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sabato 6 gennaio 2024

Pedemontana incrementa le tangenziali: partono i lavori della Bretella di Gallarate

Progetto della Bretella di Gallarate

Nei prossimi mesi oltre all'avvio dei lavori della Pedemontana da Lentate sul Seveso in direzione di Vimercate, sono in procinto di iniziare i lavori per la Bretella di Gallarate, che collega Pedemontana alla SS336 in direzione di Malpensa, partendo dallo svincolo con l'autostrada A8 per Varese.

Il progetto della "Bretella di Gallarate"

Il progetto coinvolge un nuovo tratto della SS 341 “Gallaratese”, questo segmento va dall’attraversamento del fiume Ticino fino al raccordo con la SS 336 e successivamente prende il nome di “Bretella di Gallarate”, estendendosi fino all’Autostrada A8 in direzione Varese-A26. Questo collegamento viene ritenuto dalla Regione essenziale per il futuro sistema viabilistico pedemontano, facilitando la connessione delle aree a nord della provincia di Milano e a sud della provincia di Varese con l’aeroporto di Malpensa. Inoltre, permette di collegare Malpensa alle aree centrali ed orientali della Lombardia.

Il progetto comprende il completamento della tangenziale in direzione di Vanzaghello (in giallo nella cartina)

Il tratto di Vanzaghello:

  • Inizia nel territorio comunale di Vanzaghello.
  • Sviluppo di circa 6,0 km.
  • Fiancheggia il centro abitato di Vanzaghello, attraversa la SS 527 e la linea F.N.M. “Malpensea Express”.
  • Prosegue in variante all’abitato di Samarate fino a collegarsi alla SS 336 Busto-Malpensa.


La Bretella di Gallarate (in rosso)

La Bretella di Gallarate:

  • Parte dal Tratto Nord della SS 341.
  • Collega la SS 336 e l’Autostrada A8 a nord dello svincolo autostradale di Busto Arsizio.
  • Punto di convergenza della direttrice autostradale del Sistema Viabilistico Pedemontano.
  • Connessione fondamentale con Malpensa per le aree a nord e ad ovest di Milano.
  • Questa parte del progetto, denominata “Bretella di Gallarate”, comprende gli ultimi 2,34 km.


Le preoccupazioni ambientali:
Nel corso degli ultimi mesi, il progetto è stato oggetto di contestazioni da parte di sei associazioni e comitati spontanei, tra cui i Circoli di Legambiente di Busto Arsizio, Cassano Magnago e Gallarate, il Comitato per la Difesa dei Cittadini dalle Inondazioni, il Comitato Rione Sud e il Circolo ACLI di Cassano Magnago. Le contestazioni si concentrano prevalentemente sul rischio idrogeologico, indicando che le misure degli argini potrebbero aumentare e aggravare tale rischio. Nel progetto originale, la capacità dell’invaso risulta inferiore di 600.000 m3 rispetto a quella progettuale, con possibili tracimazioni degli argini e allagamenti nelle zone circostanti in caso di eventi meteorologici anche meno rari, ogni vent’anni.

martedì 10 maggio 2022

Onlit: tutelare la brughiera e la biodiversità nel Parco del Ticino è possibile. Il nuovo Cargo City di Malpensa può venire costruito sul sedime del Terminal 2

Pubblichiamo di seguito la sintesi dell'intervento di Dario Balotta presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti) al convegno: MALPENSA E GLI IMPATTI SUL TERRITORIO tenutosi a Somma Lombardo (Va) il 7 maggio 2022.


Il Master Plan 2035 non fa tesoro degli errori fatti da SEA nella programmazione e gestione di Malpensa 2000 da quando l’aeroporto è nato nel 1999. Proporre ora una seconda Cargo city fuori dal sedime aeroportuale danneggerebbe irrimediabilmente la brughiera e la biodiversità del Parco del Ticino. Anche dal punto di vista trasportistico e dei costi d'investimento sarebbe una scelta inspiegabile. La futura domanda di traffico è stata sovrastimata per giustificare l'investimento. Nel 2000 si erano previste un milione di tonnellate merci/anno per il 2007 che chiuse l'anno con 486 mil/tonn, nemmeno la metà rispetto alle aspettative.

