Visualizzazione post con etichetta AlpTransit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AlpTransit. Mostra tutti i post

mercoledì 3 dicembre 2025

Verso una nuova “gronda” ferroviaria a nord-est di Milano: raddoppio Seregno–Carnate e altri scenari di lungo periodo


Negli ultimi mesi, e in particolare in occasione del convegno dell’Associazione Alta Capacità Gottardo (ACG) tenutosi lo scorso ottobre a Milano, sono riemerse diverse ipotesi di potenziamento della rete ferroviaria a nord del capoluogo lombardo. Tra queste, le proposte illustrate da RFI e da ACG riguardano anche la linea Seregno–Carnate e il corridoio Milano–Chiasso, con scenari di lungo periodo che potrebbero ridisegnare il traffico merci e migliorare la regolarità dei servizi passeggeri in Brianza.


Per visualizzare gli Atti del Convegno cliccare qui

Il nodo ferroviario di Milano è uno dei più congestionati d’Italia. In particolare, due tratte risultano critiche per il passaggio dei treni merci:

  • Seregno – Monza
  • Milano Greco – Turro – Lambrate

Ridurre il traffico pesante su queste linee significherebbe migliorare la regolarità dei servizi passeggeri, aumentare le possibilità di prolungare alcune relazioni regionali e alleggerire aree densamente urbanizzate come Greco e Lambrate.

L’ipotesi RFI: una “gronda” merci nord-est


RFI ha avviato nel 2025 la stesura del DocFAP, il documento preliminare che serve a confrontare le alternative progettuali. Lo scenario finora ritenuto più promettente prevede:

1. Raddoppio della linea Seregno–Carnate
Una linea oggi a binario unico che potrebbe essere trasformata in doppio binario, aumentando capacità e affidabilità.
La linea diventerebbe parte di un itinerario alternativo per i treni merci che arrivano o si dirigono verso il corridoio Reno-Alpi.

2. Una nuova linea da Carnate verso sud (direzione Melzo–Treviglio)
Questa variante permetterebbe ai convogli merci di bypassare completamente Milano, collegandosi alla cintura est e ai terminal dell’area di Melzo.
RFI non esclude che la nuova tratta possa ospitare anche servizi passeggeri, ipotizzando finalmente un collegamento ferroviario per Vimercate, oggi priva di treno.

3. Nuovo posto di movimento a Seregno
È previsto anche un nuovo impianto ferroviario con due binari di precedenza per i treni merci, utili per la gestione dei flussi in transito.

4. Terzo binario tra Camnago-Lentate e Carimate
Questa soluzione, più “leggera” rispetto al quadruplicamento, permetterebbe di aumentare la capacità della Milano–Chiasso senza interventi troppo impattanti sul territorio.

Si tratta, è bene ribadirlo, di ipotesi di lungo periodo: solo dopo il DocFAP partirà la progettazione di fattibilità tecnico-economica.

La visione di ACG: una nuova linea in galleria da Milano Greco a Camnago

Per visualizzare gli Atti del Convegno cliccare qui

Accanto allo scenario RFI, nel corso dello stesso convegno l’ing. Giovanni Saccà dell’Associazione Alta Capacità Gottardo (ACG) ha illustrato una prospettiva ancora più ambiziosa.

Una nuova linea “diretta” Milano–Camnago


ACG propone la realizzazione di una nuova ferrovia a doppio binario completamente in galleria, lunga circa 20 km, che collegherebbe Milano Greco Pirelli con Camnago-Lentate

L’obiettivo sarebbe quello di:

  • velocizzare i collegamenti internazionali Milano–Zurigo
  • portare i tempi di percorrenza sotto le 2 ore e 30 minuti
  • togliere traffico merci dalla linea attuale, oggi saturata soprattutto tra Desio e Seregno
  • completare l’integrazione di AlpTransit fino a Milano

La linea servirebbe principalmente treni a lunga percorrenza e merci, ma potrebbe anche prevedere nuove fermate intermedie, diventando utile ai centri abitati attraversati dal tracciato sotterraneo.

Ipotesi di quadruplicamento Milano–Chiasso


ACG guarda più lontano e considera anche un possibile futuro quadruplicamento in tre sezioni:

  • Milano Greco – Camnago
  • Camnago – Bivio Rosales
  • Milano Parco Nord – Vignate/Pioltello

Anche in questo caso parliamo di scenari di pianificazione strategica, non di interventi programmati.

Tutte le ipotesi illustrate hanno un punto in comune: alleggerire il nodo di Milano dal traffico merci, che oggi rallenta anche i treni pendolari.
Per la Brianza, gli effetti potenziali sono:

  • maggiore regolarità sui servizi Monza–Milano
  • possibile ritorno di collegamenti diretti verso Monza da Milano Greco
  • meno merci tra Seregno, Desio, Monza e Lambrate
  • nel caso della variante Carnate–Melzo, possibilità di un collegamento ferroviario per Vimercate

È però fondamentale ricordare che nessuno di questi progetti è ancora approvato: siamo allo stadio degli studi preliminari.

sabato 23 agosto 2025

Brianza soffocata dai camion: l’occasione perduta della ferrovia

La prima pagina del settimanale "La Domenica". 22/06/2025

A fine giugno La Domenica, supplemento del Corriere del Ticino, ha denunciato con forza la crisi del trasporto merci ferroviario in Svizzera e i rischi per il Ticino: la chiusura di terminali come Cadenazzo e Lugano-Vedeggio, la fine dell’autostrada viaggiante, la prospettiva di oltre 100.000 camion in più ogni anno lungo l’asse nord-sud.

