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martedì 6 ottobre 2026

Macherio, Pedemontana e la prescrizione 135: «Informate la popolazione»

La prescrizione 135, dalla G.U. del 18/2/20210

C'è una prescrizione, la numero 135, che vale la pena rileggere oggi, mentre i cantieri della Pedemontana stanno entrando sempre più concretamente nella vita quotidiana degli abitanti di Bareggia e Macherio. È contenuta nel Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta Ufficiale del 18 febbraio 2010 e stabilisce che, durante i lavori, debba essere data adeguata informazione alla popolazione interessata sullo svolgimento delle attività di cantiere, sulla loro collocazione temporale e sulla loro durata, con particolare attenzione agli interventi più impattanti per rumore e vibrazioni. La stessa prescrizione prevede inoltre il monitoraggio acustico in corso d'opera.

Non è dunque una questione di cortesia nei confronti dei residenti. È una delle condizioni previste per la realizzazione dell'opera. Ed è proprio da qui che nasce una domanda: quanto e come vengono informati oggi i cittadini che vivono a ridosso dei cantieri? La domanda arriva da Bareggia, dove nelle ultime settimane sono state pubblicate diverse segnalazioni sulle attività legate a Pedemontana.

Immagine tratta dalla pagina FB de "Il Paese di Macherio"

Il blog Il Paese Macherio ha posto l'attenzione, tra l'altro, sul monitoraggio della qualità dell'aria presso la scuola Rodari di Bareggia. Come emerso nell'ultimo Consiglio comunale, la cabina utilizzata per le rilevazioni non è una centralina permanente: viene posizionata per circa una settimana ogni tre mesi e successivamente rimossa. Una modalità di monitoraggio prevista nell'ambito del protocollo tra ARPA e Pedemontana, ma che pone una domanda legittima: quanto è conosciuta questa modalità dai cittadini e quanto è rappresentativa una rilevazione di una settimana ogni tre mesi in una zona interessata per tutto l'anno da cantieri, movimentazione di terra e traffico di mezzi pesanti? Sempre da Il Paese Macherio arrivano inoltre interrogativi sulla situazione nell'area della scuola e sui lavori che interessano il territorio di Bareggia.

Segnalazione di Ferma Ecomostro D Breve

Altre segnalazioni sono state rilanciate dalla pagina Ferma Ecomostro D Breve, che ha richiamato l'attenzione su interventi di bonifica effettuati in prossimità di alcune abitazioni e sulla presenza di materiali e rifiuti di cui viene chiesta maggiore chiarezza. Su questi aspetti è naturalmente necessario distinguere le segnalazioni dalle informazioni ufficiali e verificare puntualmente che cosa sia stato fatto, con quali autorizzazioni e secondo quali procedure. Ma proprio questa esigenza di chiarezza rende ancora più importante il tema dell'informazione ai residenti. A queste segnalazioni pubbliche si aggiunge anche quella, raccolta da un residente della zona, che riferisce di aver osservato direttamente un cantiere preparatorio destinato alla produzione del calcestruzzo per le palificazioni previste nell'area tra Bareggia e Macherio. Il residente segnala inoltre la presenza di crepe nei muri di box ed edifici confinanti con un'area verde recentemente trasformata in una piattaforma di cantiere. È una testimonianza personale e, proprio per questo, non può essere considerata di per sé una prova delle cause dei danni segnalati. Ma è un elemento che merita, eventualmente, di essere verificato nelle sedi competenti.

Le prescrizioni del 2010, intanto, non parlano soltanto di informazione.

  • La prescrizione 17 stabilisce che debba essere predisposto un piano di circolazione dei mezzi d'opera con percorsi, tipologia dei mezzi, volumi di traffico, velocità, calendario e orari di transito, prevedendo anche misure di salvaguardia degli edifici sensibili quando i percorsi attraversano aree urbanizzate.
  • La prescrizione 159 dedica particolare attenzione al contenimento dell'inquinamento atmosferico durante la cantierizzazione: bagnatura delle piste, lavaggio delle ruote, copertura dei materiali polverosi, limitazione della velocità dei mezzi e altre misure per contenere la dispersione di polveri.
  • E la prescrizione 162 prevede un Piano di Azione per gli incidenti e le situazioni di emergenza, che deve essere reso esplicito, applicabile e comunicato, con particolare attenzione alla tutela della popolazione presente intorno al cantiere.

Insomma, nel 2010 chi autorizzò l'opera aveva già previsto che una grande infrastruttura, attraversando territori densamente abitati, non potesse essere semplicemente “calata” sulle comunità locali.

Informare, programmare, monitorare, prevenire. Sono parole che ricorrono nelle prescrizioni. Oggi, mentre Pedemontana entra nella fase più concreta dei lavori, sarebbe quindi interessante sapere quanto queste prescrizioni siano effettivamente applicate sul territorio di Macherio e Bareggia.

  • I residenti sono informati preventivamente delle attività più impattanti?
  • Esiste ed è accessibile il piano con percorsi e orari dei mezzi di cantiere?
  • Quali monitoraggi vengono effettuati e con quale frequenza?
  • Quali sono i risultati delle rilevazioni?
  • Come vengono controllati gli effetti dei lavori sugli edifici più vicini?
  • E soprattutto: dove può trovare queste informazioni, in modo semplice e completo, una persona che abita a pochi metri dal cantiere?

Non sono domande contro un'opera in quanto tale. Sono domande che riguardano il modo in cui un'opera di queste dimensioni viene realizzata dentro un territorio abitato.

Perché la prescrizione 135 non dice che i cittadini possono essere informati. Dice che devono esserlo.

martedì 29 settembre 2026

Pedemontana e il senso dei luoghi: quando una strada cancella il paesaggio

Foto: La Rondine di Concorezzo

Vent’anni fa arrivava al cinema Cars, una storia apparentemente semplice ambientata lungo una vecchia strada americana. La Route 66, con le sue stazioni di servizio, i piccoli centri, le insegne, le attività e i paesaggi, diventava molto più di una strada: era il filo che teneva insieme una comunità e il territorio nel quale viveva. Nel film, l’arrivo della grande autostrada cambia tutto. Le automobili smettono di attraversare quei luoghi, i viaggiatori non si fermano più, le attività chiudono e quello che prima era un paesaggio vissuto diventa, lentamente, un paesaggio dimenticato. È una storia per bambini. Ma forse proprio per questo riesce a raccontare con una semplicità che noi adulti abbiamo perduto qualcosa di molto serio: una strada non attraversa semplicemente un territorio. Lo trasforma. È questa la riflessione che propone in questi giorni la pagina Facebook di Ferma Ecomostro D Breve, richiamando Cars e mettendo in relazione quella vecchia strada americana con la Pedemontana e, in particolare, con la controversa tratta D Breve.

Il paragone non è soltanto cinematografico. Quando si parla di una nuova infrastruttura siamo abituati a contare chilometri, veicoli, minuti risparmiati, svincoli e costi. Tutto viene tradotto in numeri. Molto più raramente ci chiediamo che cosa quei numeri significhino quando vengono calati dentro un paesaggio.

  • Quanti alberi?
  • Quanti campi?
  • Quanti percorsi rurali interrotti?
  • Quanti margini di bosco cancellati?
  • Quante visuali che non esisteranno più?