L'unica seria e sostenibile possibilità per realizzare una seconda Cargo City a Malpensa è quella di costruirla sull'attuale sedime aeroportuale, senza cioè consumare nuovo suolo e invadere l'area del parco del Ticino o le aree verdi circostanti. Si tratterebbe di abbattere l'attuale Terminal 2 adibito ai soli passeggeri, che è obsoleto e non più funzionale, e attualmente è in uso solo per il servizio passeggeri delle compagnie low cost e che la Sea vorrebbe tenere chiuso fino al 2026. Per continuare a utilizzarlo sarebbe necessario un profondo restyiling e un ammodernamento delle reti elettrica e del riscaldamento per renderlo efficiente sotto il profilo energetico e metterlo a norma.

Il T2 è chiuso da due anni per Covid e attualmente la Sea non lo vuole riaprire a causa dei suoi alti costi di gestione e perché le capacità dei tre satelliti del T1 bastano per soddisfare l'attuale domanda di traffico ancora debole a causa della guerra scoppiata in Ucraina. In caso di trasformazione del T2 in scalo cargo, i passeggeri verrebbero finalmente inglobati nel T1, il che costituirebbe una razionalizzazione delle operazioni aeroportuali con un forte risparmio dei costi di gestione e un aumento della produttività. Il T1 può ospitare 44 milioni di passeggeri/anno, mentre nel 2019 ne sono transitati solo 19,6 milioni, a cui si aggiungono i 6,1 milioni del T2 per un totale di 24,7 milioni.

Lo scalo di Brescia (Montichiari) ha riconvertito il proprio scalo da passeggeri a merci, trasformando il terminal in un magazzino. Orio al Serio ha anch'esso deciso di ampliare l'area Cargo. Servirebbe quindi una programmazione regionale per mettere ordine allo sviluppo del settore.

Trasformare in scalo cargo il T2 di Malpensa ottimizzerebbe l'uso dell'area, peraltro posta in un sito ottimo per i movimenti a terra degli aerei e per l'accesso alle piste. E renderebbe inutile il progettato collegamento ferroviario MalpensaT2-Gallarate: a Gallarate servirebbe il quadruplicamento della linea per Milano oggi satura, non una costosissima infrastruttura che distruggerebbe altri ettari di brughiera. Non solo nonostante i 240 treni giornalieri che collegano Milano e Malpensa la quota di trasporto modale in treno è inferiore al 13% mentre nei maggiori scali europei raggiuge anche il 40%.

sabato 11 febbraio 2012

Gallarate: quel parco non piace alla Coop


Lo svincolo della Pedemontana e la Coop: "Quella zona non è un'area naturalistica"
di Roberto Morandi - tratto da Varesenews.it del 9/2/2012

Le Coop tornano a chiedere al Comune di Gallarate di poter investire e costruire nella zona al confine con Busto Arsizio: Immobiliare Futura - la società del gruppo che cura i terreni di proprietà nella zona - ha presentato una osservazione al Pgt, lo strumento urbanistico in vigore che l'amministrazione di centrosinistra vuole modificare. E l'osservazione sottolinea lo scarso valore naturalistico della zona, inserita nell'ambito di Riqualificazione Ambientale 1: "La previsione di giungere alla realizzazione di un grande parco urbano, più volte richiamata nel PGT approvato, appare del tutto scollegata dalla realtà dei luoghi" si legge. "L'area a sud della 336 infatti non è un'area naturalistica della quale si possa ragionevolmente auspicare la integrale conservazione e valorizzazione".

E a sostegno della tesi di una zona che sarebbe già compromessa, Coop cita un tema che è dibattuto negli ultimi tempi: il progetto della nuova Statale 341, il "prolungamento" della Pedemontana verso Sud, con opere che la stessa Coop Lombardia considera eccessive. "Oltre un terzo della superficie ricadente nel perimetro della zona è già occupata o lo sarà a breve da opere stradali di tutto rilievo […]. Lo svincolo di via Aleardi in tutta la sua imponenza e sostanziale inutilità incide già ora in modo assolutamente sulla pretesa unitarietà del compendio". Lo svincolo in considerazione, già esistente, è quello tra la superstrada 336 per Malpensa e la Statle del Sempione. Ma ad esso si aggiungerà in futuro un'altra opera ancor più invasiva: l'insieme di connessioni tra Pedemontana, l'esistente superstrada 336 per Malpensa e la nuova Statale 341 verso Samarate-Vanzaghello. Per superare ferrovia e Sempione è prevista anche la costruzione di un viadotto di 580 metri. Resta la preoccupazione per quel che rimane del verde e di quale funzione avrà: per valorizzare la zona Coop pensa appunto che si debba passare proprio da interventi edificatori polifunzionali al confine con Busto, per "salvaguardare una vasta superficie unitaria a verde e fruibile […] in condizioni di maggiore sicurezza".

L'ultima proposta di massima presentata prevedeva anche uno stadio e campi sportivi, oltre ad un edificio a torre. Su tutto questo Coop - che nell'osservazione richiama le sentenze del TAR e ricorda anche i danni economici subiti per l'ICI pagata senza poter costruire - chiede un confronto aperto con l'amministrazione.

Commento:
Scritto da BioBio
E' vero. L'area è molto degradata, purtroppo. Pero' è individuata come ultimo corridoio ecologico (pur se mal messo) tra la Valle del Ticino e la Valle Olona e oltre.

lunedì 1 febbraio 2010

Pedemontana, Autolaghi e Malpensa: una corona di capannoni



Nelle foto il cantiere dell'autostrada Pedemontana a Cassano Magnago dove sabato 6 febbraio avverrà l'inaugurazione ufficiale dei lavori.

"Una corona di capannoni e aree di stoccaggio che abbraccerà tutta la parte pianeggiante della città". Questo il succo del convegno sul PGT dedicato alla logistica che si è tenuto lo scorso mese a Gallarate.

Le zone interessate dal polo logistico saranno:
  • l’area della variante 336 Sky City, quasi incastonata tra la città, la futura Pedemontana e la superstrada che collega l’Autolaghi, Malpensa e l’A4 Torino-Milano (previsione di 50mila metri quadri di logistica);
  • Cedrate Nord, accanto all’A8, in quella stretta fetta che ospita pochi campi superstiti, qualche capannone e il campo nomadi (che a quanto pare dovranno trovare un’altra sistemazione…)
  • l’area tra Cassano Magnago e Sciarè, dove già sono stati realizzati l’ampliamento dello scalo Hupac e l’area PIP, oggi ampiamente sottoutilizzata, e dove il Comune di Cassano prevede un analogo insediamento (l'espansione toccherà 100mila metri quadri).
Anche la CIM (Centro Intermodale Merci, che gestisce lo scalo di Novara) è interessata ad un insediamento di 200mila metri quadri per terziario avanzato.

Alla funzione direzionale saranno invece destinate, in prospettiva, le aree ferroviarie dismesse, compresa quella delle officine ferroviarie che sorgono tra il centro e Madonna in Campagna.

Leggi anche:
- Sulla logistica si disegna la città del 2015
- "Ma quanto piacciono le ciliegie ai gallaratesi"





Venerdì 5 febbraio alle ore 21, presso il centro S. Apollinare di Arcore, riparte il Road-Shock sulla Pedemontana organizzato dalle associazioni di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile".