mercoledì 10 settembre 2025
A pèe biòt: le fotografie di Giuseppe Croci raccontano la Capriano del Novecento
Un viaggio nella memoria collettiva della Brianza, tra cortili, campi e volti che hanno segnato un’epoca. È questo lo spirito della mostra “A pèe biòt – la Capriano di Giuseppe Croci”, che apre le porte a Villa Lorenzo (Cappella della Beata Vergine Addolorata, via Carducci 20, Capriano di Briosco) domenica 14 settembre, dalle 10 alle 18, con ingresso libero.
L’esposizione raccoglie le suggestive fotografie di Giuseppe Croci, conosciuto dai suoi concittadini come “Pepin Cròs” (1913-1994). Nato e vissuto a Seregno, Croci immortalò tra gli anni ’50 e ’70 scorci di vita quotidiana e paesaggi di Capriano e dintorni, fissando in bianco e nero la Brianza di un tempo.
Alle 11 è previsto un momento di approfondimento con gli interventi di Zeno Celotto e Antonio Viganò, che ripercorreranno la vicenda umana e artistica del fotografo e il suo legame con il territorio, alla presenza della figlia Laura Croci e delle autorità locali.
La mostra rientra nel cartellone del festival diffuso Lambrada, che nell'ambito dell’iniziativa “Per le vie di Capriano” propone appuntamenti culturali pensati per valorizzare la memoria e il patrimonio immateriale locale attraverso immagini, parole e musica.
“Lo sguardo di Giuseppe Croci – sottolinea l’assessore alla Cultura Antonella Casati – ci accompagna per le strade di una Capriano lontana, che riconosciamo nei dettagli immutati ma soprattutto nelle differenze con la realtà attuale. Non è un’operazione nostalgia, ma un invito a riscoprire le radici della comunità per comprendere meglio il presente e costruire il futuro”.
sabato 28 giugno 2025
Lambrada 2025: si parte da Verano con passeggiata e musica nella Valle del Lambro
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| Attenzione: evento rimandato al 24 agosto |
Sarà Verano Brianza a dare ufficialmente il via, domenica
La giornata inaugurale a Verano propone un’esperienza che unisce la scoperta del territorio alla cultura. Alle 15.00, il ritrovo è fissato presso la Chiesa Parrocchiale per la Passeggiata delle Due Chiese, un percorso che condurrà i partecipanti dalla Parrocchiale e dalla Geseta alla Valle dei Mulini, lungo il Percorso Ecologico de I Bocia, arricchito dai racconti dello storico e scrittore Marco Longoni.
Alle 17.00, il cortile del Mulino Bistorgio si trasformerà in uno spazio di festa con il concerto “La Grecia al Mulino Bistorgio”: protagonisti il gruppo Afro’s con Vaggelis e le danze elleniche guidate dal Maestro Luciano Rovelli. Non mancheranno aperitivo e sapori tipici per un autentico momento di convivialità.
Quello di Verano Brianza è solo il primo di tanti appuntamenti previsti nel calendario essenziale di Lambrada 2025, un festival nato per valorizzare il territorio lungo il corso del fiume Lambro e unire comunità diverse attraverso arte e natura.
Ecco una panoramica delle principali tappe del festival:
- Arosio – Dal 13 al 21 settembre il Castello ospiterà la mostra “Architetture di carta” di Cristina Cassanmagnago. Il 14 settembre ci sarà una camminata alla scoperta delle antiche strade di Villa Romanò e, sempre lo stesso giorno, il monologo dell’attore e poeta Davide Ferrari dal titolo “Ona Tavolozza de color”.
- Briosco – Diverse location accoglieranno eventi tra giugno e ottobre: il 15 giugno si è inaugurata la mostra “Emilio Fumagalli, un percorso d’artista”. Il 12-13-14 settembre, invece, spazio alla mostra “Suggestioni caprianesi”, mentre tra settembre e ottobre i Ronchi di Peregallo ospiteranno la mostra “Farfalle” con passeggiata e spettacolo per bambini.
- Giussano – Il 28 agosto la Villa Sartirana ospiterà lo spettacolo musicale “Renzo e Lucia” di Francesco Magni. A settembre invece, a Villa Mazenta, la mostra dell’artista Elia Pirovano e lo spettacolo teatrale “PIPI’” con Marco Rubelli. Il 4 settembre, sempre a Villa Mazenta, ore 21
Spettacolo teatrale "Il paese delle facce gonfie" di Paolo Bignami con Stefano Panzeri. - Carate Brianza – A settembre la Villa Cusani sarà teatro di un reading dedicato a Carlo Annoni con la partecipazione di Giovanni Santambrogio. Dal 20 al 28 settembre, sarà esposta la mostra di opere di Alberto Casiraghy, mentre il 20 settembre, alle 17.30, chiuderà la giornata un concerto del gruppo milanese TEKA-P, specializzato nella musica d’autore “alla Jannacci”.
Un invito, dunque, a camminare lungo il fiume Lambro per lasciarsi sorprendere da emozioni in corso!
lunedì 19 maggio 2025
Mobilitazioni contro l’“Italian Raid Commando 2025”: cresce il fronte pacifista in Brianza
Si allarga il fronte del dissenso nei confronti dell’evento “Italian Raid Commando 2025”, previsto dal 23 al 25 maggio nelle province di Monza e Lecco. Sono numerose le associazioni, i movimenti e le realtà locali che hanno preso posizione contro quella che definiscono una pericolosa deriva militarista.
L’esercitazione, organizzata dall’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), coinvolgerà 300 soldati, tra personale in servizio, riservisti NATO e ufficiali in congedo, con una serie di simulazioni militari su territorio civile e una parata prevista nella mattinata del 25 maggio 2025 nel centro di Monza. L’obiettivo ufficiale dell’iniziativa è quello di mostrare le potenzialità delle riserve nell'affiancare le Forze Armate italiane nella costituzione di una Riserva Operativa.
Contro questa iniziativa si sono schierati:
- Monza per la Pace, che ha organizzato flash mob e volantinaggi denunciando la presenza di sponsor dell’industria bellica e il coinvolgimento delle scuole;
- Sinistra Italiana Lombardia, che ha criticato l’evento per il suo impatto culturale ed etico, ritenendo inaccettabile l’impiego di risorse pubbliche per simili scopi;
- ANPI, che ha espresso preoccupazione per la militarizzazione del territorio e ha richiamato alla necessità di difendere i valori della Resistenza e della pace;
- Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che ha denunciato l’uso di ambienti scolastici per diffondere una cultura della guerra;
- FOA Boccaccio di Monza, che ha indetto un presidio per il 22 maggio a Briosco con lo slogan “sabotare la guerra”, criticando il tentativo di normalizzare la presenza militare nei contesti civili.