Ma oggi, ad agosto 2025, il punto è ancora più chiaro: il problema non si ferma ai confini svizzeri. Tocca direttamente la Lombardia, e in particolare Como e la Brianza.

Come ha spiegato Michele Guerra (Pro Gottardo):

«Con AlpTransit il lavoro è stato fatto a metà. Da Lugano a Milano i treni viaggiano su una linea ottocentesca che deve assorbire anche il traffico regionale. Solo il completamento degli accessi potrà davvero favorire il trasferimento dalla gomma alla rotaia».

"Dalla rotaia alla strada". L'amaro titolo del servizio pubblicato su "La Domenica" 

Eppure in Lombardia le risorse vanno altrove: alla costruzione dell’autostrada Pedemontana, ulteriore incentivo al trasporto su gomma. Un investimento che va nella direzione opposta rispetto alla sostenibilità e al corridoio europeo Rotterdam–Genova che AlpTransit dovrebbe garantire.

Il rischio è evidente: senza un potenziamento serio delle connessioni ferroviarie tra Ticino e Nord Milano (linea Lugano–Como–Milano, nodo di Monza, collegamenti con la Brianza), i miliardi investiti in AlpTransit resteranno un’opera incompiuta.
I treni arriveranno veloci al confine svizzero, ma saranno poi costretti a rallentare su linee obsolete e congestionate. Le merci torneranno sulla strada, e i territori di confine pagheranno il prezzo in traffico, rumore e inquinamento.

Quello che a giugno in Svizzera è stato evocato con un “funerale simbolico” per FFS Cargo non è una semplice protesta sindacale: è l’immagine concreta di un futuro in cui il Nord Milano e il Ticino rischiano di essere soffocati dal traffico pesante perché le scelte politiche hanno privilegiato l’asfalto al ferro.

martedì 28 gennaio 2025

Da Milano a Lugano in treno in soli 30 minuti... passando dal Parco del Meredo

Francobollo Ceneri 2020 - Poste Svizzere

La proposta di collegare Milano e Lugano in soli 30 minuti di treno è stata recentemente discussa sulle pagine di Milano Città Stato e da associazioni come SwissRailvolution, che vedono questa connessione come un tassello strategico per la mobilità ferroviaria tra Italia e Svizzera. Tuttavia, numerosi ostacoli, tra cui criticità ambientali e infrastrutturali, rendono questo progetto complesso e lontano da una realizzazione concreta prima del 2050.

La realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità tra Milano e Lugano richiederebbe due interventi chiave:

  • La prosecuzione dell’AlpTransit verso sud, con una nuova tratta veloce Lugano-Chiasso e il suo collegamento alla rete italiana.
  • Il quadruplicamento delle linee ferroviarie nella Brianza, indispensabile per aumentare la capacità e ridurre i tempi di percorrenza.

Tratte di accesso a sud di AlpTransit. Fonte immagine UFT


Tuttavia, è proprio nel tratto brianzolo che emergono alcune delle maggiori criticità. La variante di collegamento ferroviario proposta nella zona del Parco del Meredo, in particolare, pone significativi problemi legati al consumo di suolo e alla frammentazione ambientale. Il Meredo, un’importante area verde situata a Seregno, rappresenta uno dei pochi polmoni verdi della Brianza Centrale, caratterizzato da un ecosistema delicato e da un alto valore paesaggistico e ricreativo. La costruzione di nuove infrastrutture ferroviarie in quest'area comporterebbe:

  • Consumo di suolo, con la perdita irreversibile di terreni agricoli e naturali, in una regione già fortemente urbanizzata.
  • Frammentazione dell’habitat naturale, con effetti negativi sulla biodiversità locale e sull’equilibrio ecologico.
  • Impatto sociale, poiché il parco è molto frequentato dagli abitanti della zona per attività ricreative e come spazio di aggregazione.

L’eventuale variante ferroviaria nel Meredo, che dovrebbe integrare le reti Trenord e RFI, è stata oggetto di diverse critiche da parte delle associazioni ambientaliste e dei comitati di quartiere. Questi sottolineano come la realizzazione dell’opera rischi di compromettere ulteriormente l'equilibrio ambientale del Parco del Meredo, già fortemente compromesso dalla realizzazione della nuova tangenziale Meda Seregno di Pedemontana.

Le linee ferroviarie del nodo di Seregno. Tratteggiato in verde il progettato raccordo tra la linea verso Saronno e quella verso Bergamo

Attualmente, la linea ferroviaria Monza-Como, che costituisce un collo di bottiglia per i collegamenti verso nord, rimane in uno stato di stallo. Il progetto di quadruplicamento, considerato essenziale per decongestionare il traffico ferroviario e migliorare i tempi di percorrenza, è congelato. Al contempo, alternative come il collegamento diretto tra gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio restano solo sulla carta, senza alcuna programmazione concreta.