E soprattutto: quanto territorio siamo disposti a perdere per rendere più veloce il nostro attraversamento del territorio stesso? Forse il problema è proprio qui. Abbiamo progressivamente smesso di considerare il paesaggio come qualcosa che ci appartiene e di cui siamo responsabili. Lo abbiamo ridotto a uno spazio disponibile, a una superficie sulla quale tracciare infrastrutture, costruire, collegare, compensare. Un campo non è più necessariamente un campo: può diventare un'area da trasformare. Un bosco non è più necessariamente un bosco: può diventare una porzione di territorio da attraversare. Una strada rurale non è più una parte della storia di un luogo: può diventare semplicemente un ostacolo da superare. E così, pezzo dopo pezzo, perdiamo qualcosa che non compare nei computi metrici e non entra facilmente nelle tabelle dei costi-benefici: il senso dei luoghi.

Il paesaggio non è soltanto ciò che vediamo. È ciò che riconosciamo. È memoria, relazione, esperienza. È il percorso che abbiamo fatto mille volte in bicicletta, il filare di alberi che conosciamo da sempre, il campo che cambia colore con le stagioni, il campanile che compare oltre le cascine, il bosco nel quale abbiamo imparato a orientarci. È anche il modo nel quale una comunità abita il proprio territorio. Per questo una grande infrastruttura non è mai soltanto una questione di traffico. Pedemontana, come ricordano i promotori della mobilitazione contro la tratta D Breve, pone anche una domanda molto più radicale: che cosa siamo disposti a sacrificare in nome della strada?

La risposta non può essere affidata soltanto alla velocità con cui potremo percorrerla. Perché una volta costruita, una strada resta. Il cemento resta. Gli svincoli restano. Le recinzioni restano. Le aree trasformate restano. E ciò che viene cancellato dal paesaggio non sempre torna indietro. La vecchia Route 66 di Cars raccontava proprio questo: la perdita di una strada significava la perdita di un mondo. Noi rischiamo di fare il contrario. Costruire nuove strade per perdere il mondo che attraversano. Ed è forse questo il paradosso più amaro.

Abbiamo imparato a progettare strade sempre più efficienti, ma abbiamo dimenticato che anche il paesaggio ha bisogno di essere attraversato senza essere distrutto.

La pagina Ferma Ecomostro D Breve invita a fare comunità, coinvolgendo cittadini, associazioni, comitati e amministratori locali. Al di là delle diverse posizioni sulla singola opera, è una sollecitazione che merita attenzione: tornare a discutere delle infrastrutture non soltanto come opere da realizzare, ma come trasformazioni profonde del territorio.

sabato 1 agosto 2026

La torrida estate di Pedemontana


Comunicato congiunto di

  • Coordinamento No Pedemontana Usciamone vivi,
  • Comitato NO Pedaggio Pedemontana Milano-Meda,
  • Comitato Suolo libero Desio,
  • Comitato per la difesa del territorio Lissone,
  • No Pedemontana Lesmo Camparada Arcore,
  • Associazione Colli Briantei,
  • Circolo Legambiente Gaia Usmate Velate,
  • Comitato Ferma Ecomostro Tratta D-Breve.


Diverse notizie stanno punteggiando l’estate di Pedemontana.

Il giorno 22 luglio, in relazione al ricorso al TAR presentato dai Sindaci del Vimercatese, è stato reso noto che il Tribunale obbliga Concessioni Autostradali Lombarde a consegnare ai Comuni tutta la documentazione richiesta sul nuovo percorso dell’autostrada, la tratta D-breve che cambia completamente il progetto originale. Un passaggio importante, un primo risultato a favore delle Amministrazioni ricorrenti e che dimostra quanto sia fondamentale opporsi con fermezza alla cattiva condotta di chi confonde la responsabilità di governare un processo con l'arroganza del potere, spesso in spregio alle più basilari norme di leale collaborazione.

Di pochi giorni prima è l’ennesima bocciatura dello stato economico-finanziario di Pedemontana da parte della Corte dei Conti. La relazione della Corte è molto ampia e articolata.

Alcuni semplici elementi danno però un'idea chiara della realtà. 
Con sei esercizi consecutivi in negativo, Pedemontana ha oggi accumulato perdite per 101,1 milioni di euro. Inoltre, ben il 93% del “Fondo perdite società partecipate” della Regione, per complessivi 56,21 milioni di euro, è dovuto a Pedemontana.
È la certificazione dell’insostenibilità economica e finanziaria dell’opera, nel quadro di un indebitamento miliardario che continuerà a pesare sulle generazioni future.
Infine, la conferma, anzi la confessione, è arrivata fresca fresca dalla stessa Pedemontana, che ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un aumento dei pedaggi dell’8%: richiesta per ora respinta.

Questo ci dice due cose. Innanzitutto, che Pedemontana economicamente non sta in piedi e che è quindi costantemente costretta a chiedere l’intervento della politica per evitare di andare a gambe all’aria; in secondo luogo, che la gratuità della Milano-Meda sarebbe possibile solo rinunciando definitivamente a Pedemontana e mantenendo quindi l’attuale Superstrada gratuita. Pedemontana è un'opera insostenibile da tutti i punti di vista, compreso quello finanziario.

Il ricorso al TAR dei Sindaci del Vimercatese ha segnato un punto e i conti della società APL continuano ad essere traballanti. Se a tutto questo si aggiunge il pesante ritardo accumulato rispetto a ogni previsione, destinato ad aggravare ulteriormente una situazione economico-finanziaria già estremamente critica, diventa sempre più evidente che il completamento di questo ecomostro è tutt'altro che garantito. Tutto ciò conferma la necessità di continuare ad opporci ad un'opera insensata e devastante, che peserebbe sui territori anche sul piano ambientale e sociale.

La mobilitazione contro quest’opera scellerata deve continuare!
Il futuro non è ancora scritto.
La differenza possiamo farla noi tutti e tutte!

 


 

giovedì 23 luglio 2026

Comitato Ferma Ecomostro: "Una prima importante vittoria per i nostri territori"


Riceviamo e pubblichiamo
di Comitato Ferma Ecomostro D Breve


Il TAR Lombardia ha riconosciuto l'illegittimità del comportamento di CAL nel negare l'accesso completo alla documentazione richiesta dalle Amministrazioni. Una decisione che conferma l'importanza della trasparenza, del rispetto delle regole e del diritto delle comunità a conoscere gli atti che riguardano il loro futuro.
Un sentito grazie a tutti i Sindaci e agli Amministratori che, con determinazione, competenza e senso delle istituzioni, stanno portando avanti una battaglia per una difesa concreta, trasparente e leale dei nostri territori. Il loro impegno dimostra che amministrare significa tutelare gli interessi delle comunità, chiedendo chiarezza e pretendendo il rispetto della legalità.
Questo è un primo passo, ma è un segnale importante: quando si agisce con serietà e nell'interesse pubblico, i risultati arrivano. Continuiamo insieme questo percorso a difesa del nostro territorio.

mercoledì 22 luglio 2026

Comitato Ferma Ecomostro D Breve: "Pedemontana, un vero e proprio cappio finanziario per la Lombardia"


Riceviamo e pubblichiamo.
di Comitato Ferma Ecomostro D Breve


Mentre si continuano a tagliare risorse alla sanità pubblica e ai servizi essenziali, la Corte dei Conti traccia un quadro drammatico e inequivocabile sulla sostenibilità economica dell'Autostrada Pedemontana Lombarda (APL):

I numeri del disastro:

  • 1,18 MILIARDI di euro di debiti accumulati (di cui 837 milioni contratti direttamente con le banche).
  • 1,8 MILIARDI di euro di perdite o voragini contabili segnalate dai report contabili.
  • 101 MILIONI di euro di perdite registrate nell'ultimo esercizio.
  • Oltre 700 MILIONI di euro in garanzie concesse dalla Regione.

Chi sta pagando il conto?