A questi si aggiunge il Partito della Rifondazione Comunista, che ci ha fatto pervenire un comunicato nel quale definisce l’evento “macabro e inquietante”. Il PRC condanna con fermezza l’iniziativa dell’UNUCI, giudicandola politicamente ed eticamente inaccettabile, soprattutto in un momento storico segnato da guerre come quelle in Palestina, Ucraina e Sudan. Il partito denuncia il rischio di una “militarizzazione delle coscienze”, lancia un appello alla creazione di Comitati unitari contro la guerra e rilancia la proposta di aumentare la spesa pubblica per sanità, salari e ambiente, e non per le armi.
“No alla cultura di guerra. No alla militarizzazione delle scuole e dei territori. No all’Italian Raid Commando.”
Questo il messaggio che unisce le diverse voci in mobilitazione sul territorio.
venerdì 4 aprile 2025
Il Mese della Panigada: a Briosco la primavera ha il sapore delle erbe spontanee
A Briosco la primavera si accende di colori e sapori grazie al "Mese della Panigada", un'iniziativa che unisce la tradizione gastronomica locale con la riscoperta delle erbe spontanee. Dal 11 aprile al 4 maggio, ristoranti, pasticcerie e negozi alimentari aderenti proporranno piatti speciali a base di fiori di sambuco e aglio orsino, due ingredienti tipici della cucina brianzola.
Il fiore di sambuco, profumato e delicato, e l’aglio orsino, dall’aroma intenso, sono al centro di questa manifestazione volta a valorizzare le risorse naturali del territorio. Molti locali, tra cui "Al Quindes", "Il Dollaro", "I Dolci di Ivan" e "Il Fienile", parteciperanno con creazioni culinarie ispirate alla tradizione, offrendo ai clienti un viaggio nei sapori autentici della Brianza.
Per arricchire l’esperienza, il "Mese della Panigada" propone quattro eventi tematici:
- 16 aprile: degustazione di birre al sambuco presso "Al Quindes", con la presentazione del libro Regöi e Munda. Erbario delle prossimità a uso del raccoglitore di Fabio Galimberti.
- 23 aprile: laboratorio sul pesto di aglio orsino al "Fienile", con abbinamenti tradizionali come la luganega brianzola.
- 30 aprile: scoperta dei microgreens e delle loro applicazioni in cucina presso "Il Dollaro".
- 4 maggio: evento conclusivo all’"Azienda Agricola Il Gelso", con un mercato a km 0, il gioco dell’oca gigante e la presentazione del libro Fior di sambuco. Scuola di bellezza di Roberta Cereda.
L’iniziativa, sostenuta dall’amministrazione comunale e in particolare dall’assessore al Commercio Antonella Casati, si propone di coniugare gastronomia e valorizzazione del territorio. Durante il mese, verrà distribuita una speciale mappa di Briosco con segnalati luoghi d’interesse storico e paesaggistico, incentivando la scoperta del borgo attraverso i suoi sapori.
"La rete del gusto che vogliamo creare con questa iniziativa racconta della tradizione brianzola calata nella storia brioschese e diventa occasione per valorizzare il territorio" - ha dichiarato l’assessore Casati.
Informazioni e aggiornamenti: cliccare qui
giovedì 3 aprile 2025
Una passeggiata letteraria alla scoperta del Ciliegio Magico
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| ATTENZIONE: RINVIATA AL 27/04/2025 |
Domenica
L’escursione primaverile, denominata "Ciliegio Magico", si svolgerà nel cuore del Parco Regionale della Valle del Lambro, con un itinerario ad anello lungo circa 8 km che condurrà i partecipanti attraverso un percorso agevole tra sentieri, strade vicinali e forestali, caratterizzato da leggeri saliscendi. A rendere speciale l’iniziativa saranno le letture a cura di Marco Rubelli, che accompagneranno i camminatori in un viaggio tra parole e natura, all’ombra del monumentale ciliegio secolare di Besana in Brianza, noto come il patriarca dei ciliegi italiani.
L’itinerario toccherà località suggestive come Cascina Palazzina, Cascina Casanesca e il maestoso ciliegio secolare, attraversando anche punti di interesse nel comune di Briosco, tra cui il ponte sulla Bevera, la Cascina Mornatella, la Cava della Molera e il Bosco della Gagiada, per poi concludersi presso Cascina Verana.
Il ritrovo è fissato per le ore 14:00 presso il parcheggio pubblico lungo via Gaetano Donizetti (SP155) a Briosco, con conclusione prevista intorno alle 18:30 presso Cascina Verana in Via Biancospino. L’escursione è riservata ai soli tesserati Arci, con iscrizione obbligatoria e un contributo di 5 euro a partecipante, comprensivo di un brindisi con colomba.
L’iniziativa rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire il territorio brianzolo attraverso il fascino della narrazione e il contatto diretto con la natura. Per iscrizioni e informazioni è possibile contattare Augusta al numero 335 632 8590 o scrivere a cultura@arcimacherio.it. Ulteriori dettagli sono disponibili anche chiamando Gianni al numero 339 844 6553.
sabato 5 ottobre 2024
Due appuntamenti per valorizzare la storia e le tradizioni locali della Brianza
Il Circolo Culturale Seregn de la memoria continua a promuovere il proprio impegno nella valorizzazione della storia e delle tradizioni locali con due importanti appuntamenti.
Il primo si terrà il prossimo 10 ottobre alle ore 21 presso il Museo "Nel Novecento" di Carugo, in via Don Gnocchi 1, dove sarà presentato il libro "Poesia d’ombra e de lûs - La Brianza di Giuseppe Croci". Questo volume, dedicato al fotografo seregnese Giuseppe Croci, raccoglie una selezione delle sue fotografie più suggestive, scattate tra il 1950 e il 1980, che documentano la bellezza della Brianza rurale e le sue trasformazioni. Il museo, che custodisce testimonianze del mondo agricolo, rappresenta un luogo ideale per celebrare il lavoro di Croci, le cui immagini catturano con grande sensibilità la vita nei campi e i paesaggi agricoli. L’evento offrirà un’occasione per riflettere sulla relazione tra passato e presente, tra arte e territorio, e per scoprire l’opera di un artista che ha saputo immortalare l’anima della sua terra.