In questo contesto, l’associazione SwissRailvolution ritiene che la velocizzazione della tratta Milano-Lugano sia un obiettivo fondamentale per favorire lo spostamento di merci e persone. Tuttavia, il nodo brianzolo, e in particolare le criticità legate al Parco del Meredo, richiede una riflessione approfondita. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, evitando interventi che potrebbero compromettere irrimediabilmente il patrimonio ambientale locale.

giovedì 30 maggio 2024

Seregno al centro dei progetti ferroviari: nodo strategico per la linea Chiasso-Milano

Audizione sulla collaborazione ferroviaria tra Lombardia e Svizzera


Nei giorni scorsi, in Commissione Speciale Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera, si è tenuta un'audizione che ha fatto il punto sulle opere ferroviarie da realizzare entro il 2040 per completare l’asse ferroviario del Gottardo, sia sul versante svizzero che su quello italiano.

Progetti in Svizzera:

  • Completamento dei bypass di Bellinzona e Lugano.
  • Sostituzione della linea attuale tra Lugano e Chiasso, destinata al traffico locale e frontaliero (TILO).

Progetti in Italia:

  • Completamento del traforo del Terzo Valico tra Tortona e Genova, con termine lavori previsto per il 2026.
  • Potenziamento della linea Milano-Chiasso, che comprende:
  • Realizzazione del terzo binario sulla tratta Cantù-Camnago.
  • Terzo binario tra Como e Seregno.
  • Scavalco del bivio Rosales a Como.
  • Elettrificazione della Como-Lecco.
  • Risagomatura della galleria Monte Olimpino.

Particolare attenzione è stata dedicata al potenziamento del nodo di Seregno. Qui verrà realizzato il terzo binario tra Como e Seregno, intervento essenziale per migliorare la capacità e l’efficienza del traffico ferroviario.

Le linee ferroviarie del nodo di Seregno. Tratteggiato in verde il progettato raccordo tra la linea verso Saronno e quella verso Bergamo

Ricordiamo che sabato scorso a Seregno, durante un incontro dedicato alla linea Malpensa - Orio al Serio, è stato evidenziato come questa nuova linea passerà anch'essa da Seregno, rafforzando ulteriormente l’importanza strategica della città come nodo ferroviario cruciale. Questo sviluppo si integra con i lavori previsti sulla linea Chiasso-Milano, migliorando la connessione tra gli aeroporti lombardi e potenziando l'intero sistema di trasporto della regione.



Nonostante i numerosi aspetti positivi del potenziamento ferroviario, non si possono però ignorare le criticità ambientali legate a questi progetti. Il consumo di suolo rappresenta una preoccupazione significativa, soprattutto in aree di rilevanza ecologica. Il Parco del Meredo, un'importante area verde, è al centro di queste preoccupazioni. Il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, ha espresso una ferma opposizione a qualsiasi consumo di suolo all'interno del Meredo, dichiarando che non sarà accettato nemmeno un metro quadro di terreno destinato a questo scopo. La tutela del Parco del Meredo è vista come una priorità per mantenere l'equilibrio ecologico e proteggere le risorse naturali della Brianza.

 

SCHEDA: Ferrovia di Connessione al Gottardo: Gronda Nordest (quadruplicamento Chiasso-Monza)

Foto F. Formenti

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo collegamento ferroviario ad Alta Capacità tra Lugano e Milano, in linea con il progetto svizzero AlpTransit, che mira a facilitare il transito delle merci tra l'Italia e il nord Europa. RFI ha scelto l'asse Como-Chiasso verso Seregno-Milano per questa nuova linea, lunga circa 37 km, di cui 15 km in variante, 14 km in affiancamento e 8 km di interconnessioni. A Seregno, la linea si interconnetterà con un nuovo collegamento verso Treviglio/Bergamo, che prevede il potenziamento della linea esistente fino a Lesmo/Carnate e una nuova tratta da Lesmo/Carnate a Levate, collegandosi così alla linea Bergamo-Treviglio.

L'istruttoria per il Ministero delle Infrastrutture sul progetto preliminare di RFI del 2003 è sospesa. Le verifiche congiunte tra ferrovie italiane e svizzere hanno concordato che l'aumento del traffico generato dal tunnel del Gottardo potrà essere gestito con l'adeguamento tecnologico della linea Chiasso-Seregno-Monza-Milano fino al 2030. Dal 2016 al 2022 sono stati completati i lavori di potenziamento del sistema di trazione elettrica (costo: 21 milioni di €), adeguamento della sagoma a PC80 e del modulo della linea a 750 metri (costo: 40 milioni di €), e adeguamento tecnologico (costo: 68 milioni di €).

Costo totale dell'opera
  • Costo totale: 1.450 milioni di €
  • Finanziamenti mancanti: 1.450 milioni di € (40 milioni per il completamento della progettazione definitiva e 1.410 milioni per la fase realizzativa)


martedì 5 maggio 2020

AlpTransit: riprese le prove della Galleria di base del Ceneri


Ripresa riuscita dell’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri: dal 20 aprile 2020, l’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri è in pieno svolgimento, nel rigoroso rispetto delle direttive dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La prima corsa alla velocità massima di 275 km/h si è svolta nella notte dal 30 aprile 2020 al 1° maggio 2020. Entro il 1° settembre 2020, giorno della consegna della Galleria di base del Ceneri alle FFS, sono previste sotto la direzione di AlpTransit San Gottardo SA (ATG) numerose corse di prova attraverso la galleria di base lunga 15,4 km tra Camorino e Vezia.


Dopo aver ottenuto l'autorizzazione dall'Ufficio federale dei trasporti il 17 febbraio 2020, il 1° marzo 2020 ATG ha puntualmente iniziato l'esercizio di prova. Poco dopo, si è svolta la prima corsa di prova con il sistema di protezione dei treni ETCS Level 2. Inoltre, è entrato in servizio il veicolo di misurazione radio FFS per i test alla radio digitale GSM-R e alla radio di galleria.


A causa dell’epidemia del Coronavirus, l’esercizio di prova è stato interrotto a metà marzo 2020 e la pianificazione dei test è stata rielaborata. Il 20 aprile 2020, ATG ha ripreso l’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri nel rigoroso rispetto delle direttive dell’UFSP. Il 29 aprile 2020 sono iniziate le corse ad alta velocità. A tale scopo è stato noleggiato dalla Germania il treno di misurazione ad alta velocità ICE-S appositamente attrezzato. Durante queste corse ad alta velocità, la velocità è stata gradualmente aumentata. La prima corsa a 275 km/h - la massima velocità testata nella Galleria di base del Ceneri - è stata effettuata con successo nella notte dal 30 aprile 2020 al 1°maggio 2020.

lunedì 24 agosto 2015

San Gottardo: ecco le foto della galleria ferroviaria più lunga del mondo

Cambio di corsia tubo orientale del Nord Bauzug
La Galleria di base del San Gottardo si avvia alla sua conclusione e, oggi 24 agosto 2015, è stato possibile visitare il cantiere per verificare lo stato dei lavori e scattare le ultime fotografie all’interno della galleria ferroviaria più lunga del mondo.

Prova di compartimentazione
Al fine di verificare le installazioni all’interno della Galleria di base del San Gottardo, dal 1° ottobre saranno effettuate delle prove d’esercizio nella galleria lunga 57 km.

Piattaforma elevatrice  pozzo di Sedrun
Di fronte alle reali necessità di effettuare centinaia di test al giorno, la galleria non potrà più essere visitata. L’apertura ufficiale della Galleria di base del San Gottardo è prevista per il prossimo 1° giugno 2016.

Stazione di emergenza e galleria di fuga
Fonte: comunicato stampa Alptransit

mercoledì 29 gennaio 2014

Perché la Svizzera pagherà 120 milioni di euro per riqualificare la rete ferroviaria lombarda

Fonte immagine: Hupac
Martedì scorso è stato sottoscritto a Berna un accordo tra la Svizzera e l'Italia che prevede un contributo da parte elvetica di 120 milioni di euro a fondo perso per la linea ferroviaria su Luino, tra il confine di Stato e Gallarate/Novara, mentre da parte sua l'Italia investirà 40 milioni di euro per adeguare la tratta a sud di Chiasso e per la realizzazione di un terminal intermodale nella zona di Milano.

L'intesa prevede versamenti scaglionati condizionati dall'avanzamento dei lavori. Il termine dei lavori sulla tratta di Luino e a sud di Chiasso è previsto per il 2016-2018.

Negli ultimi anni la Svizzera ha investito sul trasporto merci su ferro con lo scopo di spostare il traffico merci di transito. Per AlpTransit l'investimento è attorno ai 25 miliardi di franchi svizzeri.

Alla realizzazione della trasversale alpina in territorio elvetico non ha fatto seguito la realizzazione delle infrastrutture di competenza dell'Italia. Per evitare quindi che le stazioni di trasbordo dei camion dalla strada alla ferrovia vengano realizzate esclusivamente in territorio ticinese la Svizzera si è trovata nella necessità di finan­ziare il corridoio di 4 metri anche sulla tratta italiana.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da Legambiente Lombardia.

Alptransit. Il ministro Lupi a Berna a incassare i milioni donati dalla Svizzera per la riqualificazione della rete ferroviaria italiana

“Così si potrà continuare a usare il debito pubblico per finanziare esclusivamente autostrade inutili nel nord"

“Senza una strategia nazionale per il trasporto ferroviario delle merci, le opere finanziate dagli Svizzeri finiranno nell'ingorgo stradale padano”


Il ministro Lupi, martedì scorso, al cospetto del Ministro svizzero Doris Leuthard, che ha staccato a beneficio dell'Italia un generoso assegno da 120 milioni di euro per la riqualifica della ferrovia Luino-Gallarate: uno dei colli di bottiglia che si oppongono al transito dei treni merci da 2000 tonnellate che, con l'apertura del supertunnel del Gottardo, collegheranno la rete ferroviaria italiana alle grandi direttrici di trasporto ferroviario transalpino.

L'Alptransit è una infrastruttura senza dubbio strategica per l'intera Europa, e aprirà al traffico nel 2016: l'area milanese diventerà il vero terminale sud di un asse che, valicate le Alpi, collegherà la Pianura Padana con le reti ferroviarie della Valle del Reno, la Manica e i grandi porti atlantici di Rotterdam e Amburgo. In altre parole, un bacino di oltre 100 milioni di abitanti, nel cuore economico d'Europa. Ma questa formidabile opera è sostanzialmente sconosciuta alla politica nazionale, che non ha mai investito un euro sulle necessarie opere di connessione dal lato italiano. Mentre in Lombardia tiene banco l'enigma sul dove trovare i miliardi di euro che servono per un'opera inutile come la Pedemontana, arrivano investimenti pagati in franchi svizzeri per le opere davvero necessarie.

“Il ministro porta a casa un 'tesoretto' che l'Italia non ha fatto nulla per meritare, sarà bene che dimostri una autentica volontà di sviluppare politiche che rendano funzionale il corridoio ferroviario realizzato interamente con investimenti svizzeri - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - avremo un potente collegamento che perfora l'intero arco alpino per spegnersi alle porte dell'area metropolitana milanese, di fatto impenetrabile per il transito e l'interscambio merci dei convogli provenienti da Oltralpe: dopo decenni passati a lamentare un inesistente deficit di infrastrutture stradali nel Nord Italia, si avvicina il momento in cui dovremo fare i conti con il vero ritardo, quello nelle opere e nelle politiche ferroviarie per il trasporto merci da decenni abbandonato a se stesso, come gli svizzeri hanno potuto constatare”.

“Per noi si tratta di un investimento irrinunciabile, uno stimolo per rilanciare il trasporto ferroviario in un Paese che professa il monoteismo autostradale - dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - come associazione, assicuriamo presenza e vigilanza nei territori interessate affinchè le risorse vengano allocate senza ritardi e inefficienze, per far sì la linea del Verbano venga attrezzata per il trasporto merci nei termini previsti dal finanziamento: non possiamo correre il rischio che milioni di tonnellate di merci vengano scaricate dai treni svizzeri per essere prese in carico da una flotta infinita di TIR padani”.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Leggi anche:
- Milano-Chiasso: la Tav merci che nessuno conosce

domenica 8 dicembre 2013

La Svizzera finanzierà "il corridoio ferroviario di 4 metri" lungo la tratta Chiasso-Milano


Dalla televisione della Svizzera italiana apprendiamo che il Consiglio Nazionale Svizzero ha approvato l'adeguamento della propria linea ferroviaria merci per il passaggio dei semirimorchi alti quattro metri. Legge e decreto federale prevedono un finanziamento di 990 milioni di franchi, oltre un quarto dei quali (280 milioni per la precisione) destinato agli ampliamenti della sagoma di spazio libero necessari lungo la tratta Chiasso - Milano e nella sezione situata in territorio italiano della linea di Luino, tra Ranzo e Gallarate/Novara.

Immagine tratta da la1.rsi.ch

Il documento
(aggiornamento 11/12/2013)

Dal rapporto "Realizzazione e finanziamento di un corridoio da quattro metri per il traffico merci su rotaia lungo l’asse del San Gottardo"



"Lungo l’asse del San Gottardo l’Italia priorizza l’ampliamento della sagoma di spazio libero del ramo Chiasso – Milano. Al fine di garantire comunque entro il 2020 le necessarie capacità tra Chiasso e Milano in previsione dell’aumento del traffico, l’Italia intende eseguire ulteriori adeguamenti tecnici (ad es. riduzione degli intervalli di successione dei treni) tra Bivio Rosales e Monza nell’ambito delle misure d’esercizio. Al tempo stesso la tratta Chiasso – Milano dovrà essere ampliata per i trasporti a sagoma alta. 

Situazione attuale
Situazione prevista nel 2020
 Sono previsti anche il potenziamento della capacità della tratta di Luino e l’aumento graduale della lunghezza massima dei treni30. Nel lungo periodo dovranno essere realizzati l’ampliamento a quattro binari tra Bivio Rosales e Monza e la costruzione della nuova tratta Seregno – Bergamo (gronda est di Milano). 

In Italia sono programmate ulteriori misure tese a incrementare le capacità di trasbordo nell’area di Milano. Con il cambiamento d’uso dello scalo di Milano Smistamento nella zona est del capoluogo meneghino dovrà essere realizzato entro il 2016 un terminale di trasbordo per il trasporto combinato. Nello stesso periodo è inoltre previsto un aumento delle capacità di trasbordo nell’area di Novara."

venerdì 4 ottobre 2013

In Brianza arriva la Tav merci del Gottardo



Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa

In Brianza arriva la ferrovia TAV merci del Gottardo. Non si sa come i convogli attraverseranno Monza e c’è il rischio che i treni pendolari siano penalizzati.