Nonostante i rischi d'impresa dovrebbero teoricamente gravare sui privati, l'opera è nei fatti sostenuta quasi interamente dal settore pubblico (la Regione controlla oltre il 90% del capitale sociale).
Come sottolineato nei report, si stanno prosciugando le casse pubbliche per coprire un’opera fallimentare basata su "previsioni di traffico fantasiose", azzerando la ripartizione del rischio con i privati e scaricando interamente il costo sulle tasche di tutti i cittadini lombardi.
Invece di concentrare le risorse su sanità, trasporti pubblici e opere davvero utili per il benessere della comunità, la politica continua a iniettare denaro pubblico per sostenere una voragine senza fondo.
È ora di fermarsi e ripensare radicalmente le priorità della nostra regione.

A questo link il documento originale 
https://www.corteconti.it/.../Docum.../DettaglioDocumenti...
Per approfondimenti circa Pedemontana vi rimandiamo alla pagina de La Rondine Concorezzo che ringraziamo per l'importantissimo e puntuale lavoro di indagine 
https://www.larondineconcorezzo.com/pedemontana.html

giovedì 4 giugno 2026

Pedemontana, la Brianza dice no: appuntamento ad Agrate


Domenica 7 giugno 2026
il Comitato Ferma Ecomostro D Breve sarà presente ad Agrate con un gazebo informativo in occasione della Fest’Oasi. Un appuntamento importante per chi vuole capire meglio cosa si nasconde dietro il progetto della cosiddetta “tratta D breve di Pedemontana” e per chi desidera prendere posizione.  

Il presidio sarà attivo dalle 9:00 alle 17:00 e offrirà la possibilità sia di informarsi sia di firmare contro la tratta D breve. Ma soprattutto sarà un’occasione per fare rete tra cittadini e realtà locali che da anni si battono contro il consumo di suolo e per un modello di mobilità più sostenibile.

In un contesto in cui le grandi opere continuano a essere presentate come inevitabili, momenti come questo sono fondamentali per costruire consapevolezza e rafforzare un fronte comune. Partecipare significa contribuire a una mobilitazione che riguarda tutta la Brianza e il suo futuro.

mercoledì 13 maggio 2026

Parco P.A.N.E., un museo a cielo aperto che la Pedemontana rischia di distruggere


Una giornata per riscoprire il territorio, la sua storia e il suo valore ambientale, ma anche per riflettere su ciò che rischia di andare perduto. È questo lo spirito dell’iniziativa promossa dal Comitato Ferma Ecomostro D Breve insieme al Parco Agricolo Nord Est.

Sabato 23 maggio, dalle ore 9.00 alle 17.00, il Parco P.A.N.E. si trasformerà in un vero e proprio percorso esperienziale dal titolo “In viaggio nel tempo – il Parco attraverso la storia”, con visite guidate e attività tematiche aperte a tutti (accesso libero senza iscrizione).

Attraverso cinque percorsi tematici, i partecipanti potranno attraversare diverse epoche storiche, immergendosi in un paesaggio che racconta la relazione tra uomo e ambiente:

  • Epoca glaciale – La geologia, con ritrovo a Vimercate
  • Epoca romana – L’antica via di Trezzo, con partenza da San Rocco
  • Dal 1600 al 1800 – Paesaggi manzoniani, con ritrovo a Ornago
  • Dal 1800 al 1900 – La bachicoltura, con attività informative a Ornago
  • Oggi – L’agricoltura nel Parco, con visite ad aziende locali e percorsi educativi

Il programma si articola nell’arco dell’intera giornata, con attività distribuite tra mattina e pomeriggio e possibilità di partecipare a più momenti, esplorando così le trasformazioni del territorio nel tempo.

L’iniziativa rappresenta non solo un’occasione di conoscenza e partecipazione, ma anche un momento di consapevolezza: il Parco Agricolo Nord Est è infatti un patrimonio ambientale e culturale diffuso, un vero museo a cielo aperto che il progetto della Pedemontana tratta D breve rischia di compromettere in modo irreversibile.

Il progetto nasce grazie alla collaborazione con il Parco, che ha sostenuto e creduto nell’iniziativa, pensata come un dono alle comunità locali e come possibile appuntamento ricorrente negli anni futuri.

Un ringraziamento va a tutte le realtà coinvolte: Associazione Artù, l’architetto Francesco Stucchi, Azienda Agricola Frigerio, Fattoria didattica La Chiave di Sol, il Gruppo di Cammino Bellusco e le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco.

sabato 10 gennaio 2026

Vimercate e i data center: il Comitato Ferma Ecomostro mette al centro la difesa del suolo

Data Center area ex IBM. Render complessivo del progetto

Negli ultimi mesi Vimercate si è progressivamente trasformata in uno dei territori più appetibili della Brianza per l’insediamento di grandi infrastrutture digitali. Nel giro di poco tempo sono emersi più progetti distinti, collocati in aree diverse della città, ma uniti da un filo conduttore comune: un’elevata intensità energetica, nuove infrastrutture strategiche e varianti urbanistiche che stanno ridisegnando il territorio.

Sul territorio comunale si stanno infatti concentrando più interventi legati al mondo dei data center, strettamente collegati tra loro dalla necessità di una nuova e imponente infrastruttura elettrica:

  • il Campus Santa Maria Molgora, nell’Ambito di Trasformazione AT.6
  • la riqualificazione dell’area ex IBM a Velasca, in via Kennedy
  • la nuova centrale elettrica Terna all’interno del Parco Agricolo Nord Est (P.A.N.E.)

Progetti diversi, con iter autorizzativi differenti, ma i cui impatti ambientali e territoriali si sommano nel tempo e nello spazio.

Il Campus Santa Maria Molgora: un intervento di scala urbana

Planivolumetrico dell'intervento AT.6

L’intervento più esteso riguarda l’Ambito di Trasformazione AT.6, in via Santa Maria Molgora, al margine meridionale di Vimercate. Si tratta di un’area oggi in gran parte libera, che rappresenta uno degli ultimi grandi spazi aperti di questa parte della città.

Come chiarisce il Comitato Ferma Ecomostro D Breve, tuttavia, non si tratta di un’area “intoccabile” dal punto di vista urbanistico: “Le aree della zona Santa Maria Molgora sono proprietà privata e già incluse nel PGT come aree commerciali ovvero aree soggette ad edificazione.”

La superficie complessiva dell’ambito è di circa 260.000 metri quadrati. Il Programma Integrato di Intervento (PII) prevede la realizzazione di due grandi edifici produttivi destinati a data center, alti circa 22 metri, affiancati da un complesso terziario direzionale con uffici e funzioni complementari. Il progetto comprende inoltre una profonda riorganizzazione della viabilità, con nuove strade e la realizzazione di rotatorie considerate strategiche, oltre a fasce verdi e a una macchia boschiva con funzione di mitigazione paesaggistica.

Il PII è stato adottato dal Consiglio comunale ed è in variante al Piano di Governo del Territorio ai sensi della L.R. 12/2005, anche se una riperimetrazione ha escluso circa 29.900 metri quadrati, che resteranno agricoli.

Dal punto di vista economico, l’operazione porta con sé un pacchetto consistente di opere e risorse: oneri di urbanizzazione per circa 4,5 milioni di euro, la realizzazione di nuovi edifici comunali – tra cui un magazzino e la sede della Polizia locale – e fondi utilizzabili anche per la futura piscina comunale. Un valore complessivo stimato intorno ai 10 milioni di euro, che l’Amministrazione ha ritenuto sufficiente a giustificare la trasformazione di questa ampia porzione di territorio.

L’area ex IBM: rigenerazione urbana, ma non senza criticità

Area ex IBM. Inquadramento dell'area rispetto al contesto locale

Un secondo intervento riguarda l’area ex IBM di Velasca, lungo via Kennedy. Qui il contesto è diverso: non si parla di consumo di nuovo suolo agricolo, ma di rigenerazione urbana di un comparto produttivo esistente, da tempo in declino.

Il progetto prevede la demolizione dei vecchi capannoni e la realizzazione di nuove strutture digitali e uffici tecnologici, sfruttando le infrastrutture di rete ed energia già presenti. Proprio per questo motivo, l’intervento viene spesso percepito come meno impattante rispetto ad altri.

Il Comitato Ferma Ecomostro invita però a guardare oltre questa lettura semplificata: “Sull’area ex IBM verranno stoccati quasi 6 milioni di litri di carburante per alimentare 133 generatori. Questi dati emergono chiaramente dalla VIA.”

Un elemento che apre interrogativi importanti, soprattutto considerando il contesto idrogeologico dell’area: “In un’area classificata ad alto grado di pericolosità rispetto al fenomeno degli occhi pollini, e senza un’adeguata documentazione sulle ricadute sui piani di gestione alluvionali, stoccare 6.000 metri cubi di carburante potrebbe rappresentare un rischio concreto. Il caso del Lambro dovrebbe farci riflettere.”

Non a caso, su questi aspetti sono arrivate richieste di maggiori garanzie sia da Regione Lombardia sia dal Ministero della Sanità.

A questo scenario si aggiunge un’ulteriore ipotesi, ancora incerta ma significativa: “È stata chiesta autorizzazione anche per un terzo data center nel Quartiere Torri, nell’area ex Telettra. La sua realizzazione, però, non è ancora definita.”

La centrale Terna nel Parco P.A.N.E.: il vero punto di frattura

Area ex IBM e Centrale. Inquadramento dell'area attraversata dall'elettrodotto

Il nodo più critico dell’intera vicenda resta però la nuova centrale elettrica Terna, necessaria ad alimentare contemporaneamente i data center previsti sul territorio comunale.

La centrale dovrebbe sorgere in un’area agricola compresa tra Cascina Gargantini e la località Rossino, all’interno del Parco Agricolo Nord Est. L’impianto occuperebbe una superficie di circa 19.355 metri quadrati e sarebbe collegato a nuove linee elettriche aeree e interrate a 220 kV.

Comune di Vimercate e Parco P.A.N.E. hanno espresso parere negativo al progetto. Nonostante ciò, Terna ha attivato una Conferenza dei servizi decisoria presso il Ministero dell’Ambiente, che porterà a una variante al PGT d’ufficio, superando la contrarietà dell’ente locale. Regione Lombardia e Soprintendenza hanno già espresso pareri favorevoli, e le aree agricole interessate saranno espropriate.

Il Comitato chiarisce che la dimensione e la collocazione della centrale non sono casuali: “Il fatto di dover alimentare tre data center comporta necessariamente una sottostazione di servizi di queste dimensioni, collocata proprio in quel punto del Parco P.A.N.E. per garantire i tre collegamenti contemporaneamente.”

È stata inoltre respinta la proposta alternativa avanzata dal Comune, che prevedeva tre centrali più piccole, ciascuna all’interno delle aree dei singoli data center e al di fuori del Parco.

Impatti cumulativi e assenza di una visione complessiva

Collocazione di AT.6 (in basso) rispetto all'area di progetto ex IBM (in alto)

Ogni intervento viene oggi valutato singolarmente, come se fosse un episodio isolato, ma ciò che continua a mancare è una valutazione complessiva degli effetti che questi progetti producono nel loro insieme. Il consumo di suolo diretto e indiretto, il fabbisogno energetico complessivo, i rischi ambientali e idrogeologici, la pressione sulle risorse idriche e le infrastrutture necessarie a sostenere un polo energetico-digitale di queste dimensioni non vengono affrontati in modo unitario.

Il Comitato Ferma Ecomostro sottolinea che la propria preoccupazione principale non riguarda tanto l’intensità energetica del territorio, quanto la perdita irreversibile di suolo agricolo, in particolare quando questa avviene all’interno di un parco: “Siamo più amareggiati dal nuovo consumo di suolo che comporterà la sottostazione di servizi, collocata in un’area oggi libera e agricola all’interno del Parco, rispetto alla cosiddetta intensità energetica del territorio.”

Il Comitato introduce inoltre una distinzione importante tra interventi di riqualificazione e nuovo consumo di suolo: “Riqualificare un’area produttiva trascurata come l’ex IBM, di proprietà privata, può essere accettabile rispetto a realizzare nuove opere che devastano un Parco, come potrebbe avvenire con Pedemontana.”

A rendere ancora più complesso il quadro è la frammentazione degli iter autorizzativi e decisionali. La mancanza di una strategia nazionale chiara e trasparente per lo sviluppo dei data center – capace di tenere insieme sicurezza informatica, politica industriale, ambiente ed energia – genera incertezza e lascia irrisolti interrogativi fondamentali sul senso complessivo di queste operazioni.

Come osserva il Comitato: “Opere di questo tipo dovrebbero rientrare in una strategia nazionale per la sicurezza informatica, lo sviluppo industriale, l’ambiente e l’energia, che tenga conto di tutti i fattori in gioco, incluso il suolo.”

L’assenza di una visione unitaria solleva dubbi anche sul reale ritorno per i territori che ospitano queste infrastrutture: “Questa mancanza di visione mette dubbi anche sugli investitori: i benefici maggiori andranno a Big Tech straniere o contribuiranno davvero allo sviluppo della nostra economia?”

Secondo il Comitato, questa impostazione rischia inoltre di svuotare di significato gli strumenti di pianificazione locale: “Si rischia di rendere vani i piani territoriali comunali, causando frustrazione negli amministratori e sfiducia nei cittadini, che si sentono ancora una volta non adeguatamente tutelati.”

A questa carenza di indirizzo strategico si affianca un quadro normativo giudicato insufficiente: “La normativa sui data center è insufficiente e lacunosa e rischia di lasciare i Comuni soli di fronte a nuove forme di consumo di suolo.”

Una situazione che contribuisce ad alimentare un diffuso senso di impotenza nelle comunità coinvolte: “Ancora una volta i territori e i cittadini si sentono oppressi e costretti ad accettare opere imposte, che sottraggono aree verdi e minano la qualità della vita e il benessere psico-fisico delle comunità.”

Da qui nasce una riflessione che va oltre i singoli progetti e chiama in causa anche gli stili di vita contemporanei e le scelte quotidiane che alimentano una domanda crescente di infrastrutture digitali sempre più energivore: “Continuare ad acquistare case nuove, fare acquisti online, conservare milioni di dati, alimentare sistemi sempre più energivori ha conseguenze dirette sul consumo di suolo, il quale difficilmente si arresterà.”

Per questo, conclude il Comitato Ferma Ecomostro, diventa centrale il ruolo dell’informazione e della consapevolezza collettiva: “Insistiamo sull’informazione e sulla cultura per diffondere senso critico su temi che ricadono sull’intera collettività e sulla tutela dei beni comuni.”

Fonte immagini: "Studio di Impatto Ambientale" area ex IBM

venerdì 14 novembre 2025

Una serata “dalla parte del suolo”: la Brianza cerca alternative al cemento


A Concorezzo si accende il dibattito sulla tutela del suolo, tema sempre più urgente in una Brianza che continua a essere la provincia più cementificata d’Italia. La progressiva avanzata del cemento, l’assenza di una chiara inversione di rotta e il silenzio della politica rendono necessario un momento di confronto pubblico capace di rimettere al centro la terra, le persone e il loro futuro.

