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martedì 24 marzo 2026

Pedemontana? Bocciata: a Bernate un pomeriggio tra gioco e denuncia


Nel cuore della Brianza, dove il paesaggio raccontava fino a poco tempo fa una storia fatta di campi, filari e comunità, si prepara un’iniziativa dal tono volutamente leggero ma dal significato profondamente politico. I comitati che da anni si oppongono alla costruzione dell’autostrada Pedemontana lombarda lanciano un nuovo appuntamento pubblico, scegliendo l’ironia come strumento per denunciare quello che definiscono uno “scempio ambientale” ancora in corso.

Sabato 28 marzo, a partire dalle ore 15:30, il ritrovo è fissato in Piazza Durini, a Bernate di Arcore. L’invito è semplice: trascorrere insieme un pomeriggio nei luoghi segnati dai cantieri dell’infrastruttura, osservando da vicino le trasformazioni del territorio e condividendo un momento di socialità e consapevolezza.

Il titolo dell’iniziativa — “Bocciamo Pedemontana” — gioca su un doppio significato tanto immediato quanto efficace. Da un lato, “bocciare” nel senso di respingere un progetto ritenuto dannoso; dall’altro, il richiamo al gioco delle bocce, simbolo di convivialità e tradizione. Proprio su questo doppio binario si sviluppa il programma della giornata: alle 16:30 prenderà il via un torneo amatoriale di bocce, aperto a tutti, con l’obiettivo dichiarato di “bocciare insieme Pedemontana”.

L’ironia diventa così una forma di resistenza, capace di coinvolgere anche chi si avvicina per curiosità o per trascorrere qualche ora all’aria aperta. “Se costruiranno Pedemontana la useremo per giocare a bocce”, recita provocatoriamente uno degli slogan dell’evento, trasformando un’opera contestata in un paradossale campo da gioco.

A seguire, dalle 18:00, la giornata proseguirà con un dj set e la presenza di cibo, a rafforzare l’idea di una comunità che si ritrova e si riconosce anche attraverso momenti informali. Ma dietro la leggerezza dell’iniziativa resta ben chiaro il messaggio: riportare l’attenzione pubblica sugli impatti ambientali e sociali di un’infrastruttura che continua a dividere il territorio.

lunedì 2 febbraio 2026

Olimpiadi invernali 2026: anche in Brianza si spegne la fiaccola dell’ipocrisia

Immagine tratta dal web

In occasione del passaggio della Fiamma Olimpica ad Arcore e Lesmo, previsto per martedì 3 febbraio, diverse realtà ambientaliste e civiche del territorio brianzolo hanno diffuso un comunicato congiunto per denunciare l’impatto economico, ambientale e sociale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

A promuovere l’iniziativa sono Legambiente – Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Parco dei Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada, attivi da anni nella difesa del territorio e del paesaggio locale.

Le associazioni chiariscono fin da subito che la contestazione non è rivolta allo sport o ai valori olimpici, bensì al modello di sviluppo che l’evento sta imponendo ai territori ospitanti: «Contestare il passaggio della fiaccola non è un attacco alle Olimpiadi in quanto tali, ma un desiderio di difendere il loro significato e valore intrinseco di rispetto, pace, amicizia fra i popoli e spirito sportivo».

Uno dei punti centrali del comunicato riguarda i costi economici delle opere connesse ai Giochi. Secondo le associazioni, la spesa complessiva ha già superato di oltre un miliardo di euro le previsioni iniziali, senza garantire benefici duraturi per la collettività: «Soldi che verranno presi dalle nostre tasse per realizzare infrastrutture non strutturali, che non danno benefici alla collettività sul lungo periodo».

A preoccupare è anche lo stato di avanzamento dei lavori: oltre la metà delle opere non sarà pronta per l’inizio dei Giochi e molte verranno completate anni dopo, alcune addirittura oltre il 2030.

La corsa contro il tempo ha portato, secondo il comunicato, a una semplificazione delle procedure di appalto, con una riduzione dei controlli su sicurezza, trasparenza e legalità: «Il ritardo ha portato a una riduzione dei controlli sulla sicurezza dei lavoratori e ad un aumento del pericolo di infiltrazioni mafiose».

A questo proposito viene citato anche il lavoro di Libera, che nei suoi report segnala il rischio concreto di assegnazioni opache e di dirottamento di ingenti risorse pubbliche.

Particolarmente duro è il giudizio sull’impatto ambientale delle Olimpiadi invernali. Le Alpi, già duramente colpite dalla crisi climatica, stanno subendo una nuova ondata di infrastrutturazioni invasive: «Le infrastrutture volute per questo evento hanno aumentato la pressione su un territorio già fragile; il rischio concreto è che queste opere siano una pietra tombale per le comunità montane e il loro ambiente».

Tra gli esempi citati figurano la pista da bob di Cortina, realizzata con l’abbattimento di centinaia di larici secolari, e il bacino artificiale sopra Livigno, costruito per garantire l’innevamento artificiale: «Lo stravolgimento del paesaggio serve a sostenere un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo».

Secondo il report Open Olympics 2026, inoltre, i dati sulle emissioni climalteranti legate ai Giochi risultano ancora oggi difficilmente reperibili.

Il comunicato affronta anche il tema dell’impatto sociale e delle contraddizioni etiche legate ai grandi sponsor dell’evento: «Il percorso della fiaccola sarà accompagnato da aziende che cercano di ripulirsi l’immagine, pur essendo coinvolte in azioni di devastazione climatica su larga scala».

Vengono citate esplicitamente Eni e Coca-Cola, accusate di pratiche incompatibili con i valori di sostenibilità e pace che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare. Le associazioni denunciano inoltre la presenza ai Giochi di Stati coinvolti in conflitti armati, senza alcuna sanzione, in contrasto con lo spirito olimpico: «Un chiaro tradimento dei valori di pace e rinuncia alla guerra che le Olimpiadi dovrebbero rappresentare».

Il messaggio conclusivo è un invito alla cittadinanza a non limitarsi alla celebrazione simbolica, ma a riflettere criticamente sul significato reale dell’evento: «La fiamma porta con sé guerra, corruzione, spreco e devastazione ambientale».

Per questo Legambiente Circolo Gaia Usmate Velate, AssoColli – Associazione Colli Briantei e il Comitato No Pedemontana Arcore Camparada invitano a una presenza critica durante il passaggio della fiaccola ad Arcore: «Invitiamo la cittadinanza a spegnere la fiaccola dell’ipocrisia».

L’appuntamento è fissato per martedì 3 febbraio, tra le 12.30 e le 13.00, in via Roma ad Arcore, per ribadire che difendere l’ambiente e i territori significa anche rimettere al centro il senso autentico dei valori olimpici.

Olimpiadi Milano-Cortina: quale eredità per i territori?

Presentazione del libro
“Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi di Milano Cortina”
di Luigi Casanova e Duccio Facchini

Un’occasione di approfondimento e confronto pubblico sui costi nascosti, gli impatti ambientali e sociali e le contraddizioni del modello olimpico contemporaneo.

