forse d’Europa)
  • Friuli V.G.: melo di Campone (il più grande del Friuli) 150 anni,
  • Veneto: olivo di San Vigilio (olivo millenario sulle rive del Garda)
  • Emilia Romagna: cotogno antico Faenza (fra i più vecchi d’Italia, produce frutti quasi privi di tannino che si mangiano come mele)
  • Toscana: corniolo di Montieri (fra i più grandi d’Italia)
  • Marche: olivo di Campofilone (fra gli olivi più longevi delle Marche)
  • Umbria: noce di Poggiodomo, Perugia, (il più grande d’Italia di oltre 5 metri di circonferenza)
  • Abruzzo: fico Reginella di Bucchianico (antica varietà locale)
  • Molise: olivo di Veanfro (millenario, coltivato già in epoca romana)
  • Lazio: melograno di Roma (San Giovanni in Laterano, fra i più vecchi d’Italia)
  • Campania: vite di Taurasi (vite plurisecolare e di dimensioni enormi)
  • Puglia: fico di Otranto (varietà autoctona, fra le più antiche)
  • Basilicata: olivo maiatica di Ferrandina (olivo millenario, il più antico della Basilicata)
  • Calabria: vite Mantonico di Bianco (vitigno risalente all’epoca magno-greca)
  • Sicilia: vite Corinto Bianco (vitigno portato in Italia dai Greci oltre duemila anni fa)
  • Sardegna: olivo Luras (3800 anni, il più antico d’Europa, 13 metri di circonferenza)
Info:
Associazione Nazionale Patriarchi d’Italia Via Fossato Vecchio, 33 - 47121 Forlì; info@patriarchinatura.it.


Il servizio pubblicato su Repubblica (leggi qui l'articolo)

giovedì 26 settembre 2013

29/9/2013: Fattorie aperte in Brianza


Vendemmia e pigiatura dell’uva tradizionale a piedi nudi, caccia al tesoro con il GPS ‘geocaching’ , laboratori di panificazione, creazione di piccoli oggetti artistici,  passeggiate in calesse, corsi di pittura o di  mungitura e kit didattici per tutti i partecipanti… Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le tantissime e  decisamente  speciali  attività che le fattorie didattiche della rete WWF hanno preparato per domenica 29 settembre all’interno dell’evento nazionale “Fattorie didattiche aperte” , quando 100 aziende agricole apriranno le porte a famiglie, bambini, adulti, ragazzi,  per mostrare la propria passione, il proprio impegno a sostegno della natura e dell'ambiente rurale. In molti casi la biodiversità sarà portata anche a tavola: un pranzo con i prodotti tipici assortiti nei menu caratteristici delle varie fattorie, per un assaggio di autunno a base di leccornie a chilometro zero.

Ai partecipanti  verrà distribuito, tra l’altro,  un kit didattico, composto  da due quaderni (uno per ragazzini e l’altro per un pubblico adulto) per scoprire che cosa è un’azienda agricola e le molteplici iniziative  che può offrire. 
In Italia sono attive oltre 1.900 Fattorie Didattiche (una forma di  diversificazione dell’impresa rurale) e, tra queste molte Fattorie del Panda, ovvero gli agriturismi nelle aree protette, la rete promossa in Italia da WWF, ANAGRITUR (che riunisce Terranostra, Agriturist e Turismo Verde, le tre principali associazioni agrituristiche nazionali) e dalla Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi).

Questa iniziativa, si inserisce nell’ambito del progetto “AGRI@TOUR: LA PAC VERSO IL 2020 -  L’AGRICOLTURA IN MOVIMENTO”, promosso da Arezzo Fiere e Agriturist, Terranostra, Turismo Verde e WWF e sostenuto dalla Unione Europea (www.agrietour.eu ).

Gli obiettivi del progetto sono informare, spiegare e discutere i nuovi scenari e le varie opportunità della PAC 2014 – 2020, in relazione alla diversificazione delle attività delle aziende agricole (l’agriturismo, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche, la filiera corta) e  alle quattro sfide ambientali (cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, produzione di energie rinnovabili, gestione sostenibile dell’acqua), presentando possibili modelli e buone pratiche di gestione di aziende agricole multifunzionali.

Di seguito l'elenco delle aziende agricole della Provincia di Monza e Brianza che hanno aderito all'iniziativa

Azienda agricola BESANA S.S. di Marialuisa Tollini
Via Cardinale Federico Borromeo, 29 - 20842 BESANA IN BRIANZA (MB)
Tel. e Fax 0362.967210 - Cell. 338.2619691 - cef@hotmail.it - www.centroequestrefonigo.it
Azienda ad indirizzo orticolo con allevamento di cavalli e pony.
Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: visita alla scuderia con conoscenza dei pony e dei cavalli: dare da mangiare, a ccudire e spazzolare. Laboratorio facciamo il fieno e costruiamo uno spaventapasseri.


Azienda agricola agrituristica BRUSIGNONE di Gabriella Pennati e Federica Rigamonti
Strada vicinale per cascina Brusignone - 20842 BESANA IN BRIANZA (MB)
Cell. 335.5975100 - Fax 0362.996162 - info@agricolabrusignone.com - www.agricolabrusignone.it
L’azienda coltiva cereali e ortaggi che in parte vengono destinati al nutrimento degli animali ed in parte alla ristorazione. Si coltivano anche frutti di bosco, utilizzati sia per l’agriturismo sia per la trasformazione. Si allevano bovini da latte e si producono formaggi, confetture, conserve per la vendita diretta e per la ristorazione.

Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: visita guidata alla fattoria; ore 10.30 laboratorio dalla farina ai biscotti; ore 15.30 laboratorio dalla frutta alla marmellata.

Centro cinofilo BAU HOUSE di Paolo Battista Petrucci
Via Mera, 13 - 20900 MONZA (MB)
Tel. 039.730097 - Cell. 333.5629160 - info@bauhouse.net - www.bauhouse.net
Il Centro Cinofilo Bau-House sito a Monza è il luogo di connessione tra la città e la campagna; Allevamenti di cani Pastore Tedesco, Beagle, Jack Russel, Terrier. Educazione cinofila e percorsi apistici a scopo didattico. Produzione di miele.
Per la giornata “a porte aperte” la fattoria propone: laboratorio ludico-didattico e laboratorio Miele.


Tutti i programmi su: www.agrietour.eu

mercoledì 25 settembre 2013

Da Barlassina a Cesano Maderno: passeggiata alla scoperta delle Oasi, lungo il corridoio del Biulè


Domenica 22 settembre 2013 ha avuto luogo, organizzata dal Comitato per il parco regionale della Brughiera, una passeggiata lungo i sentieri delle Oasi e i boschi di Barlassina, Seveso e Cesano Maderno.


Di seguito troverete il resoconto fotografico dell'escursione. 
La cartina ed i testi sono stati tratti dalla Mappa dei sentieri "Corridoio del Biulè" realizata da Legambiente, Lipu e Parco Groane.


La partenza dal Parco ex-tiro a segno di Barlassina

Attraverso il parco ex-tiro a segno

IL FOSSO DEL RONCHETTO


Nonostante le dimensioni ridotte, solo 8 ettari, il Fosso del Ronchetto ospita ambienti molto diversificati. Il bosco e dominato dalla robinia, specie introdotta in Europa nel XVII secolo e piantata ovunque, ma si riconoscono pregevoli esemplari di specie arboree autoctone come castagni, querce, ciliegi, olmi e carpini. L'ombroso e umido sottobosco ospita mughetti, anemoni e rari narcisi selvatici. Mentre noccioli, cornioli, biancospini, rose canine e prugnoli creano un corredo arbustivo ricco e colorato in tutte le stagioni. La fauna e abbondante: oltre ai comunissimi merli, fringuelli e passeri, e accertata la presenza di specie interessanti come il picchio rosso, il picchio verde, l’allocco e il rampichino.


Nel canalone, una valletta a Y che da il nome al Fosso del Ronchetto, si rifugiano due specie di rane rosse, la rana di Lataste (Rana latastei) e la rana agile (Rana dalmatina), e la raganella (Hyla arborea), anfibio di un intenso colore verde che ama vivere su alberi e arbusti. Tutte queste specie si riproducono in uno stagnetto vicino al bosco, in un prato naturale. Seppur dl dimensioni ridotte, il piccolo specchio d’acqua offre uno spazio tranquillo e isolato, ideale anche per il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e per il più raro tritone crestato (Triturus cristatus).



Da ricordare la presenza di predatori: la biscia d’acqua (Natrix natrix) e il biacco (Col uber viridiflavus), entrambi innocui per l’uomo, sebbene il biacco, più irascibile della biscia d’acqua, se disturbato morde. Da non dimenticare tra i mammiferi, lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), tipico abitante dei nostri boschi, il riccio (Erinaceus europaeus), piccolo animaletto insettivoro, il ghiro (Glis glis), grazioso roditore grigio che vive sugli alberi e il moscardino (Muscardinus avellanarium), che sembra un piccolo ghiro arancione, e forma nidi a palla tra i bassi cespugli, dove si ciba dei frutti del bosco.


LA VILLA PETITOSA E IL PARCO DHO


Realizzata nel primi anni del 1800, la Petitosa o Maiocca, può essere considerata la prima vera e propria Villa di Seveso. La villa, sviluppata su due piani, ricorda un fortilizio, con merli di tipo ghibellino a coda di rondine, che richiamano il gusto neogotico tipico del primo ‘800.


La facciata principale della Petitosa, sulla quale si aprono tre finestre rivolte verso il parco, è invece chiaramente neoclassica: il colore dominante è il tipico “giallo lombardo”. Le prime notizie certe sulla Villa risalgono al 1870, anno in cui venne acquistata dal generale Luca Dho (1812-1876), valoroso combattente durante le Guerre di Indipendenza. In seguito, si congedò e acquistò la Petitosa. La scelta di Seveso fu casuale: durante la sua carriera Dho aveva avuto modo di stringere amicizia con numerosi patrioti lombardi, in particolare i Raimondi, che lo invitavano spesso nella villa di Birago, presso Camnago (frazione di Lentate sul Seveso), per escursioni di caccia Altopiano di Seveso. La proprietà venne ereditata dal figlio Gian Battista (che ricoprì la carica di consigliere municipale a Seveso negli anni intorno al 1910 e poco prima della morte negli anni ’30) che comprò dai Borromeo altro terreno, piantò un frutteto e ampiò la Villa sistemando i rustici sul fianco ovest. Attualmente Villa Dho é proprietà del comune di Seveso, donazione del Conte Gianluca Dho, figlio di Gian Battista, sindaco di Seveso per un quindicennio dopo la Liberazione.


L’amministrazione ha dato in comodato il complesso abitativo all'associazione Natur& Onlus, che realizza progetti di accoglienza, educazione e cura di giovani e di anziani. Volontari di Legambiente e degli Alpini si occupano della manutenzione del Parco, che contiene diverse specie arboree di pregio: grandi esemplari di querce, faggi e tassi. Un laghetto artificiale accoglie germani reali, oche, tartarughe palustri e a volte aironi cenerini di passaggio.


IL CORRIDOIO DEL BOSCO DEL BIULE’


Il corridoio del Bosco del Biulé rappresenta una via di comunicazione naturale che permette alla vita di spostarsi e di stare in relazione e dove la comunità umana può "vivere" la natura vicino a casa propria. L’area, di 19 ettari distribuiti su 2000 metri di lunghezza e una larghezza oscillante dai 10 ai 300 metri, può considerarsi un vero e proprio “corridoio” che mette in comunicazione le impartanti aree verdi di Cesano Maderno e Seveso all’interno dei limiti urbani dell’Altopiano delle Groane.

I margini del Parco delle Groane diventano quindi delle porte di accesso alla godibilità pubblica della natura e del territorio. Per questo il Bosco del Biulé e un’opportunità sociale per la comunità e una necessità ambientale per la vita naturale. Il cuore del corridoio ambientale del Bosco del Biulè ha inizio lungo la via Cacciatori delle Alpi a Seveso, nell’ex campo di tiro a segno di via San Marco.


L’area, proprietà comunale di circa 20.000 mq con rinnovazione di robinia, pioppo tremulo e salice, è stata completamente riqualificata dopo anni di abbandono e degrado. Grazie all’attività del Comitato del Bosco del Biulè-Seveso, un gruppo di residenti si occupa della cura e della piccola manutenzione. Da qui trova origine un luogo di aggregazione e partecipazione sociale.


Seguendo il torrente Comasinelle, che scorre fra le case in direzione di Cesano Maderno, si raggiunge il piccolo Bosco del Biulè, proprietà privata confinante con l’ex tiro a segno. Pregevole per la presenza di vecchie farnie e pini silvestri e molte specie autoctone, e uno scampolo di bosco incredibilmente sopravvissuto all’urbanizzazione. Si apre poi un’ampia piana a seminativo, regimata con una vasca volano per le acque di piena del torrente Comasinella, oggi rinaturalizzato per un buon tratto.

Il corridoio del Bosco del Biulè arriva quindi all’Oasi LIPU attraversando lo storico quartiere Biulè.


L'OASI LIPU


L'Oasi LIPU di Cesano Maderno, nata nel 1997 in collaborazione con il Comune ed il Parco delle Groane, si estende su una superficie di circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide. Perla sua particolare localizzazione in un'area molto industrializzata ed urbanizzata, l'Oasi e stata oggetto dl numerosi interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale.


Il più importante tra questi progetti é sicuramente quello che ha portato alla costruzione di un'area umida totalmente ricreata di ben 12 ha: si tratta di una zona lacustre ricca di piante acquatiche, libellule, anfibi quali il Tritone crestato e il Tritone punteggiato, e soprattutto numerosi uccelli. Infatti, delle ben 148 specie di uccelli censite nell'Oasi, la maggior parte la si può osservare in quest'area: anatre e folaghe che qui trascorrono l'inverno, gli ormai rari Tarabuso e Airone rosso, passeriformi quali il Migliarino di palude che vive tra il canneto, oltre a rapaci (come il Falco pescatore e il Lodolaio) e a tantissimi altri. Altri ambienti degni di nota all'interno dell'Oasi sono i boschi di Farnia, Ciliegio, Betulla, Carpino bianco, con sottobosco di Rovo, Sanguinella, Frangola e Biancospino: qui nidificano lo Sparviere, il Falco Pecchiaiolo, il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde, che costituisce il simbolo dell'Oasi.


Spostandosi nelle zone più aperte é possibile osservare l'Averla piccola, il Pigliamosche, il Gheppio e la Poiana a caccia di roditori sui prati, e rapaci notturni quali la Civetta e il Barbagianni. Proprio per il recupero e lo svezzamento dei rapaci notturni é in funzione presso l'Oasi una Stazione di Ambientamento, nella quale i giovani animali si abituano all'ambiente circostante nel quale verranno rilasciati.


La Stazione di Ambientamento, come l'area umida, é visitabile accompagnati da una guida Lipu; il resto dell'Oasi, attrezzata con oltre 4 km di sentieri, bacheche illustrative, punti di osservazione fissi, e il nuovissimo centro di Educazione e Formazione Ambientale, è sempre aperta al pubblico per la libera fruizione.

Il bosco degli gnomi
Nido artificiale di allocco
Pozza temporanea
Ciliegio americano (Prunus serotina), specie invasiva dell'Oasi. Foglie, rami e corteccia contengono acido cianidrico, che viene rilasciato durante il processo di appassimento del fogliame impoverendo così ampi tratti di bosco.
Barriere di contenimento del Gambero rosso della Lousiana. E' attualmente considerato tra le 100 specie aliene invasive in Europa e la Regione Lombardia l'ha  inserita nella lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio. La sua presenza in Oasi è circoscritta all'area umida principale e agli stagni all'interno delle aree boscate limitrofe.
L'area umida princiapale
L'osservatorio
Meraviglioso esemplare di carpino
Per visualizzare il programma cliccare qui.

martedì 24 settembre 2013

Comitato Parco della Brughiera: grande successo alla fiera "L'isola che c'è"


di Tiziano Grassi, Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

Ottima "prestazione" quella che il Comitato ha dimostrato anche quest'anno alla fiera "L'isola che c'è" di Villa Guardia tenutasi sabato e domenica scorsi.
18.000 visitatori l'hanno attraversata e alcune centinaia sono passati dal nostro gazebo per conoscerci, per scambiare qualche considerazione con noi sulla questione Parco Regionale, per informarci come stanno andando le cose nei comuni da dove provenivano in merito alla questione ecc. Semplici cittadini, esponenti di partito, consiglieri comunali e tanti amici hanno parlato con chi di noi era presente al gazebo.


E' giusto dare merito e ringraziare chi ha dedicato il suo tempo in entrambi i giorni o in parte di essi a presidiare il nostro stand distribuendo materiale informativo, dialogando con i visitatori, montando e smontando tutto l'allestimento. Un grosso lavoro che ha visto attivi come al solito e che ringraziamo:Erminio (e famiglia), Giovanni, Cesare, Veronica.E poi Cristian, Antonio, Nicola, Flavio, Arturo e altri amici del Comitato che ci hanno fatto visita.

Una fiera che è stata molto impegnativa con anche in contemporanea l'escursione di domenica mattina alle Oasi delle Groane, il laboratorio Aquiloni di sabato pomeriggio gestito da me, Giovanni e Cesare letteralmente assaliti da una folla di bimbi impazienti di fare il proprio (fatti 30 aquiloni - a nostre spese - in 34 minuti cronometrati!!! Se ci fossero stati altri 50 aquiloni avremmo finito anche quelli).

Adotta un seme!



Anche quest’anno la Rete degli Orti Botanici della Lombardia parteciperà ad Orticolario - 4, 5 e 6 ottobre, Villa Erba, Cernobbio (CO) - la fiera del giardinaggio evoluto,  con una novità: verranno proposti laboratori per bambini sia nell’area laboratori (solo domenica) che presso lo stand allestito in Ala Cernobbio (tutti i giorni). Qui si potranno costruire un ristorante per uccellini o un condominio per lombrichi: perchè negli Orti non si parla solo di piante!

Domenica 6 ottobre, alle 10.30, Marta Arosio e Mara Sugni presenteranno, all’interno dello spazio conferenze di Orticolario, la campagna “Adotta un seme”, che sostiene le attività della Rete.

Potrete inoltre adottare un seme di una fra le specie del catalogo “Adotta un seme”, aiutando così la Rete degli Orti a proseguire il lavoro di ricerca, conservazione, divulgazione ed educazione.

No Pedemontana: il corteo di Desio sulla stampa


Domenica 22 settembre 2013 si è tenuta a Desio la seconda manifestazione contro la costruzione della Pedemontana. Riportiamo di seguito i link ai vari articoli apparsi sulla stampa (in aggiornamento).

Bovisio Masciago News - Manifestazione NO Pedemontana
Made in Desio - Il popolo NO PEDEMONTANA perde i pezzi. Perchè?
Radio onda d'urto - No Pedemontana: centinaia di persone in corteo a Desio
Il Cittadino - Mille a desio contro Pedemontana. Nessun sindaco alla manifestazione
Il Cittadino - "A Desio tante persone alle finestre. Cosa pensano dei manifestanti?"
MB News - Manifestazione No Pedemontana: in 1000, anzi in 400, in corteo a Desio
MB News - No Pedemontana. Quell'indifferenza? E' il senso d'impotenza creato dai potenti
Il Giorno - "No alla Pedemontana", 40 associazioni in marcia per le vie di Desio
Il Giorno - Manifestazione anti-Pedemontana, la guerra dei numeri
Il Fatto quotidiano - Pedemontana, Regione Lombardia invita a rilevare la diossina. I cittadini: "Non basta"

La “Festa delle Api” di Erba all’insegna del gusto


FESTA DELLE API
LE API, IL MIELE E L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE


DOMENICA 29 SETTEMBRE 2013, ERBA
Dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Villa Ceriani - Bressi di Crevenna
(ex Villa San Giuseppe)
via Ugo Foscolo, 23 - Erba (Co)

Sarà all'insegna del gusto e della dolcezza la “Festa delle Api” che si terrà domenica 29 settembre ad Erba.
Si tratta della quinta edizione della manifestazione dedicata al mondo dell’apicoltura e dell’agricoltura biologica, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” col patrocinio del Comune di Erba e della Comunità Montana del Triangolo Lariano.


Durante la Festa, si passerà dalle degustazioni guidate di vari tipi di mieli, all'assaggio di dolci, formaggi e altre pietanze a base di miele preparate dall'Istituto alberghiero Romagnosi di Longone al Segrino. Alle 12,30 gli alunni dell’alberghiero offriranno un “ape-ritivo”, sempre a base di miele.
Al mattino non mancheranno momenti di approfondimento sul mondo delle api: si andrà dalla presentazione del progetto “UrBees - apicoltura in città”, che contempla l’installazione degli alveari in ambienti urbani, all’incontro dedicato all’apipuntura, ovvero alla possibilità di curarsi col veleno delle api.
Si passerà poi da un breve stage di apicoltura pratica (previsto alle ore 11), fino all’incontro con la vita degli alveari “Io non ho paura” (alle ore 14).


Durante la Festa si affronterà anche il tema delle colture arboree, con un incontro di approfondimento (alle ore 11,30) sulla Cinipide, la malattia che da qualche anno sta colpendo i castagni del nostro territorio.
Sono inoltre previsti momenti culturali: quest'anno in occasione della “Festa delle Api” è prevista l’apertura straordinaria del Museo Civico di Crevenna, che ospiterà la mostra fotografica di Marina Gallandra: “La società delle api: immagini da un mondo straordinario”.


Nel corso del pomeriggio sono previsti molti laboratori per i bambini: cera d’api, formaggio e pasta madre e poi ancora origami e giocoleria (quest’ultimo a cura della “Parada par tücc”).
Per gli adulti sono previste al mattino lezioni di taijiquan e di yoga.

Durante tutta la Festa, dalle ore 9 alle 19, nel cortile e nel parco di Villa San Giuseppe sarà allestito il mercato agricolo che esporrà: miele, propoli e altri prodotti apistici; verdure, formaggi, marmellate, olio, vino, pane biologico e altri gustosi prodotti a km 0.

Infine per tutta la giornata: mostra di pittura; dimostrazione di Didgeridoo; torte, birra, vino, caffè del commercio equo e solidale.

La “Festa delle Api” si concluderà, dalle ore 17 alle 19, con i balli popolari accompagnati dalla musica degli Alzamantes.

La Festa delle Api si terrà a Erba (CO) presso la Villa Ceriani-Bressi (ex Villa San Giuseppe) di Crevenna, sita in via Ugo Foscolo n. 23


PROGRAMMA DELLA GIORNATA
DOMENICA 29.09.2013

9.00-19.00, Cortile . Mercato agricolo: miele, propoli e altri prodotti dell’apicoltura; prodotti agricoli locali, verdure, formaggi, marmellate, olio, vino, pane biologico e altri gustosi prodotti
9.30-10.30, Sala civica . Apertura della festa con il saluto dell’Amm.ne Comunale di Erba
. Presentazione della festa, a cura del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
. Facciamo il punto sullo stato di salute delle api, a cura di Luciano Mazzola e Maurizio Gallo, apicoltori
. Presentazione aziende agricole del territorio
10.30-11.00, Sala civica . Progetto “UrBees - apicoltura in città”, a cura di Antonio Barletta
11.00-11.30, Sala civica . Apiterapia: curarsi con l’apipuntura, a cura del dott. Elio Galli
11.30-11.45, Sala civica . Cinipide: la malattia del castagno, a cura di Andrea Tantardini
11.45-12.30, Sala civica . Degustazione di mieli, a cura di Alessandra Bellù
10.00-11.00, Sala olistica . Lezione di taijiquan, a cura di Monica Colombo
11.00-12.00, Sala olistica . Lezione di yoga, a cura di Laura Bellù
11.00-12.00, Parco . Stage di apicoltura pratica, a cura di Luciano Mazzola
12.30-13.00, Parco . “Ape-ritivo” e degustazioni di cibi a base di miele, a cura dell’Istituto Alberghiero “Romagnosi”.

Durante la Festa, insegnanti e alunni dell’Istituto Alberghiero “Romagnosi” di Longone al Segrino presenteranno alcune degustazioni di dolci, formaggi e altre pietanze preparate utilizzando i mieli del territorio.

13.00-14.00, Cortile . Pranzo condiviso (ognuno porta qualcosa da compartire)
14.00-15.00, Museo Civico . Proiezione fotografie “Il mondo segreto delle api”, a cura di Marino Marieni

Dal 23 al 29 settembre il Museo Civico archeologico di Erba ospiterà la mostra fotografica di Marina Gallandra “La società delle api: immagini da un mondo straordinario” (info orari: www.comune.erba.co.it). In occasione della Festa il Museo e l’Esposizione saranno aperti alle visite.


14.00-15.00, Parco . “Io non ho paura”, incontro con la vita degli alveari
14.00-15.00, Sala olistica . Laboratorio “Cera una volta”, a cura dell’Apicoltura Mazzola
14.00-16.00, Parco . Laboratorio di giocoleria, a cura della “Parada par tücc”
15.00-16.00, Sala olistica . Laboratorio del formaggio, a cura dell’Az. Agricola Camanin
. Laboratorio della pasta madre, a cura de La Forneria di Damiano
16.00-17.00, Parco . Laboratorio di origami, a cura di Veronica D’Agostino
16.00-16.30, Sala civica . Degustazione guidata di mieli, a cura di Giacomo Cremona (iscritto all’Albo Nazionale Esperti di Analisi Sensoriale del Miele)
17.00-19.00, Parco . Musica folk-neotrad e balli con gli “Alzamantes”

Per tutta la giornata: dimostrazione “Didgeridoo” (antico strumento degli aborigeni australiani), mostra di pittura, torte, birra, vino, caffè delcommercio equo e solidale e... buon divertimento!


Durante tutta la giornata saranno presenti i produttori di mieli del territorio

La FESTA DELLE API è un evento organizzato dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Merone, con la collaborazione dell’Apicoltura Mazzola e dell’azienda agricola La Runa, il patrocinio del Comune di Erba e della Comunità Montana del Triangolo Lariano.

Info:
info@circoloambiente.org - www.circoloambiente.org
tel. 031 617306

Seregno: il "Comitato Ambiente e Salute" chiede di fermare l'ampliamento dell'Ecosan

Arancio = insediamento Ecosan originario
Azzurro = prima espansione attività Ecosan
Giallo = seconda espansione attività Ecosan
Grigio = ultimo terreno acquistato da Ecosan

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta indirizzata al Sindaco di Seregno e p.c. alla Provincia, all'Arpa e a Legambiente Seregno.

di Franco Garbagnati, Presidente del Comitato intercomunale per la tutela dell'ambiente e della salute

In data 8 agosto 2013 , la ditta Ecosan di Seregno ha reso pubblica la richiesta di verifica assoggettabilità a Via per un progetto di ampliamento della sua attività produttiva.
Di fronte a tale fatto, vogliamo manifestare la nostra più totale contrarietà all’ennesima espansione di questa attività in quanto comporterebbe le seguenti gravi conseguenze:
  • Ulteriore alterazione del paesaggio all’interno dell’area Plis, considerando anche le vicinanze della seicentesca Villa Buttafava vincolata con vincolo monumentale dalla Sovraintendenza. Le aree interessate hanno sempre costituito l'indispensabile ambiente di corona alla villa. Paesaggio già compromesso l’anno scorso con l’abbattimento di un caratteristico filare di pini e robinie sempre a causa dell’estensione di questa attività. Questa zona dovrebbe essere maggiormente tutelata anche in considerazione del progetto greenway: pensiamo infatti che non sia piacevole per la cittadinanza di Monza e Brianza utilizzare una “strada nel verde” che costeggia un’industria insalubre in continuo sviluppo.
  • Aumento ulteriore del traffico veicolare dovuto al transito di tir carichi di materiale di rifiuto di diversa tipologia, non solo pericolosi in termini di viabilità e sicurezza per i pedoni , ma anche per l’ aumento dell’inquinamento acustico e atmosferico. La zona, con il piano di urbanizzazione in corso, non è più in grado di sostenere la vicinanza di un’industria simile: parliamo oramai del passaggio di un automezzo Ecosan ogni 4 minuti ! su una strada decisamente a basso scorrimento. Con l’ampliamento dell’attività a quanti automezzi arriveremmo, un tir ogni minuto?
  • Aumento del livello di rumorosità, non solo per il traffico su strada degli automezzi Ecosan ma anche per la sua attività legata alla lavorazione dei rifiuti con pale,trituratori, movimentazione di containers che si svolge nel cortile e nel capannone aperto. Attività che ormai si svolgono anche in orario notturno.
  • Aumento della diffusione di odori e polveri dovuti alla lavorazione e stoccaggio dei rifiuti.
BASTA!!! SIAMO STUFI DI SUBIRE TUTTO QUESTO !!!

Vi chiediamo pertanto di intervenire per bloccare questo ennesimo progetto d’espansione , il terzo dal 2002 , con continue concessioni anche sulla quantità e tipologia di rifiuti da trattare.
Vi invitiamo anche, ognuno per la propria competenza, a porre in essere fin da subito dei provvedimenti che possano riequilibrare una situazione da tempo diventata insostenibile e incontrollabile per una qualità di vita decente e accettabile per i residenti della zona e per quelli futuri.

COMITATO INTERCOMUNALE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE
Via Boito, 12 – 20831 Seregno (MB) - email: ambientesalute@ymail.com

domenica 22 settembre 2013

Buon compleanno all'Oasi Lipu di Cesano Maderno. 15 anni insieme, per la natura e per la gente


27, 28, 29 Settembre 2013: Tre giorni di eventi per festeggiare i primi 15 anni di attività dell’Oasi LIPU di Cesano Maderno.

Causa previsioni meteo avverse, si comunica che la festa per i 15 anni dell’Oasi prevista per domenica 29 Settembre verrà rinviata a DOMENICA 13 OTTOBRE con le stesse modalità

“Natura Rubata e Natura Salvata”, questo il titolo scelto da LIPU per il convegno di apertura dei festeggiamenti per i primi 15 anni di attività dell’Oasi cesanese.
Venerdì 27, in Sala Aurora di Palazzo Arese-Borromeo, si parlerà di territorio, quello brianzolo, saccheggiato da decenni di speculazioni, evidenziandone le conseguenze culturali, paesaggistiche e ambientali concludendo con l’esperienza dell’Oasi naturalistica di Cesano quale esempio di territorio riscattato, con uno sguardo al futuro.
Gli eventi che si svolgeranno da venerdì 27 a domenica 29, organizzati da LIPU in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno e il Parco Groane, saranno l’occasione per conoscere da vicino l’Oasi e le attività che l’associazione e l’amministrazione cesanese organizzano da 15 anni per la cittadinanza grazie al prezioso supporto dei volontari.

Di seguito il programma completo delle iniziative.

VENERDI’ 27 SETTEMBRE

ore 9.30
“NATURA RUBATA E NATURA SALVATA”
Apertura dei festeggiamenti presso Sala Aurora di Palazzo Arese Borromeo, con un convegno organizzato da LIPU in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno e il Parco Groane.

ore 14.30
“UN SENTIERO PER TUTTI…ALL’OASI”
Visita guidata in Oasi, rivolta ad un pubblico con disabilità, lungo “il percorso naturalmente accessibile” allestito e inaugurato nel 2012 nell’ambito di un progetto LIPU, Parco Groane e Fondazione Cariplo.
Partecipazione su prenotazione.

ore 16
“UN SENTIERO PER TUTTI…AL PARCO GROANE”
Visita guidata e inaugurazione al Parco Groane di un nuovo percorso didattico-naturalistico realizzato per un pubblico con disabilità. Partecipazione su prenotazione.
Alle ore 17 a tutti i partecipanti verrà offerta una gustosa merenda.

ore 21
“PIU’ LENTI, PIU’ DOLCI, PIU’ PROFONDI…IN RICORDO DI ALEXANDER LANGER”
A quasi dieci anni dall’inaugurazione del Centro Visite dell’Oasi, ricorderemo con letture teatrali di testi e pensieri, Alex Langer, l’ecologista promotore di pace a cui è dedicato il Centro di Educazione Ambientale di Cesano Maderno.

SABATO 28 SETTEMBRE

ore 15
“IL BOSCO IN UNA STANZA”
Inaugurazione del nuovo “angolo interattivo”, all’interno del Centro Visite dell’Oasi, realizzato da un gruppo di giovani cesanesi nell’ambito del progetto nazionale LIPU “Go Green-volontari per natura”.
Inoltre verrà lanciato il concorso letterario “Ti racconto l’Oasi, storie di esperienze vissute in Oasi” rivolto a bambini e ragazzi di tutte le scuole di Cesano Maderno. La premiazione dei vincitori avverrà Venerdì 8 Novembre, nel decennale della nascita del Centro Langer.
Alle ore 17 a tutti i partecipanti verrà offerta una gustosa merenda.

DOMENICA 29 SETTEMBRE

ore 9.30
“PASSEGGIATA NELLE ANTICHE GROANE”

I volontari LIPU e le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco delle Groane accompagneranno il pubblico alla scoperta di un antico bosco cesanese “Il Bosco del Lodrisio” situato nel Parco delle Groane e oggi tutelato dalla comunità europea.
Partecipazione su prenotazione.

dalle ore 14.30
“BUON COMPLEANNO OASI!”
Visite guidate sui sentieri, birdwatching dai capanni dell’area umida, laboratori e animazione per bambini in compagnia dei meravigliosi volontari dell’Oasi.
Alle ore 17 a tutti i partecipanti verrà offerta una gustosa merenda con brindisi finale.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero. Per informazioni e prenotazioni contattare l’Oasi allo 0362.546827 oppure visitare il sito www.oasicesanomaderno.it

Insieme in Rete: "Diciamo no a Pedemontana e chiediamo un "piano d'area" per tutelare le aree già devastate"

Da sx: Alberto Colombo (Insieme in rete), Edoardo Bai (medico ISDE), Gianni Del Pero (geologo, WWF e Insieme in Rete)
Comunicato stampa di Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile

Buona riuscita dell'audizione in V Commissione Territorio e Infrastrutture dei coordinamenti ambientalisti e dei gruppi (Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile, Cives di Seveso, Desio, Bovisio, Noi per Cesano, Comitato Beni Comuni, Legambiente Desio)  su Pedemontana e sue criticità.
Erano presenti all'audizione anche  alcuni Sindaci e loro delegati (Paolo Butti Sindaco di Seveso, Annamaria Frontini, Sindaco di Barlassina, Pier Angelo Radice Assessore di Barlassina, Massimiliano Bevacqua Cons. Com. e delegato per Cesano Maderno, Daniele Cassanmagnago Assessore di Desio, oltre ad alcuni Cons. Comunali dei vari Comuni).

L'audizione in V Commissione Regionale
Il sunto delle relazioni dei relatori (arch. Patricio Enriquez- CIVES, dott. geologo Gianni Del Pero - WWF e Insieme in Rete, dott. Edoardo Bai medico ISDE e Legambiente) sono reperibili cliccando qui.

Si è passati poi agli interventi sulle richieste differenziate avanzate a Regione Lombardia.
Alberto Colombo ha evidenziato che Insieme in Rete ha ritenuto, diversamente dagli altri gruppi, di elaborare richieste più estese, onde non ignorare che, purtroppo, una parte di pedemontana è già prossima al completamento  e che per quei territori e per tutte le tratte che dovessero seguire, è giusto chiedere meccanismi di tutela  (Piano d'Area) per l'ambiente onde evitare cementificazioni selvagge a lato autostrada nonchè pretendere la realizzazione delle previste compensazioni ambientali.
Questo non significa né moderatismo né tantomeno implicita accettazione della Pedemontana ma che Insieme in Rete, continuando a ribadire la sua ferma contrarietà all'opera, non intende rinunciare ad un suo ruolo di soggetto critico e propositivo, anche esaminando nel merito gli aspetti progettuali, chiedendo il rispetto di normative e prescrizioni alfine d'evitare scempi ambientali.
La contrarietà a questa inutile infrastruttura deve accompagnarsi anche ad una credibilità propositiva, a una conoscenza tecnica, all'esatta fotografia della realtà e alla continua interlocuzione con tutti i livelli Istituzionali.

Durante l'audizione, è intervenuto anche il Sindaco di Seveso Paolo Butti con un interessante contributo, evidenziando più volte preoccupazioni comuni (rischio Diossina, aspetti trasportistici, problemi di viabilità e appoggio alla proposta d'ampliamento del Bosco delle Querce di Seveso e Meda).
Qui il suo intervento, pubblicato sul sito del Comune di Seveso.

I Consiglieri Regionali invitati e della commissione presenti (totalmente assente il gruppo del PdL) hanno mostrato interesse e avanzato domande per chiarimenti più approfonditi, in particolare sulla criticità DIOSSINA.

Nelle loro dichiarazioni (cliccare qui), i commissari dell'M5S e del PD hanno esplicitato in varie forme il loro impegno a seguire la delicata partita su pedemontana.

sabato 21 settembre 2013

Pedemontana e diossina: in Commissione Territorio sindaci e comitati locali dei Comuni brianzoli interessati da passaggio tratta B2



Sindaci, amministratori e rappresentanti di comitati civici brianzoli sono intervenuti giovedì 19 settembre 2013 in Commissione Territorio per chiedere alla Regione Lombardia di adoperarsi presso Pedemontana Spa per acquisire e approfondire i risultati delle indagini di caratterizzazione dei siti interessati dal passaggio della tratta B2 della Pedemontana nei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio. Il territorio su cui è previsto il passaggio della tratta B2 era stato interessato nel 1976 dalla fuoriuscita della nube tossica di diossina dalla ditta Icmesa al confine tra Meda e Seveso.

Erano presenti i Sindaci di Seveso Paolo Butti e di Barlassina Anna Maria Frontini, insieme ad altri amministratori comunali dei Comuni di Barlassina, Seveso, Bovisio Masciago e Desio: in rappresentanza dei comitati, sono intervenuti Gianni Del Pero, Patricio Enriquez e Edoardo Bai, che hanno espresso forte preoccupazione che nei terreni interessati dal passaggio della Pedemontana sia ancora presente una forte concentrazione di diossina. (Vedi abstract degli interventi alla fine del presente articolo).

Laura Barzaghi (PD), prima firmataria di una mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale martedì scorso, ha evidenziato come “Arpa, dopo le indagini svolte nel 2008, non abbia più effettuato ulteriori rilievi nelle aree interessate dalla possibile contaminazione di diossina, così che gli ultimi dati in possesso evidenziano la necessità di porre grande attenzione nella movimentazione dei terreni in fase di cantiere su tutto il territorio in questione. Nel 2008, infatti, su 127 campioni di terreno esaminati –ha concluso la Barzaghi- , in 52 casi si era registrato il superamento dei livelli di inquinamento previsti dalla legge”.

Da qui la richiesta, avanzata anche da amministratori locali e comitati, di sollecitare Pedemontana SPA, prima dell’apertura dei cantieri, a compiere un’analisi di rischio del sito specifica, da sviluppare in contradditorio con Arpa e con il coinvolgimento di tecnici indicati dalle amministrazioni locali, e di imporre alla stessa società concessionaria la redazione di un piano di caratterizzazione e la bonifica preventiva di aree che dovessero risultare inquinate, con conseguente smaltimento del terreno contaminato in siti idonei.

Enrico Brambilla (PD) ha posto la necessità di “approfondire se il progetto della tratta B2 sia ancora sostenibile e attuabile così come ipotizzato: a quanto apprendiamo dall’assessore Del Tenno –ha detto Brambilla- ad oggi non ci sono certezze sulla copertura finanziaria di questa opera, e pertanto potrebbe essere utile ragionare sin d’ora su possibili alternative”.

Gianmarco Corbetta (M5Stelle) ha ribadito infine come l’impegno del suo gruppo sia forte nel sollecitare grande attenzione sulla tratta B2 e sulle sue possibili implicazioni per l’ambiente e la salute dei cittadini, e ha evidenziato come su questi argomenti le istituzioni devono vigilare in modo particolare. 

Fonte: http://www.lombardiaquotidiano.it/
Leggi anche il resoconto dell'audizione su Bovisio Masciago News


Abstract-Audizione regione

Gianni Del Pero, Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile

Relativamente alla problematica Pedemontana-rischio diossina ci preme sottolineare che Autostrada Pedemontana Spa/Strabag ha visto nella fase progettuale un andamento “irrituale” per quanto riguarda le indagini conoscitive e le cautele geoambientali che avrebbe dovuto accompagnare il progetto stesso.
Ci riferiamo solo agli ultimi passaggi per evidenziare che con la prescrizione CIPE n. 3 al progetto definitivo, si poneva obbligo di effettuare ulteriori indagini sull’area interessata dal progetto, in quanto le indagini preliminari effettuate nel 2008 avevano riscontrato il superamento dei valori limite di contaminazione da diossina.
Pedemontana, infatti, transita all’interno di aree classificate come contaminate a seguito dell’evento ICMESA, spingendosi addirittura all’interno dell’area del Bosco delle Querce, ambito di memoria che contiene ancora le vasche di raccolta dei terreni altamente contaminati, in prossimità dell’area dell’incidente. Utilizzare queste aree aumenta il fattore di rischio di rimobilizzare la diossina presente nel sottosuolo ed è quindi più che opportuno avere informazioni adeguate anche per prospettare soluzioni conseguenti.
Pedemontana/Strabag, diversamente da quanto sarebbe tenuto a fare anche qualsiasi soggetto che richieda di operare in un sito a rischio, non ha ottemperato alla prescrizione CIPE o comunque non lo ha fatto in contraddittorio con ARPA al fine di avere analisi validate. Informa che sono state fatte alcune analisi, non dice quali, ne dove e, visto che qualora avesse ricercato diossina la avrebbe trovata, omette di darne pubblica e tempestiva comunicazione come richiesto dal d. lgs. 152/06 che disciplina la materia.

Durante un question time alla Camera, in risposta all’On. De Rosa ed altri (6 Giugno 2013) il sottosegretario all’Ambiente Cirillo ribadisce tale omissione e richiama che le indagini dovranno riguardare le aree interessate dal progetto, prevedendo “la definizione delle aree contaminate da diossine per definire le modalità di intervento: scavo e smaltimento dei terreni contaminati”.

Un soggetto istituito all’interno del Sistema Regionale Lombardia nel gennaio 2010 dal Collegio di vigilanza per l'Accordo di Programma Pedemontana è l’Osservatorio Ambientale (che ha al suo interno 3 rappresentanti di altrettanti assessorati/direzioni regionali Infrastrutture, Territorio e Qualità dell’Ambiente) ha come sua prima competenza quella di  “verificare e attestare l’avvenuta integrazione/aggiornamento del Piano di Monitoraggio Ambientale, in ottemperanza alle prescrizioni del CIPE”, cosa che riteniamo doverosa e non ci risulta, invece, sviluppata.

Riteniamo quindi che Regione Lombardia debba attivare l’Osservatorio Ambientale, debba richiedere le indagini già prescritte dal CIPE che dovranno essere validate da ARPA e conseguentemente debba valutare che lo sviluppo progettuale esecutivo sia conforme alla prescrizioni di legge e sia ambientalmente compatibile
Regione Lombardia dovrebbe altresì attivare tutte le misure di sua competenza per la tutela degli Operatori e dei Cittadini nelle eventuali fasi di lavorazione di Pedemontana nella tratta B2/C, che già hanno subito l’esposizione alla diossina a seguito dell’evento ICMESA, anche dando seguito a quanto sottoscritto nell’incontro del Comitato di Vigilanza del luglio 2008, quando Regione Lombardia anticipava la necessità di un tavolo tecnico tra le DG dell’Osservatorio citate anche con la DG Sanità, ASL, ARPA e FLA “per definire le misure ambientali e sanitarie da adottarsi sui comuni (tutti) interessati dal fallout della nube tossica dell’ex-Icmesa. Tavolo che non ci risulta essere convocato o quantomeno non ha prodotto quanto auspicato.



Patricio Enriquez, Comitati Cives Bovisio Masciago, San Giorgio Desio, Seveso e Associazione "Noi per Cesano"

Il progetto stradale Pedemontana è la previsione di una nuova arteria autostradale destinata a inserirsi in un territorio fortemente urbanizzato e già sensibilmente compromesso a seguito l’incidente della ditta Icmesa del 1976. In molti casi il tracciato si collocherebbe a pochissima distanza da abitazioni preesistenti, creando non solo un peggioramento delle condizioni abitative, ma anche un grave peggioramento delle condizioni ambientali del territorio.
I cittadini dei comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Seveso e Desio hanno rilevato diversi profili di illegittimità del progetto e hanno inoltrato al TAR un proprio ricorso contro la delibera di approvazione del CIPE (delibera del 6.11.2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18.2.2010).
In particolare si contestano:
-    il progetto definitivo, che è stato radicalmente stravolto in fase di approvazione,  prevede la riqualificazione delle 2 corsie per senso di marcia nella tratta tra Lentate sul Seveso e Meda e il potenziamento a tre corsie nella tratta tra Meda e Bovisio Masciago in superficie sull’esistente tracciato della SS 35 MI-Meda. Il progetto preliminare prevedeva, invece, una soluzione in interrato. Il progetto approvato è profondamente diverso rispetto al progetto preliminare e rispecchia una soluzione bocciata nel 2004 dalla stessa Regione Lombardia (!). Queste modifiche non sono state assunte con il recepimento di prescrizioni o raccomandazioni impartite dal CIPE nel progetto preliminare, bensì derivano da scelte operate in modo unilaterale dal Collegio di Vigilanza (organo politico) dell’Accordo di Programma, sottoscritto il 19 febbraio 2007, cioè in data ben posteriore rispetto a quella di approvazione del progetto preliminare (marzo 2006) (!). L’Accordo di programma è in realtà uno strumento per scardinare le scelte più opportune e forse più costose del progetto a scapito della buona progettazione, dell’attenzione all’ambiente e al paesaggio, nonché delle condizioni abitative in generale;
-    la violazione della normativa, nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale e, in particolare, di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il progetto autostradale ben avrebbe potuto e dovuto essere sottoposto a Vas: è indubbio, infatti, che la realizzazione della nuova arteria stradale determinerà nuovi e significativi impatti ambientali sulle aree contermini;
-    l’approvazione della L.R. 15/2008 denominata «Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale», che consente “in deroga” alla L.R. 60/1985 (Istituzione di vincoli e destinazioni d’uso nell’area bonificata sull’incidente Icmesa), alla Pedemontana l’attraversamento del Parco Naturale del Bosco delle Querce. Senza questa norma, infatti, l’autostrada non avrebbe potuto essere realizzata nei termini di cui al progetto definitivo.
Il ricorso presentato contiene contestazioni analoghe rispetto a quelle già denunciate da parte del comitato civico Rho-Parabiago sul progetto per il potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate e che ha già ottenuto dal TAR e anche dal Consiglio di Stato l’annullamento del progetto contestato.



Edoardo Bai, Legambiente
Pedemontana e rischio diossina

L’esposizione verterà sul rischio diossina provocato dall’eventuale passaggio dell’autostrada Pedemontana nel territorio che nel 1976 fu colpito dall’incidente ICMESA.

Verrà esposta la valutazione del rischio eseguita da ISPRA (e pubblicata nello studio coordinato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente nel 2003) con lo scenario di esposizione peggiore; verranno menzionati i sondaggi effettuati da Pedemontana in contraddittorio con ARPA nel 2008 che dimostrano la permanenza della TCDD (la particolare forma di diossina che si sprigionò a causa dell’incidente del 1976); verranno riferiti gli ultimi risultati scientifici sull’impatto della TCDD sulla salute così come esposti nell’articolo a cura di Mocarelli et al., Dioxin Exposur and Cancer Risk in the Seveso Women’s Study pubblicato in “Environ Health Perspect del dicembre 2011.

La conclusione tecnica di questo breve excursus non potrà che portare all’indicazione che non è opportuno rimescolare il terreno inquinato e che, qualora non sia in alcun modo evitabile, sarà necessario che Pedemontana si vincoli al parere dell’ARPA: nella zona interessata dall’incidente del 1976, infatti, non si possono fare lavori senza una preventiva valutazione del rischio sanitario. Pedemontana ha obbedito alle disposizioni del CIPE? Non ci risultano sondaggi ed analisi. Se è così c'è già un’evidente violazione di legge.