Per questo La Rondine Concorezzo e il comitato Ferma Ecomostro D Breve, realtà da anni impegnata nella difesa del territorio e nella battaglia contro Pedemontana, promuovono una serata di approfondimento dal titolo “Cosa possiamo fare per proteggere la nostra terra?”.

L’incontro si terrà giovedì 20 novembre alle 21.00 in Piazza della Pace a Concorezzo e vedrà la partecipazione del prof. Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano e autore del libro “Dalla parte del suolo – L’ecosistema invisibile”. Sarà l’occasione per comprendere cosa sta accadendo sotto i nostri piedi, quali trasformazioni sono in corso e quali scelte — individuali e collettive — possono ancora proteggere il suolo, bene prezioso e insostituibile.

Durante la serata si parlerà di alternative al cemento, di modelli economici capaci di essere davvero sostenibili e delle buone pratiche che possono fare la differenza nella vita quotidiana e nelle politiche territoriali. L’obiettivo è chiaro: promuovere conoscenza e consapevolezza per generare azioni concrete, perché difendere il suolo significa difendere la comunità che lo abita.

Un invito aperto a tutti: conoscere è il primo passo per cambiare.

domenica 5 ottobre 2025

Monza, in duemila per dire NO a Pedemontana: “Un vento nuovo soffia sulla nostra lotta”


Una piazza gremita, voci unite, striscioni colorati e tanta determinazione: ieri pomeriggio circa duemila persone hanno partecipato alla grande manifestazione a Monza per fermare la Pedemontana. L’iniziativa, organizzata dai Comitati NO Pedemontana, ha visto la presenza di tutte le anime ambientaliste che da anni si battono contro quella che definiscono “un’opera inutile e devastante”.


Oltre 150 associazioni, gruppi civici e forze politiche hanno aderito all’appello, insieme a 17 Comuni che hanno patrocinato ufficialmente la manifestazione, mentre altri hanno scelto di partecipare con rappresentanze istituzionali.


Luigi De Vincentis, uno dei portavoce dei comitati, a fine corteo ha espresso la propria soddisfazione per il successo dell’iniziativa: “È stata una bella, bella, bella manifestazione. Grazie a tutti, e che nessuno si senta escluso da questo ringraziamento. Adesso però comincia il dopo-manifestazione, che è il momento più difficile… dove non si deve disperdere tutto il patrimonio di partecipazione e passione che si sono espressi ieri”.


De Vincentis ha sottolineato anche il cambiamento che si respira nel territorio: “Ho l’impressione che stia tirando un’aria più favorevole tra la gente… la voglia di partecipazione, il desiderio di umanità espresso in questi giorni ha contagiato la lotta a difesa del territorio, del suolo, contro i mostri come Pedemontana, e non solo, producendo una discesa in piazza a Monza che è andata oltre le aspettative. Oggi ci sentiamo più forti nelle nostre convinzioni, ma ancora tanto abbiamo da fare e da pensare”.



La giornata ha rappresentato un punto di svolta per il movimento ambientalista lombardo, capace di mettere insieme esperienze, competenze e comunità diverse. Tra le realtà presenti c’era anche Sinistra e Ambiente Meda, come ha ricordato Alberto Colombo: “C’eravamo anche noi a Monza il 4 ottobre 2025 per dire che Pedemontana fa male. Eravamo presenti fisicamente e non virtualmente quali gruppi ambientalisti e liste civiche della tratta B2 e C che da due decenni si oppongono alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda e che continuano tuttora a farlo, occupandosi anche delle delicate e difficili partite della bonifica da diossina, delle compensazioni ambientali, delle proposte di Barriera Verde e di Dorsale Verde dei Parchi”.



Anche il Gruppo La Rondine di Concorezzo ha raccontato l’atmosfera della giornata con parole cariche di emozione: “Un pomeriggio meraviglioso per la nostra terra. Un fiume di persone per dire no a Pedemontana. Un’alternativa c’è. Questo è il messaggio delle 2000 persone che si sono ritrovate a Monza in un corteo pacifico e determinato. Mentre i promotori di Pedemontana provano a dividere il nostro territorio, ieri si è levata forte l’unità di intenti. Un abbraccio ai comitati promotori, protagonisti di un lavoro davvero eccezionale. Quattro realtà che abbiamo conosciuto e con cui è un piacere lavorare: Ferma Ecomostro D Breve, Comitato per la Difesa del Territorio, Suolo Libero e No Pedemontana. Un grazie a chi ha voluto manifestare al fianco di tante istituzioni del territorio, di tante associazioni di cittadini e tanti gruppi politici. Bisogna continuare ad insistere, uniti: siamo fiduciosi che le nostre buone ragioni potranno infine prevalere sulla prepotenza di chi confonde il dovere di governare con l’arroganza del potere”.


👉 Il manifesto ufficiale, con le adesioni e i patrocini istituzionali, è disponibile cliccando qui.

sabato 4 ottobre 2025

Monza 4 ottobre 2025: FERMARE Pedemontana per RIPROGETTARE insieme una nuova Brianza

 


Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e sostenere la mobilitazione. Maggiori informazioni e il manifesto ufficiale sono disponibili sul sito dedicato: Fermare Pedemontana

 

giovedì 2 ottobre 2025

Brianza unita contro Pedemontana: grande mobilitazione il 4 ottobre a Monza


Sale l’attesa per la manifestazione “Fermare Pedemontana”, in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 nei Giardini della Stazione di Monza, in via Arosio. L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di oltre 150 realtà tra associazioni, comitati cittadini e gruppi politici, insieme a 17 amministrazioni comunali della Brianza, e il numero dei sostenitori continua a crescere.

I comitati promotori – Comitato NO Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio NO Autostrada Pedemontana, Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve e Comitato Suolo Libero – sottolineano che la costruzione dell’autostrada rappresenterebbe un danno ambientale ed economico per l’intero territorio. “Pedemontana ferisce e frammenta la Brianza”, affermano, “non c’è compensazione ambientale, marciapiede o pista ciclabile che possa sanare una ferita così grande”.

Secondo i promotori della mobilitazione, il progetto attuale, suddiviso in tratte B2, C e D, ha lo scopo di dividere le comunità locali e rendere difficile una risposta unitaria dei cittadini. Per questo motivo i comitati chiedono di fermare l’iter di approvazione della tratta D e di bloccare i cantieri sulle tratte B2 e C, sostenendo che correggere gli errori compiuti finora costerebbe meno che completare l’infrastruttura.

La manifestazione di sabato vuole essere un momento di unità e proposta di alternative concrete: “Non ci interessano rivendicazioni personali o protagonismi, ma costruire insieme una visione alternativa che metta al centro l’interesse della comunità”, spiegano i comitati.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e sostenere la mobilitazione. Maggiori informazioni e il manifesto ufficiale sono disponibili sul sito dedicato: Fermare Pedemontana

 


 

domenica 28 settembre 2025

Quindici Comuni patrocinano la manifestazione “Fermare Pedemontana per riprogettare insieme una nuova Brianza”


Una presa di posizione netta, condivisa e tutt’altro che scontata. Sono ben quindici le amministrazioni comunali della Brianza che hanno scelto di sostenere ufficialmente la manifestazione pubblica “Fermare Pedemontana per riprogettare insieme una nuova Brianza”, in programma sabato 4 ottobre alle ore 15 presso i Giardini della Stazione di Monza.

Gli stemmi dei 15 comuni che hanno patrocinato la manifestazione

Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago di Molgora, Busnago, Cambiago, Carnate, Cavenago Brianza, Cornate d’Adda, Lesmo, Ornago, Ronco Briantino, Sulbiate, Usmate Velate e Vimercate: quindici sindaci hanno firmato un patrocinio che rappresenta una scelta politica e amministrativa di grande rilievo, schierandosi al fianco dei comitati promotori.

“Queste adesioni non sono né dovute né scontate – ha sottolineato Manuela Meloni, portavoce dei comitati –. Hanno una notevole importanza perché esprimono la volontà concreta delle istituzioni locali di difendere il territorio insieme ai cittadini”.

Le amministrazioni, nel loro comunicato congiunto, hanno spiegato che Pedemontana non risponde ai reali bisogni di mobilità della Brianza, comportando invece danni ambientali e territoriali ingenti. A fronte di oltre 5 miliardi di euro di spesa pubblica, i benefici sarebbero marginali, mentre il pedaggio previsto renderebbe l’infrastruttura scarsamente accessibile.

Il patrocinio non si limita quindi alla contrarietà, ma abbraccia anche la proposta costruttiva avanzata dai comitati: investire le risorse in progetti di trasporto sostenibile, dal prolungamento delle metropolitane M2 e M5 al potenziamento delle linee ferroviarie Carnate-Seregno e Milano-Meda, fino alla messa in sicurezza della rete stradale esistente.

La giornata del 4 ottobre sarà un momento di incontro e mobilitazione collettiva. Ai comitati organizzatori – No Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio No Autostrada Pedemontana, Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve, Comitato Suolo Libero – si sono già affiancate più di cento tra associazioni, gruppi civici, partiti politici e sigle ambientaliste, insieme a realtà nazionali come Greenpeace, LAV ed ENPA.

Il messaggio comune è chiaro: la Brianza merita un futuro diverso, fondato su scelte lungimiranti, attente all’ambiente e ai bisogni delle comunità.

“Pedemontana è l’espressione di un modello superato – affermano gli organizzatori –. È necessario immaginare un nuovo progetto di mobilità che tuteli i parchi, riduca il consumo di suolo e migliori davvero la qualità della vita”.

Con il patrocinio dei Comuni, la manifestazione del 4 ottobre assume un valore ancora più forte: non solo la protesta dei cittadini, ma una mobilitazione condivisa da amministrazioni, associazioni e movimenti che chiedono a Regione Lombardia di fermarsi, ascoltare e riprogettare insieme.

Il 4 ottobre, Monza sarà il cuore di una Brianza che sceglie di difendere il proprio territorio.

 

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venerdì 19 settembre 2025

Verso il 4 ottobre: assemblea pubblica e oltre 100 adesioni alla manifestazione NO Pedemontana di Monza


Si avvicina il 4 ottobre e cresce l’attesa per la grande manifestazione di Monza. In preparazione a questa giornata, è in programma un momento fondamentale di confronto: l’assemblea pubblica del 26 settembre a Lissone.
Un’occasione per incontrare i Comitati promotori, ascoltare le voci di chi ha già scelto di sostenere l’iniziativa e discutere insieme le prospettive che ci porteranno a manifestare in modo consapevole e informato.

Oltre 100 adesioni: una rete che cresce

Intanto, la rete di realtà che sostengono la mobilitazione continua ad allargarsi. Sono infatti oltre 100 le associazioni, i gruppi civici e politici che hanno deciso di aderire, unendo energie e sensibilità diverse in nome di un obiettivo comune.

Tra le ultime adesioni troviamo:

  • Mothers Rebellion
  • Legambiente Meratese aps
  • Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
  • ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali
  • Alberi Monumentali Brianza
  • Collettivo Brianza Resistente
  • Fridays For Future - Monza
  • ONDA - Organismo Nazionale Difesa Alberi
  • LAC Nazionale - Lega per l'Abolizione della Caccia
  • Rete Ambiente Lombardia
  • Legambiente Terre di Parchi – Circolo Territorio di Abbiategrasso
  • Comitato per la Difesa delle Bevere e del fiume Lambro
  • CSA Lambretta
  • Mutuo Soccorso Milano Aps
  • Greenpeace – sezione locale di Milano
  • WWF Lombardia
  • WWF Insubria
  • Circolo Gaia Legambiente – Usmate Velate
  • Comitato No Pedemontana Lesmo, Camparada, Usmate Velate, Arcore
  • Partito Democratico – Arcore
  • Carnate Unita
  • Agrate Futura
  • Partito Democratico di Camparada, Correzzana, Lesmo

(l’elenco completo è disponibile a questo link 👉 https://sites.google.com/view/fermare-pedemontana/home)

giovedì 28 agosto 2025

Uniti per fermare la Pedemontana: sempre più voci insieme per salvare il verde della Brianza


La mobilitazione contro la Pedemontana cresce ogni giorno. Dopo l’appello lanciato a luglio da Comitato NO Pedemontana, Comitato per la difesa del territorio, Comitato Ferma Ecomostro, Comitato Suolo Libero, sono già decine le realtà che hanno scelto di aderire alla manifestazione del 4 ottobre alle ore 15:00 in Piazza Roma a Monza.

👉 Ad oggi, 28 agosto 2025, si contano:

  • 55 tra associazioni, comitati, gruppi civici e culturali
  • 25 liste civiche, partiti e gruppi politici

➡️ Già 80 adesioni complessive, e la lista è in continuo aggiornamento!

Un fronte ampio e variegato che unisce:

  • Comitati locali e cittadini, da Sant’Albino a S. Fruttuoso, da Agrate a Monza, impegnati nella difesa dei quartieri e dei beni comuni.
  • Associazioni ambientaliste come Legambiente, Fiab, GUFI, LAV, Apincittà, che ricordano quanto il progetto minacci parchi, boschi e corridoi verdi fondamentali per la Brianza.
  • Movimenti giovanili e climatici, da Fridays for Future a Parents for Future, insieme agli studenti di Monza, Brianza e Lombardia.
  • Associazioni sociali e culturali, come Arci Scuotivento, Casa delle Donne Desio, Campsirago Residenza, Bloom Mezzago, a dimostrazione che la difesa del territorio è anche difesa della vita culturale e comunitaria.
  • ANPI e realtà della memoria storica, che ricordano come la tutela del territorio sia un valore democratico e di civiltà.
  • Liste civiche e forze politiche, dal livello locale a quello regionale, unite per chiedere uno stop al progetto e un futuro diverso per la mobilità lombarda.

📣 La manifestazione del 4 ottobre sarà una grande occasione per mostrare questa unità: cittadini, associazioni, comitati e amministratori insieme per dire NO a un’opera inutile, dannosa e costosissima, e per proporre alternative concrete e sostenibili: più trasporto pubblico, più ferrovia, più mobilità intelligente.

✋ Fermare la Pedemontana significa difendere il verde che ci resta e costruire un futuro migliore per la Brianza. Il 4 ottobre facciamo sentire la nostra voce. Tutti insieme.

Gruppi promotori:

  1. Comitato NO Pedemontana
  2. Comitato per la difesa del territorio NO Autostrada Pedemontana
  3. Comitato Ferma Ecomostro tratta D Breve
  4. Comitato Suolo Libero

Associazioni e gruppi aderenti (lista in aggiornamento):

  1. Comitato quartiere Sant’Albino 
  2. Comitato via Blandoria 
  3. Comitato Aria Pulita Monza 
  4. Comitato per il Parco A. Cederna 
  5. Comitato La Villa reale è anche mia 
  6. Comitato pro Buon Pastore 
  7. Comitato a salvaguardia del Buon Pastore 
  8. Comitato Ospedale Umberto I 
  9. Presidio ex Macello 
  10. Comitato Sai cosa vorremmo in Comune 
  11. Comitato S. Fruttuoso Bene Comune 
  12. Osservatorio antimafie MB Peppino Impastato 
  13. Fiab - Monza in bici  
  14. NaturalMente a.p.s. Bergamo
  15. Comitato Homate - Agrate Brianza 
  16. BOA Brianza Oltre l'Arcobaleno aps 
  17. GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane 
  18. Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Sud Milano 
  19. Associazione Un palcoscenico per i ragazzi 
  20. Associazione Minerva
  21. Arci Scuotivento - Monza
  22. DESBRI - Distretto di Economia Solidale della Brianza 
  23. Casa delle Donne Desio 
  24. Desio Città Aperta
  25. ANPI sez. Le donne della resistenza di Bellusco, Burago, Mezzago e Ornago
  26. Fridays for future Vimercate
  27. Tenda della Pace Bellusco
  28. Proloco Bellusco
  29. Blog Brianza Centrale 
  30. ANPI sez. "Livio Colzani" di Seregno 
  31. Legambiente Seregno
  32. Unione degli studenti - Monza e Brianza
  33. Unione degli studenti - Lombardia
  34. Seveso Memoria di parte
  35. La Chiave di Sol - Ornago 
  36. LAV - Nazionale 
  37. AbcDesio
  38. Comitato Civico Ambiente
  39. Comitato Attuare la Costituzione 
  40. Arci la Lo.Co. - Osnago
  41. Libera Monza e Brianza
  42. Campsirago Residenza
  43. Parents for Future - Milano 
  44. Donne in campo - Lombardia
  45. Associazione Schierarsi - Monza e Brianza 
  46. Associazione Sulé Onlus - Agrate Brianza
  47. Apincittà Monza
  48. Usciamone Vivi
  49. COOP Bloom Mezzago
  50. Gaspaccio APS
  51. Laicitalia APS

Liste civiche, i partiti e i gruppi politici (lista in aggiornamento):

  1. Brianza Rete Comune
  2. La Rondine
  3. Vivi Lissone
  4. Vimercate Futura
  5. Federazione Provinciale del Partito Democratico - Monza e Brianza
  6. Movimento 5 Stelle - Monza e Brianza
  7. Movimento Patto Civico Lombardia 
  8. LabMonza 
  9. MonzAttiva 
  10. Il Listone - Lissone
  11. Mezzago Democratica
  12. AVS Alleanza Verdi e Sinistra - Monza e Brianza 
  13. Lista Civica Rinnovamento - Caponago 
  14. Sinistra Italiana - Monza e Brianza
  15. Partito Democratico - Vimercate
  16. Cittadini in Movimento - Vimercate
  17. Indipendenti a Sinistra - AVS Vimercate
  18. Partito Democratico - Ornago 
  19. Partito Democratico - Agrate Brianza
  20. Lista Civica Desio Bene Comune 
  21. Rifondazione Comunista - Regione Lombardia 
  22. Partito Comunista Italiano - Monza e Brianza
  23. Lista Civica Italiana 
  24. Io scelgo Villasanta 
  25. Partito Democratico - Carnate

 

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lunedì 21 luglio 2025

Passeggiata nel Parco P.A.N.E. contro l’Ecomostro D-Breve: cittadini e istituzioni insieme per difendere il territorio


Sabato scorso si è tenuto un nuovo evento promosso dal Comitato “Ferma Ecomostro D Breve”, che ha visto una partecipata passeggiata nel parco P.A.N.E. – acronimo di Parco Agricolo Nord Est, simbolo di natura, vita e senso di comunità.

La giornata si è conclusa con un aperitivo rigenerante tra i prati, ma è lungo il sentiero che si è consumato uno dei momenti più significativi: l’incontro con un agricoltore locale accompagnato dal figlio, impegnato a controllare il raccolto. Le sue parole hanno lasciato un segno profondo nei partecipanti: “Cosa lascerò a mio figlio?”. Una riflessione amara che racconta la preoccupazione concreta per il futuro, in un territorio già duramente colpito dall’urbanizzazione forzata.

L’agricoltore, infatti, è stato privato di una parte consistente del suo terreno agricolo a causa della futura realizzazione della sottostazione Terna nel cuore del parco. Come se non bastasse, la sua attività rischia di essere ulteriormente compromessa dalla tratta D-Breve della Pedemontana, infrastruttura viabilistica da tempo contestata da comitati, associazioni e parte della cittadinanza.

Il Comitato sottolinea con forza la necessità di ascoltare le istanze delle comunità locali, troppo spesso ignorate da scelte calate dall’alto che finiscono per mortificare l’identità dei luoghi e il tessuto sociale ed economico del territorio.


Durante l’evento sono stati ringraziati La Chiave di Sol per l’accompagnamento musicale, i numerosi partecipanti, la consigliera del Partito Democratico di Monza Sarah Brizzolara, l’assessore all’Ambiente del Comune di Ornago Stefano Galbusera, e tutti gli amministratori che – pur non presenti fisicamente – hanno fatto arrivare messaggi di apprezzamento e sostegno.

Il Comitato guarda ora al prossimo appuntamento pubblico, previsto per il 4 ottobre a Monza, che si preannuncia come un momento importante per dare nuova forza alla mobilitazione. Le adesioni continuano a crescere e l’obiettivo è coinvolgere il maggior numero di cittadini possibile per chiedere un cambio di rotta nelle politiche territoriali.


Per restare aggiornati e aderire alle iniziative del comitato è possibile visitare la pagina Facebook:
👉 https://www.facebook.com/FermaEcomostro/

mercoledì 16 luglio 2025

Passeggiata con aperitivo tra i boschi del Vimercatese contro la Pedemontana


Proseguono le iniziative contro la Pedemontana e la sua prevista devastazione del territorio. In attesa della grande manifestazione del 4 ottobre a Monza, il prossimo appuntamento è fissato per sabato 19 luglio.

L’associazione Ferma Ecomostro organizza una passeggiata di circa un’ora lungo il percorso campestre riqualificato tra Vimercate e Ornago, minacciato dal futuro tracciato della tratta Dbreve.

Il ritrovo è previsto alle ore 17.00 in via Carlo Cattaneo 38 a Vimercate. L’arrivo sarà presso La Chiave di Sol (Via Cascina Rossino 6/D, Ornago), dove si terrà un agriaperitivo organizzato dall’agriturismo stesso. Il ricavato andrà a sostegno delle spese per l’organizzazione della manifestazione di ottobre.

Durante il pomeriggio è previsto anche un laboratorio gratuito per realizzare “sacchettini alla lavanda”, un’occasione per conoscere e difendere le bellezze del territorio e del Parco P.A.N.E.

È gradita l’adesione tramite QR Code presente nella locandina dell’evento.

Per ulteriori informazioni:
fermaecomostro@gmail.com
Instagram/Facebook: @fermaecomostro

giovedì 10 luglio 2025

Uniamo la Brianza (e non solo) per dire NO a Pedemontana!


L’appello dei comitati NO Pedemontana, Difesa del Territorio, Ferma Ecomostro e Suolo Libero ha già raccolto l’adesione di oltre trenta associazioni, comitati e gruppi. E gli organizzatori sono convinti che questo numero crescerà ancora, perché fermare Pedemontana è ormai una battaglia che coinvolge tutta la Brianza e non solo.

La manifestazione è fissata per sabato 4 ottobre 2025, alle ore 15:00 in Piazza Roma a Monza.

La Pedemontana significherebbe:

  • uno sperpero immenso di risorse pubbliche (oltre 5 miliardi di euro, in gran parte a carico del debito pubblico lombardo),
  • pedaggi proibitivi (fino a 20 euro al giorno per il tratto Lentate–Agrate),
  • distruzione di preziosi corridoi verdi e parchi naturali come il Parco GruBria, il Parco dei Colli Briantei, il Parco Agricolo del Nord Est,
  • un modello di sviluppo vecchio, basato sul consumo di suolo, il cemento e l’illusione che nuove autostrade risolvano i problemi di traffico.