📍 Milano
🗓 Martedì 3 febbraio 2026
🕡 Ore 18.30
📚 Feltrinelli Librerie, viale Sabotino 28

Intervengono:
  • Duccio Facchini, direttore di Altreconomia e co-autore del saggio
  • Paolo Pileri, professore di Usi del suolo ed effetti ambientali – Politecnico di Milano
  • Lucia Tozzi, studiosa di politiche urbane
Modera:
  • Nicola Villa, editor di Altreconomia
👉 In collaborazione con Feltrinelli Librerie

domenica 28 settembre 2025

Barriere verdi e dorsali ecologiche: la Brianza contro la devastazione di Pedemontana

Immagine tratta dal blog Sinistra e Ambiente

Nella cornice di Villa Borromeo, decine di associazioni ambientaliste, comitati civici e amministrazioni locali si sono riunite per discutere degli effetti e delle prospettive legate all’autostrada Pedemontana. L’incontro del 25 settembre 2025 ad Arcore, intitolato “Pedemontana: ridisegniamo il territorio compromesso”, è stato promosso da una vasta rete di realtà territoriali insieme ai Comuni di Arcore, Usmate Velate, Camparada e Lesmo, con la partecipazione del Parco Regionale Valle Lambro e di consiglieri regionali come Onorio Rosati (AVS) e Gigi Ponti (PD).

Fra i promotori figurano Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Circolo Laura Conti Legambiente Seveso, Seveso Futura, Associazione Colli Briantei, GAS Vitale, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Altra Bovisio Masciago, Comitato No Pedemontana Arcore-Camparada-Lesmo-Usmate Velate, Cittadini per Lentate, Alternativa Verde Desio, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Passione Civica Cesano Maderno, ImmaginArcore e Prospettiva Civica Arcore. Una rete ampia e variegata, che ha voluto ribadire come la grande opera stia già incidendo pesantemente sul territorio brianzolo, richiedendo contromisure urgenti e sistemiche.

Link alla relazione: Barriera verde

Uno dei temi centrali è stata la proposta di una Barriera Verde sulla tratta C, sostenuta dal sindaco di Arcore Maurizio Bono e dall’Associazione Colli Briantei. Non un semplice intervento di facciata, ma una strategia di ricucitura ecologica pensata su scala territoriale, in grado di restituire continuità a un paesaggio frammentato.

Link alla relazione: Compensazioni ambientali

Le compensazioni ambientali - 30,5 milioni di euro messi a disposizione da Pedemontana - sono state giudicate insufficienti e in parte mal indirizzate. Gli ambientalisti hanno chiesto che vengano destinati a riforestazioni, acquisizioni di aree verdi e ricostruzione di habitat, e non a opere meramente urbanistiche. Regione Lombardia ha annunciato un fondo integrativo di 9 milioni nel bilancio 2026: un passo positivo, ma ancora lontano dal fabbisogno reale.

Link alla relazione: Bonifica diossina

Alberto Colombo, di Sinistra e Ambiente Meda, ha illustrato il lavoro svolto nel Tavolo sulla bonifica della diossina lungo la tratta B2. Un contesto delicatissimo, dove - secondo gli attivisti - la società concessionaria tende a limitare l’accesso ai documenti. Da qui l’appello a garantire massima trasparenza e a riconoscere il ruolo di controllo civico esercitato dalle associazioni.

Link alla relazione: Dorsale verde

Tra le proposte emerse spicca l’idea di una Dorsale verde, capace di collegare frammenti di territorio non ancora urbanizzati e di rafforzare la continuità ecologica. Due i progetti concreti:

  • il Parco fluviale e territoriale del Seveso, che includerebbe il Bosco delle Querce, aree del PLIS GruBria e i corsi d’acqua Seveso e Tarò;
  • il Parco regionale della Brianza Est, basato sull’integrazione di PLIS PanE, Colli Briantei e altri ambiti verdi.

Link alla relazione: Parco Brianza Est

Il Comitato No Pedemontana Arcore-Lesmo-Camparada ha richiamato l’attenzione sul nodo viabilistico: con la tratta D bloccata, l’autostrada rischia di fermarsi a Vimercate, scaricando traffico insostenibile sulle strade locali. Un rischio concreto, che mina la narrazione ufficiale di un’opera “risolutiva”.

L’incontro di Arcore ha mostrato come la questione Pedemontana non sia solo tecnica, ma profondamente politica. Gli ambientalisti non si limitano più a denunciare, ma rivendicano un ruolo da co-protagonisti nella ridefinizione del territorio. La sfida sarà trasformare promesse e progetti in azioni concrete, verificabili e condivise, capaci di dare un futuro sostenibile a un territorio già profondamente segnato.

Arcore segna dunque un passaggio simbolico: dal conflitto puro tra opere e opposizione alla ricerca di soluzioni reali, in cui cittadini, comitati e istituzioni provano a disegnare - insieme - la mappa del dopo Pedemontana.

 

Per approfondire

venerdì 19 settembre 2025

Pedemontana, la ferita aperta in Brianza: ad Arcore il confronto per ricostruire ambiente e territorio


Il prossimo 25 settembre 2025, alle ore 21.00, nella Sala del Giardino d’Inverno di Villa Borromeo ad Arcore, si terrà un interessante incontro pubblico per il futuro della Brianza. Promosso dall’amministrazione comunale, in collaborazione con associazioni, comitati, gruppi ambientalisti e liste civiche delle tratte B2 e C della Pedemontana, l’evento intende mettere a confronto istituzioni e società civile sui devastanti impatti dell’autostrada e sulle possibilità di una ricostruzione ambientale condivisa.

La Pedemontana Lombarda avanza con i cantieri e con essa cresce l’allarme delle comunità locali. La Tratta C interessa Arcore, Biassono, Bovisio Masciago, Camparada, Cesano Maderno, Desio, Lesmo, Lissone, Macherio, Seregno, Sovico, Vedano al Lambro, Vimercate e Usmate Velate, mentre sulla Tratta B2 le bonifiche dalla diossina sono già a buon punto a Seveso e Cesano Maderno e stanno per iniziare a Meda.

Gli ambientalisti parlano senza mezzi termini di “infrastruttura impattante e inutile”, sottolineando come essa abbia già determinato “la distruzione di ambienti ed ecosistemi della Brianza”. Di fronte a un simile scenario, il lavoro di monitoraggio, di denuncia e di proposta diventa essenziale.

Da tempo le realtà ambientaliste hanno intrapreso un percorso comune. Uno dei cardini dell’azione è il monitoraggio preciso della bonifica dalla diossina sulla Tratta B2, con l’obiettivo di informare costantemente la cittadinanza e di verificare che le operazioni avvengano nel rispetto della salute e della trasparenza.

Un secondo asse di lavoro riguarda le compensazioni ambientali, considerate insufficienti e spesso gestite in maniera incoerente. “Chiediamo alla politica di garantire un adeguamento della copertura economica alle nuove condizioni – si legge nel comunicato – e soprattutto coerenza nell’uso dei fondi, evitando usi impropri come purtroppo avvenuto sulle tratte A e B1”.

Accanto al controllo e alla critica, emerge la volontà di progettare. Gli ambientalisti propongono due grandi idee sovracomunali:

  • La Barriera Verde, che coinvolgerà i comuni di Arcore, Camparada e Usmate Velate, come cintura ecologica di difesa e rigenerazione.
  • La Dorsale Verde, un corridoio ambientale continuo fatto di parchi e aree naturali lungo tutto il tracciato dell’autostrada, a partire dalla proposta di Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

Si tratta di visioni che vanno oltre i confini amministrativi e che aspirano a trasformare la ferita ambientale in occasione di innovazione ecologica e paesaggistica.