A seguire, una seconda importante iniziativa vedrà protagonista un’altra pubblicazione del Circolo. Domenica 13 ottobre alle ore 15, in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario della Biblioteca Civica di Briosco, verrà presentato il "Ciculabet" intitolato "I secoli e i luoghi dei Medici di Seregno", scritto da Zeno Celotto, presidente del Circolo. L’evento si svolgerà presso il Centro Socio Ricreativo, in via Pasino 26 a Briosco, e tratterà le vicende della frazione di Capriano, un luogo particolarmente significativo in quanto fu sede del feudo della famiglia patrizia milanese dei Medici di Seregno, una casata ora estinta, ma che per secoli ha avuto un ruolo importante nella storia locale. Capriano, che all’epoca era un comune autonomo, conserva ancora oggi le tracce del suo passato legato ai Medici, e la presentazione sarà un’occasione per riscoprire questa famiglia, che ha influenzato profondamente la storia dei nostri territori.
Questi due appuntamenti offrono al pubblico l’opportunità di immergersi nella storia e nella cultura del territorio brianzolo, attraverso le fotografie di Giuseppe Croci e le ricerche storiche su una delle famiglie patrizie più importanti della nostra zona.
lunedì 30 settembre 2024
Briosco celebra il mese della torta paesana: un dolce simbolo della tradizione
Dal 6 al 27 ottobre, Briosco si trasforma in un dolce paradiso con l'iniziativa "Il Mese della Torta Paesana", promossa dall'Assessorato al Commercio guidato da Antonella Casati. In questo periodo, le attività commerciali del paese aderenti all'iniziativa offriranno ai loro clienti la possibilità di gustare la Torta Paesana, un dessert tipico della tradizione contadina, profondamente legato alla cultura locale.
La Torta Paesana, conosciuta anche come "torta nera", rappresenta una vera icona della tradizione brianzola. Antonella Casati sottolinea l'importanza del legame affettivo che unisce i brioschesi a questo dolce, raccontando un ricordo personale: "Il felice ricordo della famiglia riunita, la domenica della festa, attorno alla tavola della sorella di mia nonna, la zia Carlottina, che per l’occasione deliziava tutti con una ‘torta nera’ così alta e saporita da avermi lasciato un ricordo indelebile". Questa prelibatezza non solo porta con sé il sapore dell'autunno, ma rievoca momenti di convivialità e celebrazioni familiari, specialmente durante la Festa Patronale dedicata alla Madonna del Rosario, che si tiene ogni prima domenica di ottobre.
Casati ricorda anche le tradizioni legate alla preparazione del dolce: molte massaie, come la sua zia Carlottina, preparavano l’impasto con cura e lo affidavano al forno locale per la cottura, donandogli quella consistenza inconfondibile che ha reso la torta così amata. Oggi, pasticcerie, bar, ristoranti e alimentari di Briosco ripropongono questa delizia, sia nella sua versione tradizionale che in varianti rivisitate, dimostrando come la tradizione culinaria si sia evoluta senza perdere la sua autenticità.
L'iniziativa non è solo un'opportunità per gustare la Torta Paesana, ma anche un'occasione per riscoprire le radici culturali del territorio. Domenica 6 ottobre 2024 alle ore 17.00, presso il Centro Socio Ricreativo Anziani di Via Pasino 26, ci sarà un incontro per approfondire la storia di questo dolce e la sua evoluzione nel tempo. L'evento vedrà l'intervento di Angelo Cecchetti, storico di Triuggio, che ha dedicato diversi studi alla gastronomia locale. Cecchetti evidenzia come la Torta Paesana rappresenti "un simbolo culinario della nostra storia locale" e come la gastronomia sia un modo per preservare la memoria culturale di un territorio. "È importante ricordare e apprezzare il lavoro e il sacrificio di coloro che hanno contribuito a costruire il mondo in cui viviamo oggi", afferma lo storico.
L'assessora Casati invita quindi tutta la cittadinanza a partecipare e a recarsi nelle attività commerciali aderenti per gustare questo dolce dal sapore rustico e inconfondibile. La Torta Paesana non è solo un piacere per il palato, ma un vero e proprio simbolo della cultura brianzola, capace di evocare atmosfere di festa e tradizione.
Ecco l’elenco delle attività coinvolte nell'iniziativa:
- Al Quindes, Via Roma 15
- Alimentari Casati, Via Trivulzio 21
- Bar Mimosa, Via Trieste 18
- Borgo Market, Piazza della Chiesa 20
- F.lli Bencini, Via XI Febbraio 42
- I Dolci di Ivan, Via Puccini 13
- Il Dollaro, Via Garibaldi 1
- Il Fienile, Via dei Fornaciai 16
- Lear Dining Club, Via Col del Frejus 3
- La Pastizzeria, Via Buonarroti 4
- Pasticceria Civillini, Via Trivulzio 39
Un appuntamento da non perdere per chi ama le tradizioni e i sapori autentici della Brianza.
giovedì 26 settembre 2024
Continua LAMBRADA 2024: un omaggio speciale a Fabrizio De Andrè sulle rive del Lambro
Domenica 29 settembre 2024, alle ore 16.30, presso il Mulino di Peregallo a Briosco, si terrà un evento imperdibile per gli appassionati di musica e cultura locale. Nell'ambito della rassegna LAMBRADA 2024, Renato Ornaghi si esibirà con lo spettacolo "Sentee de mar", un omaggio inedito a Fabrizio De Andrè eseguito interamente in lingua lombarda, sulle rive del Lambro. L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione, contattando Gabriella al numero 3338024913.
Renato Ornaghi, cantautore e musicista brianzolo, offrirà al pubblico una reinterpretazione unica di uno dei più grandi capolavori di De Andrè, Creuza de mä, un disco che ha segnato la storia della musica italiana. L’evento sarà un’occasione speciale per rivivere le atmosfere di questa opera straordinaria, trasportata dalle coste genovesi fino al cuore della Lombardia, lungo un altro corso d’acqua, il Lambro.
"Sentee de mar": un viaggio tra Lombardia e Liguria
Il progetto "Sentee de mar" nasce dal desiderio di Renato Ornaghi di tradurre e reinterpretare in dialetto meneghino le celebri canzoni di Creuza de mä. Il titolo fa riferimento a un fenomeno suggestivo del mare ligure: quando il vento sfiora la superficie calma dell’acqua, si formano strade luminose che sembrano percorrere l'orizzonte, fenomeno che in Liguria viene descritto con l'espressione "o mä o fa e creuze" (il mare crea sentieri). Ornaghi ha sapientemente trasposto queste immagini in una realtà più familiare alla sua terra, trasformando l’acqua salata del mare in quella dolce del Lambro, e le strade luminose liguri in sentieri lombardi.
Un anno speciale per ricordare Fabrizio De Andrè
Il 2024 segna due anniversari importanti legati a Fabrizio De Andrè: il 25° anno dalla sua scomparsa e il 40° anniversario della pubblicazione di Creuza de mä, considerato uno dei più grandi capolavori della sua carriera. Pubblicato nel 1984, questo disco rappresenta un'opera fondamentale non solo per la musica italiana, ma anche per quella internazionale, grazie alla sua fusione di sonorità mediterranee e alla scelta inedita di utilizzare il dialetto genovese come lingua principale.
Il successo di Creuza de mä fu immediato. Celebre anche a livello internazionale, il disco fu lodato da artisti come David Byrne dei Talking Heads, che lo inserì tra i dieci album più importanti degli anni '80. Più di tutto, quest’opera ebbe il merito di dare un contributo fondamentale alla nascita della World Music, grazie alla sua capacità di unire culture e tradizioni diverse attraverso la musica. Il genovese, lingua un tempo usata dai commercianti e navigatori del Mediterraneo, divenne la voce perfetta per raccontare le storie di mare di De Andrè, conferendo una profondità e un’autenticità uniche.
Dalla Liguria alla Lombardia: la sfida di tradurre Creuza de mä
Con il suo progetto Sentee de mar, Renato Ornaghi si è cimentato in un'impresa delicata: trasporre in lingua lombarda l’atmosfera marina di Genova, adattando le sonorità e i testi di Creuza de mä a un contesto territoriale profondamente diverso. La sfida era quella di raccontare il mare attraverso una lingua e una cultura, quella insubre, che di mare ne vede poco. Eppure, grazie alla sua sensibilità artistica e al suo amore per le tradizioni, Ornaghi è riuscito a creare un ponte simbolico tra le due regioni, regalando una nuova vita a questo capolavoro musicale.
L’evento del 29 settembre sarà quindi un momento di celebrazione sia della memoria di De Andrè, sia della cultura lombarda, in un connubio che unisce acqua, musica e poesia. Un viaggio tra mari e fiumi, tra Liguria e Lombardia, che porterà gli spettatori a percorrere, ancora una volta, quei sentieri tracciati dall’acqua, siano essi le creuze genovesi o i sentee brianzoli.
Non resta che prenotarsi e lasciarsi trasportare dalle note e dalle parole di Sentee de mar, un sentiero di musica e tradizione che corre lungo le rive del Lambro.
sabato 18 maggio 2024
Italian Raid Commando a Briosco. Echi di guerra in Brianza
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| Italian Raid Commando 2023 - Foto UNUCI Lombardia |
Un nostro lettore ci ha segnalato che in questi giorni a Monza e in Brianza si stanno svolgendo le prove dell'Italian Raid Commando 2024. Si tratta di una competizione internazionale per pattuglie militari organizzata dall'UNUCI Lombardia (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia). Questa competizione, giunta ormai alla 36ª edizione, è patrocinata dal Ministero della Difesa. In un periodo come questo, con due guerre alle porte dell'Europa e dove, in tv, molti guerrafondai da salotto pontificano su un possibile coinvolgimento dei paesi aderenti alla NATO, queste esercitazioni non ci lasciano tranquilli. No, questa spettacolarizzazione della guerra non ci piace. Fatta questa premessa, ci è sembrato comunque corretto segnalare quello che sta succedendo nel nostro territorio, pubblicando una versione romanzata della simulazione bellica. I fatti non sono del tutto inventati in quanto si basano sul "Documento d'impianto" dell'iniziativa. Le immagini che corredano questo post sono tratte da questo documento mentre le foto sono tratte dal sito dell'UNUCI Lombardia.
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| La copertina del "Documento d'Impianto". Per scaricare il fascicolo in formato pdf cliccare qui |
L'alba del 18 maggio 2024 a Briosco si è levata su un paesaggio segnato dalla guerra. Il sole, ancora pallido, illumina le verdi campagne della Brianza, ora teatro di un conflitto imponente. Le forze dell'esercito invasore Rosso, dopo aver sfondato la prima linea difensiva dell'esercito Azzurro lungo il Ticino, hanno creato un saliente che si estende da sud-ovest a nord-est, includendo città chiave come Busto Arsizio, Como, Lecco e Monza. L'esercito Rosso ha portato avanti una campagna fulminea, fermandosi solo per riorganizzarsi e prepararsi all'arrivo del secondo scaglione operativo, previsto entro 96 ore, con l'obiettivo di accerchiare e conquistare Milano.
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| Ordine grafico delle operazioni militari |
La Brigata Motorizzata dell'esercito Rosso, avanzata lungo il lato destro del fronte, si sta consolidando nelle sue posizioni, mentre le unità del 178° Reggimento si disperdono tra Monza, Vimercate, Merate e Besana. Le difese non sono continue, con spazi vuoti controllati solo da pattuglie. Tuttavia, il nemico non ha intenzione di cedere il cielo all'esercito Azzurro e ha rinforzato le difese aeree, posizionando batterie di SA22 a Montevecchia e artiglieria mobile a Lomagna.
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| Logistica e comando del campo di Briosco |
Nel campo opposto, la Divisione Meccanizzata Mantova, insieme alla Cremona, si prepara a lanciare un contrattacco decisivo entro 48 ore. L'obiettivo è chiaro: annientare le forze nemiche in prima linea e riguadagnare il controllo del Ticino. La Brigata Meccanizzata LEGNANO, punta avanzata dello schieramento, colpirà il fianco destro del dispositivo ROSSO per distruggere la 4^ Brigata e raggiungere la linea PL White, che va da Giussano a Seregno. L’attacco, accuratamente pianificato, sarà preceduto da un'intensa preparazione di fuoco volta a distruggere le unità di supporto tattico nemiche.
La superiorità aerea locale è saldamente nelle mani dell'esercito Azzurro. L'8° Stormo UAV fornirà intelligence visiva cruciale, mentre il 53° Stormo caccia bombardieri, con 50 sortite al giorno, sosterrà l’offensiva della Divisione Mantova. A supporto di fuoco terrestre, il 5° Reggimento MLRS è pronto a decimare le linee nemiche con la sua potenza devastante per 36 ore, iniziando alle ore H-2 del giorno D-2.
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| Italian Raid Commando 2023 - Foto UNUCI Lombardia |
Nel silenzio che precede la tempesta, i soldati dell'esercito Azzurro si muovono furtivamente tra le ombre. Pattuglie esploranti del complesso minore meccanizzato FALCO perlustrano il terreno, individuando le postazioni di artiglieria e difesa contraerea nemiche. Lungo il corso del fiume Adda, dalla storica città di Trezzo fino a Merate e Paderno d’Adda, i veicoli blindati del gruppo tattico INSUBRIA avanzano cautamente, preparando il terreno per l’imminente assalto.
I prossimi giorni saranno decisivi. Il contrattacco dell'esercito Azzurro richiederà non solo forza bruta, ma anche astuzia e precisione. Ogni mossa è orchestrata con meticolosa cura, mentre i comandanti di LEGNANO si preparano a lanciare l’attacco che potrebbe ribaltare le sorti della guerra.
domenica 28 gennaio 2024
Cammina Briosco: camminare e correre nel cuore verde della Brianza
Sabato 3 febbraio alle ore 18.00 presso Villa Lorenzo (Capriano), l'associazione Enjoy Briosco presenterà la guida “CAMMINABRIOSCO - Camminare e correre nel cuore verde della Brianza”. Si tratta di una guida cartacea corredata da supporti digitali, che propone 10 percorsi ad anello attraverso Briosco e i paesi limitrofi.
La guida fornirà dettagliate descrizioni dei percorsi, mappe cartacee e GPS, fotografie, approfondimenti audio, curiosità e molte informazioni utili per esplorare il nostro magnifico territorio. Al termine della presentazione, sarà offerto un piccolo aperitivo e sarà possibile acquistare una copia della guida.
L'autore della guida, Domenico Flavio Ronzoni, sulla sua pagina facebook ha commentato: "Ho iniziato a lavorare su questo progetto circa quattro anni fa, focalizzandomi sui sentieri di Briosco. Nonostante i rallentamenti causati dall'emergenza Covid, non ho mai abbandonato l'idea. Successivamente, ho incontrato i giovani amici dell'associazione culturale Enjoy Briosco e ho deciso di affidare loro il mio lavoro. Il risultato è una guida che presenta 10 percorsi ad anello, con distanze che variano dai 20 ai 4 chilometri, arricchita da supporti digitali e approfondimenti audio. L'abbiamo chiamata CAMMINABRIOSCO, e sono convinto che sarà una piacevole sorpresa."
venerdì 26 gennaio 2024
La Gibiana di Briosco: la festa che brucia le paure dei bambini
L'antica tradizione della "Gibiana" a Briosco, che si svolge ogni anno nell'ultimo giovedì di gennaio, rappresenta un rituale radicato nella storia della comunità locale. Questo evento, tramandato da decenni, se non addirittura secoli, è una pratica che coinvolge molte altre località della Brianza situata ai piedi dei monti.
La "Gibiana" non è solo un momento di aggregazione e festa, ma ha una simbologia profonda che coinvolge soprattutto i più giovani. È tradizione che i bambini partecipino attivamente a questa cerimonia, bruciando insieme la Gibiana, che può assumere diverse forme, come un fantoccio di paglia o una costruzione simbolica. Ciò che rende questo momento speciale è il significato simbolico attribuito alla pratica.
In molti casi, la Gibiana rappresenta le paure e le preoccupazioni dei partecipanti. Accendere il fuoco e vedere la Gibiana consumarsi lentamente diventa un atto simbolico di liberazione e purificazione. I bambini, in particolare, sono incoraggiati a mettere nelle fiamme le proprie paure, simboleggiando così il superamento di ansie e timori.
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| I bambini bruciano insieme alla Gibiana le proprie paure |
Questa tradizione è spesso accompagnata da celebrazioni comunitarie, con canti, balli e momenti di condivisione. L'evento non solo promuove la coesione sociale, ma anche la crescita personale, incoraggiando la consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di affrontare le sfide.
La "Gibiana" a Briosco e nelle località circostanti non è solo un rituale, ma un legame con le radici culturali e storiche della comunità. Attraverso la pratica di bruciare la Gibiana, si perpetua una tradizione che unisce le generazioni, trasmettendo valori di coraggio, solidarietà e speranza, mentre si celebra il passato e si guarda con ottimismo al futuro.
martedì 23 gennaio 2024
La festa della Gibiana
Tratto da: Gabriele Tardio, Fantocci nei rituali festivi, Edizioni SMiL, 2008
Inserito nel portale culturale www.mamoiada.org - Sezione "Maschere sarde ed europee"
Immagini: La Gibiana vista dai bambini di Briosco, 2024
La Gibigiana o Giubiana, oppure con tutte le variazioni fonetiche e dialettali, è una festa tradizionale molto popolare nella zona piemontese e lombarda, con una più specifica presenza nella Brianza e nelle terre Comasche, Milanesi e Varesine.
Generalmente alla fine di gennaio, di solito l’ultimo giovedì del mese, nelle piazze si allestisce un grande falò dove viene issato e fatto bruciare un fantoccio di paglia vestito con degli stracci, che alcuni dichiarano che rappresenta i mali dell’anno trascorso e dell’inverno per propiziarsi un nuovo anno. In genere questa antica tradizione prevede un corteo festante che porta il grande fantoccio, destinato ad essere bruciato sulla pubblica piazza.
Gli studiosi generalmente dichiarano che si tratta di una cerimonia antica, ma sulle sue reali origini ci sono varie ipotesi. Per alcuni, il rito avrebbe anche una valenza “politica”, volendo vedere in esso una trasposizione allegorica del conflitto tra il popolo e il potere costituito spesso in forma tirannica; altri ancora vorrebbero riscontrare residui di riti celtici o antichi quando fantocci di vimini intrecciato erano dati alle fiamme dai sacerdoti per propiziarsi il favore degli dei in battaglia o per ottenere benevoli influssi nelle stagioni della semina e dei raccolti. Altri infine, attribuiscono gli attuali roghi di fantocci a quelli dei sacerdoti cristiani che fin dal IV secolo d.C. bruciavano sia simbolicamente che realmente le divinità pagane o simboli superstiziosi.
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L’etimologia del nome “Giubiana” ha diverse interpretazioni sia per quanto riguarda l’origine che il significato. Inoltre, esso varia a seconda delle località: Gibiana nella bassa Brianza, Giobbia in Piemonte, in molte zone del Varesotto viene chiamata Gioeubia, Zobia, Zobiana, Gioeubia, Giobbia, Gioebia, Giobbiana, Giubbiana, Gibiana.
Giöeubia, nell’alta Brianza e nella provincia di Como Giuliana, Giübiana, Gibiana, in Trentino e nel Bresciano generalmente è chiamata Zobiana.
Molti autori ipotizzano la derivazione di Giubiana da “Joviana”, ossia Giunone, dea della fertilità, oppure da Giove, padre degli dei, in latino “Jupiter-Jovis”, da cui l’aggettivo Giovia, e quindi Giobia. Nel dialetto piemontese "giobbia" significa semplicemente "giovedì".
Secondo Cherubini, autore di un vocabolario Milanese-Italiano pubblicato tra il 1839 e il 1843, “Giubiana” significa “fantasma”, e di qui la nascita di una festa.
Angelico Prati nel suo vocabolario etimologico italiano del 1951, dichiara che “Giubiana”, oltre a “fantasma”, significa anche “donna vile”; in trentino “Zobiana” equivale a “strega”, mentre in bresciano a “sgualdrina”. Per diversi autori c’è una derivazione comune: dal milanese “gioebia” o dal trentino “zobia”, ovvero “giovedì”, giorno utilizzato dalle streghe per i loro riti satanici.
Altri autori ipotizzano che la Giubiana può essere considerato simile alle altre figure antropomorfe arse tra gennaio e la Candelora, e che identificano nell'inverno e nella cattiva stagione, e il contadino inscenava una sorta di rito apotropaico, destinato a terminare con l'allontanamento simbolico del freddo e l'invito all’arrivo della bella stagione (qualcuno lo considera uno dei tanti rituali di roghi legati alle feste del Carnevale). Per qualcuno il rito che prevede la bruciatura del pupazzo della Giubiana potrebbe essere interpretato addirittura come l'eco di antiche pratiche legate ai sacrifici ignei di uomini, ma l'accostamento è sarebbe troppo difficile da dimostrare e troverebbe nei fantocci posti sulla catasta e nel lancio di oggetti tra le fiamme, una sorta di continuazione di quelle cruenti pratiche sacrificali. Alcuni accostano quel fantoccio arso nelle piazze ad una figura leggendarie, ma anche storica: la strega. Un supporto a questa credenza si ha con lo studio sui dialetti. Gian Luigi Beccaria, che nel suo libro "I nomi del mondo", chiarisce che "il nome italiano è Gibigiana, voce di origine lombarda (giubiana = fantasma, significa anche riverbero), dove gianna, strega, viene dal nome della dea Diana che in tanti dialetti sopravvive col senso di fata o strega". In molte tradizioni popolari la Giubiana ha assunto i toni della strega vera e propria, ed è spesso descritta nelle leggende come una vecchia cattiva, malefica che mangia i bambini o li rapisce, gioca a carte con i morti. Tra le sue prerogative, avrebbe una gamba rossa e un naso ricurvo. Spesso è una strega magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse, che vive nei boschi e, proprio grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, ma si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini.
La Gibigiana, Gibiana o Giubiana oppure tutti gli altri termini già ricordati ha, quindi, man mano conquistato un aspetto e una propria storia che varia da località a località.
Ai giorni nostri, la Gibigiana è diventata un’occasione per incontrarsi, fare festa ammirare i fuochi d’artificio e mangiare qualcosa in compagnia, magari il risotto con la luganiga, come prescrive la tradizione.
Il rogo assume valori diversi a seconda della località in cui si attua. Sarebbe troppo lungo citare tutti i centri e le borgate dove si innalzano i roghi e quindi solo per farne alcuni: Albavilla (CO); Barzago (LC); Besana Brianza (MI); Briosco (MI); Busto Arsizio (VA); Cantù (CO); Canzo (CO); Cardano al Campo (VA); Carnago (VA); Carugo (CO); Cassano Magnago (VA); Castellanza (VA); Castiglione Olona; Copreno fraz. di Lentate sul Seveso (MI); Gallarate (VA); Garbagnate Milanese (MI); Gorla Maggiore (VA); Lesmo (MI); Misinto (MI); Montesolaro fraz. di Carimate; Rescaldina (MI); Samarate (VA); Triuggio (MI); Varenna (LC); Veduggio con Colzano (MI); Viganò (LC).
A Cantù con la Giubiana si bruciano “i mali della città e i vizi dei suoi cittadini”, che, insieme alle autorità, assistono al rogo. Qui il fantoccio che viene arso rappresenta la leggenda di una bellissima giovane castellana che, la notte di un giovedì di gennaio di oltre settecento anni fa, bussò a uno degli ingressi del borgo di Canturio facendosi consegnare con l’inganno le chiavi della città, così da poter aprire i pesanti battenti della porta ai Visconti che conquistarono il paese.
A Giussano la Giubiana, allegoricamente moglie di Gennaio, viene simbolicamente bruciata per dimenticare ed allontanare le carestie invernali e al contempo sancire l'inizio di un nuovo periodo di abbondanze. Storicamente la Giubiana veniva accompagnata nel suo cammino da un corteo di ragazzi che scandivano il tempo percuotendo pentole e stoviglie. La stessa sfilata del corteo storico, a cui ogni anno è lasciata libera interpretazione, si ripete anche oggi ed è rappresentata da 5 Giubiane, una per ogni frazione del paese, alle quali verrà dato poi fuoco al termine della manifestazione.
A Canzo la Giubiana è sottoposta ad un processo in dialetto canzese con la sentenza di morte sul rogo da parte dei Regiuu, ovvero gli anziani autorevoli del paese, e altri personaggi simbolici. La festa è arricchita da vesti tradizionali, suggestivi addobbi, tra cui la gamba russa (rossa), paramenti a lutto e suono di tamburi.
In molte zone del Varesotto viene bruciata l’ultimo giovedì (a volte l'ultima domenica) di Gennaio. Si costruiva con paglia e stracci un fantoccio e lo si portava nella piazza del paese a suon di campanacci. All’imbrunire veniva bruciata tra canti e balli. Girare tre volte attorno al falò portava bene. A Solbiate Olona alle ore 21 viene acceso il falò. Grandi e piccini attaccano alle vesti della strega o buttano nel falò bigliettini con scritto le cose brutte capitate durante l’anno perché il fuoco le distrugga.
In provincia di Como ad Albavilla si svolge il rito della Giubiana, che consiste nel bruciare su una pira preparata giorni prima un fantoccio fatto di stracci e bastoni tutto addobbato, è un rito propiziatorio simbolo dell'inverno. Prima di essere messo al rogo il pupazzo, dalle sembianze di donna, viene portato in giro per il paese da un fragoroso corteo. Da alcuni decenni il corteo è composto anche da alcuni carri allegorici, da un gruppo folcloristico e dalla banda. Durante la serata viene servito del risotto e del vin brulè.
La Giobia che si brucia l’ultimo giovedì di gennaio a Busto Arsizio ha una storia anticha. Era una sorta di esorcismo dell'inverno, nel periodo più difficile. Luigi Giovini sostiene che «si brucia un fantoccio di aspetto femminile perché quella ligure antica, pre-celtica, era una società largamente imperniata sul matriarcato, e che adorava divinità femminili come la Madre Terra o la Luna. Nel cuore dell'inverno, per scacciare il freddo e ridare vigore alla fertilità dei suoli, si “fecondava” la terra con il fuoco purificatore. Agli déi antichi si offrivano sacrifici anche di sangue, che un tempo potevano essere umani, in seguito animali». Una duplicità che ritroviamo nel ritratto di Giano bifronte poi rimpiazzato dal Giove greco-romano che dà il nome al giorno della settimana in cui si brucia la Giöbia, aggiunge Giavini. Il fantoccio, simbolo femminile, brucia in un giorno dedicato alla divinità maschile per eccellenza; ma anche nell'ultimo giovedì di gennaio, giorno "femminile" tradizionalmente chiamato ul dì di scenén. In questo giorno di sabba e di... matriarcato erano le donne a comandare, sottolinea Giavini, mentre gli uomini cantavano filastrocche minacciose e facevano trovare macabre sorprese giù per il camino, ricordo forse di una passata “litigata coniugale” di dimensioni tali da sovvertire una cultura da prevalentemente femminile a maschile. Era uso di ogni famiglia, di ogni cortile, preparare la propria Giöbia. E tutti si arrabattavano con quel che si trovava, dalle cassette di legno a vecchie scope, stracci e spago. Così Giovini aggiunge «Per portare fortuna il fantoccio deve cadere in avanti, così vuole la tradizione. E c'era una vera gara a chi faceva durare di più il fuoco, la Giöbia che durava più a lungo dava prestigio a chi l'aveva costruita. Finito il rogo, sulle braci appena raffreddate si facevano passare gli animali, una sorta di benedizione pagana, poi le ceneri andavano sparse sui campi per fecondarli in vista della ripresa primaverile». Oggi la tradizione è leggermente cambiata. Si vedono anche Giöbie di foggia strana «È buon segno che si facciano fantocci di forme diverse, vuol dire che la tradizione è viva e si adatta ai tempi, restando sempre nuova».
lunedì 11 dicembre 2023
La Brianza di Giuseppe Croci al Mulino Ronchi di Briosco
L'associazione culturale "Brianze"
nell'ambito del progetto "Acque sacre e storie favolose"
presenta
Poesia d’ombra e de lûs
La Brianza di Giuseppe Croci
a cura di Zeno Celotto
fotografie di Giuseppe Croci
digitalizzazione e restauro delle fotografie di Maurizio Esni
liriche, arguzie e distici di Alberto Airoldi e Augusto Banfi
Sabato 16 dicembre 2023 - ore 15.30
presso Mulino Ronchi di Briosco, via dei Mulini 4
parcheggio in fondo a via Peregallo a sinistra
Al termine della presentazione, ai partecipanti, verranno serviti
vin brulè, dolci e buseca calda.
Ingresso gratuito
Per info: 3338024913 (Gabriella)
Il
libro rappresenta il risultato del recupero di un prezioso archivio
fotografico creato da Giuseppe Croci tra il 1950 e il 1980,
testimoniando la sua dedizione e passione per il lavoro. Le fotografie
raccontano il percorso poetico-artistico di Croci, unendo magistralmente
la poesia all'arte della fotografia, con l'obiettivo di catturare i
panorami più suggestivi della Brianza e esaltarne la bellezza unica.
Il volume include anche i lavori di due poeti dialettali significativi, Alberto Airoldi e Augusto Banfi,
i quali hanno creato testi inediti appositamente per accompagnare le
straordinarie riprese fotografiche di Giuseppe Croci, arricchendo il
significato complessivo dell'opera.
Il libro è strutturato in diverse sezioni tematiche, tra cui "L’oltra
Brianza," "Quand i regord deventen on sogn…," "Temp indrée," "Che
paesagg… che quader…," "Acqua, bell’acqua…," e "Scénn brianzoeul," ciascuna dedicata a un aspetto specifico della Brianza.
Ogni
capitolo offre uno sguardo alla magnificenza della Brianza in tutte le
sue sfumature, narrando con amore e passione le montagne, i campi, la
vita cittadina, le acque del Lambro e dei laghi, e i paesaggi rurali.
La realizzazione del volume è stata resa possibile grazie al prezioso contributo delle società Brianzacque, AEB e BBC Carate Brianza.
venerdì 6 ottobre 2023
Acque sacre e storie favolose al Mulino di Peregallo
Acque sacre e storie favolose
Serie di eventi presso il Mulino di Peregallo
Via dei Mulini 4, Briosco (MB)
Il progetto "Acque sacre e storie favolose" vi invita a scoprire la terra e l'acqua della Brianza attraverso le leggende, le fiabe e le filastrocche in dialetto. Questa serie di eventi si svolgerà presso il suggestivo Mulino di Peregallo, situato in Via dei Mulini 4, Peregallo (MB).
Programma completo
Conferenze e uscite per Acque Sacre (a cura di Fabio Galimberti)
9 ottobre 2023 – Ore 20:45 – Conferenza
Acque Sacre: Fontane, Massi Avelli e Sorgenti Miracolose
Esplorate i poteri dell'acqua in Brianza tra antichi culti e devozioni contemporanee.
14 ottobre 2023 – Ore 15:00 – Uscita sul territorio
Acque Sacre tra Briosco e Renate
Un percorso che vi condurrà dall’Albergo del Ginocc ai Caricc, attraversando luoghi di acqua sorgiva e acque tranquille.
15 ottobre 2023 – Ore 16:00 – Conferenza
Madonne d’Acqua, d’Albero, del Latte
Seguite un itinerario dalla grande madre ai santuari della devozione mariana.
21 ottobre 2023 – Ore 15:00 – Uscita sul territorio
Acque Sacre tra Agliate e Realdino
Da un battistero ad Agliate alla Peschera, un cammino lungo le rive del Lambro.
22 ottobre 2023 – Ore 15:00 – Progetto per Bambini
Leggende e Creature Fantastiche
Laboratorio di lettura e attività creative per i più giovani.
28 ottobre 2023 – Ore 16:00 – Conferenza
“Ogni ann e ogni mes l’acqua la returna al so paes”
Le parole dell'acqua: un laboratorio linguistico per approfondire la consapevolezza territoriale.
29 ottobre 2023 – Ore 15:00 – Progetto per Bambini
Rime Cadenzate per Giochi d’Acqua
Danze folcloriche, giochi di parole in dialetto e animazione teatrale.
Per ulteriori informazioni su costi e prenotazioni, potete contattare gab.masciave@gmail.com o chiamare il numero 333 8024913. Questo progetto è realizzato con il contributo della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus e con il patrocinio del Parco Valle Lambro e del Comune di Briosco.
mercoledì 20 settembre 2023
Briosco: Regöi e Munda al Mulino di Peregallo
24 settembre 2023 - ore 18.30
Briosco (MB) - Mulini di Peregallo, via dei Mulini 4
Presentazione del libro
Regöi e Munda
Erbario delle prossimità ad uso del raccoglitore
di Fabio Galimberti
Edizioni La Vita Felice
Prefazione di Chandra Candiani
Introduzione di Giovanni Santambrogio
Regöi e munda, in lombardo “raccogli e monda”, è un “erbario delle prossimità”: di ciò che è più vicino, a minima distanza. Sette erbe e piante comuni si presentano come accade negli atlanti medievali per poi aprirsi a una primaverile polisemia di immagini e significati. Si entra nell’esperienza più ampia della prossimità che popola l’esistenza. Le erbe, per metamorfosi, diventano metafora di condizioni umane che si raccontano, che conducono la riflessione sull’essenziale. Il libro spiega le dinamiche del raccogliere, a cominciare dal senso dell’abbassarsi, quel “prendere da terra, dal basso e portare a sé”. Che cosa vuol dire? Che si parte in un modo e si torna in un altro, trasformati.
A seguire aperitivo
Contatti:
Mulino Ronchi di Briosco
333.8024913
gab.masciave@gmail.com
www.ilmulinodelpuo.it
Capienza: 40 Posti
Prenotazione: Consigliata a causa della limitata capienza
sabato 3 giugno 2023
Lambrada 2023: alla ricerca del "sass borlant"
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| Disegno di Elia Pirovano |
Domenica 4 giugno 2023, ore 15 "Comè un sass borlant" al Sassòn, lungo la ciclopedonale del Lambro tra Verano e Giussano. Qui il geologo Andrea Nobile svelerà storia e misteri del trovante.
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| Disegno di Alessandro Greppi (metà Ottocento) |
Per chi parte da Briosco appuntamento ore 14.30, in via Medici, nel parcheggio di fronte alla Chiesina di Santa Elisabetta, o Chiesa della Visitazione (tra il civico 29 e il civico 31).
Per chi parte da Giussano, ore 14.30 al parcheggio di Cascina Rebecca, dove inizia il sentiero che scende al fiume Lambro.
Leggi qui il programma completo dell'iniziativa Lambrada 2023
Per info 3476109278
giovedì 25 maggio 2023
Musica, teatro, mostre e camminate: Giussano e Briosco ospitano la Lambrada 2023
I due Comuni uniti nell’organizzazione di 5 eventi per valorizzare la Valle del Lambro.
Una rassegna per valorizzare il territorio della Valle del Lambro attraverso spettacoli, mostre e passeggiate.
I
Comuni di Giussano e di Briosco collaborano nell’organizzazione
dell’edizione 2023 della Lambrada, un format di proposte a cura di
Brianze, l’associazione culturale con sede a Briosco che da anni è
impegnata nella promozione di cultura e territorio.
La Lambrada, che
ha il patrocinio del Parco regionale della Valle del Lambro, ha
l’ambizione di promuovere i territori brianzoli, seguendo lo scorrere
del Lambro. Il progetto che ha preso forma lo scorso anno con una serie
di iniziative esclusivamente brioschesi, si è esteso quest’anno con il
coinvolgimento del Comune di Giussano.
Giussano e Briosco saranno così interessate da iniziative trasversali che avranno come comun denominatore la Valle del Lambro: la rassegna prenderà il via mercoledì 31 maggio (ore 21.30) con “Dylan Lombard - Comè un sass borlant (Like a rolling stone)”, un concerto in lingua lombarda con Renato Ornaghi che verrà ospitato nella Sala consiliare “Aligi Sassu” di Giussano e sarà promosso in occasione dei 60 anni del primo storico LP di Bob Dylan, come tributo al premio Nobel.
Domenica 4 giugno (ore 14.30) sarà la “Passeggiata alla scoperta del Sasson” ad unire i due comuni: con partenza dal Laghetto di Giussano e in concomitanza dal rione Pescatore di Briosco, lungo la ciclopedonale del Parco Valle Lambro in una sorta di stretta di mano simbolica tra i due Comuni. I partecipanti potranno scoprire le curiosità del masso erratico posizionato lungo il Lambro, un monumento naturale da rivalutare grazie alle spiegazioni del professor Andrea Nobile.
Martedì 20 giugno (ore 20.45), in occasione del 150° anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni, la Chiesina dei Morti di Capriano ospiterà “Renzo e LuZia”, uno spettacolo in versione dialettale, con musiche e testi di Francesco Magni, ispirate ai versi di Piero Collina. Voce recitante sarà Marco Rubelli, con l’accompagnamento musicale di un ensemble di musicisti.
A seguire, domenica 25 giugno (ore 17) sarà la volta di “La Grecia al mulino”, uno spettacolo alla scoperta della musica tradizionale greca e delle affinità tra tutte le musiche popolari con Afro’s Duo che verrà ospitato al Mulino Peregallo di Briosco e sarà caratterizzato anche dalla possibilità di scoprire piatti tipici della gastronomia ellenica.
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| Il sasson in un disegno di Elia Pirovano |
Nei fine settimana della Lambrada, l’artista giussanese Elia Pirovano esporrà presso il Mulino Ronchi di Briosco una mostra di suoi disegni, che ha dedicato alla Valle del Lambro dai primi anni Ottanta ai giorni attuali.
“Le iniziative proposte nella Lambrada sono un’occasione per conoscere qualche curiosità in più del territorio naturalistico che unisce Giussano e Briosco – afferma Sara Citterio, assessore alla Cultura del Comune di Giussano – Il Lambro e la sua Valle sono uno straordinario contesto naturalistico intriso di storia, di ricordi, di aneddoti da trasmettere ai più giovani. Ma sono anche un’occasione per scoprirsi uniti agli altri Comuni, legati da una storia che supera il tempo”.
“Le rive del Lambro, i mulini, le chiesine di campagna diventano teatro e palcoscenico per spettacoli e letture poetiche – aggiunge Antonella Casati, assessore alla Cultura del Comune di Briosco – Tra le diverse proposte inserite quest’anno guardo con particolare affetto alla trasposizione in dialetto brianzolo de “I promessi sposi”, una versione impregnata di spirito brianzolo di quella storia sempre attuale, capace di far riflettere il lettore su concetti fondamentali per la vita sociale quali la giustizia e il perdono”.
“Il termine Lambrada riprende il titolo di una canzone di Francesco Magni, che nel 1993 vinse a Torino il festival della canzone ecologica “Chico Mendes” – commenta Paolo Pirola, presidente di Brianze - Lambrada perché il fiume Lambro, come il dialetto, attraversa da secoli la storia della nostra terra: la Brianza. Il fiume è cambiato, come è cambiata la lingua che parliamo. Ieri si scendeva al Lambro per lavorare: nei mulini prima, nelle filande poi. Un lavoro duro come dura era la vita di un tempo. Oggi scendiamo al fiume per passeggiare nella natura, per andare in mountain bike, financo per pescare. La valle del Lambro è oggi per i briantei un parco longitudinale: un meridiano verde che taglia Il parallelo dell’operosa Brianza ”.

















