Ma un’alternativa è possibile. Con le stesse risorse si potrebbero:

  • prolungare la metropolitana M5 fino a Monza,
  • prolungare la M2 fino a Vimercate,
  • potenziare la linea ferroviaria Carnate-Seregno,
  • migliorare la Milano-Meda e la Tangenziale Est,
  • mettere in sicurezza la rete stradale esistente.

Scelte sostenibili, concrete e utili davvero alle persone.

Oggi più che mai serve unità.

Per questo, il blog Brianza Centrale invita tutte le associazioni, i comitati, i gruppi civici e politici ad aderire alla manifestazione del 4 ottobre.

Ecco chi ha già detto NO a Pedemontana e ha deciso di promuovere la manifestazione:

  • Comitano NO Pedemontana
  • Comitato per la difesa del territorio
  • Comitato Ferma Ecomostro
  • Comitato Suolo Libero 
  • Comitato quartiere Sant’Albino
  • Comitato via Blandoria
  • Comitato Aria Pulita Monza
  • Comitato per il Parco A. Cederna
  • Comitato La Villa reale è anche mia
  • Comitato pro Buon Pastore
  • Comitato a salvaguardia del Buon Pastore
  • Comitato Ospedale Umberto I
  • Presidio ex Macello
  • Comitato Sai cosa vorremmo in Comune
  • Comitato S. Fruttuoso Bene Comune
  • Osservatorio antimafie MB Peppino Impastato
  • Fiab Monza in bici
  • NaturalMente a.p.s. Bergamo
  • Comitato Homate
  • BOA Brianza Oltre l'Arcobaleno aps
  • GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
  • Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e Parco Sud Milano
  • Associazione Un palcoscenico per i ragazzi
  • Associazione Minerva
  • Arci Scuotivento Monza
  • DESBRI - Distretto di Economia Solidale della Brianza
  • Casa delle Donne Desio
  • Desio Città Aperta
  • ANPI sez. Le donne della resistenza di Bellusco, Burago, Mezzago e Ornago
  • Fridays for future Vimercate
  • Tenda della Pace Bellusco

(Lista in continuo aggiornamento)

👉 Per aderire in qualità di associazione, comitato o gruppo politico basta scrivere a: fermarepedemontana@gmail.com

 

 

Per scaricare il volantino della manifestazione cliccare qui

venerdì 4 luglio 2025

Comitati e associazioni uniti contro la Pedemontana: “È il momento di un salto di qualità nella mobilitazione”


I comitati contrari alla realizzazione della Pedemontana alzano il livello della loro mobilitazione e lanciano un appello alle associazioni e ai comitati cittadini affinché si uniscano alla manifestazione che si terrà il prossimo 4 ottobre a Monza.

A dare voce all’iniziativa è Manuela Meloni, a nome dei comitati promotori - Ferma Ecomostro Tratta D-Breve, Comitato per la Difesa del Territorio, Comitato Suolo Libero e Comitato No Pedemontana - che hanno elaborato un manifesto frutto di anni di impegno civile e battaglie ambientali.

“Crediamo sia giunto il momento di un salto di qualità nella mobilitazione in contrasto a quest’opera assurda e avvertiamo forte il dovere di coinvolgere i cittadini, informarli sulle gravi e profonde contraddizioni che la Pedemontana porta con sé, affinché si possa pensare a un modello diverso per il nostro territorio,” si legge nell’invito inviato ai referenti delle associazioni e dei comitati cittadini.

I promotori sottolineano la necessità di una rete ampia e coesa per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati al progetto infrastrutturale, ritenuto dannoso sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed economico. Nel messaggio rivolto alle realtà associative, i comitati esprimono la volontà di raccogliere nuove adesioni, invitando tutti a firmare il manifesto disponibile sul sito ufficiale della manifestazione: https://sites.google.com/view/fermare-pedemontana/home.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un fronte comune capace di opporsi in modo sempre più efficace alla realizzazione dell’opera e di proporre soluzioni alternative, basate su una gestione più sostenibile del territorio.

I promotori restano in attesa delle risposte delle associazioni e dei comitati invitati, nella speranza di ampliare il fronte di chi chiede di fermare la Pedemontana.

 

Per scaricare il volantino della manifestazione cliccare qui

martedì 1 luglio 2025

Uniti per fermare la Pedemontana: una grande mobilitazione per salvare il verde della Brianza


Il 4 ottobre alle ore 15:00 in Piazza Roma, a Monza, cittadini, associazioni, comitati e amministratori si riuniranno in una manifestazione pubblica per dire NO alla Pedemontana e chiedere con forza un ripensamento radicale del progetto. L’iniziativa, promossa da una rete di realtà locali impegnate nella tutela del territorio, si pone come un momento fondamentale di mobilitazione collettiva per fermare un’infrastruttura definita inutile, dannosa e costosissima.

Secondo i promotori della protesta, la nuova autostrada Pedemontana - che comporta una spesa pubblica superiore ai 5 miliardi di euro - non offre risposte concrete ai problemi di mobilità della Lombardia. Con un pedaggio che può superare i 20 euro al giorno tra Lentate e Agrate, il progetto finirebbe per servire solo pochi utenti, mentre scaricherebbe sull’ambiente e sulla collettività costi insostenibili.

Ma è soprattutto il prezzo ambientale a destare la maggiore preoccupazione: la Pedemontana andrebbe a distruggere l’ultimo grande corridoio verde della Brianza. Verrebbero compromessi il Parco GruBrìa (che perderebbe oltre un milione di metri quadrati), vaste aree naturali tra Lesmo, Arcore, Usmate, Camparda, i boschi del Parco dei Colli Briantei e il prezioso Parco Agricolo Nord Est, un baluardo per l’equilibrio ambientale del Vimercatese.

L’obiettivo immediato dell’iniziativa è bloccare l’avanzamento della tratta D-Breve e sospendere i cantieri delle tratte B2 e C, che da Lentate a Vimercate stanno già causando danni ambientali profondi e spesso irreversibili. La manifestazione vuole lanciare un messaggio forte: non è troppo tardi per fermarsi e scegliere un’altra strada.


La manifestazione del 4 ottobre rappresenta molto più di una semplice protesta: è un appello alla politica regionale affinché ascolti le esigenze reali dei territori e dei cittadini. È un’occasione per dimostrare che esiste un ampio fronte sociale che chiede una visione diversa, più intelligente, più equa e sostenibile dello sviluppo.

Gli organizzatori propongono investimenti mirati e lungimiranti nel trasporto pubblico: prolungare la metropolitana M5 fino a Monza, estendere la linea M2 fino a Vimercate, rafforzare la linea ferroviaria Carnate-Seregno e potenziare le tangenziali esistenti. Si tratta di soluzioni concrete che migliorerebbero realmente la mobilità e la qualità della vita senza distruggere il territorio.
Partecipare è fondamentale

Una grande partecipazione alla manifestazione del 4 ottobre sarà un segnale decisivo. Dimostrare che i cittadini non sono disposti a tollerare ulteriori ferite al proprio territorio è essenziale per spingere le istituzioni a cambiare rotta. Solo con un coinvolgimento attivo e visibile si può ribaltare una decisione calata dall’alto, figlia di un modello vecchio e insostenibile.

La manifestazione sarà il momento per unire voci diverse in un’unica richiesta: ripensare il futuro della Brianza partendo dalla tutela del verde, dalla partecipazione e dal buon senso. Fermare Pedemontana oggi significa costruire insieme un’alternativa migliore, davvero utile per tutti.

Ripensiamo il futuro della Brianza. Fermiamo Pedemontana.