Il confronto pubblico del 25 settembre vedrà la presenza dei sindaci coinvolti nella Barriera Verde, dei rappresentanti dei Parchi, dei sindaci e degli amministratori dei comuni attraversati dalle tratte B2 e C. Sono stati invitati anche i consiglieri regionali impegnati nella costituzione di un fondo integrativo per le compensazioni ambientali e nella revisione dei criteri per le indennità di deforestazione.

In un passaggio significativo del comunicato, gli organizzatori affermano: “Si sottolinea l’utilità di operare con una visione sovracomunale, non solo perché piani e progetti si concretizzano in interventi di sistema che travalichino i confini del singolo Comune, ma anche perché si presenta un’occasione per ridisegnare tutti insieme il territorio.”

L’iniziativa porta la firma di un fronte largo e determinato: Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Circolo Laura Conti Legambiente Seveso, Seveso Futura, Associazione Colli Briantei, GAS Vitale, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Altra Bovisio Masciago, Comitato No Pedemontana Arcore Camparada Lesmo Usmate Velate, Cittadini per Lentate, Alternativa Verde Desio, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Passione Civica per Cesano Maderno, ImmaginArcore, Prospettiva Civica Arcore.

La forza di questa rete sta nella capacità di coniugare il livello locale con quello sovracomunale, mantenendo alta la vigilanza su cantieri e bonifiche ma al contempo avanzando proposte concrete per ridisegnare il territorio.

L’incontro del 25 settembre non sarà dunque solo una tappa informativa, ma il tentativo di aprire un processo partecipativo in cui cittadini, associazioni e istituzioni possano immaginare un futuro diverso.

Perché, come ricordano i promotori, la Pedemontana “ha già compromesso il territorio e continuerà a farlo”, ma resta la possibilità di trasformare la resistenza in occasione di rinascita ambientale, se istituzioni e società civile sapranno muoversi in maniera convergente.

domenica 13 luglio 2025

Manifestazione contro Pedemontana: grande partecipazione ad Arcore


La manifestazione di ieri, 12 luglio 2025, ad Arcore contro la realizzazione della Pedemontana ha riscosso un buon successo: circa 200-300 persone hanno preso parte al corteo, sfilando con striscioni, slogan e interventi dal microfono aperto.

La protesta ha voluto ribadire il netto “no” a un’infrastruttura considerata dannosa per l’ambiente, per il territorio e per la salute dei cittadini. Tra i presenti, anche alcune europarlamentari, a testimoniare l’attenzione che il tema sta suscitando oltre i confini locali.

Nel corteo si sono viste famiglie, attivisti, comitati locali e cittadini comuni, tutti accomunati dalla volontà di tutelare le aree verdi a rischio espropri e cantieri.

🎥 Ecco alcuni video girati durante la manifestazione, condivisi nella chat degli organizzatori:




L’iniziativa è stata promossa da diverse realtà ambientaliste e associazioni locali, tra cui Fridays for Future Monza, il coordinamento “No Pedemontana” e gruppi che da tempo si mobilitano in difesa del territorio brianzolo. L’impegno continua, con nuovi appuntamenti e incontri informativi in programma per le prossime settimane.

sabato 5 luglio 2025

Mobilitazione permanente No Pedemontana: “Né qui né altrove, né ora né mai”


Dal 5 al 13 luglio 2025, tra Gerno (Lesmo) e Bernate (Arcore), si svolgerà una settimana di mobilitazione permanente per dire no all’autostrada Pedemontana Lombarda. Un’iniziativa collettiva che culminerà sabato 12 luglio con un corteo ad Arcore, al grido di “Né qui né altrove, né ora né mai”, per rivendicare un futuro diverso per i territori della Brianza.


Al centro della protesta vi è il rifiuto dell’idea di un’infrastruttura considerata distruttiva per l’ambiente e insostenibile per le comunità locali. Secondo gli attivisti, costruire una nuova autostrada significherebbe abbattere alberi, cementificare suolo, devastare colline e compromettere ecosistemi già fragili, aggravando la crisi climatica e aumentando i rischi idrogeologici, con pesanti ripercussioni sulla salute di tutti gli esseri viventi.


Ma la mobilitazione non è soltanto protesta. Ogni giorno sono previsti incontri, laboratori, passeggiate, momenti di formazione e attività creative. A Gerno, il 5 e 6 luglio, si susseguiranno sessioni di arrampicata, pratiche di cura collettiva e una camminata tra gli aromi selvatici della Brianza. Dal 7 luglio, a Bernate, il programma si arricchisce con laboratori di bioenergetica nel bosco, dibattiti legali sulle pratiche di resistenza non-violenta, confronti su ecologia e territorio, musica dal vivo e spazi conviviali come pranzi condivisi o jam poetiche e musicali.

L’obiettivo è costruire insieme una visione alternativa: un mondo giusto e libero, dove la bellezza, la solidarietà e i beni comuni siano messi al centro, e dove umanità ed ecosistema possano convivere in armonia.

Tutti gli aggiornamenti sul programma e le informazioni pratiche sono disponibili sul canale Telegram: https://t.me/infonopedemontana.

martedì 10 giugno 2025

La Brianza si mobilita per dire No alla Pedemontana, né qui né altrove, né ora né mai

La mobilitazione contro l'Autostrada Pedemontana Lombarda non si ferma. In tutta la Brianza, si moltiplicano le iniziative pacifiche di protesta da parte di comitati, attivisti ambientali e cittadini che si oppongono a un’infrastruttura ritenuta insostenibile da ogni punto di vista: ambientale, sociale, sanitario ed economico.


A Monza, il gruppo Fridays for Future ha lanciato un appello forte e chiaro: venerdì 12 luglio 2025, alle 16:30, si terrà un corteo ad Arcore, con partenza dalla Stazione FS. L’iniziativa mira a riunire tutte le persone consapevoli che un’autostrada non rappresenta un futuro possibile per il territorio brianzolo. “Abbattere alberi, cementificare, devastare le colline” – si legge nel comunicato – “sono atti ecocidi che aggravano la crisi climatica, aumentano i rischi idrogeologici e danneggiano la salute di ogni essere vivente”. Fridays for Future Monza invita quindi a dire un chiaro NO alla Pedemontana Lombarda, sottolineando che esistono alternative sostenibili per migliorare la qualità della vita senza compromettere gli ecosistemi.


Parallelamente, il Coordinamento NO Pedemontana ha annunciato un’altra importante iniziativa per sabato 14 giugno, con ritrovo alle 14:30 in via dei Mille, Parco Liate a Cesano Maderno. Il percorso condurrà fino a Meda, al Parco Beretta Molla, costeggiando i cantieri dove la bonifica dei terreni contaminati dalla diossina – secondo gli attivisti – è stata ignorata o condotta senza trasparenza. L’appuntamento non sarà un corteo organizzato, né una marcia solenne: “Chi c’è c’è, ma più siamo meglio è”, affermano i promotori. L’obiettivo è ribadire la denuncia di una situazione che persiste da oltre un anno, con l’aggravante dell’imminente distruzione di parte del Bosco delle Querce, area simbolica nata proprio per mitigare il disastro ambientale dell’ICMESA di Seveso.

Le due iniziative rappresentano tasselli di una mobilitazione ampia e trasversale, che cresce settimana dopo settimana. Dalle città ai piccoli comuni, dai giovani ai comitati storici, si alzano voci critiche contro un’opera considerata non necessaria, dannosa e figlia di una visione del territorio ormai superata. La Brianza si oppone così in modo fermo ma pacifico, invocando un futuro in cui la cura del territorio e della salute collettiva venga prima di ogni logica infrastrutturale distruttiva.

mercoledì 19 marzo 2025

Maratona artistica No Pedemontana a Bernate


Con l’intento di esprimere rabbia e indignazione per la devastazione dei boschi di Bernate, nasce una maratona artistica in difesa delle terre e dei corpi soggetti alla violenza del progetto dell’Autostrada Pedemontana. Poetə, musicistə e artistə sono invitatə a partecipare, portando le proprie opere per unirsi alla lotta e dichiarare il proprio amore per la Brianza.

Modulo di partecipazione: cliccare qui

sabato 15 marzo 2025

Pedemontana e l'Albero Monumentale a rischio: agiamo subito!


Riceviamo e pubblichiamo:


Buongiorno a tutt*,

due giorni fa, una maestosa quercia di notevoli dimensioni, situata nei pressi della prossima tratta dell'autostrada Pedemontana da disboscare, è stata ufficialmente inserita nel Registro degli Alberi Monumentali d'Italia. Purtroppo, i lavori di taglio stanno avanzando rapidamente e già ieri gli operai hanno delimitato l’area che comprende quest’albero storico.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto per cercare di fermare l’abbattimento! Vi chiediamo di inviare la seguente mail agli indirizzi riportati qui sotto. Potete copiare e incollare il testo, personalizzando leggermente l'oggetto per evitare che le mail vengano filtrate come spam.

💚 Insieme possiamo fare la differenza! 💚

📩 Indirizzi email a cui inviare la lettera: segreteriasindaco@comune.arcore.mb.it,ass.luca.travascio@comune.arcore.mb.it,ediliziaprivata@comune.arcore.mb.it,urp@comune.arcore.mb.it,segreteria_presidente@regione.lombardia.it,Alessandro_Beduschi@regione.lombardia.it,giorgio_maione@regione.lombardia.it,segreteria_terzi@regione.lombardia.it,gianluca_comazzi@regione.lombardia.it,posta@pedemontana.com


📜 Testo della mail:

Oggetto: Urgente richiesta di tutela del patrimonio arboreo nei Colli Briantei

Egregio Sindaco di Arcore, Maurizio Bono,Egregio Presidente Attilio Fontana,Egregi Assessori e Autorità competenti di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.,

con la presente desidero portare alla Vostra attenzione l’urgente necessità di rivalutare il tracciato autostradale di Pedemontana Lombarda, in particolare nel tratto che attraversa i Colli Briantei e il bosco di Bernate, ad Arcore.

L’intervento in corso ha già determinato l’abbattimento di un numero significativo di alberi di grande valore, tra cui numerosi esemplari di Quercus petraea, pianta autoctona di rilevante importanza per il patrimonio ambientale e paesaggistico della Brianza. Il proseguimento dei lavori comporterebbe non solo la perdita di ulteriori alberi secolari, ma anche l’abbattimento di un esemplare monumentale di Quercus spp., dalle dimensioni eccezionali (4,2 metri di circonferenza, circa 30 metri di altezza), recentemente riconosciuto e inserito nel Registro degli Alberi Monumentali d’Italia (link).

Alla luce di tale riconoscimento e dell’inestimabile valore ecologico e storico dell’esemplare, chiedo formalmente che venga adottata ogni misura necessaria per la sua tutela, scongiurandone l’abbattimento.

Certa della Vostra attenzione e sensibilità verso la salvaguardia del nostro patrimonio naturale, resto a disposizione per eventuali approfondimenti e confronti.

Confidando in un Vostro riscontro, porgo i miei più cordiali saluti.

[Nome Cognome]

Grazie a chiunque dedicherà qualche minuto per inviare questa mail e diffondere il messaggio! 🌿💚

 


 

giovedì 6 marzo 2025

Cresce la mobilitazione contro l'autostrada Pedemontana in Brianza


La mobilitazione contro la costruzione dell'autostrada Pedemontana in Brianza si intensifica, coinvolgendo sempre più cittadini, comitati e amministrazioni locali. Nei prossimi giorni sono previste diverse iniziative per esprimere il dissenso nei confronti di un progetto che, secondo i manifestanti, minaccia il territorio e la qualità della vita dei residenti.


Il primo appuntamento in calendario si terrà venerdì 7 marzo alle ore 17.30 a Meda, in via Tre Venezie angolo via Polo. Il Coordinamento NO Pedemontana ha organizzato un'iniziativa dal titolo "Rompiamo il silenzio!!! Prima che la città diventi un cantiere". I partecipanti sono invitati a portare strumenti rumorosi per attirare l’attenzione e denunciare il silenzio dell’amministrazione comunale sulla questione.


Un’altra iniziativa si svolgerà lunedì 10 marzo alle ore 21 presso l'Auditorium del Centro scolastico Omnicomprensivo di via Adda 6 a Vimercate. L’assemblea pubblica, organizzata dall’amministrazione comunale, vedrà la partecipazione del sindaco Francesco Cereda, che illustrerà "I cantieri e l'impatto sul territorio della tratta C di Pedemontana". Originariamente previsto in Biblioteca, l'incontro è stato spostato in una sede più ampia per garantire una maggiore partecipazione della popolazione.


Sabato 15 marzo alle ore 15
, in via Quintino Sella a Lissone, si terrà un ulteriore incontro intitolato "Una vergogna di cantiere: testimonianze e dissenso contro Pedemontana". Il Comitato per la difesa del territorio No Pedemontana denuncia il progetto con fermezza: "Scavano una galleria enorme sotto le case, da Santa Margherita a Macherio passando per Bareggia... Propongono una falsa idea di progresso. Noi non ci stiamo".

Parallelamente, numerose associazioni e gruppi civici della tratta B2 stanno intensificando le proprie attività, incontrando amministratori pubblici dei Comuni attraversati dall'autostrada per sensibilizzare la cittadinanza e avanzare proposte per la tutela del territorio. Inoltre, incalzano Pedemontana con richieste di informazioni, diffondendo puntualmente aggiornamenti alla popolazione.

Negli ultimi giorni, la diffusione di immagini e filmati che documentano l'impatto dei cantieri nei boschi di Arcore Bernate sta ulteriormente rafforzando il fronte del dissenso.

 


sabato 15 febbraio 2025

Tratta C di Pedemontana: tra scelte discutibili e nuove proposte ambientali

Abbiamo ricevuto da Sinistra e Ambiente di Meda un comunicato sulle compensazioni ambientali di Pedemontana. Dopo aver illustrato la situazione della tratta B2, approfondiamo ora gli interventi previsti per i comuni interessati dalla tratta C.


Compensazioni ambientali sulla Tratta C: scelte e criticità

Il 3 febbraio 2025 diverse associazioni ambientaliste hanno incontrato i sindaci di Arcore, Camparada, Lesmo, Usmate Velate e Vimercate per discutere le compensazioni ambientali della tratta C di Pedemontana. A questo incontro ha partecipato anche un rappresentante di Sinistra e Ambiente di Meda. Dai confronti è emerso che gran parte del Masterplan del 2009 è stato modificato o abbandonato.