La Brianza sarà attraversata da una ferrovia TAV Merci, sulla linea Milano-Chiasso, e il momento dell’apertura dei cantieri si avvicina. C’è già un progetto di RFI per la tratta Chiasso-Seregno, un intervento da 1 miliardo e 300 milioni, dal 2003 in attesa del via libera economica da parte del CIPE. Un’accelerazione sarà data in dicembre, quando la Confederazione Elvetica stanzierà un prestito alle ferrovie Italiane per 230 milioni di euro, a condizione che inizino i lavori e la nuova linea – che si collega all’Alptransit svizzero e alla mega galleria del Gottardo – sia pronta per il 2016. Ed è dalla Svizzera – ma non solo – che ci arrivano informazioni dettagliate su questa operazione della quale, da noi, si è parlato sinora genericamente come “quadruplicamento” della Chiasso-Monza. La vicenda è molto complessa. Per quello che ci riguarda da vicino, ancora non è risolto il “nodo” di Monza, cioè non si sa come i treni transfrontalieri attraverseranno la città. L’ipotesi al momento è quella di far passare i convogli sulla Seregno-Carnate (da riqualificare) e quindi da qui arrivare a Monza verso Milano. Un problema per la città, perché i merci della TAV del Gottardo saranno di nuovo tipo, con carri alti fino a 4 metri messi in fila in convogli lunghi 800 metri, cioè serpenti di quasi un chilometro da 2mila tonnellate di carico. Ne sono previsti, a regime, in media più di 10 ogni ora, di giorno e di notte. L’aumento del traffico merci sulla Chiasso-Milano creerà anche problemi al trasporto regionale “S”, cioè ai treni pendolari, già insufficienti. Per separare opportunamente il traffico locale da quello internazionale occorrerebbero altri investimenti che, in questi tempi di crisi, sono difficilmente reperibili. Dice Isabella Tavazzi, portavoce dell’Associazione di Comitati HQMonza: “Il confronto che si è aperto in questi giorni tra Regione Lombardia e sindaci della Brianza sul tema del trasporto locale ha portato a qualche rimedio positivo, ma deve ora proseguire per affrontare le questioni in modo complessivo. La Brianza ha una necessità cronica di trasporto pubblico rapido ed efficiente. La TAV merci sarà pure importante, ma per i cittadini servono metropolitane da Bettola verso il nord di Monza e nella zona di Vimercate, occorrono più collegamenti est-ovest e urgono le metrotranvie di Seregno e Limbiate. I progetti ci sono, rilanciamoli”.

Associazione HQMonza
Comitato San Fruttuoso 2000
Comitati di Cittadini Monza Ovest

giovedì 7 marzo 2013

Alpatransit: spettacolare traslazione del ponte sopra l’autostrada A2


Riceviamo e pubblichiamo

Al cantiere AlpTransit del Nodo di Camorino verrà messa in atto un’operazione eccezionale: nelle prime ore di domenica 10 marzo 2013 AlpTransit San Gottardo SA sposterà il nuovo ponte ferroviario sopra l’autostrada A2 nei pressi dello svincolo autostradale. La circolazione autostradale non sarà interessata dall’intervento, mentre quella ferroviaria tra Giubiasco e Cadenazzo verrà sostituita da un servizio bus.

La traslazione di 14,56 metri del nuovo ponte ferroviario presso la tratta d’accesso della Galleria di base del Ceneri prevista tra le 01.00 e le 5.00 di domenica 10 marzo 2013, coinvolgerà di più di un centinaio di tecnici. Realizzato nel 2011 in una posizione provvisoria, il ponte è lungo 100 metri, largo circa 14 metri e pesa 4’000 tonnellate. In esercizio già dal mese di aprile 2012 per il traffico ferroviario tra Giubiasco e Cadenazzo, il manufatto verrà spostato orizzontalmente sino ad occupare in buona parte la posizione del ponte ferroviario preesistente e demolito nell’autunno 2012. Successivamente verrà costruito un secondo ponte che andrà a completare il cavalcavia sopra l’A2.

La conclusione dei lavori del genio civile del nuovo ponte a quattro binari è prevista entro la primavera 2014. Su due binari viaggerà da subito l’attuale linea Giubiasco-Cadenazzo mentre sugli altri due binari con la messa in esercizio della Galleria di Base del Ceneri (2019) scorrerà il traffico ferroviario della Nuova ferrovia transalpina.

I lavori preparatori per lo spettacolare spostamento inizieranno venerdì 8 marzo 2013. Entro sabato sera i binari tra il ponte Morobbia fino al cavalcavia A2 saranno smantellati. La traslazione del ponte vera e propria avverrà nelle ore notturne di domenica 10 marzo 2013 dalle 01.00 alle 05.00. Tra la tarda mattinata della domenica e martedì saranno progressivamente eseguiti gli interventi di completamento e la messa in esercizio dei nuovi binari.

Durante l’intero periodo, il traffico autostradale non sarà perturbato. Il transito dei treni tra Cadenazzo e Giubiasco verrà invece sospeso da sabato 9 marzo 2013 alle ore 12.10 a lunedì 11 marzo 2013 alle ore 05.00. I collegamenti tra Giubiasco e Cadenazzo saranno sostituiti con un servizio bus.

L’eccezionalità dell’intervento, lo stretto concatenamento di attività complesse e multidisciplinari, nonché i tempi contenuti a disposizione comportano l’attuazione di particolari misure di sicurezza e di gestione degli accessi al cantiere. Per questo motivo si invita la popolazione a rispettare le aree delimitate e le misure organizzative predisposte.

Per informazioni:
AlpTransit San Gottardo SA
Telefono: +41 79 550 26 31
E-Mail: tosca.zanotta@alptransit.ch

sabato 16 ottobre 2010

Gottardo e Alptransit: ricordi ed emozioni...

Riceviamo da Gianni il seguente commento e lo ringraziamo per le belle e toccanti parole.


...mi ha commosso il post su Alptransit...

anche se è da qualche anno che non passo più le vacanze a Faido, alla Leventina, al Gottardo e al Ticino tutto rivolgo sempre un pensiero.


Le prime volte che salivamo sul massiccio del
Gottardo abbiamo avuto modo di assistere ai primi passi dei cantieri di ammirare l'impegno e la coesione di uomini e donne (di tutto il mondo) per costruire un opera così importante.

Oggi, a casa mia, abbiamo provato una profonda commozione e una grande gioia per la caduta dell'ultimo diaframma, forse non è tutto poi così schifoso questo mondo. Basterebbe solo fare qualche chilometro per capirlo, per capire che c'è molto di meglio la fuori dalle nostre paure.

Un grazie di cuore agli amici ticinesi e a tutti gli svizzeri d'oltralpe e un ricordo quei minatori deceduti che, ieri, purtroppo, non hanno potuto condividere la gioia coi loro compagni.
Loro fanno le gallerie, noi continuamente innalziamo nuovi muri e nuovi recinti... sempre più distanti ed isolati dall'Europa e dal mondo.


Ciao e grazie,
Gianni


Segnaliamo qualche link su Alptransit e dintorni...

- il sito di Alptransit in italiano
- la pagina sul sito della RSI
- la pagina del telegiornale della RSI di ieri dedicato all'Alptransit

e i seguenti documentari del settimanale Falò dedicati alla grande opera ferroviaria, ma non solo
vedi ad esempio quello dedicato alla Pedemontana e al Cantello, regione di confine in suolo italiano.

- Vite per un tunnel
- Swissmetro, la forza delle idee
- L'oro di Cantello

Foto tratta dalla pubblicazione: La nuova ferrovia del San Gottardo

venerdì 15 ottobre 2010

Alptransit: da Milano all'Europa via ferro

E' crollato l'ultimo setto di roccia nel profondo delle Alpi Svizzere: con questo avvenimento si è aperto oggi il tunnel più lungo del mondo, in nuovo Gottardo Ferroviario, 57 km sotto terra che fanno parte di un'opera che, a partire dal 2016, metterà in collegamento diretto la Lombardia con l'Europa Centrale e i porti dell'Oceano Atlantico. E' questa la più grande infrastruttura mai costruita a tutto beneficio dell'economia lombarda e del nord Italia. Ma non la costruisce la Lombardia, bensì il Governo svizzero, o meglio il popolo svizzero, dal momento che la sua costruzione è frutto di un processo condiviso e partecipato dall'intera collettività di quel Paese, che ha deciso attraverso referendum sia di realizzare l'opera, sia di finanziarla attraverso una sorta di 'ecopass' applicato a tutti i mezzi pesanti che viaggiano sulla rete stradale svizzera, perchè i nostri vicini vogliono che la circolazione delle merci privilegi il trasporto ferroviario anziché gli spostamenti inquinanti a bordo di camion e TIR.

“Attraverso il coinvolgimento trasparente della popolazione, la piccola Svizzera realizza enormi opere, utili e in tempo – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – da noi invece la Legge Obiettivo ha reso opaca e discrezionale l'approvazione delle opere, che vengono realizzate al di fuori di una coerente programmazione, fanno cilecca sui finanziamenti e, anche quando rispondono a bisogni reali, diventano inutilmente devastanti per il territorio, come nel caso della Pedemontana”

L'esempio dell'autostrada della Brianza è calzante, perchè quella infrastruttura si prepara a diventare un contestatissimo cantiere eterno, con costi destinati a lievitare e cantieri che devasteranno quel poco di verde rimasto nel Nord Milano. Pare infatti (ma le progettazioni sono segretate!) che il progetto esecutivo dell'opera autostradale ridurrà a spezzatino i boschi della Brianza e del Comasco, e sbancherà perfino il Bosco delle Querce, autentico monumento verde sorto dopo il disastro ambientale che nel 1976 desertificò le aree investite dalla nube di diossina a Seveso e Meda. Il tutto senza che la popolazione interessata sia informata né messa nelle condizioni di incidere sul tracciato dell'opera. “Da noi la legge obiettivo, congegnata per escludere la popolazione dalle decisioni sulle opere, è chiaramente fallita; invece la Svizzera ci dimostra che le opere si possono realizzare meglio e più speditamente se la popolazione è ascoltate e coinvolta”

Ma le autostrade lombarde, semmai verranno ultimate, rischiano di collassare subito dopo l'apertura del nuovo Gottardo Svizzero, se – come sembra – non ci prepariamo a fare i conti con quell'opera, che impone nuovi collegamenti ferroviari e un complessivo rilancio del trasporto e della logistica ferroviaria: esattamente l'opposto di quanto sta avvenendo in Italia, dove le ferrovie smantellano la divisione Cargo, dismettono gli scali merci, impediscono l'ingresso di operatori merci sulla rete ferroviaria. I collegamenti ferroviari e i servizi logistici per gestire l'enorme flusso di merci che sbarcherà in Lombardia con la nuova ferrovia transalpina sono infatti del tutto inadeguati: Legambiente paventa il rischio che, a partire dal 2016, decine di milioni di tonnellate di merci, una volta valicato il confine di Stato, troveranno ad attenderli solo flotte sterminate di TIR inquinanti.

“Gli svizzeri ci mostrano la strada da seguire – dichiara Dario Balotta, esperto trasporti di Legambiente Lombardia – peccato che invece sul versante sud delle Alpi ci si limiti ad aprire cantieri elettorali di devastanti opere autostradali che chissà quando, e se, saranno completate. Nella completa assenza di una pianificazione della mobilità in Lombardia, il dono fattoci dagli Svizzeri rischia di trasformarsi in incubo, perchè il nostro governo regionale non sta facendo nulla per attrezzarsi in attesa della rivoluzione dei trasporti che il nuovo tunnel del Gottardo potrebbe permettere”.

Immagini tratte da: www.57km.ch

domenica 20 giugno 2010

Pedemontana, AlpTransit e congestione del traffico

Riportiamo un articolo pubblicato il 19 giugno scorso da Varese News seguito da un ns commento.

Necessario investire di più sulle ferrovie
di Roberto Morandi

«Non solo Pedemontana, la priorità dei prossimi dieci anni deve essere lo sviluppo del trasporto ferroviario». L’appello a ripensare il modello della mobilità arriva dall’assemblea dei circoli di Legambiente Lombardia, che si è tenuto sabato alle Bustecche. Damiano Di Simine, presidente regionale del Cigno Verde, è convinto che la scelta sia necessaria, perché lo scenario internazionale è gia deciso: «Appena a Nord di Varese si sta costruendo la più importante opera infrastrutturale del continente, in nuovo tunnel del Gottardo», che collegherà l’Italia e i porti mediterranei con il Centro Europa, la “locomotiva” dell’economia del vecchio continente. In futuro le merci da Nord arriveranno (quasi) tutte su ferrovia, per ragioni ambientali e di sicurezza: il problema è come far proseguire il viaggio. «Dobbiamo evitare – spiega Di Simine - che ci sia il trasbordo delle merci dal ferro alla gomma: la priorità dei prossimi dieci anni dovrebbe essere creare le condizioni per accogliere questa ferrovia». Il rischio è che la bassa provincia (ma tutta l’area a nord di Milano) finisca strangolata dal traffico dei mezzi pesanti che arrivano e partono dai centri intermodali dove “finisce” la ferrovia merci, nella zona di Busto Arsizio e Gallarate. Un po’ lo stesso scenario che evocava il sindaco di Gallarate Nicola Mucci, preoccupato per lo stop imprevisto al potenziamento della linea ferroviaria.

E gli ambientalisti sono pronti a sostenere anche il potenziamento delle infrastrutture: «La Rho-Gallarate ha bisogno di essere rafforzata, non si può pensare che tutto passi solo su due binari. Certo si deve rendere compatibile l’intervento nelle zone abitate (le contestazioni riguardano soprattutto Legnano e l’altomilanese, ndr), però il potenziamento è necessario». Di fronte ad uno scenario di questo genere, secondo il presidente di Legambiente Lombardia, i vertici regionali (e il governo centrale) rimangono ancorati al modello di mobilità su gomma («anche se la Pedemontana ha una indubbia utilità, nel riordinare i flussi di traffico») e alle grandi opere, compresa Malpensa. «La crescita, in particolare con la terza pista, andrà a invadere altri territori intorno allo scali in una provincia che ha già perso oltre mille ettari di superficie forestale». Al modello di «gigantismo aeroportuale» Legambiente contrappone l’idea di un investimento nella green economy, nelle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. «Filiere produttive ad alta tecnologia che sono il contrario della smaterializzazione dell’economia, che portano lavoro sul territorio»

Commento:

Dei problemi legati al mancato prolungamento sul versante lombardo di AlpTransit (raddoppio della linea ferroviaria da Como a Seregno) avevamo parlato, su questo blog, qui.
Le preoccupazioni di Damiano Di Simine sono più che giustificate: nel 2018, anno in cui la nuova trasversale alpina sarà pronta, si rischierà la paralisi delle vie di comunicazione nella provincia di Como.

Non condividiamo, invece, l'affermazione del presidente regionale di Legambiente "sull' indubbia utilità" dell'autostrada Pedemontana. Su questo blog ci siamo occupati più volte della questione e non stiamo a ripeterci. In particolare si veda qui.

Per leggere tutti gli articoli pubblicati su Pedemontana cliccare qui.

mercoledì 26 maggio 2010

Seregno-Como: Alp(no)Transit

Il potenziamento della linea ferroviaria Casnate con Bernate-Seregno, destinata a essere il prolungamento sul versante lombardo di AlpTransit, è ancora tutto da decidere.

Mancano infatti i soldi necessari (1412 milioni di euro) per raddoppiare la linea ferroviaria Seregno-Como-Chiasso.

Nel 2018, anno in cui la nuova trasversale alpina sarà pronta, si rischia la paralisi delle vie di comunicazione nella provincia di Como.

Fonte: RSI

Per approfondire:
- AlpTransit 2016: verso nuovi equilibri territoriali
- Cronistoria AlpTransit

Leggi anche:
- AlpTransit non guarda più a sud: a rischio l'Italia
- NO TAV: I treni utili in europa grazie al raddoppio del Gottardo