Arcore

Il comune di Arcore utilizzerà circa 1,1 milioni di euro per interventi di piantumazione a nord di Bernate, mentre 400.000 euro saranno destinati alla realizzazione di piste ciclabili tra Arcore, Usmate e Camparada. La priorità sarà data al tratto Usmate-Arcore per creare un collegamento lungo la principale arteria cittadina. Il PL 28, che prevedeva la tutela dell’area del Roccolo al confine con Velasca, è stato eliminato in quanto insisteva sul territorio vimercatese.

Lesmo

I progetti proposti da APL, in particolare il PL 26 tra Biassono e Lesmo, sono stati stralciati e sono in corso valutazioni per altre compensazioni alternative.

Usmate Velate e Camparada

Le compensazioni ambientali in questi comuni si concentreranno principalmente su piste ciclabili. Il collegamento con Camparada è già finanziato dalla Provincia e non rientra tra le compensazioni di Pedemontana. Il comune di Usmate Velate chiede che Pedemontana realizzi la pista ciclabile su viale Monza, mentre il Comune si occuperà del collegamento con Casatenovo. Se Pedemontana non dovesse farsi carico del collegamento per Arcore, sarà necessario rivedere l'allocazione delle risorse.

Vimercate

Vimercate ha stanziato 4 milioni di euro per un progetto di riqualificazione urbana con un'ottica green.

Gli ambientalisti hanno sottolineato alcune criticità, in particolare:

  • Le piste ciclabili, pur essendo opere utili e facilmente realizzabili, non possono costituire l'unica forma di compensazione ambientale, in quanto comportano anch'esse consumo di suolo.
  • Alcune amministrazioni hanno abbandonato i progetti locali originari di compensazione, riducendo l'efficacia degli interventi.
  • Per evitare ulteriore consumo di suolo, è fondamentale che le aree non ancora edificate vengano integrate nei parchi esistenti e tutelate da possibili future urbanizzazioni.

Le associazioni ambientaliste continueranno a monitorare la situazione per garantire che le compensazioni ambientali non vengano snaturate e che le risorse vengano utilizzate in maniera efficace per la tutela del territorio.

giovedì 13 febbraio 2025

Passeggiate e proteste: continua la mobilitazione contro l'autostrada Pedemontana


Le associazioni e i comitati locali proseguono la loro battaglia contro l'autostrada Pedemontana, smontando le narrazioni ufficiali e denunciando le criticità di un progetto che continua a suscitare polemiche. Attraverso comunicati, approfondimenti tecnici e iniziative sul campo, il fronte del dissenso si rafforza, evidenziando i rischi e le incongruenze dell'opera.

Le bugie di Pedemontana: il Comitato Difesa del Territorio di Lissone smonta la narrazione ufficiale


Il Comitato Difesa del Territorio di Lissone prosegue nella sua opera di smascheramento delle dichiarazioni ufficiali con la campagna "Le Bugie di Pedemontana". Dopo aver confutato le affermazioni che l'autostrada sarebbe rispettosa del territorio e che contribuirebbe a ridurre il traffico (leggi qui), ora il focus è sulla promessa dei "1000 giorni di cantiere".

Il Comitato sottolinea come sia poco credibile che un'opera concepita in oltre trent'anni possa essere realizzata in tempi così brevi. La complessità della realizzazione, aggravata da criticità irrisolte come la bonifica per la diossina lungo la tratta B2 e le questioni legate agli espropri, rendono questa promessa irrealistica. "1000 giorni è solo un numero simbolico, perché di questo Pedemontana vive: di simboli", affermano gli attivisti, mettendo in guardia sulla lunga durata e sulle ripercussioni territoriali di un cantiere che rischia di impattare pesantemente la viabilità locale.

I numeri che non tornano: il comunicato de La Rondine Concorezzo


La lista civica La Rondine Concorezzo punta invece i riflettori sulle fragilità economiche del progetto, denunciando il drastico calo delle previsioni di traffico e il conseguente aumento dei costi.

Negli ultimi dieci anni, i dati ufficiali di Pedemontana hanno più che dimezzato le stime del traffico, un elemento che mina la sostenibilità finanziaria dell'opera. Inoltre, le stime attuali appaiono comunque sovrastimate, basandosi su un modello di calcolo già rivelatosi fallimentare nel caso della BreBeMi. La costruzione di un'autostrada a tre corsie per senso di marcia appare del tutto ingiustificata a fronte di volumi di traffico che potrebbero essere gestiti con normali strade provinciali.

Parallelamente, i costi sono lievitati da 4,1 miliardi a 5,2 miliardi di euro, con il rischio di ulteriori aumenti. Per contenere questa crescita, Regione Lombardia ha proposto la cosiddetta Tratta D-Breve, una variante che, secondo il Centro Studi PIM, risulta inefficace sul piano trasportistico e che si sovrappone inutilmente alla Tangenziale Est A51. Questa modifica ha suscitato l'opposizione dei comuni del Vimercatese, che hanno presentato una formale diffida legale contro il progetto.

La mobilitazione continua: "Passeggiata della vergogna 2.0"


Oltre all'attività di analisi e denuncia, i comitati proseguono con azioni di sensibilizzazione sul territorio. Sabato 22 febbraio alle ore 14.30, diverse associazioni e gruppi locali si ritroveranno in Piazza Italia a Baruccana di Seveso per la "Passeggiata della vergogna 2.0". L'iniziativa prevede una visita al cantiere della NON bonifica, con l'obiettivo di mostrare direttamente ai cittadini la situazione sul campo e di rafforzare la consapevolezza sugli effetti di Pedemontana sul territorio.

"Pedemontana vs Valle del Lambro": un'escursione per vedere i luoghi prima della devastazione


Nell'ambito del programma "Le Brianze raccontate e camminate", domenica 23 febbraio si terrà un'escursione organizzata dall'Arci di Macherio tra il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Parco sovracomunale dei Colli Briantei. Il percorso, lungo 8,2 km, attraverserà aree destinate a subire profondi cambiamenti a causa dei lavori di Pedemontana, offrendo ai partecipanti l'opportunità di vederle nella loro forma attuale forse per l'ultima volta.

L'itinerario toccherà luoghi di pregio storico e naturalistico, tra cui il ponte ciclopedonale sul Lambro, le corti storiche di Gerno di Lesmo e il parco di Villa Borromeo D'Adda ad Arcore. Un momento significativo sarà il ricordo del comandante partigiano Livio Cesana, con un omaggio nel luogo a lui dedicato. L'evento si concluderà presso il Monumento alla Resistenza, in collaborazione con le sezioni ANPI di Arcore e Biassono.

L'escursione è riservata ai tesserati ARCI con iscrizione obbligatoria e un massimo di 30 partecipanti. Per informazioni cliccare qui.

Un'opera senza senso collettivo?

Le critiche sollevate dai comitati e dalle associazioni convergono su un punto chiave: l'autostrada Pedemontana sembra rispondere più a logiche politiche ed economiche che a un reale bisogno collettivo. Con costi in crescita, previsioni di traffico in calo e un impatto territoriale significativo, le ragioni per proseguire il progetto appaiono sempre meno convincenti. La mobilitazione non si ferma e continuerà a sollevare interrogativi su un'opera che rischia di diventare un pesante fardello per le comunità locali.

mercoledì 12 febbraio 2025

Valle del Lambro e Colli Briantei: l’escursione nei luoghi che la Pedemontana cambierà per sempre


Nell'ambito del programma "Le Brianze raccontate e camminate", domenica 23 febbraio 2025 si terrà un'escursione unica e irripetibile tra il Parco Regionale della Valle del Lambro e il Parco sovracomunale dei Colli Briantei. Un itinerario che attraversa luoghi destinati a subire profondi cambiamenti a causa dei lavori della Pedemontana, offrendo ai partecipanti l'opportunità di salutarli nella loro forma attuale per l'ultima volta.

Il percorso, della lunghezza di circa 8,2 km, si snoderà attraverso piste ciclopedonali, strade urbane e campestri, con un tracciato prevalentemente pianeggiante e qualche agevole saliscendi. L'uso dei bastoncini da escursionismo è consigliato per un maggiore comfort lungo il tragitto.

Il ritrovo è fissato alle ore 8:30 presso il parcheggio della Stazione FS Biassono-Lesmo-Parco. Da qui, il gruppo si muoverà verso nord lungo la ciclovia del parco regionale fino a raggiungere il ponte ciclopedonale sul Lambro. Dopo aver attraversato la provinciale in prossimità del grande ponte in ferro di Gerno, gli escursionisti esploreranno la frazione di Gerno di Lesmo, ammirandone le corti storiche e l'interno neoclassico della parrocchiale.

Un momento significativo dell'escursione sarà il ricordo del comandante partigiano Livio Cesana, omaggiato nel luogo a lui dedicato. Proseguendo, con una breve ascesa e un facile attraversamento dei campi, il gruppo raggiungerà il cimitero di Lesmo e le aree boschive prossime a essere trasformate dai lavori della nuova autostrada. Il cammino continuerà lungo strade campestri e ciclabili, costeggiando nobili tenute agricole incorniciate da boschi e filari, fino a giungere alle porte di Arcore.

L'ultima tappa dell'itinerario condurrà gli escursionisti nel suggestivo parco di Villa Borromeo D'Adda, un'oasi di bellezza e storia. La conclusione dell'evento avverrà presso il Monumento alla Resistenza, sito in Largo Vincenzo Vela all'angolo con Viale San Martino, dove verrà reso omaggio ai partigiani arcoresi in collaborazione con le sezioni ANPI di Arcore e Biassono.

L'escursione, riservata ai soli tesserati ARCI, prevede un'iscrizione obbligatoria con un massimo di 30 partecipanti e una sottoscrizione di 3 euro. Gli organizzatori, Arci Macherio, declinano ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone e cose. Per informazioni e iscrizioni, è possibile contattare cultura@arcimacherio.it o telefonare al numero 335 632 8590 (Augusta) per le iscrizioni e al 339 844 6553 (Gianni) per ulteriori dettagli.

mercoledì 11 settembre 2024

Pedemontana Lombarda: un settembre di proteste e critiche

La vicenda legata alla costruzione dell'autostrada Pedemontana Lombarda si è intensificata negli ultimi giorni, tra azioni simboliche, interventi critici e continui rinvii. Di seguito una cronologia dei principali eventi che hanno scandito il dibattito:

7 settembre 2024

Striscione di protesta al cantiere di Cesano


Nella notte del 7 settembre, un gruppo di attivisti ha realizzato un’azione simbolica presso il cantiere della bonifica "inquinante" a Cesano, "addobbando" l'area per denunciare i rischi ambientali legati alla costruzione della Pedemontana. Questo gesto ha voluto richiamare l’attenzione su come l’autostrada stia minacciando territori delicati come la brughiera.

9 settembre 2024

Articolo di Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera


Il 9 settembre, Ferruccio de Bortoli ha pubblicato un articolo sulla pagina economica del Corriere della Sera in cui ha sollevato critiche sia alla Pedemontana che alla BreBeMi. De Bortoli ha messo in discussione l’utilità di queste infrastrutture, che pur accumulando debiti e costi elevati, non hanno risolto i problemi di traffico. Ha invitato a riflettere su questi progetti per evitare di ripetere errori simili in futuro.

11 settembre 2024

Assemblea alla Festa dell'Unità ad Arcore


Questa sera, 11 settembre, alla Festa dell'Unità ad Arcore, è previsto un incontro dal titolo "Pedemontana: era meglio percorrere un'altra strada", organizzato presso la sede comunale di via Vela 1. Sarà un'importante occasione per discutere le problematiche legate al progetto e approfondire le ragioni della sua contestazione.

12 settembre 2024

Rinvio della riunione commissione territorio a Lissone

Il 12 settembre, era prevista una riunione della commissione territorio e trasporti del Comune di Lissone per discutere la cantierizzazione della tratta C della Pedemontana, ma l'incontro è stato annullato e rinviato a ottobre. Questo ulteriore rinvio si aggiunge a una serie di posticipazioni che alimentano i dubbi sull'effettiva fattibilità del progetto.

21 settembre 2024

Manifestazione al Brianza Pride di Seregno


Il 21 settembre, durante il Brianza Pride a Seregno, i comitati "No Pedemontana" di Desio, Lissone e Vimercate parteciperanno attivamente per sensibilizzare sulla questione ambientale legata alla costruzione dell'autostrada. Sono previsti volantini informativi, banchetti e uno spezzone dedicato alla protesta contro la Pedemontana, che mira a essere partecipato e visibile.

In poco più di due settimane, la questione Pedemontana ha visto un crescendo di iniziative e interventi, con la partecipazione attiva dei comitati e dei cittadini, oltre alle critiche di figure di spicco. Il prossimo grande appuntamento sarà il Brianza Pride, dove il movimento "No Pedemontana" si farà sentire in maniera chiara e decisa.

venerdì 17 novembre 2023

Pedemontana: il caso del Comune che fa pagare l'IMU sui terreni che verranno espropriati

La lettera pubblicata su "Il Corriere della sera" del 12/11/2023

La storia di Tiziana Tarantola, pubblicata recentemente sul Corriere della sera, getta luce sulla controversa gestione delle aree destinate al progetto dell'autostrada Pedemontana. Mentre leggiamo delle disavventure di chi vede i propri terreni espropriati per la causa pubblica, ci imbattiamo in una vicenda che svela un'ingiustizia ulteriore.

Nel 1956, il padre di Tiziana Tarantola investì i propri risparmi in un terreno ad Arcore. Col passare degli anni, l'area, ereditata da Tiziana e sua sorella, divenne oggetto del progetto Pedemontana, con il conseguente blocco del terreno. Fin qui nulla di nuovo, molti proprietari stanno affrontando situazioni simili.

La vera sorpresa arriva quando, nonostante il blocco per procedere all'esproprio, il Comune di Arcore invia una raccomandata che intimerebbe il pagamento dell'IMU dal 2018, con una sanzione per ritardo. Ciò che desta sconcerto è che il Comune ha deciso di applicare questa tassa anche sui terreni agricoli che verranno espropriati per far passare la nuova autostrada.

L'ingiustizia emerge chiara: proprietari costretti a rinunciare ai propri terreni in nome di un presunto progresso, solo per trovarsi poi vessati da una tassazione che sembra non tenere conto della loro situazione. Terreni destinati ad una infrastruttura di uso pubblico, che non possono essere venduti né regalati, ma sui quali il Comune decide di far pesare l'onere dell'IMU.

Ciò che doveva essere un contributo alla collettività si trasforma così in una beffa per chi, in buona fede, ha accettato le condizioni imposte dal progetto Pedemontana. La storia di Tiziana Tarantola diventa il simbolo di una gestione discutibile e priva di sensibilità nei confronti dei cittadini.

giovedì 12 maggio 2022

Azioni collegiali contro la Pedemontana: Sindaci e gruppi ambientalisti si confrontano ad Arcore

 

Il 9 maggio 2022, in villa Borromeo ad Arcore, una serie di liste civiche ed associazioni ambientaliste della Provincia di Monza e Brianza, in collaborazione con l'amministrazione arcorese, presente alla serata con il Sindaco Maurizio Bono, ha organizzato e animato una iniziativa sull'autostrada Pedemontana Lombarda cui hanno partecipato diversi amministratori e alcuni Consiglieri Regionali. 

Dopo l'incontro del 9 dicembre 2021 prosegue dunque il dialogo tra gli ambientalisti e i Sindaci che dopo un pressing esercitato nei confronti delle istituzioni di livello superiore, sono stati convocati prima dalla Provincia di MB e successivamente da Regione Lombardia.
Purtroppo con una modalità che è ancora quella di incontri separati per Tratta e solo con facoltà di proporre e definire aggiustamenti pressochè insignificanti. Una modalità inaccettabile derivante dalla rigida posizione di Regione Lombardia (a trazione leghista) che, continuando ostinatamente a volere il completamento dell'autostrada configurata secondo il progetto definitivo aggiornato 018/019 messo a bando, chiude la strada alle istanze di revisione.
Tutti gli amministratori presenti  (tratte B2, C e D) hanno giudicato questa posizione miope e incondivisibile e ribadito comunque la necessità di modificare un progetto superato e pesantemente impattante per il territorio.

Gli ambientalisti, da sempre contrari al completamento dell'infrastruttura, hanno ribadito la necessità di azioni collegiali e coordinate dei Sindaci sulle molteplici criticità nonchè una visione d'assieme sulle compensazioni ambientali (comunque da incrementare) e sull'incompiuta Greenway, riassumendo richieste e criticità in un puntuale documento.

 

 

La serata è stata molto partecipata, con molti interventi, sia da parte degli amministratori e dei Consiglieri Regionali sia da parte dei cittadini. In collegamento on line, anche l'arch. Arturo Lanzani, docente del Politecnico, che ha rilanciato la necessità di aprire una discussione con Regione Lombardia e con CAL su una serie di modifiche progettuali, sulle compensazioni rafforzate e sulla Greenway.



Sulla stampa:

 


venerdì 6 maggio 2022

Prendere, cambiare, lasciare. Confrontiamoci su Pedemontana


 

Riceviamo e pubblichiamo.

Una serie di gruppi ambientalisti della Brianza, già promotori dell'incontro sulla pedemontana tenutosi lo scorso 9/12/2021 ad Arcore, tornano a organizzare un evento con i Sindaci delle tratte interessate dal progetto di completamento dell'autostrada.


Lo fanno, nuovamente in collaborazione con l'amministrazione comunale arcorese, in data 9/5/2022 alle ore 21.00 presso la Villa Borromeo ad Arcore.


Il senso di questo confronto consiste nella messa a fuoco delle specificità progettuali e dell'impatto sul territorio delle singole tratte B2, C e D, anche sulla base della documentazione tecnica ricevuta.
La finalità è quella di porre alla Regione Lombardia, con la maggior forza che può derivare dall'azione congiunta delle rappresentanze istituzionali del territorio e dei cittadini e delle loro associazioni, una serie di istanze che riguardano la realizzazione dell'infrastruttura, le possibilità di modifiche progettuali, le opere a mitigazione e compensazione e l'impatto, sia ambientale che sul traffico veicolare locale.

I gruppi ambientalisti e le liste civiche:
Associazione Colli Briantei, Alternativa Verde Desio,Legambiente circolo Laura Conti Seveso,Legambiente Seregno aps, Seveso Futura,Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda,ImmaginArcore, Melting Pot Arcore, Un Parco per Bernareggio,Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore, Passione Civica per Cesano Maderno,Lista Civica Altra Bovisio Masciago

lunedì 6 dicembre 2021

Pedemontana: l'ora della verità. Associazioni ed ambientalisti si confrontano con i rappresentanti delle istituzioni e del territorio

 

Riceviamo e pubblichiamo 

 

Dopo decenni sembra si avvicini sempre di più la concretizzazione del completamento dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, mentre la tratta D, stralciata dall’iter, rimane in attesa di decisioni.
Non per questo le nette opposizioni o le forti e diffuse perplessità sono venute meno. Non è comunque il momento della rassegnazione. 


Le associazioni, i gruppi e le liste civiche che si sono mobilitate contro l'infrastruttura confermano la loro contrarietà e il loro impegno prioritario per la tutela dell’ambiente e del territorio che verrebbero pesantemente compromessi dal passaggio dell’autostrada. 


La parte del mondo politico, che nel corso degli anni ha assunto posizioni sempre più critiche e si pone almeno l'obiettivo di contenere la devastazione ambientale che Pedemontana produrrà, deve rendere esplicite le proposte di riduzione del danno e l’operato per concretizzarle. Le Amministrazioni e gli Enti istituzionali che rappresentano il territorio devono fronteggiare propensioni differenti e talora opposte dei propri cittadini, correndo il rischio di non riuscire a definire con chiarezza l’azione da esercitare. Sono in campo visioni differenti dello sviluppo, della tutela ambientale, della mobilità e del trasporto in Brianza. Portarle a sintesi è complicato, anche per i contrastanti interessi politici ed economici in gioco.
 

Le associazioni, i gruppi e le liste che hanno promosso la manifestazione con una serie di presidi dello scorso 23 maggio propongono ora un confronto pubblico con istituzioni e cittadini.
 

Non deve essere, non può essere una carrellata di posizioni, pur rispettabili pro o contro, oppure l'esposizione di idee e intenti per contenere l'impatto dell'autostrada e per ottenere “ricompense” per un danno al territorio che risulterà comunque irrimediabile.

Ora è il momento:

  • Per chi vuole e cerca di fermare Pedemontana, di utilizzare tutti gli strumenti politici e giudiziari disponibili e percorribili, di proseguire con le segnalazioni anche presso i ministeri competenti e gli organismi economici nazionali ed europei che partecipano al finanziamento dell'autostrada informando sulle incongruità del progetto e smantellando la falsa narrazione che lo descrive come “green”.
  • Per chi vuol ridurne il danno, di indicare le modalità che intende proporre, perché non sono sufficienti idee attraenti, ma è necessario considerare i vincoli progettuali e economici definiti dal percorso finora compiuto e le possibilità di introdurre modifiche anche e soprattutto a mezzo di un “pressing” politico nei confronti di coloro che ribadiscono l’impossibilità di modificare un progetto che passerà prossimamente alla fase esecutiva. Va anche definita una serie di richieste migliorative che riguardano entrambe le tratte B2 e C e sarebbe necessario costruire un deciso rafforzamento delle compensazioni ambientali e delle mitigazioni che aggiungano opere, risorse e criteri nuovi di scelta e di gestione delle stesse.
  • Per chi Pedemontana vuol farla, di essere cosciente e consapevole che il bilancio per il territorio causato quest'opera sarà devastante per l'ambiente, molto incerto sul piano della redditività, dalla dubbia efficacia nella risoluzione dei problemi del traffico locale e che divorerà una quantità enorme di risorse destinabili altrimenti a costruire un futuro diverso per la mobilità e i trasporti in Brianza.
Incontriamoci ad Arcore in Villa Borromeo 
per l’evento 
 
Pedemontana: l’ora della verità
 
Giovedì 9 dicembre 2021, ore 21

 

Intervengono:

Gruppi ambientalisti delle tratte B2 e C e Legambiente Lombardia, Sindaci di Arcore, Vimercate e altri Comuni, Consiglieri Regionali e Parlamentari, A. Lanzani docente Politecnico Milano, M. Speziali Direttore MBNews.

Evento organizzato in collaborazione con il Comune di Arcore
Numero presenti limitato da norme su pandemia ­ obbligo Green Pass 
prenotazione con mail a meltingpotarcore3@gmail.com

 

I proponenti:
Associazione Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente circolo Laura Conti Seveso, Legambiente Seregno aps, Casa della Sinistra Seregno, Seveso Futura, Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, ImmaginArcore, Un Parco per Bernareggio, Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore, Passione Civica per Cesano Maderno, Lista Civica Altra Bovisio Masciago.

lunedì 22 marzo 2021

Gli ambientalisti denunciano: "La Regione butta altro denaro pubblico per completare l'insostenibile Pedemontana"

Cartellone fotografato ad Arcore in questi giorni

 

a cura di Sinistra e Ambiente Meda e Circolo "Laura Conti" Legambiente Seveso

In questi giorni la maggioranza di Regione Lombardia ha varato un emendamento nell’ambito del progetto di legge denominato ‘Interventi a sostegno del tessuto economico lombardo’. L'emendamento consente l’acquisto delle azioni di Pedemontana prima detenute da Banca Intesa con un esborso di 62 milioni di euro.
La notizia ci raggiunge portata da Marco Fumagalli, Consigliere Regionale dell'M5S.
La società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), con un'operazione pagata con risorse pubbliche, sgrava dalla partecipazione diretta in Pedemontana Banca Intesa che prima deteneva l’8,03% del capitale sociale.
 

Con le azioni acquistate da Banca Intesa e con il controllo al 96% da parte di FNM (al 57,7 % di Regione Lombardia) della società Milano Serravalle (MISE), la società Autostrada Pedemontana Lombarda, dunque, è oggi quasi interamente a capitale pubblico.
Va da sé che con questa configurazioner, il rischio impresa grava esclusivamente sull'ente regionale.
Questa operazione, come le precedenti, è attuata per cercare di rendere appetibile ai privati un finanziamento per il completamento dell'autostrada, cui mancano le tratte B2, C e D.
Altro denaro pubblico che, sempre con lo stesso scopo, si va a sommare:

  • ai 512 mln stanziati a febbraio 2021 a mezzo FNM per acquisire l’82,4% del capitale sociale di Milano Serravalle (MISE) presente come socia in Pedemontana;
  • all'aumento di capitale sociale di APL pari a 350 mln versato ad inizio 2021;
  • al fondo di garanzia ventennale dal 2025 da 450 mln di euro per coprire i debiti di Pedemontana con le banche dovute ai mancati introiti. Ogni anno 22,5 milioni di euro;
  • alla gratuità concessa sulle tratte A e B1 in occasione di EXPO con un versamento ad APL di 32 mln nel 2015;
  • alla DEFISCALIZZAZIONE governativa (sugli utili futuri) pari a 349 MLN di euro introdotta nel 2014.

L'ostinazione con cui si persegue l'obiettivo di realizzare il completamento è forte. Gli attuali amministratori di Regione Lombardia e in particolare dalla Lega continuano a considerare questa autostrada come strategica e cercano un rilancio dell’opera anche in vista dell'arrivo di grandi finanziamenti per le infrastrutture dal Recovery Fund a cui  - in perfetto stile commedia dell’arte italiana - agganciare anche l'evento olimpico del 2026.
È una visione miope, che vuole privilegiare il trasporto su gomma, in un territorio dove la viabilità è problematica, applicando una ricetta vecchia, quella della costruzione di pesanti e impattanti arterie autostradali.
 

Una ricetta che comunque non può risolvere i problemi viabilistici ma che servirà solo ad attirare traffico veicolare aggiuntivo, rendendo più invivibile il territorio.
Addirittura sulle tratte A e B1 in esercizio, le percorrenze sono ben lontane da quelle inizialmente previste.
 

I transiti attuali (pre Covid) sono infatti attestati attorno ai 22.000 veicoli/giorno, un numero lontanissimo dalle 60.000 e più percorrenze stimate inizialmente dallo studio di fattibilità che giustificava necessità e redditività della Pedemontana.
Il completamento porterebbe a intercettare il traffico sull'attuale superstrada Milano-Lentate S.S (futura tratta B2) che attualmente supera i 100.000 veicoli/giorno. Un flusso veicolare che però non è a lunga percorrenza est-ovest ma in buona parte la somma di brevi percorrenze, un movimento cioè fatto di spostamenti locali.
 

Oltretutto, con l'esigenza di trasferimenti meramente territoriali, la realizzazione della tratta B2 (a pedaggio) sul sedime dell'attuale superstrada, provocherà una "fuga" alla ricerca di percorsi alternativi sulla viabilità comunale con incrementi di circolazione insostenibili. Questi numeri e questa situazione erano già evidenziati nello studio sul traffico, commissionato dalla provincia di MB e realizzato dalla soc. META e dall'Ing Debernardi nel 2016.
 

Già solo le considerazioni sull'analisi di viabilità e sulle percorrenze mostrano che non serviva (e non serve) una nuova autostrada di tale impatto e costo nel collegamento est/ovest. È folle fare un'autostrada solo per soddisfare spostamenti prevalentemente locali.
Se poi lo sguardo e l'analisi si amplia all'aspetto ambientale, le criticità e le ricadute, alcune delle quali già concretizzate, sono pesantissime e il "cahier des doléance" è corposo.

Con la realizzazione delle tratte A e B1 che perlopiù si è limitata al solo nastro d'asfalto con limitata viabilità complementare, si sono spazzate via intere aree verdi e agricole, il grande Bosco della Moronera a Lomazzo è stato sventrato, dimezzato quello della Battù a Lazzate. Poche le compensazioni ambientali realizzate, alcune completamente snaturate rispetto a un progetto di ricucitura del territorio.
Per la tratta B2 c'è l'invasività nel Bosco delle Querce, incombe il rischio della movimentazione del terreno ancora contaminato dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 con un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente sotto molti aspetti.
 

Sulla tratta C e D l'asfalto e le opere di viabilità complementare e accessoria occuperebbero e sventrerebbero aree agricole, boscate e di pregio, alcune ricomprese in ambiti di tutela.
In un territorio già fortemente urbanizzato, con traffico caotico, trasporto pubblico insufficiente, pessima qualità dell'aria, naturalità deturpata e assediata non serve un'autostrada, serve il potenziamento e l'efficientamento delle linee ferroviarie sia per i pendolari sia per le merci, spostando la priorità del trasporto su gomma al ferro, serve il ripristino e la realizzazione di tranvie e di nuove tratte di metropolitana, serve attenzione e salvaguardia del territorio.
 

Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica.